QUESTO HA SENSO RACCONTARE ADESSO (8)

QUESTO HA SENSO RACCONTARE ADESSO (8)

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

Chi di voi uomini non amerebbe una donna che vi ama al punto da darvi la vita? Io ho amato Tich. Una di quelle.

Chicago, 1997. C’è un quartiere a Chicago che si chiama Inglewood. Il reporter del The Guardian inglese, Ed Vulliamy, scrisse allora che Inglewood era più pericoloso di Sarajevo. Le gang dei neri facevano, lì, più morti che in Bosnia. Io ci vado, sempre per provare a me stesso che so fare il giornalista.

Vi arrivo una mattina alle 4. Stanco, mi ficco in un motel schifoso. Letto ok, bagno… il wc è colmo di preservativi usati, ma al punto da formare una montagna sopra al sedile. Ok, non mi tolgo neppure i vestiti e cerco di dormire un po’. Nella camera di fianco due neri stanno scopando, colonna sonora come nei porno. Vaffanculo stronzi. Me ne vado, sono le 6 del mattino.

Cosa devo fare? Bé, filmare per Report di quella (carogna) Milena Gabanelli la vita delle gang del quartiere. Come faccio? Bé, mi faccio amico qualcuno che vive lì e mi faccio portare in giro. Verso le 6,30 vedo una ragazza nera con tuta blu da meccanico che cammina sola in un sottopasso. Mi avvicino con l’auto: “Cento dollari se mi porti in giro e mi fai vedere come si vive qui”. Deal, d’accordo. Non li guadagna in tre giorni 100 dollari.

Si chiama Tich. Guido con la mano sinistra e con la destra filmo con la Mini DV. Siamo in tempo per beccare gli ultimi spacciatori e le ultime gang prima che si corichino. Filmo sui muri decine di R.I.P., Rest in Peace, riposa in pace, scritto con le bombolette nei punti dove uno di qualche gang è stato ammazzato. Verso le 9 la lascio per il pomeriggio, appuntamento alle 17.

Nel frattempo esco dal Iglewood per intervistare la polizia locale, che lì non entra mai. Il capo del commissariato mi dice una cosa singolare: “Lei noti le grandi finestre sfondate al pian terreno dei palazzi diroccati. Lo sa cosa c’è lì dentro? Ci sono i cadaveri mummificati di sti delinquenti che si ammazzano fra di loro. Li buttano lì la notte.” Che bello. Un’assistente sociale che intervisto mi dice che a Inglewood, nei Condos, condomini a 11 piani, le madri fanno dormire i bambini nella vasche da bagno, perché se la notte le gang si sparano nei corridoi almeno la ghisa della vasche li protegge dai proiettili che bucano i muri di cartongesso. Mi dice anche che in quei Condos, dove le lavatrici sono in comune negli scantinati, i ragazzini scendono a fare il bucato con le Colt 45 perché se no li ammazzano per rubargli le Nike. Che bello.

Tich mi aspetta alle 17, altro giro, ma all’angolo di una strada mi dice di accelerare. Perché? Perché a quell’ora e in quella strada vivono e si svegliano i capi gang che per colazione salgono in cima ai Condos e sparano a chiunque passi per divertimento. Oh puttana Eva, ma perché non me l’hai detto prima Tich? Il servizio per Report mostra un Barnard che guida e dà tutto gas mentre filma, e che registra Tich che dice “this is scary”, questo mi fa paura.

Ok, fine. Usciamo da quel posto verso le 20. Grazie Tich, ti pago. Lei: “No, mi dai 200 dollari”. Io: “E dai, non fare la stronza, i patti erano 100”. Lei, sto faccino nero di vent’anni coi capelli a spazzola mi dice: “Io vivo qui, e devo obbedire alle regole. Le regole sono che io ti dovevo dire gira di qua, poi di là, farti passare davanti a un bar e lì grattarmi il naso come segnale. Poi dopo 10 minuti dirti ‘prendi quella strada’, e tu finivi in un vicolo cieco dove ti foravano il cervello per la telecamera, l’auto e le carte di credito. Ti buttavano in discarica. Non l’ho fatto, non me la sono sentita, ma ho violato le regole. Tu capisci che significa qui se lo vengono a sapere? Sono 200”.

Ricordo che fissavo la vetrina di un negozio di scarpe Nike. Il freddo non mi è sceso subito nello stomaco, quello è accaduto dopo. Le ho dato i 200 dollari e l’ho amata. Donna veramente donna, Dea dell’amore che mi ha salvato, mi ha dato tutto, la vita. Tich, sei nata col cuore e te lo sai tenuto, in un posto dove trentamila esseri umani l’hanno estirpato dai 13 anni in poi. Ti amo Tich, tu mi hai amato.

Questo ha senso raccontare adesso.

Paolo Barnard

Fonte: http://paolobarnard.info

Link: http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=562

6.02.2013

Commenti (55)

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    1. bardo 6 febbraio 2013

      Grazie, Paolo.

    1. Masaccio 6 febbraio 2013

      Non direi. Che si sputtana è un'opinione mia, e comunque la colpa è di Barnard. Chi pubblica i suoi scritti magari ne apprezza il contenuto. Ti sarà capitato altre volte, immagino, di leggere pessimi articoli o libri, pubblicati senza alcun secondo fine.

    1. mariomonti 6 febbraio 2013

      ma che titolo è questo? forse intendeva dire 'questo ha senso raccontarlo adesso' ... poi 'ha senso' fa un po' troppo il verso all'inglese "make sense'? reminescenza del viaggietto fatto a chicago?

    1. mikaela 6 febbraio 2013

      Premesso che il quartiere c'e', e' pericolossisimo e si pronuncia esattamente come Barnard ha scritto ma si scrive con la E ma si legge Inglewood

      La Dea dell'Amore racconta da Barnad ha un cuore(in un quartiere pericolosissimo) uno stomaco da riempire, e chisà ,un figlio,una nonna,o solo un parente da curare.
      Tu non hai la minima idea di cosa significa combattere la povertà tutti i giorni, rinchiusi in un posto dove non hai futuro e vedere che a un kilometro più in la, Ferrari,Maserati, Bentley, Jaguar, RolsRoyce, Mercedes,BMW, entrano ed escono dai parcheggi dei grattacieli di Chicago per rientrano nei loro quartieri lussuosi.
      Chi ha un cuore ed un anima sensibile al dolore altrui in questi casi è ben felice di passare per fesso perche' e' un modo come un altro per fare beneficenza, forse un po' spinta pero' quei soldi sono andati a chi veramente ne aveva bisogno.

      Ti ricordo che nella patria della competizione, se non c'è uno stato che pur avendo la moneta sovrana non spende a deficit per i suoi cittadini indigenti, poveri, disoccupati per creare occupazione chi non è nato con la camicia addosso, non ha scampo. Sarà perch'e ho visto tanta miseria in giro per il mondo ma questa è la mia interpretazione.

    1. Firenze137 6 febbraio 2013

      condivido in pieno !

    1. mikaela 6 febbraio 2013

      Puo' capitare che quando si pensa e si scrive in italiano ci si ritrova a scrivere una parola inglese come la si pronuncia, quindi riguardo a Englewood hai ragione,ma ti posso assicurare che riguardo alla media di income non ci hai preso proprio ne' negli anni 90 ne' dopo.

      Quell'area non ha niente in comune con il resto della media delle zone di Cicago(h) o dell'America che include tutte le donne compresa la Clinton, la Obama o quella del ketchup Heinz

      Nel 2012 a Inglevud (E)+(oo) Medien income $19,743 letto su wikipedia.

      Per qunto riguarda invece la tua critica sul dormire in loco,o farsi portare da un taxi.
      1) a mio avviso il modo migliore per vivere veramente il quartiere e riuscire ad avere notizie dirette è stando in loco.
      2) col caxxo che ce lo portava un txista lì, semmai l'avrebbe lasciato forse in zona universitaria

      Ho vissuto a Cicago(h) e volevo andare al Proggect(j) per farmi fare le treccioline da una signora di colore ma non sono mai riuscita ad andarci perche' ne' il mio ex ne' un taxista mi hanno voluta portare, anche se la zona era molto meno pericolosa di Inglewud (E)+(oo).

      Zibordi,
      1) riguardati le statistiche degli income dei poveri americani (e visto che ci sono)
      2)cerca si studiare la parte import export della MEMMT che Worren Mosle sono 4 volte che te la rispiega.

      Ah altra cosa Siatol si scrive Seattle( non centra un cxxxo ma te lo dico casomai la prossima volta mi dovesse scappare di scrivere Siatol come in genere lo pronucio sai gia' che è e una svista di chi è abbituato a parlare in inglese )

    1. Jor-el 6 febbraio 2013

      Englewood è un quartiere di Chicago da cui viene un tizio che conosco, un musicista nero. Ma è anche il nome del sobborgo di Los Angeles dove abitavano i Beach Boys da ragazzi. E' molto comune. In parecchie Altre città degli States ci sono degli Englewood, c'è ne uno pure nel New Jersey, per esempio, nell'Oregon, nel Maine, in Florida... Essendo una ex colonia, gli USA sono pieni di nomi di luoghi dei pesi di provenienza dei coloni, nomi europei (per lo più inglesi e tedeschi, ma anche spagnoli, italiani e francesi) che si ripetono nella vastità di quei territori.

    1. istwine 6 febbraio 2013

      E non hai visto ancora il video dove si tromba Gary Prouty.

    1. A 6 febbraio 2013

      Allora, messa così, dal punto di vista strettamente letterario la Dea dell' Amore glielo mette nel culo raccontandogli che lo vogliono uccidere. Gli fotte ben 200 dollari sparando cazzate a ripetizione. Capito con chi hanno a che fare, gli altri abitanti, sempre grattandosi al suo passaggio, rilanciano con temi di fantasia. Gli raccontano di misteriose mummie gettate a terra, di vasche da bagno blindate e di altri uomini che passano la giornata sui tetti ma invece di sparare cazzatte, sparano ai passanti per divertimento. Anche la polizia a quel punto visto l' andazzo generale si adegua, e prima di rimandarlo indietro, gli inventa che si trova a Inglewood, il pericoloso e inesistente quartiere di Chicago. E' da qui, che si sviluppa maestosa la poetica del Nostro, il quale, una volta tornato dal suo grande viaggio, realizza come ormai, anche per lui, l'unica cosa ha senso, è quella di spararle a sua volta. Questo per la letteratura... se invece, si volesse approfondire oltre al mito, per avere uno spaccato di alcune dinamiche di "quartiere"... c'è qualcuno che racconta BIG MIKE

    1. alvise 6 febbraio 2013

      PARLAVANO?!

    1. nigel 6 febbraio 2013

      Possibile che rapporti così sublimi debbano finire sempre calandosi le mutande, Barnard?

    1. ericvonmaan 6 febbraio 2013

      http://www.youtube.com/watch?v=zmdFI-xnFL8

    1. Terence 6 febbraio 2013

      Sei troppo forte, mi hai fatto pisciare dal ridere.

    1. giovannizibordi 6 febbraio 2013

      Alcune osservazioni
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      1) Mi sembra confonda Inglewood, che è un quartiere nero di Los Angeles pieno di gang ( in cui sono passato senza fermarmi e il più in fretta possibile alcune volte) con ENGLEWOOD, che in effetti a Chicago è il quartiere delle gang di neri vedi qui http://www.youtube.com/watch?v=mF1smvBSWgc. E' un dettaglio perchè entrambi sono come li racconta, salvo perchè andarci anche a stare la notte nel motel pieno di preservativi e non andare in normale hotel di Chicago e poi fare tre km in taxi per entrare nel ghetto ? A Chicago e NY questi ghetti neri tipo Bronx o Englewodd sono a fianco adi aree normalissime e ci arrivi in dieci minuti di taxi. Cioè non siamo in Somalia o nel mezzo del Congo, i giornalisti che fanno i reportage nel Bronx mica devono andare a dormirci anche, stanno in un normale hotel a 3 km, ci fanno il giro in taxi e alla sera sono in ottimo hotel in centro....
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      2) Perchè non prendere il taxi che Chicago è piena, sono guidati da arabi in genere e non rischi imboscate, tutti girano in taxi perchè solo Barnard non ne trova uno ? una ragazza nera si fa sbattere per 200 dollari nel 1997 così velocemente ? Il reddito medio delle donne nere in America, leggere per credere, è in realtà pari è di circa 29mila dollari (dato 2005) http://www.amptoons.com/blog/2006/05/26/do-black-women-earn-more-than-white-women/, nel 1997 sarà stato magari di meno, 24mila, ma se confronti è più alto di quello delle donne italiane e Chicago è semmai sopra e non sotto la media. Forse in Africa con 100 dollari in più ma qui sembra pià zoccolaggine che un caso di miseria. Più che altro, avendo vissuto a Los Angeles da studente in una area dove erano neri direi che è rarissimo che si facciano ora sbattere dai bianchi, perlomeno nelle loro aree perchè se c'è una cosa che fa imbufalire i maschi dei ghetti sarebbe questa. Se filmi il quartiere non gliene frega niente, ma se gli sbatti le donne invece reagiscono male
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    1. MarBianco 6 febbraio 2013

      Dal punto di vista narrativo, secondo me, c'è qualcosa che non funziona.
      A me questa storia mi suggerisce semplicemente che la ragazza sia una furbacchiona: gli ha raccontato una bugia per farsi dare il doppio dei soldi pattuiti e il giornalista ci è cascato.
      O forse mi sono persa qualcosa.

    1. Mariano6734 6 febbraio 2013

      quindi tu stesso ammetti che paolo barnard con certi racconti si "sputtani". Ora collega le cose: se un sito fa rimbalzare continuamente gli scritti in cui un tizio si sputtana da solo, allora é logico suppore che vi é una intenzione ad amplificare la figura di ... e quindi finire di sputtanare il personaggio. no?

    1. Firenze137 6 febbraio 2013

      no. non ci fate una bella figura voi che stroncate barnard. Magari per voi è divertente e certo nessuno vi può impedire di divertirvi. Nessuno vi può impedire tale divertimento perchè è spesso la sola ragione percui molta gente scrive.

      Però questo "pezzo" è di uno che ha cose da scrivere e le sa scrivere. Continua Paolo. Grazie.

    1. boemo66 6 febbraio 2013

      La particolarità di questo uomo è che secondo me ha un senso della libertà a tutto tondo. Quel senso di libertà che non ha confini. Otto Gross (professore geniale ma molto "instabile"), uno psicoanalista del periodo Freudiano, si era dato come "insegnamento" per se stesso in primis e per i suoi pazienti poi la seguente motivazione: non reprimere mai nulla. Ecco credo che Paolo per molti versi assomigli a questo tipo di "instabile genialità". Non si cura più di tanto dei "commenti" e passa da argomenti di interesse generale/divulgativo a "pensieri" che appartengono solo ed esclusivamente alla sua sfera personale. Non fa distinzioni di sorta tra il parlare di "fica" e un attimo dopo di economia allo stato puro. Gli spunti sono dettati dall' istinto e da un suo stato d'animo molto conflittuale a mio parere. Libertà di divulgare... o di sfogarsi probabilmente. Poco importa se un giorno tiene lezioni di economia salva-vita e il giorno dopo ci "delizia" con le sue scopate abbinate a racconti del tutto personali. E' solo. Ed è evidente. La rete probabilmente è una delle uniche fonti di "ascoltatore" a sua disposizione. Non credo gli importi una beata mazza di chi commenta pro o contro i sui scritti. Lui si sfoga, parla, dice, comunica. Il tutto, per non portarsi il peso addosso di una vita "difficile" da giornalista coi COGLIONI QUADRATI (di quelli che fanno il "lavoro sporco" per davvero) confinato, per sua scelta, a un esistenza dura e complicata. Credo che un alchimia come la sua (ciò che ha vissuto e visto da reporter e la condizione di apparente "solitudine" in cui si trova adesso) sia davvero difficile da far passare. Comunica emozioni e tramite queste lancia messaggi. Queste pillole, che tanti considerano o potrebbero considerare da squinternato, non sono altro che piccoli flash per mettere a nudo le ingiustizie della vita e forse la maledetta differenza tra chi ha tutto e chi niente, quando potremmo stare tutti bene e vivere dignitosamente. Almeno io la intendo così. Una cosa è fuori discussione: se tante cose sull'economia siamo venuti a conoscenza (che si possa essere d'accordo o meno con le sue teorie) le dobbiamo esclusivamente a Lui. In un mondo diverso Paolo sarebbe in cima ad una scala di valori che nulla avrebbe da invidiare a certi Uomini del passato che hanno dato la vita per le proprie idee. Ma, si sa, in questo particolare periodo storico uno come lui è solo un "povero pazzo" che scribacchia qualcosa. Lui lo sa perfettamente, ed infatti è per questo che continua a essere quel "pazzo che scribacchia qualcosa".

    1. clausneghe 6 febbraio 2013

      Poveretto,lo state massacrando il buon Paolo... Voleva solo raccontarvi una storiella.. Probabilmente ha preso spunto da "Dal taccuino di un vecchio porco" dell'inarrivabile Charles Bukowski.. Ma piuttosto che ci parli di finanza è molto meglio che ci racconti i suoi vissuti, degni del personaggio.
      Tra parentesi credo si e no al 10% di quello che racconta, ma mi diverte leggerlo, l'impavido giornalista tombeur de femmes.

    1. Masaccio 6 febbraio 2013

      Screditarlo pubblicando cose che ha scritto lui? Non esageriamo. Basta che non continuino a lungo: ormai lo abbiamo capito che a Barnard di tanto in tanto piace fare la parte del duro buono, quello che usa le donne ma poi le ama anche. Ne abbiamo preso atto, inizialmente forse con una certa ilarità, ma ciò poco importa. Anzi, dovrebbe leggerli certi commenti divertiti, così in futuro magari starà un po' più attento e non rischierà di sputtanarsi pubblicamente sul serio.

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