QUELLI CHE “FAREMO LA SPESA CON LA CARRIOLA”

QUELLI CHE “FAREMO LA SPESA CON LA CARRIOLA”

DI ALBERTO BAGNAI

ilfattoquotidiano.it

Come ogni ideologia, anche il luogocomunismo rinsalda il consenso col terrore. Che qualcosa suoni falso, nei grandi proclami ideologici, nel grande sogno europeo, i meno sprovveduti lo intuiscono presto. Basta leggere sul Sole 24 Ore le lucide parole di Da Rold: per un paese dell’eurozona, in caso di crisi “non ci sono alternative: o si svaluta la moneta (ma nell’euro non si può più) o si svaluta il salario”. Impeccabile: come ogni economista sa, e come del resto lo stesso “padre dell’euro”, Mundell , tranquillamente ammetteva, lo scopo del gioco, nelle unioni monetarie, è “disciplinare” i lavoratori, scaricando su di essi e solo su di essi il peso degli shock avversi. Il meccanismo funziona alla perfezione, se non fosse per un dettaglio: quando la crisi arriva, anche chi non se ne fosse accorto prima intuisce di aver preso una fregatura. Interviene allora, puntuale come un detonatore svizzero, il terrorismo, per convincerlo che nella trappola è meglio restarci.

Il terrorismo più naif echeggia le parole della nuova guida (rinuncio a tradurre) europea, Angela Merkel: “ fuori dall’euro c’è la guerra!” Ma alla guerra, oggi, in Europa, non ci crede più nessuno: tutti pensano che sia ormai una cosa per persone dal colore della pelle diverso dal nostro, una cosa che quindi non ci fa più paura, a casa nostra, di quanta ce ne facciano la malaria o i tifoni.

Il terrorismo si fa allora più subdolo: “fuori dall’euro c’è l’iperinflazione, sarà come a Weimar, andremo a fare la spesa con una carriola di monete, compreremo il giornale con un chilo di lire in tasca”. Affermazioni confezionate sapientemente, per far breccia nelle menti degli elettori più ingenui (sperando siano i più numerosi). In queste parole lievemente imprecise certo non può esserci buona fede. Cerchiamo di riportarci almeno un minimo di buon senso:

(1) Tutti concordano sul fatto che si tornerà alle valute nazionali con un cambio uno a uno: un euro per una “nuova lira” (vedi Sapir, Bootle, ecc.). È la cosa più semplice e razionale da fare per facilitare la transizione e per evitare fregature come quella che ci siamo presa con il passaggio dalla lira all’euro (vedi oltre).

(2) Ci sarà una svalutazione, ovvio: usciamo proprio per non essere stritolati da un cambio troppo forte. Di quanto sarà? Le stime vanno da un 20% ( Altomonte) a un 30% (Bootle).

(3) Come si calcola? Andando a vedere quanta competitività abbiamo perso rispetto al nostro principale partner commerciale (la Germania): il cambio nominale si muoverà per compensare questa perdita. Questo dice la teoria della parità dei poteri d’acquisto, che (giusta o sbagliata che sia) è quella cui fanno riferimento gli stessi mercati nel formulare le loro previsioni. È già successo. Fra 1992 e 1993 la svalutazione fu di circa il 20%, perché nei cinque anni precedenti, quelli seguiti all’ultimo riallineamento dello Sme (1987-91), l’inflazione italiana era stata in media di quattro punti più alta di quella tedesca: come da copione, il cambio recuperò con 5×4=20 punti di svalutazione.

(4) Sarà una catastrofe? No. Tanto per capirci, questo è più o meno l’ammontare della svalutazione che subì l’euro nel primo anno di vita (26.7% dal gennaio 1999 all’ottobre 2000). Attenzione: noi l’euro non lo avevamo ancora in tasca, ma già lo usavamo negli scambi internazionali, cioè per comprare i dollari necessari ad acquistare le materie prime (i cui prezzi erano in crescita). Qualcuno ricorda carriole in giro per le strade?

(5) L’inflazione aumenterà di 30 punti, arrivando al 33%! No, appunto. Il coefficiente di trasferimento della svalutazione sull’inflazione è di norma molto inferiore a uno. Nel 2000, nonostante l’euro si fosse svalutato di quasi il 30% dall’anno precedente, l’inflazione aumentò di un solo punto (dall’1.6% al 2.6%). Nel 1993 il tasso di inflazione addirittura diminuì di mezzo punto (dal 5% al 4.5%). E la sapete la cosa più divertente? Perfino il prof. Monti ammise che la svalutazione (di circa il 20%) ci aveva fatto bene!

Insomma: l’idea dell’on. Bersani che il giorno dopo la liberazione andremo a comprare il giornale con 2323 monete da una lira in tasca (al posto di 1,20€) è molto pittoresca. A noi piace ricordarlo così, con la sua eloquenza immaginifica e le sue maniche rimboccate, a ostentare pragmatismo. Se il governo farà il suo lavoro, ci si andrà con 1.20 nuove lire, che diventeranno 1.30 dopo un anno (contando che l’inflazione aumenti di 6 punti, ad esser pessimisti). Non mi pare una tragedia, rispetto al devastante cambio 1000 lire = 1 euro, che abbiamo subìto per la colpevole inerzia del governo Berlusconi. Proprio questa esperienza recente ci aiuterà a fare più attenzione.

Alberto Bagnai

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it

Link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/15/quelli-che-%E2%80%9Cfaremo-spesa-con-carriola%E2%80%9D/326195/

15.08.2012

Commenti (41)

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    1. Jor-el 18 agosto 2012

      ADDESSO stanno svendendo in massa! Recuperata la sovranità monetaria, recupereremmo anche la solvibilità, i creditori avrebbero la certezza che ll governo italiano potrebbe pagare debiti e interessi creando moneta. È querelo che fanno USA, Argentina, Giappone, Australia... Tutti quelli che non hanno l'Euro!

    1. Tonguessy 18 agosto 2012

      Sono per l'uscita dall'euro e stimo Bagnai ma questo ha poco a che vedere con una questione essenziale: nel sistema finanziario globalizzato le previsioni di Bagnai, temo, non tengono conto degli spostamenti (speculazioni) di capitali descritti magistralmente in Shock economy della Klein.


      Mi piacerebbe quindi sapere se quei dati che scrive (inflazione al 6% ad esempio) possano essere mantenuti tali anche quando i capitali fuggono all'estero, ed i vari G (7,8,20 etc..), fmi etc.. esprimono preoccupazione per l'andamento delle scelte politiche e le borse conseguentemente scendono in picchiata.


      Ovviamente mi auguro che le cose stiano come dice Bagnai, ma credo che un chiarimento sull'impatto che la finanza globalizzata ha da qualche decennio sulle scelte politiche (e potrebbe quindi avere anche con l'uscita dall'euro) andrebbe fatto alla luce degli avvicendamenti monetari che sempre più persone auspicano.


      Tra l'altro la Klein dice a chiare lettere che il modello neoliberista attuale prevede uno shock qualora una nazione volesse sottrarsi ai loro diktat. Nel qual caso i fatti del G8 di Genova potrebbero diventare una situazione permanente, ad esempio. E la paura è una pessima consigliera per i popoli, ed un'ottimo alleato per le elites.

    1. albsorio 17 agosto 2012

      Tra le varie ipotesi non c'è quella di stampare euro senza corrispettivi titoli di Stato? Togliere o ridurre il deposito frazionario alle banche, eliminare l'high frequencty trading? Magari si comincia cosí, cosa ne pensa mincuo? Di sicuro le banche non hanno pensato a soluzioni come queste.

    1. Aironeblu 17 agosto 2012

      Bella... Purtroppo però è facile che ti rispondano "e immaginati a che punto sarebbe senza l'euro".... l'opinione diffusa è che i paesi più forti siano entrati nell'euro per fare l'elemosina a noi poveri PIGS.... POVERI POLLI!!!

    1. Iacopo67 17 agosto 2012

      Allora, mi par di capire, vuol dire che uscire dall'euro è condizione necessaria ma purtroppo non sufficiente per poter svalutare...

      Andiamo bene...

      Forse dovremmo uscire da rivoltosi, perchè se si comincia a trattare con BCE e creditori, magari si rimane impantanati e alla fine non se ne esce bene.

      E' più complicato di quel che pensavo.

    1. mincuo 17 agosto 2012

      Credo che nessuno possa dire con precisione. Io ho visto almeno una decina di scenari "what if" delle principali banche o analisti al mondo.
      Ci sono troppe variabili. Ne elenco qualcuna.
      1) Bisogna vedere "Chi esce" cioè, esce solo l'Italia, o si rompe tutto l''EUR? Cambia.
      2) Come esce l'Italia, nel caso? E' un'uscita concordata e appoggiata da BCE? O è in seguito a una rivolta tipo "Argentina"?
      3) Bagnai fa riferimento a un equilibrio di lungo termine dettato dal recupero dei differenziali di inflazione, citando un 20 o 30%. Ma non tiene conto di altre variabili, riferite al mercato finanziario.
      4) Non si tiene conto nememno delle modalità di ristrutturazione del debito che sembrerebbero dover accompagnare per forza un'uscita. E cambia molto a seconda delle modalità.
      5) Bisogna vedere le misure (nel caso) che prenderebbero (magari temporanee) sul controllo del movimento dei capitali.
      6) Il clima politico, la presenza o meno di un Governo stabile possono avere influenza, così come lo stato generale della liquidità sui mercati, specie l'interbancario, e le condizioni economiche del Paese al momento di uscita

      Non ho visto un solo scenario con un intervallo di confidenza accettabile. Ma non per incapacità. Troppe variabili incerte e ognuna suscettibile di avere effetti notevoli.

    1. Iacopo67 17 agosto 2012

      In parte stà già succedendo, perchè gli interessi sui titoli dei piigs sono alti proprio per via del rischio che il debito non venga onorato al 100 %, in un modo o nell'altro.

    1. Iacopo67 17 agosto 2012

      Gattocottero, CI SARA' UNA SVALUTAZIONE, OVVIO !

      Tu invece hai sostenuto che non sarà così, che anzi la nostra nuova moneta si valuterà ancora di più.

      Potresti argomentare questa affermazione, che così a prima vista a me pare bizzarra, o citare l'articolo da cui hai tratto questa conclusione ?

    1. gamma5 17 agosto 2012

      Si ma visto che oltre il 50% del nostro debitone pubblico è nelle mani di investitori esteri, questi dopo la svalutazione si troverebbero con un 30% in meno di valore? e se prima di svalutare vendessero in massa i nostri titoli che succederebbe? chi rifinanzierebbe poi il nostro debito ma soprattutto a quale intereresse?

    1. mincuo 17 agosto 2012

      Quel che dice Bagnai è perfetto. Quel che dice lui lo dicevo: io, lui, suoi colleghi, anche famosi (300 e passa) o miei colleghi, anche famosi, 15 anni fa. Lo dicevano tutti quelli (in buona fede) che si occupavano di economia e/o finanza. E lo scrivevano. Sui saggi, sui papers ecc.. Ma per pochi. Il trucco è quello.
      E oggi è uguale. Chissenefrega di Bagnai quando hai 6 corazzate Nazionali e 50 mondiali che bombardano la gente da mattina a sera e per 12 anni sulle meraviglie dell'EUR e dove basta confezionare slogan "L'EUR è forte" "ci protegge" " ci difende" e altre poponate simili, oltre ad aver inculcato il concetto che una moneta = l'Europa?
      Una moneta. Un pezzo di carta. Quello è l'Europa.

      Per quello dico che se non si cerca una via per un controllo popolare (non gestione, controllo e possibilità di pubblicizzare avendo uno spazio indipendente garantito su reti TV) indipendente su informazione, allora non c'è niente da fare, e quell'obiettivo per me dovrebbe essere una priorità, o almeno una discussione primaria.
      Tanto se 1% scarso parla ma 99% sente solo una campana a tuute le ore che parla a fare quell'1% poveraccio?

    1. castigo 17 agosto 2012

      non è ovviamente solo colpa sua, ma la germania ha approfittato abbondantemente dell'euro:

      1) per mettere ordine in casa sua, assorbendo per un tozzo di pane le industrie dell'est ed usando il pretesto della riunificazione per un abbondante dumping salariale;

      2) poi lo ha usato per stroncare definitivamente gli stati del sud europa, prima accettandone la partecipazione all'euro benché sapessero perfettamente che i conti erano taroccati;

      3) poi inondandoli di credito facile (in termini di credito al consuno l'esposizione delle banche tedesche all'interno della germania è molto bassa, mentre è alta nei confronti dell'estero) consentendo all'export tedesco di volare a ritmi cinesi (il 60% circa dell'export tedesco era rivolto all'interno dell'unione europea), in più mentre con il cambio lira/marco un prodotto tedesco lo compravano in pochi a causa del prezzo elevato (in genere solo i maniaci della qualità ad ogni costo), con l'euro la cosa è cambiata, e molto;

      4) infine ammazzando la loro economia distruggendo le loro esportazioni con una valuta sopravvalutata e quindi costringendo le aziende nazionali a delocalizzare o morire (anche se alcuni lo avrebbero fatto comunque, questo non è valido per tutti quelli che lo hanno fatto).

      è una questione molto semplice, basta leggere i numeri, e dato che la matematica NON è una opinione.....

      la germania ha colpa solamente di aver fatto i suoi interessi, ma i nostri politici hanno la colpa di non aver protetto i nostri e di essersi spolpati, insieme ai loro amichetti, un'intera nazione.







      morale della favola: fuori dall'euro prima che sia troppo tardi!

      come i tedeschi non si sono fatti scrupoli ad affossarci per il loro interesse (e meno male che doveva essere una unione paritaria tra stati), adesso noi non dovremmo farci scrupoli nell'affossare questa loro bella creatura per liberarci dal giogo che vogliono imporci.

      quanto ai parassiti traditori che ci hanno venduti, tutti, della destra ma soprattutto della sinistra, vedo una sola soluzione.....

    1. Arazzi 17 agosto 2012

      "Aspetti come il sistema automobile, il consumo di carne, il diritto a un tetto senza passare per i tassi usurai delle banche, una sanità fuori dalle logiche di impresa privata e spreco pubblico non vengono sfiorati minimamente. " - benissimo, e senza stampare (coscientemente) i soldi come le fai queste cose, con l'aria fritta?

    1. Pellegrino 17 agosto 2012

      quando mi dicono che fuori dall'euro sarà la catastrofe rispondo: "hai visto la Grecia?? ....Ha l'Euro!"

    1. Giovina 17 agosto 2012

      Dire "governo Berlusconi" non equivale a dire "Berlusconi" ed hai voglia in 20 anni quanti ( e quante volte ) hanno intinto il biscotto.

      E comunque vent'anni di cavalierato non sono "cento giorni" di una repubblica, ossia non sono una quisquiglia, la responsabilita' degli altri non oscura la sua.
    1. aNOnymo 17 agosto 2012

      Ottimo articolo!

    1. misunderestimated 17 agosto 2012

      Battuta amara, ma vera.


      A sentire certi discorsi la colpa è di Sora Merkel e del suo non meglio identificato criptonazzismo di "Crante Cermania, ja!", tutti i conti (Grecia, Irlanda, Spagna, Portogallo e Italia) possono essere sistemati in ordine con una tipografia in una mano e il moltiplicatore di Keynes nell'altra. Aspetti come il sistema automobile, il consumo di carne, il diritto a un tetto senza passare per i tassi usurai delle banche, una sanità fuori dalle logiche di impresa privata e spreco pubblico non vengono sfiorati minimamente. L'importante è stampare pezzi di carta filigranata con un numero sopra e girare il volano dell'economia alzando i buoni pasto statali da 7,50 a 20 euro ciascuno.

    1. Aloisio 17 agosto 2012

      Grazie Davide e grazie sopratutto a Bagnai, la cui opera di vera informazione contro il mainstream con dati e cifre e buonsenso è impagabile.

      Esemplare la foto postata dell'ottuso capo piddino. Riesce a rendere perfettamente la stoltezza, l'ignoranza, la demagogia di cui purtroppo si nutre la cosiddetta sinistra italiana sempre più serva dei banchieri .

    1. Cornelia 17 agosto 2012

      Bagnai sul suo blog dà del traditore a questa gente tutti i giorni, non mi pare un vigliacco di quelli che menziona Barnard.

    1. RicBo 17 agosto 2012

      http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=412

    1. RicBo 17 agosto 2012

      A quanto è dato Bagnai in politica la prossima primavera?

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