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QUELLO CHE NESSUNO DICE SU FIAT E CHRYSLER

DI MAURO BOTTARELLI
ilsussidiario.net

Manca soltanto la marcia trionfale dell’Aida in sottofondo e tutto sarebbe perfetto. È di ieri, infatti, la notizia che Fiat ha compiuto un nuovo passo verso Chrysler grazie al tribunale di New York che ha dato il via libera alla procedura accelerata per la ristrutturazione della casa automobilistica Usa: al termine di un’udienza durata oltre otto ore Arthur Gonzalez, il giudice che si occupa del dossier Chrylser, ha dato il disco verde alla vendita attraverso asta della maggior parte degli asset della società, con la Fiat principale offerente. Entro il 20 maggio potranno pervenire offerte concorrenti, mentre una settimana dopo, il 27, sarà decretato il vincitore.

Respingendo le obiezioni sollevate da un gruppo di creditori, Gonzalez spiana così la strada all’alleanza fra Fiat e Chrysler, appoggiando il piano dell’amministrazione americana. Avevate dubbi? Tornando infatti un attimo sulla terra come potevate pensare che un gruppo di creditori, gente onesta che ha creduto nel gigante del motore e ne è rimasta sonoramente fregata, potesse bloccare la volontà calata dall’alto di Barack Obama in persona? Il quale, pur di salvare Detroit senza svenarsi – deve infatti ancora salvare i suoi amici banchieri ed evitare l’imminente default degli istituti assicurativi – ha scelto Fiat per scaricare su qualcun’altro le grane più imminenti.

A seguito, “Finanziamenti statali italiani alla Chrysler”, (comidad.org);
Primo. Servono infatti almeno 10-15 miliardi per realizzare il maxi-polo dell’auto della Fiat con dentro Opel e Chrysler. E molti istituti bancari, gli stessi che gli italiani stanno salvando attraverso i Tremonti-bond o quelli salvati da altri governi sempre con soldi pubblici, sono già in pressing per conquistare i posti in prima fila nella complessa operazione di riorganizzazione societaria del Lingotto che ha progettato una scissione dell’auto in una newco da quotare in Borsa (puzza molto di Alitalia-Cai e l’epilogo sarà lo stesso), in caso di fusione con Opel e le altre attività europee di General Motors. E con Exor, la finanziaria degli Agnelli, pronta a diluire l’attuale partecipazione del 33% fino al 15-20%: anche perché con un processo in corso a Torino per aggiotaggio informativo in relazione all’equity swap Ifil-Exor che premise al Lingotto di tenersi Fiat invece di metterla, come liberismo vorrebbe, sul mercato non riuscendo a gestirla e nonostante l’esercizio del prestito convertendo da parte delle banche creditrici, sarebbe sgradevole dover dar conto Oltreoceano per eventuali condanne.

E sì, perché le trombe troppo squillanti per questa Fiat che conquista il mondo fanno restare in sottofondo le grida di un passato che, socializzazione dei debiti e privatizzazione dei profitti attraverso la cassaintegrazione (ovvero i soldi dei contribuenti italiani) a parte, non appare dei più gloriosi. Ma l’attivismo delle banche, giustificato con la necessità di spuntare commissioni in tempi di magra, si accompagna alle perplessità sulla struttura del mega-polo dell’auto che per andare in porto ha bisogno di ingenti capitali tra acquisizione di Opel, rifinanziamento dei 5-7 miliardi di debiti e investimenti. E dove li trova? Mah, chiedete a Marchionne e ai suoi amici di Ubs, banca sanissima.

Secondo. Con gli anni il gigante di Detroit aveva praticamente smesso di preoccuparsi di produrre automobili perché si era trasformato nel più grande detentore di obbligazioni come fondo pensione e sanitario, qualcosa come 200 miliardi di dollari alla fine dello scorso anno: insomma, porta sempre aperta per le esorbitanti richieste salariali dei sindacati, produzione desueta e scadente ma leva di leverage sul mercato health&pension da banca d’affari. Bush prima e Obama poi hanno provato a tamponare ma ora la procedura fallimentare dettata dal chapter 11 brucerà quei fondi dei contribuenti, i quali si trasformeranno in creditori qualsiasi da aggiungersi alla fila: chi dovrà rispondere alle lamentele di quella fila una volta compiuta la fusione, secondo voi?

Terzo. L’unione Toyota-Volkswagen funziona a livello globale perché le piattaforme di produzione sono le stesse sia per l’Audi A6 che per la Skoda Superb che per la Toyota Avensis. Fiat non condivide nessuna piattaforma produttiva con Chrysler né tantomeno con Opel. Ma a far davvero arrabbiare per questo coro di peana e trionfalismi da reality show, è il fatto che se il privato cittadino può non leggere la stampa finanziaria Usa, i giornalisti dovrebbero. E cosa scriveva il 1° maggio scorso Business Week, settimanale Usa tra i più influenti e autorevoli nel mondo? Basta il titolo dell’articolo: “Comprereste un’auto da Chrysler?”. E poi, via con le cifre.

Per il sito specializzato Cars, la decisione di chiedere la bancarotta influenzerebbe negativamente le scelte di acquisto del 21% degli interpellati, una percentuale che va a incidere su un dato di base ante-chapter 11 ben poco incoraggiante: già prima Chrysler ha patito un crollo delle vendite del 46% contro il dato del 38% dell’intero settore auto negli Usa.

Ancora Consumer Reports, nel suo numero dedicato alle auto per il 2009, ammonisce i lettori a non comprare né Chrysler, né Dodge, né Suv. Edmundfs.com, sito di vendita auto usate on-line tra i più famosi d’America, ammonisce che la crisi di appeal e popolarità di Chrysler è talmente forte che offre sconti del 23% sul costo da concessionario contro il 16 delle altre marche. Significa che un minivan o un Suv Chrysler vengono offerti con 10mila dollari di sconto.

Insomma, Fiat sta acquisendo un’azienda le cui auto non vengono vendute quasi nemmeno se regalate. Si chiedeva ieri, tra il divertito e il preoccupato, il Daily Telegraph dopo aver interpellato Roy Golding, analista del mercato automobilistico: «Quanti in South Carolina o Oklahoma si compreranno una Fiat 500?». Già, quanti?

Poi, l’altra grande bufala: dall’operazione Fiat acquisirà la rete di distributori di Chrysler per entrare nel mercato americano. Bugia, almeno in parte e questo spiegherebbe l’immediato attivismo tedesco di Marchionne che fiutata la fregatura targata Obama sta cercando l’opzione aggregative Opel sperando nei fondi statali tedeschi (e proprio in vista di questa ipotesi il sindacato dei metalmeccanici IgMetall ha già preannunciato battaglia durissima e minaccia il governo Merkel, alle prese con le elezioni politiche a settembre).

Soltanto nel mese di aprile sono stati chiusi quarantacinque concessionari Chrysler e nelle prossime settimane questo numero è destinato a salire esponenzialmente per un semplice dettaglio che nessuno sembra aver notato: l’essere terminata in amministrazione controllata sotto il chapter 11 consente a Chrysler, in virtù dell’obbligo di riduzione di costi e spese, di tagliare a dismisura tra i concessionari senza incorrere nella legge Usa sulla franchigia. In totale l’azienda ha 3150 dealers ma ne metterà sul mercato, entro pochi mesi, fino a 1500.

Questo significa meno presenza sul territorio, vendita a prezzo di saldo per necessità di liquidi e quindi l’assalto dei concorrenti pronti a cannibalizzare e ulteriore disaffezione visto che in un regime di libera offerta se il concessionario della mia auto era a quindici minuti e ora, in virtù delle chiusure, il più vicino è a quarantacinque minuti quando non un’ora, cambio modello e punto oltre che sulla qualità e la convenienza anche sulla capillarità del servizio di assistenza.

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Ma cosa volete, ora in Italia si vola in alto, la Fiat conquista il mondo dopo anni di decadenza, mica si può star lì a perdere tempo con i conti della serva sul numero dei concessionari. A Londra invece, per connaturato spirito mercantile, i conti si fanno sempre. E a conti fatti Fiat in Europa come in Sud America, dove viene venduta, non scoppia esattamente di salute come dato di vendite. Né il brand-madre, né la controllata Alfa Romeo.

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La rivista in difesa dei consumatori Which?, parla infatti riguardo a Fiat della «necessità di muoversi e in fretta dall’ultima posizione della classifica da dove langue da molti anni». Di più, un sondaggio tra i proprietari di Fiat nel Regno Unito condotto da J.D. Power e dalla rivista What Car? pone Fiat alla ventottesima posizione, l’ultima, nell’Indice di soddisfazione 2008 per quanto riguarda auto con due anni di età: la qualità incideva del 30% sul punteggio finale. E pensate che un consumatore americano, scottato dalla bancarotta, troverà di nuovo appetibile Chrysler per i bei maglioncini blu di Sergio Marchionne?

Chiedetelo al capo della divisione automotive di Ernst&Young, il quale cinque giorni fa diceva chiaramente dalle colonne della free-press finanziaria londinese CityAm che «la volontà dei cittadini americani di comprare ancora Chrysler, almeno in base agli studi in nostro possesso, è ancora tutta da valutare ma certamente non lascia sperare per il meglio».

Nel 1998 Mercedes diede vita a una fusione con Chrysler e il management dell’epoca disse che l’operazione avrebbe fruttato 30 miliardi di dollari. Cifra che, invece, fu la perdita netta patita dalla casa di Stoccarda quando scappò da quel matrimonio infernale nel 2007. Ma si sa, Fiat vuol dire successo e quindi la storia non si ripeterà.

Non la pensa così il professor Gerald Rhys, esperto di mercato automobilistico e docente universitario a Oxford, secondo cui la possibilità che il combinato Fiat-Opel-Chrysler possa sopravvivere al mercato e diventare un grande player «è meno del 50%. Questa operazione mi ricorda quella terribile follia industriale che fu la politica britannica di fusione selvaggia degli anni Sessanta che diede vita a quel disastro dal nome di Rover». La quale, come si sa, è costata molto cara alla brama di Rover, dominio di Bmw. Ora tornino a squillare le trombe. E scusate per il disturbo.

Mauro Bottarelli
Fonte: www.ilsussidiario.net

Link: http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=19470
7.05.2009

VEDI ANCHE: CAPITALISMO ITALIANO, CAPITALISMO ANTINAZIONALE

Pubblicato da Davide

  • nessuno

    Al sig. Bottarelli chiederei piuttosto lumi sulle fabbriche e sui lavoratori fiat in Italia. Si parla di chiusura degli stabilimenti fiat al sud e poi questi vanno a comprare marchi esteri?
    Io non ci acchiappo di economia ma se la fiat è piena di debiti quindi inaffidabile dal punto di vista commerciale come può ottenere credito e cercare di acquistare aziende che sono sull’orlo del crack? Cosa vogliono fare il famigerato “spezzatino”?
    I lavoratori italiani della fiat finiranno nuovamente in cassa integrazione prima e poi licenziati?
    Ci spieghi questo sig.Bottarelli che credo ci possa interessare di più.

  • Tao

    FIAT: smentisce un piano di soppressione di 18000 posti di lavoro previsti nel documento confindenziale Football Project

    Il gruppo italiano smentisce le informazioni divulgate dal quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung che riferiscono il progetto di chiudere totalmente o parzialmente dieci fabbriche in Europa in caso di matrimonio con Opel

    La Fiat smentisce le informazioni riportate dal quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung in cui le si attribuisce il progetto di sopprimere 18000 posti di lavoro chiudendo totalmente o parzialmente dieci stabilimenti in europa in caso di matrimonio con la tedesca Opel.

    “Fiat precisa chiaramente che non sono informazioni provenienti dai suoi servizi e che esse non provengono da alcun piano predisposto da Fiat” scrive il gruppo in un comunicato pubblicato martedì sera, alludendo alle informazioni del quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ).

    Il quotidiano di Francoforte cita un documento interno « altamente riservato » dal titolo « Project Football » recante la data del 3 aprile secondo cui dovranno essere soppressi 18000 posti di lavoro su 108000 – il 16,6% – in Opel, General Motors Europe (GME) e Fiat in caso di una loro fusione.
    Stando al piano, le fabbriche di montaggio britanniche Vauxhall di Luton e Ellesmere Port, e la fabbrica Opel di Anversa in Belgio dovranno chiudere i battenti come anche gli impianti Fiat a Pomigliano vicino a Napoli e in Sicilia a Termini Imerese.

    Sarebbe prevista ugualmente la soppressione parziale, secondo il Frankfurter, della produzione di motori e scatole del cambio in tre fabbriche tedesche di Opel, di Bochum, Kaiserslautern e Rüsselsheim.
    Il patron di Fiat, Sergio Marchionne ha presentato lunedì al governo tedesco il suo piano di ripresa di Opel, filiale dell’amercana di General Motors.
    “Occorrerrà ridurre gli organici”
    Egli ha garantito al quotidiano Bild martedì che il suo gruppo non intende chiudere « nessuna delle quattro fabbriche Opel in Germania », aggiungendo: « naturalmente occorrerrà ridurre gli organici », per rendere le fabbriche « più produttive ».
    A fine marzo, Marchionne, che è riuscito a fare riprendere la Fiat in pochi anni senza licenziamenti massicci, non aveva escluso eventuali chiusure di fabbriche in Italia dove il gruppo rappresenta sia un simbolo sia il primo datore di laboro privato del paese.
    “Non posso dare una risposta né positiva né negativa » aveva dichairato mentre un giornalista gli chiedeva se poteva impegnarsi a non chiudere alcun impianto nel paese.

    Fiat auspica conglomerare in un grosso gruppo tutte le attività europee di Gç, che includono la svedese Saab e la britannica Vauxhall, il suo ramo automobilistico (marche Fiat, Lancia e Alfa Romeo) e la quota che deterrà nell’americana Chrysler, per poi quotare il nuovo gruppo in Borsa.
    La Germania, sollecitata dalla Fiat a offrire garanzie finanziare al progetto di acquisizione, dovrebbe prendere una decisione sul fututo di Opel entro fine mese, secondo quanto riferito da esponenti politici tedeschi che ritengono che alcuni concetti dell’acquisizione andrebbero ulteriormente affinate.
    Berlino ha ritenuto « interessante » il progetto Fiat, ricordando che anche il produttore canadese Magna ha manifestato il suo interesse per Opel.

    Secondo una fonte industriale italiana, Fiat è anche interessata ad acquisire le attività di GM America Latina.

    Versione originale:

    Fonte: http://www.lexpansion.com
    Link: http://www.lexpansion.com/economie/actualite-entreprise/fiat-dement-un-plan-de-suppression-de-18-000-emplois_180694.html
    6.05.2009

    Versione italiana:

    Fonte: http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com
    Link: http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com/2009/05/fiat-smentisce-licenziamenti-previsti.html
    7.05.2009

    Traduzione a cura di NICOLETTA FORCHERI

  • Tonguessy

    Adesso Marchionne è riuscito a comprare il bidone Chrysler. Con che soldi? Mah. Comunque sta già pensando a Opel. A chi gli chiede come la pagherà risponde: ‘con i soldi della Chrysler’. Poi verrà anche la Volvo. Con che soldi? Ma con quelli della Opel e della Chrysler, of course. E avanti così. Evidentemente i CDS non sono solo dei prodotti fantasmatici di finanza creativa, ma la loro logica (che fruttò a Merton e Scholes il nobel) si può applicare anche al sistema produttivo. Anzi, si applica. Allacciatevi le cinture di sicurezza.

  • nessuno

    Per quello che vale:
    Adesso il tg 2 ha ribadito le preoccupazioni di chiusura di due stabilimenti fiat uno al sud e uno al nord
    Nessun commento dalla fiat?

  • nessuno

    Fonte: ansa

    2009-05-07 12:21
    FIAT: SCAJOLA, FONDAMENTALE CENTRALITA’ FABBRICHE ITALIA
    ROMA – La centralità delle fabbriche italiane, nell’ambito dell’accordo tra Fiat e Chrysler e delle trattative per la Opel, “è fondamentale”. Lo scrive il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola in una lettera al presidente della Fiat Luca di Montezemolo e all’amministratore delegato Sergio Marchionne. Nella lettera, Scajola preannuncia anche un incontro, presenti i sindacati, per discutere le prospettive dell’azienda in Italia.

    “L’accordo raggiunto dalla Fiat con la Chrysler – scrive Scajola – ha costituito per l’economia del nostro Paese un fatto di grande rilievo: una nuova prospettiva di sviluppo, maturata nel pieno della crisi del settore, fa emergere i valori dell’industria italiana come poche volte era accaduto in passato. Il Governo ha tempestivamente supportato la domanda del settore, in linea con gli altri Paesi, assicurando al contempo una evoluzione in senso ecologico coerente con gli interventi per una mobilità sostenibile. Gli ultimi dati sull’andamento delle vendite confermano che l’obiettivo di non penalizzare i nostri produttori è stato raggiunto, anche grazie ai risultati dell’innovazione di cui Fiat è stata capace”. Ora, prosegue Scajola, “fondamentale sarà il permanere della centralità del sistema produttivo italiano in un progetto che possa continuare ad essere sostenuto dal sistema degli incentivi pubblici disponibili per lo sviluppo economico e produttivo del nostro Paese. Nella certezza che l’eccellenza degli stabilimenti italiani continui ad essere assicurata, anche in un contesto di globalizzazione della produzione, mi attiverò dunque per programmare un incontro a breve termine, anche alla presenza delle organizzazioni sindacali, al fine di condividere il contributo che il Governo potrà continuare ad offrire”.

    STAMPA TEDESCA, IN PIANO CHIUSURA DI DUE IMPIANTI ITALIANI
    Il piano che la Fiat ha presentato lunedì scorso al governo tedesco per un’eventuale unione con la Opel prevede la chiusura di alcuni impianti in Europa, inclusi due in Italia, uno al Sud e uno al Nord. Lo scrive oggi il quotidiano tedesco Handelsblatt nella sua edizione online.

    Le informazioni, scrive il giornale – che cita fonti vicine ai negoziati – sono contenute nel documento presentato dall’amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne al ministro dell’Economia tedesco Karl-Theodor zu Guttenberg (Csu), dal titolo ‘Project Phoenix’. Questo piano, scrive il quotidiano, è datato ‘maggio 2009’. Non si tratterebbe quindi del piano intitolato ‘Project Football’, del mese scorso, che questa settimana era stato attribuito alla Fiat dal quotidiano Faz e che il Lingotto aveva smentito. Il documento ‘Project Football’, secondo la Faz, prevedeva la chiusura di 10 impianti in Europa, inclusi quelli di Pomigliano e Termini Imerese. L’articolo pubblicato online dall’Handelsblatt non fa i nomi dei due impianti italiani che verrebbero chiusi, ma sottolinea – sempre citando il piano – che la Fiat vuole entrare anche in Gm Sud America e Gm Sud Africa, oltre che in Gm Europa.

    Nessun commento da parte della Fiat alle indiscrezioni del quotidiano tedesco Handelsblatt che, nell’edizione online, sostiene che il piano presentato dalla Fiat al Governo tedesco prevede la chiusura di due impianti in Italia.

    BERLINO – Il governo tedesco sta preparando un piano d’emergenza per la Opel contro un’eventuale insolvenza della casa madre Americana General Motors (Gm). Lo scrive oggi il quotidiano Financial Times Deutschland nella sua edizione online. Stanno lavorando al piano, che prevede anche “aiuti di breve periodo” sotto forma di iniezioni di “liquidità”, il ministro dell’Economia Karl-Theodor zu Guttenberg (Csu) in collaborazione con la cancelleria e il ministero delle Finanze, scrive l’Ftd attribuendo l’indiscrezione a fonti governative.

  • Tetris1917

    caro “Nessuno”, per come la vedo io e come traspare anche dal bel articolo di Bottarelli, dietro queste operazioni, ci sono le banche e i loro capitali; se questi capitali rimangono fermi, sono dolori. Soprattutto in periodi di crisi. Sono le banche che mettono i liquidi, Merchionne acquisisce senza troppe sottigliezze e dilemmi di vendite future; ma intanto i soldi si muovono. Per rendere tutto credibile, ecco annunciare qualche taglio di personale, soprattutto nel bel nostrano-meridione. Non ci sta molto da spiegare. Ti ricordo inoltre, che i vantaggi che danno le leggi italiane, nella gestione del personale in esubero; rispetto all’America che gia’ versa in condizioni disastrose e non si puo’ permettere gente in strada; o in Germania dove i sindacati non sono certo CGILCISLUIL nostrani.

  • glomer

    Uno degli stabilimenti è Pomigliano D’arco…purtroppo gestito malissimo e da dove escono macchine blasonate 159 e 147….piene purtroppo di difetti…dovuti anche al tipo di “manodopera” impiegata…l’altro stabilimento credevo fosse termini imerese in Sicilia…e non Torino!!!

    La colpa è sempre di chi e come, ha gestito il tutto!!! Politici imprenditori e banchieri…

    corcordo con l’utente che ha detto “ALLACCIAMOCI LE CINTURE DI SICUREZZA”!!!!! :-((

  • Tao

    FINANZIAMENTI STATALI ITALIANI ALLA CHRYSLER

    FONTE: COMIDAD.ORG

    L’acquisizione della Chrysler da parte della FIAT è stata celebrata con toni trionfali non solo dalla stampa di proprietà della stessa FIAT, ma da tutti i media italiani, compreso il quotidiano “il Manifesto”.

    Tutti avvolti nel tricolore, i politici e i giornalisti hanno ammirato estatici e plaudenti l’incredibile miracolo: la FIAT ancora cinque mesi fa sembrava un paziente in coma, mantenuto in vita solo dalla macchina dei sussidi statali, ed ora invece il comatoso non solo risorge, ma va persino a conquistare l’America.
    Il miracolo è davvero incredibile, e infatti non è mai avvenuto. Il paziente si è alzato, ma non si è strappato le flebo di denaro pubblico che lo tengono in vita, anzi deve i suoi passi proprio a quelle continue trasfusioni.

    La FIAT è la stessa di cinque mesi fa, di trenta anni fa, di un secolo fa, cioè mantenuta in vita dai finanziamenti statali. Con questi cento anni di finanziamenti statali alla FIAT, non solo la FIAT avrebbe potuto essere nazionalizzata un centinaio di volte, ma addirittura altre cento FIAT avrebbero potuto essere create, ovviamente se il denaro pubblico non fosse stato oggetto di sistematica privatizzazione.

    L’Amministratore delegato della FIAT, Sergio Marchionne, sbarca in America grazie ai soldi del contribuente italiano, e lascia in America i soldi del contribuente italiano: questo è il dettaglio concreto che la disinformazione ufficiale si è lasciata sfuggire. Del resto, questo sbarco per Marchionne è un po’ un ritorno a casa, dato che è mezzo canadese e, con tutta probabilità, anche agente della CIA.

    Da parte dell’opinione pubblica, qualche accenno preoccupato non è mancato. Ma non sarà un modo per gli Stati Uniti di mettere loro un piede in Italia? E il know-how della FIAT non rischia di passare all’industria USA?
    In realtà gli Stati Uniti non solo già hanno un piede in Italia, ma addirittura ne hanno centoquattordici, cioè le centoquattordici basi americane e NATO disseminate sul territorio italiano. Circa la metà di queste basi sono centri affaristico-criminali delle Corporation USA, e luoghi in cui merci di tutto il mondo affluiscono per essere smistate senza controlli e dazi doganali, quindi in barba al fisco italiano.

    L’altra metà sono dei “semplici” centri di ascolto, con antenne radar ed ogni altro mezzo di intercettazione, ad onta di ogni patetica legge contro le intercettazioni. In Italia non c’è comunicazione che non venga intercettata attraverso le basi americane e NATO, perciò in Italia lo spionaggio industriale a vantaggio delle multinazionali statunitensi già avviene sistematicamente e in modo capillare.

    È evidente perciò che l’interesse statunitense non è per la FIAT in quanto tale, ma per il collettore di denaro pubblico che essa rappresenta; ed è grave che giornali come “il Manifesto” o “Liberazione” non siano andati immediatamente e direttamente al sodo, ponendo la domanda più urgente: che fine faranno ora i finanziamenti statali alla FIAT? Non è pertinente l’osservazione secondo cui la spesa pubblica italiana è poca cosa se comparata ai bilanci palesi e occulti delle multinazionali statunitensi, poiché il colonialismo è fondato proprio sui piccoli furti che finanziano quelli grandi; allo stesso modo in cui scippando la pensione sociale alle vecchiette è possibile reperire i fondi necessari ad allestire le grandi rapine. Si tratta di un paragone e non di una metafora, poiché effettivamente gran parte del business che ha dato vita all’esplosione del fenomeno delle agenzie finanziarie, si fonda appunto sui prestiti garantiti dal prelievo automatico sulle pensioni.
    Alla fine degli anni ‘70, attraverso la Legge sulla Riconversione industriale, il governo Andreotti di Unità Nazionale – sostenuto anche dal Partito Comunista – poté erogare alla FIAT sessantamila miliardi, con i quali l’azienda finanziò i licenziamenti a Mirafiori nel 1980; licenziamenti che la FIAT non si sarebbe potuta permettere se i suoi proventi fossero dipesi esclusivamente dalla produzione.

    Oggi, con ammirevole senso di equità e solidarietà internazionale, il denaro pubblico italiano viene chiamato a finanziare i licenziamenti alla Chrysler, i cui sindacati hanno accettato decurtazioni di paga in cambio di garanzie cartacee; ciò a conferma che, anche in fatto di sindacati, tutto il mondo è paese.

    Fonte: http://www.comidad.org
    Link: http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=285
    7.05.2009

  • nessuno

    dovuti anche al tipo di “manodopera” impiegata

    Non capisco questa affermazione, puoi precisare?

  • LonanHista

    “”””””””””””””“come potevate pensare che un gruppo di creditori, gente onesta che ha creduto nel gigante del motore e ne è rimasta sonoramente fregata, potesse bloccare la volontà calata dall’alto di Barack Obama in persona? Il quale, pur di salvare Detroit senza svenarsi – deve infatti ancora salvare i suoi amici banchieri ed evitare l’imminente default degli istituti assicurativi – ha scelto Fiat per scaricare su qualcun’altro le grane più imminenti.””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””
    MA COSA SCRIVE QUESTO?
    GLI ONESTI CREDITORI NON SONO PROPRIO GLI AMICI BANCHIERI DI OBAMA CHE AVEVANO PRESTATO A CHRYSLER 6MILIARDI DI DOLLARI?
    “”””””””””””””””””””“E con Exor, la finanziaria degli Agnelli, pronta a diluire l’attuale partecipazione del 33% fino al 15-20%””””””””””””””””””””””””””””

    VERAMENTE SCENDERE FINO AL 10%..con un disimpegno voluto e lo scorporo del settore meccanico dal resto(partecipazioni mediobanca rcs etc)
    “”””””””””””””””””””””””””””“che premise al Lingotto di tenersi Fiat invece di metterla, come liberismo vorrebbe, sul mercato non riuscendo a gestirla e nonostante l’esercizio del prestito convertendo da parte delle banche creditrici, sarebbe sgradevole dover dar conto Oltreoceano per eventuali condanne.””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””22
    MA CHE SCRIVE QUESTO?
    Gli agnelli dopo che le banche creditrici del prestito alla fiat convertirono in azioni la cifra prestata(3miliardi di euro) andarono sotto il 30%, cioè persero la maggioranza e quindi il controllo della Fiat, CHE TENENDO CONTO DEGLI SCARSI VALORI IN BORSA DI QUEL PERIODO(2-3 euro ad azione) CHE COSTARONO ALLE BANCHE 700MILIONI DI EURO DI MINUSVALENZA, DI PERDITA QUINDI..la fiat era sotto pericolo scalata, bastavano un paio di miliardi di euro per soffiare il controllo agli agnelli i quali con un operazione di ingegneria finanziaria operata dalla exor riconquistarono la maggioranza….cioè per legge avrebbero dovuto lanciare un opa a piazza affari per riavere il controllo totale dell’azienda. Siccome l’opa era troppo onerosa, usarono exor per riprendersi la maggioranza relativa (30,000001%)facendo acquistare azioni fiat sul mercato estero e mettendo queste azioni nel portafoglio Ifi.ifil, di fatto consentendo agli agnelli di mantenere il controllo della maggioranza dell’azienda con poco più de 30% . Ed essendo stata una pratica illegale, c’è l’indagine della consob..però finirà a tarallucci e vino perché SOPRA A TUTTO C’è L’INTERESSE STRATEGICO NAZIONALE…si immagini se gli egdefunds avessero scalato la fiat quanti pezzetti ne avrebbero fatto e soprattutto COSA SAREBBE SUCCESSO A MEDIOBANCA GENERALI RCS(sotto scalata ricucci &friends nel frattempo).quindi……………………..

    “””””””””””””””””””””“E dove li trova? Mah, chiedete a Marchionne e ai suoi amici di Ubs, banca sanissima”””””””””””””””””””””””””””””””””””.
    Se questo signore si informasse meglio e di più, verrebbe di certo a conoscenza del fatto che Ifi-ifil exor (per non parlare del tesoretto trovato all’avvocato oltre 2 miliardi di euro)sono casseforti nei cui sottofondi si cela la liquidità che è sempre servita agli agnelli per fare i loro affari.a parte questo che è poco plausibile in quanto gli agnelli o meglio gli eilkann intendono lavarsene le mani del settore auto…………..succede che auto significa occupazione, ed al tempo stesso succede che i governi hanno dovuto aiutare le banche….per cui le banche saranno costrette a finanziare ogni progetto che riguardi l’auto(a prescindere dalle commissioni )

    “”””””””””””””””””””””””””“Con gli anni il gigante di Detroit aveva praticamente smesso di preoccuparsi di produrre automobili perché si era trasformato nel più grande detentore di obbligazioni come fondo pensione e sanitario, qualcosa come 200 miliardi di dollari alla fine dello scorso anno: insomma, porta sempre aperta per le esorbitanti richieste salariali dei sindacati, produzione desueta e scadente ma leva di leverage sul mercato health&pension da banca d’affari.””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””

    MA CHE CAZZO SCRIVE QUESTO????????????????????????????????????????????????
    SMESSO DI COSTRUIRE? Ma se fino al 2008 GM è stato il costruttore di auto numero uno al mondo!
    Richieste sindacali esorbitanti?……………………ma dove? Se la GM è stata la prima casa automobilistica a licenziare prepensionare e ridurre i benefit! Se addirittura è arrivata a pagare per trasbordare i suoi dipendenti più qualificati in altre imprese del settore della meccanica già nel 2006-2007………………………..
    Vero che le aziende americane negli ultimi anni, più che sul mercato al consumo dei loro prodotti hanno puntato sulla speculazione finanziaria, ramo dal quale è riuscita ad ottenere i profitti richiesti dagli investitori, e soprattutto ricorrendo al mercato hanno evitato di indebitarsi con le banche, cosa questa che riguarda invece le imprese europee indebitate al 100% con le banche mentre le imprese americane per il 50%….ED OVVIAMENTE LA CRISI FINANZIARIA IL CROLLO DEL MERCATO LE INSOLVENZE HANNO DATO LA MAZZATA ALLE IMPRESE USA Più ESPOSTE….ma gli operai, il mercato al consumo, pur se ribassato non c’entra nulla,le perdite sono iniziate prima del crollo del mercato dell’auto allo scoppio bolla subprime….. e anzi la filiale cinese di GM è tra le imprese straniere in cina più produttive e redditizie…
    “”””””””””””””””””“chi dovrà rispondere alle lamentele di quella fila una volta compiuta la fusione, secondo voi?”””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””

    E CHE CAZZO C’ENTRA LA FUSIONE FIATOPEL CON GM?…opel riguarda solo la germania e nel dossier GM opel è il ramo meno preoccupante, poiché riguarda il governo e sindacati tedeschi e quindi il governo Usa oramai di fatto proprietario di GM……..è una questione più politica che economica, decidere cioè quali operai e in quali zone produrre e a quanto sembra il sacrificio tocca all’Italia.
    “”””””””””””””””””””””””“L’unione Toyota-Volkswagen funziona a livello globale perché le piattaforme di produzione sono le stesse sia per l’Audi A6 che per la Skoda Superb che per la Toyota Avensis.”””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””2
    Unione Wv-toyota?….se costruire un modello sullo stesso pianale è un unione che funziona, allora la fiat è la meglio messa: FURGONI INSIEME A PSA….LA 500 INSIEME ALLA KA DELLA FORD..LA 4X4IDEA CON LA SUZUKI …IL PIANALE DI UN MODELLO DI LANCIA SEMPRE CON PSA….E COMUNQUE Già LA OPEL USA MOTORI DI PROGETTO FIAT…………………………………………
    LA STAMPA SPECIALIZZATA USA??????????????????
    Certo che leggere la stampa usa è molto istruttivo, se si considera che è stata la complice assoluta prima del disastro iraqeno poi di greenspan del mercatismo senza limitismo…………………..….
    Che scrivano contro la Chrysler è un po’ come le guide per i ristoranti…se non gli offri i pranzi, se non acquisti merci dagli amici dei recensori SEI FUORI DA QUELLE GUIDE.
    Siccome la Chrysler è fra le 3 big usa quella che finirà nelle mani di uno straniero, NON RIMANE CHE PRESERVARE E TIFARE QUINDI FORD E GM….che staNNO svendendo SUV e modelli come gli hammer e i dodge a 1 dollaro al giorno…………………………………
    LEGGERE, LEGGERE TUTTA LA STAMPA USA E DELLE OFFERTE A 40MILA DOLLARI DEGLI HUMMER che in europa costano oltre 100mila euro CON RATE DA 30 DOLLARI AL MESE PER SVUOTARE I PIAZZALI STRACOLMI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!ALTRA CAZZATA:
    “””””””””””””””””””””””””””””“Marchionne che fiutata la fregatura targata Obama sta cercando l’opzione aggregative Opel sperando nei fondi statali tedeschi (e proprio in vista di questa ipotesi il sindacato dei metalmeccanici IgMetall ha già preannunciato battaglia durissima e minaccia il governo Merkel, alle prese con le elezioni politiche a settembre).”””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””
    La opel è nel mercato europeo la concorrente più pericolosa per Fiat…che memore dell’accordo con gm del 1998 non vuole ripetere gli stessi errori…quell’accordo comportò il quasi fallimento della fiat a beneficio di opel che potè utilizzare la tecnologia common rail della fiat, e l’iniezione diretta sui diesel 1400cc…infatti tra il 1999 ed il 2003, la opel con il modello della corsa fece il pieno di vendite in tutta europa perché aveva un motore(fiat)affidabile per il quale non aveva dovuto spendere danaro e tempo per il collaudo E una carrozzeria collaudata E SOPRATTUTTO un prezzo bassissimo…..e la GM in quel periodo padrona della fiat in europa spinse per la opel che se nel 1997 stava quasi per chiudere, nel 2003 era diventata un polmone di reddito eccezionale per la Gm e l’occupazione tedesca…A DANNO DELLA FIAT CHE INVECE NEL 2003 RISCHIò IL FALLIMENTO, SE NON FOSSE STATO PER L’AIUTO DEL GOVERNO ITALIANO E DELLE BANCHE….mentre la Gm risarcì la Fiat con 2 miliardi di dollari…..E GRAZIE ALL’INGEGNO E ALLE CAPACITà DI MARCHIONNE IN 3-4 ANNI è RIUSCITA A RISOLLEVARSI.E SICCOME MARCHIONNE NON è UN FESSO E SA CHE LA OPEL SE FUORI CONTROLLO Può COSTITUIRE UNA MINACCIA PER LA FIAT, INSIEME ALLA CHRYSLER PRETENDE IL CONTROLLO DI OPEL…..e SOPRATTUTTO IL GOVERNO AMERICANO HA PRATICAMENTE IN CASSAFORTE TUTTA LA TECNOLOGIA GM..PROGETTI BREVETTI TRA I QUALI APPUNTO I PROGETTI FIAT SUL DIESEL ULTIMA GENERAZIONE RECQUISITI DA GM DURANTE IL PERIODO DELLO SCELLERATO MATRIMONIO CON FIAT…che potrebbero essere passati alla opel a danno della fiat…..perché LA OPEL NON è TANTO UN RAMO DI PROFITTO DELLA GM,,,,MA UN RAMO POLITICO AMERICANO NEI CONFRONTI DELLA GERMANIA, CIOè LA OPEL CHIUDE GLI STABILIMENTI SOLO SE CHIUDE LA GM……………………………………………..e Marchionne pretende il controllo della opel perché è cosciente che qualora rimanesse fuori dai giochi diverrebbe un pericolo mortale per la fiat………………………………………………………………………………………………….
    E SOPRATTUTTO NEGLI USA SI COMINCIA A CONSIDERARE MOLTO IL FATTORE COSTO DI UN AUTO E SOPRATTUTTO IL CONSUMO………………………………………….
    È penoso questo Bottarelli………………………………………………..
    MA CHI SAREBBE QUELLA PERSONA CHE è INFLUENZATA NELL’ACQUISTO DI UN MODELLO DAL FATTO CHE LA CONCESSIONARIA SIA A 20 KM OPPURE A 70 KM DI DISTANZA?
    QUANTI TAGLIANDI FACCIO ALL’ANNO? UNO AL GIORNO?OPPURE 1 ALL’ANNO PER CUI 20 KM O 70 KM COSA CAMBIA LA DISTANZA?

    “”””””””””””””””””””””””””””””””””””””””“La rivista in difesa dei consumatori Which?, parla infatti riguardo a Fiat della «necessità di muoversi e in fretta dall’ultima posizione della classifica da dove langue da molti anni». Di più, un sondaggio tra i proprietari di Fiat nel Regno Unito condotto da J.D. Power e dalla rivista What Car? pone Fiat alla ventottesima posizione, l’ultima, nell’Indice di soddisfazione 2008 per quanto riguarda auto con due anni di età: la qualità incideva del 30% sul punteggio finale. E pensate che un consumatore americano, scottato dalla bancarotta, troverà di nuovo appetibile Chrysler per i bei maglioncini blu di Sergio Marchionne?”””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””
    Cosa C’ENTRA L’UK CON IL RESTO D’EUROPA DOVE FIAT è IN BUONA POSIZIONE TRA L’ALTRO!
    E IN SUDAMERICA, IN BRASILE ERA ED è IL PRIMO VENDITORE DI SUOI MODELLI(tra l’altro con etanolo):
    “””””””””””””””””””””””””””“della free-press finanziaria londinese CityAm che «la volontà dei cittadini americani di comprare ancora Chrysler, almeno in base agli studi in nostro possesso, è ancora tutta da valutare ma certamente non lascia sperare per il meglio».”””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””
    FREPASS FINANZIARIA? SUONA COME LA GUIDA DEI RISTORANTI..DOVE SE IL PRANZO è OFFERTO AL GIORNALISTA IL RISTORANTE SI RITROVA NELLA GUIDA ALTRIMENTI SI RITROVA FUORI.
    “”””””””””””””””””””””””””””””””“Nel 1998 Mercedes diede vita a una fusione con Chrysler e il management dell’epoca disse che l’operazione avrebbe fruttato 30 miliardi di dollari. Cifra che, invece, fu la perdita netta patita dalla casa di Stoccarda quando scappò da quel matrimonio infernale nel 2007. Ma si sa, Fiat vuol dire successo e quindi la storia non si ripeterà.

    Non la pensa così il professor Gerald Rhys, esperto di mercato automobilistico e docente universitario a Oxford, secondo cui la possibilità che il combinato Fiat-Opel-Chrysler possa sopravvivere al mercato e diventare un grande player «è meno del 50%. Questa operazione mi ricorda quella terribile follia industriale che fu la politica britannica di fusione selvaggia degli anni Sessanta che diede vita a quel disastro dal nome di Rover». La quale, come si sa, è costata molto cara alla brama di Rover, dominio di Bmw. Ora tornino a squillare le trombe. E scusate per il disturbo.””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””
    Allora mercedes sembrò acquisìsse Chrysler più per frenare un diretto concorrente negli usa e disporre delle sue concessionarie piuttosto che sviluppare Chrysler che infatti nulla ha guadagnato dal matrimonio con Daimler e la stessa Daimler si lecca le ferite……………………….MA NELLA REALTà DAIMLER PUNTAVA AL FUTURO CREANDO UN MEGAGRUPPO IN TRE CONTINENTI:DAIMLER CHRYSLER MAZDA…………………………………………………………………………..purtroppo lo ha fatto con troppo anticipo sui tempi, renendosi conto troppo tardi che il terzo socio doveva cercarlo in cina…ma all’epoca era troppo presto…………………………………………………………………………SONO D’ACCORDO CON QUESTO BOTTARELLI CHE GLI SQUILLI DI TROMBA SULLA FIAT NON SOLO SONO ESAGERATI, MA PIUTTOSTO DOVREBBERO ESSERE CAMPANE A MORTO PER L’INDUSTRIA ITALIANA DATO CHE QUESTA FUSIONE COMPORTERA’ LA CHIUSURA DI QUASI TUTTI GLI STABILIMENTI ITALIANI DI AUTO IN POCHI ANNI…………………………..LA SPERANZA è CHE ALMENO FERRARI E MASERATI RIMANGANO FUORI E CHE ALLA NICCHIA SI AGGIUNGA ALMENO ALFA ROMEO………………..CIOè FAR RESTARE IN ITALIA L’ECCELLENZA, IL TOP TECNOLOGICO E DEL LUSSO DEL QUALE L’ALFA DOVREBBE OCCUPARE LA VIA DI MEZZO…CIOè CHI VA OLTRE L’UTILITARIA LO STANDARD MA NON Può PERMETTERSI IL TOP………………..E L’ALFA DIVENTEREBBE LA SORELLINA MINORE DI FERRARI E MASERATI…………………………………………………………..a bottarelli oltre a non capire un cazzo(se legge non si offenda della verità)il che rientrerebbe tra lo spazio opinioni e quindi da accettar, purtroppo scrive UNA MAREA DI BOIATE ED INSESATTEZZE…………………………………..E OLTRE A PREOCCUPARSI DEGLI EGDE FUNDS A LUI NON INTERESSANO CERTO LE MIGLIAIA DI POSTI DI LAVORO(50MILA?O DI Più?) che si perderanno tra fiat ed indotto in Italia……………………………………………………………………………e chi veramente vuol capire,(a quelli come bottarelli inutile dirlo perché tanto neanche a cose fatte se ne renderebbero conto)DEVE SAPERE CHE NEL VOLGERE DI MASSIMO 4-5 ANNI, NEL MONDO RIMARRANNO SOLO 5-6 COSTRUTTORI DI AUTO CHE DOVRANNO guardare soprattutto ad est…….cioè ai mercati emergenti orientali, asean Bric etc, dove ci sono già 600-700 milioni di consumatori per ora disposti a spendere 5000 dollari all’anno(secondo una stima giapponese)cifra questa destinata ad aumentare insieme al numero dei consumatori……………………..QUINDI LE ALLEANZE NEL SETTORE AUTO NON POTRANNO NON RIGUARDARE IMPRESE CINESI COREANE INDIANE…..le quali il progetto Marchionne sta sicuramente considerando mettendo per ora le basi in europa e nel continente americano, soprattutto SudAmerica, del quale a merchionne interessano le concessionarie……………………………………………………………………………………………………………………….manca ora da cercare l’alleato(o gli alleati) orientali…tata? Una giapponese? Una cinese?……………………………………………………..E SOPRATTUTTO NEL GUARDARE AVANTI NON SI Può PRESCINDERE DALLO SVILUPPO DI MOTORI ELETTRICI, IBRIDI, BIO O ADDIRITTURA AD ARIA COMPRESSA!
    ……………………………PSPERMANE IL DUBBIO CHE QUESTO BOTTARELLI SCRIVA PER PROVOCARE, PER MISURARE QUANTO SON FESSI QUELLI COME ME CHE STANNO A RISPONDERGLI!………………..

  • idea3online

    E’ un mondo di LADRI!!!!!!!!!!!

  • Gioacchino_Murat

    Che stupido questo Obama,sta tentando di non far fallire una grande
    azienda americana e alcuni istituti di credito:davvero fesso.

  • Gioacchino_Murat

    Guarda che nell’accordo la Fiat si e’ impegnata a fornire solo ed
    unicamente know-how in cambio di partecipazioni azionarie,nessun
    esborso di capitale e’ previsto.

  • myone

    La fiat e’ sempre stata sostenuta dai soldi dati dagli italiani, e tanti ci hanno mangiato sopra.

    Ultimamente, si dice che abbia pareggiato e ci abbia persino guadagnato, a tal punto che, si sente cosi forte da risanare italia e america.

    con che soldi investira? Sempre con i soliti, quelli degli italiani, e non solo, ma con la partecipazione di banche sopratutto italiane.

    Con l’ impasto USA-italia e Germania, visti i tempi che corrono, e che da speculare ce n’e’ ancora molto, i poteri che contano e che se la ridono, usano queste pedine per affondare colpi ancora mortali, dove si puo’ ancora frodare.

    Fiat, e’ lo zoccolo buono. Risanata, produttiva, e in attivo. Il classico specchietto per le allodole, dove far confluire potere e danaro, titoli e potere da estorcere, facendo credere che si puo’, si, fregare ancora il sistema con altri sistemi.

    Dopo tutto, il mondo va’ cosi. Creare possibilita’ inesistenti, per frodare quello che si puo’, accapparrarsene, e poi smontare tutto lo scenario, lasciando buchi senza risposte e senza possibilita’, ma pronti a crearne ancora altri.

    Vero: la fiat italiana traballa, rischia chiusure, e berlusconi dice che, con le vendite americane, si potra’ pure tenere gli operai della fiat, modello cassaintegrati o con assegno disoccupazione.

    Vedremo se cominceremo ad adattarci a mangiare auto, e a digerire bisnes programmati, propagandati, e con tanto di avviso.

  • myone

    UNA DELLE PRIME COSE CHE DOVREBBE FARE LA FIAT SE NELGI ULTIMI ANNI E’ IN ATTIVO, E’ DI FORNIRE UN FONDO PER TUTTI I LAVORATORI FIAT IN ATTIVITA’, E DI RENDERE I DANARI PRESTATI DALLO STATO E DAGLI ITALIANI, SGRAVANDOLI SUL FISCO…… ANZI NO…. SGRAVARE UN BEL NULLA….. LI SI INCREMENTINO NELLE PENSIONI DEBOLI E A CHI NECESSITA’ DI SOPRAVVIVERE.
    TE LA DO IO L’ AMERICA. E SE GLI USA VOLGINO LE FIAT, GLI E LE MANDIAMO DALL’ ITALIA. LE PIAGHE LORO SE LE CURINO LORO, ANZI, SE LE GIUSTIZINO, CHE SAREBBE ORA.

  • mirko1313

    Gioacchino, non è fesso Obama, è fesso chi compra Chrysler. Ma l’hai letto l’articolo o fai degli schizzi a caso sulla tastiera quando scrivi questi commenti?

  • mirko1313

    Gioacchino, non è fesso Obama, è fesso chi compra Chrysler. Ma l’hai letto l’articolo o fai degli schizzi a caso sulla tastiera quando scrivi questi commenti?

  • mirko1313

    Gioacchino, non è fesso Obama, è fesso chi compra Chrysler. Ma l’hai letto l’articolo o fai degli schizzi a caso sulla tastiera quando scrivi questi commenti?

  • Gioacchino_Murat

    Non l’ha comprata,ha scambiato know how con partecipazioni azionarie,
    cosa ben diversa.