QUELLI CHE: ABBIAMO VISSUTO AL DI SOPRA DEI NOSTRI MEZZI

QUELLI CHE: ABBIAMO VISSUTO AL DI SOPRA DEI NOSTRI MEZZI

DI ALBERTO BAGNAI

ilfattoquotidiano.it

Uno spettro si aggira per l’Italia: lo spettro del luogocomunismo. Sapete quelli che “abbiamovissutoaldisopradeinostrimezzi”? Le grandi frasi che non dicono nulla (direbbe Flaiano), ma dicono molto su chi le pronuncia (aggiungo sommessamente io). Sono quelli che dalle colonne dell’informazione di regime ci accusano di avere “nostalgia della lira” ( Gramellini, caro, lo so che i capelli non li ho persi per colpa dell’euro, grazie, il problema è un altro, e te lo spiegherei se tu non pensassi di saperne più di un premio Nobel, o anche di uno studente del primo anno. Sai, fai un po’ tenerezza anche tu…).

Il paradosso è che loro, quelli che “guardano avanti”, in realtà esprimono una patetica, perdente nostalgia per i sani principi patriarcali che reggevano l’Italia contadina. Carissimi: purtroppo siamo in una moderna economia capitalistica e finanziaria! E la finanza, caso mai non lo aveste capito (non è mai troppo tardi) serve proprio a vivere al di sopra dei propri mezzi, che non è necessariamente una cattiva idea, perché in economia esiste una cosa che si chiama “tempo”: il debito è un modo per raccordare il presente al futuro (questa è la forza del capitalismo) e non è detto che sia un modo sbagliato. Dipende da cosa si fa coi soldi che si prendono in prestito.

Per fortuna Alesina e Giavazzi ci danno un assist inaspettato nella lotta contro le orde luogocomuniste. Eh già! Perché nel disegnare un’ampia sintesi dell’accaduto, i funamboli dell’austerità espansiva, presi da un irreprimibile accesso di sincerità, cosa ci dicono? “Le banche, dopo aver concesso mutui con grande leggerezza, senza chiedersi se il debitore sarebbe stato in grado di sostenere le rate, subiscono perdite ingenti e devono ricapitalizzarsi… se interviene lo Stato, il debito pubblico esplode”.

Ma va là! Allora se tante imprese e tante famiglie hanno contratto mutui insostenibili la colpa non è tutta e solo loro? Allora è come dico io ( litigando, da un anno a questa parte, sul mio blog, con i vostri accesi ammiratori): in un’economia capitalistica il creditore deve essere accorto, deve valutare i progetti da finanziare! Quando il raccordo fra presente e futuro si inceppa, la responsabilità è anche e soprattutto di chi ha dato, non solo di chi ha preso. Grazie, colleghi.

Vogliamo fare un passettino in più? Vogliamo chiederci perché le banche paiono così “leggere” al vento della globalizzazione (quali colombe dal disio chiamate)? Voi, pudichi e ritrosi, la domanda non la fate, ma la risposta ve la do lo stesso, e gratis: le banche hanno prestato incautamente perché avevano la tronfia e spudorata certezza che al momento opportuno sarebbero state tirate fuori dai guai dai governi, i quali avrebbero fatto carne di porco dei loro cittadini pur di salvare le riverite terga dei banchieri. Cosa che sta puntualmente accadendo ad opera dei tanti garzoni di bottega inviati a riscuotere i sospesi, i quali, sapendo che l’euro sta per saltare, strozzano i cittadini per rimborsare i propri mandanti in moneta “buona”, prima dell’inevitabile svalutazione. E i cittadini accettano (per ora) di essere strozzati anche perché tanti lungimiranti e progressisti informatori ripetono loro: avetevissutoaldisopradeivostrimezzi. Penitenziagite!

Come ogni ideologia, anche il luogocomunismo è finalizzato a controllare le masse, e fallirà. E dopo, cari Solone e Licurgo, per risolvere i problemi di moral hazard della finanza ci sarà bisogno non di meno, ma di più Stato: di spezzare le reni non alla Grecia (vergogna!), ma alla finanza, dividendo le banche sia funzionalmente sia dimensionalmente (il ring fencing del quale si parla in paesi più liberi del nostro) e limitando i movimenti internazionali di capitali. Perché tanto da qui non si scappa: negli ultimi trent’anni, tutti i paesi andati a gambe per aria erano stati prima sommersi da un diluvio di capitali esteri. I soldi che le banche prestavano “con grande leggerezza” venivano da fuori.

Ve lo spiegano questo Reinhart e Rogoff? Perché eventualmente c’è un amico mio che potrebbe spiegarvelo. Le crisi finanziarie non sono catastrofi naturali: forse non ci crederete, ma le crisi avvengono perché qualcuno ci guadagna (sì, lo so: l’esempio non è buono: purtroppo in Italia c’è chi ci guadagna anche dai terremoti: ma almeno ancora non può provocarli…). Sempre a proposito di letture consigliate, lo studio di Reinhart e Rogoff sui rapporti fra debito pubblico e crescita non servirebbe a nulla nemmeno se fosse stampato sulla carta igienica. Ma per fortuna chi fa ricerca seria su questi temi in Europa c’è: Panizza e Presbitero è una lettura consigliata per voi.

E a tutti consiglio Oltre l’austerità.

Alberto Bagnai
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it
Link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/26/quelli-che-abbiamo-vissuto-al-di-sopra-dei-nostri-mezzi/307141/
26.07.2012

Commenti (37)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. Jor-el 25 agosto 2012

      Ma insomma, quando ci dicono che "abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi" non intendono la macchina a rate o il mutuo, sono mica scemi. In pratica, ci stanno dicendo che abbiamo scroccato la sanità pubblica, le pensioni, le scuola pubblica di massa, in una sola parola, il welfare. Ci stanno dicendo che dobbiamo rinunciare allo stato sociale e PAGARE TUTTO.

    1. Jor-el 25 agosto 2012

      Precisamente. Non dimentichiamo, poi, che dietro ogni manovra di risanamento, dietro ogni privatizzazione, ci stanno pezzi del patrimonio immobiliare dello stato che passano in mani private a prezzo di realizzo, se non regalate.

    1. Jor-el 25 agosto 2012

      "ritorno"?

    1. Mondart 22 agosto 2012

      Fuochino ... lascia perdere Usa e Barnard, e chiediti perchè si siano volute abolire le sovranità nazionali ...

    1. Mondart 22 agosto 2012

      Ma è esattamente il contrario parbleu !! Sono stati i mercanti a introdurre la "ciclicità" economica, storica, temporale ...

    1. Jor-el 22 agosto 2012

      Confidare in un buon governo che gestisca bene lo stato dovrebbe essere il minimo.

    1. rebel69 22 agosto 2012

      Ho iniziato a leggere"Oltre l'austerità".Anche se è un pó presto per dare giudizi,visto che ho appena iniziato,devo fare una critica.Parlando di Ciampi Andreatta e Padoa Schioppa,dice che sono persone degnissime.Avrebbero dovuto aggiungere,di andare in galera per tradimento allo Stato ed il popolo Italiano.Ma da Micromega non si puó pretendere troppo.

    1. Georgejefferson 22 agosto 2012

      Ciao Stefano,c'e' stata tempo fa una bella discussione a riguardo tra te e Bagnai,vorrei estrarla e riproporla nel forum per via dei molti spunti di riflessione da entrambi,naturalmente inserendo tutte le tue considerazioni...questa... http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/chi-si-e-arricchito-con-la-grecia-e.html....che ne dici?

    1. RicBo 22 agosto 2012

      Bisognerebbe finirla col girarci intorno e dirlo chiaramente: la crisi è stata provocata (forse consapevolmente, forse no) e poi cavalcata dal potere dominante europeo ed occidentale come strumento della lotta di classe, ed il suddetto potere sta allegramente e senza grossi sforzi vincendo la partita approfittando della millenaria divisione del continente europeo, della sua classe operaia e della sua politica di "sinistra", schiavi e subalterni al pensiero unico dominante capitalistico imposto dagli USA dal 1990 in poi.

      Questo è il riassunto de "Il più grande crimine" di Barnard e di ciò che viviamo oggi giorno. Ma pensare che la soluzione sia un ritorno alle "monete sovrane" (sovrane de che?) e agli "stati nazione" di 40 anni fa è una truffa ancor più atroce, a mio parere.

    1. simonlester 22 agosto 2012

      Vecchio libro di fantascienza Urania:
      'le comuni del 2000'
      Bellissimo , e poteva non essere fantascienza ora.
      Ovviamente una società simile non farebbe comodo al otere

    1. Jor-el 22 agosto 2012

      Il discorso della colpa serve al potere per far si che quelli che giá sono stati spolpati col debito (quello che ha carburato la crescita), continuino a pagare, mentre quelli che col debito hanno guadagnato speculato e RUBATO (e qui ci metto anche i capitalisti cosidetti buoni, i 'produttori', che poi sono gli stessi che investono i loro profitti nel finanziario) vengano "salvati" con i soldi pubblici, cioè sempre dai soliti indebitati, che così hanno pagato 3 volte: i debiti, le tasse, le manovre per la riduzione del debito pubblico. E poi si devono pure prendere la colpa! I creditori, le banche e gli usurai no, sono innocenti, anzi, sono tanto bravi che ora sono al governo!

    1. peronospora 22 agosto 2012

      Bisogna fare una distinzione e non è semplice, tra debiti indotti e debiti voluti.
      Noto molta gente disposta a subire angherie di tutti i tipi pur di avere una bella macchina o tante cagate simili. Dal canto mio giro con una carriola di 12 anni e mando a quel paese senza tanti problemi quelli che provano a schiavizzarmi. Non vivo bene, ma un minimo di dignità mi è rimasta

    1. Jor-el 22 agosto 2012

      Guarda che hai capito alla rovescia. Col mio esempio volevo dimostrare che l'intero sistema economico è basato sull'indebitamento, e che dare la colpa agli indebitati è come dare la colpa dell'emigrazione ai migranti ( a proposito, la gran massa dei migranti emigra perchè indebitata. Sono proprio le banche che organizzano i viaggi!). Le leggi vigenti - volte a rendere difficile e rischioso pagare in contanti - promuovono l'indebitamento di massa, così come la distruzione del welfare. Se paghi una casa in contanti o anche senza mutuo, mica ti danno un premio, anzi, rischi una verifica fiscale. Io non ho mai avuto un debito e, credo, neanche tu, ma noi siamo gente stramba.

    1. albsorio 21 agosto 2012

      Piú leggo le argomentazioni di Bagnai e meno mi piace, cito," I soldi che le banche prestavano “con grande leggerezza” venivano da fuori", può darsi, io torno sempre alla riserva frazionaria, questi simpatici ladroni delle banche a fronte di un deposito reale di 1€ ne prestano 50€, quando i depositi si trasformano in prestiti sono fiumi d'oro (lo stesso euro lo prestano 50 volte 50*5=250% non 1*5=5% in pratica i depositi trsformati in prestito rendono il 250% se immaginiamo una differenza tra il dare e avere del 5%) George Jefferson dice che sapevano da anni che il teatrino sarebbe caduto ma continuavano a prestare... cosa importa loro se cade, gli resteranno le case o i beni dati in garanzia ( che sono sempre meglio di moneta flat ), in America i curatori fallimentari dopo lo scoppio della bolla 2008 vendevano lotti da 1000 appartamenti, chi pensate potesse comprare quei lotti? Forse le banche riempite di soldi da Obama? Poi c'è sempre la fabbica del nulla dei mercati azionari dove tutti vogliono fare soldi coi soldi, ma nel poker tra furbi c'è anche chi bara con l'high frequency trading, diciamo una merda senza fine in cui i poveri pagano il conto alla romana ma hanno magiato solo i salatini non il caviale e lo champagne.

    1. stefanodandrea 21 agosto 2012

      " Dipende da cosa si fa coi soldi che si prendono in prestito". Sta tutta qua la verità. Se si va in palestra, si acquista il telefonino, si acquista un'autovettura di maggiore cilindrata, che consumerà parecchio, se si acquistano biciclette o motorini alla moda, sostituendole velocemente, se si acquistano abiti costosi per bambini che crescono; se si consuma il denaro che è necessario mettere da parte per acquistare la propria abitazione; se si bevono quotidianamente aperitivi con gente che ha redditi doppi, soltanto per essere come tutti, se si fanno lampade; se si fa tutto questo a debito ci si impoverisce puramente e semplicemente, perché in futuro avremo un reddito minore in ragione del debito contratto (non credo che parliamo di debiti da 3% del reddito, perché questa può essere l'aspettativa di crescita di un reddito fisso) e non avremo più nemmeno i beni acquistati che, essendo di consumo, sono stati consumati. Per le famiglie le cose stanno così

    1. andyconti 21 agosto 2012

      Forse 40 anni fa c'era ingenuita' sulle banche. Ma dopo si sapeva tutto, eppure per evitare di sembrare morti di fame la gente ha continuato a indebitarsi. Io non ho debiti, vado avanti con quello che ho e investo i miei propri risparmi, ma chi ha casa, auto, gioielli e lavora con uno stipendio NORMALE cammina con il suo sorrisetto compiaciuto e ti disprezza se non hai quello che ha lui. Ovviamente, quasi sempre indebitato. Sono il nemico numero uno delle banche e dei managers strapagati. Ma sono nemico anche degli schiavi autosottomessi al turbocapitalismo.

    1. andyconti 21 agosto 2012

      Finalmente qualche commento sensato.

    1. andyconti 21 agosto 2012

      Vallo a spiegare ai giustificazionisti a oltranza del povero popolo vittima dei banchieri.

    1. ws 21 agosto 2012

      vorrei aggiungere un commento sulla malignita' di questa argomentazione

      ABBIAMO VISSUTO AL DI SOPRA DEI NOSTRI MEZZI

      che operera' appieno tra diversi anni , quando un continuo arretramento socioeconomico nella teste meno sprovvedute delle masse ( di nuovo) servili riaffiorera' il ricordo di quando c'era una istruzione PUBBLICA una sanita PUBBLICA, una assistenza SOCIALE, una pensione SOCIALE, le ferie , la casa l' automobile ect . ect..

      e allora salteranno fuori i soliti "luogocomunisti" in servizio permanente ( dei padroni...) a strillare:

      per forza ,vivevamo AL DI SOPRA DEI NOSTRI MEZZI !

    1. peronospora 21 agosto 2012

      Credevo fosse mia questa teoria, ma vedo (con piacere) che sono stato preceduto

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