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QUEI VIDEO ATROCI. QUALCHE DUBBIO, QUALCHE DOMANDA

DI MARINELLA CORREGGIA
ilmanifesto.it

I video circolati lunedì sulla strage di bambini e donne a Homs mostrano corpi di persone «uccise e mutilate dalle milizie di Assad» e filmate da «attivisti» dell’opposizione. Accusa speculare (ma rifiutata dai media mainstream) da parte del ministero dell’informazione di Damasco: sono corpi di cittadini rapiti e uccisi, poi mutilati e ripresi per incitare ad una presa di posizione internazionale contro la Siria. La tv siriana raccoglie testimonianze di cittadini di Homs che dicono di essere stati per un mese ostaggio di armati che uccidevano, dinamitavano le case, rapivano. E danno i nomi di alcune persone rapite e uccise che avrebbero riconosciuto.Sulla responsabilità della strage è forse legittimo chiedersi «a chi giova?» L’opposizione armata e il Cns sono usciti indeboliti dalla perdita di Homs e dalla visita di Annan; adesso la «comunità internazionale» chiede di nuovo di fermare subito e in qualsiasi modo Assad. Ma lasciamo stare il cui prodest. Parliamo dei video.

Alcuni sono nitidi, uomini uccisi, con le mani legate, un’intera famiglia morta in una stanza (e sono quelli mostrati dalla tv statale). Altri sono molto confusi. L’«attivista» di Homs Hadi Abdallah autore di uno dei video ha precisato all’Afp che membri dell’ «Esercito libero siriano» hanno trasportato i corpi nel quartiere di Bab Sebaa, più sicuro, e là sono stati filmati (trasportati?). Ma se sono morti da tempo come può esserci il sangue vivo mostrato da una foto? In un altro video uno solo dei cadaveri ha le mani legate. Come mai le immagini sono così sfocate (anche il telefonino più scarso filma meglio), corrono veloci o si soffermano sui corpi a distanza tanto da non far capire granché? Eppure la stessa Avaaz ha sostenuto di aver dotato di sofisticati mezzi tecnologici i suoi 400 attivisti antiregime in Siria… La cosa più chiara è l’appello iniziale di un video: «Vogliamo che l’esercito siriano libero venga armato così potremo difenderci». 

Pochi giorni fa, sempre dopo la perdita di Baba Amr, la tv pubblica britannica Channel 4 ha trasmesso in esclusiva un video «Dottori siriani torturano i pazienti»: «vittime civili ferite nelle violenze e torturate dai medici» nell’ospedale militare di Homs, dove «per ordine del governo vengono portati i civili feriti nelle manifestazioni». Unica precauzione dello speaker, la formuletta «non possiamo confermare in modo indipendente». 

«Scioccante» (ovvio) e avallato dalla commissaria Onu ai diritti umani Navi Pillay, il video sarebbe stato girato «clandestinamente da un dipendente dell’ospedale». Ma non fornisce alcuna prova. Non mostra torture in atto. Immagini sfocate e rapide mostrano 4 uomini (lo speaker: «civili disarmati feriti nelle manifestazioni») su letti con lenzuola pulite, testa e occhi avvolti in fasce bianche: come se fossero tutti feriti alla testa e agli occhi. Le caviglie strette in «catene arrugginite». Sui comodini, in bella vista, gli «strumenti di tortura» (lo speaker: «un filo elettrico», «un cavo di gomma» che in realtà potrebbe essere uno stetoscopio). L’immagine più cruenta è quella del torace di un uomo striato di segni che potrebbero essere di frusta. Potrebbero… 

Il videomaker è poi intervistato a volto oscurato, «in un luogo sicuro», seduto vicino a un mobile da infermeria (sempre l’ospedale militare? Non è pericoloso farsi intervistare lì? E da chi?). Narra di aver visto episodi atroci: medici che danno fuoco alla zona pubica di un ragazzo di 15 anni dopo averlo cosparso di alcol; che amputano senza anestesia per far soffrire. Non è lecito, doveroso qualche dubbio?

Marinella Correggia
Fonte: www.ilmanifesto.it
14.03.2012

Pubblicato da Davide

  • Tao

    L’ingegnere di cui abbiamo raccolto la testimonianza viveva nella città di Homs fino a che, nel giugno 2011, terrorizzato dagli orrori commessi nel suo quartiere, è fuggito dalla città con la famiglia per rifugiarsi presso i genitori in un villaggio vicino (*). Le sue affermazioni in questa intervista con Silvia Cattori contraddicono tutti i resoconti comparsi sui nostri principali media. Ci viene svelato come crimini efferati siano stati commessi dagli estremisti sunniti e non, come questi ultimi affermano, dall’esercito governativo. Continua qui [www.silviacattori.net]

  • terzaposizione

    ” medici che torturavano civili feriti ” saranno quelli del G8 di Genova.

  • Giancarlo54

    Evidentemente i cialtroni del ministero degli esteri italiota non hanno i medesimi dubbi del giornalista del manifesto.

  • Onilut

    Ricordate Timisoara?

  • geopardy

    Una tale efferatezza, se confermata, una volta preso il potere da parte di questa gente (se mai dovesse avvenire), fa presupporre un trattamento della popolazione smile a quello messo in atto dal folle e fanatico regime di Pol Pot in Cambogia negli anni anni ’70, anch’essi indirettamente favoriti dagli Usa (qualcuno sostiene anche direttamente).

    Faccio questo accostamento perchè i Kmer Rossi poterono prendere il potere grazie all’appoggio della Cina (coprente il ruolo dei sauditi e del Qatar relativamente all’ideologia di allora) dato a re Sihanouk, il quale appoggiò i Kmer Rossi per i suoi scopi, dopo essere stato deposto con golpe dal generale Lon Nol appoggiato dalla Cia (sempre loro, naturalmente, all’origine), che inasprì così tanto le repressioni contro la popolazione, che, alla fine, il popolo si schierò con Pol Pot e re Sihanouk per rovesciarlo, ma finì dalla padella alla brace, dopo che lo stesso re fu rideposto dai Kmer.

    La società cambogiana non aveva alcun presupposto di base per l’attuazione del pensiero marxista e scelse una via nazionale che isolò completamente la Cambogia dal resto del mondo, così come, molto probabilmente, neanche in Siria e Lbia esistono presupposti per una società integralista islamica come quella voluta dai gruppi più fanatici, ma utili per destabilizzare con la violenza più sfrenata le varie società mediorientali, per poi consegnarle (come per la Cambogia) alla parvenza di democrazia d’oltreoceano (una variante mediorientale della shok economy, probabilmente), che si traduce, rapidamente, in possesso del paese da parte delle multinazionali a stelle e strisce e della “finanza creativa” internazionale (per questo si osteggia tutt’ora la svolta democratica di Assad suggerita dal referendum, che ne uscirebbe non con le osssa rotte e si incita alla rivolta sanguinosa ed armata).

    Questa potrebbe essere una strategia a più lungo respiro per l’annichilimento del pensiero islamico in un decennio o poco più.

    Naturalmente, le varianti in risposta a questo declino da parte degli islamici ci sono, sia quella democratica iraniana che quella democratica turca sono sul tavolo, ma cercheranno di non farle prevalere in ogni modo (specialmente quella democratica di tipo iraniano, senz’altro la meno controllabile delle due).

    Ritengo, però, che sia opportuno che il mondo prenda un’altra strada, altrimenti saranno guai seri per tutti prima o poi.

    Non si può continuare a giocare a risiko con i destini di miliardi di poersone.

    Ciao

    Geo

  • RicBo

    Non si può omettere la domanda “cui prodest?” come fa la Correggia in questo articoletto. Questo non è giornalismo, è speculazione a favore dell’una o dell’altra parte. Se la Correggia si vuole togliere i dubbi, che vada lì di persona.