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QUESTO E’ IL POTERE

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info/i

Eccovi i nomi e cognomi del Potere, chi sono, dove stanno, cosa fanno. Così li potrete riconoscere e saprete chi realmente oggi decide come viviamo. Così evitate di dedicare tutto il vostro tempo a contrastare le marionette del Potere, e mi riferisco a Berlusconi, Gelli, Napolitano, D’Alema, i ministri della Repubblica, la Casta e le mafie regionali. Così non avrete più quell’imbarazzo nelle discussioni, quando chi ascolta chiede “Sì, ma chi è il Sistema esattamente?”, e vi toccava di rispondere le vaghezze come “le multinazionali… l’Impero… i politici… ”. Qui ci sono i nomi e i cognomi, quindi, dopo avervi raccontato dove nacque il Potere (‘Ecco come morimmo’, paolobarnard.info), ora l’attualità del Potere. Tuttavia è necessaria una premessa assai breve.

Il Potere è stato eccezionalmente abile in molti aspetti, uno di questi è stato il suo mascheramento. Il Potere doveva rimanere nell’ombra, perché alla luce del sole avrebbe avuto noie infinite da parte dei cittadini più attenti delle moderne democrazie. E così il Potere ci ha rifilato una falsa immagine di se stesso nei panni dei politici, dei governi, e dei loro scherani, così che la nostra attenzione fosse tutta catalizzata su quelli, mentre il vero Potere agiva sostanzialmente indisturbato. Generazioni di cittadini sono infatti cresciuti nella più totale convinzione che il potere stesse nelle auto blu che uscivano dai ministeri, nei parlamenti nazionali, nelle loro ramificazioni regionali, e nei loro affari e malaffari. Purtroppo questa abitudine mentale è così radicata in milioni di persone che il solo dirvi il contrario è accolto da incredulità se non derisione. Ma è la verità, come andrò dimostrando di seguito. Letteralmente, ciò che tutti voi credete sia il potere non è altro che una serie di marionette cui il vero Potere lascia il cortiletto della politica con le relative tortine da spartire, a patto però che eseguano poi gli ordini ricevuti. Quegli ordini sono le vere decisioni importanti su come tutti noi dobbiamo vivere. E’ così da almeno 35 anni. In sostanza il punto è questo: combattere la serie C dei problemi democratici (tangentopoli, la partitocrazia, gli inciuci D’Alem-berlusconiani, i patti con le mafie, l’attacco ai giudici di questo o quel politico, le politiche locali dei pretoriani di questo o quel partito ecc.) è certamente cosa utile, non lo nego, ma non crediate che cambierà una sola virgola dei problemi capitali di tutti gli italiani, cioè dei vostri problemi di vita, perché la loro origine è decretata altrove e dal vero Potere. O si comprende questo operando un grande salto di consapevolezza, oppure siamo al muro.
“Un colossale e onnicomprensivo ingranaggio invisibile manovra il sistema da lontano. Spesso cancella decisioni democratiche, prosciuga la sovranità degli Stati e si impone ai governi eletti”.
Il Presidente brasiliano Lula al World Hunger Summit del 2004.

E’ nell’aria.

Come ho detto, sarò specifico, ma si deve comprendere sopra ogni altra cosa che oggi il Potere è prima di tutto un’idea economica. Oggi il vero Potere sta nell’aria, letteralmente dovete immaginare che esiste un essere metafisico, quell’idea appunto, che ha avvolto il mondo e che dice questo: ‘Pochi prescelti devono ricevere il potere dai molti. I molti devono stare ai margini e attendere fiduciosi che il bene gli coli addosso dall’alto dei prescelti. I governi si levino di torno e lascino che ciò accada’.
Alcuni di voi l’avranno riconosciuta, è ancora la vecchia teoria dei Trickle Down Economics di Ronald Reagan e di Margaret Thatcher, cioè il Neoliberismo, cioè la scuola di Chicago, ovvero il purismo del Libero Mercato. Questa idea economica comanda ogni atto del Potere, e di conseguenza la vostra vita, che significa che davvero sta sempre alla base delle azioni dei governi e dei legislatori, degli amministratori e dei datori di lavoro. Quindi essa comanda te, i luoghi in cui vivi, il tuo impiego, la tua salute, le tue finanze, proprio il tuo quotidiano ordinario, non cose astruse e lontane dal tuo vivere. La sua forza sta nel fatto di essere presente da 35 anni in ogni luogo del Potere esattamente come l’aria che esso respira nelle stanze dove esiste. La respirano, cercate di capire questo, gli uomini e le donne di potere, senza sosta, dal momento in cui mettono piede nell’università fino alla morte, poiché la ritrovano nei parlamenti, nei consigli di amministrazione, nelle banche, nelle amministrazioni, ai convegni dove costoro si conoscono e collaborano, ovunque, senza scampo. Ne sono conquistati, ipnotizzati, teleguidati. Il Potere ha creato attorno a quell’idea degli organi potentissimi, che ora vi descrivo, il cui compito è solo quello di metterla in pratica, null’altro. Essi sono quindi la parte fisica del Potere, ma che per comodità chiamiamo il vero Potere.

Primo organo: Il Club.

Il primo organo del Potere è il Club, cioè il raggruppamento in posti precisi ed esclusivi dei veri potenti. Chi sono? Sono finanzieri, industriali, ministri, avvocati, intellettuali, militari, politici scelti con cura. Fate attenzione: questo Club non sta mai nei luoghi che noi crediamo siano i luoghi del potere, cioè nei parlamenti, nelle presidenze, nelle magistrature, nei ministeri o nei business. Esso è formato da uomini e da donne provenienti da quei luoghi, ma che si riuniscono sempre all’esterno di essi ed in privato. Come dire: quando quegli uomini e quelle donne siedono nelle istituzioni democratiche sono solo esecutori di atti (leggi, investimenti, tagli…) che erano stati da loro stessi decisi nel Club. Esso assume nomi diversi a seconda del luogo in cui si riunisce. Ad esempio: prende il nome di Commissione Trilaterale se i suoi membri si riuniscono a Washington, a Tokio o a Parigi (ma talvolta in altre capitali UE). I fatti principali della Trilaterale: nasce nel 1973 come gruppo di potenti cittadini americani, europei e giapponesi; dopo soli due anni stila le regole per la distruzione globale delle sinistre e la morte delle democrazie partecipative, realmente avvenute; afferma la supremazia della guida delle elite sulle masse di cittadini che devono essere “apatici” e su altre nazioni;  ha 390 membri, fra cui i più noti sono (passato e presente) Henry Kissinger, Jimmy Carter, David Rockefeller, Zbigniev Brzezinski, Giovanni Agnelli, Arrigo Levi, Carlo Secchi, Edmond de Rothschild, George Bush padre, Dick Cheney, Bill Clinton, Alan Greenspan, Peter Sutherland, Alfonso Cortina, Takeshi Watanabe , Ferdinando Salleo; assieme ad accademici (Harvard, Korea University Seoul, Nova University at Lisbon, Bocconi, Princeton University…), governatori di banche (Goldman Sachs, Banque Industrielle et Mobilière Privée, Japan Development Bank, Mediocredito Centrale, Bank of Tokyo-Mitsubishi, Chase Manhattan Bank, Barclays…)  ambasciatori, petrolieri (Royal Dutch Shell, Exxon…), ministri, industriali (Solvay, Mitsubishi Corporation, The Coca Cola co. Texas Instruments, Hewlett-Packard, Caterpillar, Fiat, Dunlop…) fondazioni (Bill & Melinda Gates Foundation, The Brookings Institution, Carnegie Endowment…). Costoro deliberano ogni anno su temi come ‘il sistema monetario’, ‘il governo globale’, ‘dirigere il commercio internazionale’, ‘affrontare l’Iran’, ‘il petrolio’, ‘energia, sicurezza e clima’, ‘rafforzare le istituzioni globali’, ‘gestire il sistema internazionale in futuro’. Cioè tutto, e leggendo i rapporti che stilano si comprende come i loro indirizzi siano divenuti realtà nelle nostre politiche nazionali con una certezza sconcertante.

Quando il Club necessita di maggior riservatezza, si dà appuntamento in luoghi meno visibili dei palazzi delle grandi capitali, e in questo caso prende il nome di Gruppo Bilderberg, dal nome dell’hotel olandese che ne ospitò il primo meeting nel 1954. I fatti principali di questa organizzazione: si tratta in gran parte degli stessi personaggi di cui sopra più molti altri a rotazione, ma con una cruciale differenza poiché a questo Gruppo hanno accesso anche politici o monarchi attualmente in carica, mentre nella Commissione Trilaterale sono di regola ex. Parliamo in ogni caso sempre della stessa stirpe, al punto che fu una costola del Bilderberg a fondare nel 1973 la Commissione Trilaterale. Il Gruppo è però assai più ‘carbonaro’ della Trilaterale, e questo perché la sua originaria specializzazione erano gli affari militari e strategici. Infatti, in esso sono militati diversi segretari generali della NATO e non si prodiga facilmente nel lavoro di lobbistica come invece fa la Commissione. La peculiarità dirompente del Bilderberg è che al suo interno i potenti possono, come dire, levarsi le divise ed essere in libertà, cioè dichiarare ciò che veramente pensano o vorrebbero privi del tutto degli obblighi istituzionali e di ruolo. Precisamente in questo sta il pericolo di ciò che viene discusso nel Gruppo, poiché in esso i desideri più intimi del Potere non trovano neppure quello straccio di freno che l’istituzionalità impone. Da qui la tradizione di mantenere attorno al Bilderberg un alone di segretezza assoluto. I partecipanti sono i soliti noti, fra cui una schiera di italiani in posizioni chiave nell’economia nazionale, cultura e politica. Non li elenco perché non esistendo liste ufficiali si va incontro solo a una ridda di smentite (una lista si trova comunque su Wikipedia). Un fatto non smentibile invece, e assai rilevante,  è la cristallina dichiarazione del Viscount Etienne Davignon, che nel 2005 fu presidente del Bilderberg, rilasciata alla BBC: “Agli incontri annuali, abbiamo automaticamente attorno ai nostri tavoli gli internazionalisti… coloro che sostengono l’Organizzazione Mondiale del Commercio, la cooperazione transatlantica e l’integrazione europea.” Cioè: i primatisti del Libero Mercato con potere sovranazionale ( si veda sotto), e i padrini del Trattato di Lisbona, cioè il colpo di Stato europeo con potere sovranazionale che ci ha trasformati in cittadini che verranno governati da burocrati non eletti. Di nuovo, i soliti padroni della nostra vita, che significa decisioni inappellabili su lavoro, previdenza, servizi sociali, tassi dei mutui, costo della vita ecc., prese non a Palazzo Chigi o all’Eliseo, ma a Ginevra o a Brussell o nelle banche centrali, dopo essere state discusse al Bilderberg.

Per darvi un’idea concreta di come questi Club e gli altri organi del Potere siano in realtà un unico blocco che si scambia sempre gli stessi personaggi, vi sottopongo la figura di Peter Sutherland. Costui lo si è trovato a dirigere la British Petroleum, la super banca Goldman Sachs, l’università The London School of Economics (una delle fucine  mondiali di ministri dell’economia), ed è stato anche Rappresentante Speciale dell’ONU per l’immigrazione e lo sviluppo, Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (secondo organo del Potere), membro della Commissione Europea (il super-governo d’Europa), e ministro della Giustizia d’Irlanda. E, ovviamente, membro sia della Commissione Trilaterale che del Gruppo Bilderberg.

Secondo organo: Il colosso di Ginevra.

Si chiama Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), nacque nel 1994 ed è più potente di qualsiasi nazione o parlamento. Riunisce 153 Paesi in un’unica sede a Ginevra, dove essi dettano le regole del commercio internazionale, e ciò dicendo capirete che stiamo parlando di praticamente tutta l’economia del mondo produttivo, che lì viene decisa. Cioè fette enormi dei nostri posti di lavoro, di ciò che compriamo, mangiamo, con cui ci curiamo ecc., cose della nostra vita quotidiana, non astratte e lontane. Le decidono loro, e come nel caso della nuova Europa del Trattato di Lisbona, anche al WTO le regole emanate, dette Accordi, sono sovranazionali, cioè più potenti delle leggi nazionali. E come nel caso del Trattato, diviene perciò cruciale che regole così forti siano decise in modo democratico. Nel Trattato non lo sono, e al WTO? Neppure. Infatti la sua organizzazione di voto è falsata dallo strapotere dei soliti Paesi ricchi nel seguente modo: i Paesi poveri o meno sviluppati non posseggono le risorse economiche e il personale qualificato in numeri sufficienti per poter seguire il colossale lavoro di stesura degli Accordi del WTO (27.000 pagine di complicatissima legalità internazionale, 2.000 incontri annui), per cui ne sono tagliati fuori. Chi sta al timone è il cosiddetto gruppo QUAD, formato da Usa, Giappone, Canada ed Europa. Ma l’Europa intera è rappresentata al tavolo delle trattative del WTO dalla Commissione Europea, che nessun cittadino elegge, e per essere ancora più precisi vi dico che in realtà chi decide per tutti noi europei è un numero ancora più ristretto di burocrati: il misterioso Comitato 133 della Commissione, formato da specialisti ancor meno legittimati. La politica italiana di norma firma gli Accordi senza neppure leggerli.

Se un Paese si oppone a una regola del WTO può essere processato da un tribunale al suo interno (Dispute Settlement Body), dotato di poteri enormi. Questo tribunale è formato da tre (sic) individui di estrazione economico-finanziaria, le cui sentenze finali sono inappellabili. Una sentenza del WTO può penalizzare o persino ribaltare le scelte democratiche di milioni di cittadini, anche nei Paesi ricchi. Per esempio, tutta l’Europa è stata condannata a risarcire gli USA con milioni di euro perché si è rifiutata di importare la carne americana agli ormoni. Neppure gli Stati Uniti hanno potere sulle decisioni del WTO. Il presidente Obama, sotto pressione dai cittadini a causa della catastrofe finanziaria dello scorso anno, aveva deciso di imporre nuove regole restrittive delle speculazioni selvagge delle banche (la causa della crisi). Ma gli è stato sbarrato il passo proprio da una regola del WTO, che si chiama Accordo sui Servizi Finanziari, e che sancisce l’esatto contrario, cioè proibisce alla Casa Bianca e al Congresso di regolamentare quelle mega banche. E sapete chi, anni fa, negoziò quell’accordo al WTO? Timothy Geithner, attuale ministro del Tesoro USA, che è uno dei membri del Gruppo Bilderberg. Fa riflettere.

Vi do ancora un’idea rapida del potere del WTO. Gli Accordi che ha partorito:
1) hanno il potere di esautorare le politiche sanitarie di qualunque Paese, incrinando il vecchio Principio di Precauzione che ci tutela dallo scambio di merci pericolose (WTO: Accordo Sanitario- Fitosanitario).
2) tolgono al cittadino la libertà di sapere in quali condizioni sono fatte le merci che acquista e con che criteri sono fatte, inoltre ostacolano l’uso delle etichette a tutela del consumatore (WTO: Accordo Sanitario-Fitosanitario & Accordo Barriere Tecniche al Commercio, con implicazioni sui diritti dei lavoratori e sulla tutela dell’ambiente).
3) impongono ai politici di concedere alle multinazionali estere le stesse condizioni richieste alle aziende nazionali nelle gare d’appalto, a prescindere dalla necessità di favorire l’occupazione nazionale; e minacciano le scelte degli amministratori locali nel caso volessero facilitare l’inserimento di gruppi di lavoratori svantaggiati, poiché tali politiche sono considerate discriminazioni al Libero Mercato (WTO: Accordo Governativo sugli Appalti  – Principio del Trattamento Nazionale ecc.).
4) accentrano nelle mani di poche multinazionali i brevetti della maggioranza dei principi attivi e delle piante che si usano per i farmaci o per l’agricoltura, poiché permettono la brevettabilità privata delle forme viventi e tutelano quei brevetti per 20 anni. Inoltre, il fatto che i brevetti siano protetti dal WTO per 20 anni sta alla base anche della mancanza di farmaci salva vita nei Paesi poveri. (WTO: Accordo TRIPS sulla Proprietà Intellettuale).
5) stanno promuovendo a tutto spiano la privatizzazione e l’apertura al Libero Mercato estero di praticamente tutti i servizi alla cittadinanza, anche di quelli essenziali come sanità, acqua, istruzione, assistenza agli anziani ecc., con regole che impediranno di fatto agli amministratori locali la tutela dei cittadini meno abbienti che non possono permettersi servizi privati (WTO: Accordo GATS in fase di negoziazione).

E ricordo, se ce ne fosse bisogno, che questi Accordi sono vincolanti su qualsiasi legge nazionale, esautorando quindi i nostri politici dalla gestione della nostra economia nei capitoli che contano.

Terzo organo: I suggeritori.

Prendete un disegno di legge e un decreto in campo economico, persino una finanziaria. Pensateli nelle mani dei politici che li attuano, e ora immaginate cosa gli sta dietro. Cosa? I ‘suggeritori’. Chi sono? Sono i lobbisti, coloro cioè che sono ricevuti in privato da ogni politico che conti al mondo e che gli ‘suggeriscono’ (spesso dettano) i contenuti delle leggi e dei decreti, ma anche delle linee guida di governo e persino dei programmi delle coalizioni elettorali. Le lobby non sono l’invenzione di fantasiosi perditempo della Rete. Sono istituzioni con nomi e cognomi, con uffici, con budget (colossali) di spesa, dove lavorano i migliori cervelli delle pubbliche relazioni in rappresentanza del vero Potere.

In ordine di potenza di fuoco, vi sono ovviamente le lobbies internazionali, quelle europee e infine quelle italiane. Parto da queste ultime. Va detto subito che nel nostro Paese l’interferenza dei ‘suggeritori’ non ha mai raggiunto i livelli di strapotere degli omologhi americani o europei, il cui operato tuttavia detta legge per contagio anche in casa nostra. Ma nondimeno essa c’è, e non va trascurata, anche perché in Italia esiste un vuoto normativo totale sull’attività delle lobbies: dopo decine di proposte di legge, nessuna di esse è mai approdata alla Gazzetta Ufficiale. I lobbisti italiani sono circa un migliaio, organizzati in diverse aziende fra cui spunta la Reti, fatturato 6 milioni di euro annui e gestione di un ex d’Alemiano di ferro, Claudio Velardi (altri gruppi: Cattaneo Zanetto & co., VM Relazioni Istituzionali, Burson-Marsteller, Beretta-Di Lorenzo & partners…). La proiezione per il futuro dei ‘suggeritori’ italiani è di almeno diecimila unità entro dieci anni, almeno secondo le richieste dei gruppi più noti. In assenza di regole, dunque, le cose funzionano così: si sfrutta la legge berlusconiana per il finanziamento ai partiti che permette finanziamenti occulti alle formazioni politiche fino a 50.000 euro per ciascun donatore, con la possibilità per la lobby di turno di far versare 49.999 euro dal banchiere A, altri 49.999 da sua moglie, altri 49.999 da suo figlio, ecc. all’infinito. In questo modo, con una stima basata sui bilanci passati, si calcola che il denaro sommerso versato alla politica italiana ammonti a diverse decine di milioni di euro all’anno, provenienti dai settori edile, autostradale, metallurgico, sanitario privato, bancario, televisivo, immobiliare fra gli altri. Le ricadute sui cittadini sono poi leggi e regolamenti che vanno a modificare spesso in peggio la nostra economia di vita e di lavoro. Un solo dato che fa riflettere: mentre appare ovvio che le grosse cifre siano spese per i ‘suggerimenti’ ai due maggiori partiti italiani, colpisce che l’UDC si sia intascata in offerte esterne qualcosa come 2.200.000 euro nel 2008, di cui l’80% da un singolo lobbista (l’immobiliarista Caltagirone). Chi di voi pensa ancora che il Potere siano i politici a Roma, pensi alla libertà di Pierferdinando Casini nel legiferare in campo immobiliare, tanto per fare un esempio. Ma non solo: Antonio di Pietro incassa 50.000 euro dalla famiglia Lagostena Bassi, che controlla il mercato delle Tv locali ma che contemporaneamente serve Silvio Berlusconi e foraggia la Lega Nord. Un obolo a fondo perduto? Improbabile. Il Cavaliere poi, non ne parliamo neppure; è fatto noto che il criticatissimo ponte sullo stretto di Messina, con le ricadute che avrà su tutti gli italiani, non è certo figlio delle idee di Berlusconi, piuttosto di tal Marcellino Gavio, titolare del gruppo omonimo e primo in lizza per l’impresa, ma anche primo come finanziamenti al PDL con i 650.000 euro versati l’anno scorso.

I ‘suggeritori’ americani… che dire. Negli USA l’industria delle lobby economiche non è più neppure riconoscibile dal potere politico, veramente non si capisce dove finiscano le prime e dove inizi il secondo. Troppo da raccontare, una storia immensa, che posso però riassumere con alcuni sketch. Lobby del petrolio e amministrazione di George W. Bush, risultato: due guerre illegali e sanguinarie (Iraq e Afghanistan), montagne di morti (oltre 2 milioni), crimini di guerra, l’intera comunità internazionale in pericolo, il prezzo del petrolio alle stelle, di conseguenza il costo della nostra vita alle stelle, ma alle stelle anche i profitti dei petrolieri. Chi ha deciso? Risposta: i membri della sopraccitata lobby del petrolio, che sono Dick Cheney, James Baker III, l’ex della Enron Kenneth Lay, il presidente del Carlyle Group Frank Carlucci, Robert Zoellick, Thomas White, George Schultz, Jack Sheehan, Don Evans, Paul O’Neil; a servizio di Shell, Mobil, UnionCarbide, Huntsman, Amoco, Exxon, Alcoa, Conoco, Carlyle, Halliburton, Kellog Brown & Root, Bechtel, e Enron. George W. Bush è il politico più ‘oliato’ nella Storia americana, con, solo dalle casse dei giganti di petrolio e gas, un bottino di oltre 1 milione e settecentomila dollari.
Lobby finanziaria/assicurativa e Barak Obama: nel 2008 crollano le banche USA dopo aver truffato milioni di esseri umani e migliaia di altre banche internazionali, 7 milioni di famiglie americane perdono il lavoro, l’intera economia mondiale va a picco, Italia inclusa. Obama firma un’emorragia di denaro pubblico dopo l’altra per salvare il deretano dei banchieri truffatori e per rianimare l’economia (dai 5 mila miliardi di dollari agli 11 mila secondo le stime), senza che neppure uno di quei gaglioffi finisca in galera. Anzi: il suo governo ha chiamato a ripulire i disastri di questa crisi globale gli stessi personaggi che l’hanno creata. Invece di farli fallire e di impiegare il denaro pubblico per la gente in difficoltà, Obama e il suo ministro del Tesoro Timothy Geithner gli hanno offerto una montagna di denaro facile affinché comprino i debiti delle banche fallite. Funziona così: questi delinquenti hanno ricevuto da Washington l’85% del denaro necessario per comprare quei debiti, mentre loro ne metteranno solo il 15%. Se le cose gli andranno bene, se cioè ritorneranno a guadagnare, si intascheranno tutti i profitti; se invece andranno male, essi ci rimetteranno solo il 15%, perché l’85% lo ha messo il governo USA e non è da restituire (i fondi così regalati si chiamano non-recourse loans). E’ il solito “socialismo al limone: le perdite sono dei contribuenti e i profitti sono degli investitori privati”. Non solo: il presidente propone nell’estate del 2009 una regolamentazione del settore finanziario che il Washington Post ha deriso definendola “Priva di un’analisi delle cause della crisi… e senza alcun vero controllo sugli hedge funds, gli equity funds, e gli investitori strutturati”, cioè nessun vero limite agli speculatori che causarono la catastrofe. Domanda: quanto denaro ha preso Obama in campagna elettorale dalle lobby finanziarie? Risposta: 38 milioni di dollari. Allora, chi comanda? Il Presidente o le lobby del Potere?

Poi ci sono i 45 milioni di americani senza assistenza sanitaria. Obama propone una falsa riforma della Sanità per tutelare gli esclusi, ma che, nonostante le sciocchezze scritte dai media italiani, non ha nulla di pubblico ed è un ulteriore regalo ai giganti delle assicurazioni private americane. Domanda: quanto denaro ha preso Obama in campagna elettorale dalle lobby assicurative e sanitarie? Risposta: oltre 20 milioni di dollari. Allora, chi comanda? Il Presidente o le lobby del Potere?
Washington è invasa ogni santo giorno da qualcosa come 16.000 o 40.000 lobbisti a seconda che siano registrati o meno, la cui percezione del potere che esercitano è cristallina al punto da spingere uno di loro, Robert L. Livingston, a sbottare entusiasta “Ci sono affari senza limiti per noi là fuori!”, mentre dalle finestre del suo ufficio spiava le sedi del Congresso USA.

Ma l’ultimo sketch del potere dei ‘suggeritori’, sempre in ambito americano, è quello delle lobby ebraiche. Qui il dibattito è aperto, fra coloro che sostengono che sono quelle lobby a gestire interamente la politica statunitense nel teatro mediorientale, e coloro che lo negano. Personalmente credo più alla prima ipotesi, ma la sostanza non cambia: di fatto ci troviamo ancora una volta di fronte alla dimostrazione che neppure il governo più potente del mondo può sottrarsi ai condizionamenti del Potere vero. Ecco un paio di illustri esempi: nella primavera del 2002, proprio mentre l’esercito israeliano reinvadeva i Territori Occupati con i consueti massacri indiscriminati di civili, un gruppo di eminenti sostenitori americani d’Israele teneva una conferenza a Washington, dove a rappresentare l’amministrazione di George W. Bush fu invitato l’allora vice ministro della difesa Paul Wolfowitz, noto neoconservatore di estrema destra e aperto sostenitore della nazione ebraica. Lo scomparso Edward Said, professore di Inglese e di Letteratura Comparata alla Columbia University di New York e uno degli intellettuali americani più rispettati del ventesimo secolo, ha raccontato un particolare di quell’evento con le seguenti parole: “Wolfowitz fece quello che tutti gli altri avevano fatto – esaltò Israele e gli offrì il suo totale e incondizionato appoggio – ma inaspettatamente durante la sua relazione fece un fugace riferimento alla ‘sofferenza dei palestinesi’. A causa di quella frase fu fischiato così ferocemente e per così a lungo che non potè terminare il suo discorso, abbandonando il podio nella vergogna.” Stiamo parlando di uno dei politici più potenti del terzo millennio, di un uomo con un accesso diretto alla Casa Bianca e che molti accreditano come l’eminenza grigia dietro ogni atto dello stesso ex presidente degli Stati Uniti. Eppure gli bastò sgarrare di tre sole parole nel suo asservimento allo Stato d’Israele per essere umiliato in pubblico e senza timori da chi, evidentemente, conta più di lui nell’America di oggi. Le lobby ebraiche d’America hanno nomi noti: AIPAC (American Israel Public Affairs Committee), ZOA (Zionist Organization of America), AFSI (Americans for a Safe Israel), CPMAJO (Conference of Presidents of Major American Jewish Organisatios), INEP (Institute for Near East Policy), JDL (Jewish Defense League), B’nai Brith, ADL (Anti Defamation League), AJC (American Jewish Committee), Haddasah. Nei corridoi del Congresso americano possono creare seri grattacapi a Senatori e Deputati indistintamente. Un fronte compatto che secondo lo stesso Edward Said “può distruggere una carriera politica staccando un assegno”

Nel 1992 George Bush senior ebbe l’ardire (e la sconsideratezza) a pochi mesi da una sua possibile rielezione alla Casa Bianca di minacciare Tel Aviv con il blocco di dieci miliardi di dollari in aiuti se non avesse messo un freno agli insediamenti ebraici nei Territori Occupati. Passo falso: gli elettori ebrei americani, che già per tradizione sono propensi al voto Democratico, svanirono davanti ai suoi occhi in seguito alle sollecitazioni delle lobby, e nel conto finale dei voti Bush si trovò con un misero 12% dell’elettorato ebraico contro il 35% che aveva incassato nel 1988. Al contrario, la campagna elettorale del suo rivale Bill Clinton fu invece innaffiata dai lauti finanziamenti proprio di quelle organizzazioni di sostenitori d’Israele, che l’allora presidente aveva in tal modo alienato.
E in ultimo l’Europa, cioè l’Unione Europea. Che alla fine significa Brussell, cioè la Commissione Europea, che è il vero centro decisionale del continente, e che dopo la ratifica del Trattato di Lisbona è divenuta il super governo non eletto di tutti noi, con poteri immensi. A Brussell brulicano dai 15.000 ai 20.000 lobbisti, che spendono un miliardo di euro all’anno per ‘suggerire’ le politiche e le leggi a chi le deve formulare. E come sempre, eccovi i nomi dei maggiori gruppi: Trans Atlantic Buisness Dialogue (TABD) – European Services Leaders Group (ESLG) – International Chamber of Commerce (ICC) – Investment Network (IN) – European Roundtable of Industrialists (ERT) – Liberalization of Trade in Servicies (LOTIS), European Banking Federation, International Capital Market Association e altri. Il loro strapotere può essere reso dicendovi che per esempio l’Investment Network si riuniva direttamente dentro il palazzo della Commissione Europea a Bruxelles, o che il TABD compilava liste di suoi desideri che consegnava alla Commissione da cui poi pretendeva un resoconto scritto sull’obbedienza a quegli ordini. Le aziende rappresentate sono migliaia, fra cui cito una serie di nomi noti: Fiat e Pirelli, Barilla, Canon e Kodak, Johnson & Johnson, Motorola, Ericsson e Nokia, Time Warner, Rank Xerox e Microsoft, Boeing (che fa anche armi), Dow Chemicals, Danone, Candy, Shell, Microsoft, Hewlett Packard, IBM, Carlsberg, Glaxo, Bayer, Hoffman La Roche, Pfizer, Merck, e poi banche, assicurazioni, investitori…
Mi fermo. Il rischio nel continuare è che si perda di vista il punto capitale, ovvero l’assedio che i lobbisti pongono alla politica. Esso, oltre a dimostrare ancora una volta che il potere reale sta nei primi e non nella seconda, è un vero e proprio attentato alla democrazia. Poiché ha ormai snaturato del tutto il principio costituzionale di ogni nazione civile, secondo cui i rappresentanti eletti devono fare gli interessi delle maggioranze dei cittadini e tutelare le minoranze, non essere gli stuoini delle elite e dei loro ‘suggeritori’.

Quarto organo: Think Tanks.

Letteralmente “serbatoi di pensiero” nella traduzione in italiano, le Think Tanks sono esattamente ciò, ovvero fondazioni dove alcuni fra i migliori cervelli si trovano per partorire idee. Il loro potere sta nell’assunto che apre questa mia trattazione, e cioè che sono le idee a dominare sia la Storia che la politica, e di conseguenza la nostra vita, in particolare l’idea economica. Lewis Powell lo comprese assai bene nel 1971, quando diede il via alla riscossa delle elite e alla fine della democrazia partecipativa dei cittadini (si legga ‘Ecco come morimmo’, paolobarnard.info). Infatti egli scrisse: “C’è una guerra ideologica contro il sistema delle imprese e i valori della società occidentale”. La parola ‘ideologica’ è la chiave di lettura qui, volendo dire che se le destre economiche ambivano a riconquistare il mondo, se ambivano a sottomettere la politica, cioè a divenire il vero Potere, si dovevano armare di idee in grado di scalzare ogni altro sistema di vita. Ecco che dalle sue parole nacquero le prime Think Tanks, come la Heritage Foundation, il Manhattan Institute, il Cato Institute, o Accuracy in Academe. La loro strategia era semplice: raccogliere denaro da donatori facoltosi, raccattare nelle università i cervelli più brillanti, pomparli di sapere a senso unico, di attestati prestigiosi, e immetterli nel sistema di comando della società infiltrandolo tutto. Per darvi un’idea di che razza di impatto queste Think Tanks sono riuscite ad avere, cito alcuni fatti. Nel solo campo del Libero Mercato, cioè dell’idea economica del vero Potere, ve ne sono oggi 336, piazzate oltre che nei Paesi ricchi anche in nazioni strategiche come l’Argentina e il Brasile, l’Est Europa, l’Africa, l’India, la Cina, le ex repubbliche sovietiche dell’Asia, oltre che in Italia (Adam Smith Soc., CMSS, ICER, Ist. Bruno Leoni, Acton Ist.). Alcune hanno nomi sfacciati, come la Minimal Government, la The Boss, o la Philanthropy Roundtable; una delle più note e aggressive è l’Adam Smith Institute di Londra, che ostenta un’arroganza di potere tale da vantare come proprio motto questo: “Solo ieri le nostre idee erano considerate sulla soglia della follia. Oggi stanno sulle soglie dei Parlamenti”. Di nuovo, il fatto è sempre lo stesso: la politica è la marionetta, o, al meglio, è il braccio esecutivo del vero Potere. Infatti, l’osservatore attento avrà notato che assai spesso i nostri ministri economici, i nostri banchieri centrali, ma anche presidenti del consiglio (Draghi e Prodi su tutti) si trovano a cene o convegni presso queste fondazioni/Think Tanks, di cui in qualche raro caso i Tg locali danno notizia. In apparenza cerimonie paludate e noiose, in realtà ciò che vi accade è che ministri, banchieri e premier vi si recano per dar conto di ciò che hanno fatto per compiacere all’idea economica del vero Potere. Nel 1982, l’Adam Smith pubblicò il notorio Omega Project, uno studio che ebbe ripercussioni enormi sulla gestione delle nostre vite di lavoratori ordinari, e dove si leggeva che i suoi scopi erano di “fornire un percorso completo per ogni governo basato sui principi di Libero Mercato, minime tasse, minime regolamentazioni per il business e governi più marginali (sic)”. In altre parole tutto ciò che ha già divorato la vita pubblica in Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti e che sta oggi “sulla soglia del Parlamento” in Italia.

Quinto organo: l’Europa dei burocrati non eletti.

Non mi ripeto, poiché questo capitolo è già esaustivamente descritto qui http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=139. Ma ribadisco il punto centrale: dopo la ratifica del “colpo di Stato in Europa” che prende il nome di Trattato di Lisbona, 500 milioni di europei saranno a breve governati da elite di burocrati non eletti secondo principi economici, politici e sociali interamente schierati dalla parte del vero Potere di cui si sta trattando qui, e che nessuno di noi ha potuto scegliere né discutere. Il governo italiano ha ratificato questo obbrobrio giuridico senza fiatare, obbedendo come sempre.

Sesto Organo: il Tribunale degli Investitori e degli Speculatori Internazionali.

Era il 16 Settembre del 1992, un mercoledì. Quel giorno un singolo individuo decise di spezzare la schiena alla Gran Bretagna. Si badi bene, non al Burkina Faso, alla Gran Bretagna. E lo fece. George Soros, un investitore e speculatore internazionale, vendette di colpo qualcosa come 10 miliardi di sterline, causando il collasso del valore della moneta inglese che fu così espulsa dal Sistema Monetario Europeo. Soros si intascò oltre 1 miliardo di dollari, ma milioni di inglesi piansero lacrime amare e il governo di Londra ne fu umiliato.
Era l’agosto del 1998, e nel caldo torrido di New York un singolo individuo contemplò il crollo dei mercati mondiali per causa sua. John Meriwether, un investitore e speculatore internazionale, aveva giocato sporco per anni e irretito praticamente tutte le maggiori banche del mondo con 4,6 miliardi di dollari ad alto rischio. La sua compagnia, Long-Term Capital Management, era nota a Wall Street perché i suoi manager si fregiavano del titolo di ‘I padroni dell’universo’, cioè pochi individui ubriachi del proprio potere. Meriwether perse tutto, e i mercati del mondo, che alla fine sono i nostri posti di lavoro, tremarono. La Federal Reserve di New York dovette intervenire in emergenza col solito salvataggio a spese dei contribuenti.

Era l’anno scorso, e in un ufficio londinese dell’assicurazione americana AIG, un singolo individuo, di nuovo un investitore e speculatore internazionale di nome Joseph Cassano, dovette prender su la cornetta del telefono e dire alla Casa Bianca “… ho mandato al diavolo la vostra economia, sorry”. E lo aveva veramente fatto. Questa volta la truffa dei suoi investimenti era di 500 miliardi di dollari, le solite banche internazionali (italiane incluse) vi erano dentro fino al collo con cifre da migliaia di miliardi di dollari a rischio. Panico mondiale, fine del credito al mondo del lavoro di quasi tutto il pianeta e, sul piatto di noi cittadini, ecco servita la crisi economica più pericolosa dal 1929 a oggi. Ovvero le solite lacrime amare, veramente amare, per le famiglie di Toronto come per quelle di Perugia, per quelle di Cincinnati come per quelle di Lione, a Vercelli come a Madrid ecc. Per non parlare degli ultimi della Terra…

Tre storie terribilmente vere, che descrivono chiaro, anzi, chiarissimo, cosa si intende per il ‘Tribunale degli Investitori e degli Speculatori Internazionali’,  e quale sia il loro sterminato potere nel mondo di oggi. Altro che Tremonti o Confindustria. Nel mondo odierno esiste una comunità di singoli individui privati capaci di movimentare quantità di ricchezze talmente colossali da scardinare in poche ore l’economia di un Paese ricco, o le economie di centinaia di milioni di lavoratori che per esse hanno faticato un’intera vita, cioè famiglie sul lastrico, aziende che chiudono. Le loro decisioni sono come sentenze planetarie. Inappellabili. Si pensi, se è possibile pensare un’enormità simile, che costoro stanno facendo oscillare sul Pianeta qualcosa come 525 mila miliardi di dollari in soli prodotti finanziari ‘derivati’, cioè denaro ad altissimo rischio di bancarotta improvvisa. 525 mila miliardi… Vi offro un termine di paragone per capire: il Prodotto Interno Lordo degli USA è di 14 mila miliardi di dollari. Rende l’idea? L’Italia dipende come qualsiasi altra nazione dagli investitori esteri, per cifre che si aggirano sui 40 miliardi di euro all’anno, cioè più di due finanziarie dello Stato messe assieme. Immaginate se una cifra simile dovesse sparire dalla nostra economia oggi. Nel 2008 è quasi successo, infatti ne sono scomparsi di colpo più della metà (57%) col risultato in termini di perdita di posti di lavoro, precarizzazione, e relativo effetto domino sull’economia di cui ci parla la cronaca. Ripeto: qualcuno che non sta a palazzo Chigi, decide che all’Italia va sottratto il valore di oltre un’intera finanziaria. Così, da un anno all’altro, una cifra pari a tutto quello che lo Stato riesce a spendere per i cittadini gli viene sottratta dal ‘Tribunale degli Investitori e degli Speculatori Internazionali’, a capriccio. Questa tirannia del vero Potere prende il nome tecnico di Capital Flight (letteralmente capitali che prendono il volo), ed è interessante constatare il candore con cui il ‘Tribunale’ descrive la pratica: basta leggere Investors.com là dove dice che “Capital Flight è lo spostamento di denaro in cerca di maggiori profitti… cioè flussi enormi di capitali in uscita da un Paese… spesso così enormi da incidere su tutto il sistema finanziario di una nazione”. Peccato che di mezzo ci siano i soliti ingombranti esseri umani a milioni. Oltre al caso italiano, si pensi alla Francia, altro Stato ricco e potente, ma non a sufficienza per sfuggire alle sentenze del ‘Tribunale’, che ha punito l’Eliseo con una fuga di capitali pari a 125 miliardi di dollari per aver legiferato una singola tassa sgradita al business.

Conclusione.

Gli organi esecutivi del vero Potere non si limitano a questi sei, vi si potrebbe aggiungere il World Economic Forum, il Codex Alimentarius, l’FMI, il sistema delle Banche Centrali, le multinazionali del farmaco. Ma quelli menzionati sono gli essenziali da conoscere, i primari. Un’ultima brevissima nota va dedicata alle mafie regionali, che sono spesso erroneamente annoverate fra i poteri forti (e non posso purtroppo entrare qui nel perché siano un così caratteristico fenomeno italiano). La lotta ad esse è sacrosanta, ma il potere che gli verrebbe sottratto da una eventuale vittoria della società civile è prima nulla a confronto di quanto illustrato sopra, e in secondo luogo è comunque un potere concessogli da altri. Traffico di droga, prostituzione, traffico d’armi, e riciclaggio di rifiuti tossici sono servizi che le mafie praticano per conto di committenti sempre riconducibili al vero Potere, o perché da esso condizionati oppure perché suoi ingranaggi importanti. Serva qui quanto mostrato nel 1994 dal programma d’inchiesta ‘Panorama’ della BBC, dove un insider della criminalità organizzata britannica si rese disponibile a condurre il reporter nel cuore della “mafia più potente del mondo”, a Londra. L’auto su cui viaggiavano con telecamera nascosta si fermò a destinazione… nel centro della City finanziaria della capitale. Indicando dal finestrino i grattacieli dei giganti del business internazionale, il pentito disse: “Eccoli, stanno tutti lì”. (si pensi che il giro d’affari mondiale delle Cosche è stimato sugli 80 miliardi di dollari, che sono un terzo del giro d’affari di una singola multinazionale del farmaco come la Pfizer)
Se queste mie righe sono state efficaci, a questo punto i lettori dovrebbero volgere lo sguardo a quegli ometti in doppiopetto blu che ballonzolano le sera nei nostri Tg con il prefisso On., o il suffisso PDL, PD, UDC, e dovrebbero averne, non dico pietà, ma almeno vederli per quello che sono: le marionette di un altro Potere. Ma soprattutto, i lettori dovrebbero finalmente poter connettere i punti del puzzle, e aver capito da dove vengono in realtà i problemi capitali della nostra vita di cittadini, o addirittura i drammi quotidiani che tante famiglie di lavoratori patiscono, cioè chi li decise, chi li decide oggi e come si chiamano costoro. Da qui una semplice considerazione: se vi sta a cuore la democrazia, la giustizia sociale, e la vostra economia quotidiana di lavoro e di servizi essenziali alla persona, allora dovete colpire chi veramente opera per sottrarceli, cioè il vero Potere. Ci si organizzi per svelarlo al grande pubblico e per finalmente bloccarlo. Ora lo conoscete, e soprattutto ora sapete che razza di macchina micidiale, immensa e possente esso è. Risulta ovvio da ciò che gli attuali metodi di lotta dei Movimenti sono pietosamente inadeguati, infantili chimere, fuochi di paglia, che mai un singolo attimo hanno impensierito quel vero Potere. Di conseguenza lancio un appello ancora una volta:

VA COMPRESO CHE PER ARGINARE UN TITANO DI QUELLA POSTA L’UNICA SPERANZA E’ OPPORGLI UN’ORGANIZZAZIONE DI ATTIVISTI E DI COMUNICATORI ECCEZIONALMENTE COMPATTA, FINANZIATA, FERRATA, DISCIPLINATA, SU TUTTO IL TERRITORIO, AL LAVORO SEMPRE, IMPLACABILE, NEI LUOGHI DELLA GENTE COMUNE, PER ANNI. (http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=153)

Altra speranza non c’è, sempre che ancora esista una speranza.

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=154
6.11.2009

 
Le fonti principali di questo articolo:

Trilateralism, Holly Skalar, South End Press, 1980.
Who pulls the strings? John Ronson, The Guardian, 10 marzo 2001
Inside the secretive Bilderberg Group, BBC News, 29 settembre 2005,
Shadowy Bilderberg group meet in Greece — and here’s their address, Timesonline, 14 maggio 2009
The Council on Foreign Relations and the Center for Preventive Action, Michael Baker, 6 marzo 2008, Znet
WTO, materiale tratto da: l’inchiesta I Globalizzatori, Report RAI 3, 09/06/2000, di Paolo Barnard, www.report.rai.it – Public Citizen: Trade Watch, USA – The Transnational Institute, Amsterdam, Olanda – The World Trade Organization: The Marrakech Treaty – Corporate Europe Observatory, Amsterdam, Olanda – The Economic Policy Institute, Washington DC, USA – Friends of the Earth, Bruxelles, Belgio – Corporate Watch, USA – Oxfam UK – Global Policy Forum Europe, Bonn, Germania – Institute for Policy Studies USA– et al., e da studi di autori fra cui: Joseph Stiglitz, Jeff Faux, Noam Chomsky, Greg Palast, Susan George, Richard W. Behan, Alexandra Wandel, Peter Rosset, Dean Baker, Barry Coates et al.
Master in Public Affairs, Lobbying e Relazioni Istituzionali, presso l’università LUMSA di Roma, testi del prof. Franco Spicciariello.
 
Gianni Del Vecchio e Stefano Pitrelli, Il Tesoro della Casta,  L’Espresso 16/03/09
 
Roberto Mania, Il Potere Opaco che Governa l’Italia, La Repubblica 02/03/09
 
Paolo Barnard, ‘Primarie, Partito Democratico, legge sul conflitto d’interessi’, Golem del Sole 24 Ore, 2007
Big Oil Protects its Interests, The Center for Public Integrity, July 15, 2004
JOHN M. BRODER, Oil and Gas Aid Bush Bid For President, New Yor Times, June 23, 2000
Jeffrey H. Birnbaum, The Road to Riches Is Called K Street, Washington Post, June 22, 2005
Federal Election Commission data released electronically on Monday, October 27, 2008.
http://www.zmag.org/znet/viewArticle/19603
ROBERT KUTTNER & MICHAEL HUDSON, Democracy Now 13 Feb 2009
Paolo Barnard, ‘Perché ci Odiano’, Rizzoli BUR, 2006.
Paolo Barnard, ‘Per Un Mondo Migliore’, www.paolobarnard.info , 2004
Corporate Europe Observatory, Financial Lobbies – A Guided Tour of the Brussels EU Quarter, 23 September 2009
Paolo Barnard, ‘Ecco come morimmo’, www.paolobarnard.info , 2009
Free Market Think Tank Links, Atlas Economic Research Foundation ~ 1201 L St. NW Washington, DC
Financial services industry lobby groups listed on EC lobbying register, 9 March 2009, Corporate Europe Observatory
The Adam Smith Institute, The Omega Project, by Norman Chapman et al. from research conducted for the Adam Smith Institute.
I Globalizzatori, di Paolo Barnard, Report RAI 3, 09/06/2000
Paolo Barnard, ‘Lo spaventapasseri e la vera catastrofe’, www.paolobarnard.info , 2009
Crollano gli investimenti esteri, In Italia -57 per cento – Sole 24 Ore, 17 settembre 2009
World Investment Prospects Survey, UNCTAD, 2009-2011
The Washington Post, New Money Flee France and its Wealth Tax, July 16, 2006
 
 
 

 

Pubblicato da Davide

  • AlbaKan

    [2.bp.blogspot.com]
    La Commissione Trilaterale ha una grande responsabilità sullo stato attuale del mondo. Si è costituita nel 1973 come un centro mondiale di presunti pensatori che hanno progettato il giro multinazionale del capitalismo verso il cosiddetto neoliberismo, che è stato solo una radicalizzazione della destra neo-conservatrice, della concezione keynesiana più classica dell’economia, del ruolo dello Stato, l’intensificazione dello sfruttamento mondiale del lavoro e dell’egemonia militare mondiale dei paesi più ricchi del pianeta e delle loro corporazioni transnazionali.

    Lo scopo originale della Commissione Trilaterale è stato la creazione di un “Nuovo Ordine Economico Internazionale” (cioè, la conosciuta globalizzazione). La sua dichiarazione attuale fortifica l’incentivo di una “collaborazione più stretta tra queste aree industrializzate democratiche dominanti del mondo con responsabilità condivise nella direzione di un sistema internazionale più ampio”.

    “La Nazione-Stato come unità fondamentale della vita dell’uomo organizzata ha cessato di essere la principale forza creativa: Le banche internazionali e le corporazioni transnazionali sono ‘ora’ attori e pianificatori nei termini in cui un tempo erano attribuiti i concetti politici di stato-nazione” (Zbigniew Brzezinski)
    Cioè, ha inviato alla alla sala giochi in disuso i concetti basici di stato-nazione, sovranità delle nazioni e ruolo dello Stato nella società, per promuovere un mondo governato dalle banche e dalle corporazioni transnazionali.

    La principale leadership dei grandi mass media d’informazione sono saturi di membri della Commissione Trilaterale, che sopprimono selettivamente le notizie che devono essere coperte.
    Questo è quello che succede! [www.vocidallastrada.com]

  • marco76

    Grande pezzo
    Grazie ancora Paolo…
    Adesso tocca a noi però, diamocela una svegliata…

  • Sokratico

    ooohhh…..Barnad ha scoperto il Bilderberg, la Trilaterale e, attenzione attenzione, le banche! che grande giornalista d’inchiesta che è quest’uomo! Sarà mica che legge Wikipedia? no perchè le cose che dice si trovano anche lì…..

  • A_M_Z

    Articolo interessante come al solito;

    Aggiungo due cose per stimolare:
    -Primo;
    sono 150 anni che i Comunisti , quelli veri, quelli Marxisti-Leninisti, quelli che non sono in parlamento perchè vogliono distruggerlo sostengono questo(sintetizzo): dopo la rivoluzione francese la borghesia che fu classe rivoluzionaria e portatrice di valori di progresso sociale si è sostituita all’ancient régime; quindi antiprogressista, detentrice del potere politico ecc. ecc.. lo scontro di concetti genera una reazione del proletariato; con la lotta di classe si cercherà di ottenere condizioni migliori di lavoro e di vita (e puntando in alto il soverchiamento dello status quo).
    Sono le stesse identiche cose che ha scritto Barnard solo epsresse con altre parole.

    -Secondo;
    “Ma ribadisco il punto centrale: dopo la ratifica del “colpo di Stato in Europa” che prende il nome di Trattato di Lisbona, 500 milioni di europei saranno a breve governati da elite di burocrati non eletti secondo principi economici, politici e sociali interamente schierati dalla parte del vero Potere di cui si sta trattando qui, e che nessuno di noi ha potuto scegliere né discutere. Il governo italiano ha ratificato questo obbrobrio giuridico senza fiatare, obbedendo come sempre”

    Sull’UE mi rimangono dei dubbi:
    -l’Italia ha ratificato il trattato perchè è sempre stata una dei primi Stati a lavorare alla formazione di Europa Federale quindi non ci vedo nulla di strano o cospiratorio anzi mi sarei stupito del contrario, Napolitano era Europeista ancora quando era nel Pci e già ai tempi del partito d’azione di Mazzini se ne parlava.
    L’esigenza in seguito alla II GM di creare un mercato libero tra le potenze europee che avrebbero potuto, di nuovo, scatenare una guerra e l’avvicinamento politico è stata una cosa pregevole voluta dai molti.
    Che le Borghesie abbiano “allungato l’occhio” sulla detenzione di un organo di controllo era palese, anzi! Ma che dico? Lo stesso organo di controllo che si chiama Stato Italiano è l’espressione della Borghesia Italiana e se faccio 2+2=Borghesie Europee si creano l’Istituzione specchio di se stesse.
    Quindi niente di nuovo in tutto ciò.

    Sempre citando i comunisti:” Le mutazioni nei rapporti di produzione e distribuzione necessitano di un cambiamento istituzionale ”

    Cosi è stato con la Rivoluzione Francese, cosi quando si costituì lo Stato Italiano e cosi, nel ’57, quando si ratificò il trattato di Roma.

    Per chi si preoccupa di un fascistsocialismo alla Orwell posso rassicurare, nel senso che ipotizzo, che è negli scenari distopici che la gente inizia ad ammazzare i propri re; ora i diritti dei cittadini europei sono difesi da una Corte di Giustizia quindi halleluja! i soprusi ci saranno ma non ce ne accorgeremo direttamente come non ci siamo accorti di essere stati sfruttati, controllati, condotti e istruiti dal potere già dal momento in cui siamo nati.

    La borghesia offre sempre il compromesso alla libertà/schiavitù del capitalismo perché conosce benissimo la fine che rischia di fare.

  • Nellibus1985

    Analisi che segue una logica, ahimè, inesorabile. Mi chiedo cosa porti questi individui a operare serenamente scelte che comportano drammatiche ripercussioni sulla vita di miliardi di esseri umani. Credo che l’avidità sia un movente assai relativo. Mettere in piedi un sistema basato sull’accaparramento forzato di un numero sempre crescente di risorse è certamente un atteggiamento figlio dell’avidità. Non capisco però, antropologicamente, cosa possa spingere un uomo a oltrepassare ogni limite di decenza. Per quali ragioni poi? Gente come George Soros o Rupert Murdoch dispone di una quantità tale di denaro sufficiente per acquistare i due terzi del mondo. Che senso ha continuare a perseguire il profitto ad ogni costo? Dietro cinismo apparentemente ultrarazionale affibbiato ostentato da costoro si cela, a mio avviso, una patologia devastante. E i tragici effetti di tali deliri di onnipotenza ricadono, come sempre, sulle noste teste. Saluti.

  • Apprendista

    Buongiorno, caro Paolo è da molto che ti seguo , qualche volta ammirato , (la storia del conflitto palestinese sionista su you tube) qualche volta incazzato ( quando scrivi contro Grillo o Travaglio) oggi hai superato te stesso , ora visto che tu ci regali la tua conoscenza , vorrei ricambiare , una persona generosa come te lo merita. Questo e il mio dono per te e per tutti i partecipanti al forum: NON VI INCAZZATE PIÙ DI TANTO , c’è un potere molto più grande di questi piccoli buffoncelli ,IL VERO SISTEMA , il più forte , quello che a cui nessuno si può sottrarre è il SISTEMA NATURALE , LE LEGGI DELLA NATURA , , DELLA VITA, nessuno di questi piccoli omuncoli potrà sfuggire alla morte alle malattie alle sofferenze ,, invecchieranno come tutti gli altri, moriranno come tutti gli altri, soffriranno come tutti gli altri, se non di più, certo bisogna combatterli , è il nostro dovere, ed ognuno nel suo piccolo dovrebbe farlo , perché il VERO BENESSERE proviene DAL FARE IL PROPRIO DOVERE , prima quello parentale e poi quello sociale . Spero di avervi messo un po l’anima in pace , un saluto affettuoso. Carmelo Capone: L’Apprendista

  • stefanodandrea

    I titolari del potere sono quelli indicati da Barnard.
    Il potere che esercitano, come tutti i poteri, si esercitano su qualcuno: su di noi.
    Del potere che deriva dagli Stati UIniti ci si può liberare prendendo atto che ogni popolo deve svolgere la sua lotta e che l’indipendenza degli apparati di governo italiani (quelli attuali e quelli che intendiamo progettare e realizzare, con una lunga marcia, che giustamente Barnard dice che durerà “per anni”) dai centri poteri statunitensi è una priorità che vale sacrifici economici e finanche di vite umane. E’ in gioco la nostra dignità e la possibilità di progettare il nostro futuro

    Il medesimo discorso vale per la liberazione dal potere europeo

    La concordia con altri che in altre terre svolgeranno le loro lotte non toglie che noi qui ed ora dobbiamo svolgere la nostra, che è la nostra e non la loro. I loghi, il capitale finanziario, le grandi catene di hotel a cinque stelle ecc., sono spaziali, non conoscono territorio e cercano di distruggere gli stati nazione: le organizzazioni territoriali, anche frammentandoli in porzioni di territorio talmente piccole da non avere alcuna rilevanza strategica, bensì al più ujna rilevanza economica all’interno del sistema mondiale. Noi semplici uomini viviamo sulla terra, siamo cittadini di uno stato. A malapena riusciamo a pensare di poter tornare, un giorno, a contare qualche cosa nel sistema statale; figuriamoci se il nostro campo di battaglia può essere lo spazio mondiale. Avremmo già perso in partenza.

    L’obiettivo deve essere, non può che essere, la presa del potere – non la liberazione dal potere: quest’ultima è la resistenza individuale, che portiamo avanti ogni giorno, con esiti alterni e diversi da soggetto a soggetto, perché alcuni sono forti o comunque ppiù forti e altri sono deboli o comunque più deboli -.

    Serve perciò una organizzazione. La rivoluzione è sempre organizzazione e ordinamento (già prima di prendere il potere). A maggior ragione l’organizzazione serve quando si vuole prendere il potere democraticamente.

    Serve anche pazienza; molta pazienza. E’ necessario sentirsi parte di un popolo e di un progetto, che potrà realizzarsi anche dopo la nostra morte. Soltanto in questa prospettiva – una organizzazione di decine di migliaia di militanti, che hanno un progetto per la storia futura delle generazioni che devono vivere su questa terra, e che perciò sono pazienti – è ancora pensabile la speranza di una vittoria.
    Una proposta di programma, che è solo una proposta, ovviamente, si trova in questo link: http://www.appelloalpopolo.it/?p=22

  • marco08

    Bravo Paolo ancora una volta un grande pezzo il quale dimostra che se tu ci stimoli senza denigrare il mondo intero sei efficacissimo.Il tuo monito a cambiare il target è comprensibilissimo, pero, non capisco quale sia la tua soluzione se pensi che unirsi in gruppo di ascolto e propagazione sia la soluzione non mi sembra tanto diverso da fare politica.Comunque finalmente sostieni che occuparsi di malapolitica e questioni giudiziare è plausibile anche se non serve a nulla ( a tuo dire).Io credo comunque che dei punti di riferimento siano sempre necessari, senza di essi è impossibile convogliare qualunque sforzo. Le questioni che tu sollevi sono talmente grandi da essere di difficile comprensione per il popolo che necessariamente ha bisogno di sostegno.Qui ci spieghi benissimo come sia difficile sfuggire all’ influenza dei “suggeritori” da parte di qualunque forza politica e istituzionale ma visto che siamo fatti tutti di carne non credi che anche all’ interno del sistema ci possa essere qualcuno che ( tra politici e giornalisti) abbia voglia di contrastarli.Ringraziandoti ancora per le informazioni ti invito a continuare su questa linea di “democrazia dell ‘informazione” ovvero istruendo e stimolando senza offendere chi come tu stesso dici può aver acquisito un atteggiamento conseguente ad una opera di imprinting svolto dalle grandi lobby da decenni.Vorrei fare anche un invito a tutti quelli che seguono il blog, ad inviare questo pezzo alle redazioni delle varie trasmissioni di approfondimento e simili ciao.

  • stefanodandrea

    Cara Alba, se è vero quello che scrivi – ed è vero – crediamo ancora che i “proletari” o “i poveri” (come li chiami tu) o “gli attivisti” debbano distruggere lo Stato Nazione, strumento della borghesia? Come è possibile che l’obiettivo dei contestatori del sistema sia il medesimo obiettivo della Trilaterale? Se non riflettiamo su questo interrogativo e non lo risolviamo anche prendendo una decisione che contrasta con la nostra tradizione e cultura (con le nostre pregresse vedute), siamo in un vicolo cieco.

  • ranxerox

    Pasolini docet, giusto 34 anni or sono. Occhio alla ghirba(scherzo, era lui quello che faceva paura).

  • AlbaKan

    Io nonn credo che bisogna distruggere lo “Stato_Nazione”….anzi ho sempre detto il contrario. Io credo nella sovranità della Nazione, quello che in realtà ha fatto la Trilaterale è togliere potere allo stato (il popolo) e darlo alle banche…quale “stato” è ancora padrone di emettere moneta?….il primo passo dverso la sovranità è proprio quello. Ovvio che io come “stato” intendo il significato classico….cioè “il popolo”…ma sappiamo che non è + così da tempo…

  • Aldebaran

    Bell’articolo Paolo, mi pare che da qualche settimana stai tornando a fare analisi lucide. Ci sono parecchi spunti dai quali partire per realizzare un progetto di lotta a questo modello finanziario-economico mondiale che sta lentamente (ma neanche tanto lentamente) distruggendo l’umanità, anche se in effetti lottare e soprattutto vincere contro questa piovra che ha miliardi di tentacoli è ormai un’impresa quasi disperata.

  • Aldebaran

    A proposito, buona idea quella di Marco08 di far girare il più possibile questo pezzo nelle cosiddette “fonti di informazione” che abbiamo oggi, di qualunque tipo esse siano.

  • redme

    ok…..definizione univoca di popolo,…please…

  • ADANOS

    Bell’articolo, non discuto, abbiamo ‘delitti’, ‘ideatori’ ed ‘esecutori’ manca solo il ‘movente’.
    A chi giova il ‘potere assoluto’ ?
    E’ ora che Barnard faccia il passo successivo tirando in ballo i Club massonico-esoterico-satanici ai quali fanno parte più o meno le stesse persone da lui citate , mi riferisco per esempio al Bohemian Club.
    Ed il Vaticano in tutto il sistema come si colloca?
    Eh Barnard?

  • vic

    Dai, non infierire!

    Barnard e’ bravo quando fa’ questo tipo di lavoro che chiamerei di storia moderna giornalistica.
    Predigerisce le informazioni per noi e ce le presenta in modo abbastanza succinto e comprensibile, tenedo conto della complessita’ intrinseca dell’argomento. Poi si puo’ non concordare sull’analisi o su altro, ma e’ normale.
    Forse che il giornalismo italiano o in generale del mondo vive esclusivamente di scoop?

    Solo a far ordine nei documenti riguardanti il dopoguerra, che stanno uscendo lentamente dagli archivi mondiali, ci vorra’ almeno una generazione. Qua e la’ ce ne sono delle belle. Il difetto sta nel manico, purtroppo, e nessuno puo’ farci niente: si cerca di analizzare il passato recente, sperando che insegni per il futuro. Analizzare il presente con metodi storici e’ impossibile, non si dispone di sufficiente documentazione ufficiale. Si possono fare solo illazioni e ragionamenti su di esse.

    Semmai trovo strano che uno col mestiere di Barnard debba fare praticamente tutto da solo, mentre ci cucchiamo giornalate di banalita’, comprese le nuove testate solo online che proprio non possono fare a meno di riempire meta’ spazio di veline, culi e tette. Purtroppo e’ questa la cultura giornalistica dominante.

    Concludo con un’implorazione a PB: per favore non occuparti di puttane ma di storia contemporanea. Le/i puttane/i si trovano ovunque senza troppi sforzi, la storia riassunta ed impaginata, un po’ meno facilmente.

    Salutino

  • redme

    …augh…..:-)

  • vic

    Ma quale borghesia!

    Il mondo si avvia ad essere diretto da un manipolo di multinazionali planetarie e si sta qui ancora a discettare di borghesia. Sveglia figliolo/a!

    Fra un po’ avremo una multinazionale che produce i computer, una il latte, una i farmaci, un’altra fara’ da banca, e cosi’ via.
    Nessuno avra’ la piu’ pallida idea di come funziona un motore elettrico, di come si fabbrica una finestra o una porta, del perche’ un disco trasparente contenga musica, nessuno sapra’ mungere una mucca, tantomeno una capra.
    Se almeno ce la facesse a sopravvivere la cosiddetta borghesia, almeno qualcosa riuscirebbe a conservare, un minimo di cultura, un vigneto, chesso’.

    E’ in corso un cambiamento planetario, stanno agendo forze che sono ben superiori alla forza di un piccolo imprenditore. Sono addirittura in grado di dirigere un governo come quello USA nella direzione voluta. E gli Americani sono di gran lunga piu’ pragmatici di quei cialtroni di politici Italiani, comici compresi, gia’ perche’ oggi la politica la fanno i comici.

    E si viene a parlare di borghesia! Per favore!
    Bertinotti e D’Alema conducono una vita da borghesi, quello si’.

  • redme

    “VA COMPRESO CHE PER ARGINARE UN TITANO DI QUELLA POSTA L’UNICA SPERANZA E’ OPPORGLI UN’ORGANIZZAZIONE DI ATTIVISTI E DI COMUNICATORI ECCEZIONALMENTE COMPATTA, FINANZIATA, FERRATA, DISCIPLINATA, SU TUTTO IL TERRITORIO, AL LAVORO SEMPRE, IMPLACABILE, NEI LUOGHI DELLA GENTE COMUNE, PER ANNI. “………..una specie di organizzazione leninista…ma per fare cosa?..dov’è il progetto alternativo ?….la questione è tutta quà…

  • bardo

    Ciao Paolo sono Bardo. Se anche questi qua fossero il vero potere (e non lo sono), rimane il fatto che il potere non va giustamente indicato, ma va studiato. Proprio come hai detto tu.

    Per il resto sono d’accordo, con i proclami di lotta. Solo che non c’è organizzazione umana, per qualunque scopo nasca, che non finisce per fare il gioco di ciò che combatte.

    Il popolo dell’Agnello non è organizzato, infatti. E sarà il popolo dell’Agnello a sconfiggere il Male.

  • 1sasso

    Le FONDAZIONI sono il sinonimo italiano di LOBBY e rappresentano l’evoluzione dei vecchi PARTITI italiani-Un sistema di potere,basato sul modello organizzativo di loggia massonica,anche grazie al sistema di finanziamento, che per definizione esclude le masse e accentra il potere decisionale ai soli iscritti,che si organizzano in rappresentanza di interessi economici,politici etnici o culturali e in alcuni casi,quasi l’unico,come la LOBBY EBRAICA nella difesa dell’insieme di tutti questi interessi .La lobby ebraica nella sua quasi unicità, evidenzia il problema di come questo sistema politico possa evolversi e che si stà silenziosamente instaurando in italia, in quanto i suoi interessi,diversamente dal resto delle lobby che agiscono nei limiti degli interessi dello stato in cui risiedono,travalicano i confini nazionali, coinvolgendo uomini politici di stati esteri e manifestandosi come una entità politica trans-nazionale,cioè uno stato,in grado di influire politicamnete in maniera coordianata in ogni stato al fine di raggiungere gli obbiettivi prefissati che rimangono comunque ignoti alla opinione pubblica.
    Il tema e soprattutto il problema delle lobby,o politically correct definite fondazioni ,presto diverrà fondamentale per interpretare la politica almeno quando le loro contraddizioni saranno talmente palesi da non poter più essere definite come una espressione di razzismo,discriminazione o addirittura…di ANTISEMITISMO!

  • stefanodandrea

    Il popolo, in senso ampio e giuridico, è l’insieme dei cittadini. In senso stretto, sono gli spiriti forti e liberi. Il popolo in senso stretto è una elite.
    Il carattere principale di questa elite di cittadini è che essi si sentano parte di un tutto che li sovrasta e che dura nel tempo.
    Il popolo, insegnano i giuristi, non è soltanto il complesso degli individui che esistano in un dato momento, bensì “la collettività di essi, in sé e per sé considerata nel suo complesso e nella sua unità, che non viene meno e non muta con l’incessante mutamento dei suoi componenti”. Un popolo ha dunque storia (è una storia) e quindi una vita, che può anche essere moralmente miserabile, quando si fa dominare a lungo da stranieri o da gente che quotidianamente, giorno per giorno, lo stimola, lo eccita, lo compiace, lo droga, lo annichilisce, lo instupidisce con la pubblicità, e non reagisce. Siccome nella nostra storia c’è anche Carlo Pisacane, Ciro Menotti, Duccio Galimberti e tanti altri, è ovvio che fanno parte della elite del popolo italiano soltanto coloro che non hanno dubbi sul fatto che si recherebbero a combattere i lumbard, in un eventuale e ipotetico caso di secessione. Coloro che non ne sono certi non appartengono al popolo italiano, se non in senso formale: gente che prende (magari poco) e vuole prendere di più; ma non vuole dare, né rischiare di dare. Gente che magari nemmeno sa chi è Duccio Galimberti (per essere parte del popolo in senso proprio, infatti, si deve anche sapere un pò di storia)
    Basterebbe iniziare ad affermare ad alta voce che combatteremo in caso di secessione e già ci identificheremmo. Sarebbe un primo passo per passare ad individuare il nemico attuale, che non è certo la lega. Ma intanto ci saremmo individuati.

  • LonanHista

    ecco un altro grillo che si rifà la verginità sui blog dopo averla persa in tv, ma senza il clamore dei biagi luttazzi travajo……..e sarebbe questo il vero potere? 300-400 buontemponi globali che ogni tanto si ritrovano nelle varie parti del mondo dove hanno casa, visto che c’è chi lavora per loro e non avendo un cazzo da fare si riuniscono per decidere quale destino preparare per i loro servi, le loro pecore….in fondo loro sono come dei pastori che dispongono di pecore, che sfruttano a loro piacimento………………..in un certo senso c’è una logica in quello che ha scritto barnard..se NON FOSSE CHE ANCHE IL DESTINO DI QUESTI PASTORI è CONDIZIONATO SUBORDINATO….cioè loro dispongono delle pecore ma non dispongono del pascolo….IN POCHE PAROLE IL CAPITALISMO NON SAREBBE NATO MAI SE PRIMA DEL CAPITALISMO NON FOSSE NATA LA LINFA ASSOLUTA DEL CAPITALE e cioè il danaro……….barnard nel suo qualunquismo omette di ricordare e raccontare un pò di storia del capitalismo e soprattutto come e quando nasce……non dice il nostro eroe che l’era moderna è cominciata prima del petrolio, e che la crescita e cioè il sistema capitalistico di oggi è NATO CON LA BANCA DI INGHILTERRA E CIOè CON LA POSSIBILITà DI CREARE E GESTIRE LA LINFA VITALE DEL CAPITALE…ovvero il danaro……………………………brutti cojoni pecoroni che vi lasciate incantare dal qualunquista di turno….i bilderberg, la trilaterale SONO SOLO STRUMENTI…..chi muove veramente i fili è chi crea danaro…chi come nel 29 stabilisce che le banche debbono chiudere i rubinetti e chi come oggi invece li ha lasciati aperti E HA FATTO POI IN MODO DI COPRIRE LA VORAGINE DEL DEBITO CREATA CON LE BOLLE SPECULATIVE, scaricando i deficit sulle collettività e DI FATTO SCHIAVIZZANDO LE FUTURE GENERAZIONI, RIPORTANDO IL MONDO AL MEDIOEVO….come succederà in questa svolta epocale……………A COMANDARE A DECIDERE QUESTO SONO POCHISSIME PERSONE…si contano sulle dita di una mano…altro che 3-400 buontemponi, che pur ricchi che siano, SONO STRUMENTI, ESECUTORI DEL VERO POTERE DI UNA CASTA RISTRETTISSIMA CHE DA SECOLI SI TRAMANDA IL POTERE….e che è capace di far succedere le cose………..(peccato non stare con costoro..avrei fatto di peggio, perché i furbi esistono A CAUSA DEI COGLIONI E DEI FESSI, che come le gazzelle nascono con un unica funzione e cioè quella di essere cibo per i leoni!)

  • mazzi

    Barnard, ti ho spesso criticato, a volte troppo aspramente.———- Me ne dolgo.————Non ho mai comunque dubitato della tua integrita’, anche se la tua posizione sul 911 ha spesso messo a dura prova la mia fede, rendendomi forse imparziale.————- Con questo commento voglio farti sapere che, a scapito delle apparenze, continuo a ritenere il tuo contributo cosa degna e ammirevole.

  • redme

    non so…..ma mi sembra che tu confonda popolo con nazione…come dire che i “lumbard” o i siciliani non fossero un popolo prima dell’azione “colonizzatrice” dei savoia….

  • stefanodandrea

    I lumbard non esistevano, ma lo sarebbero stati se fossero esistiti. I siciliani in qualche modo lo erano. Quel 10% dei mille garibaldini del sud erano in gran parte siciliani e la maggior parte di essi combatteva, a rigore per l’indipendenza o almeno con la speranza dell’indipendenza della sicilia dal Regno di Napoli.
    In ogni caso, noi oggi formalmente e secondo la nostra costituzione siamo parte del popolo italiano. Possiamo decidere di attribuire a questa forma un contenuto ed avere un progetto di vita per noi stessi in quanto collettività che resta identica col mutare dei membri.
    Non credo che “il soggetto” che può cercare di impegnarsi per mutare direzione sia il mitico “proletariato”, né che siano “i poveri”, né che siano fantomatiche “moltitudini”, né che siano i militanti altromondisti, che si recano in aereo da un lato all’altro del mondo. Quale può essere secondo te, potenzialmente, il futuro soggetto della storia? Per me la risposta è semplice: o saranno i popoli o non vi sarà alcun nuovo soggetto. E per te?

  • redme

    ……”A COMANDARE A DECIDERE QUESTO SONO POCHISSIME PERSONE…si contano sulle dita di una mano…altro che 3-400 buontemponi”……………..l’ho sempre detto che stò barnard è troppo democratico!!

  • oldhunter

    Approvo in toto! Peraltro, la borghesia la stanno distruggendo totalmente: è stata a suo tempo un utile strumento ma oggi non lo è più, ergo deve sparire. Non s’illudano i ricchi e gli imprenditori rimasti, il potere e la ricchezza finiranno esclusivamente nelle mani dell’elite. I ricchi italiani che tra qualche decennio sopravviveranno saranno pochissimi: gli Agnelli, i De Benedetti (ebrei o ebraizzati), forse qualcun’altro di cui non conosciamo ancora il nome… Quanto a Berlusconi, sta tentando di far parte di questa cerchia ma dubito ci riesca, non ha la stoffa per far parte degli Illuminati.
    Forse, un giorno, quando intellettuali ed ex borghesi saranno parte integrante della anonima massa di schiavi che sembra essere il nostro comune destino, forse allora si sveglieranno. Ma sarà troppo tardi…

  • caps
  • oldhunter

    Ciò che muove l’uomo comune è riassumibile in sole tre mete: il sesso, il danaro, il potere. La prima è forza grandissima ma (tranne un solo caso) animalesca. La seconda ha per corollario ed ottenimento anche la prima. La terza le riassume e le ottiene tutte e può essere sublime se rivolta al bene e all’amore. Certo, non è questo il fine del potere dell’elite.

  • oldhunter

    Una risposta potrebbe essere questa: almeno due defli ultimi quattro papi erano probabilmente massoni (vedasi la scomunica tolta alla massoneria da Paolo VI). MI risulta poi che almeno 25 cardinali siano massoni!

  • redme

    il vero – secondo me- quesito è :come definire il popolo al di là delle forme statali che cambiano nei secoli…lingua? ….religione?…. storia condivisa?…..il soggetto della storia? mi auguro che sia sempre più il senso di giustizia…saluti

  • warewar
  • Firenze137

    Grazie Paolo per l’articolo che ho letto di corsa, ma oltre che leggerlo provvederò a diffondere. Questo è secondo me uno dei rarissimi esempi (…purtroppo) di articolo che spiega in maniera chiara e oggettiva il liquido amniotico “scuro” in cui viviamo. E’ una sorta di guida o manuale ( con il dovuto rispetto..) per sapere come stanno le cose. Può essere anche da “integrare” con aspetti dell’uso del denaro da parte delle banche come ha fatto presente qui, ma comunque gli “attori” ed i “processi” sono inquadrati e spiegati.

    Ora il manuale l’abbiamo. Le persone, i club li conosciamo.

    Ma come e con quali strumenti può agire il popolo dal basso ?

    Telefoniamo a Grillo ? Creiamo un’altro comitato di cittadini dopo i numerosi che ormai vanno in giro con striscioni e cartelli, ma senza “incidere” sulle questioni essenziali ? Mi piacerebbe che qualcuno di noi, io compreso, cominciasse a sollevare il sedere dalla sedia !

    A questo punto o si agisce o l’abbiamo voluto e ormai rincoglioniti dalla TV e da Facebook preferiamo .. agire muovendo le dita sulla tastiera del PC .

    Io compreso.

  • warewar

    Altri 2 link sul comitato 133:

    —http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:C:2001:261E:0021:0022:IT:PDF

    —http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:C:2001:187E:0115:0116:IT:PDF

  • AlbaKan

    Non è la prima volta che scrivi “i poveri” con le “virgolette”…forse ho frainteso, erò io credo che tutte le persone oneste facciano parte del popolo, e anche che “se ci sono i poveri” è colpa di qualcuno che forse sente meno il significato di “popolo”, proprio in riferimento a quello che è in realtà (oggi) lo stato….cioè una ristretta èlite, che fa i propri porci comodi ed interessi.
    Io sono sicura di una cosa: SOLO “i poveri” possono fare la differenza, perchè chi ha la pancia piena è poco incline alle “rivoluzioni”….in fondo chi glie lo fa fare?

  • robocop

    Ottimo articolo che chiarisce gli ultimi articoli di Barnard, che sembravano senza senso concreto. Riassume cose già in parte conosciute, ma che cosi ordinate permettono di avere una comprensione più semplice e completa.

    Sono anni che mi interesso di questi problemi e mi permetto di proporre delle mie idee e possibili soluzioni, per ora ne espongo una:

    1) Come l’articolo dice, per portare i popoli ad accettare tutto questo, il potere ha dovuto creare e favorire una nuova IDEOLOGIA (ripescata comunque dal passato).
    Siamo passati dall’ideologia del: “Il potere appartiene al popolo”, a quella: “Il potere appartiene a chi lo merita” dove per merito si intende la capacità di accumulare ricchezza.
    Coloro che sono più capaci di accumulare ricchezza, sono coloro che meritano di governare il mondo e non esiste nessun altro valore.

    Fa leva sull’egoismo umano e sul narcisismo di ognuno di noi, il famoso sogno americano, dove tutti credono di poter arrivare a diventare ricchissimi, ma poi consumano le proprie vite a servire o ad anelare di servire come dipendenti i poteri che li hanno resi schiavi.

    L’unico modo per sconfiggere questi poteri è quello di creare una nuova IDEOLOGIA, che induca le persone a non accettare e che si sostituisca a quelle esistenti.
    Questa nuova ideologia per espandersi deve essere in sintonia con i principi nell’animo delle persone in questa attuale fase di sviluppo dell’essere umano.

    A mio avviso, questo è un momento favorevole per proporre una nuova ideologia; le nuove generazioni pur condizionate dalla ideologia dominante, si scontrano con una realtà che li scuote a tal punto da farle risvegliare da questa ipnosi collettiva che sapientemente i poteri hanno creato.

    Basta vedere quanti ragazzi seguono i nuovi condottieri della contestazione al potere, ma i risultati sono scarsi, perché vengono spesso deviati su l’effetto e non sulla causa dei problemi.

    La vera causa dei nostri problemi risiede in noi stessi ed è la nostra paura di essere liberi e di accettare i rischi e le responsabilità che questo comporta. Per noi in questo momento è più facile e rassicurante accettare di dipendere da qualcosa; Ed è questo rende facile al potere di dividerci e renderci schiavi.

    La capacità di voler essere liberi è molto difficile da raggiungere, e richiede anni di lavoro alla ricerca del proprio IO ed il liberarci da condizionamenti che sono presenti da secoli, che noi siamo portati da generazioni ad accettare come reali e scontati.

    Ora essendo ancora pochi coloro che non hanno paura di essere liberi, in questo momento è auspicabile il passaggio ad una IDEOLOGIA più evoluta rispetto le attuali.

    L’IDEOLOGIA che propongo è molto semplice, io l’ho chiamata SOCIAL DEMOCRAZIA CON PROPRIETA’ PRIVATA LIMITATA; ovvero se non è giusto che il singolo cittadino non abbia una propria ricchezza privata, non è nemmeno giusto che in un mondo dove le risorse sono finite, venga concessa la possibilità ad un cittadino o a gruppi di cittadini, di acquisire la proprietà illimitata delle risorse.

    Ora i soliti schiavi delle loro paure diranno che questo è difficile da attuare, certo al punto in cui siamo non è certo facile, ma quale alternative abbiamo; se noi accettiamo come regola che chi a più denaro abbia più potere, come faremo poi ad impedire che questi gruppi usino questo potere a loro vantaggio.

    Nel passato lo schiavo accettava passivamente che esistessero padroni legittimati dagli dei, da un dio o dal potere stesso, ad essere proprietari di centinaia di ettari di terra, accettando questo accettava di conseguenza passivamente di essere schiavo.

    L’ideologia dell’attuale capitalismo è la stessa del tempo dei faraoni, dei re degli imperatori, dei feduatari, del potere della chiesa ecc.. Non erano questi poteri che avevano la forza di tenere schiavo il popolo, ma era l’IDEOLOGIA (la cultura dominante) di quelle epoche che permetteva questo e che ancora oggi lo permette.

    Per chi volesse approfondire:

    http://www.ecolcity.it/cms/costruiamo-insieme-una-alternativa-al-capitalismo-malato [www.ecolcity.it]

    http://www.ecolcity.it/cms/il-pianeta-verde-un-mondo-ecologico-possibile [www.ecolcity.it]

  • ranxerox

    Non va, non va. Sovranità della nazione, potere allo stato(il popolo?), emettere moneta, tutta ‘sta bassura ci porta inevitabilmente alla solita fogna, il potere. C’è bisogno di qualcosa, delle alterità a questa cosiddetta società fondata sulla prevaricazione e sulla forza bruta. Borghesi, proletari, immigrati, politici!?, noi non contiamo un cazzo, ingranaggi di questa civiltà dei consumi, consumatori, consumati; irreggimentati da scuola e televisione, provvisti del superfluo ma privi dei bisogni primari, crediamo di ricercare la nostra privata libertà. Naaaaa! Individualisti del niente noi siamo. Programmati a non vedere niente oltre il nostro stomaco. Alternative? ZERO! Me compreso…

  • Frigo

    Difficile distinguere i gatekeeper… Barnard mi sembra un po´vittima di se stesso e delle bastonate che ha preso. Comunque i suoi scirtti come questo sono utili credo. Senza questo altri non potrebbero intervenire su un tema specifico. In conclusione, condivido pienamente la Vs. sintesi.

  • Galileo

    Purtroppo Barnard non riesco ancora a ri-qualificarlo (un poco come riciclare)…e non riesco neanche più a leggerlo per il momento…ancora ho nel cervello che cerca le ragazze giovani e belle e si vuol ritirare…cosa che poi non ha fatto…seguendo un balletto di me ne vado e poi ritorno, tipo cucù da bambino…ma è il momento…visto che tutti si vogliono lavare la coscienza con un po di ecologia, il bio, non usiamo le buste di plastica…anzi, guarda quanto siamo buoni e belli, aiutaci a ritirarle dal mercato, thè! beccati questa pagale e io Iberdola ti faccio la pubblicitá con i mulini a vento eolici e io che ti vendo i saponi ti assicuro che non sono testati sugli animali…insomma, sono tutti uguali. Basta essere BIO.

  • Galileo

    …è che non lo so…ma a me vengono dei Bubboni…quando vedo il nome di Barnard.

  • anonimomatremendo

    forse gli ci vorrano altri 40 anni per capire l´ abc del materialismo storico,ma sai com é ,questi intellettuali vogliono fare sempre di testa loro.

  • vic

    Se l’analisi e’ lucidissima, l’incentivo conclusivo lascia perplessi.

    Quanti sciami di api ci vogliono per arrestare un branco di mammuth? Come devono essere organizzati gli sciami? Come devono muoversi? Chi li nutre?

    E’ piu’ probabile che la via risieda a livello nazionale o macro-regionale. Un minimo di massa critica e di organizzazione ci vuole. Lo sciame non si muove in modo anarchico. Senza contare che nasce da un’arnia ben organizzata.

    Alcuni paesi che decidono di star fuori dal gioco, o almeno meno dentro di altri? Macro-regioni che dicono no?
    E’ quel che sta succedendo in America Latina, per esempio, che pero’ e’ sempre flagellata da un’enorme corruzione e violenza, e anche li’ le marionette non scarseggiano, all’occorrenza.

    Ci si potrebbe ispirare alla tradizione democratica degli scandinavi. In effetti si fa fatica a capire come un paese quale la Svezia abbia potuto accettare l’obbrobrio di Lisbona, che li sbatte indietro di decenni. Per fortuna ci sono i Norvegesi che han deciso di starsene alla larga ( ma poi danno il Nobel per la pace ad Obama, nessuno e’ perfetto).
    Forse toccherebbe a questi paesi del Nord sganciarsi dal treno, in quanto la loro societa’ civile e’ sicuramente piu’ matura e responsabile di quella Italiana, tanto per fare un esempio dalle nostre parti.

    E piano piano ci accorgiamo della necessita’ di scomporre i mostruosi ipertrofici colossi planetari, affinche’ non siano piu’ in grado di puntare la pistola alla tempia degli stati. Insomma va’ trovata la famosa ricetta dei pesi e contrappesi a livello globale.

    Fatico ad immaginare i singoli cittadini come contrappesi. Come possano dei cittadini smantellare delle multinazionali offrendo dei servizi equivalenti ma con organizzazioni piu’ piccole, vicine di casa?

    Per ora, come ben illustrato qui sopra da PB, ci sono solo i pesi supermassimi che stan sfasciando la bilancia. Vanno smantellati, insomma i paesi dovrebbero dire: “addio noi usciamo da questo gremio, ne facciamo a meno”. Lo possono dire solo se c’e’ la pressione dal basso, la convinzione dei loro cittadini. Fin che si sta nella NATO, nell’UE, nei vari enti agglomeranti, niente cambia, anzi finiremo tutti quanti in mano ad un “governo” mondiale che neppure sapremo dove sia ne’ chi ci sia dentro.

    Esempio sottomano: la signora Chang dell’OMS che ordina a tutto il mondo di vaccinarsi perche’ lo dice lei. E tutto il mondo deve eseguire gli ordini, perche’ in caso di pandemia proclamata, l’OMS ordina ed i paesi devono eseguire, questi sono gli statuti ed i patti controfirmati.

    L’UE
    L’UE e’ un disastro perche’ i politici che la stanno creando non hanno la cultura giusta per farne un organismo decentemente democratico. Di federalismo Europeo nemmeno l’ombra. Ha vinto il centralismo (clap clap, grazie ai Francesi & Co.). A loro volta i popoli che questi politici rappresentanto non e’ che abbiano una cultura politica migliore. Insomma ogni popolo ha il governo che si merita, e’ un gioco di specchi, lo sappiamo.

    L’UE rispecchia i popoli d’Europa. Cosa c’era d’aspettarsi d’altronde? Forse che i Rumeni o i Bulgari portassero piu’ democrazia perche’ bene addentro nei metodi di Ceausescu e della Securidate? Nemmeno l’Italia, la Germania, la Spagna, l’Inghilterra stessa, ecc. ecc., con la storia che si trovano alle spalle hanno molte lezioni da dare. In America chi ha lezioni da dare sono delle comunita’ invisibili d’indefessi come gli Hopi, custodi di una cultura ormai perduta dal resto del continente.

    Bene, allora scoviamo gli Hopi d’Europa o gli Hopi del mondo, e risvegliamone lo spirito, per fare finalmente marcia indietro da questa corsa folle verso il precipizio. Non e’ detto che ci pensi Madre Natura prima di noi, senza tanti riguardi per nessuno.

    Ah, non dimentichiamoci che pero’ poi dovremo vivere in modo un po’ piu’ semplice, senza tanti fronzoli e telefonini. Un po’ come fa’ Barnard, nel suo piccolo. E’ anche per quello che gli sciocchi piu’ benestanti, credendosi piu’ furbi, lo deridono.

  • AlbaKan

    Condivido il tuo pessimismo, ma per ora non ho intenzione di suicidarmi… 😀

  • Frigo

    Condivido pienamente ma leggi il mio PM

  • vic

    La nuova ideologia, questo e’ sicuro, bisogna passare da li’, sperando che sia quella giusta!

    Ma poi ci vuole il terreno dove farla crescere, dove sia condivisa da tutti. Cioe’ ci vuole una comunita’ sufficientemente numerosa e organizzata di suo, che a mio parere corrisponde ad una piccola nazione od a una macro-regione, i cui cittadini decidono di vivere secondo questa nuova filosofia di vita.

    Ho il presentimento che per far questo tipo di scelta i popoli scandinavi siano piu’ pronti degli altri, almeno qui in Europa.

    Cordialmente

  • Firenze137

    Condivido tutto. Ma Vic, tu che sei un “illuminato” (nel senso luminoso ..) , che ne diresti di aggredire il potere dal basso togliendogli l'”ossigeno” ? E’ una mia vecchia utopia, basata sulla constatazione l’ossigeno per Potere è costiuito dai soldi.. dal denaro e i soldi ( quelli dal basso…) al Potere glieli diamo noi tutti.

    Il Potere si avvale del denaro ( che gli diamo noi) per imporre le proprie nefandezze ..

    Le api dovrebbero cominciare a fare terra bruciata intorno al branco di mammuth in modo che i “giganti” muoiano per mancanza di sostentamento.

    Che ne dici ?

  • Firenze137

    scusa frigo non capisco .. cos’è il mio PM ?

  • ranxerox

    No? Io lo faccio tutti i giorni, esclusi i festivi. E Von Masoch è il mio idolo. Un abrazo

  • myone

    Caro barbard come ti capisco e come ti elogio per quello che fai evidenziare,
    MA HAI SBALGIATO ANCORA UNA VOLTA, PRENDENDO I GIRI LARGHI TROPPO LARGHI.
    Saranno loro, ma loro non ci sarebbero se non trovassero chi li segue,
    E CHI LI SEGUE, SE COSI FOSSE, SONO COLORO CHE HAI ESCUSO, NON PROPIO LORO
    MA CHI DI TURNO VA’ IN POLITICA E FA’ I CONTI CON LA TESTA ALTRUI
    ATTENENDOSI A LEGGI E ECONOMIE CHE SONO UNIVERSALEMTE CONTRO TUTTO,
    SEBBENE TENGANO IN PIEDI IL TUTTO, MA NON SONO CERTO L’ EMBLEMA DEL VERO E DEL GIUSTO.
    Guardiamoci a casa nostra, e siamo noi a dire come e quando e in che modo.

    METTO IL PRIMO POTERE DEL MOMENTO, A CUI VORREI SOTTRAGLIERLO, ALMENO PER ME, E PER TANTI ALTRI, FORSE TANTI A TORTO PERCHE’ TANTE COSE SONO DIVERSE, MA TANTI E TANTISSIMI A RAGIONE.

    Nel 1999 presi una multa di 500.000 lire condonabile con 150.000 lire se pagata entro una determinata data . L’ ammenda fu pagata solo con qualche giorno di ritardo, MA FU PAGATA.
    Un mese fa’, mi arriva dall’ agenzia delle entrate con mandato di riscossione dalle agenzie preposte per le riscossioni, il pagamento di EURO 700 = 1.4000.000 lire,
    per la medesima multa, poiche’, avendo pagato in ritardo NON VENIVA RICONOSCIUTA PAGATA.
    Informandomi all’ agenzia delle entrate, non solo venivo forzando le richieste, messo sull’ avviso di quale questione si trattasse, perche’ nella richiesta di pagamento, le articolazioni e il dire era cosi complicato che NESSUNO POTEVA DEDURRE DI COSA DI TRATTASSE E PER QUALE MOTIVO.
    Mi dissero ” Senz’ altro il motivo della non riconosciuto saldo e’ per il fatto che forse l’ ha pagata in ritardo.” Anche questo era un pagliativo per dire ” c’e’ e noi non ne sappiamo piu’ di tanto”.
    Chiedendo ancora di piu’, le cose che uscivano erano queste:
    1) avendo passato il giorno di scadenza la multa non veniva riconosciuta.
    2) avendo radice penale, il condono non veniva riconosciuto avendolo pagato in ritardo.
    I motivi veri non li so’ nemmeno io, e se fossero questi, li hanno cercati a dovere.
    .

    LA PROCEDURA E’ STATA QUESTA.
    .

    NEL 2006 FANNO UNA REVISIONE E DECIDONO PER UN MOTIVO O PER L’ ALTRO,
    PER RITARDO, O PER TOGLIERE IL CONDONO ESSENDO MULTA PENALE,
    CHE TUTTE QUESTE MULTE PAGATE IN RITARDO O NO FOSSERO INVALIDATE.
    DOPO 3 ANNI, COME NEL MIO CASO, LA DELIBERA VENIVA RECAPITATA AL DESTINATARIO, CON IL DOVERE DI PAGARE L’ AMMENDA PER INTERO E CON GLI INTERESSI MATURATI IN 10 ANNI.
    .

    Nel 1999 l’ ammenda nel 2006 l’ abbolizione del condono e il non riconoscimento della validita’ del pagamento essendo stato effettuato in ritardo, e dopo 3 anni,
    l’ avviso di pagamento, con 10 anni di interessi, pari a 700 euro e piu’.
    .

    C’ e’ la possibilita’ del contentino, un condono richiedendolo al giudice messo apposta per questa questione, un condono del pagato, ma nessun condono per gli interessi e il rimanente della multa che tradotta in euro e’ radoppiata.
    .

    Nel riferire tutto questo all’ addetto delle niìotifica della richiesta di condono, mi veniva risposto . ” Sono affari suoi, e dovrebbe essere piu’ ligio a accudire le sue cose.”.
    All’ ufficio tributario, se non ci fossi andato e non avessi insistito, nemmeno mi dicevano il motivo e per quale causa, avendo cercato la mia pratica in mezzo a miliaia di pratiche, e nemmeno mi avrebbero indicato la richiesta di uno sconto tramite tribunale.
    .

    NEGLI UFFICI DEI TRIBUTI LE CARTELLE PER LE MEDESIME RISCOSSIONI ERANO A CENTINAIA E CENTINAIA E UNA DELLA SEGRETARIE MI HA DETTO:
    QUESTO E’ SOLO L’ INIZIO CE NE SONO COME LEI A QUESTE CONDIZIONI.
    per favore fate un servizio e una denuncia e un reclamo vero e propio affinche’ la cosa sia tolta, perche’ miliaia di persone sono a queste condizioni, sopratutto con l’ impossibilita’ di pagare o nelle condizioni di disagio, e dico miliaia, per non dire forse un milione, e con cifre ben piu’ alte.
    .

    Se qualcuno ne e’ stato oggetto, che volete che vi dica, protesti. Io cosi per fare ho scritto a indignatospeciale e al gabibbo,
    non ho marionette migliori per dare respiro e trovare un po di ragione.
    Mi sembra che il fine sia solo quello di prendere prendere e prendere. Le vie sono infinite.

    E’ come se, ritardanedo una bolletta del gas, ma pagandola, dopo 10 anni ti arriva che risulta non pagata, ti fanno uno sconto, ma la devi pagare come non pagata, con gli interessi, e visto che; saresti stato di diritto fatto oggetto di chiusura servizio, ti mettono in conto una nuova allaggiatura del contatore e del servizio gas, e il costo, anche quello, con gli interessi di 10 anni.
    Prendere o lasciare, perche’ la cosa rimane da pagare, gli interessi nel mentre non si fermano mai, e poi o ti vengono a prendere per portarti via cose che ti servono per vivere, o hai sul cranio a vita il debito che non si ferma mai di fare cassetta ogni giorno.

    altro che MYone, i MYmaroni

  • AlbaKan

    “Io lo faccio tutti i giorni”…..forse non t’impegni abbastanza, visto che sei ancora qui… 😀 scherzo…un caro saluto

  • A_M_Z

    mah..
    mi chiarisco; chiamiamo le cose come stanno: chi detiene il potere è la borghesia capitalista.

    Le multinazionali sono la borghesia capitalista o massima espressione di essa.

    “Bertinotti e D’Alema conducono una vita da borghesi, quello si’.”

    Infatti loro stanno in parlamento!!!! e il parlamento è l’organo istituzionale della Borghesia che legittima lo Stato e il Capitalismo. Indi per cui non sono rappresentanti del proletariato ma di una parte della borghesia.
    SVEGLIA!!!

    Il piccolo borghese non è mai contato nulla, il bottegaio un giorno dirige la produzione il giorno dopo fa parte del ceto medio o lavoratore.

    parliamo di grande Borghesia, quella che conta.
    Spiegatemi che cosa è una multinazionale??????

    Non è un’impresa che agisce a livello globale che con il suo peso economico influenza le decisioni dello Stato?

    Quindi i conti tornano: una multinazionale è l’espressione della grande borghesia mondiale.

  • A_M_Z

    per la serie “le parole sono importanti” si dice VACCA e non Mucca.

    ho riletto meglio il suo messaggio; è veramente un collage di luoghi comuni.

  • Altrove

    Cari amici… Riscrivo qui la mia mail per chi avesse voglia di cominciare a buttare giù idee e strategie di comunicazione…
    Ogni vostra idea è importante, ognuno di noi è importante… vediamo quello di cui siamo capaci. La mia è una richiesta di aiuto e collaborazione, se pur piccola, infinitesimale… il percorso è lungo, ma dobbiamo almeno iniziare…
    Un abbraccio caloroso a tutti…

    [email protected]

  • stefanodandrea

    Io cerco di vivere bene tutti i giorni. Ho spento la tv dieci anni fa.
    Mi impegno a lottare, anche se non a dominare (è impossibile), contro tutti i miei vizi.Cerco di essere attivo svolgendo attività non produttive e limitando il lavoro. Provo piacere ad andare a trovare la nonna e a portarle in visita i miei figli. Amo fare lezione e prendere lezioni da maestri, anche deceduti: mi parlano attraverso i loro libri. Insomma al suicidio non ci penso nemmeno. Devo però decidere se continuare a pensare alla dimensione politica, alla quale (purtroppo?) sono stato educato, ovvero se abbandonarla del tutto. Perciò mi guardo intorno e cerco un barlume di speranza di azione, la quale presuppone una teoria. Gli attivisti senza una teoria e un programma coerenti li reputo ingenui. La controinformazione è importante ma serve ad avere dati sui quali riflettere, per formare una volontà che aspiri ad essere e diventi parte di una forza collettiva (senza la quale non c’è politica). Comprendo chi, interessandosi di politica, cerca di seguire la mia strada, anche se con idee diverse e persino opposte rispetto alle mie. Non comprendo chi, si interessa di politica, è scontento di questi patiti e non vuole costruirne uno; o comunque una organizzazione, che ha una teoria e vuole una azione. Su internet, in particolare, si trova la “controinformazione” (con molte bufale e molto qualunquismo ingenuo). Scarseggia la riflessione. Ed è pressoché assente la volontà di organizzare una azione. Se le cose continueranno così, internet può essere anche abbandonata. La controinformazione non serve, se non alla riflessione, alla volo tà e all’azione. Le strategia di resistenza individuali non necessitano di controinformazione. Basta l’istinto, il carattere e l’amore per la vita. Ancora meno comprendo chi si interessa di politica e ha un odio verso il potere: queste persone, intellettualmente, sono addirittura dissociate, oppure sono anarchiche. L’anarchismo, che ha una grande storia, è morto nell’ottocento e non credo sia in grado di rinascere.

  • marco76

    Quoto in pieno
    Anche secondo me la soluzione sta nei soldi…
    Il potere viene esercitato attraverso i soldi…i soldi però sono i nostri…La soluzione sarebbe molto semplice, il problema e il convincere il popolo a uscire dai giochi…chi e pronto a questo passo?
    p.s. Ma il Nobel non lo danno gli svedesi?

  • redme

    concordo…non cè peggior sordo di chi non vuol sentire……forse il materialismo dialettico non è abbastanza trendy per la vanità dei poeti……Marx in uno dei suoi ultimi scritti parlò della sovrapproduzione di capitali…sarebbe il caso di approfondire..saluti

  • stefanodandrea

    il senso di giustizia mi sembra un concetto molto più vago di quello di popolo. Non credo che per definire il popolo o comunque il soggetto dell’azione politica, si debba ricorrere ad un concetto, non oscuro, ma estremamente, immanentemente, immancabilmente ed eternamente vago, come senso di giiustizia.

  • Aldebaran

    D’accordissimo con te. Bisogna partire dal piccolo.
    Niente progetti faraonici mondialisti no global, tipo Seattle e Rio, che OVVIAMENTE hanno fallito.
    Bisogna fare un lavoro su un territorio piccolo, circoscritto e che si conosce bene, con obiettivi limitati ma chiari e CONCRETI; niente utopie e “sogni romantici”.
    CONCRETEZZA NELLE IDEE E NEGLI OBIETTIVI, che devono essere realizzabili e allo stesso tempo capiti e accettati da comunità abbastanza ristrette.
    Per ora niente progetti anarchici o socialisti, niente abolizione della moneta o cose del genere. Insomma, niente utopie.

  • redme

    ….” intellettuali d’oggi idioti di domani “….il resto lo conosci…saluti

  • marco76

    Nell’inchiesta Big Pharma di Paolo tra l’altro verso la fine c’e uno spunto interessante proprio riguardo quello che possiamo fare…Un bel numero di pensionati inglesi scoprono che parte dei loro risparmi vengono investiti nella Glaxo, nota casa farmaceutica, che di porcherie ne combina parecchie…I baldi anziani si ribellano e minacciano di disinvestire i loro risparmi se la Glaxo non cambia politica…Alla fine sono riusciti nel loro intento, una piccola battaglia vinta…Quindi e inutile nascondersi dietro il “loro sono troppo forti”…basta agire…Il difficile è, come ho detto prima, far aprire gli occhi alle persone…

  • marco76

    Forse basterebbe pensare a una modifica dei consumi…Comprare meno e comprare meglio…Dall’abbigliamento all’alimentare passando per l’elettronica…Certo si perderebbero posti di lavoro ma magari riorganizzandosi in comunità piu ristrette e autosufficienti si potrebbe gestire meglio il tutto…Siamo però pronti a rinunciare a molto del superfluo che oggi ci circonda?

  • operaiomantici

    Evitiamo di acquistare i prodotti delle multinazionali, e delle banche.

  • Frigo

    Per tutti PM nei forum è Messaggio Privato. Guarda nella tua bacheca messaggi di CDC nella csella in Arrivo.. Scusa lo davo per scontato.

  • Frigo

    Infatti non c´è altra via ed è sempre stato così. Però i singoli “villaggi” devono essere connessi in qualche modo altro che i gruppi dis-organizzati di Barnard

  • marco76

    Il potere si nutre dei nostri soldi, del nostro lavoro, e dei nostri sogni e speranze…Basta staccare la spina dell’alimentazione….A molti potrà sembrare eutanasia però…

  • redme

    tentavo di sublimare……..cmq il “soggetto” non può che essere chi paga i prezzi dello status quo…non per ripetere ma mettere tra virgolette miliardi di vittime del “sistema” e non identificarle come il soggetto della storia vuol dire riproporre la stessa ingiustizia in modi e forme diverse…non è la forma (padania-italia-europa- mondo unito) che fà la differenza……e poi la giustizia si può misurare, in reddito, diritto alla salute, parità di opportunità..ecc…….arisaluti

  • alvit

    Bene, allora e’ facile e veloce fare nomi & Cognomi, please!

  • InsolitoEs
  • Aldebaran

    Esatto. Filiere corte, autoproduzioni, massima autarchia e indipendenza energetica possibile, etc. Ma tutto questo comporta una RADICALE messa in discussione dell’eseistenza commerciale all’interno della quale, bene o male, tutti viviamo. Qua viene il lavoro di convincimento DRAMMATICAMENTE difficile da fare. C’è da riaccendere la lampadina a intere generazioni ormai perse di giovani e meno giovani, rincretiniti da questo modello sociale che ci sta distruggendo soprattutto “culturalmente”.
    Si devono studiare strategie di comunicazione semplici, che facciano capire in maniera chiara e diretta alle persone i pro e i contro della rinuncia all’esistenza commerciale, mettergli davanti il problema nudo e crudo, senza partire da ideologie di nessun tipo e sapendo ascoltare il LORO punto di vista, lavorando INSIEME a loro, non PER loro. Secondo me si deve iniziare da qua, ma ripeto, avendo come raggio d’azione comunità abbastanza ristrette.

  • robocop

    Sono d’accordo che si debba arrivare a comunità numerose, ma il primo passo dobbiamo farlo come singoli, liberandoci delle nostre paure e dei condizionamenti.

    Ho lanciato una iniziativa che vuole aiutare le persone a conoscersi ed a costruire insieme nuove comunità ecologiche, che siano villaggi ecologici, attività ecologiche, ecc. .

    Un nuovo modo di intendere e vivere la nostra esistenza, che ha trovato e trova molto consenso nei paesi nordici, ma molto meno in Italia.

    Siamo all’inizio del viaggio, è il passaggio dalla contestazione del sistema attuale alla creazione, che parte dal basso, di un alternativa al sistema stesso.

    http://www.ecolcity.it [www.ecolcity.it]

  • Apprendista

    Augh….:-)

  • PIEROROLLA

    ROMPERE LA DITTATURA DEL DOLLARO

    Brasile e Uruguay recentemente hanno firmato un accordo per tentare l’attuazione di un sistema di pagamento in valuta locale (SML).
    Lo scopo è di pagare le operazioni commerciali bilaterali in pesos, reale e uruguaiano, senza dover convertirle prima in dollari USA.
    “L’esistenza di un sistema bilaterale di pagamento (in valute locali) sarà un elemento che contribuirà al processo d’integrazione economica tra i due paesi appartenenti al Mercosur”, tramite LMS diventano più semplici e meno costose le esportazioni e le importazioni, l’ha riferito in un comunicato la Banca Centrale del Brasile.

    Allo stesso tempo, il Presidente Lula ha incaricato i dirigenti della Banca centrale di avviare colloqui con le autorità cinesi, il principale partner economico e commerciale del Brasile, per studiare l’uso del reale e dello yuan nelle transazioni bilaterali per il 2009 stimata in 36.000 milioni di euro.

    Pochi giorni fa i leader delle nazioni che compongono l’Alleanza Bolivariana dei Popoli della Nostra America Latina l’(ALBA) hanno firmato l’accordo per la creazione di un sistema unitario di compensazione regionale (Sucre).
    Il Sucre sarà utilizzata per finanziare progetti bilaterali nei settori dei trasporti, salute, ambiente, istruzione, alimentazione, agricoltura, turismo, energia e infrastrutture, tra gli altri.

    L’idea di creare una moneta regionale che potrebbe sostituire il dollaro come valuta per gli scambi commerciali e soprattutto, per attivare e rafforzare l’integrazione, è in sintonia con altre iniziative in corso nel mondo per svincolarsi dal dollaro.

    Poche settimane fa, il dollaro è sceso ai minimi storici contro l’euro, dopo le notizie sui colloqui segreti per rimpiazzarlo con un paniere di valute che sarebbe utilizzato per il commercio del petrolio.

    Secondo un rapporto del quotidiano britannico The Independent, gli Stati petroliferi del Golfo Persico avrebbero avuto una riunione confidenziale con i funzionari provenienti dalla Russia, Cina, Giappone e Francia per cercare di sostituire il dollaro come moneta di transazione del greggio.

    Al posto del dollaro si sarebbero utilizzate lo yen giapponese, lo yuan cinese, e l’euro, creando così una moneta comune da parte dei paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo Persico, tra cui l’Arabia Saudita, Emirati Arabi e Kuwait.

    Anche se l’articolo dell’Independent è stato rapidamente smentito, dalle diverse capitali dei paesi coinvolti, l’idea stessa del progetto, ha fatto salire il prezzo dell’oro e ha fatto intravedere la nascita di un nuovo ordine economico mondiale, dove il centro di potere si trasferirebbe da Wall Street a oriente.

    L’Iran, uno dei maggiori produttori di petrolio dell’organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC), ha annunciato la sua intenzione di diventare indipendente dal dollaro per le transazioni delle esportazioni di petrolio.

    Anche il presidente della Banca Mondiale, Robert Zoellick, ex alto funzionario della Casa Bianca ritiene che i giorni dell’egemonia del dollaro sono contati. “Il dollaro, l’euro, e lo yuan formeranno un paniere di valute”. Il mondo sarà diverso. E la recessione accelerata sarà lo strumento di cambiamento.

    La sostituzione del dollaro come valuta di riferimento e di dominio non sarà fatta dal giorno alla notte. Ma è chiaro che si stanno prendendo misure in questa direzione.

    Il sucre è una di queste misure, secondo le parole del presidente venezuelano Hugo Chávez, è “un passo importante verso la nostra sovranità monetaria, per liberarci dalla dittatura del dollaro, la dittatura economica, e la dittatura delle multinazionali”.

    Orlando Oramas León

  • oldhunter

    —– “chi detiene il potere è la borghesia capitalista”——– Credo sia bene precisare che la definizione di ‘borghesia capitalista’ fatta a suo tempo da Marx, oggi ha un riscontro diverso. Attualmente il capitalismo è da identificarsi in un soggetto che all’epoca non esisteva: le multinazionali o, come le chiamano negli USA, le corporazioni. Definire gli Agnelli dei ‘borghesi’, oggi è ridicolo, essi sono dei capitalisti che hanno la loro forza nell’elite di cui fanno parte, quell’elite che agisce con le sistematiche descritte così bene da Barnard. I De Benedetti, gli Agnelli, ecc., si guardano bene dall’agire singolarmente! Non si sporcano le mani. Per questo ci sono i Club, come li chiama Barnard, cioè la Trilateral, il Bilderberg, ecc. e, infine, per quanto riguarda l’Europa, le oscure Commissioni che tutto possono.

  • A_M_Z

    Infatti anche il pensiero si è evoluto;
    adesso esiste l’ultracapitalismo ma riducendo ai minimi termini è la stessa identica cosa.
    Il capitalismo ha selezionato un piccolo gruppo di super-ricchi che decidono il bello e cattivo tempo.
    Possiamo farne una questione di semantica ma i fatti parlano chiaro.

    Se si è evoluto il capitalismo iniziamo a concepire una lotta di classe evoluta e moderna lontana dal populismo dei partiti politici; che inglobi le ambizioni e speranze dei lavoratori contro lo strapotere incontrollato, falso e impunito dei capitalisti (multinazionali, club , massoneria, sionisti, ecc..ecc..).

    ps: distruggere i “club” e far ritornare i singoli imrpenditori unità non cambierebbe niente; per gli stessi processi si ritornerebbe alla medesima situazione e di solito sono gli imprenditori rimasti a bocca asciutta che auspicano questa ipotesi.

  • AlbaKan

    Credo che la controinformazione (che si può trovare solo in internet) con i suoi pro e contro, sia l’unico mezzo per spingere la gente alla riflessione, perchè solo rendendosi conto che “c’è dell’altro che non viene detto dalla tv”, cioè facendo un confronto, si può capire e riflettere su ogni aspetto problematico della società (sono tanti…). Ovvio che se si ferma tutto lì non serve a niente, dev’essere solo un punto di partenza. Il fatto che le persone siano “scontente dei partiti e non vogliono formarne uno”, dipende molto dalla delusione che ha saputo regalare la politica, la gente vede la politica come una cosa “sporca” e ne conosciamo i motivi, è diffile dar loro torto e far capire che è quella la strada. Io non credo che un partito nuovo come lo vorrebbero tutti possa fare molto senza fare una bella ripulita di tutto quello che vediamo ora, sarò anche drastica, violenta, quello che vuoi….ma prima di un vero partito politico ci vuole “piazzale Loreto”. La sfiducia della gente porta direttamente al menefreghismo, del tipo “ma si, sono tutti uguali”, che è anche un’affermazione giusta, ma non porta certo alla voglia di cambiare le cose (lo vedo nei discorsi che fa la gente).

  • ventosa

    Vero, Sok. Si potrebbe anche definire come l’aggiornamento dei “Pensieri di David Icke”(Rettiliani a parte…). Però l’articolo ha sicuramente il dono della chiara sintesi e, in più, PB ci mette molto del suo, ovvero l’incisività nel far capire la grande truffa del Trattato di Lisbona. Quello che mi lascia perplesso, l’ho già espresso altre volte, è la strategia per tentare di risolvere la questione. Per organizzarsi nel modo proposto da PB, ammesso che ce ne sia la possibilità, è necessario strutturarsi nello stesso modo con il quale è iniziato lo sviluppo del sistema attuale. No, la minoranza disarmata non ha nessuna possibilità di creare battaglioni di angeli venuti dal cielo per debellare il male. Sono daccordo con Paolo quando asserisce che il primo cambiamento deve avvenire individualmente, nel pensiero e nel comportamento. Deve essere come un virus, che lentamente contagia chi ne viene a contatto, perchè una rivoluzione di questa portata non può essere né organizzata né gestita, ma la selezione che si sta generando e continuerà a verificarsi farà ‘si che “i buoni a destra e i cattivi a sinistra!”. Nel frattempo, ogni tipo di lotta al potere può avere il valore di resistenza, ma non ci si illuda di poter cambiare le cose in un batter di ciglio. Io spero che mia figlia o i miei nipoti possano vivere in un mondo migliore (2012 permettendo!!) perchè sono aumentate le “brave persone”, non perchè i buoni hanno sterminato i cattivi!?!
    In ultimo, confido in piccole o grandi implosioni che fortunatamente ci sono e che continueranno ad esserci al’interno di questo marcio sistema, perchè fino a che ci sono i pesci piccoli che si azzuffano tra di loro, i pescecani fanno più fatica ad ordinare gli avvenimenti.
    In questo senso ha ragione PB: la UE, per loro, sarà un bel passo in avanti.
    Saluti

  • Aldebaran

    Ad esempio una cosa sottovalutata da un pò tutti anche nel campo dei vari movimenti alternativi ma di fondamentale importanza è il tema del ripensare le città e di conseguenza il sistema dei trasporti e dei rapporti umani, il lavoro, il problema energia, etc.

  • ranxerox

    Il mio ultimo intervento voleva più che altro stemperare quello (mio) precedente effettivamente un po’ pesante e paragonavo il lavoro ad una forma di suicidio indiretto. Del resto io non mi codifico in nicchie ideologiche o politiche,dammi pure dell’anarchico, non mi dispiace; pure dissociato mi sono, da ingenuità contrabbandatemi per certezze trent’anni fa. Ora, hai tu la certezza che quanto hai esposto sia vero (chiaramente non riguardo te)? Un abrazo anche a te

  • Jack-Ben

    ciao sono andato a vedere il sito che sicuramente ha contenuti interessanti ma dovresti curare la grafica accipicchia hai dei menu laterali che don firefox 3.5 con Ubuntu non fanno vedere il resto devi adattare il tuo sito in modo eco per tutti non solo per i possessori di IE caspita almeno un passo nella giusta direzione.

  • stefanodandrea

    Anche io non vorrei essere frainteso. Ho grande rispetto e ammirazione per gli anarchici. Soltanto che reputo che oggi l’anarchismo non sia una dottrina politica (iun altri tempi lo pè stata anche se ha perduto). E’ al più una teoria della vita.
    Grazie e alla prossima.

  • gnorans

    D’accordissimo circa la limitazione della ricchezza privata.
    La limitazione al potere e’ idea consolidata (si chiama democrazia), mentre di limitare la ricchezza privata non si sente mai parlare, e’ una specie di tabu’, non esiste neanche un nome per essa.
    Credo che sia l’idea maggiormente temuta dalle elites, a volte mi viene da pensare che il comunismo sia stato creato apposta per associare l’idea di limite alla proprieta’ con miseria e dittatura. Forse per questo ogni volta che ho provato a parlarne ho sempre trovato un muro di perplessita’ muta.
    Eppure l’idea non e’ astrusa e la proprieta’ e’ una convenzione tra gli uomini, magari l’idea potrebbe propagarsi molto velocemente.

  • X

    Se vuoi sopprimere un organismo gli devi togliere l’ossigeno!

    Io ho prelevato i miei soldi dalla banca,riappropiamoci dei nostri valori,che per loro è ossigeno,facciamogli tremare le fondamenta,per il resto tutte parole al vento,giudizi di intellettuali tutti bravi!!!

    ps.glielo ha detto qualcuno a “quello” nella foto che gli manca poco!!e con i soldi non compra la Giovinezza!!

  • Jack-Ben

    bellissimo …

  • oldhunter

    La risposta più istintiva che mi viene alle labbra è probabilmente una lotta di classe evoluta. Ma non ne sono affatto certo. E poi, evoluta come? Chi o cosa farà evolvere le masse? Benessere e miseria, desiderio, egoismo ed ignoranza ci soffocano e ottenebrano le menti. Il capitalismo porta nel suo grembo la propria fine per autodistruzione. E le elite che ci dominano non possono non saperlo! Troppo intelligenti. In altre parole, credo che lo stesso capitalismo sia stato e sia solo un mezzo, uno strumento attuativo di potere delle vere elites nascoste. Quelle che sono dietro ai vari Rothshild, Agnelli, etc. Penso che Barnard descriva con questo articolo la realtà, ma non tutta. Il denaro è stato sempre solo un mezzo, mai un fine per chi determina come debba essere il pianeta. Il suo fine vero è solo il dominio globale, quello è il vero potere!

  • mazzi

    Galileo non ti do torto, ma si arriva a un punto in cui non si puo’ continuare ad accusarci a vicenda e a sospettare l’uno dell’altro. Si deve cominciare a sostenersi, a dare un minimo di fiducia, a credere in qualcosa.
    Se non crediamo piu’ a niente, allora siamo nelle mani dei mercanti del tempio che non cessano mai di seminare confusione e discordia.
    Ho deciso di credere nell’onesta’ di Barnard, non e’ un atto di fede ma un atto di volonta’ (di buona volonta’) anche perche’, non so se te ne sei accorto, il deserto avanza sempre di piu’.

  • vic

    Il Nobel per la pace lo danno ad Oslo, non saprei come mai!

  • robocop

    Grazie dell’avviso

    Scusa Jack-Ben io uso firefox 3.5 ma con windows XP ed i menù laterali dinamici funzionano, ovvero si aprono i menù a scomparsa e sono di dimensioni normali.

    Devo sentire altre persone, ma non credo che sia il diverso sistema operativo, quanto forse la configurazione di FIREFOX, che risoluzione dello schermo usi, perché il sito è per la risoluzione 1024×768 o superiori.

    Vedo se ci sono aggiornamenti del tema di drupal.

    Saluti

  • mikaela

    altro che rifarsi la verginita’ sul blog dopo averla persa in tv.
    E’ ovvio che Barnard e’ andato via dalla Tv senza clamore altrimenti avrebbero dovuto dirci anche perche’ l’hanno lasciato andare via.
    Gli altri possono fare tutto il clamore che vogliono tanto non nuoce a nessuno anzi a loro fa solo bene visto che hanno sempre il palco dei teatri (entrata a pagamento naturalmente)
    Aggiungo il link dove Barnard nel 2000 aveva gia’ detto queste cose a Reposrt. questo tanto per chiarire il tuo punto ..http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E90007,00.html ..per quanto riguarda il resto che hai scritto lamentandoti che ha omesso alcune parti importanti, tutti sappoiamo che su di un blog gli articolo sono leggibili nella misura in cui un utente sopporta la lunghezza dell’articolo.Per chiarire tutti i punti di questa scelerata realta’ Barnard avrebbe dovuto scrivere un libro altro che considerazioni, ma come ha gia’ ripetuto non ha un editore quindi cerca d’informarci tramite il Blog nei limiti degli spazi recepibili da tutti.

    Qui invece un altro video di qualche anno fa dove dice parte delle cose scritte in questa considerazione
    ..http://www.youtube.com/watch?v=KmV1UxyLQM8

  • robocop

    Non so se hai letto l’articolo che ho proposto, ma a mio avviso non ci può essere democrazia senza limitare la ricchezza, potere e soldi sono due facce della stessa medaglia, sono complementari, con il potere arrivi ai soldi e con i soldi arrivi al potere.

    Con l’avvento delle repubbliche i potenti ed i ricchi di allora (gli aristocratici ed i banchieri), capirono che la mancanza del potere assoluto doveva essere superata con forme di controllo diverso; e pilotarono le repubbliche affinché si dividessero in due tipi: quelle dove è permesso l’accentramento del potere e, quelle dove è permesso l’accentramento delle ricchezze.

    Non ci sono possibilità o si limitano tutte e due o non se ne esce.

    Condivido appieno quello che hai scritto: “la proprietà e’ una convenzione tra gli uomini, magari l’idea potrebbe propagarsi molto velocemente”.

    Saluti

  • ventosa

    Quoto. E’ un livello d’azione accessibile e fattibile. Piccole battaglie per creare le basi. Inutile attaccare i carri armati con le fionde.

  • fm

    Purtroppo nessuno lo leggerebbe con attenzione.

    Orami la generazione “Google” non e` in grado di leggere, comprendere ed assimilare un testo di poche righe. Figuriamoci un articolo che ne ha qualche migliaio. Per non parlare di un libro intero!

  • AlbaKan

    Io credo che l’anarchia sia una bella cosa, ma comunque un’utopia, è qualcosa di impraticabile, per questo “ha perso” come dici tu. Io penso che è incompatibile con la natura stessa dell’uomo.

  • fm

    Ottimo articolo che FINALMENTE documenta in maniera precisa e non vaga la situazione

    Per il resto, secondo me, non c’e` proprio speranza.

  • mikaela

    Sei tu che hai scoperto Barnard solo ora, leggi questo link e scoprirai che tanto di quello che dice in questa considerazione le diceva nel 2000 e anche prima.Non credo che Barnard abbia ricopiato da wikipedia anzi essendo Wilkipedia un’enciclopedia libera puo’ essere aggiornata da chiunque, e’ piu’ facile che l’abbia aggiornata Barnard e non viceversa. Per esperienza personale ti posso dire che ci sono alcune voci che cambiano letteralmente i contenuti da lingua a lingua da nazione a nazione dipende da chi l’aggiorna quindi anche wikipedia wa presa con beneficio d’inventario.

    http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E90007,00.html

  • Frigo

    La Massoneria inglese ha spremuto l´amercia per 150 anni ora tocca all´Europa, a questo serve l´€.

  • mikaela

    Mandalo a Travaglio che e’ sempre in prima serata vediamo se lo legge.

  • myone

    Piu’ le persone demandano un potere in grande e piu’ il grande demanda il otere a pochi piu’ grande.
    Riflessione: allora la politica della lega non e’ tanto cretina quando parla di federalismo radicale. Almeno il farsi sentire della gente si concretizza e acconsente una salvaguardia di un vivere che deve fare i conti veramente in casa propia, senza vincoli.
    Penso al ministro Zaina che si fa portavoce in europa per i diritti dei lavoratori agricoli italiani, e si fa promotore della qualita’ made in itali certificata, e fa il tifo per “consuma italiano”.
    Penso: anche se sembrano delle schiappe e dei fondi agricoli cafoni, rivoluzionari e montagnari, un domani, non potreste trovarvi piu’ nemmeno questi, e nemmeno piu’ dei berlusconi, ma dei Tai che a bacchetta con tanto di esercito e polizia, mettono in riga.
    Ancora lo dico; chiudiamo le frontiere, abassiamo la cresta e le mire, che se fossimo tutti italiani e tuto in italia, lavoro e manodopera e risorse, anche se parremmo un po’ strani, e diversi dallo standard usa.eng top, ce la caveremmo benissimo e melgio che ora.
    Solo a pensare che piu’ della meta’ dei valori e del giro dei soldi, non solo e’ specualto sulla gente, ma e’ pure investito male e a pro di tante cose che vanno a finanziare propio quello che si dice sopra e che si sa’.
    Non credo propio che questo sistema vadi a far fuori tutti i comunisti di questa terra, si salvaguardia da solo, nelle propie inprese, nelle propie lobbi, nelle propie globalizzazioni e ingerenze di altri stati e poteri, ma la base che e’ il comune umano, e’ solo un uso produttivo e speculativo, per manipolare l’ onda a far sfruttare le loro idee, che sono le politiche intelligenti di movimento, e far fruttare la loro espansione come potere mondiale e condiviso, tolgiendo piu’ che si puo’, nemici concorrenti e di fatto.

    Insomma, un’ italia da fare si ha ancora da fare, e come tutti i debiti pubblici, l’ abbiamo gia’ svenduta prima del tempo.
    Ma non c’e’ mai fine alle sorprese, e i colpi di cosa anche dei piccoli o grandi sistemi, sono sempre dietro l’ angolo. Come non e’ tutto ora qullo che luccica, none’ nemmeno tutta merda quella che puzza, concima altro, anche se non sembra, e spesso, gli si naviga contro.

    PER VIC:

    Un uccelletto appena uscito dal nido prova l’ ebrezza del primo volo, ed ha tanta energia che e’ un fulmine fra i rami del bosco. Ma come tutte le certezze, l’ incognita e l’ inaspettato, e’ sempre dietro l’ “albero”.
    Di fatto, tutto ad un tratto, disavvedutamente, va’ a sbattere contro ad un grosso ramo, da’ una capocciata cosi forte, che cade a terra tramontito. Era talmente in uno stato quasi comatoso, che ha solamente avuto la lucidita’ di pensare;” ecco, me ne sto andando”.
    Mentre e’ sopino nel suo rantolare piu’ di la’ che di qua, una grossa mucca passa di li, e batte il passo propio dove e’ a terra l’ ucellino. Sempre nello stesso stato coscente incoscente, dal trauma che lo innonda, pensa: ” Ecco la fine, cosi finisco di soffrire, tanto, non ho scampo… questa mucca, mi schiaccera’ con i suoi zoccoli.”.
    Lo stesso destino vuole che, la mucca lo scavalchi e lo superi senza portargli alcun danno, solo che, appena superato l’ ucellino, si ferma, alza la coda, e lascia cadere sul povero ucellino, una montagna di cacca enorme, e la mucca se ne ando’, lasciandolo li sepolto.
    L’ ucellino pensa;” non c’e’ mai fine alla disgrazia, eccomi, moriro’ soffocato. Sia quello che sia”. Rassegnato, si lascio’ andare.
    La cacca della nucca invece, fu’ miracolosa e salutare, lo riscaldo’ tutto, lo protesse, gli emano’ l’ energia della sue sostanze macerate ma naturali. Un vero e propio elisir di vita. Fatto sta’ che, dopo qualche ora di apnea, tutto ad un tratto si desto’, ritrovo’ forza e coraggio, a tal punto che facendosi forza con le ali, usci da quel marasma, sbatte le ali e si scuote’ le penne e le piume, lisciandosele con il becco. Impossibile, penso’, sono come prima, credevo di morire, ma sono piu’ arzillo di prima, che felicita’.
    La contentezza era cosi grande, che intono’ un canto dei suoi a becco squarciato, e lo face cosi forte e cosi’ forte, che un gatto nelle vicinanze, non pote’ fare a meno che correre sul posto, e vedendolo assorto in quel cinguettare, con una zampata lo avvinghio’, e se ne fece un boccone.

    Morale della favola:
    Non tutti quelli che ti mettono nella merda lo fanno per il tuo male
    e non tutti quelli che ti tolgono dalla merda, lo fanno per il tuo bene.

  • myone

    Non c’e’ nulla da stupirsi, non e’ altro che la riproduzione a scalare del tutto che gia’ esiste.
    Se ci siamo aggregati, e’ perche’ ne facciamo parte gia da tanto tempo
    gia’ da tanti governi, gia’ da tante politiche e finanziarie, e gia’ da tante elezioni a occhi chiusi.
    Non c’e’ nulla di nuovo sotto il sole, un giorno va’ e un altro viene.
    Spettatori eravamo prima, spettatori rimaniamo ora e poi.
    Quando il pensare sara’ uno, tutto questo non esistera’ piu’, nemmeno come ricordo.

  • marco08

    L ‘ ho spedito ad Annozero , fa lo stesso? Prova anche tu se magari lo spediamo in tanti potremmo avere più risalto.Comunque mi piace molto la tua ironia ciao!!

  • vic

    Gli Agnelli, cioe’ la Fiat, sono figli della visione fascista dell’industria, come lo furono i von Thyssen o i Krupp in Germania, ad esempio. Il matrimonio fra industria privata e stato. L’industriale che si mette a disposizione dello stato e viceversa (ancora recentemente le varie facilitazioni offerte dallo stato alle famiglie per cambiare la propria auto vetusta erano dei veri e propri sussidi alla Fiat). Il sistema finanziario e’ in fondo ancora cosi’, l’abbiamo appena visto.

    Le multinazionali le inquadrerei oggi piuttosto da un’altra prospettiva. Non dalla prospettiva della borghesia ma da quella del know how. Oggi esse sono il luogo dove si concentrano i know how specifici di cui la societa’ ha bisogno (o gli si fa credere che ne abbia bisogno). Da questa prospettiva si notano subito i rischi intrinseci per tutti.

    Si pensi alle multinazionali che realizzano i microprocessori: si contano sulle dita di una mano. Tutto il mondo dipende da loro: i vari fabbricanti di computer da tavolo o portatili, di elettrodomestici “intelligenti”, di veicoli “intelligenti” ecc. Lo stesso discorso vale piu’ o meno per altri rami: la biotecnologia, l’agrochimica, l’aviazione e via discorrendo.

    In se’ il fatto di concentrare il know how non e’ malvagio. Lo diventa allorquando lo si concentra esclusivamente li’. Solo quella multinazionale lo possiede. Anzi piu’ che malvagio si dovrebbe dire rischioso per tutti quanti. Sul piatto della bilancia i globalisti mettono l’efficienza di qua e si dimenticano di mettere il rischio di la’. Rischio in caso di perturbazione, disastro o altro imprevisto. Finanza docet.

    Osserviamo come si organizza invece la natura. Gli animali possiedono vari organi specializzati, ognuno assolve un certo numero di compiti. Gli organi agiscono in modo coordinato. Addirittura ci sono organi che sanno in caso di bisogno assumere i compiti di un organo temporaneamente fuori uso. Pero’ il know how d’assieme, cioe’ il codice genetico, e’ onnipresente in modo capillare, in ogni singola cellula. Al limite si puo’ dire che ogni cellula sa’, almeno in linea di principio, come ricostruire tutto l’organismo.

    La nostra societa’ globalizzata e’ strutturata esattamente al contrario: per ogni bisogno tendiamo ad avere un’unica cellula mondiale che se ne occupa. Se quella cellula impazzisce per motivi suoi (avidita’, errore, catastrofe o debolezze dei gruppi umani) tutto il mondo ne soffre le conseguenze.

    Per questo motivo una societa’ costituita da tante macro-regioni quasi autosufficienti dovrebbere essere molto piu’ robusta rispetto ad una societa’ globalizzata nei confronti di scossoni sia interni che esterni. Le macro-regioni (al limite piccole nazioni) restano intercomunicanti pero’ in modo molto meno critico di quanto lo siano con il sistema globalista. Ci sarebbe una grandissima ridondanza, anche in forme diverse, perche’ no?

    Il prezzo, dal punto di vista contabile un po’ miope, sarebbe un apparente spreco di risorse pratico-conoscitive (di conseguenza anche culturali) diffuse ovunque. Il vantaggio e’ pero’ l’enorme robustezza, senza contare la gratificazione personale dei cittadini che sentono ognuno di contare qualcosa in quanto le loro conoscenze vengono apprezzate e non piu’ buttate nella pattumiera del profitto contabile come oggi.

    La globalizzazione purtroppo continua ad avanzare. L’UE ha l’aria di essere solo un tassello intermedio in vista di altro. Se gia’ il trattato di Lisbona e’ un obbrobrio, immaginiamoci come sara’ attrattivo e comprensibile il supertrattato mondiale!

    L’idea di avere una serie di ministeri mondiali centralizzati chissa’ dove: la sanita’, l’educazione, la finanza, il militare, ecc. ecc. mette i brividi. E’ come tornare ai tempi dei dinosauri, con la differenza che ora hanno un aspetto piu’ presentabile, in giacca e cravatta, oppure tailleur, come la signora Chang dell’OMS, appunto.

  • InsolitoEs

    grazie

  • idea3online

    La speranza c’è, si parla di poteri che esistono ma non si vedono, ricordatevi che il numero 1 cioè, dietro a tutti questi poteri il potere numero 1 occulto è Satana. Altrimenti tutto questo potere come avrebbero potuto ottenerlo, non per niente Gesù rifiutò i Regni del Mondo quando fu tentato.
    Loro hanno i loro programmi di signoraggio, ma Gesù ha pure il suo programma di libertà.
    Questo è un ottimo articolo, racconta delle verità che nessuno racconta, poteri occulti, invisibili come il demonio ma esistono. Però dobbiamo guardare l’altra faccia della moneta o del potere, da una parte troviamo il male, ma dall’altra il bene.

    Purtroppo per chi non crede, dovrà capire che il profeta Daniele e l’Apocalisse descrivono bene queste fasi storiche, questi poteri descritti nell’articolo oltre che signoreggiare nel mondo, sono in opposizione a Dio come lo fu Nimrod.
    Dio è anche un potere, forse Dio adesso ha fatto capire a tutti gli uomini della terra che nessun governo umano dona amore e libertà, certo il governo di Dio è una Teocrazia, se devo essere sincero preferisco la Teocrazia che un Governo guidato e gestito dai gruppi descritti in questo bellissimo articolo.
    Questi Gruppi vorrebbero dire: Venga il Nuovo Ordine Mondiale come in cielo anche in Terra……però non si ricordano che questo programma era stato scritto da Dio tanti anni fa e prima di loro…infatti Gesù forse per anticipare la superbia del Demonio disse e ricordò a tutti noi:

    Padre Nostro venga il tuo Regno (Non il Nuovo Ordine Mondiale) come in cielo anche in Terra.

    Una speranza c’è…..sarà pensiero del Re dei Re Gesù chiamare a dovere tutti questi gruppi che vorrebbero attuare in Terra un altro Regno e non quello di Dio.

  • idea3online

    Non sono tentacoli…ma sette teste (Rappresenta tutte le potenze del mondo…)e 10 corna (perchè rappresenta tutti i governanti del mondo)
    Inoltre è un ottavo Regno infatti:

    Apocalisse 17:11
    E la bestia che era, e non è, è anch’essa un ottavo re, viene dai sette, e se ne va in perdizione.

    Apocalisse 13:1

    Poi vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e sulle teste nomi blasfemi.

    Apocalisse 13:18
    Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza, calcoli il numero della bestia, perché è un numero d’uomo; e il suo numero è seicentosessantasei.

  • idea3online

    Non sono tentacoli…ma sette teste (Rappresenta tutte le potenze del mondo…)e 10 corna (perchè rappresenta tutti i governanti del mondo)
    Inoltre è un ottavo Regno infatti:

    Apocalisse 17:11
    E la bestia che era, e non è, è anch’essa un ottavo re, viene dai sette, e se ne va in perdizione.

    Apocalisse 13:1

    Poi vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e sulle teste nomi blasfemi.

    Apocalisse 13:18
    Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza, calcoli il numero della bestia, perché è un numero d’uomo; e il suo numero è seicentosessantasei.

  • Firenze137

    Mi ricollego ai miei precedenti post a Vic e copio ed incollo un’idea che avevo butato giù qualche tempo fa. Credo che Internet se usato bene possa consentirci operazioni davvero impensabili e di effetto. Pensate all’uso delle tecniche di marketing “tipiche” di Internet come il viral marketing. Quindi se riusciamo a creare una squadra o gruppo di persone determinate e “ben attrezzate” informaticamente possiamo avere effetti sostanziosi.

    Di seguito la bozza di creare un gruppo dal nome ALLTOGETHER :

    ##################################################

    Credo che la possibilità di creare gruppi di migliaia di aderenti, impensabile solo 10 anni fa, possa essere impiegato in un modo utile ed innovativo dal punto di vista delle scelte di un gruppo di 100, 1000 10.000 persone che si attivano TUTTI INSIEME per fare o non fare una cosa “x” in un certo giorno.
    Della serie che al semplice pressione di un “click” ci attiviamo tutti. Penso che la tecnologia permetta questo ma non ne sono certo al 100 % . Mi piacerebbe quindi testare le concrete e reali possibiità di poter decidere esempio che domani 10 mila aggregati a questo gruppo non acquistano.. che so..il giornale. Se vi va possiamo fare un test ovviamente gratuito e possiamo tutti controllare se la cosa funziona o no ed i tempi di reazione. Io proporrei di testare la nostra operatività nel decidere TUTTI di NON guardare un programma TV stabilito .. che so “il TG 1 di mezza sera” e vedere se l’Auditel del giorno dopo ci darà riscontro del calo del picco dello share a causa del mancata visione e del valore del calo del picco. Se il nostro gruppo ALLTOGETHER cresce possiamo davvero incidere in maniera significativa !. Avrete già capito che noi tutti di ALLTOGETHER avremo un potere contrattuale davvero potente e da far valere in futuro per finalità ** lecite ** che ovviamente ci interessano e possiamo imporre. E finalmente si potrebbe anche cominciare a cambiare qualcosa. Finchè ci sarà Internet.. Che ne dite ?
    #####################################################

    Se c’è qualcuno che conosce la tecnologia dei social network come facebook e simili ( compreso la proprietà del social network, che non permetterebbe ovviamente di ospitare gruppi in coflitto con i propri interessi diretti) potremmo provare a fare delle prove come quella dell’auditel o il giornale o qualche altra che vi invito a postare qui.

    Che ne dite ?

  • mikaela

    “senza offendere chi come tu stesso dici può aver acquisito un atteggiamento conseguente ad una opera di imprinting svolto dalle grandi lobby da decenni.” RILEGGI QUELLO CHE HAI SCRITTO E POI SPIEGAMI COME SI FA A NON ESSERE SARCASTICI.SECONDO TE BARNARD DEVE FARE L’APPLAUSO A TRAVAGLIO QUANDO ESTERIORA IL SUO APPREZZAMENTO ALLE LOBBIES USIONISTE?
    QUANDO RINNEGA I DIRITTI DEI PALESTINESI? DEVE ELOGIARLO QUANDO PARLA SOLO ED ESCLUSIVAMENTE DI PAPI MENTRE I PROBLEMI CHE CI AFFLIGGONO SONO ALTRI? HA FORSE DETTO QUALCHE COSA DEL TRATTATO DI LISBONA? TI RICORDO CHE E’ L’UNICO GIORNALISTA CHE HA UN AUDIENCE COSI’ AMPIA CHE SAREBBERO BASTATI POCHI INTERVENTI, QUATTRO PAROLE E FORSE GLI ITALIANI SI SAREBBERO RESI CONTO DI QUELLO CHE STAVA SUCCEDENDO. QUINDI BENVENGA BARNARD QUANDO DICE CHE TRAVAGLIO HA IL GUINZAGLIO E CHE E’ UN NEGAZIONISTA ACCETTABILE. IO INVECE TI DICO CHE E’ UN VENDUTO GATEKEEPER INSIEME A GRILLO DI PIETRO & C. QUELLO CHE C’E’ SCRITTO IN QUESTA CONSIDERAZIONE BARNARD LE DICE DAL 1997 BASTA SOLO RICERCARE I SUOI ARTICOLI E SI CAPIREBBE VERAMENTE CHI E’ STATO BARNARD E PERCHE’ NON E’ AL POSTO DI TRAVAGLIO. CAPISCI IL MIO SARCASMO? CIAO

  • mikaela

    NON GUARDATE ANNOZZERO

  • gnorans

    “… pilotarono le repubbliche affinché si dividessero in due tipi: quelle dove è permesso l’accentramento del potere e, quelle dove è permesso l’accentramento delle ricchezze.”

    Nel comunismo la proprieta’ privata era talmente limitata da essere in pratica abolita. Per quanto ne so non sono esistite societa’ in cui era fissato un limite ragionevole, tale da incoraggiare l’iniziativa privata.
    Quindi l’idea e’ NUOVA.

  • ambrosia

    cazzzooo che articolo !!
    mi ha aperto gli occhi
    comandano i ricchi
    e io che pensavo fosse il panettiere sotto casa
    e qualcno dice “bravo paolo …ora tocca noi pero’ darci una svegliata!”
    lui si puo alzare dalla sedia e farsi un the’ caldo
    barnard scrive,tutti a dire grandeee paolo ci volevaaaa ora me lo leggo al cesso!!
    per chi dissente ce’ l instancabile infermiera mikaela a rompergli i maroni

  • bluerik3

    Bellissimo articolo, io aggiungerei religioni, massoneria , sette esoteriche etc… tutti tentacoli di una stessa creatura, al cui capo vi è una ristretta cerchia di famiglie che nel bene o nel male, governa questo mondo molto tecnologico e meno evoluto spiritualmente, da sole o con altri blocchi di potere forse peggiori.
    Premettendo che conosciamo molto parzialmente la realtà, chiunque di noi se fosse nato e cresciuto in questa élite, come si comporterebbe?
    Io sinceramente non vedrei male la realizzazione di un’unico governo mondiale, che forse eliminerebbe tante barriere e meschinità inutili.
    Nella peggiore delle ipotesi cambierebbe solo la mano che tiene il bastone.

  • mazzi

    In effetti, questo e’ diventato un coro e non se ne capisce la ragione. Si insomma, non e’ che di cose cosi’ non ne avessimo mai sentito parlare ————– Perche’ tutti questi osanna?

  • fm

    Certo che ne avevamo sentito parlare.
    Il problema e` “come”.

    Se ti fai un giro degli articoli “divulgativi” su internet ti rendi conto che sono pieni di sottintesi, allusioni, che li rendono praticamente inefficaci.

    Barnard con il suo stile preciso e puntuale, fa collegamenti, non lascia niente all’immaginazione e mette una buona bibliografia.

    Solitamente articoli (o video) del genere sono fatti solo per “stupire”. Solita sparata di citazioni da personaggi famosi (presidenti americani, banchieri, etc.), poi una spiegazione lacunosa dei fatti, e per finire titoli di coda sibillini. Risultato : abbassamento della credibilita`.

    Quindi bravo Barnard!

  • marco08

    Cara Mikaela va bene il sarcasmo ( stimola e non offende), va bene criticare Travaglio per le sue esternazioni sulla questione Palestinese ( la penso esattamente come te) non va bene quando voi pretendiate che un cronista giudiziario che ha costruito il suo credito su questa materia (dove è più preparato) si occupi di cose di cui probabilmente non ne capisce il peso e soprattutto non le ritiene importanti.Voi, ed è questo che non riesco a capire, vorreste imporre a un giornalista che si occupi necessariamente di lobby e finanza occullta. Quanti sono i giornalisti in Italia che lo fanno? Perchè prendersela solo con Travaglio and company? LOro almeno fanno denuncia.Su Di Pietro si potrà opinare il suo ruolo politico ma mi sembra un pò irriguardoso mettere in dubbio la sua persona che, da magistrato ha rischiato anche la vita.Se ora lui e Travaglio siano divenuti due”gatekeeper” non lo so, non metto la mano sul fuoco su nulla però a me esprimono fiducia e quindi li seguo come faccio anche con Barnard che quando non è assolutista nei modi lo apprezzo moltissimo per i temi di grandeimportanza che affronta Ciao.

  • fm

    Lascia perdere internet… Sul fronte attivismo ha fatto gia` abbastanza danni.

    Bisogna andare nelle strade e parlare faccia a faccia con le persone.

  • fm

    Completamente d’accordo.

    Un grande grazie a Barnard per questo lavoro di sintesi e di analisi.

  • mikaela

    Si puo’ apprezzare chi si vuole, quello che non accetto e’ criticare Barnard quando critica i colleghi che hanno dei grandi spazi in tv di essere dei negazionisti o dei left- gatekeepers.
    Il disegno sionista nell’occupazione della Palestina e’ chiarissimo e non c’e’ molto da inventarsi,spendere due parole a favore di un popolo che sta’ soffrendo da 100 anni non e’ tanto complicato, lo puo’ diventare solo quando sono proprio le lobbies sioniste che sostengono la sua immagine.Travaglio ha detto che Barnard e’ uno squinternato solo per salvare la sua immagine nel mondo di internet fra i giovani adoranti che nulla sanno di Barnard.Per mesi lo hanno deriso e sbeffeggiato senza un minimo d’educazione e solo in pochi hanno avuto la voglia di leggere e scoprire le qualita’ di un grande giornalista.Mi sembra abbastanza evidente che Barnard non potra’ mai rientrare a livello nazionale nei mass media in quanto scomodo a tutti quindi l’unica cosa che possiamo fare e’ sostenerlo in nome della verita’ e accettare le sue critiche per quei venduti che sono al servizio del sistema.

  • mikaela

    Altri V Day non servono a niente li avete gia’ sperimentati.Bisogna diffondere cultura nelle scuole, alle universita’ e in tutti i punti di aggregazione. Solo dopo una grande presa di coscienza forse fra venti o trenta anni cambiera’ qualche cosa.

  • giovanni

    Ciao, in effetti quella che poni è la vera domanda…
    … ovviamente è abbastanza inutile creare o rincorrere movimenti pseudo-grillo o comitati particolari.
    Preso atto della mega-macchina (come la chiama Latouche)
    che plasma il nostro modo di pensare, vestire e consumare,
    è sufficiente un percorso individuale che ci permetta non dico di essere d’aiuto, ma almeno di essere meno dannosi.
    Le iniziative a cui ho partecipato in piccoli gruppi (e anche da solo)
    per ora riguardano l’elaborazione di poche pagine di materiale informativo per ciascun tema e la distribuzione gratuita di questo
    “nei luoghi della gente comune” (parafrasando Barnard).
    Per esempio materiale su consumo critico, vero prezzo (le esternalità)
    di ciò che ci viene venduto, schede sintetiche sulla guerra a Gaza etc.
    Ripeto: a volte l’ho fatto anche da solo davanti al piccolo supermercato di quartiere ed è stato sempre piacevole.
    Fammi sapere che ne pensi!
    Un abbraccio.

  • fm

    Infatti non parlavo affatto di V-Day che, concordo, non servono a nulla.

  • Alex_Genet

    Caro Paolo, grazie per questo contributo, che con il precedente “come morimmo” è, secondo me, veramente prezioso.

    In primis, vorrei precisare un particolare soltanto: il grande intellettuale Edward Waide Said era palestinese (costretto con la sua famiglia di origine ad abbandonare la sua terra, come molti altri suoi connazionali), non americano. Ha insegnato presso la Columbia University di New York Letteratura Comparata ed ha scritto opere molto importanti a proposito del dramma dei palestinesi, del razzismo e dell’imperialismo culturale (oltre a conoscere, ovviamente, molto bene la letteratura era anche poliglotta, esperto di Opera e bravo pianista). Mi dilungo su di lui perché credo sia importante ricordare la sua vita da intellettuale impegnato, della quale portano testimonianza i suoi scritti (che chiunque può cercare e trovare facilmente in italiano), la cui diffusione in Italia fu favorita anche dagli sforzi del compianto Stefano Chiarini.

    In secondo luogo, vorrei suggerire un piccolo gesto di lotta contro questo sistema di potere. Prendendo ispirazione dalle idee diffuse (e messe in pratica) da Richard Stallman (http://www.stallman.org/), il fondatore della Free Software Foundation, possiamo cercare di condividere con i non-specialisti ciò che sappiamo nell’ambito specifico di cui ci occupiamo. Credo, infatti, che il modo migliore per lottare contro i poteri che ci sovrastano sia per prima cosa quello di attaccare le tecnocrazie che li sostengono, e, indirettamente, i tecnocrati di cui si servono. I contributi che in queste settimane leggiamo su CDC a proposito dei vaccini e delle politiche sanitarie dei nostri governi vanno quasi sempre in questa direzione. Ho da molto tempo l’impressione che il sapere specialistico verso il quale sempre più il nostro sistema (non solo scolastico-universitario) ci indirizza e costringe sia una delle più pericolose gabbie intellettuali nelle quali ci stanno chiudendo. La condivisione dei saperi e lo sforzo di dedicarsi a settori che sono lontani da quelli che maggiormente hanno contribuito alla nostra formazione sono fattori fondamentali. Proprio l’uso di sistemi operativi e software liberi può costituire un buon inizio, non solo per condividere liberamente della conoscenza tecnica, stimolando gli altri a fare altrettanto, ma anche e soprattutto per avere un minimo di controllo su strumenti che sempre più fanno parte delle nostre vite e che, a differenza del televisore, possono essere da noi controllati e diretti. Dico tutto ciò da “umanista” che ha scoperto l’informatica relativamente tardi, e mai includendola tra i suoi interessi principali.

    Infine, vorrei rivolgermi alle reazioni negative di alcuni lettori di questo contributo di Barnard: è vero che molte delle informazioni riportate in questa pagina virtuale sono ben note a chi è solito interessarsi di certi temi, ma è anche vero che l’esposizione chiara e compatta è importantissima per comunicare i problemi qui sollevati a chi non ha mai avuto la curiosità di indagare certe problematiche, o semplicemente non ci ha mai pensato.
    Per questo, ritengo che un primo contributo che tutti possiamo dare è – banalmente – segnalare questi contributi a tutte le persone che conosciamo, e che secondo noi non sanno queste cose, o ci prendono per mistificatori e “complottisti” se ne parliamo.
    Un bravo giornalista che ne parla in poche pagine, citando fonti e portando argomenti validi può essere molto più convincente di un discorso che improvvisiamo davanti ad una birra con degli amici.

  • edo

    Ci sono quelli che hanno il potere (complimenti a Barnard) e poi ci sono quelli pagati per far credere alla gente che nulla è come Barnard racconta: i giornalisti.
    Sarebbe opportuno a questo punto creare una mappa di chi fa da cane da guardia del vero potere, evidenziando a chi sono riconducibili i mezzi d’informazione più “orientanti” e sopratutto a chi appartengano le agenzie di stampa… non mi sorprenderei se nella girandola: mass media-banche-proprietari di banche, si scoprisse che le agenzie di stampa sono di proprietà degli stessi giornali (leggi banche e loro proprietari) che finirebbero per citare se stessi e, ironia della sorte, garantire da se stessi la “bontà” delle notizie che spacciano.

  • vic

    Arcangel
    C’era un architetto/urbanista, se non sbaglio di origine italiana, che si mise in testa di costruire una citta’ da zero. La chiamo’ Arcangel e, se ricordo bene, dovrebbe sorgere da qualche parte in Arizona.

    Alcuni entusiasti abbracciarono il suo progetto, specialmente dei giovani. Andarono li’ e si misero a lavorare gratuitamente alla costruzione dei vari edifici.
    Un giorno m’imbatto in un’intervista col fondatore di Arcangel, fatta in quel di Arcangel. Dalle foto si vede chiaramente che il progetto arranca. Da allora non ne ho piu’ sentito parlare. Chissa’ come sara’ finita la storia di Arcangel! Sara’ diventata una citta’ ideale o sara’ rimasta un ideale di citta’?

    Paraguay
    Ci spostiamo a sud. Altra storia. Questa volta si trattava di costruire dal nulla una comunita’, diciamo un villaggio autosufficiente. Venne acquistato il terreno, che li’ costava pochissimo. Poi via ai lavori. Dopo una mezza generazione le cose sembravano funzionare .. a meta’.
    C’era chi andava li’ solo per una parte dell’anno, proprio per stare isolato dal mondo. Per cui non si lamentava delle varie scomodita’ e dei servizi uguali quasi a zero.
    Altre famiglie invece cominciarono a litigare coi vicini (questioni sentimentali forse, non si sa bene). Ci fu perfino una sparatoria con un morto. Morale della favola: par di capire che questi cittadini fuggiti dal mondo occidentale Europeo si portarono dietro i loro problemi, oppure semplicemente era troppo voler cominciare da zero per gente abituata fin li’ ad avere quasi tutto se non sottomano, almeno a distanza ragionevole. Erano arrivati al paradosso che non avevano servizi basilari, ma poi una famiglia s’era installata la TV satellitare, alimentata da un generatore.
    Non ho idea di come sia continuata la storia di questo villaggio sperduto in mezzo al Paraguay. Insomma a quanto pare non e’ andata troppo bene, anche se non si puo’ dire che sia stato un fallimento completo, perche’ alcuni rimasero li’. Incastrati li’?

    Patagonia
    Curiosando in un libro recente sulla Patagonia, leggo che l’autrice, un’alpinista fra l’altro avvezza a vivere fuori dal mondo, s’imbatte in un individuo che vive tutto solo in un luogo assolutamente disabitato. Fuori dal mondo che piu’ fuori dal mondo non si puo’. Non vive esattamente solo, per essere precisi ci vive col suo cavallo. Fa loro compagnia un vento persistente abbastanza gelido. Lui racconta all’aitante alpinista che si reca una volta all’anno nel posto piu’ vicino (per modo di dire perche’ ci mette una settimana ad arrivarci) per procurarsi il necessario, tipo chiodi, semplici utensili e altre provviste. La cosa curiosa e’ che costui, seppure in mezzo alle scomodita’ che noi definiremmo allucinanti, be’ costui era felice! Aveva l’aria un po’ consunta per l’eta’ non proprio decrepita, la faccia rugosa temprata dagli stenti, pero’ non si lamentava. Anzi si mise a far la corte all’alpinista, invitandola a rimanere li’ con lui. Lei declino’ l’invito, ringraziandolo per l’insperata ospitalita’. Evidentemente non era pronta ad un simile passo, anche perche’ il suo uomo l’aspettava in Europa.

    Resta il fatto che il tizio fuori dal mondo, solo col suo cavallo e la sua baracca piena di spifferi, era felice. Qui il governo non arriva, diceva, il governo sono io o, se vuoi, e’ il mio cavallo. E il cavallo annuiva, brucando l’erba spazzolata dal vento. Chissa’ come sara’ finita questa storia!

  • Santos-Dumont

    Complimenti per l’intervento, anch’io sostengo il concetto di macro regioni quasi autosufficienti.

  • mikaela

    nell’attesa guarda questo vecchio video di Barnard che e’ stato appena caricato su you tube
    http://www.youtube.com/watch?v=C9GCvCmRvuI

  • lpv

    se non altro mi hai restituito un po’ di buon umore 🙂

  • lpv

    far aprire gli occhi alla gente mi sembra un ottimo progetto alternativo di per sé..

  • lpv

    Ciao a tutti. Qui a Roma sto contribuendo a creare un po’ di movimento e gruppi di incontro e discussione attorno ad un progetto chiamato MOAS (Movimento per l’Adeguamento Sociale, http://www.moas.net , sito che subirà un restyling quanto prima).

    Al centro del progetto è l’idea di fornire alle persone un “pacchetto” di informazioni quanto più sintetico, essenziale ma mirato possibile, che permetta loro di individuare i meccanismi che stanno alla base dei processi di organizzazione sociale, politica ed economica. In una parola, come agisce il potere.

    Tutto è però molto concentrato in pochi semplici concetti, e soprattutto il punto di forza- a mio avviso – dell’idea è sfruttare un approccio psicologico (il progetto è stato ideato da uno psicoterapeuta oltre 10 anni fa, e da allora costantemente rivisto, aggiornato, ridotto all’osso e migliorato per arrivare all’attuale versione finale).

    Per maggiori informazioni vi rimando al sito.
    Mi preme qui “pubblicizzare” la cosa: si tratta di un potenziale veicolo di incontro per persone come noi, ma soprattutto di diffusione all’esterno. Si sono già svolti i primi 4-5 incontri, sempre con persone diverse, per verificare il riscontro della gente alla presentazione delle idee – strumenti di comprensione e anche proposte pratiche d’azione – e l’idea è di puntare sulla crescita del gruppo fino a 1-2 mila persone su Roma. Non è impossibile se ci uniamo, col passaparola; la gente interessata c’è, il difficile è metterla insieme.
    Sarebbe una buona base di partenza per cominciare ad essere presenti come “voce” riconosciuta sulla scena, intanto, locale.

    E’ una scommessa, che parte dal presupposto di usare quest’occasione (gli incontri iniziali MOAS) come un veicolo per aggregare persone interessate a promuovere il cambiamento. Mettendo da parte protagonismi, l’importante è trovarsi insieme, per discutere e iniziare a pianificare una strategia per invertire la rotta. Non dobbiamo essere in moltissimi, per ora, ma onesti, capaci, coraggiosi.
    Per chi è interessato- anche ad incontrarci in altra sede – vi prego di scrivermi in privato.

    C’è davvero il rischio come ha detto qualcuno di diventare “rivoluzionari da tastiera” mentre qui fuori il treno corre fuori dai binari verso la fine dei binari…
    Facciamo qualcosa, alziamo il culo, incontriamoci, e vediamo cosa viene fuori.

  • lpv

    Scusate se mi ripeto ma ci tengo a diffondere il messaggio.

    Ciao a tutti. Qui a Roma sto contribuendo a creare un po’ di movimento e gruppi di incontro e discussione attorno ad un progetto chiamato MOAS (Movimento per l’Adeguamento Sociale, http://www.moas.net , sito che subirà un restyling quanto prima).

    ((AVVERTENZA: non date importanza al fatto che sia un progetto tra mille, quello che mi preme proporre qui è la semplice possibilità di incontrarci e discutere di come iniziare ad agire!! Adesso se volete continuate con la lettura))

    Al centro del progetto è l’idea di fornire alle persone un “pacchetto” di informazioni quanto più sintetico, essenziale ma mirato possibile, che permetta loro di individuare i meccanismi che stanno alla base dei processi di organizzazione sociale, politica ed economica. In una parola, come agisce il potere.

    Tutto è però molto concentrato in pochi semplici concetti, e soprattutto il punto di forza- a mio avviso – dell’idea è sfruttare un approccio psicologico (il progetto è stato ideato da uno psicoterapeuta oltre 10 anni fa, e da allora costantemente rivisto, aggiornato, ridotto all’osso e migliorato per arrivare all’attuale versione finale).

    Per maggiori informazioni vi rimando al sito.
    Mi preme qui “pubblicizzare” la cosa: si tratta di un potenziale veicolo di incontro per persone come noi, ma soprattutto di diffusione all’esterno. Si sono già svolti i primi 4-5 incontri, sempre con persone diverse, per verificare il riscontro della gente alla presentazione delle idee – strumenti di comprensione e anche proposte pratiche d’azione – e l’idea è di puntare sulla crescita del gruppo fino a 1-2 mila persone su Roma. Non è impossibile se ci uniamo, col passaparola; la gente interessata c’è, il difficile è metterla insieme.
    Sarebbe una buona base di partenza per cominciare ad essere presenti come “voce” riconosciuta sulla scena, intanto, locale.

    E’ una scommessa, che parte dal presupposto di usare quest’occasione (gli incontri iniziali MOAS) come un veicolo per aggregare persone interessate a promuovere il cambiamento. Mettendo da parte protagonismi, l’importante è trovarsi insieme, per discutere e iniziare a pianificare una strategia per invertire la rotta. Non dobbiamo essere in moltissimi, per ora, ma onesti, capaci, coraggiosi.
    Per chi è interessato- anche ad incontrarci in altra sede – vi prego di scrivermi in privato.

    C’è davvero il rischio come ha detto qualcuno di diventare “rivoluzionari da tastiera” mentre qui fuori il treno corre fuori dai binari verso la fine dei binari…
    Facciamo qualcosa, alziamo il culo, incontriamoci, e vediamo cosa viene fuori.