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QUELLI CHE…LA COLPA E' DEL DEBITO PUBBLICO

DI ALBERTO BAGNAI
ilfattoquotidiano.it

Come ogni ideologia, anche il luogocomunismo costruisce il consenso attorno alla figura di un nemico ideologico. I nemici dei fascisti erano i comunisti, e quelli dei comunisti, in bella simmetria, i fascisti. E i luogocomunisti? Il loro nemico è lo Stato, ma siccome detta così suona male, preferiscono dirla in un altro modo: “la casta, infetta dalla corruzione, si è data a una forsennata spesa pubblica improduttiva che ha fatto esplodere il debito pubblico, causando la crisi”. Conclusione?
Basta ridurre il ruolo dello Stato nell’economia. Anche questo non viene detto così: si preferisce dire “tagliare la spesa improduttiva”. E certo, se è improduttiva, perché non tagliarla? Anche perché tagliandola ridurremmo di certo il debito pubblico: sconfiggeremmo il nemico.

Ragionamenti semplici per animi semplici, che hanno facile presa sui dottor Livore marci di invidia e di odio sociale, su quella minoranza chiassosa di persone convinte di essere le uniche a lavorare e a pagare le tasse. Una minoranza che non rappresenta questo paese, abitato per lo più da persone generose, integre e umane, ma che può condizionarne le sorti politiche. I piccoli dottor Livore sono una miniera d’oro elettorale: digli “castadebitopubblicobrutto”, e li avrai con te.

Il punto di forza di questo “pensiero” è che si appoggia su asserzioni ovvie. Certo, il debito pubblico deve essere tenuto sotto controllo, chi lo nega? Ma qualche problemino c’è. Ad esempio… sicuri che il debito pubblico sia la causa della crisi? I dati lo smentiscono. All’inizio della crisi (2007), su cinque paesi colpiti tre avevano il debito pubblico in calo (Irlanda, Italia e Spagna), uno lo aveva stazionario (Grecia) e solo il Portogallo lo aveva in crescita, su valori che oggi farebbero invidia alla Germania. Situazioni differenziate, ma in nessun caso particolarmente preoccupanti. Qui arriva di solito quello furbo, che ti dice: “Sì, va bene, prima della crisi il debito pubblico italiano si è ridotto (di 10 punti di Pil), però era alto!”. D’accordo, ho capito che era alto, lo so! Ma lo era stato (e molto di più) per vent’anni! E allora perché mai la crisi sarebbe dovuta scoppiare proprio mentre scendeva? A questa replica qualcuno tira fuori l’argomento risolutore: “La colpa è di Berlusconi”! Un argomento che andava ancora bene per i gonzi a settembre, ma che dopo qualche mese di spread a 500 anche loro valutano ormai per quello che vale: zero.

Una risposta meno insulsa viene da un altro dato comune alle cinque economie in crisi: dall’entrata nell’euro (1999) allo scoppio della crisi (2007) in ognuna di esse era esploso il debito privato, con aumenti dai 31 punti di Pil (Italia) ai 98 punti di Pil (Irlanda e Spagna). Quella che ora i mezzi di disinformazione di massa presentano come crisi bancaria causata da una crisi del debito pubblico, nei dati si presenta in modo opposto: la crisi di debito pubblico è causata dal dissesto finanziario del settore privato (come ammettono anche Giavazzi ed Alesina), attraverso gli interventi di salvataggio delle banche con soldi pubblici, e attraverso il crollo dei redditi privati e quindi delle entrate fiscali. Casta, corruzione, evasione sono certo da combattere, ma con questa dinamica c’entrano poco.

C’entra invece la strategia di espansione del capitalismo del Nord, che ha favorito lo smaltimento della propria sovrapproduzione inondando di liquidità i mercati del Sud, onde facilitare l’accesso al credito di famiglie e imprese. Lo dimostrano i dati sul debito estero netto: le prime economie colpite sono quelle nelle quali il debito estero è aumentato di più (70 punti di Pil in Grecia, 68 in Irlanda…), e il principale creditore era la Germania (il cui credito estero netto è simmetricamente aumentato di 25 punti di Pil).

Un bel giochetto (ti presto i soldi così mi compri i miei beni), simile a quello che la Cina gioca con gli Stati Uniti: sarebbe potuto durare più a lungo se da oltre Oceano non fosse arrivato lo shock del fallimento Lehman. Questo ha costretto le banche alemanne a rientrare dalle loro esposizioni, facendo, come nella miglior tradizione locale, la voce grossa coi più deboli: i Pigs. Il resto lo ricordiamo tutti. Le politiche di austerità, in questo contesto, non possono che peggiorare la situazione, mettendo in ulteriore difficoltà le famiglie e le imprese che devono rimborsare i propri debiti (privati). Ma non ditelo al dott. Livore…

Alberto Bagnai
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it
Link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/03/quelli-che-colpa-e-del-debito-pubblico/315741/
3.08.2012

Pubblicato da Davide

  • albsorio

    Bagnai continua come tutti gli “economisti” a eludere i motivi veri del debito pubblico, putroppo lo Stato ha delegato ai privati, Bankitalia prima BCE poi la emissione della moneta, i privati padroni della moneta volevano e vogliono titoli di Stato in cambio delle loro baconote di pochi centesimi di valore intrinseco, questa è la genesi del debito pubblico, giusto per capirci. Adesso siamo insolventi nei confronti dei detentori dei nostri titoli di Stato emessi INUTILMENTE, perchè inutilmente? Perchè uno Stato è cosa diversa da un cittadino che volendo comprare una cosa s’indebita firmando cambiali, mutui o altro, lo Stato può, meglio dovrebbe, emettere moneta senza intermediari che chiedono titoli di Stato. Sul fronte interno le banche si trovano in difficoltá forse perchè si sono inventati i soldi con la riserva frazionaria hanno moltiplicato i soldi a fronte di 1€ prestavano 50€… adesso sono in crisi di liquiditá, forse mancano i 49€ inventati… la realtá non si elude con un artificio contabile. Mamma BCE corre in soccorso delle banche ma vuole titoli di Stato… altre tasse, privatizazioni, dismissioni, licenziamenti, decrescita infelice…. Bagnai e tutto il teatrino di “economisti” smettetela di girare in tondo.

  • Davide71

    Ciao a tutti:
    una bella dimostrazione di come, per lavorare “dove conta” in Italia ti devi ben guardare da capirci qualche cosa di come funzionano le cose!
    Innanzi tutto il debito pubblico è SEMPRE aumentato in termini assoluti! In secondo luogo non è difficile aumentare il PIL. Basta aumentare i prezzi dei beni di prima necessità! Questo genera aumento dei debiti privati…dopo di ché si usano i derivati per spostare la scadenza dei debiti contratti in maniera da non farli risultare. Risultato? Sembra che il PIL aumenti più del debito! Poi arriva Monti a ridare i soldi alla Morgan Stanley (sbaglio o suo figlio lavora lì?….) e Bagnai a dire cose del tipo:

    Casta, corruzione, evasione sono certo da combattere, ma con questa dinamica c’entrano poco.

    Almeno sappiamo da quale parte sta!

  • RicBo

    Tutto quello che dice Bagnai ora, il popolo greco e spagnolo lo hanno ben chiaro da quasi due anni e immagino che anche portoghesi ed irlandesi siano coscienti delle falsità e della truffa di cui noi europei siamo prigionieri.
    Ma invece di mettere le esperienze in comune ed unire le forze, ognuno va per conto suo ripetendo le stesse cose nella sua lingua, come in un gigantesco Hyde Park Corner. Addirittura si teorizza un ritorno alle monete di una volta invece di lavorare per un cambio radicale e su base democratica della politica economica europea e dei meccanismi dell’euro.
    Tutto questo fa pensare a prossime “discese in campo” politico di persone come Bagnai, perchè non posso pensare di vedere persone intelligenti come loro ridursi a sostenere gli stessi argomenti di Sara Tommasi, Scilipoti e Berlusconi, con l’unica differenza del metodo comunicativo nel presentare il “prodotto”.
    Sorvolo sul caso Barnard perchè conoscendo la sua buona fede ancora non si rende conto dell’errore che commette nella spettacolarizzazione di ciò che propone e soprattutto al rivolgersi ad economisti ed imprenditori che, sebbene “illuminati” sono perfettamente integrati nel BAU del capitalismo.

  • RicBo

    Bisognerebbe finirla col girarci intorno e dirlo chiaramente: la crisi è stata provocata (forse consapevolmente, forse no) e poi cavalcata dal potere dominante europeo ed occidentale come strumento della lotta di classe, ed il suddetto potere sta allegramente e senza grossi sforzi vincendo la partita, arricchendosi alle nostre spalle, distruggendo il concetto stesso di “Pubblico”, il tutto approfittando della millenaria divisione del continente europeo, della sua classe operaia e della sua politica di “sinistra”, schiavi e subalterni al pensiero unico dominante capitalista imposto dagli USA dal 1990 in poi.
    Questo è il riassunto de “Il più grande crimine” di Barnard e di ciò che viviamo oggi giorno. Ma pensare che la soluzione sia un ritorno alle “monete sovrane” (sovrane de che?) e agli “stati nazione” di 40 anni fa è una truffa ancor più atroce, a mio parere.

  • bysantium

    “il tutto approfittando della millenaria divisione del continente europeo” – e nel caso rinfocolarla, vedi campagna vs. Germania.
    Ci vedo una certa analogia col continuare ad alimentare la dicotomia destra/sinistra.
    Uno contro l’altro i popoli europei e divisioni fra i mazziati all’interno degli stessi popoli favoriscono il potere che, invece, parrebbe alquanto unito e determinato a raggiungere l’obiettivo.
    Saluti.

  • 4gatti

    Ci giriamo in tondo come mosche sulla merda. È tutto voluto per il semplice fatto che era tutto prevedibile. Non dobbiamo più cercare le prove del complotto dal momento che è alla luce del sole, dobiamo incontrarci ed Unirci. La loro forza sta proprio in questa nostra frammentazione. il web è perfetto per il tam tam ma poi dobbiamo uscire dalla rete virtuale ed incontrarci nella realtà.
    Decidiamo una data ed un luogo. Ad esempio Al parcheggio del Dall’Ara Sabato 22 Settembre ore 12:00

  • ericvonmaan

    ESATTO… ma nessuno risponde a questo punto FONDAMENTALE, continuano a fare sfoggio di “competenza” questi pavoni universitari. Mah!

  • ericvonmaan

    Bisogna togliere la gestione e la proprietà della moneta (in quasi tutto il mondo) alle aziende private. La moneta deve essere PUBBLICA, emessa a seconda delle necessità di benessere sociale e SENZA DEBITO (senza titoli: bund, bot, bonos, BTP, CCT ecc ecc ecc). Il debito artificialmente creato attraverso il sistema della moneta privata a debito è l’arma totale del controllo del potere delle elites internazionali (le 3/400 famiglie che possiedono tutto). Finchè gente competente come Bagnai (e pochi altri) non prenderà una posizione chiara su questo, non ha alcuna credibilità.

  • halnessuno

    Io mi sono dato una risposta alla domanda sul perché ad un certo punto gli stati hanno iniziato ad emettere titoli di stato invece che emettere direttamente moneta. devi tenere presente che il valore di una moneta è sempre relativo alle altre attraverso il meccanismo della domanda e della offerta. Cioè se la domanda è superiore alla offerta la moneta si rivaluta al contrario si svaluta. E’ un meccanismo spiegato molto bene da bagnai nel suo blog. Perciò lo stato con questo sistema può continuare a stampare moneta tenendo nello stesso tempo sotto controllo il suo valore. Infatti: l’emissione di titoli di stato in moneta locale produce un aumento della richiesta di quella valuta alla banca centrale, in cambio di moneta straniera, necessaria per comprare il buono statale. Come vedi in tutto questo non c’è nessun complotto.
    Per quel che riguarda la bc privata, le banche non sono azionisti, cioè non ottengono dividendi ma hanno solo speciali riserve all’interno di essa usate nel momento in cui ci siano problemi di liquidità. Perciò non essendoci dividendi, le banche non possono guadagnare dagli utili della bc.

  • ws

    La moneta deve essere PUBBLICA, emessa a seconda delle necessità di benessere sociale

    non esttamente. Come nel ” miracolo” tedesco dgli anni ’30 la ” moneta” ( cioe’ il ” credito” ) deve corrispondere SOLO alle capacita’ PRODUTTIVE ( presenti e si spera future ) del paese.

    Andare oltre, in nome di IMPRODUTTIVE “socialita'” ( modello ” sicilia” per intendersi :-)) significa solo scatenare l’ inflazione dando gran fiato al coro dei ” luogocomunisti” sferzato dA bagnai.

  • Mondart

    Il cd. Debito Pubblico non è che lo strumento principe usato per imprimere alla Storia questo maledetto moto circolare. Il “perchè”, e quale sia la classe sociale a trarne vantaggio, non c’è nemmeno bisogno di ribadirlo. Tutto il resto è noia, noia, noia …

  • Mondart

    Oohhh … ecco espresso correttamente il concetto di “Fiat Money”, che svilupperebbe solidi “Stati Nazione” e garantirebbe l’ autedeterminazione dei popoli, ecc ecc … Purtroppo questo è proprio quanto NON voluto, n’ est-ce pas ?? “Loro” ( i globalisti ) si sono ovviamente già posti anche il problema successivo del “chi comanderebbe ?”, autoerigendosi a giudici superiori di tutta la faccenda. Ecco perchè ogni economista evita prima o poi di parlare di signoraggio, perchè è il sistema di controllo per antonomasia dal quale “questo” sistema non può prescindere.

  • Georgejefferson

    Mondart,quanto tempo…un anno fa lessi dal tuo blog molti spunti interessanti,specie a riguardo ai livelli dei meccanismi psicologici/inconsci…dimmi una cosa…tutti urlano Dagli al debito,non solo signoraggisti/austriaci…anche il media mainstream,la gente comune,non trovi strana sta cosa?Certo con i dovuti distinguo…ma il risultato di tante contestazioni e’identico all’opinione ufficiale

  • albsorio

    Guardi troppa tv

  • Mondart

    Hai un bel po’ di confusione, n’ est-ce pas ?! Su una cosa però ci hai preso, ossia che il DP, le crisi e compagnia cantante sono stati ideati ( apposta, apposta, non casualmente ) per “controllare” gli Stati … dicendolo con un eufemismo. E per creare quel processo di “evoluzione nella ciclicità” che porterà alla realizzazione conclamata dell’ ideologia globalista, preconizzata ancora da Giambattista Vico ( che ovviamente ha scritto le sue castronate storico-filosofiche sotto dettatura dello stesso potere attuale ) …!

  • Mondart

    Questo perchè il ciclo storico, una volta giunto al suo punto morto inferiore ( aspirazione e trasferimento della ricchezza dal “reale” ai detentori del debito pubblico/privato -che COSI’ si concretizza, parbleu- ) deve pur ripartire in qualche modo in un nuovo ciclo produttivo, infondere nuova fiducia nel sistema, realizzare insomma quelle condizioni di speranza e ricostruzione tipiche di ogni dopoguerra. Condizione che deve passare necessariamente da una “contestazione” dell’ attuale, anche se poi si diluiscono e confondono i concetti: l’ importante ora è gestire il dissenso e riconvogliarlo nel “nuovo ciclo storico”. Quello che non saprei dire invece, è se ci toccherà sorbirci anche un conflitto bellico esteso, o se basterà la crisi.

  • reio

    già… troppa fatica leggersi il blog, molto più facile sparare sfondoni

  • albsorio

    Di solito le grandi crisi economiche portano a grandi guerre. Se a pagare la crisi sará il colpevole 1% bastera fare giustizia, se dovrá essere il 99% servirá molta violenza, una guerra magari, anche il meteo, casualmente, favorisce carestie e distruzioni?

  • Georgejefferson

    Estraggo al volo un tuo scritto,ottima sintesi della verita…relativa,mai assoluta,e vale per tutti,anche per le tue verita:” basta la consapevolezza delle dinamiche attraverso cui queste istanze si introducono e si appropriano del nostro Immaginario, che sono assolutamente identiche a quelle di uno spot pubblicitario: una volta che vengono “vissuti razionalmente” lo spot, come la propaganda, perdono automaticamente il loro potere nefasto di condizionamento, assumendo la semplice forma di un messaggio cosciente, che posso decidere se accettare o meno.
    In altre parole un’ idea fantasmatica che mi condiziona ad agire d’ impulso, diventa una persona con cui posso discutere, accoglierla in casa oppure mandarla à caghèr

  • gm

    “… pensare che la soluzione sia un ritorno alle “monete sovrane” (sovrane de che?) e agli “stati nazione” di 40 anni fa è una truffa ancor più atroce, a mio parere.”

    domanda: se l’obiettivo non può e non deve essere il ritorno alle monete sovrane (e, aggiungo, a una politica di stato sovrano), si può sapere quale dovrebbe essere quest’obiettivo? Quello di rendere “democratica” l’europa della merkel (e di obama)? Pia illusione a meno di prospettare una vera e propria rivoluzione europea anticapitalistica al di là da venire.
    Quello di imporre alla merkel una politica meno restrittiva? Provateci a convincerla e poi ne riparliamo!
    Questi figli di puttana tedeschi (naturalmente mi riferisco alle classi dirigenti che, però, purtroppo riescono sempre ad addomesticare per bene anche il “popolo” tedesco) non la smetteranno di tormentare i Pigs finché non avranno recuperato tutti i soldi di cui ritengono di essere creditori e non gli frega un bel niente se i debiti degli stati dipendono dalle loro stesse banche truffaldine e quant’altro.
    E finché non riavranno i soldi o ti spolperanno e ridurranno sul lastrico oppure, dopo averti ridotto sul lastrico, ti prenderanno anche a calci nel sedere buttandoti fuori dall’euro e dalla Ue.
    Se restare nell’euro significa dover continuare a essere trattati a pesci in faccia ed essere spolpati dalle banche tedesche e dalla merkel o da obama, allora tanto vale tirarsene fuori.
    Se l’uscita dall’euro e dalla UE avrebbe le sbandierate drammatiche conseguenze che tanti ripetono all’unisono da tutti i punti cardinali e da tutte le “parrocchie”, perché stare qui a perdere tempo lanciando maledizioni alla merkel oggi, a obama domani, a holland dopodomani e via dicendo?
    Tanto varrebbe mettersi l’anima in pace, anzi tanto varrebbe mettere l’anima (e molto altro ancora) nelle mani dei monti e di tutta la banda dei suoi amici.
    Altri, invece, pur se non sono affatto contenti della situazione e vedrebbero volentieri monti pendere da qualche forca, temono però anch’essi l’uscita dall’euro e si limitano, perciò, a voler eleggere la germania come guida europea purché faccia una politica autonoma verso obama e guardi a oriente (ad es. alla russia) piuttosto che all’ occidente a stelle e strisce. Questi stessi , non a torto, ci indicano poi che il vero e principale nemico è obama e non la merkel e la germania! Tuttavia la mia opinione è che la germania, più che avere aspirazioni autonomistiche è soprattutto interessata a riavere i suoi soldi e a fare il mestiere del cane da guardia nel recinto obamiano delle pecorelle europee … e , anche se davvero la germania volesse e riuscisse a scuotersi di dosso obama (roba da fantapolitica!) noi poveri pigs passeremmo solo dalla padella alla brace … e se qualcuno dovesse obiettarmi una qualche nostalgia antitedesca risponderei: “vaffa…. tu e la merkel, non sono antidesco vorrei semplicemente continuare ad essere italiano”.

  • misunderestimated

    Aredaje col Capitalismo del Nord (a proposito di luogocomunismi, che nemmeno in questo ennesimo scritto latitano: nordcattivosudbuono?) e gli immancabili Banchieri Iperborei

    Quindi che facciamo, usciamo dall’€?

    E la 273rd Brigade di stanza alla Ederle come la liquidiamo, con l’IT Army?

  • albsorio

    Ci sono concetti semplici e semplici decisioni, poi difficoltá di realizzazione enormi. Se ad esempio parlassimo di come deve essere un orologio sarebbe semplice, cioè deve indicare il tempo, lo possiamo fare a carica manuale o a batteria, se facciamo con la batteria dipendiamo da altri se a carica manuale non dipendiamo da nessuno, se poi entriamo nella parte costruttiva LI le cose si complicano, servono ingegneri per il progetto e persone capaci di produrre l’orologio, in pratica non è una cosa semplice. Per la moneta è la stessa cosa, gli “economisti” non vogliono parlare del primo passo, cioè scegliere quale tipo di moneta, tra con o senza signoraggio, vogliono sempre impantanare la discussione sulla parte tecnica, perchè li casca l’asino, è chiaro che l’interlocutore che capisce di prendersela nel foro competente non riesce ad argomentare, quindi gli “economisti” chiudono l’argomento. Al massimo concedono che monete senza signoraggio possano essere monete sotitutive locali, la Cina però è li a dimostrare che la moneta del popolo è possibile e non pochi la usano… 1.6 miliardi di persone.

  • albsorio

    Personalmente penso che l’euro va tolto dalle mani dei privati di BCE, emesso senza corrispettiva emissione di titoli di Stato, le condizioni dei mercati globalizzati attuali sono diverse da 20 anni fa, in pratica ti fanno a pezzi se torni alla lira.

  • albsorio

    Ci sono concetti semplici e semplici decisioni, poi difficoltá di realizzazione enormi. Se ad esempio parlassimo di come deve essere un orologio sarebbe semplice, cioè deve indicare il tempo, lo possiamo fare a carica manuale o a batteria, se facciamo con la batteria dipendiamo da altri se a carica manuale non dipendiamo da nessuno, se poi entriamo nella parte costruttiva LI le cose si complicano, servono ingegneri per il progetto e persone capaci di produrre l’orologio, in pratica non è una cosa semplice. Per la moneta è la stessa cosa, gli “economisti” non vogliono parlare del primo passo, cioè scegliere quale tipo di moneta, tra con o senza signoraggio, vogliono sempre impantanare la discussione sulla parte tecnica, perchè li casca l’asino, è chiaro che l’interlocutore che capisce di prendersela nel foro competente non riesce ad argomentare, quindi gli “economisti” chiudono l’argomento. Al massimo concedono che monete senza signoraggio possano essere monete sotitutive locali, la Cina però è li a dimostrare che la moneta del popolo è possibile e non pochi la usano… 1.6 miliardi di persone.

  • reio

    vabè

  • Mondart

    Buona memoria parbleu … il fatto è appunto che TUTTO ( anche la sedicente informazione alternativa ) concorre per alimentare nell’ Immaginario Collettivo la CONCRETEZZA di questi fantasmi, per cui riuscire a svincolarsi -anche solo col pensiero- diventa già un’ impresa sovrumana: non parliamo quindi di svincolarsi concretamente ! Da diverso tempo sono giunto alla conclusione che a noi non è dato che seguire quanto gli “architetti del sistema” hanno già da tempo predisposto: fare eventuale “pressing” sugli architetti che comunque “sondano continuamente” la mente sociale ( articoli come questo ne sono la conferma ) è l’ unica, magra operatività rimastaci.

  • albsorio

    Se per te va bene una moneta con i meccanismi dell’euro cioè emissione banconote = corrispettiva emissione titoli di Stato, per me non ci sono problemi, la realtà si può non volerla vedere ma è li davanti al tuo naso e le manovre lacrime e sangue ne sono una conseguenza, per me ovviamente, comunque George io non ti mando a cagare.

  • Mondart

    Per quanto riguarda il meteo, io sono tra quelli che pensa che, per esempio, l’ attuale siccità non sia casuale, ma si inserisca in un preciso disegno di aggravamento della crisi. Non sarà ovviamente l’ 1% ( ma queste statistiche corrispondono a verità ? O tolta la base a 1000 Euro, non è molto più ampia la fetta sociale che gode, anche indirettamente, della “concretizzazione” finanziaria dei precedenti investimenti virtuali ? Quante persone comuni hanno investito in titoli, bot, ecc ? ) a rimetterci nella crisi da esso volutamente provocata, ma appunto la base più povera, quella non a caso spinta maggiormente dal pressing monetario, quella che, non avendo santi in paradiso, sarà eventualmente spinta verso la guerra … come è sempre stato. Il quadro che si sta preparando in Europa e nel mondo lascia chiaramente intendere che si stia preparando una simile evenienza, anche se la logica si rifiuta ancora di accettare una simile soluzione.

  • Mondart

    Che dire … in linea di principio no, del resto sono cosciente che indietro non si tornerà, e che è giocoforza necessario addivenire a qualche compromesso tra la base e il potere finale. La formula del compromesso in sè ha poca importanza, restando il controllo della “moneta o valore di scambio che sia” in mani terze: che sia moneta elettronica ( ma non penso ), che siano Eurobond, che sia un ritorno al Keynesismo ( anche questo lo vedo poco probabile ), che sia l’ MMT di Barnard o cose simili poco importa: importa vedere fin dove si stringerà il cappio ( perchè sempre di cappio si tratterà ) attorno al nostro collo. Sostanzialmente penso che approderemo sostanzialmente ad un compromesso “argentino” o comunque sul modello degli stati del Sudamerica: ritrattazione del debito, e un po’ di fiato per la ripresa, necessaria ai dominanti ancor prima che a noi.

  • Georgejefferson

    So che con te si puo discutere,perche non sei troppo chiuso,alla prossima

  • Georgejefferson

    Nemmeno io lo mai fatto,alb

  • albsorio

    Grazie

  • ericvonmaan

    Ovviamente per “benessere sociale” non intendo dare i soldi a pioggia agli amici, ma ovviamente stampare denaro per finanziare la produzione di beni e servizi utili, chiaro…

  • ericvonmaan

    Condivido al 100%, ed è un vero peccato che tutti gli “esperti”, quando si arriva al nocciolo della questione che è proprio questo, dribblino o evitino di prendere una posizione preferendo trovare soluzioni “all’interno del sistema consolidato”… secondo me se non si esce da questo sistema (la moneta privata emessa a debito e gestita dai privati con fini di lucro – per loro) non esiste soluzione. Moneta pubblica emessa senza debito per finanziare produzione di beni e servizi utili alla società, modulata a seconda dei periodi economici e delle esigenze, da istituzioni che abbiano come fine il benessere dei cittadini. Ma loro invece bla bla bla bla bla tu non capisci un cazzo io invece sono docente universitario ecc ecc ecc

  • saxvinc

    RIVOLTA FISCALE

  • Mondart

    Teoricamente giusto, ma “praticamente” pressochè inapplicabile, come “uscire dal sistema”. “DOVE FINISCE”, infatti, il “sistema” ?? Lo hai osservato bene, hai osservato bene il suo procedere “ciclico” che ingloba lo stesso dissenso da esso generato per reindirizzarlo e riciclarsi in un nuovo ciclo storico-economico ? Hai l’ esatta percezione di come TUTTO si compia attraverso la nostra inconsapevole adesione alle sue dinamiche ? Il sistema è una “MACCHINA PERFETTA”, che non lascia nessuno “spazio altro” … almeno non alla gente comune. Non a caso Kubrick, nel suo tentativo di ribellione, si rivolgeva all’ “intellighentia”, ai manovratori, agli “attuatori” del sistema, invitandoli a ripensare lo “STRANO AMORE” ( solo potere e interesse ? fede ? consapevolezza della giustezza del fine ? cosa esattamente ? ) che ad esso li lega, come nel caso del nostro Bagnai … perchè non ce lo vengono a dire chiaramente una volta per tutte, invece di menare tanto il can per l’ aia ? Perchè è così inconfessabile ? Che il sistema sia il modello perfetto di dominio dei pochi sui molti ormai è ampiamente risaputo, che non sia eludibile attraverso il suo stesso schema anche, quindi ? … Propaganda pre-elettorale ? … Mah …

  • gm

    mi sembra che ci stanno già facendo a pezzi e,comunque, per realizzare quello che suggerisci ci vorrebbe una rivoluzione (che non c’è e non ci sarà per un bel pezzo) perché se l’attuale meccanismo è quello adatto ad alcuni stati (germania) o ad alcune forze (oligarchie finanziarie) per tenere sotto la loro sferza tutti gli altri allora non cambieremo certo la situazione con delle petizioni.
    Francamente non capisco tutto il gran gridare contro merkel, monti e quant’altri quando poi si assume come un dato immodificabile la questione di dover rimanere a tutti i costi nell’euro. Finché non vorremmo considerare percorribile anche l’uscita dall’euro, saremo inevitabilmente vittime di un ricatto mortale che renderà praticamente inutile (e anche ridicola) ogni protesta contro l’europa attuale delle merkel e dei monti.

  • ws

    credo che dal contesto per “capitalisti del nord” bagnai intendesse le banche di oltralpe…

    sebbene che ,essendo bagnai cresciuto a roma, egli e’ di certo un po’ permeato di quello spirito “papalino” antipatizzante con tutti quelli ” iperborei” sempre contrari a provvedere alle “necessita’ ” della ” citta santa ” ..:-)

  • ws

    ho letto tutti i tuoi articoli su questa questione e trovo che abbiano un grosso fondamento.

    ciononostante e’ anche evidente che questi cicli siano a” vite” perche’ la condizione MEDIA umana non ha fatto che avanzare ( almeno da mille anni ).

    Infatti l’ aspetto drammatico della attuale crisi e’ che siamo all’ inizio di un ciclo INVOLUTORIO che non si e’ mai visto da perlomeno il collasso del mondo greco-romano 🙁

  • Mondart

    No, perchè ? Se la leggi come “fase”, non è che il punto morto inferiore del ciclo, o del motore a quattro tempi se preferisci … sarà il sistema stesso a “risalire” in un nuovo ciclo, attraverso una nuova fase “attiva” … ma per far questo occorre appunto, canalizzare e sfruttare BENE il dissenso generato ora, e focalizzarlo ( attraverso intellettuali, pseudo-economisti, e compagnia cantante ) verso quell’ atteggiamento di ritrovata fiducia nel sistema, di ripresa economica ecc che contraddistingue ogni dopoguerra ( vedi il nostro ultimo “miracolo italiano” ). Ovviamente bisognerà PRIMA dare l’ impressione che “il nemico” ( Banche, Euro, ecc ) sia stato debellato ( ma abbattere gli strumenti finanziari non più utilizzabili fa parte delle dinamiche stesse del sistema ); e contestualmente concedere un po’ di corda ( economicamente parlando ) all’ impiccato.

  • ws

    si questo e’ il classico ” ciclo capitalistico” di durata 20-50 anni ( il tempo di solito necessario a fare crescere una nuova generazione di immemori cretini )

    ma io mi riferivo alla mia sensazione (e generalmente non mi sbaglio ) che questa ” crisi” segni ANCHE l’ inversione del ciclo rotatorio del avanzamento ” a vite” del multisecolare progresso umano .

    Progresso da intendere ovviamente in senso generale e non solo tecnologico, non ho dubbi infatti che avremo presto una disumana societa’ altamente tecnologizzata secondo il vecchio mito “massonico” della ” societa’ delle api “

  • Vocenellanotte

    Oppure l’inciso tra parentesi di Bagnai: (ti presto i soldi cosi’ compri i miei beni), che e’ la summa ineguagliata del luogocomunismo.
    Insomma se uno e’ un coglione la colpa e’ di chi lo prende in giro.
    Vallacapi’.

  • Georgejefferson

    No…esiste un coglione,esiste un criminale

  • ws

    in ogni truffa c’e’ necessariamente sia un farabutto che un cretino.