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QUATTRO ALPINI MORTI, FATALITA' ?

DI ANTONUIO CAMUSO
pugliantagonista.it

La domanda vietata ai giornalisti dai nostri
generali

Quanto è avvenuto, oggi mettendo da parte sentimentalismi patriottici e
dolorose constatazioni che si tratta di giovanissimi provenienti dal SUD, che
continua a fornire carne da cannone, possiamo dire che si tratta di un
normalissimo episodio militare, da manuale e che statisticamente , è possibile
calcolare con largo anticipo la probabilità che esso succeda per numero di
operazioni simili, la quantità di perdite umane e di materiale previste
In Afghanistan operazioni di allargamento del controllo del territorio tramite
FOB ( Basi Avanzate) sono normalissime, e americani ed inglesi sono degli
specialisti in questo e calcolano anticipatamente quante perdite sono
accettabili nel rifornire , mantenere una FOB e tenerla operativa attraverso
operazioni di controllo di territorio remoto.In poche parole, in nove anni di guerra afgana, è possibile ormai conoscere
matematicamente lo scotto che c’è a pagare per ogni centimetro di territorio
che si vuol strappare agli insorti e quanto in più c’è da versare, in sangue e
denaro per mantenere nel tempo il controllo di quel centimetro conquistato.
Quello che in Italia i  giornalisti non chiedono e che invece in America è
anticipato dagli staff del public-relation del Pentagono.

Se ci fate caso, ad ogni conferenza stampa che segue l’inizio di una nuova
operazione militare delle Forze armate USA, i portavoce del  Pentagono
rispondono con matematica precisione alle domande dei giornalisti sulle perdite
che prevedono di avere, dei costi dell’operazione e dei risultati che si vuol
conseguire.

Ebbene da quando gli USA hanno chiesto al nostro contingente di cambiare
strategia nel territorio di competenza, tirare fuori il naso dai caposaldi e
andare a contendere passo passo il terreno agli insorti, installando nuove
basi sempre più remote e bisognose di rifornimenti continui in uomini  e
materiali, ebbene nessun giornalista italiano si è permesso di chiedere ai
nostri generali quanto ci sarebbe costato tutto ciò.

Quelle cifre previsionali, morti, mezzi distrutti, ecc  sono da tempo sui
tavoli degli analisti del nostro Stato Maggiore Difesa, come anche su quelle
del ministro della Difesa on La russa, ma nessuno si permette di chiederlo,
poiché sarebbe una bomba politico-militare,
Invece si preferisce contrabbandare il mito del buon italiano protetto dallo
stellone e dall’amuleto che ci si è portati da casa e dal materiale di
produzione nazionale che è sempre meglio di quello degli altri contingenti, per
poter fare marketing alle imprese armiere nazionali.
Né  troveremmo un giornalista deciso di esser messo alla porta , a vita,   
dagli ambienti ministeriali  e dal suo giornale a causa di una domanda vietata 
in Italia.
Si preferisce invece lanciarsi nelle interviste falsamente pietistiche ai
familiari e agli amici delle vittime, alle inquadrature di bare avvolte nel
tricolore e nel riportare i bollettini di vittoria  dal fronte afgano e pieni
di indici di gradimento rilevati tra la popolazione locale verso i nostri
militari.

Io speriamo me la cavo, l’importante è arrivare a questo benedetto fine 2011…

Chissà se un giorno un nuovo filone di cinema neorealista italiano potrà
sceneggiare un film  con questo titolo sulla guerra afgana vista dai soldati
italiani, quelli veri, come il caporalmaggiore che scriveva su facebook,”- Io
mi son rotto dell’Afghanistan e voglio ritornare a casa”-
  o come il pugliese
che diceva: “-Qui fa un freddo cane e rimpiango il mare del Salento?”

Antonio Camuso ( Osservatorio sui Balcani di Brindisi)
Fonte: www.pugliantagonista.it
Link: http://www.pugliantagonista.it/osservbalcani/afghan17_domandavietata.htm

9.10.2010

Pubblicato da Davide

  • Tao

    AFGHANISTAN, GIANCARLO LEHNER: “LA COSTITUZIONE ME LO VIETA ? ABOLITE LA COSTITUZIONE”

    DI MIGUEL MARTINEZ
    kelebeklerblog.com

    “Il racconto dell’orgoglio dello schiavo, della tomba e della dignità:
    non di una farfalla e una candela, ma la storia di una farfalla e una stella”.

    Khan Abdul Ghani Khan, poeta afghano

    In Afghanistan, ci sono i combattenti della resistenza afghana, che appartengono a molte realtà diverse. L’antichissimo trucco dei media, da noi, consiste nel dare loro un nome unico e bizzarro, quello di talebani. Che anche i cosiddetti taliban sono molto cambiati (http://www.shahamat.info/english/ , rispetto a dieci anni fa.

    Io non so come si possa sopravvivere senza arrendersi, per nove anni,  quando hai di fronte la  più grande potenza che la storia abbia finora prodott0, assieme ai suoi alleati. Senza avere alcun luogo sicuro in tutto il mondo su cui contare, senza ospedali in cui curare i propri feriti, tra neve e sabbia, senza colonne di camion che portino benzina e cibo preconfezionato.

    Non lo so. Evidentemente, gli esseri umani sono a volte capaci di cose straordinarie e questo fatto è, a modo suo, confortante.

    Un giorno qualunque nella vita di un afghano

    The Hunting of the Snark, è un’opera intraducibile  di Lewis Carroll che descrive la suprema impresa imperiale, quella che le riassume tutte – la caccia allo Snark, creatura indefinita per eccellenza. Una caccia che richiede una surreale varietà di mezzi:

    “You may seek it with thimbles–and seek it with care;
    You may hunt it with forks and hope;
    You may threaten its life with a railway-share;
    You may charm it with smiles and soap–“[1]

    Ai combattenti della resistenza afghana, si dà la caccia with thimbles and care, with smiles and soap, e in ogni parte del mondo, come può testimoniare un mio amico afghano – peraltro marxista – quando viaggia in Italia: lo fermano per la faccia da zingaro e poi lo trattengono per il suo passaporto, tre, quattro volte ogni giorno. E a sentire i giornali, gli afghani dovrebbero i nostri alleati.

    ‘But oh, beamish nephew, beware of the day,
    If your Snark be a Boojum! For then
    You will softly and suddenly vanish away,
    And never be met with again!’
    [2]

    Ho conosciuto diversi militari di professione, e li rispetto abbastanza da non considerarli vittime. Hanno scelto il mestiere più rischioso noto all’uomo,e ogni tanto qualcuno ci muore. Non lo ritengo un mestiere criminale – chi lo dice, non ha idea di come siano gli altri mestieri – a patto che si assumano le responsabilità personali. Non quelle storiche: non chiedo certamente a giovani militari di capire abbastanza anche da scegliere la parte giusta.

    Luca Cornacchia è il militare italiano sopravvissuto a un incidente di lavoro ieri in Afghanistan. E’  interessante il ritratto che ne fanno i media:

    “AFGHANISTAN: PAGINA FACEBOOK FERITO, MI SONO ROTTO STARE QUI MESSAGGIO POSTATO SEI GIORNI FA, FAN VASCO ROSSI E CHE GUEVARA (ANSA) – L’AQUILA, 9 OTT – «Mi sono rotto di stare qua in Aghanistan, non si capisce nulla». Il messaggio, datato il 3 ottobre scorso è l’ultimo che appare nella bacheca di Luca Cornacchia, il militare abruzzese ferito stamani nell’attentato nella zona di Farah, dove hanno perso la vita quattro militari italiani. Una pagina in cui, attraverso articoli foto e canzoni, Cornacchia racconta la vita in Afghanistan e il contributo alla vita di tutti i giorni. Di qui, tra una video di Carmen Consoli condiviso e una canzone di Vasco Rossi, spicca la foto di un soldato che dà la mano a un bambino del posto, con lo slogan «non importa quando doniamo ma quanto amore mettiamo in quello che doniamo». C’è anche spazio a un messaggio di speranza, «tranquilli cuccioli vi riporto tutti a casa…», scrive agli amici a casa parlando dei suoi commilitoni, tra i commenti di un video in cui scorrono le immagini dei soldati statunitensi che riabbracciano le proprie famiglie. E poi rivolto alla moglie, Monica, scrive, «amore sei la mia vita…». Come foto del profilo ha scelto l’immagine di Ernesto Che Guevara. (ANSA). Y3M-PRO 09-OTT-10 13:55

    Questo è un ritratto dell’immagine esteriore, l’unica cosa, per fortuna, che un giornalista è in grado di percepire. Forse Luca Cornacchia è anche altro, ma non lo scrive, perché deve apparire normale e buono e come tale  insipido. Può darsi poi che Luca Cornacchia possieda un mondo proprio, che nessun giornalista è in grado di inquinare: magari la notte, dipinge sogni degni di Tarkovski.

    Ma certo, l’immagine esteriore è del vuoto assoluto e dell’anonimato, che assorbe in sé anche Che Guevara:

    “Un giorno, per esempio, ci capita di prestare attenzione al silenzio collettivo di un vagone del metrò. Ed ecco che, dietro la finta condivisione, ci sentiamo invadere da un brivido di fondo, da un terrore primario, aperto a ogni sospetto”.[3]

    Luca Cornacchia è visibile e privo di interesse; mentre nessuna macchina mediatica fruga nella strana pienezza delle esistenze dei combattenti della resistenza afghana. Anche gli insulti – pazzi, fanatici, mostri – non fanno che rendere più impenetrabile il mistero.

    Il morto in guerra si può ancora spacciare per eroe. Anzi, supremo esempio di presunzione di essere a casa nostra pure in casa di altri, la Procura di Roma ha aperto ufficialmente un’inchiesta (grazie, Saigon 2K http://saigon2k.altervista.org/ ):

    “Attentato con finalità di terrorismo. Per questa ipotesi di reato la Procura di Roma ha aperto un fascicolo d’inchiesta in relazione all’attacco subito questa mattina dai militari italiani a est di Farah, in Afghanistan. Gli accertamenti sono stati avviati dai pm, Francesco Scavo e Giancarlo Amato. Le indagini sono coordinate dal procuratore aggiunto, Pietro Saviotti, responsabile del pool antiterrorismo. Nelle prossime ore saranno affidate le consulenze tecniche del caso e le deleghe investigative ai carabinieri del Ros ed agli uomini della Digos della Polizia.”

    Ma oltre ai 34 italiani morti in Afghanistan, c’è qualcosa di ben più significativo (http://www.almanar.com.lb/NewsSite/NewsDetails.aspx?id=156806&language=en) , di cui politici e media eviteranno sempre di parlare:

    “Uno studio della Rand Corporation, nel 2008, stimò che il numero totale di membri delle forze armate statunitensi che avevano servito in Iraq e in Afghanistan e che erano tornati affetti da PTSD [disordine da stress post-traumatico], trauma cranio-encefalico (TBI), o per i quali “era suonata la campana“, per usare la terminologia adoperata nel dipartimento E7 al Centro Medico della Marina a  Bethesda,Maryland, vicino a  Washington, avesse superato la cifra di 320,000. Oggi si pensa che si avvicini a 350,000.”

    I Tremonti ci sono anche negli Stati Uniti, dove si spingono i veterani a firmare una dichiarazione che indichi che erano affetti da un preesistente “disturbo della personalità (http://www.ivaw.org/blog/veteran-testifies-about-his-torture-us-mili) “, risparmiando così i soldi che l’esercito dovrebbe versare loro.

    I combattenti della resistenza, invece, i loro incubi se li tengono.

    Il terzo attore dell’Afghanistan, per oggi, non possiede né la realtà del mujahid afghano, né quelle vie di fuga verso la realtà che ha comunque Luca Cornacchia – quel Che Guevara, o magari anche semplicemente l’amore per la moglie, sono comunque indizio di vita sotto la brace.

    Il terzo attore è il Mandante, uno dei tanti mandanti. Per oggi, questo ruolo è assunto da Giancarlo Lehner, deputato del PdL e fondatore di qualcosa si chiama, non invento nulla, “Nuova ForzaItalia for President“.

    Lehner ci dà un esempio grafico della supponenza imperiale, di quella certezza di poter ficcare la propria pancia dentro il mondo tipica di chi é chi è Occidentale nell’anima:

    “AFGHANISTAN: LEHNER (PDL), LA MEGLIO GIOVENTÙ MUORE DI COSTITUZIONE = IPOCRITA ART. 11 SU RIPUDIO GUERRA CHE IMPEDISCE AZIONI PREVENTIVE Roma, 9 ott. – (Adnkronos) – «Onore ai nuovi quattro caduti in Afghanistan. Madri, vedove ed orfani si chiedono perchè la chiamano missione di pace, essendo,in realtà, guerra, guerra unilateralmente bestiale, da parte talebana.”

    Cioè, alcuni italiani – figli/mariti/padri – stavano attraversando il Helmand per andare a vedere la partita Juve-Lazio, quando un gruppo di “talebani” li ha “bestialmente aggrediti“.

    Prosegue Lehner:

    “Da rappresentante del popolo, denuncio che tutti i nostri caduti sono vittime, in primo luogo, dell’art. 11. L’Italia, infatti, ripudiando la guerra, impedisce ai nostri soldati incisive azioni militari preventive contro i terroristi. Grazie a regole ipocrite, la meglio gioventù italiana continua a morire di Costituzione». Lo dichiara Giancarlo Lehner (Pdl). (Pol/Pn/Adnkronos) 09-OTT-10 13:41

    Io voglio sparare liberamente su gente a migliaia di chilometri da casa, in maniera “preventiva“, cioè prima che qualcuno ti abbia fatto qualcosa.

    La Costituzione me lo vieta? Abolite la Costituzione!

    1 agosto 2010, manifestazione a Kabul contro l’occupazione USA, dopo l’uccisione di 52 civili in un bombardamento. Da The Reality of Life in Afghanistan

    Miguel Martinez
    Fonte: http://kelebeklerblog.com
    Link: http://kelebeklerblog.com/2010/10/10/afghanistan-giancarlo-lehner-la-costituzione-me-lo-vieta-abolite-la-costituzione/
    10.10.2010

    Note:

    [1] “Cercatelo con ditali, Cercatelo con attenzione;
    Dategli la caccia con forchette e speranza;
    Minacciatelo con un’azione delle ferrovie;
    Incantatelo con sorrisi e sapone”

    nel tentativo di traduzione di  Romana Zacchi e Massimiliano Morini. Riguardo alle traduzioni di The Hunting of the Snark in italiano,  si legga questo bel saggio (http://www.provincia.padova.it/comuni/monselice/traduzione/28-30%20pdf/bottalla.pdf) .

    [2] All’incirca, “Caro nipote, attento al giorno, se il tuo Snark si rivela un Boojum! Perché allora scomparirai delicatamente e improvvisamente, e nessuno ti vedrà più!”

    [3] Tiqqun, Teoria del Bloom, Bollati Boringhieri, pagina 16.

  • AlbertoConti

    L’ipocrisia è una malattia antica, è l’autoinganno per convenienza. L’ha ben descritta Gesù, ed anche tutta la miglior letterartura fino ai giorni nostri. L’interpretazione che ne da un Frattini in queste circostanze ne rivela la stanchezza, l’ovvietà, oltre la nausea di uno stesso gioco di sempre, che evidenzia la persistenza di un eterno male anche peggiore, la stupidità umana. Siamo come un aquila che usa le sue ali per soffocarsi, diventa un andar contro natura assolutamente diabolico, impensabile, se non dal malato del pensiero, appunto.

  • hobie

    Non si tratta di “4 alpini morti per fatalità”, bensì di 4 ascari occupanti.
    4 mercenari al soldo del terrorismo di stato della Nato.
    4 mercenari volontari che, per soldi, stanno occupando e massacrando il popolo di un paese sovrano straniero che mai ci ha attaccati.
    4 criminali in divisa. e anche se non materialmente assassini, complici e sodali di assassini occidentali in divisa.

    Il regime catodico attuale sta tradendo la Costituzione in una guerra di aggressione per il petrolio.
    E la cittadinanza che non si informa, che non respinge la propaganda mainsteam, che “pragmaticamente” sostiene questo regime guerrafondaio, e’ complice dei criminali governativi. Poi non si lamentino se a crepare non sono i figli dei ricchi bensì, come sempre, i loro.
    Chi non conosce o dimentica la storia e’ destinato a ripeterla.
    Di quanto sangue ha bisogno questo popolo di coglioni catodicamente eterodiretti per capirlo?

    La resistenza afghana butterà fuori a calci nel culo gli imperialisti occidentali, così come ieri coi russi e l’altro ieri con gli inglesi.

    E la saliva dei minzolini di regime non riuscira’ a occultare il sangue, il sangue, il sangue.
    La morte v’ piu’ forte dell’ipocrisia.

    W la resistenza afghana.

  • VeniWeedyVici

    Gli occidentali sono un impero di pedofili e la loro cultura merita di scomparire. Dal punto di vista macroscopico, fare una guerra a un paese che ha una cultura che ricorda una fase culturale da cui anche l’ aggressore e’ passato, corrisponde alla situazione particolare dello stupro di minore. Gli occidentali in realta’ sono tutti pedofili repressi, che non potendo esprimere la loro sessualita’ nel particolare, la sfogano in modo macroscopico e socialmente accettabile aggredendo una cultura “meno sviluppata”. Il pedofilo aggredisce sessualmente un individuo di eta’ inferiore a quella richiesta dalla biologia per avere rapporti sessuali. Il guerrafondaio pedofilo represso, organizza una guerra ai danni di un paese la cui societa’ e’ in una fase culturale indietro rispetto a quella richiesta per relazionarsi con aspetti sociali propri delle societa’ piu’ avanzate.

    Quando uno dei pedofili riconosce la propria malattia, si ribella e osserva che il loro comportamento e’ sbagliato, viene accusato di essere un “peter pan”, ovvero uno che non vuole crescere, restando a vita un potenziale obbiettivo dei pedofili. La stesso approccio con cui gli occidentali affrontano la psicologia, e’ stato formulato da un individuo che praticava la pedofilia (S.Freud). All’ analisi di questi ed altri elementi si puo’ dire che la cultura occidentale e’ fondata indissolubilmente sulla pedofilia, ed essendo questa una cosa eticamente e moralmente deprecabile, la cultura occidentale deve scomparire.

  • AlbertoConti

    Che la cultura occidentale scompaia mi sta bene nella misura in cui è identificata nel potere dominante. Ma questa è anche la falsa cultura, o farsa cultura che dir si voglia. Non vorrei che con l’acqua sporca si buttasse anche il bambino, se no che morale c’è nell’essere antipedofili?

  • wilcoyote

    In poche parole, in nove anni di guerra afgana, è possibile ormai conoscere matematicamente lo scotto che c’è a pagare per ogni centimetro d
    i territorio che si vuol strappare agli insorti

    Insorti?

    INSORTI?????

  • sandman972

    Quoto….termine perlomeno stonato nel contesto della situazione e dell’articolo.

  • Alenov

    Complimenti,il RISPETTO spesso da queste parti la fa da padrona….

  • Kiddo

    Tristemente quoto hobie

  • VeniWeedyVici

    Quella che intendi tu e’ gia’ morta da almeno 40 anni, e’ roba da retrogradi “peter pan”. Il mondo libero si evolve, nel quadrato, signore!

  • AlbertoConti

    ? Mi sfugge qualcosa. E qual’è quella (cultura) che intenderei io? E cos’è successo, che mi è sfuggito, almeno 40 anni fa? E chi sarebbe il signore, e quel luogo quadrato, e il “mondo libero”? Dovrei forse fumarmi qualcosa per capire meglio? Al momento resto nel buio più totale su questa replica telegrafica, mentre ho trovato interessante il commento iniziale.

  • VeniWeedyVici

    Era un modo sarcastico di dire che la cultura occidentale rispettabile e’ morta con il ’68 come anno simbolo. Il quadrato e’ il pensiero unico, il signore e’ chiunque abbia il coraggio di pensare in modo diverso dal “mondo libero”, che si e’ evoluto in cultura imperialista pedofila che si autonomina garante dei diritti umani e consegna premi a detenuti di altri stati uccidendo i propri nel silenzio piu’ totale (come i milioni di malcapitati che muoiono in carcere per la cecita’ di chi criminalizza l’ uso di sostanza diverse da quelle che lo Stato spaccia legalmente).

  • Truman

    Il termine mi appare criticabile, ma Camuso tenta di levare un minimo di ipocrisia al linguaggio italiano, confrontandolo con quello degli USA, i quali almeno non fingono di essere in una missione di pace, e “insorti” è il termine solitamente usato dagli USA nei confronti delle forze di resistenza alle loro invasioni militari (con o senza la NATO).

  • AlbertoConti

    Capito, grazie. Secondo me prima che una cultura è morta un economia, tutt’altro che rispettabile, ma innocente come un bambino rispetto a quella che è venuta dopo. Giusto per restare nella tua metafora.

  • dana74

    Gli Usa avvertono la UE che è nel mirino del terrorismo.
    Forse non son stati tanto convincenti, pochi giorni dopo succede questo “incidente” in Afganistan e questi tirchi degli italiani pare siano intenzionati a rimuovere un altro vincolo alle regole d’ingaggio ovvero andare a bombardare per insegnare un pò di educazione a questi incivili che non apprezzano tutto questo impegno dei cowboys.

    Forse gli Usa intendevano dire che se non sganciamo più quattrini perché Israele ha fretta di attaccare l’Iran ma gli Usa non hanno più il becco di un soldo e deve far pagare un pò di cambiali agli altri.

    Forse quando intendeva minacce all’EU avrebbe dovuto parlarci di Van Creveld e le sue testate puntate sulle capitali europee se non facciamo quanto ordinato, è per questo che alla maratona sionista i tirapiedi del parlamento ripetevano ossessivamente che la sicurezza di israele è la nostra sicurezza???

  • ottavino

    Hanno dato il nobel per la pace a un dissidente cinese. Questo tizio è nelle galere cinesi. Io sono un dissidente italiano. Io sono un italo-talebano. A me non mi mettono in galera, semplicemente vengo ignorato. Questa è la tattica dell’occidente. I suoi dissidenti li ignora. Sarebbe meglio mi mettessero in galera, almeno sarebbe evidente il democratico fascismo imperante.

  • Tao

    «Voi occidentali, com’è noto, considerate noi afghani dei primitivi. Lo ammettiamo, se paragonati alla vostra modernità, lo siamo. Ciò che invece non ci va giù è che voi non date solo un giudizio di fatto, ma pure di valore. Primitivo, per voi, è infatti sinonimo di barbaro, che più o meno equivale ad un incrocio tra un uomo e un animale. Voi siete migliori, noi scandalosamente inferiori, ciò che vi autorizza a considerarvi in dovere di civilizzarci, di strapparci alle nostre tradizioni ancestrali, di insegnarci usi e costumi “civili” o come a toglierci i pidocchi. Il problema è duplice: non solo volete obbligarci a diventare come voi, perseguite il vostro scopo, diciamo così, in maniera liberale, puntandoci il coltello alla gola.  Con la scusa che noi saremmo colpevoli per l’attentato del 9/11, avete occupato il nostro paese e messo al governo un vostro fantoccio. Avete insomma scatenato una guerra che dura da un decennio e, a parte poche decine di combattenti, avete tolto la vita e decine di migliaia di cittadini innocenti, metà dei quali donne inermi i cui diritti, così almeno proclamate, sarebbero in cima alle vostre preoccupazioni. Assieme alla donne avete trucidato vecchi e bambini, la maggior parte dei quali ammazzati da bombe sganciate dall’alto, spesso per mezzo di droni telecomandati, altre volte dalla vostra micidiale artiglieria pesante, che può colpirci da chilometri e chilometri di distanza, al di là delle montagne. Potete dunque immaginare come noi ci si renda conto della vostra incomparabile superiorità.

    Solo una civiltà tanto avanzata può chiamare tutta questa carneficina “effetto collaterale”. Solo chi è più avanzato può disporre di simili sofisticati mezzi di sterminio. Solo una società altamente progredita può produrre, a scala industriale, tanto micidiali congegni di morte. La modernità che essi incorporano sta nella loro efficacia, nel fatto che per loro tramite potete sterminarci pagando a vostra volta un prezzo irrisorio in vite umane. In questo senso non è vero che l’Afghanistan è per voi un nuovo Vietnam. Basta guardare il rapporto tra le nostre vittime e le vostre: 1:1000. Combattere con gli Ak47, con i nostri rudimentali Ied o usando il martirio, è ancor più penoso di quando gli indios dovevano difendersi con archi e frecce da  conquistatori che potevano disporre di fucili e lunga gittata e cannoni. Saremo primitivi, ma non siamo fessi, né rinunciamo alla nostra dignità. Voi la chiamate civilizzazione, noi la chiamiamo barbarie. Voi dite di portare la libertà, noi diciamo che esportate, come tutti gli invasori che abbiamo respinto nei secoli, lo schiavismo. La libertà è nella lotta, non nella umiliante sottomissione. Voi dite di stare dalla parte della verità, noi, seguendo i nostri venerati profeti, affermiamo che la verità sta nella sofferenza, e nel dolore degli oppressi. E’ solo col riscatto di questi ultimi che la verità si fa strada. Saremo primitivi, ma non siamo fessi. Anzi, mi viene il dubbio che oltre ad essere moralmente superiori a voi, siamo anche più svegli. Voi non ci conoscete ma noi conosciamo voi. Non parlate la nostra lingua, ma noi la vostra. Non avete idea di cosa realmente stia accadendo in Afghanistan, noi sappiamo come vanno le cose dalle vostre parti. Voi siete ubriachi di presente, noi sappiamo che il futuro ci darà ragione. Saremo primitivi, ma non siamo fessi. Sappiamo che turlupinate i vostri cittadini, che al pari di quanto qui fanno i vostri emissari, li corrompete col denaro, che strappate il loro consenso con l’inganno. I veri pilastri della vostra democrazia. Dopo aver motivato l’invasione del nostro paese come ritorsione per il 9/11, ora giustificate l’occupazione col motivo di debellare il “terrorismo”. E’ così che i vostri politicanti e i media ad essi asserviti, chiamano i nostri combattenti: “terroristi”.
    Ma chi è il terrorista, se non colui che cerca, con la violenza indiscriminata e grazie al sangue di civili innocenti, di ottenere uno scopo politico, più precisamante il dominio?

    Terroristi sono quindi i vostri soldati mercenari, che in cambio di un lauto stipendio, vengono, armati fino ai denti, a bordo dei loro micidiali mezzi, a seminare orrore e paura. Ad occupare i nostri villaggi, a distruggere i nostri campi, irrompendo nelle nostre case sfasciando quel poco che vi trovano ma che per molti rappresenta tutto il loro avere. Vengono e non esitano a sparare su chiunque osi sfidare la loro tracotanza chiedendo rispetto. Nel vostro immaginario collettivo ciò evoca il passato fantasma del nazismo e delle SS. Voi siete per noi il nazismo presente e i vostri mercenari le moderne SS.
    Per questo consideriamo terroristi i vostri soldati, e i vostri politici i loro mandanti.

    Siamo a poli opposti: voi occupanti e noi occupati, voi oppressori e noi oppressi. Voi esultate come “successi militari” le operazioni che vi permettono di ammazzare nostri combattenti, noi facciamo altrettanto quando vanno in porto le nostre e sono i vostri a lasciarci le penne. Questo volevo dirvi dopo il successo della Resistenza nel distretto di Golestan.

    Gul Ghotai Sowaillah
    Fonte: http://www.campoantimperialista.it
    Link: http://www.campoantimperialista.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1210:luccisi-quattro-terroristi-italianir&catid=7:afghanistan-cat&Itemid=14
    10.10.2010

    Traduzione a cura della redazione

  • Tao

    Il ministro della Guerra, Ignazio La Russa, vuole ( http://www.pupia.tv/notizie/0008562.html ) “valutare se armare di bombe i nostri aerei”. E’ incostituzionale, l’Italia ripudia la guerra, ma in effetti i cacciabombardieri dovrebbero bombardare e l’Italia ne ha acquistati 131 dagli Stati Uniti. Per cosa, se non per bombardare i fratelli afgani? Propongo che, come ai tempi del duce, nel teatro di combattimento siano inviati i figli dei ministri, da Piersilvio alla Trota. Per dare l’esempio di come si possa morire per un cazzo. A partire dal figlio di La Russa, Geronimo. Con quel nome non potrà che farsi onore.
    “Altri 4 morti in Afghanistan. La Russa: “Andiamo avanti come sempre”. E intanto il suo figliolo viene assunto ( http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/06/con-la-brambilla-l%E2%80%99aci-diventa-amichetti-club-d%E2%80%99italia/68339/ ) ai vertici dell’ACI. Qualcuno con le palle di dire a questo guerrafondaio di m…a di dare il buon esempio e magari mandarci SUO FIGLIO in Afghanistan? Vergognamoci tutti, per aver permesso a questa gente di salire al potere.”

    Marco , Pescara
    Fonte:/www.beppegrillo.it
    Link: http://www.beppegrillo.it/2010/10/altri_4_morti_i.html
    10.09.2010

  • TN

    A parte che il rispetto, essendo maschile, al massimo la fa da PADRONE, ma a me sembra che nel pietismo di chi piange i “nostri ragazzi” morti per difendere la libertà e per proteggere la patria dal terrorismo (risate in sala) manchi clamorosamente il RISPETTO per le decine di migliaia di vittime civili mietute in questa guerra di aggressione, peraltro incostituzionale.
    Chi sceglie di fare il soldato, sa che può crepare quando va in guerra: perché gli dovrei “rispetto” quando succede?
    Il pianto lasciamolo ai familiari, il RISPETTO è altra cosa: ad esempio io rispetto i resistenti afgani, che contro ogni logica e contro ogni pronostico, stanno da quasi un decennio tenendo in scacco un contingente invasore sempre crescente (150.000 uomini ad oggi), dotato di ogni diavoleria tecnologica, inclusi i comodissimi e vigliacchi “droni”, che consentono di assassinare la gente senza rischi e senza sporcarsi le mani.
    Ecco, io RISPETTO questa gente, che lotta senza speranza, oltretutto vincendo, per la propria terra, in spregio della propria vita.
    Perché dovrei rispettare un invasore ucciso dalla resistenza legittima?

  • TN

    grazie per questo utilissimo punto di vista, che suffraga quanto ho scritto in altro commento più sopra.

  • frankleone

    “Voi esultate come “successi militari” le operazioni che vi permettono di ammazzare nostri combattenti, noi facciamo altrettanto quando vanno in porto le nostre e sono i vostri a lasciarci le penne”

    Questa è una bella frase, non vi è ipocrisia. Che il signor Gul Ghotai Sowaillah dicesse queste cose nelle piazze, poi vediamo cosa ne pensa la gente.

  • frankleone

    il fratello di questo signoreè afghano? dubito.

    e comunque i militari sono tutti volontari, è inutile dire che ci devono andare i figli dei ricchi e dei ministri, non lo faranno mai.

  • duca

    Non è inconciliabile avere rispetto per il sacrificio di soldati che onorano il giuramento fatto dalle istituzioni e vengono da queste mandati in situazioni in conflitto con la Costituzione, e riconoscere la validità del punto di vista del signor Gul Ghotai Sowaillah, il quale però si sbaglia su almeno un punto: io, ma credo di poter dire “noi” non esultiamo quando le nostre operazioni militari ci permettono di ammazzare i loro combattenti, noi esulteremmo se i nostri militari venissero richiamati a casa e rimanessero in Afghanistan al massimo istituzioni come Emergency.

  • duca

    Concordo con TN con qualche piccolo distinguo: io rispetto anche i nostri soldati, che si devono barcamenare dentro uno scenario di guerra senza avere mandato per farla. Rispetto molto meno invece i decisori politici che hanno scelto di violare le regole costituzionali ed hanno messo dei professionisti costosamente addestrati anche con i miei soldi di contribuente in una situazione ambigua, dove possono solo subire: i legittimi attacchi dei partigiani e l’ironia dei soldati degli altri contingenti (vedi gli USA per i quali ISAF significa “I Saw Americans Fighting”), oppure vengono impiegati al di fuori di ogni regola (vedi TF 45) come dei contractors specializzati, con l’unica differenza che gli americani i loro contractors li pagano da soli, mentre i servizi delle nostre forze speciali gli vengono dati gratis e paghiamo noi, come quelli delle truppe regolari, peraltro…
    Dopodichè mi viene da fare una considerazione che verrà facilmente liquidata come populista, ma lo sapete quanti funerali di Stato si dovrebbero fare ogni giorno per i morti sul lavoro? E’ più eroico morire saltando su una mina o asfissiati dentro una cisterna che ti mandano a pulire senza gli adeguati strumenti di protezione e senza addestramento? E’ più eroico morire col fucile in mano o cadendo da un ponteggio? E i lavoratori di Pomigliano che si oppongono alla cinesizzazione dei rapporti di lavoro che vuole Marchionne cosa sono, Talebani? Indurgents o, a modo loro, Patrioti?

  • duca

    Cosa aspettarsi da chi sostiene un caudillo che abolisce le leggi che non gli fanno comodo e si confeziona su misura quelle che gli fanno comodo che, quando sacrosantemente dichiarate incostituzionali, semplicemente le reitera?