QUELLO CHE MANGIAMO

DI NATALINO BALASSO

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Gli agenti lievitanti di sintesi contengono prodotti chimici il cui vero impatto nell’uomo è sconosciuto, dal momento che tutti mangiano cose diverse e che anche al variare di piccole quantità di elementi, si possono scatenare processi completamente diversi in individui diversi.

Intendiamoci, qualsiasi cibo lievitato, anche il più naturale, ha una minima dose di nocività, ma gli agenti lievitanti di sintesi hanno, come si può immaginare, una percentuale di nocività di molto superiore.

Secondo la legge, anche un cibo definito “biologico” può contenere agenti lievitanti di sintesi, il legislatore afferma che sono permessi solo quegli additivi il cui impatto sulle naturali funzioni dell’organismo sia minimo. Resta da capire perché mai, i consumatori di cibo non biologico, debbano per legge mangiare merda.

Gli agenti contenenti fosfati sono sconsigliati nella preparazione di cibi destinati ai bambini, che risentono maggiormente del superamento della “dose giornaliera consigliata”.
Ovviamente ci sono delle soglie oltre le quali l’organismo supera la dose giornaliera. Come possiamo saperlo? Leggendolo sull’etichetta.

Il produttore è obbligato a scrivere la dose di additivo aggiunto al prodotto in etichetta? Non sempre. Ad esempio, il sodio pirofosfato è indicato con la sigla E 450. Le quantità massime permesse variano, a seconda del prodotto, da 0,5 g a 20 grammi per chilo. Sta al produttore decidere la quantità e non c’è l’obbligo di riportarlo in etichetta.

Anche i cibi così detti “vegani” sono talvolta prodotti industrialmente e in questi cibi sono presenti additivi dalle discusse proprietà, come il propionato di calcio (E282) per la preparazione di dolci, pane e brioche vegane, additivo che la ricercatrice australiana Sue Dengate, ha indicato come molto nocivo per i bambini.

Il nostro corpo si accorge del sovradosaggio degli additivi lievitanti presenti nei prodotti industriali (merendine, brioche dei bar, grissini e cracker, pasticcini, pizze e pizzette, pane)? In linea di massima si, innanzitutto il sovradosaggio altera il gusto degli alimenti e provoca problemi di digestione, va però notato che le bustine di lievito in commercio, a uso casalingo, oltre ad essere spesso addizionate di aromi come la vaniglia, hanno anche al loro interno una sostanza basica che permette di limitare gli effetti negativi del sovradosaggio. E se non si fanno riguardi di aggiungere additivi agli additivi per superare la tua imbranataggine famigliare, vuoi che abbiano paura ad aggiungere additivi agli additivi ai prodotti industriali, che se sbagli le dosi devi buttare via il guadagno? Gli additivi servono a mantenere inalterati colori e gusti dei prodotti al variare delle condizioni di temperatura, umidità e pressione. Per questo una merendina ha lo stesso identico gusto di tutte le altre merendine della sua partita, anche se prende una strada diversa e, di solito, le merendine con la stessa etichetta hanno lo stesso identico gusto anche se prodotte in nazioni diverse. Il gusto non è dato dal cibo, ma dalle decine di sostanze chimiche aggiunte per stabilizzare il prodotto secondo gli standard imposti dai produttori. In poche parole, sarebbe come se esistesse uno spray che permette alle mele marce di avere odore, sapore e colore identico a quelli delle mele buone. Tu mangi la mela marcia ma non te ne accorgi.

Peggio dei lievitanti sono i coloranti, l’eritrosina (E 127), un colorante di sintesi contenente iodio, che sulle cavie induce, oltre una determinata dose, tireotossicosi e tumori della tiroide, è impiegato per colorare le ciliegie da cocktail e quelle candite. L’unico scopo di questa sostanza tossica è evitare che le ciliegie da cocktail sbiadiscano!

Secondo l’EFSA (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare) l’alluminio è talmente tossico che basta ingerirne qualche millesimo di grammo alla settimana per danneggiare la salute, ebbene l’alluminio è utilizzato come additivo alimentare per colorare e laccare i prodotti zuccherini che servono a decorare torte e pasticcini.

Come potete notare, quando mangiate dolci, gli zuccheri sono una passeggiata rispetto al resto!

Mangiare frutta fuori stagione è pericoloso. Prendiamo l’uva, quella che chiamiamo fresca, che compriamo dal fruttivendolo, ebbene, se la compriamo d’inverno è bene che sappiamo che è permesso trattarla con i conservanti ad attività antifungina che fanno capo all’anidride solforosa (con sigle da E 220 a E 228). I crostacei, non soltanto surgelati, ma anche freschi possono essere trattati legalmente con il 4-esilresorcinolo (E 586). Poiché quest’additivo è dotato di una certa tossicità, la stessa Autorità che ha dato parere favorevole al suo impiego dice che c’è il rischio che le persone che consumano crostacei frequentemente e in abbondanza possano ingerirne una quantità che supera la soglia di sicurezza! Non so se mi spiego: il legislatore dice che sì, puoi mangiare quella roba, ma ha il sospetto che per te siano cazzi amari.

Mi sembra evidente che al Ministero della Salute, della tua salute non frega un cazzo, quel Ministero non serve a mantenerti in salute, ma serve a favorire il commercio delle sostanze chimiche che riparano i danni causati da altre sostanze chimiche permesse da quello stesso Ministero.

Cosa voglio dire?

Voglio dire che bisognerebbe smettere di chiamare cibo il cibo industriale. Laddove per industriale s’intende una tecnica che permette di trattare anche il cibo fresco, col beneplacito della politica. Si tratta di merce il cui unico scopo è quello di produrre un ricavo economico. Il nutrimento è un’altra cosa.

Molti di voi diranno: ma io non abito in campagna, non ho un orto, non produco cibo. Al massimo posso comprarmi una macchina per fare il pane, una macchina per fare i succhi di frutta, una macchina per trattare il cibo, ma, a parte il fatto che sono macchine dal costo esorbitante, alla fine devo comunque andare nei negozi a comprare quel cibo che poi posso, se trovo il tempo, lavorare. E se persino chi vive in campagna corre il rischio quotidiano di intossicarsi col cibo che è costretto a comprare, perché nessuno produce TUTTO quello che mangia, figuriamoci io che vivo in città.

Io non so cosa rispondervi, se non che siamo prigionieri di una gabbia che abbiamo contribuito a costruire, alla quale ogni giorno aggiungiamo sbarre: credendo alla bugia del lavoro, alimentandola a nostra volta, credendo a chi ci dice che il nostro scopo nella vita è guadagnare numeri virtuali che ci permettono, grazie alla nostra prodigiosa immaginazione, di convincere altri umani a cederci oggetti in cambio di un po’ di quei numeri, che non sappiamo nemmeno definire esattamente, che nella realtà non esistono nemmeno. E questo sistema ha fatto sì che per produrre quegli oggetti servono strumenti e persone che si acquistano con altri numeri. E tutto questo è solo un enorme spostamento di numeri, raramente un venditore di cibo si chiede quante persone ha nutrito, legge solo i numeri a fine giornata, così come facciamo noi tutti col nostro lavoro, che era nato per uno scopo che abbiamo via via dimenticato. Alla fine, se è necessario intossicare un po’ tutte le persone a cui vende il proprio cibo per ottenere più numeri, il produttore di cibo non si farà problemi a intossicare tutti un po’, e un po’ di più ogni giorno, chiedendo al legislatore più elasticità, chiedendo il permesso di avvelenare le persone ogni giorno un po’ di più. E questo perché al produttore vengono richiesti un sacco di numeri virtuali per produrre cibo più sano e dovrà vendere molto più cibo e per poterlo fare dovrà cedere i suoi numeri a persone che servono a certificare che il suo cibo è più sano. E cedere altri numeri ad altre persone che servono a diffondere l’immagine del suo cibo, e tutti questi numeri saranno sottratti al cibo. E quelli che lavorano per lui, accetteranno di contribuire all’intossicazione generale dei cibi che, dopo averli prodotti, loro stessi comprano, perché anche loro hanno bisogno di un po’ di numeri virtuali. E anche il legislatore è portato a dimenticare lo scopo per cui lavora, per avere qualche numero virtuale in più. E ogni volta che un produttore di medicine trova il rimedio per digerire meglio, per riprendersi dalle intossicazioni, il produttore di cibo sa che potrà alzare ancora un po’ l’asticella.

Siamo la società più opulenta della storia, buttiamo via ogni giorno tonnellate di cibo ancora mangiabile, scartiamo frutta e ortaggi che non hanno la forma standard delle foto pubblicitarie. Eppure non siamo in grado di produrre cibo non avvelenato.

Quei numeri virtuali sembrano averci intossicato il cervello e non ci rendiamo conto che stiamo segando un ramo della pianta, ma siamo seduti proprio su quel ramo. Non c’è un modo, adesso, di uscire da questa trappola, bisogna cominciare, piano piano, a capire il significato di ciò che facciamo e poi ad agire di conseguenza, con piccole variazioni, cercando piccoli equilibri, cercando meno numeri e più tempo, modificando le regole di quella cosa che chiamano lavoro.

Se cercassimo di capire cosa ci serve veramente, scopriremmo che stiamo producendo montagne di merci inutili che ci stanno circondando, scopriremmo che perdiamo un sacco di tempo a inseguire desideri che provengono da un manuale per schiavi, che proviamo desideri non nostri. È così breve il tempo che passeremo su questo pianeta, è così breve il tempo che abbiamo per stare con gli altri, che non ha proprio senso costruire un mondo di nemici, di guerre collettive e personali. Chi esalta il lavoro, di solito ama il profitto che immagina gli proverrà da quel lavoro, ha il terrore di ammettere di avere perso molto tempo a inseguire un’immagine virtuale e non vuole cambiare le proprie abitudini di pensiero. Questo non lo vuole nessuno, ma bisogna arrivare a farlo. Diversamente, saremo in guerra con noi stessi e non saremo più in grado di percepire l’autointossicazione che stiamo attuando sulla nostra persona, e questo perché negli anni, abbiamo aggiunto additivi mentali e rimedi agli scompensi, che c’impediscono di riconoscere il sapore del veleno che produciamo.

Natalino Balasso

Fonte: www.facebook.com

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5.10.2015

29 Commenti
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Simplicissimus
Simplicissimus
10 Ottobre 2015 9:43

Francamente basta con queste stronzate, con questi vaniloqui che non hanno altra controprova se non la devozione a un conformismo alimentare in parte astutamente innescato dal sistema commerciale, in parte trasformatosi in mistica intestinale. Le cose dette non alcun riscontro scientifico. I lieviti che usiamo da 5000 anni fanno male? Come, in che senso e con quali statistiche? O non è forse l’espressione italiota dell’anti carboidrati di marca americana? In sostanza fesserie. 

Giovina
Giovina
10 Ottobre 2015 9:59

Fosse cosi’ simplicissimus….. invece e’ solo la punta dell’iceberg.

rbk
rbk
10 Ottobre 2015 10:52

tra le altre cose a me manda in cappella l’ESALTATORE DI SAPIDITA’.Prima c’era scritto sulle etichette,ora è una sigla. Lo mettono dappertutto ma quando mangi una merendina l’effetto è immediato e riconoscibilissimo perchè le ghiandole salivari cominciano a schizzare saliva come fontane..(la famosa acquolina in bocca) e ti induce a divorarne 10 una dopo l’altra. Comunque non serve leggere le etichette per sapere cosa mangi per quello c’è il gusto e gli organi di senso. Credo che il "problema" sia il fatto che le nuove generazioni di consumatori non abbiano la minima idea di quale sia il gusto originale di un cibo originale prodotto dalla natura. I FERTILIZZANTI TECNO  di ultima generazione sono usati sia per produrre alimenti biologici come anche x quelli industriali e motivo per il quale i cibi sembrano avere tutti lo stesso gusto. Ad esempio vini anche pregiatissimmi sembrano avere lo stesso gusto di sotttofondo di un succo di frutta industriale perche le piante di uva sono state alimentate con il medesimo fertilizzante utilizzato per far crescere una pianta di mela…il famoso gusto fruttato che contraddistingue un vino di qualità… Anche gli animali di allevamento vengono nutriti con piante alimentate con questi FERTILIZZANTI DI SINTESI  i quali… Leggi tutto »

ottavino
ottavino
10 Ottobre 2015 11:00

Molto bene, Balasso, molto bene.

Quindi perché succede tutto questo?
Perché questo è l’approdo finale di una società materialista priva di qualsiasi principio o filosofia.
Se tu non sai educare i componenti di una società dicendogli: "Sei parte di un insieme che comprende alberi, animali, cielo, mare ecc. e non sei più importante del resto". Cosa avrai? Tanti piccoli ego.
E cosa faranno tutti questi piccoli ego quando non potranno espandersi come sognano?
Si uccideranno l’uno con l’altro.
rbk
rbk
10 Ottobre 2015 11:35

non sò chi è balasso ma ha solo fatto un collage C/I di articoli che sviano l’attenzione dal problema di fondo che rimane ovviamente il nutrimento….

yago
yago
10 Ottobre 2015 11:56

Non a caso la percentuali di tumori cresce a dismisura tanto che ha raggiunto il 30% della popolazione, ovvero quasi una persona su tre.

ottavino
ottavino
10 Ottobre 2015 11:56

Può essere. Ma che importanza ha? Tu sei all’inizio del cammino.

Prima domanda: che cos’è il nutrimento?
RenatoT
RenatoT
10 Ottobre 2015 12:00

solo un indizio… per milioni di anni, gli esseri umani non hanno mai potuto mangiare:

Cereali, Latticini, Zuccheri…. tralascio l’elenco tossico delle robe aggiunte oggi a questi ingredienti che giá da soli, biologici o prodotti in casa propria con le tecniche piu’ naturali del mondo… provocheranno cancro, infarto, diabete, problemi di articolazioni, ossa etc.etc.etc.
Con l’aggiunta del resto, si fa molto prima… queste cose vengono anche a 3-4 anni…
Alla fine.. qualcuno negli ospedali ci deve finire… la macchina è troppo enorme per fallire.
temuchindallaCina
temuchindallaCina
10 Ottobre 2015 12:01

E’ un pezzo che lo dico! Mangio il pane, certe cibi confezionati, certe bevande, e mi fanno delle acidità che in confronto la coca-cola diventa un basico!!

Ma che merda ci danno da mangiare???? BASTA!

rbk
rbk
10 Ottobre 2015 12:02

si sono stato un pò troppo ruvido con balasso ma forse era anche per indurti a leggere quello che ho scritto

ottavino
ottavino
10 Ottobre 2015 12:14

L’ho letto. Ma francamente mi sembra un insieme di congetture.

Hai ragione sul glutammato. Ma non mi metterei a parlare dei fertilizzanti ultima generazione, gli OGM si o no….. Che senso ha?
Limitati alla tua esperienza. Il problema è che probabilmente non ne hai, è tutta una cosa intellettuale.
Sei vegetariano, macrobiotico, vegano, carnivoro, onnivoro?
Se hai fatto una qualche esperienza hai ottenuto dei risultati e sulla base di questi risultati puoi parlare.
La mia esperienza è che il cibo non solo deve essere "pulito", ma anche cucinato, mangiato e digerito in un certo modo per avere certi effetti. Cioè una qualità del vivere migliore.
Quindi è una tecnica, un approccio. La "pulizia" del cibo è solo un inizio.
rbk
rbk
10 Ottobre 2015 12:24

se io scrivessi professionalmente non sarebbero sarebbero congetture ma ti fornirei volentieri tutte le fonti da cui ho tratto il mio commento;.: e come ho scritto prima non servere LEGGERE le etichette per PERCEPIRE IL GUSTO,serve la lingua,il naso la bocca e la vista,gli organi di senso

rbk
rbk
10 Ottobre 2015 12:33

Anche gli animali di allevamento vengono nutriti con piante alimentate con questi FERTILIZZANTI DI SINTESI quindi se fertilizzate il vostro orticello con il letame ,convinti di essere  biofichi ,produrrete e mangerete sempre cibo di origine sintetica.

PinoRossi
PinoRossi
10 Ottobre 2015 12:40

Se vuoi difendere le tue abitudini alimentari, ammetti di mangiare merda e non additare chi si interroga.

rbk
rbk
10 Ottobre 2015 12:41

aggiungo anche che non serve una macchinetta che ti racconti quante nanoparticelle ci sono disperse per capire se l’aria che respiri è inquinata,sempre ammesso però che tu abbia mai avuto occasione di respirare aria non inquinata attraverso cui poter fare un confronto attraverso i tuoi sensi…

rbk
rbk
10 Ottobre 2015 12:46

aggiungo anche che non serve una macchinetta che ti racconti quante
nanoparticelle ci sono disperse per capire se l’aria che ai respira  è
inquinata,sempre ammesso però che nella vita si abbia avuto occasione di
respirare aria non inquinata e quindi  essere in grado di fare un confronto
attraverso i sensi…e non attraverso le etichette scritte

rbk
rbk
10 Ottobre 2015 12:47

si chiama soylent green 🙂

ottavino
ottavino
10 Ottobre 2015 12:48

Quindi il tuo suggerimento agli altri è: usa le papille gustative?

Pensi che sia sufficiente?
ottavino
ottavino
10 Ottobre 2015 12:51

Ascolta, e qui la chiudo, sei troppo concentrato sul fuori di te.

Questo significa che sei vuoto.
Perciò, fai qualche esperienza, intraprendi qualche percorso, ottieni qualche risultato e poi parla.
rbk
rbk
10 Ottobre 2015 12:57

se conosci una tecnologia più avanzata delle p.g fammelo sapere,sono appassionato di hightec

alvise
alvise
10 Ottobre 2015 13:45

"Resta da capire perché mai, i consumatori di cibo non biologico, debbano per legge mangiare merda."

Di Balasso si può contestare tutto, fa retorica, è qualunquista, è banale ecc, ma in questa frase, almeno in questa solo, secondo me c’è del vero quindi la faccio anche mia. Infatti perchè….?

Tuttavia è vero, se andiamo a vedere col microscopio tutto quello che mangiamo, o non mangiamo più e moriamo di fame o mangiamo e moriremo di qualcosa che non sia per vecchiaia. Mi sono spesso chiesto se nel medioevo e nel rinascimento, a parte malattie che oggi si curano con una compressa, i cibi contenevano tutta la merda che cita Balasso

temuchindallaCina
temuchindallaCina
10 Ottobre 2015 14:20

grazie dell’informazione, sinceramente non lo sapevo 😉

Earth
Earth
10 Ottobre 2015 14:24

mi sa che hai risposto a tutto 🙂

rbk
rbk
10 Ottobre 2015 14:51

non credo.credo c sia molto altro da dire e che ne consegue

RicardoDenner
RicardoDenner
10 Ottobre 2015 17:16

Con tutte queste analisi si confondono solo le idee..

Qual’è la sintesi..?
Mangiare quando si ha fame..e digiunare quando siamo sazi..
Col primo passo siamo già a metà strada..poi orientarsi verso i cibi della tradizione..non solo italiana ma mondiale..e avremo degli ottimi suggerimenti..
La chimica applicata alla cucina è molto riduttiva..crea solo danni e pregiudizi..
I cibi fermentati aiutano la digestione..e aumentando la digeribilità è facile mangiare troppo con i conseguenti effetti nefasti..sono attivatori di potenza..e la potenza senza controllo è devastante per il  nostro corpo..
pasa
pasa
10 Ottobre 2015 17:54

abbiamo voluto la bicicletta: ora PEDALIAMO. L’articolo interessante ma troppo lungo ripete ciò che conosciamo da 40 e più anni. L’industrializzazione, la superproduzione, i profitti dei pochi, hanno indotto gli industriali del settore a  trattare  il FOOD come un altro qualsiasi business per le tasche dei pochi. "Sia la tua medicina il cibo e il cibo la tua medicina" di IPPOCRATE come può avere valore in questa lugubre realtà? Se hai conosciuto il sapore di un uovo fresco dalle tue galline, se hai raccolto le verdure d’autunno e di primavera nei prati che conosci(naturalmente devi conoscere se no potresti anche avvelenarti) , se hai condito la tua insalata con i fiori di tarassaco, se ti sei incontrata con il cardo mariano e ne hai gustato da piccola il sapore, se la tua rucola spontanea calpestata dai tuoi piedi ignoranti col suo odore ti ha attratto lo sguardo , se la tua carne d’essere vivente si è incontrata con tutto questo quando era il tempo……allora i tuoi ricordi con i sensi forse sapranno guidarti. Ma se tutto questo non è avvenuto come farai a distinguere sapori, odori, colori tra un cibo di valore ed un’emerita schifezza? Chi può insegnare questo ai… Leggi tutto »

GioCo
GioCo
10 Ottobre 2015 21:24

Questo di Balasso mi da modo di approfondire, dato che stavo riflettendo sull’argomento proprio oggi. C’è un aspetto che riguarda l’avvelenamento del cibo (che in parte è già approfondito) e uno che riguarda lo sfruttamento delle risorse (meno indagato) e uno che riguarda specificatamente la vita, non indagato praticamente da nessuno (che io sappia). Per quanto riguarda il cibo la questione, come già commentava qualcuno prima, va ben oltre. Al principio che la salute non è il centro delle attività industriali, in quanto si occupa di profitto e non di tutela dei diritti o della vita, fa eco il confine etico e responsabile da gestire che è lasciato in mano alla speculazione più bieca del mercato. Sarebbe come pretendere che un mafioso ci gestica il patrimonio di famiglia (figli compresi).Non direi che possiamo poi dopo lamentarci se va tutto storto. Anche perché  non credo avrebbe tale lamentela un felice epilogo.La stessa cosa vale per l’attivismo, basta dire quanti hanno pagato caro (e inutilmente) il prezzo di aver tentato la salvaguardia delle foreste tropicali, dallo sfruttamento delle mutlinazionali impegnate in agricoltura. Ed è una fetta davvero miserabile della reazione consapevole al disastro complessivo.Tale dimensione di orrore ideologico globale può essere sostenuto… Leggi tutto »

RenatoT
RenatoT
10 Ottobre 2015 21:55

ecco, 2 righe e hai sistemato tutto. me la segno… perchè io cosi breve non lo sono mai stato 😉

paolodegregorio
paolodegregorio
11 Ottobre 2015 18:57

Oggi la sinergia tra multinazionali del cibo e quelle farmaceutiche funziona perfettamente. Attraverso il cibo ci preparano  a diventare malati (pazienti!) a cui proporre il rimedio:farmaco. In questa direzione lavora volontariamente o involontariamente buona parte dell’umanità, in particolare quella cosiddetta "avanzata. Dai produttori industriali di cibo, anche non multinazionali, ai pubblicitari, ai media, ai supermercati, alla piccola bottega, ai contadini che per ignoranza irrorano le colture di pesticidi, tutti sono impegnati a produrre o commerciare cibi che contengono elementi dannosi. Tra l’altro mettono un notevole impegno a spingere verso l’obesità i vari chef televisivi. Come ne veniamo fuori? Anche io non ho la risposta valida per tutti, certo è importante informarsi, cercare di capire ciò che consumiamo. Personalmente mi comporto così: cerco il produttore diretto di tutto quello che è possibile, e ci riesco per pesce,carne,  formaggio, vino e per la verdura (qualcosa la ricavo dal mio orticello), per la frutta ci riesco parzialmente, comunque evito quella fuori stagione, Non consumo brioche nè al bar nè a casa, ma qualche dolce artigianale a colazione mi fa deviare un pò, Nel complesso vivo  bene e sobriamente in una casa in riva al mare in una zona dall’aria apparentemente pulita, ma l’insidia… Leggi tutto »