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RELIGIONE, SCIENZA, POTERE

DI TRUMAN BURBANK
ComeDonChisciotte

Un tentativo di vedere religione e scienza per come si attualizzano e si storicizzano nel mondo reale, tramite il paradigma del potere. Per la scienza si fa particolare riferimento a medicina ed economia. Ma anche la fisica andrebbe considerata (l’indimostrabile teoria delle stringhe).

Nella luce del potere spiccano più le somiglianze tra scienza e religione che le loro differenze.

Una premessa sulla scienza in Italia

… la mancanza di una riflessione filosofica sulla scienza ha finito per agevolare un dominio del sapere scientifico nella sfera pratica degli individui. Per una curiosa legge del contrappasso le scienze si sono ritrovate a esercitare una sorta di egemonia indiscussa nel senso comune, sottratta a qualsiasi forma di critica, complice anche la disattenzione degli intellettuali italiani. Non altrimenti si spiega la curiosa coesistenza nelle società contemporanea di una fede cieca nella tecnologia, da un lato, e della recrudescenza di dottrine irrazionalistiche, di superstizioni, di concezioni esoteriche, dall’altro. (1)Il potere riconosce soprattutto il potere
L’unica cosa che il potere riconosce e rispetta è un’altra forma di potere. Come tutti i poteri, le varie forme di religione (intese come istituzioni religiose) preferiscono convivere piuttosto che combattersi. In particolare la convivenza si verifica dove non c’è una contrapposizione evidente: le grandi religioni monoteiste tendono a scontrarsi tra di loro, ma religione monoteista e religione economica convivono bene. E le persone religiose tendono a seguirle entrambe.

La corruzione
Con il tempo non solo gli oggetti materiali si corrompono, ma anche le dottrine e le ideologie, in particolare quando esse si calano nel mondo reale tramite istituzioni. (2)

Nascita della religione
Alla base della religione c’è l’esigenza di controllare la realtà, con particolare riferimento alla sopravvivenza delle persone ed al loro futuro. Per fare ciò è sempre necessario organizzare le proprie conoscenze del mondo.
Nella forma più ingenua (religioni animistiche) tali conoscenze assumono forme rituali e propiziatorie: ciò che ha funzionato una volta viene ripetuto, ciò che ha portato disgrazia viene evitato. In questa fase le credenze religiose si tramandano per via orale.
Con il tempo si cerca di organizzare in forma sistematica ed approfondire le conoscenze. Si formano le grandi religioni, con testi sacri scritti. Resta una tendenza ad esprimere la conoscenza in termini di norme più che di concetti. (Per esempio prescrizioni alimentari ed igieniche).

Il sapere è potere
Religione, conoscenza e potere sono strettamente legati nel corso della storia. La religione si basa su reali conoscenze del mondo che sono organizzate in modo da fornire potere ad una casta. Nel tempo l’istituzione religiosa tende a prevalere sulle conoscenze ed a consolidare il potere. Ma alla base di tutto ci sono reali esigenze di controllare la realtà.

Il rito e la persistenza
La ripetizione a messa serve a creare una persistenza, un qualcosa di invariante che a tutto si lega. (3) Così alla lunga qualcosa che non è dimostrabile diventa un assunto per il credente, cioè qualcosa di più di un dogma (perché il dogma è almeno esplicito).
Si tratta evidentemente di una tecnica di condizionamento basata sulla ripetizione. Tale ripetizione deve essere regolare; proprio per questo è peccato mortale mancare una messa festiva: perché il condizionamento tenderebbe ad allentarsi ed il potere ad evaporare. (4), (5)

Per l’uomo religioso la realtà diventa una costruzione sociale (6), pesantemente condizionata dalla religione. Le persone si adeguano, ma resta un disagio latente.

Il disagio di vivere la menzogna
D’altro canto chi vive nella menzogna costante percepisce delle smagliature, delle incongruenze nella realtà narrata dal potere. Al contrario, l’opera letteraria riesce spesso a celare le verità sotto altre forme, inserendole in un contesto diverso da quello quotidiano del lettore. In questo modo la letteratura può lavorare nel profondo e la verità può a volte riemergere inaspettatamente allo stato puro, in modo catastrofico, provocando effetti analoghi ad un’illuminazione zen.

Nascita della scienza
All’origine della scienza ci sono esigenze di capire e controllare il mondo, analoghe a quelle della religione. E’ notevole la comune volontà di scienza e religione di rendere ripetibile l’esperienza.
La religione potrebbe essere vista come una forma primitiva di scienza, tesa a normare più che a capire. La religione mantiene sempre lo stesso corpo dottrinario, allo scopo di mantenere strutture di potere. Esiste comunque l’innovazione, per esempio l’invenzione del Purgatorio nel Medioevo. (7)
Ma il potere non ama gli sconvolgimenti, preferisce i lenti adattamenti. Quando accetta una rivoluzione cerca di pilotarla in modo gattopardesco.

La distinzione tra scienza e religione è netta sotto l’aspetto dinamico: la scienza si innova in continuazione, essa è tesa a prendere il controllo della natura, a prendere il potere. Lì dove la religione è conservatrice, la scienza è rivoluzionaria (alla Lev Trotskij), almeno inizialmente.
Ma con il tempo anche la scienza si organizza in strutture legate al potere (Università e ricerca, per esempio) e alla lunga si corrompe.

L’economia
L’economia è oggi nella fase di transizione da scienza a religione. (Poco dopo essersi formata come scienza). Essa ripete in continuazione mantra sul PIL e sul debito pubblico, i quali vengono agitati come feticci. In realtà il mantra ripetuto del debito pubblico è semplicemente un remake del mito del peccato originale, per lungo tempo sfruttato a scopo di potere dalla Chiesa cattolica.
Osserva Bifo (8): “Le chiese sono vuote. La domenica mattina le folle si ritrovano al centro commerciale, non a messa.”
Questo avviene perché la persona religiosa solitamente è conformista e si adegua alla religione prevalente. Così la nuova religione economica convive inizialmente con quella cattolica. Le persone religiose vanno il sabato al supermercato e la domenica in chiesa. Poi la nuova religione economica comincia a prevalere. E le persone spostano gli acquisti alla domenica, sostituiscono il rito del consumo a quello cattolico. E la chiesa si rende conto che deve darsi una mossa. Da qui le spinte integraliste di Ratzinger.

La medicina
La medicina fornisce esempi concreti del passaggio, in gran parte avvenuto, dalla scienza alla religione.

La medicina delle origini: lo sciamano
La medicina ha origine dal sapere di uno (il mago, lo stregone, lo sciamano) rispetto agli altri. Questo sapere gli fornisce un potere sugli altri, che viene esercitato e sfruttato, assumendo anche aspetti religiosi. Nel tempo l’esercizio ed il mantenimento del potere prevalgono sul mantenimento e sull’accrescimento della conoscenza, i quali però non spariscono.
Alla lunga, quando il sapere si cristallizza, si ottiene una religione. Lo sciamano è diventato un sacerdote. Il rito diventa fine a se stesso, il significato originario è dimenticato o trasfigurato.

Quando il potere di curare prende una forma religiosa la conoscenza diventa debole. La sua debolezza può dare spazio a nuove forme di sapere che prima si formano e poi si consolidano.
C’è posto per l’ingresso di una scienza medica, che diventerà prevalente. La rivoluzione scientifica emargina e fa progressivamente sparire gli stregoni.

Quando la medicina era una scienza
Quando la medicina era ancora una scienza alle malattie infettive si applicavano i postulati di Koch (9):
1. il presunto agente responsabile della malattia in esame deve essere presente in tutti i casi riscontrati di quella malattia.
2. deve essere possibile isolare il microorganismo dall’ospite malato e farlo crescere in coltura pura
3. ogni volta che una coltura pura del microorganismo viene inoculata in un ospite sano (ma suscettibile alla malattia), si riproduce la malattia.
4. il microorganismo deve poter essere isolato nuovamente dall’ospite infettato sperimentalmente.
Adesso sembra che le malattie vengano definite dai mass-media, mentre ci raccontano che Koch non si applica più.

Koch, Popper ed il falsificazionismo
I postulati di Koch, per quanto precedenti a Popper, sono ottimi esempi di come si applica(va) la falsificabilità in medicina. Essi risalgono ad un periodo in cui la medicina apportò notevoli miglioramenti alla vita delle persone. La medicina ricercava un rapporto organico con l’ambiente e con la società. Molte malattie che erano piaghe sociali sparirono. Fondamentali furono le conoscenze sull’igiene. Oggi la medicina colleziona un fallimento dopo l’altro perché il suo vero scopo è inventare malattie, non più debellarle. In effetti oggi i medici preferiscono parlare di sindromi più che di malattie. La sindrome è un quadro clinico in base al quale si può prescrivere una medicina. Si evitano così tutte le problematiche connesse al concetto di malattia.

Il falsificazionismo di Popper ha certamente senso all’interno dei periodi di scienza normale, quando serve una regola per selezionare teorie. La regola protegge il debole, perché in caso contrario vincerebbe il più forte (politicamente, militarmente, economicamente). Nei periodi rivoluzionari (alla Kuhn) (10) Popper ha poco senso, serve un’intelligenza tesa a creare un metodo più che a rispettarlo. (11) Si potrebbe pensare che Koch non sia più applicabile in medicina perché siamo alla vigilia di una rivoluzione scientifica, ma ciò appare poco credibile, non si vede alcun sintomo che lasci presagire una tale rivoluzione.

Intanto la medicina è sempre più tecnologia applicata e sempre meno scienza di frontiera.
Poi la medicina si è seduta sul suo potere e pratica ormai solo rituali economico / affaristici.

I settori di frontiera potrebbero essere le scienze della mente, che però tendono ad essere discipline autonome dalla medicina.
La genetica, altra area con una sua autonomia, finora sta dando molto meno di quanto promette. (12)

Insomma il falsificazionismo non è più applicabile semplicemente perché la medicina non è più una scienza.

In definitiva
Distinguere una scienza da una religione potrebbe essere sostanzialmente una problematica storica. Non sarebbe difficile vedere le analogie tra scienza e religione. Ma chi le fa presenti non farà carriera né in ambito scientifico, né in quello religioso. (E qui ritorna il paradigma del potere).

Truman Burbank
ComeDonChisciotte

NOTE:

(1) Tonino Bucci, il centenario della nascita di Ludovico Geymonat,
(2) Un buon riferimento su questo tema è Storia delle istituzioni, di Jacques Ellul
(3) La ripetizione serve anche a legare insieme concetti originariamente distinti.
(4) In modo analogo (ma ancora più fine) le tecniche di condizionamento dei mass media si basano sulla ripetizione per instillare concetti progressivamente sempre più lontani dal vissuto quotidiano. Si hanno degli slittamenti progressivi della realtà.
(5) In tutto questo siamo chiaramente all’interno del paradigma comportamentista.
(6) La realtà come costruzione sociale, di Peter L. Berger e Thomas Luckmann
(7) La nascita del Purgatorio, di Jacques Le Goff
(8) Bifo Berardi, Resistenza culturale? revival oscurantista? su Rekombinant liste, http://liste.rekombinant.org/wws/arc/rekombinant/2007-07/msg00011.html
(9) La definizione dei postulati è presa da Wikipedia
(10) Il riferimento è a La struttura delle rivoluzioni scientifiche, di Thomas Kuhn
(11) Serve un cambiamento di paradigma
(12) Mai dimenticare che la genetica è una disciplina incapace di distinguere un morto da un vivo. Non è certo per le sue capacità predittive che ha successo.

Pubblicato da Truman

  • sultano96

    Nel passato un unico individuo interpretava tre ruoli in commedia, vale a dire il Ierofante fondeva in sé la figura del prete, del medico e dello scienziato, riservando al faraone quella del politico. Risalendo nella genealogia egizia fino a quella atlantidea, le due figure precedentemente indicate erano riunite in una sola veste. La continua suddivisione in vari ruoli si perpetuò in eoni di anni fino alla venuta del Cristo ( da non confondere con Gesù di Nazareth crocifisso da Pilato) quest’Ultimo rappresentò il giro di boa, da quel momento, ma il tempo non esiste, i vari ruoli torneranno a combinarsi arricchiti ed ammantati di diverse esperienze.

  • aemme

    Complimenti, proprio un bell’articolo;

    Però, toglierei le ultime 4 righe……….

  • Truman

    Mi spiegheresti meglio il perchè dovrei togliere le ultime quattro righe. A me apparivano la conclusione di un discorso abbastanza complesso.