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QUOTE ROSA NELLE AZIENDE ? UN' OFFESA ALLE DONNE

DI MASSIMO FINI
ilgazzettino.it

E ci risiamo con le “quote rosa”. Non però, questa volta, per le candidate alle elezioni. È al varo un progetto bipartisan (nelle scemenze i nostri politici riescono sempre ad essere d’accordo) per cui le aziende quotate o partecipate dovrebbe avere nei loro Consigli di Amministrazione almeno il 30% di esponenti di quello che, in altre epoche, era chiamato “il gentil sesso” per legge. A me pare una cosa che non sta in piedi, da parecchi punti di vista. È offensiva per le donne considerate come dei Panda da proteggere le donne, almeno, in Occidente, non hanno alcun bisogno di essere protette. Sanno farlo benissimo da sè. La legge lede proprio quel principio di uguaglianza che intende tutelare. Se in un’azienda ci sono una donna e un uomo di pari capacità ma la quota del 30% non è completata ad essere leso nei suoi diritti sarà lui. Se poi l’uomo, nella stessa situazione, è più bravo si lede quel principio del merito di cui tanto si parla. Infine, ed è la cosa più grave, si viola un principio di libertà? Può o no una società scogliersi i dirigenti come meglio crede? Secondo questa legge non più. Per quelle che non rispetteranno le “quote” c’è la decandenza del cda.

Nella foto: Mara Carfagna, Ministro per le Pari OpportunitàLa pd Alessia Mosca, firmatrice del progetto, è ottimista: “Non dovrebbero esserci problemi. C’è l’ok di tutti i gruppi, nessuno si è messo di traverso”. E chi osa in questo Paese, femmineo senza essere femminile, osa dire qualcosa che non sia a favore delle donne? La verità è invece che oggi le donne, nella nostra società, godono di una serie di privilegi. Soprattutto nel diritto di famiglia. In caso di separazione i figli, nel 95% dei casi, restano alla madre insieme alla casa che fu coniugale. Il marito separato è l’unico soggetto (a differenza dell’equilino moroso, dell’occupante abusivo, dell’ospite indesierato) che può essere sbattuto fuori di casa da un giorno all’altro, e, con gli affitti che circolano, dove la trova una nuova casa? Nell’ospizio di via Ortles a Milano uno su cinque di quei disgraziati ospiti è un marito separato di recente. E mentre lui è alla canna del gas o sotto i ponti, lei ha il diritto di mantenere, con i soldi dell’ex marito, lo stesso tenore di vita di prima. Poi c’è il ricatto e la vendetta sulla pelle dei figli: “non te li faccio vedere”. Qualche domenica fa il portiere del Brescia Matteo Sereni intervistato, invece di parlare delle solite cose di calcio, ha raccontato la sua situazione di padre separato cui è impedito, di fatto, incontrare i figli. Ma approfittato del suo ruolo per rendere pubblico il suo dramma. Spesso le donne non capiscono che, al di là dei rancori coniugali, i figli hanno bisogno oltre che della figura materna anche di quella paterna, che non è meno importante.

E la sfera sessuale? Se in treno guardi con insistenza la ragazza che ti siede davanti “molestia sessuale”.
Idem se fai una carezza sui capelli a una segretaria che conosci da anni ma che quel giorno non gradisce. Se una donna ti dà il suo cellulare, e quindi implicitamente di autorizza a chiamarla, e tu le telefoni un pio di volte, siamo già al limite dello stalking.

Care donne siete diventate davvero insopportabili. Dimenticatevi delle “quote rosa” e ritornate ad essere quello che eravate: il gentil sesso (deboli non lo siete più da tempo).

Massimo Fini
Fonte: www.ilgazzettino.it
29.10.2010

Pubblicato da Davide

  • stonehenge

    Come faceva la canzone di Vecchioni sulle donne?…

  • martiusmarcus

    Intervento da condividere, ma parole al vento. I maschi sono caratterialmente incapaci di associarsi per difendersi: ottimo lottatore solitario, quando si tratta di far causa comune, l’uomo è oggettivamente handicappato rispetto alla donna. Le donne, insieme, pensano meno e fanno di più, quando si tratta di ottenere vantaggi comuni. C’è poi la sudditanza psicologica verso la bellezza femminile, che si espressa per secoli col “fare il cavaliere”. Se così non fosse, come si farebbe a sopportare in silenzio quel sopruso di massa che risponde al nome di “diritto di famiglia”: eccola la shoah del genere maschile! E nessuno che apra bocca, tutti zitti, quando i più disperati e depressi separati – nervi fragili a fronte di pesanti angherie subite in solitudine col conforto della “legge” – si gettano in sucidi-omicidi-infanticidi… Tutti a dire davanti alla TV: la follia, lo stress… Ma nessuno che proponga un referendum per l’abrogazione di una legge (mi riferisco al diritto di famiglia) che ha instaurato nella nostra bella civiltà il diritto al ripudio e schiavismo di massa a danno del povero beota che si è fidato sposandosi. Povero maschio scemo, altro che quote rosa…

  • maristaurru

    le quote rosa sono un cretinata e su questo non si discute, sono una offesa, ed anche questo comincia ad entrare in qualche crapa femminilw, ma quanto vorrei poter capire l’invito finale, “ritornate ad essere quello che eravate: il gentil sesso (deboli non lo siete più da tempo).”
    Non capisco il senso ed oltre tutto a me pare che l’idiozia delle quote rosa sia diretta e ovvia conseguenza di quello che eravamo: a noi era concesso solo un certo tipo di potere occulto, la parità non era nemmeno concepita e non era colpa di nessuno o forse era colpa di tutti, un po’ come la storia dell’uovo e della gallina.
    Ed a proposito di galline: bisogna esser molto galline o molto in mala fede per immaginare che un qualsiasi posto di lavoro o di responsabilità ottenuto “per quote”, ponga la disgraziata che lo ottenesse alla pari con i colleghi maschi o femmine che fossero arrivate per meriti, magari ammazzandosi il doppio dei maschi, necessità da accettare per un bel po’ ancora, visto che si tratta di abbattere secoli di costume incancrenito, tanto incancrenito che le meschine femmine hanno immaginato sia utile simile mezzuccio delle quote.
    Mi viene da esser cattiva su questo argomento e mi chiedo se davvero il non – uso dell’organo ( cervello), lo deteriori irreparabilmente e per generazioni.
    Mi consola pensare che molti maschietti e simil maschioni.. non stanno meglio delle meschine quotate e quotatrici

  • wiki

    ottimo articolo…

  • Hassan

    “Dimenticatevi delle “quote rosa” e ritornate ad essere quello che eravate: il gentil sesso (deboli non lo siete più da tempo).”

    Bè se chiedono le quote rosa, è proprio per una loro debolezza. I “forti” non chiedono trattamenti di favore, sanno farsi largo da soli senza degli “aiutini”. Inoltre, le femmine occidentali sono senza dubbio le femmine più deboli di tutto il pianeta terra, ben più deboli delle orientali (che disprezzano tanto…), e ben più deboli delle loro NONNE e BISNONNE e ANTENATE, che avevano una tempra e una fibra ben più forte delle femminette “emancipate” di questo secolo, che ad ogni più sospinto non fanno che autolodarsi sulla loro presunta “forza”, “emancipazione”, “indipendenza” (non dagli assegni degli ex però…). Chi si loda si imbroda, si diceva un tempo…

    Comunque se chiedono le quote rosa solo dove conviene a loro, cioè nei posti di potere, allora che si chiedano le quote rosa anche nei cantieri, nelle miniere, nelle fonderie… il 94% dei morti sul lavoro sono UOMINI. E’ tempo che questa odiosa discriminazione venga rimossa… o forse le femministe chiedono le quote rosa solo dove fa comodo a loro ? Cioè posti dirigenziali e amministrativi…

  • helios

    Care donne siete diventate davvero insopportabili.
    …………

    potebbe anche essere che sono diventate tali proprio perchè, proprio gli uomini, lo sono già da tempo. Diciamo piuttosto che si sono adeguate…all’andazzo.

  • vic

    Tutti noi siamo coscienti del fatto che il mondo animale manifesta simmetrie a gogo’. Oggi andiamo a visitare un centro artigianale specializzato nel suddividere la societa’ esattamente in N parti. Curiosiamo un po’.

    V: Buongiorno direttrice. C’e’ una grande attivita’ qua dentro, vedo.
    direttrice Mediana: Benvenuto. Qui si lavora con grande entusiasmo. Ma pure con grande criterio.
    V: Criterio simmetrico, indovinato?
    dir Mediana: Esattamente. I nostri artigiani e le nostre artigiane si preoccupano di suddividere cio’ che manipolano esattamente in due, in tre, in cinque, a seconda deile esigenze settoriali. L’importante e’ sempre seguire il grande principio dell’equanimita’.
    V: Buongiorno signora, posso disturbarla?
    Artigiana reparto lepri: Prego. (Zacc, con un colpo secco e preciso, squarta la carcassa della lepre in due).
    V: Buon lavoro, ho capito osservando. Andiamo oltre.
    Artista del Colore: Buongiorno signore.
    V: Buongiorno. Qual e’ il suo compito?
    Art. Col: Stiam eseguendo un grande affresco sulla societa’. Io mi occupo della suddivisione secondo il colore dei capelli. La quota e’ molto precisa: un tot di cm2 per le more ed i mori, un altro tot per le brune e i bruni, un tot speciale per le bionde ed i biondi, infine un tot di riguardo per le rosse ed i rossi.
    V: Bravo. Mi raccomando dipinga bene Valentino che e’ un pilota come pochi. Andiamo avanti, eccoci nel reparto sport, sezione pallacanestro.
    Rosy la Rossa: Vuol fare un canestro?
    V: Ad occhi chiusi, stia a vedere.
    Rosy la Rossa: E’ in gamba, quasi la ingaggio.
    V: Guardi che non passo i due metri!
    R. la R: Appunto, noi suddividiamo le squadre di pallacanestro in quote secondo il principio dei quinti.
    V: Quindi?
    R. la R: Quindi per ogni squadra, un quinto supera i 2m, un quinto e’ fra i due metri e l’uno e 90, un quinto fra l’uno e 90 e l’uno e 80..
    V: Ho capito, mi sembra una scelta molto democratica. Adesso la lascio, devo passare al reparto scrittura.
    Milly Bionda: Salve giovanotto, vuole scrivere qualcosa?
    V: Sono interessato ai vostri criteri lavorativi. Come scegliete gli scrittori?
    Milly B: Con criteri molto precisi. seguiamo la regola del tre.
    V: Oh!
    Milly B: Un terzo sa scrivere, un terzo sa solo copiare ed un terzo e’ analfabeta. Cosi’ la societa’ e’ equamente rappresentata.
    V: Mi pare giusto, solo un analfabeta sa scrivere cose comprensibili per gli analfabeti. La saluto, mi aspetta il reparto chirurgia.
    dr. Barnard: Parli pure , la ascolto mentre lavoro.
    V: Con quali criteri scegliete i cardiochirurghi?
    dr. Barnard: Adottiamo il rasoio di Occam: meta’ sono vedenti e meta’ sono ciechi. Questo per dare un’opportunita’ di lavoro anche ai ciechi, che altrimenti non potrebbero mai abbracciare una professione cosi’ interessante.
    V: Come averete capito, qui ogni attivita’ e’ ben regolata da quote precisissime e democraticissime.

    E’ tardi, devo correre nel cesto della mongolfiera prima che prenda quota da sola. Non dimenticate mai la quota semmai vi capitasse di pilotare.

  • Eleonora_

    Che le quote rosa siano un’offesa alle donne, è palese. Inutile rispondere al “maschio 100%” che ha scritto poco fa, spiegargli come la manovalanza sia soprattutto maschile per una questione di forza e resistenza fisica è davvero troppo elementare. Peccato, piuttosto, per la chiosa dell’articolo, inutilmente sessista. Vorrei vedere se vi facesse una carezza sulla testa o vi guardasse con insistenza un omosessuale, come sareste felici… I contatti (oculari e fisici) non richiesti sono quanto di più sgradito possa accadere.

  • gramscixxi

    Altra stupida legge destinata a creare divisioni tra la popolazione, visto che partende di realizzare un principio di uguaglianza tra i sessi introducendo un iniquo automatismo numerico.
    E’ probabile che una legge del genere risponda all’esigenza di contrarre ulteriormente il numero delle nascite, viste le evidenti difficoltà che le lavoratirici devono affrontare per tirare su la prole.

  • Kevin

    Gli uomini passano per essere crudeli, le donne invece lo sono. Le donne sembrano sentimentali, gli uomini invece lo sono. (cit.)

  • Kevin

    “per una questione di forza e resistenza fisica è davvero troppo elementare.” Come mai allora molte donne anzichè seguire le proprie inclinazioni naturali si arruolano nell’esercito? Forse non bastavano uomini già deviati? Ci volevano anche le donne? Mah.

  • consulfin

    complimenti

  • Eleonora_

    Quante sono, in percentuale? Quante lo fanno perché non trovano altro lavoro possibile, specialmente al Sud? Quante dopo un po’ mollano perché semplicemente non ci riescono? Se non ho fatto la scaricatrice di porto mi devo sentir dire dal “maschio 100” qua sopra che è perché punto solo a ruoli dirigenziali (come fosse un disonore, peraltro)? Mah!

  • Drachen

    non è questione di essere sgreadevole, è questione che se guardare diventa reato alziamo la repressione e la sessuofobia a livelli ancora più assurdi.
    il gay ha tutto il diritto di guardarmi ed io ho il diritto di fargli capire che non c’è trippa per gatti.
    questo terrore del sesso è paranoico.
    seconda cosa: richiedere quote solo in posti privilegiati è una sciocchezza.
    se una donna non deve essere valutata per la sua conformazione fisica-biologica (il parto, il ciclo, la debolezza muscolare, ecc.) allora anche l’uomo non può essere sfruttato in lavori umili a causa della maggiore forza.
    troppo comoda.
    ci lamentiamo dello schiavismo ai danni degli immigrati in agricoltura ed in edilizia e non diciamo mai che questi schiavi sono tutti maschi.
    oh no. le schiave son solo le prostitute in quanto femmine, vero?

  • Drachen

    ma dai. quelle che non trovano lavoro è una bufalata.
    siamo il paese dove le donne, se possono, fanno solo il part time e nessuno straordinario.
    non c’è cultura lavorativa femminile in Italia, e il discorso per quanto provocatorio è vero. si accusa una discriminazione dove invece è una libera scelta ad operare.
    che poi sia sbagliato fare carriera in proporzione alle ore lavorate è un discorso complesso, ma la realtà dei fatti che anche io non faccio carriera perché sono contrario agli straordinari, eppure sono maschio.
    quindi è ora di lamentarsi un po’ meno ed essere consapevoli delle scelte che si sono fatte.

  • marcello1991

    SCUSATE MA QUALE SAREBBE L’EQUAZIONE CHE + “donne” NEI C.D.A. = MINORE DISCRIMINAZIONE FEMMINILE O + POTERE ALLE DONNE???

    IL MODELLO DI DONNA PRESENTE NEI CDA E’ MOLTO DIVERSO DA QUELLO “TIPICO” PRESENTE NELLE FAMIGLIE ITALIANE – O NO?

    PERCHE’ LE DONNE CHE HANNO FATTO CARRIERA E CHE QUINDI SAREBBERO PAPABILI PER ENTRARE IN UN CDA, E L’HANNO FATTA PERCHE’ SONO SIMILI AGLI UOMINI, DOVREBBERO FAVORIRE LA PROPRIA CONCORRENZA? CREARE CIOE’ LE OPPORTUNITA’ PERCHE’ ALTRE DONNE POSSANO ACQUISTARE PIU’ POTERE ?? IL CARATTERE /CARATTERISTICHE FEMMINILI SONO MOLTO DIVERSE DAL CARATTERE DOMINANTE PRESENTE NELLA NOSTRA SOCIETA’ – LE DONNE CHE ARRIVANO A CERTI LIVELLI SOTTOSTANNO ANCHE A MOLTI COMPROMESSI E NON RIESCONO A SODDISFARE (QUANDO NE HANNO) TUTTI DESIDERI E LE NECESSITA’ CHE CARATTERIZZANO IL GENERE FEMMINILE. QUELLO CHE DICE FINI SUI PRIVILEGI E’ VERO MA ALLO STESSO TEMPO DIMOSTRA ANCHE COME SIANO GOFFI I TENTATIVI DI DARE MAGGIORI DIRITTI ALLE DONNE. SONO LEGGI CHE SOFFOCANO LE DONNE, IN PRATICA O SEI LA DONNA IN CARRIERA (CON SPICCATE CARATTERISTICHE MASCHILI) OPPURE DEVI ESSERE PROTETTA COME UN ANIMALE RARO MA IN OGNI CASO NON DEVI MAI PARTECIPARE ATTIVAMENTE ALLA COSTRUZIONE ED ALLA DEFINIZIONE DEI VALORE CHE GUIDANO LA SOCIETA’. IN PRATICA NON DEVONO ESISTERE ALTRI MODI DI VEDERE IL MONDO ALDILA’ DI QUELLI MASCHILI E TUTTO CIO’ CHE VIENE FATTO E’ PER PROTEGGERE QUESTO STATO DI COSE.
    DONNE IL NEMICO MARCIA ALLA VOSTRA TESTA!

  • Eleonora_

    Per me guardare non dev’essere reato, per il semplice fatto che per quanto uno possa guardare, non sarò mai così imbecille da denunciarlo per questo (e mi stupisco che qualcuno/a possa aver tanto tempo da perdere in una denuncia così sciocca). Questo non toglie il fatto che a me possa dar fastidio come ci siano uomini (spesso stranieri, ma questo è un altro vaso di Pandora) che si sentano liberi di fare commenti e apprezzamenti non richiesti, tralasciando quando passano direttamente all’azione. Detto questo, non capisco perché mi parli ancora delle quote. L’ho detto nel primo post: sono una grandissima idiozia. Vorrei farmi strada perché sono io, non perché appartengo a questo o quell’altro gender. Certo, in un Paese in cui, a parità di posizione, una donna è pagata meno di un uomo e resta a casa se rimane incinta, “it’s a long long way”. Ma qui si aprirebbero discorsi di geografia economica che non voglio sinceramente intraprendere. Diciamo che gli Stati patriarcali come quelli dell’Europa Mediterranea hanno ancora molto da fare per poter raggiungere i Paesi del Nord Europa. E non è certo con le quote che questi problemi si risolveranno.

  • LeoneVerde

    Sono d’accordo sul fatto che imporre una quota rosa sarebbe lesivo proprio del diritto all’uguaglianza sui sessi, ma la riflessione sullo stato di quest’uguaglianza va fatta. Caro Fini, scrivi per fare opinione ma non sei preparato sull’argomento. Immagino che tu non abbia mai lavorato in un ufficio, nè frequenti gente che lo fa, perchè allora sapresti perfettamente che le donne sono generalmente più brave e capaci di un loro pari grado maschile, senza che la loro bravura venga ripagata. Perchè talvolta capita che sia riconosciuta, ma non segue alcun avanzamento di carriera, per non parlare della retribuzione. Vogliamo giocare a carte scoperte e chiedere finalmente perchè un uomo prende di default almeno €100/200 di una donna che fa le stesse mansioni? Perchè non fai il tuo lavoro di giornalista e non fai una bella inchiesta? Poi finiamola con questa menata dei poveri padri separati, se un matrimonio finisce ci sono sempre delle motivazioni gravi, soprattutto fra la gente normale che già fa fatica a campare in due. Conosco molte coppie che si detestano e fanno vita da separati in casa perchè non hanno i soldi per l’avvocato. E ormai le cose stanno cambiando, la maggior parte delle donne capisce che se rovini economicamente il tuo ex-marito è peggio, perchè poi i soldi non te li può dare. E torno a dire che se venissimo pagate come gli uomini forse non dovremmo chiedere poi € 200 di alimenti. Per quanto riguarda i figli, gli affidi congiunti sono la norma, con accordi che prevedono molti più giorni dei vecchi due weekend al mese.
    Non mi interessa capire perchè ce l’hai tanto con le donne, è un problema tuo. Se uno mi fissa in treno, comincio a parlarci. Se scopro che è uno come te, non mi vede più neanche in cartolina. Non perchè mi senta molestata sessualmente, ma perchè se volete che torniamo ad essere “gentili”, dovete tornare ad essere per lo meno intelligenti.

  • Kevin

    “le donne sono generalmente più brave e capaci di un loro pari grado maschile, senza che la loro bravura venga ripagata”. Che le donne abbiano più voglia di lavorare degli uomini è assodato, lo si vede già sui banchi di scuola. Che poi siano più brave è falso (la diligenza è una cosa, la bravura un’altra).
    “E torno a dire che se venissimo pagate come gli uomini forse non dovremmo chiedere poi € 200 di alimenti.” Non penso proprio: a molte donne (italiane) fa sempre comodo che qualcuno paghi per i loro effimeri sfizi.

  • Kiddo

    … prendila teeeee… quella col pisellooo!!!

  • Kiddo

    Evviva le quote rosa!! Io le metterei anche dove lavoro io, ché siamo tutti uomini, uffa…..

  • DaniB

    sono totalmente in disaccordo sul fatto che le donne siano più disposte ad associarsi e a fare gruppo rispetto agli uomini. Questa non è solo la mia opinione ma è posizione condivisa dalla maggior parte degli studiosi del tema (antropologi, psicologi, ecc…). Pensa a quanto facilmente 4 o 5 maschi possono fare gruppo senza conoscersi, a differenza di un gruppo di femmine che passano le prime ore a squadrarsi per individuare punti deboli o minimi segnali per giustificare invidie e rivalità. Non so dove tu abbia vissuto fin ora per arrivare a credere che avvenga il contrario, la realtà è veramente diversa da come l’hai descritta…

  • pleiadicentauri

    Le quote rosa sono una vera e propria ingiustizia nei confronti degli uomini, con questo provvedimento si stabilisce aprioristicamente e nero su bianco che le donne debbano avere almeno il 30% dei posti e questo a prescindere da ogni valutazione di merito, e’ davvero pazzesco questo genere di conformismi che impedisce di vedere cio’ che e’ facilmente visibile.

    Sarebbe equo a questo punto riservare alle donne anche il 30% (ma anche il 50%) dei posti di lavoro nelle MINIERE DEL SULCIS, nei campi di pomodori pugliesi ed infine anche nelle linee adi autobus notturne delle periferie romane, napoletane e milanesi.

    Propongo poi anche le quote bianche nel pugilato e nei 100 metri piani, e’ chiaramente una discriminazione che in queste gare non ci sia mai un bianco.

    Propongo poi le quote nere nelle finali di nuoto e perche’ no le quote trans ? E’ chiaramente una discriminazione il fatto che nelle finali di nuoto non ci sia mai un nero.

  • wiki

    condivido !!

  • imsiddi

    A Eleonora:
    Eleonora dice: “Spiegargli come la manovalanza sia soprattutto maschile per una questione di forza e resistenza fisica è davvero troppo elementare.”

    1. la donna é + resistente fisicamente dell’uomo (vedi gravidanza+parto, resistenza del fisico durante terremoti, ecc ecc)
    2. sulla forza invece, concordo con te, é maggiormente nell’uomo

    però, mi sembra tu sia rimasta a 100anni fa, oggigiorno ci sono molti lavori (dove le donne sono una percentuale direi quasi pari a zero), te ne elenco alcuni, dove le MACCHINE FANNO IL LAVORO PESANTE, non l’uomo, ma cmq di donne se ne vedono poche:

    – Magazziniere
    – Meccanico
    – Operaio in generale
    – Master Programmatore / Informatico specializzato (quello che ti lavora fino le 23 di sera per intenderci)
    – Macchinista

    ecc ecc…dai mi sembra assurdo che alcune donne si permettano ancora di negare questo fatto.

    Attualmente non ci troviamo in una parità dei sessi, l’uomo in molti casi, é inferiore alla donna.

    c’e’ un bell’esempio che ogni tanto cito:
    “se vedi una donna che da una sberla ad un uomo”,
    molti penseranno: “ha fatto bene, sicuramente se lo meritava, avrà fatto delle avance”

    “se un uomo da una sberla ad una donna”
    l’uomo é un malato pazzo, chiamiamo la polizia!

  • gigiranalli

    Per quello che può servire, ho provato ad inviare un messaggio al Ministero delle Pari Opportunità, per segnalare come la formulazione delle leggi sulle “quote rosa” sia sessualmente discriminante.
    Servirà a poco, ma se in tanti scriveranno un minimo di coscienza civica non potrà non emergere col tempo.
    E’ possibile contattare la Carfagna tramite il suo blog: http://www.maracarfagna.net/contatti/
    e tramite l’email del dipartimento:
    http://www.pariopportunita.gov.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1764
    Ecco il testo del mio messaggio, che evidenzia come l’imposizione di una quota di sesso femminile dovrebbe essere sostituita dall’imposizione di una quota di sesso opposto alla maggiornaza, proprio per garantire la parità di accesso di uomo e donna, anche in una legge discriminante del sesso come quella delle quote rosa:

    Gentilissima On. Carfagna,

    leggo di una proposta bipartisan per varare una legge, già molto discussa come “quote rosa nei C.d.A.”, che imporrebbe la presenza di almeno un 30% di consiglieri di sesso femminile all’interno dei consigli di amministrazione delle aziende quotate o partecipate.
    Personalmente la proposta mi sembra persino offensiva nei confronti delle donne che, in questo Paese che le favorisce a suon di “quote rosa” ed agevolazioni varie al di là del merito personale, sono trattate dal Legislatore quasi come fossero dei portatori di handicap da agevolare in qualsiasi modo.
    La modernissima Svezia ha recentemente contestato le “quote rosa”, proprio in quanto queste sarebbero un’offesa alla capacità delle donne di affermarsi.

    E’ poi discriminatorio nei confronti degli uomini che, in questo Paese dove la parità dei sessi è sancita e garantita dalla Costituzione, per legge questi non possano concorrere in maniera equa e paritaria con le donne, che in quanto donne sono avvantaggiate da preferenze sancite dal Legislatore.
    Supponendo che ci sia tuttora un atteggiamento discriminatorio nei confronti delle donne nelle posizioni di comando (personalmente non ne sono affatto convinto), il sistema delle cosiddette “quote rosa” è comunque parziale, discriminante in base al sesso, oltre che francamente offensivo per chi ne beneficia a sfavore di altri.

    Invece di imporre almeno un 30% di consiglieri donne all’interno dei C.d.A., una proposta equa e non discriminatoria imporrebbe un 30% di consiglieri di sesso opposto alla maggioranza.
    Infatti, in base alla legge che il Parlamento intende proporre, sarebbe possibile in Italia costituire un C.d.A. di sole donne, discriminando gli uomini, esattamente come è possibile fondare un partito politico di sole donne, senza garantire parità di partecipazione agli uomini.
    Il mio non intende essere una critica al Suo lavoro che stimo e tra l’altro, come cittadino oltre che come sostenitore del Popolo delle Libertà, apprezzo molto le sue iniziative, quali ad esempio il Suo recentissimo disegno di legge per equiparare i figli naturali a quelli legittimi dal punto di vista del diritto.
    In quanto Ministro delle Pari Opportunità, mi permetto però di segnalarle l’incongruenza, l’incostituzionalità e la negazione delle pari opportunità della “quota rosa” sia in politica che nell’amministrazione di un’azienda, così come è formulata, ovvero come “riserva indiana” delle donne.

    La sostituzione, all’interno di simili leggi, del termine “donne” o “di sesso femminile” con “di sesso opposto”, che includerebbe entrambi i sessi, garantirebbe fattivamente la parità di accesso di uomini e donne agli incarichi, senza discriminazioni e favoritismi legati al sesso.
    Personalmente rimango molto perplesso rispetto all’effettiva utilità ed efficacia di simili leggi, ma se si ritiene che queste siano uno strumento di garanzia utile o anche necessario, che almeno siano eque e non discriminanti in base al sesso.
    Come Ministro delle Pari Opportunità sono sicuro che non rimarrà insensibile a quanto le ho scritto.

    La ringrazio e Le porgo i miei più cordiali saluti

  • Ricky

    Aveva ragione Barnard: Donne, se riuscite a capire che impresentabile, machista e disgustoso personaggio é questo pennivendolo da 4 soldi che risponde al nome di Massimo Fini, dovreste lapidarlo.
    Ed é molto triste vedere come la maggioranza dei commenti qui sono a suo favore.

  • DaniB

    Ma di chi stai parlando Ricky? dello sfigato che va in giro a fare i complimenti alle tipe che poi non lo filano neanche un secondo facendolo ritornare a casa con la coda fra le gambe a scrivere post deliranti sul sesso-ricreativo? ma va la va la….

  • gundam

    Le quote rosa sono una vera e propria c____a…basti vedere i problemi che per questo stanno affrontando alcuni paesi scandinavi e anche la Germania (paesi in cui “storicamente” il problema dell’emancipazione femminile è stato affrontato molti anni prima rispetto all’Italia e che ora si trovano a constatare che le quote rosa precedentemente introdotte non solo risultano inefficaci, ma addirittura sono discriminanti per le donne stesse)…
    Tuttavia, quello che volevo sottolineare è che l’articolo di Fini risulta molto ben fatto e pone il giusto focus sui veri problemi che affliggono in questo momento il rapporto tra uomini e donne in Italia. Non certo la discriminazione lavorativa tra i sessi (anche perchè in questo ambito le cose vanno talmente male che ormai, anche non volendo, c’è una sostanziale parificazione al ribasso tra uomini e donne…continuare a litigare per questo, significa comportarsi come i “polli” manzoniani), quanto piuttosto la deliberata discriminazione sessuale proprio nell’ ambito del diritto di famiglia…
    Mi sento in particolare di dover controbattere a LeoneVerde quando afferma che è ora di finirla “con questa menata dei poveri padri separati, se un matrimonio finisce ci sono sempre delle motivazioni gravi…” dicendole che ha ragione, spesso ci sono delle motivazioni gravi, spesso alcune donne “furbe”, con la connivenza di certe leggi assurde, pensano di poter fare quello che le passa per la testa e magari si fanno uno o più amanti, che portano anche in casa, tanto poi l’ex marito è costretto a cedergli la casa e a mantenere l’ex moglie e pure l’amante! Altre volte, alcune “fallite”, sempre con la connivenza di certe leggi, agiscono in maniera ancora più subdola e nascosta, e magari denunciano il marito per falsi maltrattamenti solo per dimostrare al mondo e a se stesse che se la loro vita è un fallimento, non è per colpa loro, ma per colpa di quel “mostro” che si sono sposate…Per carità, generalizzare non sarebbe corretto, certo che minimizzare il problema sociale dei padri separati è ancora più scorretto. Anche perchè, nonostante una forte miopia femminile in tal senso, questo problema non riguarda solo i “poveri padri separati”, ma si estende direttamente anche ai loro figli (che sono anche figli loro) e ai loro parenti. E’ un vero problema sociale!
    Quando poi dice che “la maggior parte delle donne capisce che se rovini economicamente il tuo ex-marito è peggio, perchè poi i soldi non te li può dare”, a parte il fatto di dissentire da quest’affermazione, in quanto ce n’è comunque una discreta parte che per ripicca sono ben felici di rovinarlo per fargli scontare le proprie frustrazioni, sostanzialmente conferma che lo fanno per non perdere i soldi, non certo per equità e parità di diritti-doveri.
    Infine, per quanto riguarda gli affidi congiunti, le dico che “scrivi per fare opinione ma non sei preparata sull’argomento”, in quanto la legge ha solo cambiato il nome all’affido (“congiunto” appunto) ma di fatto ha semplicemente confermato le regole della precedente normativa, pertanto il “congiunto” (salvo rari casi) è rimasto sulla carta.
    Ora, non mi interessa capire il perchè ce l’abbia tanto con gli uomini, ma vorrei almeno che le sue argomentazioni avessero un minimo di “intelligenza”.
    Spero che se dovessi incontrare una così in treno, di riconoscerla subito (spesso questo tipo di donne si nascondono dietro comportamenti e atteggiamenti fuorvianti e non è facile per un maschio, per definizione “ingenuo”, riconoscerle a prima vista), così da cambiare immediatamente scomparto!

  • redme

    ..la cosa veramente triste è che le quote rosa sono un’ingiustizia e che la critica sia affidata a personaggi che tu hai ben descritto…

  • pepe

    STALKER è ANCHE CHI SCRIVE “ARTICOLI” COME QUESTO.

    ALTRI COMMENTI? SONO GENTILE Sì, CARO PENNIVENDOLO.
    MA PIUTTOSTO MI TAGLIO LE MANI.

  • LMC

    “E ormai le cose stanno cambiando, la maggior parte delle donne capisce che se rovini economicamente il tuo ex-marito è peggio, perchè poi i soldi non te li può dare”

    Grottesco.

    Secondo chi scrive un uomo deve confidare che la donna “capisca” per non essere rovinato. E questo sarebbe giusto in quanto le donne “stanno capendo”.
    E capiscono solo perche’ altrimenti non gli arriva il grano.

    Piano piano ci stanno arrivando.
    Come le scimmie addestrate, ma senza l’addestramento.

    Saluti

  • galeazzogargiulo

    Sulla stessa linea di pensiero si inseisce il recente intervento dell’aureo Galeazzo Pomponio Gargiulo

    http://galeazzopomponiogargiulo.blogspot.com/2010/11/il-ruolo-della-donna-nella-societa.html

    Eh sì, le menti geniali viaggiano sulla stessa lunghezza d’onda

  • gigiranalli

    @ LeoneVerde: scrivi:”Poi finiamola con questa menata dei poveri padri separati”. Non sono forse poveri? Ma sei tu stessa a ribadirlo più avanti nel tuo messaggio, scrivendo:”E ormai le cose stanno cambiando, la maggior parte delle donne capisce che se rovini economicamente il tuo ex-marito è peggio, perchè poi i soldi non te li può dare”.
    In pratica ammetti che le donne hanno il potere di decidere se “spolpare” o meno gli ex-mariti, a seconda della loro convenienza.
    Forse sarebbe il caso che fossi tu ad usare più intelligenza e senso logico (e parlo di te, non faccio generalizzazioni) prima di invitare gli uomini a tornare ad essere intelligenti, come hai scritto.
    Il tuo è semplicemente quel senso di rivalsa che lmolte donne italiane provano per gli uomini: avete visto che il femminismo vi ha fregate, togliendovi la possibilità di avere una famiglia e dei figli, per darvi un lavoro con contratto a progetto con una paga da fame.
    Casomai non te ne fossi accorta, quei contratti e quelle paghe sono le stesse che toccano a noi uomini.
    Pretendi anche di prendere più soldi in quanto secondo te le donne sarebbero di solito più brave degli uomini. Ribadisco quello che ti ha scritto giustamente Kevin: sono spesso più diligenti ed obbedienti, al punto di accettare più facilmente di lavorare oltre l’orario e spesso senza neanche farsi pagare gli straordinari (ho visto tanti casi!). Gli uomini difficilmente hanno questo spirito di sacrificio per un lavoro che giudicano mediocre (perchè spesso lo è!) e in violazione di diritti fondamentali.
    E’ proprio per questo che tanti datori di lavoro applaudono l’operato delle donne ma nonle fanno avanzare di carriera: sono troppo spesso le donne che si fanno sfruttare.
    La bravura poi è un’altra cosa, non c’entra con questo “fare bene i compitini”! Ho conosciuto anche donne molto brave, ma francamente poche.
    E sono quelle a fare carriera per i loro meriti, come gli uomini di ugual bravura.
    E infatti sono le donne di successo quelle che si sono espresse negativamente rispetto alle “quote rosa”, in quanto stampelle umilianti.
    Questi sono aiutini per chi davvero non ce la fa, ma allo stesso tempo freme per rivaleggiare con gli uomini per quel senso di rivalsa che è subito riconoscibile.
    Ma non potete accusarci della vostra situazione, che non vi permette di realizzarvi come donne e neanche come uomini.
    In fondo questo l’avete voluto voi.
    E questa proposta delle quote nei C.d.A. è solo il continuo della stessa storia.

  • gundam

    Ripeto il mio precedente commento anche in forma di risposta diretta (visto che cito direttamente LeoneVerde)
    Rispetto a gigiranalli, non credo che LeoneVerde sia una “delusa” dal femminismo, al contrario ho la sensazione che sia una di quelle “appagate” dal (falso) femminismo…Al prezzo di un reale svillimento della figura femminile (accettato, se non autoindotto), pretendono questi “privilegi” (è la classica “mentalità” da velina per intenderci).
    Per quanto riguarda il commento di gigiranalli sull’atteggiamento lavorativo di alcune donne invece concordo in pieno: non hanno la forza di non farsi fregare, accettano di lavorare a gratis, in questo modo rovinano la piazza anche agli altri (uomini e donne) che invece per principio provano a resistere, e poi si lamentano di essere sottopagate (autocritica mai è?)!

    Le quote rosa sono una vera e propria c____a…basti vedere i problemi che per questo stanno affrontando alcuni paesi scandinavi e anche la Germania (paesi in cui “storicamente” il problema dell’emancipazione femminile è stato affrontato molti anni prima rispetto all’Italia e che ora si trovano a constatare che le quote rosa precedentemente introdotte non solo risultano inefficaci, ma addirittura sono discriminanti per le donne stesse)… Tuttavia, quello che volevo sottolineare è che l’articolo di Fini risulta molto ben fatto e pone il giusto focus sui veri problemi che affliggono in questo momento il rapporto tra uomini e donne in Italia. Non certo la discriminazione lavorativa tra i sessi (anche perchè in questo ambito le cose vanno talmente male che ormai, anche non volendo, c’è una sostanziale parificazione al ribasso tra uomini e donne…continuare a litigare per questo, significa comportarsi come i “polli” manzoniani), quanto piuttosto la deliberata discriminazione sessuale proprio nell’ ambito del diritto di famiglia… Mi sento in particolare di dover controbattere a LeoneVerde quando afferma che è ora di finirla “con questa menata dei poveri padri separati, se un matrimonio finisce ci sono sempre delle motivazioni gravi…” dicendole che ha ragione, spesso ci sono delle motivazioni gravi, spesso alcune donne “furbe”, con la connivenza di certe leggi assurde, pensano di poter fare quello che le passa per la testa e magari si fanno uno o più amanti, che portano anche in casa, tanto poi l’ex marito è costretto a cedergli la casa e a mantenere l’ex moglie e pure l’amante! Altre volte, alcune “fallite”, sempre con la connivenza di certe leggi, agiscono in maniera ancora più subdola e nascosta, e magari denunciano il marito per falsi maltrattamenti solo per dimostrare al mondo e a se stesse che se la loro vita è un fallimento, non è per colpa loro, ma per colpa di quel “mostro” che si sono sposate…Per carità, generalizzare non sarebbe corretto, certo che minimizzare il problema sociale dei padri separati è ancora più scorretto. Anche perchè, nonostante una forte miopia femminile in tal senso, questo problema non riguarda solo i “poveri padri separati”, ma si estende direttamente anche ai loro figli (che sono anche figli loro) e ai loro parenti. E’ un vero problema sociale! Quando poi dice che “la maggior parte delle donne capisce che se rovini economicamente il tuo ex-marito è peggio, perchè poi i soldi non te li può dare”, a parte il fatto di dissentire da quest’affermazione, in quanto ce n’è comunque una discreta parte che per ripicca sono ben felici di rovinarlo per fargli scontare le proprie frustrazioni, sostanzialmente conferma che lo fanno per non perdere i soldi, non certo per equità e parità di diritti-doveri. Infine, per quanto riguarda gli affidi congiunti, le dico che “scrivi per fare opinione ma non sei preparata sull’argomento”, in quanto la legge ha solo cambiato il nome all’affido (“congiunto” appunto) ma di fatto ha semplicemente confermato le regole della precedente normativa, pertanto il “congiunto” (salvo rari casi) è rimasto sulla carta. Ora, non mi interessa capire il perchè ce l’abbia tanto con gli uomini, ma vorrei almeno che le sue argomentazioni avessero un minimo di “intelligenza”. Spero che se dovessi incontrare una così in treno, di riconoscerla subito (spesso questo tipo di donne si nascondono dietro comportamenti e atteggiamenti fuorvianti e non è facile per un maschio, per definizione “ingenuo”, riconoscerle a prima vista), così da cambiare immediatamente scomparto!

  • gigiranalli

    @ gundam: per carità, non intendevo assolutamente tracciare il profilo psicologico di LeoneVerde, non mi azzarderei assolutamente…non mi permetterei mai, visto che non la conosco. Ma il contenuto del suo commento ed il suo tono sono comunque comuni a tante donne italiane che, nonostante i tanti piccoli privilegi e favori (perché di favori si tratta, non diritti) concessi dallo Stato, sentono sempre mancarsi la terra sotto i piedi, per certi tipici loro complessi nei confronti degli uomini e per aver perso le loro specificità femminili (mezze-donne che vorrebbero essere mezzi-uomini?) e per di più incolpano di tutto ciò gli uomini, che ormai davvero non sanno più come accontentarle.
    Sono d’accordissimo con te sull’importanza delle discriminazioni nei confronti del marito-padre all’interno della famiglia. In realtà penso che sposarsi sia davvero una follia per un uomo al giorno d’oggi…se poi ci sono i figli, in caso di separazione la moglie si cucca tutto, casa compresa. E come ben possiamo vedere, i matrimoni durano pochissimo. D’altronde gli uomini non accettano più responsabilità (la propaganda pro-donna ci fa anche comodo, perché ci deresponsabilizza rispetto al nostro ruolo maschile naturale) e le donne non sanno conciliare il ruolo di madri-mogli, che non sanno più fare, con quello di lavoratrici, facendo spesso pesare la contraddizione di ruoli sul marito, che non farebbe abbastanza per permettere loro di essere entrambe le cose…praticamente i mariti dovrebbero fare anche da mogli a tempo perso, ed eventualmente anche da madri…tra un po’ li allatteremo noi i figli…. E nel frattempo i figli, mancando una madre vera a crescerli ed educarli ed essendo la figura paterna semplicemente cancellata anche senza separazione (papà o mammo?), sono cresciuti ed educati dalla tv, dalle scuole materne e poi dalle scuole: l’educazione e la formazione delle generazioni a venire sarà sempre più appannaggio dello Stato e qui c’è un chiaro disegno politico!
    Il risultato, a parte avere bambini educati dallo Stato e dalla tv, è quello che gli uomini (me compreso) cominciano a rifiutare l’idea del matrimonio e della famiglia (e i matrimoni crollano ed aumentano le coppie di fatto), le donne hanno sempre meno possibilità di fare figli e avere una famiglia, e quella della procreazione è per loro un’esigenza naturale (e infatti abbiamo la crescita zero in Italia), i rapporti uomo-donna sono sempre più spesso fine a se stessi e sempre più difficili, inquinati dall’incomprensione, da rancori e da una reciproca diffidenza. Poiché la famiglia è alla base della società, le elite sanno bene che scardinandola è più facile imporre il proprio potere. E questo l’obiettivo di tutto, non certo le donne. Quelle che si sentono così “protagoniste” della società presente mi fanno una certa pena…

  • gigiranalli

    @ Kiddo: ti piacerebbe davvero che ci fossero le “quote rosa” anche nel tuo posto di lavoro in futuro? In fondo, vista la follia generale, non è da escludere che in futuro si proponga, e che magari uomini come te siano costretti a lasciare il loro posto ad una donna in quanto donna per legge.
    Poi è curioso come gli uomini “femministi” che applaudono queste iniziative per favorire le donne in ogni modo, incuranti dei meriti e della parità dei sessi, abbiano alla fine sempre in testa donne come Megan Fox…se se le immaginassero brutte, grasse e sciocche piuttosto, donne molto più comuni della Fox, dubito che il loro atteggiamento sarebbe tanto da “cavalier serventi” pronti a difendere ogni piccolo privilegio dato al sesso opposto. E mi viene subito in mente Barnard, che dalle sue recenti strane uscite sulle donne mi dà l’idea di essere sotto la pressione di una dura astinenza sessuale per scrivere con la dovuta serenità sull’argomento (senza nulla togliere a Barnard quando fa il giornalista invece dell’opinionista).

  • Kevin

    LOL. E perchè non mettere delle quote rosa anche per il nobel, la medaglia fields, la medaglia copley etc.?

  • Kevin

    “Informatico specializzato”. Penso ci sia dietro una ragione naturale: nei lavori che riguardano la scienza in genere (in particolare l’informatica e la fisica) i migliori sono sempre uomini e questo è innegabile. D’altra parte, nelle cose più terra-terra come l’arredamento, l’abbigliamento, la cucina sono sempre le donne a primeggiare. Le donne intellettualmente non possono competere con gli uomini e questo già lo diceva Platone. Nulla di nuovo.

  • sandrez

    Kevin, spero tu l’abbia detto scherzando..nel caso hai dimenticato una faccina :)…ci son studi (fatti dopo Platone…al cui periodo, ricordiamolo, democrazia era per tutti tranne che donne, bambini e schiavi…lol) in cui si nota come uno dei 2 cervelli (maschile/femminile) è migliore dell’altro in determinate situazioni…non facciamo di ogni erba un fascio dai…usiamo il “buon senso” per capire in quali situazioni è meglio uno o l’altra…non servono quote rosa.

    ho sentito parecchi discorsi stupidi in questi commenti….e pure l’articolo è abbastanza insulso…che avesse ragione Barnard su Fini?!

    qua si guarda il particolare e si perde di vista il generale e pure il contrario….siamo ancora alla lotta 1 vs 1 o gruppo vs gruppo o “etichetta” vs “etichetta”…non se ne esce così.

  • gundam

    Per carità, nemmeno io voglio (né sarei in grado) tracciare alcun profilo psicologico…
    Questo è un semplice dibattito, in cui ognuno è libero di esprimere la propria opinione…
    In questo senso, come per te LeoneVerde sembra possa essere una femminista delusa (pur non conoscendola), così a me sembra invece possa essere una (pseudo)femminista convinta (pur non conoscendola)…
    Inizialmente avevo fatto questo intervento non in risposta diretta, proprio perchè mi interessava parlare in generale, dato che ultimamente questo tipo di pensiero sembrerebbe essere diventato comune a molte donne.
    Poi mi sono accorto che invece avevo alquanto polemizzato con il suo specifico punto di vista (non così generalizzabile a tutte le donne), per cui ho ritenuto di postarglielo anche in risposta diretta (proprio per evitare che le potesse passare inosservato e darle così modo di poter replicare)…
    Ora vediamo se e cosa risponderà…lasciamole un po’ di tempo (e speriamo che non sia una di quelle che “tira il sasso e poi nasconde la mano”!).
    Per quanto riguarda la tua analisi sulla famiglia moderna, non solo l’approvo in pieno, ma arrivo a dire che probabilmente anche se riuscissimo a fare efficacemente da mogli a tempo perso e da mammi (definizione geniale!), ancora non andrebbe bene (proprio perchè sarebbe una contraddizione in termini e loro ce ne farebbero una colpa: unica vera costante nel rapporto tra uomini e donne oggigiorno!).
    Ci sono poi come dici tu anche uomini che non accettano più alcuna responsabilità, però io a questo punto distinguerei tra quelli che lo fanno per comodità da quelli che lo fanno per necessità (leggi sopravvivenza). Chi è giovane e prima di sposarsi e mettere su famiglia ci pensa non 1 ma 10 volte, lo fa per necessità… Chi magari ha già una certa età (chiaramente è solo un esempio, non voglio generalizzare, a volte le situazioni possono essere invertite), ha capito come gira il mondo,si vuole solo divertire, cavalca la cosa per comodità (un esempio che mi viene in mente è proprio il Barnard precedentemente citato, senza nulla togliere al giornalista quando si occupa di giornalismo e non dei suoi problemi sessuali!)

  • pleiadicentauri

    Il rincretimento degli europei (gia’ perche’ queste idiozie dilagano in Europa) e’ anche il frutto del plagio che da decenni perpetrano i mass-media occidentali, mass-media che appaiono divisi su alcune questioni ma che propinano il pensiero unico su altri temi come appunto queste istanze ridicole ed ingiuste, su questi temi tanto per fare un esempio non c’e’ di fatto differenza tra raitre e canale 5 cosi’ come non c’e’ differenza tra “destra” e “sinistra”, c’e’ su questi temi la stessa superficialita’ politicamente corretta che c’e’ ad esempio sul tema dei “diritti” ai “gay” (un’altra parola imposta dal pensiero unico che mira appunto ad omologare il mondo…), idiozie su cui non varrebbe nemmeno la pena spendere due parole se non fosse che vengono propinate dai conformisti al potere come se fossero richieste provenienti da Dio o da chissa’ cosa.

    Ad esempio se le donne parlamentari sono meno degli uomini cio’ e’ dovuto semplicemente al fatto che nelle basi dei partiti di donne ce ne sono infinitamente meno rispetto agli uomini e questo accade anche nei partiti piu’ femministi come quelli della “sinistra” estrema (che ho frequentato e che conosco direttamente), se ci sono piu’ donne infermiere ed insegnanti rispetto agli uomini cio’ non e’ dovuto ad inesistenti discriminazioni ma a diverse scelte di base.

    E’ paradossale ma emblematico dei tempi che queste intuitive verita’ debbano essere argomentate ma significa che siamo davvero messi male…

    Forse queste idiozie vengono tirate fuori ad arte per nascondere vere disuguaglianze che invece non vengono mai tirate fuori tipo l’enorme differenza di trattamento che esiste tra una donna impiegata nel pubblico impiego ed una donna che lavora nel privato o che non lavora affatto (disoccupate o casalinghe), qui c’e’ una vergognosa disuguaglianza tra chi ha tutti i diritti possibili ed immaginabili (Ed anche veri e propri privlegi) e chi non ha assolutamente un CAZZO !!! Ma di questo non si parla mai forse perche’ si andrebbe a toccare il bacino elettorale parassitario della “sinistra” che fa troppo comodo.

  • Kiddo

    Ok gigi, mi sembrava abbastanza chiaro : la mia era solo una battuta. In realta’ anche nel mio lavoro da “omaccio” ci sono alcune sporadiche donne, sono l’opposto di Megan Fox e spesso sono causa di attriti per i motivi pu’ svariati. Le quote rosa sono una cazzata.

  • BSMLLHTL

    …Insopportabili? Mai quanto certi sedicenti “consulenti” sputa-sentenze!!! HelioS e le storie Stese…ma vai tranquillo, vai!