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RENZI, IL NULLA CHE AVANZA

DI ALESSIO MANNINO
nuovavicenza.it

Con quell’arietta da bamboccio saputello che snocciola continuamente battute per fare il simpatico, il sindaco fiorentino Matteo Renzi si candida come testimonial ideale del raschio del fondo del barile. Se, dopo quasi vent’anni di recital berlusconiano, il “nuovo” a sinistra prende le sembianze di un politico che dice tutto quello che abbiamo già sentito in trent’anni di egemonia liberal-liberista, allora il berlusconismo ha vinto: è tutto uno show, il nuovo è già visto e stravisto, alla fine della fiera l’importante è ossequiare il Privato e i Mercati. E le parole d’ordine sono di una vuotezza cosmica: Europa, futuro, merito. Mancava solo “felicità” e “benessere” e l’Ovvietà diventava metafisica pura. La definizione perfetta del sindaco Pd di Firenze, del resto, l’ha data il comico Crozza, sempre fulminante: Renzi, il nulla che avanza.Ci si potrebbe fermare qui, nel commentare l’exploit del “rottamatore” che ieri a Verona ha ufficializzato la sua candidatura alle primarie del centrosinistra. Senonché un anno fa, il 29-30 ottobre 2011, con un convegno di tre giorni all’antica stazione Leopolda di Firenze, mise in vetrina un abbozzo di programma: il “Big bang”, come lo chiamò con prosopopea propagandistica. Può essere interessante, allora, fare un po’ di radiografia a questo giovanilista smanioso e con idee vecchie vecchie come la Thatcher.

Renzi è figlio di Tiziano, ex parlamentare Dc, maggiorente locale della Margherita, oggi consigliere comunale a Rignano sull’Arno e, si dice, uomo di spicco della massoneria toscana. Lui, Matteo, di lavoro fa il dirigente in aspettativa della società di marketing di famiglia, la Chil Srl (che controlla la distribuzione dei giornali fra cui La Nazione). Come persona, è il classico, odioso, arrivista bravo ragazzo. Ha scritto Denise Pardo sull’Espresso del 28 ottobre 2011: «Scout, vincitore come è noto a 19 anni di una “Ruota della fortuna” di Mike Buongiorno… bacchettone fin da ragazzo (contrario ai rapporti prematrimoniali), ancora devoto (messa la domenica, d’estate in Sardegna esercizi spirituali), molto amato da Cl, secondo il giornalista David Allegranti che ha scritto una sua biografia, Renzi ha “un decisionismo berlusconiano mixato a un’abilità democristiana e a un uso molto accorto dei media e della rete”».

Il suo cursus honorum è stato un’ascesa inarrestabile. Democristiano dai tempi del liceo, giovanissimo segretario provinciale del Ppi nel 1999 e della Margherita nel 2003, diventa presidente della Provincia fiorentina nel 2004 e lo resterà fino al 2009, quando vince le elezioni per il Comune di Firenze dopo aver inaspettatamente strappato la vittoria nelle primarie interne al Pd. Da allora, forte della sua età anagrafica, ha impersonato nel partito la parte dell’enfant terrible che predica il rinnovamento anagrafico della classe dirigente e del ceto politico.

Il giovanilismo esasperato di cui ha fatto una bandiera, però, non basta più. Di qui il suo battere il tasto delle “idee” da candidare primeggiando sui candidati. Renzi ne ha sfornate, sempre cercando l’effetto sensazionale, addirittura 100, consultabili in Rete (http://leopolda2011.it/100proposte.pdf) perché il suo sarà un “Wiki-Pd” (sic). Ma se si va a sfrucugliarlo appena un po’ in profondità rispetto alle frasi fatte da salottino, emerge chiarissima e lampante la totale assenza di originalità e novità dei suoi messaggi. Figuriamoci di una qualsiasi, anche timida, tendenza a rompere tabù e luoghi comuni. Al contrario: il Renzi-pensiero è il trionfo del luogo comune. Andando alla sostanza dei 100 punti e delle interviste che abbiamo letto, cosa rimane? Prevedibili richiami al volontariato, il generico liberismo del “meno tasse”, rattoppare la precarietà con ammortizzatori sociali e formazione, ma soprattutto l’adesione senza dubbi ai “contenuti” della famosa lettera della Bce, vero programma-base del governo Monti: innalzamento dell’età pensionabile, licenziamenti più facili.

In dettaglio, poi, il Molto Giovane presenta un libro dei sogni contraddittorio, mal scritto, ma tutto ossequioso all’ideologia da Chicago boy del 2000. Difatti: privatizzazioni massicce di aziende pubbliche, ex municipalizzate e patrimonio statale (idea 18); amnistia per i politici corrotti se escono di scena (idea 13, vergognosa, e non si capisce come si concili con il no ai condoni del punto 25); vendita ai privati di Rai1 e Rai2, ma al contempo modello BBC con un’amministrazione pubblica (idee 16 e 17, di fatto fra loro incompatibili); al punto 35, contratto unico con tutele progressive per i giovani (solo per i neo-assunti? non è specificato) che coesiste al 37 con l’invocazione di un far west dei contratti aziendali; immigrazione “intelligente” (95), cioè, seguendo la filosofia economicistica della vigente Bossi-Fini, si accettano solo extracomunitari utili e programmati; una spruzzatina di sensibilità pro-gay con le unioni civili (89) e infine riforme di per sé sottoscrivibili – contentini per non sembrare troppo prevedibili – come una Tobin Tax del 5 mille sulle transazioni finanziarie (98) e il servizio civile obbligatorio (99).

In sintesi, siamo di fronte ad un’ennesima falsa promessa. In questo caso, talmente scoperta, ameboide, microcefala, tutta chiacchiere e distintivo, che ci vuole del fegato marcio per conferirle la patente di grande “innovazione”. E sorvoliamo sui suoi collaboratori, che comprovano la nullità e scontatezza del berluschino Renzi: l’evanescente Baricco, il giuslavorista precarizzante Ichino, il fighetto ed ex dipendente berlusconiano Giorgio Gori e, ciliegina sulla torta, l’economista iper-liberista Luigi Zingales, che per non farsi mancare niente ha firmato pure il manifesto reaganiano di Giannino, “Fermare il declino”. Se questo è il nuovo, si capisce perchè il sindaco Variati ha voluto imbrancarsi nell’armata renziana: vecchi rottami ideologici si spacciano per stupefacenti novità rivoluzionarie. Bersani, ancora più vecchio essendo fermo alla socialdemocrazia anni ’60-’70, almeno vecchio lo è più onestamente e palesemente. Sia come sia, non ci stupiremmo di vedere uscire Renzi dal Pd, se sconfitto. Seguito a ruota, magari, da qualche renzino vicentino…

Alessio Mannino
Fonte: www.nuovavicenza.it
Link: http://www.nuovavicenza.it/2012/09/renzi-il-nulla-che-avanza/
14.09.2012

Pubblicato da Davide

  • MrStewie

    Che Rensi La Strega sia il nulla che avanza, nulla da dire in contrario.
    A Firenze ha fatto scalpore per aver fatto 2 cose: rifatto l’asfalto di alcune strade dall’aspetto medievale, e fatto diventare il centro storico pedonale (per dire di come eravamo messi male: è bastata una briciola in terra ed abbiamo gridato al miracolo).

    Però basta co’ ‘sto discorso del berlusconismo, e dei berluschini.
    E’ ladro chi ruba e chi tiene il sacco.
    Dunque, pochi elogi non solo al Bersani “onestamente vecchio”, ma anche per Crozza, che a Bersani ha scaldato la folla nei suoi spettacoli non più tardi di 2-3 anni fa.

  • Tao

    Rispecchia la media nazionale, cosa vuoi pretendere. Persone con la testa sono sempre più rare, e quelle poche vanno a raccogliere i giusti riconoscimenti all’estero.
    Qua abbiamo bisogno di un livello omogeneo di stupidità e incapacità. Dividi et impera. pane et circenses. L’hanno capito già duemila anni fa.

    ericvonmaan

  • Tao

    Bersani e co. saranno ancora socialdemocratici nella forma, ma non nella sostanza, visto che i loro “finanziatori” sono di tutt’altro stampo (uno per tutti De Benedetti)! Renzi, secondo me, a differenza di Bersani, ha almeno il merito e la coerenza di non nascondere il liberista che è in lui!
    Insomma è Bersani che sta con due piedi in una scarpa, non certo Renzi!

    siletti86

  • Tao

    Bersani, ancora più vecchio essendo fermo alla socialdemocrazia anni ’60-’70, almeno vecchio lo è più onestamente e palesemente
    Mi chiedo cos’ha di male quella socialdemocrazia lì, avrà tutti i difetti che sappiamo (e altri che non sappiamo) ma ha fatto da motore al boom italiano di quei decenni

    Ricbo

  • Eshin

    IL NULLA NON DIREI….NULLA DI NUOVO CASO MAI…Firenze: Ritratto di Matteo Renzi, candidato PD a sindaco. Interessanti i suoi rapporti con dei noti immobiliaristi e altro ancora. Altro che l’Obama fiorentino! (A cura della sinistra unita e plurale (SUP)di Firenze).

    Matteo Renzi è figlio di Tiziano Renzi, ex parlamentare della DC e gran
    signore della Margherita e della Massoneria in Toscana. Il feudo
    incontrastato della famiglia Renzi è il Valdarno, dal quale si stanno
    allargando a macchia d’olio. Il padre di Matteo controlla dalla metà degli
    anni ’90 la distribuzione di giornali e di pubblicità in Toscana. Questo,
    unito agli affari con la Baldassini-Tognozzi, la società un po’ edile e un
    po’ finanziaria che controlla tutti gli appalti della Regione, spiega
    l’ascesa di Matteo Renzi.
    Le prime 10 cose che non vanno di Matteo Renzi:

    1) Da presidente della Provincia, tra il 2004 e il 2009, ha acquisito il
    controllo di tutta la stampa locale, radio e tv, in Toscana. L’ultimo
    giornale che un po’ gli era ostile era “La Nazione”. Per questo, in
    occasione dei 150 anni di questo giornale, ha fatto ospitare dai locali
    della Provincia, in via Martelli, una mostra che, naturalmente, è stata
    pagata coi soldi di noi contribuenti. In questo modo, La Nazione è
    divenuta renziana.

    2) Renzi per controllare ancora meglio l’informazione locale, ha trovato
    un secondo lavoro a moltissimi giornalisti: gli uffici stampa degli eventi
    organizzati dalla Provincia, come il Genio fiorentino, il suo stesso
    portavoce, tutta una serie di riviste inutili e costossime per la
    collettività (Chianti News, InToscana, ecc.) servono a lui e a Martini, il
    presidente della Regione, a tenersi buoni i cronisti locali. Inoltre,
    trasmissioni come “12 minuti col Presidente”, che va in onda su RTV 38 e
    Rete 37, gli sono servite a dare delle tangenti legalizzate alle redazioni
    di queste emittenti che ormai, in lui, riconoscono il vero datore di
    lavoro.

    3) Tra le cose di cui più si vanta Renzi, vi è il recupero di Sant’Orsola.
    Il grande complesso situato in San Lorenzo, chiuso e abbandonato da molti
    decenni, sarebbe stato recuperato dalla Provincia -così dice Renzi- conun
    investimento iniziale di 20 milioni di euro. E questo non è vero. Infatti,
    a bilancio, a fine anno, la Provincia per Sant’Orsola ha stanziato la
    miseria di un milione di euro. E’ un esempio del suo continuo modo di
    mentire.

    4) Renzi in questi 5 anni ha utilizzato la Provincia allo scopo di
    promuovere la propria immagine personale coi soldi nostri. A questo
    servono manifestazioni inutili e costose come “Il Genio fiorentino e
    “Riciclabilandia”. Attraverso l’utilizzo delle consulenze, degli uffici
    stampa, della commissione di sondaggi, pubblicazioni e pubblicità ha
    creato una vasta rete clientelare di giornalsti che non ne contraddicono
    mai le posizioni.

    5) L’inchiesta di Castello: Matteo Renzi, come presidente della Provincia,
    è molto più coinvolto del sindaco Domenici. Infatti, le opere oggetto
    dell’inchiesta sono quasi tutte commissionate dalla Provincia: tre scuole,
    una caserma nonché naturalmente il nuovo (e che bisogno c’è?) palazzo
    della Provincia. Eppure sui giornali ci è finito Domenici.

    6) Il braccio destro di Ligresti, patron della Fondiaria, Rapisarda, lo si
    vede bene nelle intercettazioni telefoniche, pretende che per le
    commissioni di Castello la Provincia faccia una gara d’appalto. “sennò ci
    accusano di fare noi il prezzo”, spiega Rapisarda al telefono
    all’assessore Biagi.
    Pochi giorni dopo quella telefonata, compare questo titolo su Repubblica:
    “Renzi contro la Fondiaria: per Castello si farà la gara d’appalto”.
    Ovvero: Renzi è colui che meglio esegue le volontà della Fondiaria e poi
    appare addirittura come quello contro i poteri forti!

    7) Nel 2004 come prima cosa taglia i fondi della Provincia per la raccolta
    differenziata. Risultato, i Verdi si arrabbiano (giustamente) e lui li
    espelle dalla Giunta.

    8) DAl 2004 Renzi ha creato un’infinità di società alle quali la Provincia
    commissiona eventi culturali, indagini di mercato e così via. Il caso più
    clamoroso è quello di “Noilink” che, durante le primarie del PD, diventa
    il suo vero e proprio comitato elettorale!

    9) Tutti i giornaletti del cappero che arrivano nelle case dei fiorentinim
    a partire da “Prima, Firenze!” sono stampati coi soldi della Provincia

    10) Nessun giornalista osa fare una domanda su quanto abbiamo riportato
    nei primi nove punti a Matteo Renzi.

    da:
    Discussioni mailing list
    [email protected]
    http://lists.xsinistraunitaeplurale.net/mailman/listinfo/discussioni

  • Eshin
  • Giovina

    Per amor del cielo Ricbo…!

    Bersani e’ quello che diabolicamente ha risolto l’inghippo dialettico del licenziamento individuale accontentando chi sappiamo e pure gli ingenui lavoratori che ancora non se ne accorgono…ma verra’ il momento, che e’ prossimo….Si’, e’ quello: Il traditore dei traditori che si esalta sul pulpito dei congressi cercando di raggiungere un orgasmo antibelusconiano e cosi’ trascinare le masse elettrici.

  • Carloscar

    Non commento l’articolo, MA MOLTE INFORMAZIONI SONO PALESEMENTE FALSE…ad esempio, IL PADRE DI MATTEO RENZI NON E ‘ MAI STATO PARLAMENTARE, MA SOLO CONSIGLIERE COMUNALE DI UN PAESINO DI 5.000 ABITANTI ( RIGNANO SULL’ARNO)….se non ci credete andate a vedere sul sito http://www.parlamento.it e cercate nell’elenco dei parlamentari il nome di Tiziano Renzi…..non c’e’!

  • Aloisio

    ehhh brutta cosa l’invidia e la denigrazione preventiva ( a pagamento) piddina.

  • andyconti

    In nordeuropa l’hanno rinnovata, il Pci-Pds-Ds-Pd l’ha trasformata in un polpettone senza senso.

  • andyconti

    Renzi e’ vuoto? Renzi e’ massone? Ma va? Quando parlo con i francesi, mi dicono che a loro non importa chi governi, in ogni caso la politica istituzionale e’ avversaria del popolo e vista come male necessario da vigilare costantemente. In Italia a ogni tornata elettorale ci preoccupiamo di analizzare i peli delle orecchie di ogni candidato per vedere se corrisponde a chissa’ quale standard (il padre e’stato o no deputato? Renzi ha governato o no bene Firenze? E’ o no appoggiato dalla massoneria? Si lava i denti con un dentifricio ad alto o basso tasso di fosfato? Crede o no alle scie chimiche e agli Ufo?).

  • grillone

    io vorrei tanto chiedere a matteo renzi se accoglierebbe ancora marchionne con il tappeto rosso

  • Giovina

    Mica si trattera’ solo di Marchionne.

    Magari sara’ ricordato perche’ sara’ stato il primo tra le grandi.

    Mi fanno piu’ senso i sindacati.

    Forse se faranno abbastanza per togliere ancora qualcosa dei diritti dei lavoratori, ai riposi, al salario……magari la Fiat resta….dai Camusso! E voialtri difensori dei lavoratori, aiutate Monti a metterci collare e palla al piede, tanto si sa che state mordendo il freno. Ma come fate a dormire la notte io non lo so…..

    Voi, voi che avete preso in giro i lavoratori e avete ancora il coraggio di recitare!

    Voi che ci vendete come bestiame al mercato.
  • siletti86

    Renzi è il classico politico della serie: “un Ipad per ogni nuovo nato!”

  • mincuo

    Non è che Renzi a me piaccia particolarmente, e per come la penso io poi Renzi, o il Mago Zurlì, o Nonna Papera non cambia, è marketing e ognuno si cerca la sua fetta di azionisti, o consumatori, come li si voglia chiamare, che quello è l’unico lavoro del politico oggi, perchè tanto per il resto sanno anche loro per primi che sono dei maggiordomi. Quindi si tratta di carriera e basta.
    Individuano chi potrebbe essere attratto e da quale tipo di balle e se ci sia uno spazio che non sia già occupato e in base a quelle ricerche poi dicono quelle balle che potrebbero far presa su quel target individuato.
    Quindi per me è aria fritta. Ma questa è una mia opinione e basta
    Ma nemmeno mi piace Mannino che occupa 5 righe selezionate, tagliate, sfottenti e fatte male per commentare delle idee di un programma e tutto il resto è la solita odiografia ad personam a cui oramai non cìè rimedio, pare l’unico modo di scrivere:“dagli all’untore”.
    “E sorvoliamo sui suoi collaboratori, che comprovano la nullità e scontatezza del berluschino Renzi: l’evanescente Baricco, il giuslavorista precarizzante Ichino, il fighetto ed ex dipendente berlusconiano Giorgio Gori e, ciliegina sulla torta, l’economista iper-liberista Luigi Zingales, che per non farsi mancare niente ha firmato pure il manifesto reaganiano di Giannino..”
    Io di Zingales ho letto parecchi papers economici. Non ho le sue idee, e men che meno quelle di Giannino. E siccome non ho le sue idee allora devo odiare Zingales? Perchè ha “firmato pure il manifesto reaganiano…” pensa un pò.
    Tra l’altro come siamo messi con Monti, o meglio BCE e FMI, Reaganiano sarebbe quasi come dire socialista e Reagan per la verità fece deficit eccome, al di là delle etichette. Mentre quello di Giannino non mi pare mica tanto Reaganiano, anzi.
    E gli altri “evanescente, fighetto, precarizzante, berluschino…”. Tutta odiografia e tutto l’articolo fatto così.
    Se questa è l’alternativa….

  • Jor-el

    Il teorema di un Renzi liberista opposto a un Bersani socialdemocratico è irreale, considerando i precedenti del secondo e, soprattutto, pensando all’intero percorso del vecchio PCI dal primo cambiamento di nome all’attuale PD, tutto interno a un neoliberismo che non sarà stato reaganiano, ma sicuramente clintoniano e blairiano. Non so, si sta scatenando da parte piddina una demonizzazione (o autodemonizzazione?) di Matteo Renzi, presentato apertamente come una specie di nuovo Berlusconi. Mi chiedo perché.

  • Tonguessy

    questo giovanilista smanioso e con idee vecchie vecchie come la Thatcher

    Questo è quanto di meglio sappia offrire la sinistra italiota: imitare il più possibile le destre neocon d’oltremanica e d’oltreoceano. Parafrasando Levi: se questa è sinistra….

  • andyconti

    E’ la serie anche dei relativi elettori: “sinistra significa benessere per tutti!”.

  • polidoro

    Molti giusti e utili (informativi, per me) commenti.

    Più di tutti, sintetico e illuminante è comunque il titolo:

    RENZI, IL NULLA CHE AVANZA …… Ah bello, bello.

    Il mio sincero desidero: avendo io un pò di terra (incolta), poterli vedere zappare, zappare, zappare, zappare, zappare, zappare ….

    ….. Dio mio che piacere

  • Nauseato

    Avendo un po’ di terra io non so neppure se ne sprecherei un po’ per seppellirli …

  • polidoro

    Più bello vederli faticare (con divieto di parlare): il sudore, le vesciche sulle mani e, finalmente, godere delle loro fatiche: cioè mangierebbero SOLO quello che producono.

    Seppellirli significa lavorare PER loro: eh no, il senso è quello di imparare che si può godere solo di quello che si fa con le proprie maini, TUTTO.

    Quindi si devono seppellire loro