RACCOGLI LE FIRME PER IL REFERENDUM CONTRO L'EURO (ANCHE SE IN QUESTO MODO LO PERDERAI)

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DI GF

cobraf.com

Parte domani la campagna per il referendum. Ecco qui sotto le domande e risposte sull'Euro della campagna del M5S che indica come verrà condotta dal M5S. E' un iniziativa importante, in questo modo si parlerà di euro, eurozona, debito e BCE e anche nel resto d'Europa catalizzerà l'attenzione. Qui gli si farà pubblicità nel nostro piccolo.

Come volantino per una raccolta di firme questo è ok (anche se andrebbe riconosciuto che gli argomenti sono identici a quelli che da un anno usa Claudio Borghi, che ora è l'esperto economico della Lega...e Bagnai..non che ci sia niente di male se si arriva a concordare con quello che dicevano altri..).


I paladini più noti della Lira, Borghi e Bagnai, suggeriscono che l'iniziativa del referendum sia perversa, che in pratica boicotterà la causa della lira portandola alla sconfitta (“La bufala del referendum sull’Euro di Grillo"). Mi sembra complicare troppo le cose, se sei contro l'euro un referendum contro l'euro è positivo, è un iniziativa utile perlomeno per farne un dibattito nazionale. Punto.

In Italia ci sono troppi ragionamenti complicati e contorti. Bisogna tirare una linea, di qui ci saranno anche errori e confusioni, ma dall'altra parte ci sono i figli di mignotta: "Paolo Mieli Se usciamo da Euro Saremmo dominati da Cafoni e Mignotte 09/12/2014" (..fuori dall'euro saremo come il Montenegro, pochi miliardari e tanti poveri e poi cafoni e mignotte...")

Il problema non è se il referendum sia controproducente come strategia politica. Il problema è la sostanza di quello che proponi, qui ormai con la tattica e la strategia politica non fai più un 'azzo, è l'ora di chi capisce qualcosa di economia. Il problema è che con questo tipo di argomentazioni e di proposta (imitata appunto da Bagnai e Borghi) per il ritorno alla lira perderai di sicuro, perchè è un discorso naive che presta il fianco a critiche facili e in un dibattito vedi che non suona realistico...Persino alla conferenza che ha organizzato Bagnai, con anche Borghi, in novembre c'erano un paio di economisti non pro-euro, ma semplicemente più scettici, che hanno mostrato facilmente che il ritorno alla lira è dieci volte più complicato di come lo descrivono


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Se il referendum si tenesse tra qualche mese e si dibattesse (in piazza, in radio, in Tv, su internet sperando che quelli del M5S si facciano vedere) per il ritorno alla Lira con questi argomenti si perderebbe (tra un anno e mezzo, quando i tempi tecnici consentiranno di farlo, potrebbe esserci già stato un crac finanziario globale e quindi chissà...).

Vediamo di ri-spiegarlo, perchè la disgregazione dell'Euro a partire dall'Italia è una questione epocale, gli interessi in gioco sono semplicemente colossali, non è una questione che riguarda l'Italia e basta...

domanda 1. OK, ma non è un questione importante...
domanda 2. OK...idem
domanda 3. OK anche se togliere "l'IRAP alla microimprese" è pochino come proposta di riduzione delle tass (l'unica finora avanzata dal M5S)
domanda 4. OK
domanda 5. sì sì... ma qui si arriva al problema cruciale e dire "il mercato non avrà problemi a finanziare il nostro debito pubblico perchè quello che guida gli investimenti è prima di tutto la sostenibilità del debito..." è naive anzi è fuorviante, cioè è scorretto sostenerlo.

Il mercato attualmente finanzia il debito italiano a tassi tra l'1% e il 2% (il decennale del BTP quotava 1,95% ieri). Questo perchè l'inflazione è crollata dal 3% e rotto del 2011 al -0,4% per merito dell'austerità che ha distrutto l'economia. Per cui comunque un BTP rende in termini reali un +2,4% che al momento nel mondo per un titolo pubblico è parecchiio. Ma anche perchè vale ancora la promessa della BCE di Draghi di comprare BTP SE NECESSARIO PER TENERE ASSIEME L'EURO. CIOE' IL MERCATO CHIEDE SOLO IL 2% ALL'ITALIA PERCHE' L'INFLAZIONE è SOTTOZERO E PERCHE' SI FIDA CHE DRAGHI NE COMPRERA' SE L'EURO ENTRA IN CRISI.

Giusto ? Siamo d'accordo ? Quando ritornassi alla Lira questa si svaluterà del -20% circa contro dollaro (e metà delle valute del mondo che sono legate al dollaro) e del -60% contro marco (e altre valute del nord-europa) e ci sarà quindi più inflazione (da costi di importazione). OK ? Qui per ora stiamo sfondando porte aperte, ma è solo l'inizio, purtroppo l'economia globale moderna finanziaria è una catena di effetti e cause...

Se ci limitasse a tornare alla lira e basta, l'economia non si riprenderebbe però molto, se ritorni alla lira lo fai ANCHE per ridurre le tasse e di molto. Oppure per aumentare la spesa pubblica, insomma per aumentare il deficit pubblico altrimenti lo stimolo che viene dall'importare meno ed esportare di più non è sufficiente. (Occorre la prova ? il Giappone ha svalutato del -35% contro euro e quasi del -45% contro dollaro negli ultimi due anni. Il PIL è migliorato di 1 punto e mezzo percentuale, forse due punti... di crescita... e loro sono il Giappone...)

Anche aumentare il deficit pubblico quindi produrrà più spesa e più inflazione (specie se aumenti la spesa pubblica).

Bene, ma allora siamo anche d'accordo che ritornare alla lira significa avere due fattori di inflazione importanti, la svalutazione e i deficit pubblici aumentati. Quindi ci sarà un inflazione che sale da -0,4% a, per esempio, 5% e rotti (se va bene). Il mercato questo ragionamento che ho appena fatto lo fa e lo sa da anni e quindi giocherà d'anticipo e senza aspettare che l'inflazione si materializzi chiederà un rendimento del 2% reale (a cui è abituato da 30 anni) + inflazione, quindi del 2% + 5% = 7%, se tutto va bene.

Di conseguenza i BTP che oggi pagano un 2% pagheranno un 7%, se tutto va bene. E quindi il costo del debito pubblico esploderà velocemente dagli attuali 85 mld di euro a (supponendo una parità iniziale 1 euro per 1 lira) a 100, poi 110, poi 120, poi 130 mld...

Occorre ricordare qui che prima dell'arrivo dell'euro, nel 1993-1996, l'Italia pagava l'equivalente di 180 mld di oggi di interessi e un 21% della spesa pubblica (e un 11% circa del PIL !!!).

A meno che....

A meno che...la Banca d'Italia non si metta lei a fare "QE" a manetta, cioè Bankitalia compri dai 200 mld in su di titoli di stato (su 400 mld che vanno in scadenza ogni anno). Questo è possibile e fattibile e anche giusto, ma ovviamente se uno stato come l'Italia esce dall'Euro e svaluta quindi di colpo e poi in aggiunta si mette a stampare 200 mld di lire all'anno solo per comprare BTP succede poi quello che succede ora al Giappone, che fa una politica del genere, ma in modo più estremo.

Succederà allora che la svalutazione iniziale del -20% circa contro dollaro (e metà delle valute del mondo che sono legate al dollaro) e del -60% contro marco (e altre valute del nord-europa) diventerà forse del -30% contro dolllaro e del -80% contro marco..

Attenzione però che non sto esagerando. Il cambio Lira/Marco era a 200 lire a inizio anni '70 ed arrivò a 1,200 lire a metà anni '90, quindi in 25 anni circa era aumentato di 6 volte (la quantità di lire necessarie per comprare 1 marco....). Se tanto mi da tanto, dopo 15 anni in cui è bloccato non ci sarebbe niente di strano che l cambio Lira/Marco da 1000 lire (supponendo ora per fare un confronto più facile di che si esca alla parità di 1,000 lire per 1 marco..) vada a 2,000 lire per 1 marco.


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A quel punto però sia l'inflazione importata e gli effetti sull'import export che le perdite sui risparmi in lire si amplificano ancora rispetto all'ipotesi iniziale di una svalutazione diciamo seria, ma non drammatica.

Ripeto per chi si sia distratto: se torni alla lira, devi anche approfittarne per aumentar ei deficit e però per evitare che il costo dei BTP schizzi all'8% e il peso degli interessi da 85 mld esploda a 150 mld o peggio devi far comprare almeno 200 mld di BTP all'anno a Bankitalia stampando lire. E stampando lire la valuta allora scende ancora di piu e quindi puoi avere Lira a 0,80 dollari e marco a 1,80 dollari.

Ah ah... qui siamo arrivati al "buco nero" del discorso della lira, la fuga di capitali

Diciamo allora che l'italiano che aveva un milione di euro e li avesse lasciati in Italia se ne ritrova la metà rispetto all'italiano che aveva un milione di euro e li avesse spostati su qualcosa di germanico.

Ehi... il problema del ritorno secco alla lira, con la conversione forzosa di circa 4mila mld di saldi bancari oggi in euro per decreto una mattina di lunedì in lire è che nei mesi precedenti CI SARA' LA MADRE DI TUTTE LE FUGHE DI CAPITALI

Qui si fa finta che non esista la madre di tutti i problemi del ritorno alla Lira e cioè che l'italiano che aveva un milione di euro e li lascii in Italia se ne ritroverà la metà rispetto all'italiano che aveva un milione di euro e li sposta su qualcosa di germanico. Un terzo della ricchezza finanziaria degli italiani attuale può prendere la strada dell'estero e quindi che il sistema bancario italiano salterà..

Bene, c'è qualcosa nel materiale informativo per la comunicazione e i dibattiti (o negli articoli del blog di Grillo) che affronta questo problema ?


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Anche qui ci sono delle considerazioni condivisibili, ma non si affronta il punto debole del ritorno alla lira "secco": la paura per i propri risparmi, il semplice fatto che chi riuscirà per tempo a liquidare bot, cct, btp, pronti contro termine, obbligazioni bancarie italiane e tutto quello che ha di italiano nel portafoglio guadagnerà dal 50% in su rispetto ai tapini che invece rimangano incastrati in Italia o con investimenti italiani.

Dato che la ricchezza finanziaria in Italia, come in tutti i paesi moderni, è concentrata, almeno il 50% è in mano ad un 5% della popolazione che ha dal milione di euro in su procapite e questi non sono tutti sprovveduti, hanno consulenti in banca o altrove, hanno o nipoti o figli o amici che gli spiegano magari qualche cosa oppure anche loro leggono internet ecc...

Questa piccola fetta della popolazione che è benestante e ha qualche milione di euro, appena sentirà che l'uscita dall'Euro non è una teoria, ma una possibilità, appena ne vedrà discutere seriamente in TV, appena vedrà che c'è il referendum sul serio ad esempio, che i sondaggi non sono a favore dell'euro, ma indecisi, che la lira può anche vincere... sai cosa succederà ? Non tutti ovviamente, ma anche solo un quarto sposteranno i loro soldi...

Qual'è insomma il problema di una campagna referendaria basata su questo discorso ? Che glissa, che fa finta che non esista la madre di tutti i problemi del ritorno alla Lira: l'italiano che aveva un milione di euro e li lascii in Italia se ne ritroverà la metà rispetto all'italiano che aveva un milione di euro e li spostati su qualcosa di germanico. E quindi dei 3,500 mld di euro della ricchezza finanziaria degli italiani attuale può essere che 800 mld prendano la strada dell'estero. E quindi che il sistema bancario italiano salti..

E cosa succede di brutto se vengono venduti titoli pubblici e bonds bancari, liquidati conti risparmio, p/c, prelevati contanti ecc.. per diciamo 800 mld dalle banche italiane...? Che è una corsa "agli sportelli" delle banche, che queste avranno bisogno di essere salvate e Bankitalia dovrà stampare altri 200 o 300 mld almeno per sostenerle...e questo a sua volta farà svaluare ecc..)

Questo discorso che cerco di fare in modo ragionevole qui, quando si dibatterà veramente del referendum sul ritorno alla lira, lo faranno in modo terroristico i quattro quinti degli esperti o sedicenti tali in TV. Dato però che non è affatto scorretto, che di fondo è vero, avranno vita facile specialmente contro Di Maio, DiBattista, Grillo e gli altri che (ogni tanto) si sono visti parlare finora ...

GF

Fonte: www.cobraf.com

10.11.2014

Commenti (32)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. albertos 12 dicembre 2014

      ovviamente mi riferisco a gimo.

    1. Hamelin 12 dicembre 2014

      Concordo .

      Molto bravo , hai sentetizzato alla perfezione i punti cardine della questione .

    1. albertos 12 dicembre 2014

      Non perdere tempo con questo qui dai, è chiaro che non vuole discutere in maniera costruttiva.

    1. sfruc 12 dicembre 2014

      Inutile dire, infine, che il radicale cambio di paradigma necessario per risolvere la situazione (vedi miei post precedenti) implicherebbe anche una radicale ricollocazione nella geopolitica internazionale, uscendo dal sistema US-Nato-Francoforte-Bruxelles e accostandosi ai BRICS e altri paesi latino americani nonché tentando di catalizzare nell'operazione altri paesi mediterranei simili a noi

    1. sfruc 12 dicembre 2014

      Aggiungo solo qualche nota:

      - L'inflazione va a favore del debitore - perché riduce l'ammontare REALE del suo debito - e a sfavore del creditore. Quindi va a favore del debito pubblico attuale e non ha ricadute sui lavoratori se protetti da sistemi di indicizzazione delle retribuzioni (punto 5 del mio post precedente).
      - Se si recupera la PIENA sovranità monetaria, non si emette PIU', di fatto moneta a debito. Quindi: il debito pregresso viene sminuito dall'inflazione e, in termini sostanziali, non si fa più debito nuovo. E ciò al di là dei meccanismi formali, come quelli esistenti prima del golpe del 1981.
      - Ben venga l'iniziativa di Grillo se serve a far parlare del problema. Ma esso va affrontato nei termini del mio post, ossia nel senso di un radicale cambio di paradigma e non come soluzione improvvisata che fa il gioco dei gattopardi.
      - Tutte e 5 le condizioni del mio post precedente devono essere SIMULTANEAMENTE rispettate, altrimenti il castello cade. Basta una breccia per consentire al nemico di entrare nelle mura di Troia. E saccheggiarla (di nuovo, di più)
    1. sfruc 12 dicembre 2014

      Il discorso è in realtà banalissimo: uscire dall'Euro sarebbe una mossa positiva e risolutiva SOLO se fossero rispettate le condizioni sotto elencate (scusatene l'estrema sintesi):

      1) Emissione di moneta da parte di una Banca di Stato, ossia smettere di dar corso legale a una moneta di proprietà privata - e non certo pubblica - da "comprare" indebitandosi sul mercato e sottostando così ai suoi (ben manovrati) capricci. Ciò equivale a dire: recupero della PIENA sovranità monetaria e, con ciò, sottrarsi al ricatto di dover "vendere il proprio debito sul mercato". Se si sostituisce l'Euro con un'altra moneta soggetta al ricatto privatistico-mercatistico, come la Lira dopo il golpe Ciampi-Andreatta del 1981, si cade dalla padella nella brace.
      2) Porre limiti stringenti alla libera circolazione di capitali. Non si può uscire dalle spire del capitalismo finanziario globalizzato lasciandone in piedi le regole essenziali, ossia i cavalli di Troia e i cappi già stretti al collo. E con questo, ho risposto all'articolo di GF. Gli investimenti esteri saranno ben accetti quando saranno produttivi per noi - "se vuoi vendere sul mercato italiano le tue macchine, vieni a produrle qui" - e non quando si tratta di shopping dei nostri gioielli, artatamente svalutati.
      3) Ricostituire un sistema bancario pubblico, come quello antecedente al golpe Amato del 1992 (che, peraltro, privatizzando - ossia regalando ai privati - le banche di proprietà del Tesoro, regalò loro anche le quote di proprietà della Banca d'Italia - e forse del suo oro - che da allora è privata per il 96% del capitale) o, indicativamente, come quello del North Dakota.
      4) Nella ricostituzione del sistema bancario, separare rigidamente l'attività delle banche a funzione economica primaria (raccolta del risparmio e finanziamento degli investimenti) da quelle speculative e d'affari, volte alla speculazione finanziaria. Glass-Steagall Act, per dirla semplice.
      5) Precostituire una rete di protezione sociale con meccanismi automatici di difesa dei redditi, soprattutto più bassi, dall'inflazione. In questo modo, il conto non lo pagano i lavoratori ma i rentiers. A ciò si deve aggiungere un notevole investimento nel welfare e nei servizi pubblici alla collettività, non il suo smantellamento.
      Come vedete, si tratta di un radicale cambio di paradigma.
      Non si può uscire dall'Euro lasciando intatti il paradigma dominante neoliberista e i meccanismi senza scampo del capitalismo finanziario globalizzato. Non si uscirebbe dalla prigione e la si renderebbe anzi più dura.
      A leggere bene, queste cose le dicono anche i più avveduti studiosi critici nei confronti dell'Euro, Bagnai ma soprattutto Emiliano Brancaccio.

      E' probabile che l'Euro imploda per le sue intrinseche contraddizioni e insostenibilità, a prescindere dai Grillo e Salvini o da ciò che farà l'Italia o la Grecia. La cosa che più mi preoccupa è che tale processo - ormai allo studio da tempo nelle centrali finanziarie che contano - sia gestita dagli agenti gattopardeschi del sistema, ossia da coloro che occultamente lavorano affinché tutto cambi (si esce dall'Euro) perché nulla cambi (si rimane schiavi del ricatto privatistico-mercatistico). Questi strepitanti personaggi, neoliberisti fino alle midolla, costituiscono il più grave pericolo. Salvini mi sembra perfetto per questo ritratto e anzi, vista la sua immensa visibilità sul mainstream, credo sia stato scelto proprio per questo scopo: incanalare il malcontento verso l'Euro in una direzione innocua per il sistema e, anzi, proficua per i suoi fini di strangolamento. Di Grillo non so. Spero sia naif ma in buona fede. Vedremo
    1. SanPap 12 dicembre 2014

      Doni dell'EU

      • FC Fiscal Compact
      • ESM European Stability Mechanism
      • TTIP Transatlantic Trade and Investiment Partnership
      • DRF Debt Redemtion Fund
      • TISA Trade In Services Agreement
      • EGF European Gendarmerie Force

      che altro ci devono fare ?

    1. Saysana 12 dicembre 2014

      Bla bla bla bla.

      Quand'e' che ti vedremo guidare, in plastica posa, le folle rivoluzionarie per le strade d'Italia invece che dietro una tastiera?



      PS: aspetto le tue minacce squadriste/staliniste, come al solito.
    1. clack 12 dicembre 2014

      Vero.

      Ma lo è almeno altrettanto che bisogna vedere quali sarebbero gli effetti a catena prodotti dall'uscita dell'Italia dall'eurozona. Tutte le previsioni al riguardo sono basate sulla presunzione che, una volta usciti noi, l'euro continuerebbe a esistere come se nulla fosse.
      Il che è da dimostrare, come lo è che l'euro in tale evenienza non sia destinato a diventare carta straccia nel giro di pochi mesi o forse meno.
      A quel punto il cambio verso qualche altra moneta sovrana diverrebbe inevitabile. E nulla garantisce che sarebbe più conveniente rispetto al cambiare in neolire o come le si voglia chiamare.
      E' altrettanto da dimostrare che chiunque continui a detenere euro, una volta uscita l'Italia, si trovi costretto a cambiare in lire oppure a spostare altrove i suoi liquidi. Potrebbe invece continuare a tenere gli euro, contando su una loro rivalutazione. Esattamente come al tempo della lira, quando chiunque poteva detenere valuta straniera, fossero dollari, franchi francesi, marchi ecc.
      Fermo restando il fatto che la moneta unica ha ormai raggiunto i suoi scopi, che consistono nell'attacco più feroce della storia a diritti, tutele e potere d'acquisto delle classi lavoratrici, che proprio grazie a tale strumento hanno conosciuto il più veloce regresso mai avutosi al riguardo. Quindi può essere archiviato. L'unica sicurezza al riguardo è che le classi sociali che hanno tratto vantaggio dal passaggio alla moneta unica non vorranno mai rinunciarvi e anzi faranno di tutto affinché possano ricavarne uno ancora maggiore dal suo abbandono.

      Come sempre accade in casi simili, ovvero nell'abbandono di un sistema e nel passaggio a un altro, si genera una sorta di analfabetismo di ritorno che impedisce di considerare e ancor più di comprendere elementi a tale riguardo, che prima di tale cambiamento apparivano ovvi.

      I discorsi che si tengono riguardo al pro o contro la moneta unica e il suo abbandono piuttosto che la sua conservazione ne sono la dimostrazione più ovvia.

      Detto questo, va considerato un ulteriore elemento, quello che riguarda la facoltà, di chi detenga il potere economico-politico in sede comunitaria, di fare il bello e il cattivo tempo sotto tutti i punti di vista, abolendo di fatto ogni forma di sovranità per gli altri stati membri. La vicenda Berlusconi ne è la dimostrazione: basterebbe un politico messo a capo di un governo ma sgradito a chi di dovere per far si che si scateni una tempesta valutaria e dello spread nei confronti del paese che si ostinasse a tenerlo in sella.
      A quanto ammontano i costi che derivano da un simile vassallaggio e soprattutto dalle sue conseguenze materiali in termini industriali e sociali? Direi che siano incalcolabili: qualunque fosse la cifra da affrontare per uscire dall'euro, tenuto conto di tutto quanto comporta il permanere nel suo sistema, sarebbe comunque estremamente conveniente.
      Tranne ovviamente per chi conta di lucrarci ancora sopra il più a lungo possibile, che trova in certi discorsi il sostegno migliore.
      Il fatto che non di rado provengano da persone posizionate politicamente a sinistra, e non solo in quella rinnegata, dà molto da pensare a chiunque abbia a cuore le sorti del proprio paese e di coloro che vi abitano.
    1. Truman 11 dicembre 2014

      Ho la sensazione che nell'articolo ci sia un errore classico, quello di pensare che l'inflazione faccia male al debito pubblico.
      Per quello che capisco io l'inflazione fa aumentare il debito pubblico in termini nominali, nel senso che i numeri possono crescere, ma poi andrebbero depurati dell'inflazione, per avere valori reali.
      Una volta deputato il debito pubblico dell'inflazione si potrebbe scoprire che l'inflazione fa bene al debito.
      E' invece pericolosissima la situazione attuale, di deflazione, in cui la deflazione va sommata (in valore assoluto) all'aumento del debito, tendendo a renderlo irrecuperabile.

    1. mago 11 dicembre 2014

      Certo la stanno demolendo gli usa con multe inventate ad arte,con scambio automatico di informazioni fiscali a venire ,con la black list...ogni guerra ha la sua strategia...ma resta una delle poche nazioni ancora sane.

    1. zingaro 11 dicembre 2014

      Non dobbiamo cadere nella trappola del referendum: sappiamo cosa viene tolto ma non sappiamo cosa viene messo. Prima bisogno stabilire cosa si vuole, poi possiamo parlare di referendum. Altrimenti è solo una pagliacciata.
      A parte che l'Euro è solo "uno" dei problemi, e bisognerebbe avere una vista più amplia. Dobbiamo essre noi cittadini a rifiutare l'Euro, non fare un referendum.
      L'esito del referendum può essere:
      1) Inquinato dalla propaganda
      2) Truccato
      3) Lasciato cadere (come immancabilmente accaduto in passato con altri referendum)
      4) Approvato con fregatura pronta dietro l'angolo, come il caso del finanziamento pubblico ai partiti, che ha cambiato nome (e remunerazioni) e ce lo troviamo ancora tra i piedi.

    1. gimo 11 dicembre 2014

      Sei uno di quelli che votava PD e quando ti dicevano :"vedi che è la stessa cosa del PDL anche peggio, solo una delle facce della medaglia" ,tu rispondevi dicendo:"FATTI dimostrano che il PD combatte Berluska"???e poi ti sei svegliato quando hai sentito Violante alla Camera???



      EEEH si..... ci vorrà un po' di tempo (evidentemente) per REALIZZARE.....con calma.....


      la storia non insegna nulla............



    1. AlbertoConti 11 dicembre 2014

      Ovviamente mi riferisco all'economia islandese PRIMA del crak bancario.

    1. IVANOE 11 dicembre 2014

      Ma detta alla romana... ma sti cazzi dell'euro delle ritorsioni delle ripercussioni ecc. ecc.
      Che ci possono fare ?
      Una volta raggiunta la nostra sovranità nazionale cominciamo a stampare a go go la lira aumentando stipendi e pensioni dando a tutti i disoccupati possibilità di spesa e conseguentemente far ripartire i consumi interni.
      La germania, gli usa la francia ci boicottano ?
      E noi compriamo e vendiamo all' est alla russia, all'inodenesia, alla russia, ai paesi emergenti dell'africa all'argentina ecc. ecc.

    1. AlbertoConti 11 dicembre 2014

      Bene, Cobraf ci spiega che la sopravalutazione dell'euro-italia è dell'80%
      rispetto all'euro-germania, che per semplicità di calcolo (per la vecchina e i
      suoi 4 bot) diventa il 100%, cioè 2 nuovi euro-italia per 1 vecchio
      euro-germania.

      Con questo Cobraf ci spiega meglio di ogni altro quanto la
      "moneta unica" ci abbia danneggiato e ci stia colando a picco. Nessuna PMI, ma
      neppure alcuna grande impresa può "competere" in queste condizioni, con in più
      tutti quei VETI neoliberisti (buffa la rigidità normativa di chi vuole libertà
      assoluta!) quali:
      1) NO-dogane
      2) NO-aiuti di Stato
      3) NO-controllo dei
      grandi movimenti transfrontalieri di capitali
      4) NO-all'impresa di Stato,
      neppure se strategica o per servizi-primari
      5) NO-all'armonizzazione
      BancaCentrale-gestione del debito pubblico
      6) NO-controllo bisca finanziaria
      (vero, il mio caro trader?)
      7) NO-controllo OGM, tracciabilità alimentare,
      inceneritori, basi militari, rifiuti tossici, pericolosità farmaci, ecc. ecc. in
      una parola TTIP

      Il vero rischio di un recupero di sovranità monetaria è
      l'effetto Islanda, cioè questo nostro Paese risorgerebbe troppo in fretta,
      attirando si le locuste di biblica memoria, che sono gli "investitori esteri".
      Ma non lo permetteremo!

    1. Hamelin 11 dicembre 2014

      Vedi il tuo discorso potrebbe essere anche plausibile se :

      " Gli Italiani fossero una massa indistinta di persone apparteneti ad un unico ceto sociale " .

      Ma siccome cosi' non è quello che succederebbe è che chi ha ricevuto i vantaggi maggiori dall'Euro ( le classi medio alte ) abbandonerebbero il paese come un fulmine con i loro capitali , lasciando le classi basse a subire tutte le conseguenze delle loro malefatte .

      Alla fine di tutto pagherebbero tutto sempre e solo le classi mediobasse e una volta che le cose si fossero stabilizzate gli apparteneti alle classi medio alte tornerebbero per ricomandare e spadroneggiare .

      I Ricchi di solito non condividono mai la ricchezza... Figuriamoci la miseria...

      Occhio che chi ha fatto i Danni in quest'ottica la passerà liscia anzi ci guadagnerà un sacco in termini reali.

    1. Hamelin 11 dicembre 2014

      Io sarei fiero di avere un alunno cosi' intelligente .
      Gli dovresti dire che l'Italia non è l'unico paese nel globo e che se hai delle aspirazioni e ti applichi con costanza , passione e scarificio la via per riuscire in un modo o nell'altro la trovi sempre anche se devi cambiare luogo e vita .

    1. Hamelin 11 dicembre 2014

      Bah la Svizzera è pesantemente esposta nel suo settore bancario che conta piu' meno il 10% del PIL .

      Se ci fosse un crisi finanziaria non la passerebbero liscia nemmeno loro .

    1. robotcoppola 11 dicembre 2014

      È proprio perché mi baso sui FATTI e non sulle SPECULAZIONI mentali che ti ho risposto in quel modo.

      I FATTI sono che il M5S sta proponendo (con tutti i suoi limiti ed errori) un altro modello di Paese e di società che cozzano terribilmente con quello attuale.

      Il sistema reagisce con ogni mezzo possibile, dimostrando in modo PALESE quanto sia marcio e colluso, alternando la realtà e quindi la percezione di essa di milioni di persone.

      Non vedo altre alternative migliori al M5S. Tante chiacchiere e filosofie ma niente di concreto.

      P.S.: se tu hai soluzioni migliori, prova a proporle. Se sono di qualità e se la tua esposizione è abbastanza convincente potranno essere adottate dal movimento (purché ovviamente non vadano contro i suoi principi).

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