RELAZIONE DELL’INTELLIGENCE SULL’IRAN: PIU' GUERRA PSICOLOGICA?

DI SORAYA SEPAHOUR-ULRICH
Information Clearing House

‘Ammansire un nemico senza combattere è l’acme dell’abilità’
Sun Tzu

Sotto l’attuale amministrazione è sempre più difficile sapere chi è il nemico, ma ciò che è certo è che l’ultimo National Intelligence Estimate (NIE) costituisce una guerra psicologica attuata magistralmente a mezzo di false informazioni.
Questo piano malvagio è talmente subdolo che anche i gruppi pacifisti sono stati in giubilo quando è stato reso pubblico, e ne condividono ingenuamente i contenuti. Forse nessuno è altrettanto entusiasta del rapporto quanto i gruppi di pressione più potenti in America ostili all’Iran.

L’AIPAC è stato veloce ad annunciare che: “Lungi dall’assolvere l’Iran, il NIE rivela che Tehran continua a violare gli appelli della comunità internazionale di porre fine alla ricerca del ciclo del combustibile e dell’abilità di produrre uranio altamente arricchito, conclude che l’Iran ha utilizzato ed ha a sua disposizione una pista nascosta, segreta, non riconosciuta, non monitorata per arricchire il combustibile per bombe, e si è impegnato in un programma di allestimento di armi nucleari, una valutazione mai prima d’ora resa pubblica dalla comunità di intelligence americana”. “In conclusione, è un chiaro monito per aumentare e proseguire le pressioni economiche e politiche sull’Iran affinché abbandoni i suoi programmi nucleari illeciti”
(fonte JTA http://www.jta.org/cgi-bin/iowa/breaking/105674.html)

Il NIE sostiene che “l’Iran ha interrotto il suo programma di armamento nucleare nel 2003”. Questa relazione ora in circolazione, che viene ripetuta da ogni singolo mezzo di informazione e in modo altrettanto importante, per passaparola, sta dando credibilità ai guerrafondai che l’Iran avesse effettivamente un programma di armamento nucleare, con l’idea che ‘la ripetizione fa la convinzione’. Martellandoci con un messaggio falso, la Casa Bianca otterrà la giustificazione di cui necessita per poter imporre ulteriori sanzioni, con la prospettiva di culminare in un conflitto.

Nel dicembre del 2002 un gruppo terrorista iraniano, il Mojahedeen-e Khalg (MEK), che compare nell’elenco delle organizzazioni terroristiche straniere del Dipartimento di Stato, ha informato in governo USA dell’esistenza di due centrali nucleari in Iran. Sy Hersh ha rivelato in seguito al *The New Yorker* che Israele aveva fornito queste informazioni. Deve anche essere fatto notare che in quanto membro del Trattato di non Proliferazione (TNP) l’Iran non è obbligato ad informare l’AIEA della presenza di cantieri. I membri debbono tuttavia informare l’agenzia atomica 180 giorni prima dell’introduzione di attrezzatura e materiale per il trattamento dell’uranio all’interno della centrale. Quando gli Stati Uniti hanno confermato l’esistenza delle centrali a mezzo di satelliti, hanno accusato Tehran di “ricerca a tutto campo di armi di distruzione di massa”. Per smentire tali accuse, l’Iran ha acconsentito a subire ispezioni intrusive da parte dell’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica. Questa accusa era falsa.

L’Iran ha tardato nel dare un resoconto, che è una questione di salvaguardia. In uno spirito di collaborazione *nell’ottobre del 2003 dopo aver incontrato i ministri degli esteri britannici, tedeschi e francesi, Tehran ha sospeso spontaneamente il processo dell’arricchimento dell’uranio; ha inoltre acconsentito che l’AIEA effettuasse ispezioni intrusive senza preavviso. Nessun altro paese ha mai acconsentito a tante ore di ispezione quante l’Iran. Nel frattempo, ha proposto di operare il programma di arricchimento dell’Iran come joint ventures con società private e pubbliche di altri paesi; ciò avrebbe assicurato che il programma rimanesse trasparente e che non potesse essere segretamente deviato per scopi militari, mantenendo al tempo stesso la sovranità dell’Iran disponendo localmente di un ciclo di arricchimento dell’uranio (fonte: IAEA Bulletin Online, vol 46, no 2, 2004 “Il ciclo del combustibile nucleare: quale strada verso gli approcci multilaterali?”.) Sebbene questo sia stato scartato, l’Iran ha continuato a collaborare.

L’Iran ha interrotto le proprie attività di arricchimento per due anni e mezzo, ma ogni volta sotto pressione da parte degli Stati Uniti l’onere della prova è stato trasferito all’Iran sapendo che il contrario non poteva essere provato. Anziché ottenere la piena cooperazione dell’AIEA per lo sviluppo della tecnologia nucleare, all’Iran è stato ordinato di interrompere i preparativi per l’arricchimento dell’uranio su larga scala. Nel 2005 il Segretario di Stato americano Colin Powell ha definito l’Iran come un pericolo crescente e ha chiesto che il Consiglio di Sicurezza dell’ONU imponesse sanzioni.

Secondo l’articolo 19 dell’accordo di salvaguardia dell’Iran con l’AIEA, l’Agenzia potrebbe far ricorso al Consiglio di Sicurezza dell’ONU qualora non fosse “in grado di verificare che non vi sia stata diversione di materiale nucleare, richiesto come salvaguardia di questo accordo, verso armi nucleari o altri ordigni nucleari”. L’AIEA ha riportato che era stato tenuto conto di tutto il materiale fissibile dichiarato in Iran e che niente di questo era stato deviato verso altri scopi.

(fonte: http://iaea.org/NewsCenter/Statements/2005/ebsp2005n009.html)

Nel dicembre del 2006 il Congresso ha approvato con maggioranza schiacciante una controversa proposta di legge per allargare la vendita della tecnologia nucleare civile all’India. Non solo questa proposta è in violazione dell’articolo III del TNP, dato che l’India non è uno stato membro del TNP, ma l’ironia è che l’elemento catalizzatore del Nuclear Supplier Group (NSG) del 1976 fu il test nucleare dell’India. Questo gruppo (inizialmente chiamato il gruppo di Londra) si riunì per arginare il trasferimento dell’attrezzatura e della tecnologia per l’arricchimento dell’uranio e l’estrazione del plutonio. Ciò che si aggiunse allo scontento iraniano fu il discorso del sottosegretario di stato Nicholas Burns, quando annunciò la collaborazione nucleare USA-India: “Dopo 30 anni ci siamo resi conto che il TNP è inefficace, perciò premieremo l’India per la non-proliferazione.” In risposta ad un giornalista che gli chiese dell’Iran, disse vogliamo punire l’Iran per aver violato il TNP. L’Iran fu mandato di fronte al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, tuttavia è stato in seguito rivelato dall’(ex) sottosegretario per il controllo degli armamenti Radermaker che gli Stati Uniti avevano costretto l’India a votare contro l’Iran.

Per quanto riguarda le operazioni nascoste di cui l’Iran è accusato, vale la pena esaminare i fatti contro la propaganda dei principali media.

Nel 1982 gli ufficiali iraniani annunciarono che avevano in programma di costruire un reattore alimentato con il proprio uranio presso il centro di tecnologia nucleare di Isfahan dopo che gli Iracheni avevano distrutto quello quasi completato sotto lo Shah. L’AIEA ha ispezionato questa oltre ad altre strutture in Iran nel 1983, e pianificò di aiutare l’Iran a convertire l’ossido di uranio in combustibile per reattori. La relazione dell’AIEA affermava chiaramente che lo scopo dell’Iran era di “contribuire alla formazione di competenze e forza lavoro locali necessarie per sostenere un programma ambizioso nel campo della tecnologia dei reattori ad energia nucleare e della tecnologia del ciclo del combustibile” – il diritto inalienabile di uno stato membro del TNP secondo l’articolo IV, ma il programma di assistenza dell’agenzia fu sospeso dietro pressioni degli USA (fonte: Mark Hibbs, “Gli USA nel 1983 hanno impedito all’AIEA di aiutare l’Iran a fare gli UF6”, Combustibile Nucleare, 4 agosto 2003).

Imperterrito, l’Iran ha cercato fonti alternative di uranio e nel 1984 la radio iraniana annunciava che stavano per essere finalizzate le negoziazioni con il Niger sull’acquisto dell’uranio. Nel 1985 un’altra trasmissione discuteva apertamente la scoperta di giacimenti di uranio in Iran con il direttore dell’organizzazione per l’energia atomica iraniana. [Nel 1992 Melissa Flemming, portavoce dell’AIEA ha confermato che gli ispettori dell’agenzia avevano visitato le miniere e che l’Iran aveva annunciato i suoi piani per lo sviluppo del ciclo del combustibile nucleare completo. Fonte: Associated Press, 10 febbraio 2003 e “Sviluppo di capacità nucleare di front-end”, Nuclear Engineering International, 31 marzo 2003].

Tehran era entrata apertamente in negoziazione con diverse nazioni, compreso il Brasile, la Russia, l’India, l’Argentina, la Germania, l’Ukraina e la Spagna per l’acquisto di attrezzature e componenti dell’energia nucleare. Quasi tutte queste operazioni non sono andate in porto a causa di pressioni da parte di Washington. L’Iran si è rivolto infine all’Unione Sovietica (poi alla Russia) concludendo un accordo.

Nonostante i legami economici con l’Iran e un punto d’appoggio nel mondo musulmano, dietro pressioni da parte degli USA gli ufficiali russi hanno espulso dalle scuole russe alla fine del 1997 gli Iraniani che studiavano fisica nucleare e scienze missilistiche (Iran Times, 22 agosto, 1997). Hanno sospeso inoltre tutta la formazione professionale degli studenti iraniani nei settori che potessero aver avuto applicazioni per missili e armi nucleari. Oltre a questo, le centrali energetiche che l’Iran ha acquistato dalla Russia e dalla Cina sono tecnologia nucleare pacifica. Il presidente Yeltsin ha assicurato a Washington che l’Iran non sarebbe in grado di produrre plutonio per armi e che ha cancellato le “componenti militari” di due reattori nucleari destinate all’Iran. Anche la Cina ha sospeso la vendita di un impianto per la conversione di uranio esafluoride, che è necessario per produrre barre di combustibile.

Niente di questo indica un programma nucleare nascosto.

Per quei lettori che provano un po’ di sollievo che la prospettiva di un conflitto imminente si è in qualche modo attenuata, ricordiamo le ‘conclusioni’ della relazione, le sue implicazioni e la storia recente. Circola voce che le sanzioni sono state efficaci nell’ostacolare il programma di armamento nucleare iraniano. Innanzitutto, come discusso in precedenza, l’Iran non aveva un programma di armamento nucleare e in secondo luogo, l’Iran ha sospeso volontariamente il suo programma di arricchimento due anni PRIMA che venissero imposte le sanzioni.

La comunità internazionale deve esercitare pressione sui capi di stato nel mondo per abbandonare le attuali sanzioni sull’Iran. Non si può mai ribadire con sufficiente enfasi che le sanzioni sono una forma di lunga guerra. Come possiamo dimenticare i 500,000 bambini iracheni morti a causa delle nostre sanzioni? Sorvoliamo vergognosamente sugli altri Iracheni strappati alle loro vite dalle nostre sanzioni. Come cittadini del paese in cui viviamo e come parte della comunità globale, ciascuno di noi deve ricordarsi della “Dichiarazione Universale dei Diritti Umani” e agire in base a questa:

Mentre il riconoscimento della dignità innata e dei diritti uguali ed inalienabili di tutti i membri della famiglia umana è il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo, Mentre è necessario promuovere lo sviluppo di relazioni amichevoli tra le Nazioni, Mentre i popoli delle Nazioni Unite hanno riaffermato nella Carta la propria fede nei diritti umani fondamentali, nella dignità e nel valore della persona umana e negli uguali diritti di uomini e donne e hanno stabilito di promuovere il progresso sociale e migliori standard di vita nella maggiore libertà, Mentre gli Stati Membri si sono impegnati a raggiungere, in collaborazione con le Nazioni Unite, la promozione del rispetto universale e della tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

Soraya Sepahpour-Ulrich
Fonte: www.informationclearinghouse.info
Link: http://www.informationclearinghouse.info/article18837.htm
5.12.07

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MICAELA MARRI

*ndt Omissione nel testo originale di un sostantivo. Non è stato possibile tradurre questo frammento del testo inglese (“and in an attempt to demonstrate its ….” “e nel tentativo di dimostrare ….”)

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