(R)ALLENTAMENTO DEL'AUSTERITA'. E POI ?

DI C.M.
il-main-stream.blogspot.it
L’Italia e la Francia dichiarano che, per loro decisioni unilaterale, il raggiungimento degli obiettivi europei in tema di risanamento dei bilanci pubblici è rinviato, se non proprio accantonato. Sono soprattutto i toni dell’esecutivo francese a far pensare a una sorta di “rottura” dell’ordine austeritario fino ad oggi imperante (del resto i conti di Parigi saranno sorvegliati da un delegato di quell’esecutivo).

I prossimi sviluppi di questa vicenda potranno svolgere la funzione di ‘test’ di validità di due contrapposte teorie: quella che vede le istituzioni europee come padrone degli stati, ben esemplificata qui, e quella che intende le stesse istituzioni come mera emanazione degli esecutivi nazionali (impostazione rintracciabile qui).
Al di là di quest’ultimo aspetto, si può convenire sul punto che i governi nazionali dell’eurozona (e in particolare il “direttorio” costituito dagli esecutivi di Germania, Francia e Italia) stiano cercando di stabilizzare le condizioni dell’economia europea, in modo da prevenire cataclismi paragonabili a quelli occorsi nel 2011. Dunque l’allentamento dell’austerità praticato da Roma e Parigi va messo in parallelo con gli abbozzi di espansione fiscale messi in atto da Berlino, nonché con la politica monetaria iper-accomodante della BCE. I governi nazionali, in questo schema, guadagnerebbero due-tre anni di tempo per “fare le riforme”, cioè completare la normalizzazione neo-liberista delle società europee, senza con questo mettere a repentaglio la tenuta dell’eurozona. Non è molto diverso, in fin dei conti, da quanto suggerito da Alesina & Giavazzi.
Questi tentativi avranno successo? La condizione fondamentale è che il PIL europeo torni a crescere, e in maniera abbastanza omogenea, in modo da non lasciare singoli stati in gravi difficoltà. Putroppo, quello di cui i governi nazionali non tengono conto è che ci troviamo, con tutta probabilità, in una fase di Stagnazione Secolare (per chiarire il concetto, qui e qui). Dunque se è plausibile che la stagione dell’austerità si avvii al termine, è probabile che ciò avvenga contemporaneamente al tramonto dell’epoca della crescita.
Se così stanno le cose, tutti i piani dei decisori politici europei sono destinati al fallimento. Fallimento di cui saremo noi a pagare il prezzo.
C.M.
Fonte: http://il-main-stream.blogspot.it
Link: http://il-main-stream.blogspot.it/2014/10/rallentamento-dellausterita-e-poi.html
1.10.2014
4 Commenti
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Vocenellanotte
Vocenellanotte
2 Ottobre 2014 12:54

Hollande non conta più niente dopo le elezioni europee e lo sa, così ricatta la Germania con lo spettro Lepen, Renzi non l’ha votato nessuno e quand’anche si andasse a elezioni sarebbe un nominato come altri e perciò inadatto a rappresentare la politica italiana.

Possibile sia così difficile capire che la posizione della Germania sia la sola corretta e praticabile?
GioCo
GioCo
2 Ottobre 2014 13:29

Credo sia difficile per una parte della politica dover ammettere di botto che i piani preparati non funzionano, non sono adatti e (peggio ancora) sono del tutto controproducenti per le mire di chi ha le leve del potere in mano.Ma questo non è un problema di chi ha in mano quelle leve, piuttosto di chi ne rimane espressione ed emanazione (che deve essere comunque salvaguardato nell’immagine). Potremmo dire (per semplificare, a rischio di sbagliare) che i consiglieri del gabinetto dei potenti hanno cannato, ma succedete e c’è sempre un piano di riserva che tenta di salvare capra e cavoli.Putin si è dimostrato ben più capace e scaltro degli strateghi di Washinton, ma non stiamo parlando di emeriti imbecilli, quanto di menti scaltre, astute ed estremamente sottili che sapranno reagire in tempi e modi molto efficaci. Se includiamo W. Wilson, c’è un secolo di storia in constante miglioramento a dimostrarlo: si tratta di politica e la politica non è mai un "affare pulito", tanto più se si innesta nella geo-strategia di super potenze e degli apparati elitari che sostengono le economie. In questo quadro sono evidenti due visioni ben distinte e a confronto, due modelli di possibile società futura a confronto:… Leggi tutto »

bstrnt
bstrnt
3 Ottobre 2014 17:58

Ma il gestaccio minaccioso della Merkel è dovuto alla dichiarazione della francia di sforare il 3% ?