QUESTO HA SENSO RACCONTARE ADESSO (17)

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

Leggete, è divertente. Dopo mica tanto.

L’appuntamento con Spuds è all’angolo di Mount Pleasant e
Cockfoster Rd. Ci arriva con la sua Renault beige che, davvero, si trascina
avanti poverina solo perché alla fine gli vuole bene a Spuds. Nome buffo eh? In
gergo significa ‘patate’, ma lui è tutt’altro che patatoso, è un sopravvissuto
della periferia inglese.

Salgo e non dico nulla, neppure lui. E’ il 1989, la Gran
Bretagna sa implodendo dopo l’implosione dell’economia super-neoliberista di
quella carogna infame della Thatcher, la donna che ha vissuto con la vagina
ricolma di pus, ne sono certo. Lui ora ha perso il lavoro, era un muratore. Io
invece sono uno sgrassa motori nel Tunnel (vi spiego dopo). Lui è proprio davvero
nella merda, io solo un poco. Stiamo un minuto in silenzio fissando come due
trote attraverso il parabrezza. Poi penso che gli devo dire qualcosa per la sua
sfiga e biascico “Sorry for you mate”. Lui si
gira verso di me e così mi risponde: “C’è
una soluzione a tutto nella vita… Special Brew
”. Istintivamente guardo in
basso, e fra i due sedili, sopra al freno a mano, c’è un’intera cassa di Carlsberg Special Brew, fate conto una
specie di whisky con le bollicine e la schiuma che qui chiamano birra, very
toxic. ‘Poff’… poi ‘poff’, e due
sono aperte, ok, si parte, destinazione China Town per mangiare mooolto
economico, cioè 2 sterline e mezzo per un piatto.

Ri-poff… ri-ri-poff… Arriviamo al cinese che io non mi
ricordo come mi chiamo. Al tavolo ho davanti una mega zuppa di spaghetti di
riso e carne, e ci crollo dentro con la faccia. Spuds deve avermi preso per i
capelli perché ricordo un male cane davanti, per il brodo bollente, e un male
cane dietro. Ok, ora devo andare in bagno a togliere gli spaghetti che mi
stanno scendendo giù per il petto. In bagno penso: tutto ok, mi sono svegliato
con la scottatura e ora mi riprendo con una bella vomitata. Sono davanti alla
tazza del cesso e prendo la mira, eh? Aspetta… un po’ più di qua, ok, mi sembra
di esserci, dai, mica vuoi vomitarti sulle scarpe, no, no, fai bene, dai… ok,
pronto, ci sono, vai!………. Scarpe. Puttanatroiacazzo. Torno al tavolo,
Spuds è abbastanza ok, lui ha la fibra inglese, sapete quelli hanno un fegato
geneticamente modificato dal 1200 anni almeno. Comunque aveva ragione, abbiamo
rimediato ai nostri problemi, perché adesso ne abbiamo altri più importanti,
cioè, da che parte è casa nostra? Abbiamo una casa? Chi è tutta sta gente qui
intorno? Li conosciamo? Aspetta, camminare… com’è che si fa pure? Booo.

Next: appena riprendiamo coscienza di chi siamo io dico a Spuds di portarmi a Buckingham Palace, e lui lo fa. “Vai proprio sotto al cancello“, insisto. Ok. Scendo dall’auto e si fa ovviamente avanti un poliziotto, al quale dico “Sono qui per vedere la Regina“. Io, con sta faccia, così. Spuds è in auto che cerca di rimpicciolirsi, lui è inglese. Il poliziotto non pensa neppure di chiamare la polizia, anzi, mi dice cortese che non si può. Io adirato: “Scusi, vengo dall’Italia, abbiamo guidato per 16 ore (sì, con la Renault di Spuds…) e ora lei mi dice che non posso vedere la Regina? Bene, domani riceverete una protesta dell’ambasciata italiana, buona sera“. Spuds sta facendo i conti di quanti giorni di galera ci facciamo adesso, 15, o forse 20. Il poliziotto è un pelo interdetto. “Attenda“. Chiama un superiore. Il superiore si scusa, ma proprio non è possibile. Io torno in auto e sbatto la porta. “C’mon, let’s go… Jesus, these plonkers…” E via a casa. Mai capito come ci arrivammo, ma evidentemente ci arrivammo.

Rifate questo raccontino nella vostra mente, metteteci come
regista Ken Loach, come attore Robert Carlyle, la colonna sonora è Wonderwall
degli Oasis, il set è l’Inghilterra suburbana, le sue vite. Al cinema sembra
tutta roba figa, vite vissute fuori dagli schemi, eh? No, fa schifo nella realtà.
Quando la si vive davvero. Il Tunnel è sto posto dove io lavoro in nero con
immigrati o proletari inglesi a sverniciare auto, sgrassare i motori, lucidarle
per un concessionario Volkswagen top di Londra, quello stronzo di Alan Day. Non
abbiamo aereazione, 20 minuti di pausa per mangiare i sandwich della
macchinetta che non vanno giù, perché abbiamo il grasso fino in gola. Un giorno
sono fuori dal Tunnel, con l’aspetto fisico tipo uomo nero delle favole dei
bambini, e Mr Day passa con la sua Porche, si ferma, giù il finestrino e con
tono tagliente da bastardo baronetto dice al qui presente negro: “Che fai qui? Quanto tempo è che sei qui?”.
Io “Pausa pranzo, 12 minuti”. Ah, ok,
dice la merda, mi riguarda con occhi schifati e se ne va. Se mi avesse sgamato
che ero lì da 22 minuti ero licenziato.

Deregolamentazione del mercato del lavoro, flexicurity,
competitività al pari dei diritti, privatizzazioni e liberalizzazioni per la
difesa del consumatore, il cittadino libero di scegliere dove mettere i suoi
soldi nel Libero Mercato. Bersani la può raccontare a chi vuole qui in Italia,
ai ragazzi cresciuti al liceo o agli operai che hanno la cassa integrazione. Ma
non la racconta a me, a Spuds, non la racconta a chi ha vissuto quegli slogan
nello loro reali e finali conseguenze
sulla propria pelle, perché a Londra fra il 1982 e il 1995 l’esperimento
neoliberista, oggi ancora allo stadio della pillola zuccherata in Italia, era
ferocemente allo stadio dove sempre vuole arrivare, come arriverà qui da noi
fra 10 anni. Ed era orrore.

Un pomeriggio nel Tunnel vedo Brian che si china su un
motore. E’ un toro di ragazzo inglese che assomiglia a Phil Collins e che ha
una moglie disoccupata e un bimbo di 2 mesi. Io sono lì che s-cero un motore
con la pompa a pressione che fa un bel chiasso, ma l’urlo di Brian lo sento
tutto. Corriamo e il poveraccio è crollato sotto il motore che sollevava da
solo, con la schiena spezzata in due. Urla, Dio se urla. Il Caporale di noi
negri si agita e sbraita che dobbiamo toglierli la tuta e portarlo fuori,
perché l’ambulanza non deve vedere dove lavoriamo. Ok, Brian viene traghettato
su un marciapiede e portato all’ospedale. Tre giorni dopo, sempre nel Tunnel,
sto vicino al muro dove è affisso il telefono. Il Caporale chiama qualcuno e
questa è la conversazione: “Brian, non
sei qui…
” Dall’altra parte la risposta. Il ceffo conclude: “Senti stronzo, tre giorni sono sufficienti
per chiunque per essere ammalato. Sei licenziato
”. E sbatte giù la cornetta
sulla vita di una famiglia senza più reddito in quell’inferno di società.
Pensai di ucciderlo, una mazzata sulla nuca con la pompa, e poi quella finale
per fracassargli il cranio. Nessuno lì avrebbe fiatato. Ma ho avuto paura, era
troppo grossa anche per me.

Deregolamentazione del mercato del lavoro, flexicurity,
competitività al pari dei diritti, privatizzazioni e liberalizzazioni per la
difesa del consumatore, il cittadino libero di scegliere dove mettere i suoi
soldi nel Libero Mercato. La Thatcher li aveva lavati nel cervello tutti in
Inghilterra, ci cedettero, e fu così che nove anni dopo la fine dell’esperienza
della Lady dell’inferno il quotidiano britannico The Guardian scrisse che la
povertà era ritornata ai livelli vittoriani in Great Britain. Fu così che
Medicins du Monde dovette aprire delle tende mediche nel quartiere di Hackney
per soccorrere gli anziani abbandonati a morire senza nulla.

La Special Brew
Economy
, con le donne pestate a sangue dai mariti disoccupati e
alcolizzati. Con i sacchi a pelo degli immigrati dall’Inghilterra del nord –
una landa ridotta a Dresda dalla morte dell’economia reale a favore di quella
finanziaria – che crescevano al ritmo di centinaia al giorno nel centro di
Londra. Cercavano da mangiare. Il ragazzino di 15 anni nel sacco a pelo che una
sera mi dice “Sir, per 4 sterline le
faccio un pompino
”, e io che da italiano rispondo no grazie, quando un
inglese rispondeva solo “fuck off” se
andava bene, se andava male se lo faceva fare. Quindici anni con la bocca che
puzza di sperma tutto il giorno e poi un kebab per non vomitare, e forse una Special Brew per dimenticare.

Io le ho viste queste cose. Sui giornali in Italia
scrivevano dell’economia inglese che fioriva, che correva sui mercati, eh? Mica
di Spuds, del Tunnel, di Brian e di quel bambino, migliaia di loro, chino a
spompinare dentro un cesso di un pub. Pensate a sua madre quando lo partorì,
pensate a cosa immaginò per quel bimbo nel suo futuro. Schizzi in bocca per non
morire? Questo voleva lei? Deregolamentazione del mercato del lavoro,
flexicurity, competitività…

Ci porteranno là, statene certi, i Zingales, Monti, Boldrin,
Draghi, Passera, Bersani. E non dite che non vi avevo avvisati.

Questo ha senso raccontare adesso.

Paolo Barnard
Fonte: http://paolobarnard.info
Link: http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=576
20.02.2013

56 Commenti
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Kevin
Kevin
20 Febbraio 2013 19:28

Vabbè ma oramai si è capito che il Nostro racconterà queste storie fino al giorno delle elezioni perchè non ha un nemico personificato (prima era Monti) su cui speculare. Poi dopo il 25 febbraio riprenderà con le solite sinfonie sull’euro, memmt, mosler, etc.

Aironeblu
Aironeblu
20 Febbraio 2013 19:46

Credo sia un’opera di fantasia ispirata a Ken Loach – che al cinema NON sembra roba figa – ma è il realismo crudo e drammatico dell’iperliberismo tradotto in schiavitù dalla crisi occupazionale, quello verso cui ci vorrebbero spingere le riforme della Troika per mano dei montiani, è abbastanza chiaro e Barnard non è il solo a denunciarlo. Abbiamo il potere delle nostre scelte per evitarlo, scelte che vanno dai gesti estremi di protesta, al boicottaggio trasversale del sistema, alla definizione di movimenti alternarivi alla politica finora regnante, iniziando dal nostro potere decisionale espresso con il voto, fino al nostro potere di influenza determinato dalle nostre azioni. L’importante è riprendersi le proprie responsabilità e le proprie libertà decisionali.

Borokrom
Borokrom
20 Febbraio 2013 20:08

A volte accusano Barnard di essere un coglione, e quando si leggono certi articoli diventa difficile smentirli. Una accozzaglia di Stronzate come in questo articolo é evidente che va a favore della tesi che Barnard spesso parli a cazzo. Mi ritrovo incredibilmente a dover spendere parole a favore dell’Inghilterra, che non corrisponde al ritratto fatto, e che nemmeno la foto di Cameron e della Thatcher riesce a essere un rafforzativo di quanto espresso da Barnard. Barnard non cita l’alto livello dei servizi inglesi, di una Pa che funziona e investe in zone disagiate continuamente, in un sistema produttivo che ancora é in piedi di un welfare che nonostante il thathcerismo offre ampio supporto a disoccupati, ragazze madri e immigrati. Non cita le migliaia di italiani che tuttora vanno e trovano lavoro in uk, o del livello di occupazione giovanile inglese, che non é certo preoccupante. parla di ragazzi che fanno pompini per qualche sterlina. Vergognati tu, di usare cazzate come questa. Se vai in Inghilterra vatti a vedere la qualità della scuola, e del sistema educativo, mille anni avanti al nostro. Cita unarticolo del guardian, come se qui citassimo il manifesto e ci basassimo un giudizio complessivo del paese. Un… Leggi tutto »

ericvonmaan
ericvonmaan
21 Febbraio 2013 2:31

Una volta avevo un amico, era molto famoso per le fantastiche balle che raccontava… tutti lo adoravano perchè, anche se si sapeva che erano balle (magari c’era un 2% di verità ma il resto veniva inventato), i racconti erano così belli che nessuno lo contraddiceva. In particolare, quando gli chiedevi “Tizio sei mai stato a… ” e poi potevi dire New York, Kenya, Australia, Brasile ecc ecc, lui non solo ci era stato, ma addirittura “ci aveva vissuto 3/4/5 anni”, e via a raccontarti incredibili aneddoti… ovviamente se sommavi tutti gli anni che diceva di aver vissuto qua e là il totale superava abbondamente i 150 anni… beh, leggendo tutte queste storie di Barnard mi è venuto in mente queste mio vecchio amico ciao

pasqui
pasqui
21 Febbraio 2013 3:37

Anche se sono storie inventate (cmq credo che non lo siano) Barnard in questo momento è l’unico che racconta cose “diverse” racconti che ti fanno aprire gli occhi e la mente. Per me questi racconti sono stupendi. Bravo Paolo continua così

Jor-el
Jor-el
21 Febbraio 2013 3:53

Bisogna tenere d’occhio le date:1989. Gli anni 80 sono stati molto tetri per la GB, con tassi di disoccupazione fra i più alti d’europa. Il proletariato metropolitano inglese ne è uscito con le ossa rotte. Negli anni 2k gli inglesi hanno dimostrato furbizia, si sono tenuti la sterlina, per quello hanno ancora un welfare.

kagiuro
kagiuro
21 Febbraio 2013 4:18

Sono bellissimi orrendi racconti. Viscerali, senza autocensure, autentici. E anche se fossero inventati? Che importanza avrebbe?
Magari non sono veri (io credo che siano veri), ma quello che conta è che sono perfettamente verosimili e sentiti… il che li fa veri!
Grazie Paolo.

RicBo
RicBo
21 Febbraio 2013 4:29

da uno che cita il sistema educativo inglese come esempio, quando la verità è che sarebbe da buttare interamente nel cesso, non prendo lezioni e mi tengo Barnard

Tanita
Tanita
21 Febbraio 2013 4:42

Borokrom, balle?

La BBC sará fonte affidabile?


Campaign reveals one in five children living in poverty

http://www.bbc.co.uk/news/uk-21515907

Anche negli USA:

Between 13.4 and 16.5 million (Bambini sotto la soglia della povertá)

More than 16 million children, or roughly one in five, were living in poverty in 2011, according to the U.S. Census Bureau’s official poverty measure (pdf). That is higher than any other age group.

http://www.pbs.org/wgbh/pages/frontline/social-issues/poor-kids/by-the-numbers-childhood-poverty-in-the-u-s/

27% i bambini poveri in Europa

Eurostat pubblica i nuovi dati

http://www.piattaformainfanzia.org/news_detail.php?id=8214

Se nel “Primo Mondo” continuate gli sforzi, tutti insieme raggiungerete lo scopo di sotterrare il Welfare per benino.

Tanita
Tanita
21 Febbraio 2013 4:43

Concordo: Da buttare nel cesso.

Tanita
Tanita
21 Febbraio 2013 4:47

In Italia, uno su quattro, secondo l’UNICEF:


Italy Has Europe’s Highest Percentage of Children in Poverty, Says UNICEF
Mar 4, 2012 12:00 AM EST

Close to 2 million kids live in poverty in Europe’s third-largest economy, according to a new UNICEF report. The country has the highest percentage of child poverty in all 25 European countries, a longstanding crisis that predates the nation’s current economic woes.


(Questo é datato marzo 2012. Quanti saranno ora?)

RicBo
RicBo
21 Febbraio 2013 4:47

E’ l’Europa intera che sta velocemente crollando, le situazioni descritte da PB in questo racconto (che anche se non è vero è comunque verosimile) sono comuni dal Portogallo alla Polonia. E’ una nemesi storica, l’Europa ha vissuto la ricchezza della rivoluzione industriale sfruttando e depauperando il resto del mondo, ora il turno tocca ad altri, magari all’America Latina o all’Asia. Gli Usa osservano ben contenti di sbarazzarsi di un concorrente senza impegnarsi più di tanto, e si fregano le mani: fino a che altri riusciranno ad emergere, sono ancora i padroni del capitalismo.

A
A
21 Febbraio 2013 4:53

Bene, mi sembra che il mio commento sia stato cancellato. Ma guarda, sarà stato ritenuto offensivo? E verso di chi? Verso l’autore? Possibile? Oppure? Verso di chi? Offensivo de “poveri” ? E il delirio moralista, perbenista e sopratutto vittimizzante, la costante esposizione del “povero” manco fossimo sul freakshow di canale 5, la retorica di chi scrive certe scemenze, come le dobbiamo inquadrare, signor donchisciotte?

Tanita
Tanita
21 Febbraio 2013 5:15

In Argentina, dati UNICEF 2012 (tendenza alla diminuzione): http://www.unicef.org/argentina/spanish/overview_11124.htm 13,4% di bambini/adolescenti vivono in povertá Secondo l’INDEC (analogo al vostro ISTAT) e in dettaglio per regioni: Cuyo: Gran Mendoza, Gran San Juan, San Luis – El Chorrillo 6,9% Gran Buenos Aires: Ciudad de Buenos Aires, Partidos del Gran Buenos Aires 8,4% Noreste: Corrientes, Formosa, Gran Resistencia, Posadas 14,4% Noroeste: Gran Catamarca, Gran Tucumán – Tafí Viejo, Jujuy – Palpalá, La Rioja, Salta, Santiago del Estero – La Banda 9,6% Pampeana: Bahía Blanca – Cerri, Concordia, Gran Córdoba, Gran La Plata, Gran Rosario, Gran Paraná, Gran Santa Fe, Mar del Plata – Batán, Río Cuarto, Santa Rosa – Toay, San Nicolás – Villa Constitución 7,6% Patagonia: Comodoro Rivadavia – Rada Tilly, Neuquén – Plottier, Río Gallegos, Ushuaia – Río Grande, Rawson -Trelew, Viedma – Carmen de Patagones. 5,2% In Spagna, Dati UNICEF: 53% la Crescita della povertá cronica dell’infanzia tra il 2007 e il 2012. 27% dei bambini/adolescenti (figuriamoci ora). http://www.unicef.es/sites/www.unicef.es/files/Infancia_2012_2013_final.pdf BRUSSELS: Almost a third of children in Greece, Ireland, Portugal, Italy and Spain have been pushed to the brink of poverty by austerity designed to bring down public debt, the global charity Caritas said on Thursday. “Brussela: Praticamente un terzo… Leggi tutto »

Tanita
Tanita
21 Febbraio 2013 5:23

COME SI RIUSCIRÁ A FAR CAPIRE AI CITTADINI DEL DENOMINATO “PRIMO MONDO” CHE CIÓ CHE É IN CORSO E’ LO SMANTELLAMENTO SISTEMATICO DELLO STATO SOCIALE VIA UN FORMIDABILE TRASFERIMENTO DELLA RICCHEZZA DAI CITTADINI ALL’OLIGARCHIA BANCARIA OCCIDENTALE COME FORSE NON E’ MAI ACCADUTO PRIMA NELLA STORIA?

QUANTO TEMPO CI VORRÁ PERCHÉ LE PERSONE SI RENDANO CONTO CHE VENGONO SACCHEGGIATE QUOTIDIANAMENTE CON IL MECCANISMO DEL DEBITO E LO STRUMENTO DELL’EURO IN EUROPA e VIA SALVATAGGIO ALLE BANCHE NEGLI USA, AD ESEMPIO CON IL TARP e ULTERIORI TRASFERIMENTI, l’INFINITO “QUANTITATIVE EASING” DELLA FED, ECC?

IN CHE MODO RIUSCIRANNO AD ARRIVARE A COMPRENDERE CHE I GOVERNI OCCIDENTALI DEL “PRIMO MONDO” SONO SOTTO CONTROLLO DELL’ELITE FINANZIARIA OCCIDENTALE?

rebel69
rebel69
21 Febbraio 2013 5:32

Purtroppo credo che la verità raccontata nella storiella di PB verrà a sbatterci in faccia come un camion.Beato te che sei così tranquillo

A
A
21 Febbraio 2013 5:32

forse quando si smetterà di scrivere scemenze come quelle dell’articolo. Quando si smetterà di descrivere le persone come reiette, vittime. Articoli come questo, intrisi di patetismo, pietismo, che utilizzano vite altrui per portare acqua al proprio mulino egocentrico e moralista sono degni di un prete, e sono utilissimi, a far a capire come mai le “sinistre” siano rimaste, col tempo, con un pugno di mosche in mano. Per inciso se quel “ragazzino” leggesse sputerebbe sperma e tutto in faccia all’autore.

rebel69
rebel69
21 Febbraio 2013 6:38

L’importante è che a fare pompini per 2 spicci non siano i nostri figli o nipoti,poi per il resto va tutto bene.

RicBo
RicBo
21 Febbraio 2013 6:57

Non sono d’accordo. Raccontare in modo umano ed empatico serve molto di più che usare il linguaggio freddo ed impersonale che usa ad esempio Tanita nel suo intervento.

modo16
modo16
21 Febbraio 2013 7:08

siamo in 3…da buttare nel cesso e tirare catenella se c’è

A
A
21 Febbraio 2013 7:13

Allora fai una cosa, vai dal ragazzino, leggigli la parte che lo riguarda, poi vedi se, tra un pompino e l’altro, lo trova “empatico ed umano”, il ritratto che ne fa il missionario barnardiano.

modo16
modo16
21 Febbraio 2013 7:19

D’accordo con te, Barnard è passato dalla fredda esposizione di una teoria monetaria a raccontare, in maniera edulcorata vite tragiche che, seppur enfatizzate penso abbiano come scopo solo quello di aprire il cuore e far provare empatia. Sul lato umano e introspettivo Barnard conosce se stesso ma non sa quali strumenti utilizzare per comunicare con un’utenza sopra la media essendo sempre in bilico tra un cinismo autoreferenziale e un patriottismo di vecchia data. Facendo ciò tenta di restare umano. Almeno lui ci prova

Kevin
Kevin
21 Febbraio 2013 7:24

A, ti quoto alla grande.

Kevin
Kevin
21 Febbraio 2013 7:26

Penso che verrà, ma non sarà come nell’articolo. In realtà sono tranquillo solo perchè ho fatto la mia scelta: nei prossimi anni abbandonerò definitivamente questo paese senza speranza. E’ inutile cercare di cambiarlo. I mali dell’Italia, prima che finanziari ed economici, sono culturali.

Kevin
Kevin
21 Febbraio 2013 7:29

Non cantare vittoria troppo presto. In Argentina siete solo indietro di 20 anni. Quando lo sviluppo tecnologico verrà anche da voi sarete ridotti come lo siamo noi ora.

Caleb367
Caleb367
21 Febbraio 2013 7:33

Talvolta – anzi spesso – non concordo con Barnard e le sue posizioni. Ma qui vedo molta gente che al solo leggerne il nome ha una crisi uterina e vomita insulti gratuiti. Crescete una buona volta.

Aironeblu
Aironeblu
21 Febbraio 2013 9:49

Ma non ci aveva vomitato, nel cesso?

Aironeblu
Aironeblu
21 Febbraio 2013 9:51

Cit: parla di ragazzi che fanno pompini per qualche sterlina

Vabbè, però l’ha ammesso che era autobiografico…

modo16
modo16
21 Febbraio 2013 10:34

Dipende a chi ti rivolgi, penso che Barnard non si rivolga al ragazzino che fa pompe..ormai quello è andato..

A
A
21 Febbraio 2013 11:15

“..ormai quello è andato..” Oh, ecco bravo. grazie per confermare così bene quello che dico. ecco a cosa servono le scemenze che scrive il missionario barnardiano. a produrre nuove scemenze. nuove miserie.

Tanita
Tanita
21 Febbraio 2013 11:15

Uno dei vostri problemi é intendere la realtá interpretandola esclusivamente attraverso le chiavi che vi hanno preparato per usare.

Non vi riesce neppure di immaginare che ci siano altri modi di vivere, di pensare, di gioire, di agire, di stabilire vincoli, di vivere insomma…

Peccato.

rebel69
rebel69
21 Febbraio 2013 11:32

Su questo(del male culturale) sono completamente d’accordo.Buona fortuna

gigioneone
gigioneone
21 Febbraio 2013 11:52

L’articolo si legge tutto d’un fiato, è un romanzo amaro che attinge dalla realtà la sua trama.
Non è un report finanziario standard di mercato, e neanche un film sulle malefatte dei regimi come Casablanca, ma li riecheggia; assolutamente in tema con quella parte ingiusta e sporca della società in cui viviamo.
Scrivi un romanzo Paolo, hai la stoffa adatta per confezionarlo.

Kevin
Kevin
21 Febbraio 2013 12:04

So bene che esistono altri modi di vivere, ma glielo provi tu a spiegare alla maggioranza delle persone? Glielo provi tu a spiegare ai cubani che non vedono l’ora di godere del benessere occidentale che in realtà è tutto un inganno? I contadini dell’ottocento lo capirono troppo tardi. Bene, schiacciati dall’industria pesante dovunque, in Europa, in Asia, in America. Risultato? Non si può tornare indietro. Per questo dico che succederà anche da voi: è presto per cantare vittoria. Vedo ondate di immigrati sudamericani e africani che vengono qui e decantano il nostro stile di vita, salvo poi rientrarsene in patria dopo aver capito che è una fregatura. Ma quelli che non se ne rendono conto? Tra 20 anni capiterà anche a voi. Un giorno vorrete lo smartphone. Poi il tablet. Poi metteranno i robot in fabbrica. E poi non capirete più chi siete. E vi diranno che siete sudamericani, proprio come ora dicono a noi che siamo europei. E dopo diranno a tutti che siamo un’unica nazione e blablabla. E sarà inutile fermare il processo quando ormai sarà completato, perchè in ogni angolo di questo cazzo di pianeta ci sarà una rete wifi dove puoi connetterti e acquistare roba su… Leggi tutto »

Malpelo
Malpelo
21 Febbraio 2013 14:57

Tanita forse Borokrom non sa leggere in inglese… o forse e’ uno di quegli italiani che… che vive tra hammersmith & chelsea… che ha la carta di credito di papa’… che seven sisters e’ sulla victoria line, pero io in quelle zone non ci vado che se ci fosse il sole, Londra sarebbe la citta’ piu bella del mondo che “sai torno a casa (in italia) nel week end” perche’ la British costa solo un centinaio di sterline.. Io ci vivo a Londra (sono arrivato di recente) ed e’ vero che adesso sono “rose e fiori” per cio che concerne le opportunita’ lavorative, ma lo vogliamo dire che ti possono licenziare come e quando vogliono? (to be made redundant) ti pagano due settimane di stipendio per ogni anno lavorativo fatto nella compagnia; lo vogliamo dire che non ci sono limiti all’orario di lavoro settimanale? gente che lavora dalle 60 alle 70 ore a settimana, e non solo perche’ a volte ha bisogno di denaro lo vogliamo dire che il sistema educativo e’ forse il peggiore in europa? chiedetelo agli insegnanti inglesi che ne pensano lo vogliamo dire che ci sono un sacco di persone che rovistano nella spazzatura per raccogliere… Leggi tutto »

Tanita
Tanita
21 Febbraio 2013 16:40

Per Kevin, da condividere con tutti voi: Sai? Le cose non sono esattamente come tu le riferisci. Io ho amici cubani orgogliosi di esserlo, che non vogliono lo stile di vita occidentale. Cuba é un paese amato e rispettato in tutta Latinoamerica e visitato da tanti latinoamericani. Uno di questi miei amici ha sposato un’Argentina e cerca di convincerla di andare a vivere nell’isola. Tu vedi ondata di sudamericani: ti posso assicurare che da noi vengono italiani, spagnoli, francesi, (portoguesi un po’ di meno, vanno in Brasile) che vengono da noi a fare da camerieri nei posti di villeggiatura in tutta l’Argentina. Anche in Uruguay é notevole. Gli smartphone e i tablet gli abbiamo. Anzi, si producono anche da noi. Si producono anche dispositivi per TV di alta definizione che esportiamo in tutto il Sudamerica. In questi giorni si é fatto un accordo commerciale con Venezuela per l’istallazione dei decodificatori di alta definizione argentina per la TV pubblica del Venezuela e si cerca di fare un sistema di TV sudamericano in cui tutti i paesi dell’UNASUR accedano gratuitamente alle TV pubbliche di tutti i paesi. A cominciare da Argentina e Venezuela, poi Ecuador. Diversi paesi (Ecuador compreso) stanno studiando la… Leggi tutto »

modo16
modo16
21 Febbraio 2013 16:53

Abbiamo trovato il punto. A te piaceva la parola prima a me quella dopo. Fermiamoci al punto. notte

Borokrom
Borokrom
21 Febbraio 2013 16:54

Ah… siete in tre… di soliti sono a coppie di due. La gente che non vuole morire di fame e di STD (Sexually transmitted disease) non fa pompini nei pub. Poi se a Barnard alla sera tardi gli prende la depressione e scrive racconti nichilisti e fa romanzi non ci sono problema, la mattina dopo forse non li posterebbe. Non so dove ci porteranno i Zingales, Monti, Boldrin, Draghi, Passera, Bersani, ma di certo non porteranno me dove vogliono e i miei figli non faranno pompini. Io ho vissuto nel quartiere più disastrato di Manchester (Wythenshave) a fine anni 90′. Ho Lavorato, ho sposato una ragazza che abitava in una di quelle case popolari, e il degrado era dove voleva esserci. Bastava guardare il front-garden, quei 8 metri quadrati per capire se ci viveva una famiglia modesta e dignitosa o gente che ha preso la vita e il mondo per un cesso dove vomitare. Non c’è mai stato un treno fermo, un autobus rotto, e la scuola dove andava mia moglie da ragazza l’hanno rifatta 3 volte in 30 anni (ci siamo passati due mesi fa ed era ancora tutto più bello e più grande). Quando mia moglie ha riscattato… Leggi tutto »

Borokrom
Borokrom
21 Febbraio 2013 17:30

Malpelo, ho visto adesso, l’inglese lo so leggere e scrivere, ma non me l’hanno insegnato in Italia. A Londra ci sono stato poco, ma ho fatto la spola tra Manchester e Aberdeen per parecchi anni, e quando ho potuto me ne sono andato dai quartieri, e l’ho fatto coi miei mezzi, da operaio, non da figlio di mamma che va a dare esperienza a Londra. Ecco vedi tu dici che ora sono rose e fiori, ecco fatti una ragione che è anche per i risultati che sono stati ottenuti negli anni ’80, e che sono stati duri. Per quanto riguarda la scuola è noto che gli inglesi abbienti mandino i bambini in Italia a studiare. Il mio problema è che avendo un mestiere pratico quando sento le cazzate mi girano i coglioni. Ecco forse a Tanita farà piacere sapere che forse ci sono parecchie chance di trovarlo a Cuba o in Brasile e in tutto il sud america, qualche ragazzino che fa pompini per 2 euro, anche se anche loro ormai hanno i tablet. E il progresso che da perfetta mentidora dice che hanno rifiutato negli anni 90, è semplicemente perchè il mondo tecnologico, e nello specifico informatico, non era… Leggi tutto »

Georgejefferson
Utente CDC
21 Febbraio 2013 18:11

Sei anche biondo con gli occhi azzurri?

Borokrom
Borokrom
21 Febbraio 2013 18:17

No no, sono pure terrone.

Jor-el
Jor-el
21 Febbraio 2013 18:35

E’ talmente semplice. Eppure deve essere spiegato. Barnard lotta – noi lottiamo – contro un’ideologia che dice che “un naturale tasso di disoccupazione è necessario per il buon funzionamento dell’economia”. Che è giusto e pacifico che al mondo ci siano “un po’ di poveri”. Che non esiste la società “ma solo tanti individui” (quest’ultima era una delle sentenze preferite della Thatcher). Lui lotta – noi lottiamo – contro un sistema che permette casi limite di esclusione sociale come quelli descritti in questi racconti, perchè è proprio su quella sofferenza che questo potere, il vero potere, si perpetua e ci schiaccia.

Tanita
Tanita
21 Febbraio 2013 19:01

Forse non mi sono spiegata bene. In primis, i “pompini” dei quali parlate gli fanno fare ai ragazzini di tutto il mondo, compresi quelli italiani, europei in genere, sudamericani, russi, cinesi. Il problema dei “pompini” é un’altro, é un’altra categoria di problema che ha a che vedere con la depravazione umana. Per i miei uomini, per mio figlio, un “pompino” fatto da un ragazzino é qualcosa che non rientra nella loro concezione del mondo, della vita, del sesso. Ció nonostante i figli di p*****a degenerati esistono in ogni gruppo umano di questa povera specie di cui siamo parte. Come pure i figli di p*****a saccheggiatori capaci di qualsiasi cosa per arricchirsi molto oltre le loro necessitá, compresi i lussi. Io non mi sono riferita a queste cose. “Ormai hanno i tablet”: I tablet li abbiamo avuto allo stesso tempo di voi. “E il progresso che da perfetta mentidora dice che hanno rifiutato negli anni ’90”, questo proprio io non l’ho detto. E non ho mentito. Quello che abbiamo rifiutato negli anni ’90 é stato il discorso TINA: “There Is No Alternative”, cioé l’idea che ci sia un solo paradigma, un solo modus vivendi, un solo trend, un solo tipo di… Leggi tutto »

Tanita
Tanita
21 Febbraio 2013 19:10

Finalmente, sono bionda e ho gli occhi verdi (abbastanza comune per i piamontesi); i miei figli, d’altra parte, hanno i capelli castagni, scuri, e gli occhi quasi neri, poiché il loro padre é un discendente di Mapuches, prima ancora Araucani (Araucanos), popoli originari della Patagonia argentino-cilena.

Per noi, in grande maggioranza, tutte le questioni riguardanti “la purezza della razza” sono argomenti da sottosviluppati. Qualsiasi con conoscenze basiche di genetica (o di allevamento di bestiame!) sa che incrociare le razze migliora la qualitá della specie. (E sorrido).

Tanita
Tanita
21 Febbraio 2013 19:50

Finalmente, e dopo le riflessioni di cui sotto, vorrei commentare questo tuo parrafo: “Di questo paradosso ancora non ci vogliamo accorgere che il mondo è estremamente diverso, dagli anni 80 della Thatcher, che a Tanita gli brucia perché ha fatto il culo all’Argentina alle Malvinas.” Per noi, per la maggior parte dell’opinione pubblica argentina, il caso Malvinas é cosí: Le isole sono state illegalmente prese dagli Inglesi nel 1833, prima amministrazione inglesa insulare nel 1842. L’Argentina mantiene la sua posizione di sovranitá sulle isole da sempre. Ai tempi della dittatura, una Giunta Militare ormai sconfitta cercó di far appello a questa posizione sovrana e al sentimento e volere degli argentini sulle isole, sbarcando a Porto Argentino, in un tentativo per mantenersi nel potere. Gli argentini in massa, anche se assolutamente contrari e critici alla dittatura, appoggiarono la causa Malvinas. Gli argentini in massa (io abitavo in Italia, a Torino) vennero fregati e delusi poiché l’Esercito Argentino non ebbe in realtá mai l’intenzione di combattere contro gli inglesi. Infatti si sono subito arresi. E le campagne per aiutare i soldati furono in realtá delle frodi poiché i militari si tennero tutto e si trovarono i prodotti raccolti e donati dal pubblico… Leggi tutto »

Tanita
Tanita
21 Febbraio 2013 20:51

Borokom infatti crede chissá cosa. Forse che noi qui in Argentina siamo, come mi ha scritto un’americano in un’altro blog, in un “fosso immondo” (!).
Invece io in Inghilterra ci sono pure stata, Malpelo. La gente che mangia dalla spazzatura l’ho vista in Inghilterra, in Italia, in Spagna e l’ho vista pure fino a qualche anno fa, anche in Argentina, of course.

Questo mondo molti di noi lo studiamo, lo indaghiamo, ne facciamo ricerca. Il bello é vedere questi tizi che si spostano in un’altro paese, parlano male del proprio e diventano “piú papisti che il Papa”, come si dice da noi. Per dirla tutta, anche da noi ne abbiamo, di quelli. Quelli che da noi vivono ammirando gli specchietti colorati del neoliberismo o neoliberalismo che sia, ci piacerebbe tanto che se ne andassero a farne l’esperienza “dal di dentro” perché una di due: o si sono dimenticati del 2001, degli anni ’90, o sono troppo giovani. A meno che siano mercenari, il ché é un’altra possibilitá!

Forza Italia, comunque! Ho una piccola speranza nella creativitá degli italiani.

nuvolenelcielo
nuvolenelcielo
21 Febbraio 2013 22:22

questo fare politica con della pseudoletteratura (che ricorre sempre alla sessualità e al dettaglio macabro per tenere alta l’attenzione e sottolineare la morale), non funziona, è molto molto kitsch, (in senso negativo, perché è un kitsch che si prende sul serio e vorrebbe essere illuminante). O si fa letteratura o si fa politica. Sempre che si voglia farla bene…

Tanita
Tanita
21 Febbraio 2013 22:52

Nuvoledelcielo, che dire quindi de “Il Principe” di Macchiavelli? Di “1984” di Orwell? Del “Diario di Anna Frank”? Di “Arcipielago Gulag” di Aleksandr Solzhenitsyn, de “Il Gattopardo” di Giuseppe T. di Lampedusa e tante, tantissime novelle e romanzi politici?

Come sosteneva Aristotele, l’uomo é zoon politikon, uomo sociale e politico.

Forse le piú appassionanti storie scritte dagli uomini e dalle donne sono, precisamente, i romanzi, le novelle politiche. Anche quelle che non sembrano di essere tali (come “Cent’anni di solitudine” di Gabriel García Márquez e tante altre…)

Georgejefferson
Utente CDC
22 Febbraio 2013 1:22

a meno male,pensavo che eri come quei lazzaroni del Nord europa che hanno bisogno del cambio fisso,o dei privilegi in europa ad altri negati per esser produttivi,

ericvonmaan
ericvonmaan
22 Febbraio 2013 4:16

la differenza tra esserci stati, averci vissuto, e parlare per “sentito dire”. Ma si sa, l’importante sono gli slogan

ericvonmaan
ericvonmaan
22 Febbraio 2013 4:20

Anche l’Italia si è presa il Sud Tirol con l’inganno nel 1918, facendo avanzare le truppe il giorno dopo quando era già stata firmata la resa dell’Impero Austro-Ungarico… quella regione ce la siamo tenuta e l’abbiamo ribattezzata Alto Adige. Secondo la tua premessa, Tanita, allora gli Austriaci avrebbero il diritto di farci la guerra per riavere indietro il maltolto, anzi ancora peggio perchè è successo un secolo dopo le Falkland…

A
A
22 Febbraio 2013 4:46

ok. e grazie ancora per la collaborazione.

nuvolenelcielo
nuvolenelcielo
22 Febbraio 2013 8:15

Non scherziamo… ho detto “questo” modo di fare “pseudo”letteratura. Mi riferisco a quanto scritto sopra da Barnard. Poi che l’uomo è politico è certo, e che si possa esprimerlo in letteratura certo. Ma quella è LETTERATURA fatta da chi sa scrivere bene, e che quindi ha funzione anche politica. Non è la Thatcher con la vagina piena di pus e il pompino da 4 sterline e trash vario buttato lì per andare a bersaglio con degli slogan politici.

Tanita
Tanita
22 Febbraio 2013 12:06

Non mi hai letto. Oppure posso essermi spiegata male.

La “guerra” l’ha fatta la dittatura. Mai lo Stato di Diritto Argentino.

robybaggio80
robybaggio80
22 Febbraio 2013 17:20

Io ho vissuto e lavorato a Londra. Lei racconta una marea di stronzate, sa?

Tanita
Tanita
22 Febbraio 2013 17:47

Ti esprimi come un soggetto passivo.

Non é il mio atteggiamento verso la vita.