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QUEL KILLER DI LAS VEGAS ARRIVATO DA UNA BASE IN SICILIA

CHI HA UCCISO VERAMENTE GHEDDAFI

DI MANLIO DINUCCI
ilmanifesto.it

Il «Telegraph»: così la Nato ha spinto il raìs nelle mani dei miliziani islamici di Misurata

Le immagini di Gheddafi linciato e ucciso da una folla inferocita di miliziani sono state diffuse su scala mondiale, per dimostrare che quella libica è stata una ribellione popolare conclusasi col rovesciamento dell’odiato dittatore. Versione semplicistica, facente parte delle potenti «armi di distrazione di massa» usate nell’operazione Protettore Unificato. Ben diversa la realtà che sta venendo a galla, come dimostra la documentata ricostruzione (Trad. italiana) degli avvenimenti fatta ieri dal quotidiano britannico The Telegraph. Dopo aver svolto un ruolo chiave nella conquista di Tripoli, gli agenti della Cia e del servizio segreto britannico MI6, che operano sul terreno in Libia, si sono concentrati nella caccia a Gheddafi, sfuggito ai massicci bombardamenti Nato. Mentre i droni e altri aerei spia, dotati delle più sofisticate apparecchiature, volteggiavano giorno e notte sulla Libia, forze speciali statunitensi e britanniche setacciavano la zona di Sirte, probabile rifugio di Gheddafi. Questi, nelle ultime settimane, è stato costretto a interrompere il silenzio telefonico, usando un cellulare forse di tipo satellitare. La conunicazione è stata intercettata, confermando la sua presenza nella zona.

Quando un convoglio di alcune decine di veicoli è uscito dalla città, è stato subito avvistato dagli aerei spia: un Rivet Joint statunitense (che può individuare l’obiettivo a 250 km di distanza), un C160 Gabriel francese e un Tornado Gr4 britannico. A questo punto un drone Predator statunitense, decollato dalla Sicilia e telecomandato via satellite da una base presso Las Vegas, ha attaccato il convoglio con numerosi missili Hellfire. Anche se non viene specificato, si tratta di uno dei Predator MQ-9 Reaper dislocati a Sigonella, dove si trova il personale addetto al rifornimento e alla manutenzione, e guidati da un pilota e un addetto ai sensori seduti a una consolle negli Stati uniti, a oltre 10mila km di distanza. Il Reaper, in grado di trasportare un carico bellico di una tonnellata e mezza, è armato di 14 missili Hellfire («fuoco dell’inferno») a testata anticarro, esplosiva a frammentazione o termobarica. Subito dopo, il convoglio è stato colpito anche da caccia francesi Mirage-2000 con bombe Paveway da 500 libbre e munizioni di precisione Aasm, anch’esse a guida laser. Questo attacco è stato decisivo per la cattura di Gheddafi.

Tali fatti dimostrano che, in realtà, è stata la Nato a catturare Gheddafi, spingendolo nelle mani di miliziani islamici di Misurata, animati da particolare odio nei suoi confronti. E che è stata la Nato a vincere la guerra, non solo sganciando sulla Libia 40-50mila bombe in oltre 10mila missioni di attacco, così da spianare la strada ai «ribelli», ma infiltrando in territorio libico servizi segreti e forze speciali per attuare e dirigere le operazioni belliche.

Il piano – deciso a Washington, Londra e Parigi – era quello di eliminare Gheddafi, che in un pubblico processo avrebbe potuto rivelare verità scomode per i governi occidentali. Non è quindi escluso che tra la folla di miliziani urlanti, dietro al «ragazzo con la pistola d’oro» cui viene attribuita l’uccisione di Gheddafi, vi fossero ben più esperti killer di professione.

Manlio Dinucci
Fonte: www.ilmanifesto.it
22.10.2011

Pubblicato da Davide

  • ericvonmaan

    Scommetto che se qualcuno mandasse avanti una raccolta di firme per un referendum che chiedesse se si vuole o no rimanere nella NATO, qualche organo istituzionale lo boccerebbe come “inamissibile”.
    Dobbiamo aspettare una terza guerra mondiale per toglierci il guinzaglio e la museruola???

  • marcopa

    7 basi aeree italiane sono state messe a disposizione delle forze nato per i bombardamenti sulle citta’ libiche. Chi ha seminato morte in Libia era accudito da noi. Vitto, alloggio, cure sanitarie, carburante per le missioni.Almeno 5.000 persone, militari o civili, secondo un resoconto presente sul sito della Camera dei Deputati, sono state impegnate in questa impresa. La missione, finanziata solo dal 1 luglio al 30 settembre, prevedeva invece l’ impegno di 1.880 uomini. La missione e’ quasi finita ? Non importa, il governo deve rendere conto di come e’ stata gestita dall’ inizio alla fine,per ora fissata a fine ottobre. E vista l’ approssimazione di tuttoe le azioni del nostro governo, la tendenza incorreggibile a dire bugie,…………………………………………………………………………… mi piacerebbe vedere quanto carburante e’ stato caricato sugli aerei nato per le missioni in Libia e chi l’ ha pagato.

  • Hamelin

    Non ti preoccupare non sarà una lunga attesa…

  • geopardy

    L’Africa è un continente pieno di risorse di ogni tipo ed al tempo stesso è il continente più vulnerabile e più attaccabile.
    La lotta per le risorse è già in corso e la Cina ha scelto la via della collaborazione costruttiva senza incidere sul corso politico dei singoli paesi africani, ma loro hanno i soldi mentre i paesi Nato hanno i debiti.
    I paesi Nato hanno un enorme quantità di armi (buona parte del debito viene da qui), mentre gli altri si stanno organizzando in tal senso, ma non avendo debiti apprezzabili o addirittura forti attivi, mettono in secondo piano il riarmo (seppur potente tuttora) e preferiscono avanzare con le normali regole dell’economia.

    L’Asia comincia ad essere militarmente impraticabile, il Sudamerica si sta accodando, mentre l’Africa, tolto qualche stato un po’ più strutturato, è militarmente praticabile.

    Ora, se le armi Nato dessero la sensazione di prevalere sull’avanzamento normale economico, allora comincerebbero i guai seri per il mondo, perchè anche gli altri, che difficilmente potrebbero essere rovesciati con rivoluzioni colorate (ricordiamoci che il primo tentativo venne fatto in Cina nel 1989 e finì con i fatti della Tien-ammen), si organizerebbero in tal senso.

    La questione libica, secondo me, è solo all’inizio, bisognerà vedere la direzione che prenderà il paese ed in base a questa, quali potrebbero essere le eventuali contromosse del Bric (per farla corta).

    In questo caso, il Sudan potrebbe svolgere un ruolo importante, stando, di fatto, nell’orbita iraniana e, quindi, cinese, in più, proprio grazie all’Iran, è diventato il terzo produttore di armi del continente africano (dopo Sudafrica e Nigeria), quindi, avendo circa 600 km di frontiera con la Libia, chissà come potrebbe utilizzarle se, eventualmente, la strada libica dovesse prendere una via troppo contrastante gli interessi del Bric?.

    Mi dispiace veramente per il continente africano, ma si prospetta per esso un macabro futuro nel medio termine (almeno per i prossimi 20-30 anni).

    Ciao

    Geo

  • glab

    ma davvero Gheddafi aveva una pistola così pacchiana?

  • Kazonga

    M’hai fatto sbottare… 😉

  • Kazonga

    “…14 missili Hellfire («fuoco dell’inferno») a testata anticarro, esplosiva a frammentazione o termobarica. Subito dopo, il convoglio è stato colpito anche da caccia francesi Mirage-2000 con bombe Paveway da 500 libbre e munizioni di precisione Aasm, anch’esse a guida laser…”.

    Complimenti per la mira…con questo arsenale avrebbero potuto far evaporare tutto il convoglio 10 volte… e invece Gheddafi ( e molti altri, a quanto pare) sono sopravissuti cercando rifugio nei tunnel di scolo.

    Un’altra perplessità: come mai non sono state fatte vedere le carcasse delle auto del convoglio colpite?

  • Tao

    Roma, 22 ott. (TMNews) – Sono stati i servizi segreti tedeschi a scovare il nascondiglio di Muammar Gheddafi a Sirte. Lo scrive il settimanale Der Spiegel sul suo sito online, precisando che il Bnd (Bundesnachrichtendienst) conosceva già da settimane il luogo esatto dove si trovava il colonnello libico, ucciso l’altro ieri.

    Lo Spiegel ricorda che non è la prima volta che l’intelligence tedesca contribuisce a una guerra cui la Germania non partecipa ufficialmente: durante la guerra in Iraq nel 2003, cui l’allora cancelliere Gerhard Schroede decise di non partecipare, gli agenti tedeschi fornirono agli Stati Uniti informazioni fondamentali da Baghdad.

    Fonte: http://www.tmnews.it
    Link;: http://www.tmnews.it/web/sezioni/esteri/PN_20111022_00212.shtml#.TqOVsxZrVWY.facebook
    22.10.2011