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QUELLO CHE NON HO E MI GUARDO BENE DALL' AVERE

DI FULVIO GRIMALDI
fulviogrimaldi.blogspot.it

A proposito di armi di distrazione di massa, non poteva non accorrere alla chiamata a quelle armi la provetta coppia dalla lacrima tossica Fazio-Saviano? Ed è accorsa dotata del migliore armamentario necessario alla distruzione della razionalità con cui l’essere umano provvede alla difesa della sua autonomia di giudizio. Ho visto su La 7 la megakermesse dell’emozione lacrimoso-buonista “Quello che (non) ho”, il parossismo del politicamente corretto, una parata patetico-melò nella quale hanno affogato anche alcune delle personalità più rispettabili, per quanto nell’occasione a loro dispetto strumentalizzate, vedi Scola, Olmi, Elio Germano, Raffaele La Capria, il solipsista Guccini, vedi la partigiana, vedi il maestro di strada Cesare Moreno, mio compagno nella lontana Lotta Continua, messi lì per arruffianarsi e intorpidire la sinistra.Hanno addirittura commesso il sacrilegio di inserire nelle loro turpitudini l’immagine e la parola di Pasolini. Il pubblico, rasserenato dallo sghignazzo per il buffone di corte Littizzetto che elegantemente chiedeva a Fassino se non gradiva farsi Carla Bruni, subiva l’annichilimento di ogni ragione critica nelle suggestioni revival di Elisa, nelle storie di bambini napoletani sputazzoni e sputacchiati, nelle melensaggini bibliche – o quanto praticate! – sull’amore per il prossimo, nell’edificante evoluzione di Rocco Papaleo dal sasso lanciato in faccia al nemico, al sasso riscattato al “costruire”. 

Miravano alla pancia e prendevano alle spalle. Con gli spettatori presi per il culo da tutta questa fuffa di sciropposa emotività, nemica, sì, del freddo raziocinio, ma molto amica di un compassionevole autocompiacimento, la traiettoria delle salve autentiche del duo di vivandiere dell’armata dei diritti umani con il pugnale tra i denti partivano dalla pancia (e, nel caso della coprologa Littizzetto, dal basso ventre) e agevolmente arrivavano a colpire cervelli ormai disarmati. Prima, a spazzare il campo da ogni resistenza, le mine anti-comuniste piazzate dagli artificieri della democrazia, Lerner e Gramellini, con il recupero all’etica dell’anticomunismo di Solidarnosc, i prezzolati terminali polacchi di Vaticano e Usa. A dissodare il terreno provvedevano due accorate fanciulle che, rispettivamente, dovevano satanizzare lo Stato canaglia Iran ed esaltare una rivoluzione dei gelsomini tunisina di cui si trascurava la fine tra le fauci dei Fratelli Musulmani, che si sa quanto sono promotori della dignità e felicità delle donne. Indi, messosi sulle vergogne la foglia di fico del fervorino antimafia, arrampicatosi sulla croce della sua periclante vita sotto scorta, Saviano, a prima vista vampiro a corto di sangue, assumeva il ruolo del cannoniere di sfondamento. Riesumando i cadaveri putrefatti della disinformazione imperiale, eseguiva alla perfezione gli ordini dei mandanti dell’operazione. 

Una breve, micidiale, per quanto ormai antistorica bordata contro la Libia, con i ratti Nato-Al Qaida messi sullo stesso piano dei laici rivoluzionari antimperialisti e anti-tirannici delle primavere arabe autentiche, questi ultimi felicemente liquidati da savianei Nato-islamisti in Bahrein, Egitto, Yemen. Consapevole delle benefiche ricadute tra i politically correct, delle primavere, esaltava il ruolo delle donne (che in Libia erano invisibili tra i “ribelli”, se non stuprate e sgozzate, mentre erano in prima fila nella resistenza patriottica). Poi la stoccata strategica contro il nemico assoluto, la Russia di Putin (in sintonia a destra con il terminator Obama e, a “sinistra”, con il rivoluzionario colorato e slavofobo del “manifesto”, Astrit Dakli), rilanciando l’infame falsificazione mediatica della tragedia di Beslan, Ossezia del Nord, 1/9/2004. Sguazzando tra i bambini falcidiati in quella scuola dai terroristi Nato-ceceni, scaricava la responsabilità del massacro sui russi, intervenuti per porre fine al massacro. Avreste dovuto godervi le lacrime di Fabio Fazio al termine della “testimonianza” di una povera complice della fetecchia. Se immaginavo che mai ci avrebbe potuto essere qualcosa di più oscenamente ipocrita del finto pianto della Fornero, mi sbagliavo. 

Per ottundere la visione degli orrori in corso ad opera dei suoi mandanti tra Afghanistan, Iraq, Siria, Yemen, Somalia, Messico, Honduras, e di quelli strutturali degli alleati qatarioti, bahreiniti, sauditi, turchi, Usa, contro la propria popolazione, e per lubrificare i futuri lanciamissili contro Stati e popoli non normalizzati, l’uomo di Casal di Principe riesumava veline Cia-Mossad intrise del sangue della verità. La magnifica serata ha evidenziato il suo significato di presa per il culo dei narcotizzati dalla commozione, con un omaggio diretto alla Nato e ai suoi eroi: un certo ufficiale di marina in sfolgorante uniforme rievocava come, con la sua corvetta, avesse salvato bambini e donne alla deriva sul barcone al largo di Lampedusa. Gloria e onore alla nostra marina che in un solo anno ha salvato ben 32mila migranti dall’atroce fine in fondo al mare. Stupefatti, muti come pesci e bianchi come merluzzi, da quel fondo del mare seguivano la trasmissione decine di migliaia di non salvati dal nostro eroico capitano di corvetta. E neanche dalla corvetta Sibilla quando speronò la Kater i Rades per mandare sott’acqua 81 albanesi. E neanche dalle tante navi da guerra italiane che, per la Nato, guardavano e cannoneggiavano i libici e se ne fottevano altamente dei fuggiaschi da quelle granate mentre annegavano lì intorno. Effetti collaterali che non turbavano i buoni sentimenti, né degli artefici di questo Kolossal imperiale, né dei loro consapevoli o inconsapevoli complici, né di un pubblico che se ne tornava a casa in brodo di giuggiole per aver fatto e visto una cosa buona. 

Per la terza puntata, l’uomo dagli occhi da morto vivente si era riservato il bersaglio grosso. Personaggio nerissimo,con le radici sprofondate nell’estrema destra, lettore appassionato di Julius Evola, sostenitore dello Stato criminale per eccellenza, Israele, non poteva non dare il suo contributo a quello a cui gli psicopatici nichilisti dell’armageddon biblico puntano come alla “battaglia finale”. Tutta la parata di stelle della più dignitosa intellettualità italiana, il panteon dei martiri di mafia e industria, le tempeste emotive suscitate dai vari “casi umani” (tipo “l’ansia della mamma con il figlio in missione di pace”, cioè professionista del killeraggio colonialista), le ruffianerie musicali collegate agli anni in cui “eravamo giovani e belli”, costituivano i preliminari in vista della penetrazione. Non servivano ad altro che a montare attenzioni, ascolti e consensi verso l’obiettivo vero di tutta l’operazione: la Cina. In un copione che poteva essere scritto a molte mani da Cia, Mossad, Amnesty, Human Rights Watch, Avaaz e Hillary Clinton, cioè dalla créme de la créme della sodomizzazione planetaria, ma che portava la firma dell’immancabile dissidente, Saviano incartava un pubblico ormai spogliato di ogni resistenza razionale. Non aveva mai messo il becco in Cina, Stato quanto mai discutibile nel suo paradossale capital-comunismo, ma incomparabilmente meno efferato rispetto a Stati divoratori e desertificatori di paesi e popoli, quali quelli a cui questo pifferaio del male assoluto presta i suoi servigi. Né sapeva citare alcunché di analisti seri e obiettivi. Gliene bastava la conoscenza, in tutti i suoi orrori, fornitagli dal dissidente Liu Xiao, uno che nei Laogai cinesi, campi di lavoro per detenuti, ma campi di sterminio per Saviano, aveva speso alcuni anni.

Saviano combina il piglio del fustigatore morale con quello del giustiziere. E il pubblico, inconsapevole del waterboarding psicoemotivo cui è sottoposto, applaude a ogni passaggio, sentendosi spostato sempre più dalla parte del bene assoluto: processi farsa, lavaggio del cervello, torture, confessioni estorte, fame, prigionieri ischeletriti. “Pare”, dice Fazio, dai 3 ai 5 milioni attualmente nei Laogai, 40 dai tempi di Mao, mica qualche ladro, rapinatore, omicida, corrotto, spia, macchè, tutta gente che si limitava a “pensarla diversamente”. Su un tavolino erano sparsi alcuni dei prodotti cinesi che invadono i nostri mercati, belli o brutti, ma anche loro travolti dall’esecrazione savianea, giacchè “del regime comunista” e, dunque, ontologicamente nefasti. Oltreché perniciosi per il monopolio mercataro delle multinazionali. Avesse un briciolo di onestà, questa sordida invettiva anticinese su cose che in Occidente si fanno meglio e su più vasta scala, avrebbe potuto prendersela con i portachiavi cinesi con, in un sacchetto, tartarughine vive. Vive per un mese, per poi morire soffocate. Ma ci pensate quanto gliene fotte al sicario e ai suoi mandanti? Mica si tratta di “diritti umani”. 

A Saviano, al confronto con la cui indignazione contro i “regimi comunisti” (tutti, non risparmia neppure Ungheria, Bulgaria, Romania, buonanime e cita, en passant, gli irrinunciabili Castro e Chavez), quella del popolo di Occupy, della Puerta del Sol, o delle moglie dei suicidati da Monti-Fornero, risulta una banale irritazione, succede, piagnucoloso quanto serve, il dissidente Liu Xiao, appropriatamente Premio Nobel. Proprio come Kissinger, Begin e Obama. Ha fatto qualche anno di Laogai, accusato di corruzione. Liberato, in quale paese immaginate che si sia precipitato? In quello di tutte le libertà, santuario dell’habeas corpus, esportatore di diritti umani, equo ridistributore di ricchezze. Direttamente a Washington: “Sono stato fortunato, finalmente la libertà mi sorrideva”. Dagli Usa, alcuni anni dopo, premiato con cittadinanza statunitense, omaggiato dal Senato a maggioranza repubblicano-bellicista, assoldato e addestrato dalle centrali di spionaggio e destabilizzazione (quelle delle “rivoluzioni colorate”), veniva rispedito in Cina. Si dotò dell’immancabile copertura con una Fondazione Liu Xiao, fu quasi subito scoperto da chi ben conosceva i suoi polli, arrestato e, visto che gli Usa gli avevano fornito lo scudo della cittadinanza, rispedito a casa sua. 

Fulvio Grimaldi
Fonte: http://fulviogrimaldi.blogspot.it
Link: http://fulviogrimaldi.blogspot.it/2012/05/mirate-alla-pancia-annientate-al.html
17.05.2012

Estratto da “Mirate alla pancia, annientate il cervello”

Pubblicato da Davide

  • ottavino

    E bravo Fulvio Grimaldi!. Poveraccio te che ti sei sorbito questa stupida trasmissione. D’altra parte si sa che chi non ha idee si butta sul patetico. Con un popolo di sentimentaloidi quello funziona sempre.

  • Pellegrino

    abbiamo l’elenco, ora, tutti su un barcone e chiamarlo TITANIC!!!! (http://it.wikipedia.org/wiki/Quello_che_%28non%29_ho)
    Erri De Luca
    Pierfrancesco Favino
    Raphael Gualazzi
    Maurizio Landini
    Gad Lerner
    … Carlo Petrini
    Ermanno Rea
    Paolo Rossi
    Marco Travaglio
    Rosaria Capacchione
    Vinicio Capossela
    Elio Germano
    Pupi Avati
    Paolo Giordano
    Francesco Guccini
    Raffaele La Capria
    Pacifico
    Rocco Papaleo
    Nicola Piovani
    Paolo Rumiz
    Dori Ghezzi
    Gaetano Saffioti
    Ettore Scola
    Achille Selleri
    Salvatore Settis
    Francesca Sinibaldi
    Giovanni Tizian
    Stefano Bartezzaghi
    Enzo Bianchi
    Massimo Bubola
    Giuseppe Gullotta
    Mark Harris
    Roberto Koch
    Valerio Magrelli
    Claudio Magris
    Padre Franco Moretti
    Ermanno Olmi
    Marco Paolini
    Claudio Santamaria
    Walter Siti
    Harry Wu
    Luciana Litizzetto
    Robero Saviano
    Fabio Fazio
    Michele Serra

  • Pellegrino

    Non sfugga che in ogni puntata c’era un “negro” (uso questo termine perchè per quello erano chiamati, fuori da ogni ipocrisia) nella parte de “il negro”. Difficile immaginare roba più razzista.

  • IVANOE

    Fulvio Grimaldi è il più grande.
    Sfonda una porta aperta ma ha fatto bene a rincare la dose su que corrotto e venduto di Fabio Fazio… io sono uno di quelli che quando lo vede gli vine il volta stomaco… l’apice lo ha raggiunto ma può fare di meglio quando una settimana prima aveva attaccato tremonti e poi cacandosi letteralmente sotto, la settimana dopo lo aveva chamato a che tempo che fa genuflettendosi come un paggetto davanti a lui…. Bravi ancora a grimaldi ha sputtanarlo…

  • Tonguessy

    Non è ANCORA obbligatorio guardare la tivù e quanto di esecrabile trasmette.
    Questi travasi di bile sono ANCORA evitabili, molto diversamente da quando dobbiamo entrare in un pronto soccorso, ad esempio.
    Bravo Grimaldi comunque.

  • tania

    Alcuni non li conosco , altri poco , alcuni li biasimo ( per usare un eufemismo ) , altri invece li apprezzo … Ecco , tra quest’ultimi ..dubito che Erri De Luca , Maurizio Landini , Elio Germano , Carlo Petrini , Paolo Rossi , Vinicio Capossela , Francesco Guccini , Dori Ghezzi o Marco Paolini condividano le idee di quell’ignorante reazionario di Saviano .. e viceversa .
    E’ invece molto più probabile che quell’ignorante reazionario di Saviano abbia idee molto più affini con chi fa liste di proscrizione

  • Pellegrino

    hahahah, rido per non piangere…

  • lcf1978

    Questa articolo non ci dice niente di nuovo, tuttavia è giusto rammentare un po’ a tutti che la tv è popolata da questi falsi buonisti-moralizzatori, dei quali potremmo farne anche a meno. Anzi, sarebbe opportuno ignorarli totalmente.

  • rosbaol

    Niente di nuovo, è vero. Ignorarli? Verissimo. Ma intanto ho perso tempo nel dedicargli questo commento. Come te, d’altronde 🙂

  • polidoro

    Ti è sfuggito il fatto (pubblicato sul “Fatto Quotidiano” di oggi Venerdì) che Saviano, nell’intervento sull’amianto, ha tranquillamente copiato , senza minimamente citare la fonte, passi di un libro (“La lana della salamandra”).

    Mi ha sempre fatto istintivamente (ah l’istinto che grande risorsa) schifo, diciamo, cioè mi induceva alla diffidenza. (fazio pure)

  • RicBo

    Ma guarda chi si rivede. Grimaldi il talebano. Quello che aveva visto 300 mila tripolini pronti a dare la vita per Gadafi, quello che Mugabe è un uomo giusto, Milosevic un patriota e la Politkovskaia una bugiarda al soldo degli USA.
    L’unico che riesce in sei righe a passare da Saviano a Beslan infilandoci la mafia Nato-cecena.
    Quello che sono tutti fascisti: Berlusconi, Bush, Bossi, Le Pen, Evola, tranne Putin e la sua mafiocrazia perchè è contro l’Impero USraeliano.
    Grimaldi che vede infiltrati fin nel pianerottolo di casa e agenti della Cia in ogni rockettaro alla guida di una Harley Davidson.
    No veramente, dai, siamo seri..

  • dana74

    hey un pò di rispetto per questo guittume, in fondo è la società civile che si mobilita al seguito di cotanta intelligenza, firmando appelli indignati contro la Nato ora, ma chiedendo il suo stesso intervento in Siria…
    caspiterina un pò di fiducia a questi nuovi saltimbanco del “nuovo soggetto che avanza” scippando anche il nome bene comune ad altri…

    Scippare le idee altrui per tradirle è il loro mestiere in fondo….

    Tanto di cappello a Grimaldi!

  • RicBo

    Grimaldi non vuole veramente parlare del fenomeno Fazio-Saviano, ma dare sfogo alle sue paranoie. Sul reale significato di quel programma televisivo hanno già detto una parola forse definitiva Sergio Modigliani [sergiodicorimodiglianji.blogspot.it] e Lameduck [ilblogdilameduck.blogspot.com.es]

  • lucamartinelli

    Grande, grandissimo Fulvio. Pane al pane e vino al vino. Tuttavia gli amici di CdC sanno bene che Fazio è un lurido venduto ai padroni. Finto oppositore, si consumo’ la lingua quando pochi mesi fa ospito’ nella sua stupida trasmissione il criminale Tony Blair. Si consumo’ la lingua, dicevo, leccando il deretano dell’inglese criminale.

  • cardisem

    Quando ho visto occasionalente la faccia di quei due nei minuti di pubblicità dedicati da Mentana nel suo TG (eccola la notizia!) il disgusto è stata tale da non invogliarmi certo a vedere la trasmissione pubblicità. La donna poi (Litizzeto) che in arte dovrebbe essere un comico, una comica che fa ridere, a me semplicemente schifo ed un grande senso di pena per chi si diverte alle performances di costei: quale caduta del gusto pubblico. Ma ciò che per un attimo ha attratto la mia attenzione è nello spot pubblicitario la sparata di Fazio contro una ennesima sortita in Grecia sul cosiddetto “negazionismo” (come dice giustamente Atzmon: una creazione del sionismo). Il Fazio di solito assai prudente e compassato si è lanciato di peso contro il Greco, emettendo dalla bocca giudizi fermi. Io mi chiedo: ma questo autentico somaro di stato conosce almeno le cose di cui parla? Chiaramente no! Sa però chi devo adulare e dove deve sparare. Quanto a Saviano resta per me definitiva la messa in mutande che gli ha fatto il povero Vittorio Arrigoni, che però è morto ammazzato… Mah! Questo è il regime e finché non ce lo saremo scrollate, dobbiamo continuare a soffrire… Io però non mi sono autoafflitto insieme ai 9 milioni che pare si siano “goduti” la Litizzetto: io non c’ero e me ne vanto!

  • ProjectCivilization

    E’ un fatto , che il controllo sionista dei media….invece di calare in quest’era di crisi….stia aumentando . Se non e’ possibile opporsi….e’ pero possibile non consultarli piu’ .