Rapporto shock della Croce Rossa: gli Usa torturano i prigionieri a Guantanamo

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Tiscali notizie
30 novembre 2004
Tortura. La parola già rimbalzata alle orecchie del mondo intero dopo lo scandalo della prigione americana di Abu Ghraib, in Iraq, torna a infangare il mito dell’America che combatte per assicurare democrazia, prosperità e diritti umani al resto del pianeta. Tortura a Guantanamo, ancora una volta la parola è amplificata da precise denunce dei mass media. Brutalità contro i prigionieri di guerra nella base americana a Cuba.

La denuncia viene dal Icrc, il Comitato internazionale della Croce Rossa e finisce simultaneamente sulle prime pagine di New York Times e Financial Times. La notizia, a ben vedere, non è nuova, già in passato si era parlato dei metodi in aperta violazione della Convenzione di Ginevra da parte dei militari americani a Guantanamo.
Ma ora la Croce Rossa conferma e denuncia a piena voce l’uso intenzionale e ripetuto della coercizione fisica e psicologica, della brutalità e della tortura sui prigionieri (550, tra essi molti talebani).

Il rapporto è stato inviato alla Casa Bianca, al Pentagono, al Dipartimento di Stato e allo stesso centro direttivo di Guantanamo. Negli articoli del giornalista Neil A. Lewis che si possono leggere su Financial Times e e New York Times, si parla della relazione del Icrc, secondo cui: “Nella prigione americana a Cuba si usano mezzi sempre più raffinati e repressivi per fiaccare la volontà dei detenuti e renderli completamente asserviti ai carcerieri”. Nel dossier si parla di “esposizione a temperature estreme, coercizione a rimanere in posizioni innaturali, isolamento e azioni umilianti”.

Dal Pentagono arriva la risposta: “Gli Stati Uniti svolgono un’inoffensiva azione di detenzione atta ad ottenere informazioni per la lotta contro il terrorismo”. Parole che dopo il rapporto della Croce Rossa appaiono come un vero autogol per Washington, mentre gli americani scoprono un altro pezzo oscuro della loro anima.

dal Corriere della Sera:

E’ la prima volta che la Croce Rossa, che ha effettuato visite a Guantanamo fin dal gennaio 2002, si esprime in termini così forti sul trattamento dei prigionieri.

Gli inviati dell’Icrc hanno verificato un sistema volto a fiaccare la volontà dei prigionieri di Guantanamo, ora circa 550, e di renderli completamente dipendenti dai loro «inquisitori» tramite «azioni umilianti, isolamento, temperature estreme, posizioni fisiche obbligate».

I metodi utilizzati sono stati definiti via via più «repressivi e raffinati» che nelle visite precedenti.

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