DI CARLO BERTANI
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No, Beppe Grillo non se lo aspettava: adesso sta meditando come fare se Domineddio – dopo aver pescato un papa alla fine del mondo ed aver scelto non proprio bene, vedi le polemiche sulla dittatura che ne offuscheranno per sempre il prestigio – dovesse chiedergli, con le elezioni del prossimo Giugno, di governare il Paese.
QUANDO SI DIVENTA GRANDI
Commenti (22)
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1. Non si può controllare da remoto un partito.
2. Non si può pretendere obbedienza assolutaDue fallacie logiche. Del tipo "petitio principii" (= dare per dimostrata una cosa e concentrare l'attenzione del lettore su un altro e meno controverso argomento)
Che Grillo voglia attuare questo "telecomando" è una illazione dell'articolista. Tutto il resto dell'articolo è basato su queste due fallacie iniziali. Se queste due illazioni cadessero, l'articolo è fuffa (esclusa la parte sul reddito di cittadinanza, che non c'entra niente col resto e ha una sua autonomia logica).
Se Grillo avesse messo in piedi un macchinario (una struttura di funzionamento con le sue regole) che ha la potenzialità di agire da solo, lui non avrebbe nessun bisogno di telecomandare alcunché. Il macchinario farebbe il suo lavoro, con solo un minimo di diligenza da parte degli operatori di macchina.
Quello che hanno fatto i "sette cavalieri dell'apocalisse" è stato inceppare la macchina con la loro inettitudine e stupida emotività (per essere buoni: Vendola ha già tentato un abboccamento con almeno uno di loro).Supponiamo che Grillo avesse solo il ruolo di "garante", di progettista del macchinario, di colui che lo conosce meglio. Se così fosse sta facendo bene il suo lavoro: avverte gli operatori che stanno usando male la macchina e che non vanno lontano.
Se fosse così, le elucubrazioni di Bertani sono aria fritta.
Tutto sta a decidere se le illazioni iniziali sono dimostrate/dimostrabili.
Bertani non ci dà dimostrazioni o prove, per cui sta a chi legge credergli sulla parola. Tuttavia credere senza prove è pura ideologia (quella che Bertani spregia).
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Nonostante l'apparenza di articolo dettagliato, si tratta di un'analisi superficiale che aggiusta le cose accomodandole alle opinioni dell'autore. Due esempi: 1. si parla di come vanno bene le cose per il 5S in Sicilia con la strategia dell'alleanza, ma in Italia il livello locale e' sempre stato molto diverso da quello nazionale, iniziare a scendere a compromessi appena entrati al parlamento nazionale significa esporsi a una lenta e inesorable usura attuata dai circoli massonici, in quel caso si, sono d'accorod sul fatto che il 5S sia manovrato a sua insaputa, ma sarebbe sufficiente non cadere nei tranelli. Come dice giustamente un lettore qui, basterebbe l'elezione a voto palese. 2. non tutti i dipendenti pubblici hanno perso il 30% del potere d'acquisto, in Italia il problema fondamentale e' sempre stata la differenza fra costo della vita al nord e al sud, e la maggioranza dei dipendenti statali, perdipiu' improduttivi, sono al sud.
La questione non e' votare o no Grasso, non e' la liberta' di voto, e' che Grillo ha perfettamente ragione quando afferma che questi eletti GRAZIE A LUI non si sono informati su chi davvero e' Grasso. Hanno votato ubriacati dall'ambiente romano che ha iniziato a influenzarli caricandoli della responsabilita' istituzionale, o cosi' viene chiamato l'eterno inciucio.
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E così gli statali avrebbero perso il 30, addirittura il 40% del reddito? Ma ritornasse pure Francesco Giuseppe, da Mantova a Trieste!
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Ottimo articolo.
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Egregio Bertani, sono sbigottito. Una persona colta come lei, dire che Grillo poteva anche candidarsi? Veramente non sa che non può farlo? Veramente non ricorda che il programma del M5S prevede che in parlamento non ci devono essere condannati in via definitiva? E Grillo lo è stato condannato perchè ritenuto colpevole del famigerato e lontano incidente? E comunque anche potendo, se le immagina le critiche, almeno per Casaleggio, sul conflitto d'interessi, visto che Casaleggio è un imprenditore? Bertani sia serio..
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Da diversi commenti letti in questi giorni, e se questo sito puo' considerarsi uno spaccato per quanto riguarda il sostenitore tipo del M5s, temo (perche' anch'io l'ho votato) che sia un fuoco di paglia che presto estinguera' la propria energia. Anche se le aspettative che vi sono state riversate puntano a obiettivi condivisi, spesso troppo diverse mi sembrano le strade indicate per raggiungerli. Si va' dall' approvazione ad un coinvolgimento nelle scelte politiche da parte del movimento, ad un rifiuto totale di questo; dal dialogo alla dura condanna di chi, sicuramente non a cuor leggero, ha dato il suo appoggio a persona esterna al movimento ( e poi marchiato come "traditore". Brutta parola, mi sa tanto di fascio). Ho letto assurdita' tipo "alle prossime elezioni potremmo ottenere sui 13 milioni di voti", e quindi governare in piena autonomia. Quello che credo non sia stato fatto da parte di molti e' aver dato un'occhiata alle analisi dei flussi elettorali (in verita' neanche necessaria, certe cose si avvertono "a naso"). Come e' stato piu' volte detto e' un movimento "trasversale", e purtroppo sempre di piu' ne stanno emergendo le conseguenze. Io comunque, al di la' dei tradimenti, ne vedo un'altro di pericolo: che se M5s non fara' sentire adesso, subito, tutto il suo peso, davvero non cambiera' piu' niente. Molto difficilmente avremo un'altra possibilita'.
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Va bè, visto che Bertani incomincia il suo pezzo parlando di fulmini, scaglio anch’io la mia inutile saetta. Inutile perché la polemica politica non serve a una mazza, ma anzi è una delle armi più efficaci a disposizione dei potentati che dirigono il Mondo. Più noi discutiamo di fuffa e ci dividiamo in fazioni, meglio è per chi sta in cima alla piramide.
Niente da dire sul succo dell’articolo, che verte alla fine sulla questione del reddito di cittadinanza. Cosa che mi trova concorde, a determinate condizioni (deve essere un “do ut des”: io Stato premio te, cittadino, se te lo meriti), ma che secondo me va inserita in una ridiscussione di tutto il sistema nel quale viviamo. Ridiscussione che deve avvenire a livello della base: il Popolo italiano deve dire con quali regole vorrebbe far funzionare la nuova Italia.
Anche se nel DNA del M5S vi sono tracce di questa volontà di cambiamento, di voler mettere l’uomo al centro del sistema, tuttavia il Movimento ha accettato di partecipare ad un gioco dal quale molto difficilmente uscirà con le ossa intere, e probabilmente con pochi risultati rispetto alle speranze di tutti. Penso che tuttalpiù ci sarà solo qualche correzione del sistema, qualche aggiustamento, ma che la struttura della catena di comando rimarrà inalterata: pochi parassiti in cima, e la massa schiavizzata sul fondo. Lo Stato e la casta nel mezzo, a fare appunto da parafulmine. Finchè noi concentriamo tutte le nostre attenzioni sui politici, sfogando su di loro tutta la nostra rabbia, intanto il “cupolone” se ne sta al riparo. Parlo della “cupola” economica che possiede il nostro Parlamento. I “suoi” dipendenti che vi lavorano, cioè i “nostri” parlamentari, stanno là solo per cazzeggiare e svuotare le nostre tasche in favore dei propri padroni.
Ora abbiamo dei nuovi inquilini nel Parlamento, dai quali molti cittadini si aspettano una svolta per l’Italia. Quelli vecchi, purtroppo li conosciamo bene.
La parte del pezzo di Bertani che più mi ha lasciato perplesso è proprio quella che tratta di alcuni di loro facendo dei distinguo che trovo inappropriati:
Bersani (col quale non sono mai stato tenero) non è un benefattore: ha capito che non c’era altra scelta, soprattutto per l’esiguo seguito raccolto da Monti. Tutto l’apparato è contrario: da Berlusconi – che vede le sue speranze di una “copertura” giudiziaria svanire – a Monti che, prima di svanire lui stesso, spera almeno (per conto Europa) di salvare le sue riforme succiasangue a favore del sistema bancario.
Bersani – forse obtorto collo – vedeva la possibilità di “osare” quel che il partito non gli avrebbe mai concesso, ossia provare a moralizzare le vita pubblica. D’altro canto, se sgarrava, Grillo non ci metteva nulla a sfiduciarlo.
Da queste frasi Bersani appare come il perfetto rappresentante della sinistra, che pretende di apparire agli occhi dell’opinione pubblica proprio come ce lo dipinge la satira amica: buono, bravo ma un po’ ingenuo, perchè si fa fregare dai cattivi.
Eh no, sto par de balle!
Davvero – se non ho capito male – Bertani pensa che il suo quasi omonimo “smacchiatore di leopardi” sia in antitesi all’”apparato”, del quale fanno parte Berlusconi e l’”Europa”? Bersani dunque non fa parte della casta?
Monti è una sanguisuga che lavora per il “sistema bancario”, mentre il PD è estraneo a questo mondo? Si sa che le mele marce ci sono dappertutto, quindi qualche Primo Greganti forse ci sarà stato anche dietro gli affari Unipol e Montepaschi o nelle cooperative; ma certo, rubavano per sé stessi…
Mi sfugge perché nello stesso discorso si afferma da una parte che Bersani è in opposizione all’”apparato” del quale fa parte Monti, e contemporaneamente si dice che il cattivo risultato elettorale sia stato dovuto proprio al poco fieno portato in dote dallo stesso Monti. Ma allora, il “professorone” è un alleato (forse “obtorto collo”…) o fa parte dei cattivi? Probabilmente è stato un cattivo alleato. Che ha determinato assieme alla dabbenaggine dello stesso Bersani il mancato trionfo del centrosinistra. Che era così sicuro di stravincere queste elezioni, da fare una campagna elettorale talmente lofia che per un pelo non le ha perse.
Napolitano e altri emissari del PD erano già andati ad accreditarsi presso i potentati esteri per rassicurarli di avere la situazione in pugno (USA, Germania, UE) trascurando il fatto che M5S e centrodestra erano in rimonta.
Lo stesso Bersani, il “moralizzatore”, come Presidente del Consiglio in pectore aveva dichiarato al “Financial Times” (per rassicurare l’”apparato” del quale non fa parte) di essere la persona adatta per far sudare lacrime e sangue agli Italiani. Siccome è intelligente, "ha capito che non c'è altra scelta": ha affermato che ci vuole più rigore e più Europa.
Su una cosa sicuramente ha ragione Bertani: Bersani non è un benefattore.Effettivamente sono un po' daltonico, ma la puzza la percepisco molto bene.
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Finalmente qualcuno dice una parola di buon senso in mezzo alle scemenze di questi ragazzotti con una televisione al posto del cervello.
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Il frutto *STA* cadendo dall'albero da solo: la dittatura mondiale dell'alta finanza e i suoi bracci armati, l'impero statunitense e l'unione europea, si dibattono in una crisi sempre più violenta. Il capitalismo sega il ramo su cui siede, e stavolta non ci sono traditori socialdemocratici a salvarlo dalle sue contraddizioni.
"Grandi" lo si diventa destabilizzando il sistema ed approfonendone la crisi, per prepararsi alle convulsioni che ne accompagneranno la rovina: è questo il compito del M5S. Io credo che Grillo se ne renda conto. Soltanto che, vivendo in un mondo degenerato al punto in cui i giovani non hanno più voglia di ammazzare nessuno, sta usando con intelligenza la spazzatura ideologica che i media di regime hanno inculcato nelle povere teste del gregge - democrazia, diritti umani ecc. - per costruire l'abbozzo di un partito rivoluzionario, o che tale diventerà quando la gente comincerà finalmente a morire di fame.
E' ovvio che per formare un nuovo partito bolscevico o nazionalsocialista, è necessario imporre una rigida disciplina interna. Grillo sta provando a instaurarla. Speriamo di vedere il momento in cui le scomuniche mediatiche saranno sostituite dai processi politici e dalle fucilazioni.
Per quanto poi riguarda il reddito di cittadinanza, è un ottimo strumento per mettere in difficoltà il regime plutocratico, costretto a succhiare sangue alla povera gente e all'economia reale per convogliarlo verso l'usura mondialista. Basta non introdurlo davvero: la gente ha voglia di sorridere alla vita e bisogna ridurla alla disperazione per convincerla a ribellarsi.
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Il sistema, attraverso quel fedele servo dell’unionismo europoide e delle aristocrazie eurofinanziarie che è Bersani, sta provando a spaccare come una mela (in due metà o in più spicchi?) il movimento di Grillo. Era prevedibile e già previsto, anche dai sottoscritti. Inferociti perché non hanno potuto realizzare l’inciucio Monti-Bersani, per una continuità di governo e di politiche antipopolari con il direttorio Monti, ora cercano di rivalersi sul movimento-sorpresa delle cinque stelle, matricola in parlamento. Serve urgentemente un certo numero di senatori per sostenere il prossimo direttorio dell’euro e della grande finanza, che distruggerà anche le ultime, deboli tracce di sovranità nazionale e i residui della struttura produttiva nazionale. E’ chiaro che i burocrati politici, privi di scrupoli, mossi da un cinismo senza pari, faranno qualsiasi cosa per ottenere un simile risultato. Il futuro governo, comunque siano andate le elezioni (specchietto per le allodole) dovrà – e sottolineiamo dovrà – essere espressione, esattamente come il precedente, della volontà sovrana eurounionista, dietro la quale si nasconde il neocapitalismo finanziario.
Intanto, però, si continua a seguire la “strada giudiziaria” per far fuori definitivamente Berlusconi e render orfano il pdl, che non può sopravvivere senza il suo creatore. Anche da lì i nemici della nazione e collaborazionisti dei poteri esterni (pd, sel, Bersani, Monti, eccetera) si aspettano un congruo numero di senatori, e di parlamentari in genere, disposti a cambiare velocemente casacca.
Il vero colpaccio di questi avvoltoi sarebbe spaccare il cinque stelle, poco dopo il suo ingresso in parlamento. Ne deriverebbero vantaggi enormi per il sistema, che potrebbe evitare un’altra tornata elettorale nel breve e riacquisire voti a vantaggio del cartello elettorale fantoccio del pd. Il fatto che alcuni senatori di m5s hanno votato per la marionetta Grasso alla presidenza del senato incoraggia il sistema a procedere su questa strada, e pone serie questioni di sopravvivenza alla leadership Grillo-Casaleggio. Per ora, sembra che le cose stiano rapidamente volgendo al peggio. Un senatore m5s dichiara pubblicamente il voto al candidato del sistema (Grasso del pd) e si dice pronto a rimettere il mandato, in rete si scatenano le polemiche, contro lo stesso Grillo, di una parte del movimento. Il vigliacco Bersani, ex comunista, accusa Beppe Grillo di "leninismo" nella gestione del movimento e dei suoi gruppi parlamentari. Si cavilla sulla questione del mandato parlamentare, ma la questione, in tal caso, è di sostanza: si sta con i servi dell’occupatore del paese oppure si sta contro di loro, senza alcun compromesso? Non ci sembra che questo movimento – il primo che in qualche modo dà rappresentanza alla nuova classe pauper – abbia sufficienti risorse e sufficiente compattezza per resistere a lungo agli attacchi dei mercenari politici del sistema. E comunque, anche se riuscisse a resistere, quali risultati concreti porterà a casa, per alleviare le sofferenze della popolazione italiana? Forse nessuno, perché la politica continueranno a deciderla i cosiddetti tecnocrati (e banchieri) europoidi. L’operazione “spacca-movimento” potrebbe quindi riuscire e potrebbe addirittura essere un’operazione lampo. Riuscirà Grillo a metterci in tempo una pezza e a ricompattare i suoi, magari con le brutte e con qualche salutare espulsione? Staremo a vedere, ben sapendo che anche in tal caso le insidie non scompariranno e l’attacco al movimento continuerà con ogni mezzo..
Eppure ci sembrava che anche Grillo e Casaleggio avessero ben compreso che in questa fase il nemico politico è il pd e che ogni azione antagonista dovrebbe essere rivolta contro il pd, per distruggerlo o almeno azzopparlo. Non potendo attaccare direttamente, in questa fase, i veri detentori del potere, che stanno all’esterno (eurocrazie, aristocrazie finanziarie, organismi sopranazionali) l’unica possibilità è attaccare l’”anello debole” della catena di comando (euro)globalista, cioè l’ultimo in ordine gerarchico e il più vulnerabile, rappresentato dai subdominanti politici – nella fattispecie lo stramaledetto pd. Comunque vada, questa vicenda prova una volta di più che non vi può essere né speranza di autentica riforma né tantomeno salvezza restando all’interno del sistema. Vi è salvezza soltanto fuori e contro, nel muro contro muro rivoluzionario. Non si può sperare di vincere giocando secondo le regole del nemico, ma bisogna imporre al nemico le proprie regole, con qualsiasi mezzo e a qualsiasi costo. Il passo successivo sarà quello di prenderne atto una volta e per tutte, traendo le logiche conseguenze. Se il movimento fallirà clamorosamente, come sembra abbastanza probabile, sappiamo già quale sarà l’unica e l’ultima strada possibile per la salvezza …
Eugenio Orso & Anatolio Anatoli
Fonte: http://pauperclass.myblog.it
Link: http:// http://pauperclass.myblog.it/archive/2013/03/18/operazione-spacca-movimento-eugenio-orso-anatolio-anatoli.html
18.03.2013
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Egregio Carlo Bertani, lei ammette di aver votato M5S (immagino "per dare una spallata al sistema" come dicono molti) e poi si sorprende accorgendosi solo ora che è un movimento parafascista, senza nessun senso della democrazia, pieno di sprovveduti ed incapaci, in mano ad un milionario sbraitante e ad un'agenzia di marketing.
Mi vien voglia di dire: Chi è causa del suo mal, pianga se stesso..
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Non mi piacciono questi toni di sufficienza e non leggo fino in fondo l’articolo. Se avessi dovuto votare il Movimento, sperando che poi si sarebbe alleato non con il PD (come si aspettava Bertani), ma con ilo PDL (da dove provengo), allora me ne sarei stato nel PDL e/o non avrei votato nessuno... La strategia del NESSUNA ALLEANZA mi sembra lungimirante ed innotaviva: se gli italiani volevano degli inciuci, ne hanno avuti in abbondanza e di tutte le salse dal dopoguerra ad oggi... Il risultato lo si vede ed è davanti agli occhi anche di Bertani.
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Basterebbe fare la votazione palese, cosa sono questi segreti??? Devono rendere conto delle loro scelte, non tirare il sasso e nascondere la mano! Questo deve valere per chiunque lavora per la pubblica amministrazione! Nessun segreto!
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Bene, prendiamo atto che Bertani ha votato il M5S per costringere Bersani ad attuare qualche punto del programma di Grillo. Io, e comincio a pentirmene amaramente, ho votato il M5S perchè non volevo vedere il faccione di Bersani a palazzo Chigi. Il programma elettorale, caro Bertani, votato da più di 8 milioni di persone, diceva chiaramente NESSUNA ALLEANZA con il PD. Questi voti a Grasso sono un tradimento verso il programma elettorale. Buona a sapersi per la prossima volta, chiaramente il M5S il mio voto se lo sogna la prossima volta, a meno che i traditori vengano espulsi senza indugio.Caso contrario con me il M5S ha chiuso.
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"I pasdaran di Grillo affermano che non si deve far nulla, che il frutto cadrà da solo dall’albero..."---- a dir il vero il "frutto" cadrà a forza di tasse, fallimenti, confische, disoccupazione etc., in pratica i risultati dell'agenda Monti (o che dir si voglia), fa bene il M5S a starne fuori, quelli del M5S che sono in Parlamento o in Senato non sono, spero, ricattabili non resta solo che provare a comprarli (scutismo:-), questo comunque è una cosa personale del singolo deputato o senatore che qualora tradisse, quanto preventivamente accettato, va espulso semplicemente. ---- Io personalmente sono contento di come vanno le cose, diversamente dalla Grecia i burattini della politica hanno paura di fare strage dei loro conpatriotii, perdere il posto in politica può costare caro, qualche ex politico "impresentabile" è già in galera... dicono che l'Italia è "ingovernabile", no è "industruttibile" :-)
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Condivido abbastanza.
L'ho scritto qui Benvenuto nella tua desertica nuova realtà [vocialvento.com]
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Personalmente credo che il M5S poteva appoggiare il PD con dei patti stabiliti prima, assicurando ai cittadini alcuni dei 20 punti di Grillo. Così non è andata.
Per quanto riguarda la votazione al Senato il discorso è un altro. Lei secondo me a centrato il punto quando usa il termine interpretare, perché e li che si nasconde qualcosa.
Avere delle regole non è sinonimo di dittatura, anche la nostra Costituzione che è l'atto statale avente forza di legge, può essere cambiata con le sue regole.
La decisione all'assemblea coordinata da Crimi, doveva essere chiara e inequivocabile, non interpretata, affinché ogni Senatore coraggioso poteva esprimere il suo dissenso in quel preciso momento, senza dare la percezione del tradimento.Una cosa sul reddito di cittadinanza. Considerato che il nostro Paese non ha mai fino ad ora usato questo nobile strumento, considerato il momento particolare dal punto di vista economico, io lo chiamerei reddito di supporto, per fare un esempio una famiglia di 4 persone deve avere un reddito mensile di 1200 euro al mese, se ne produce di meno lo Stato ha il dovere di integrare quella somma. Una cosa così, con buona volontà, si può mettere in moto nei primi ordini del giorno del nostro parlamento.
Basti pensare che il nostro walfere costa dai 100 ai 110 miliardi l'anno.
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Se voleva il Pd al governo, perchè non ha votato direttamente Pd? Non bastava SEL a spronare Bersani da sinistra? Ma quello non si smuoverebbe neanche con l'appoggio esterno delle Brigate Rosse!
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Ma che dice Bertani? Hanno fatto una libera, democarticissima votazione in cui il gruppo parlamentare ha deciso di votare scheda bianca. Al momento del voto (segreto), alcuni parlamentari (franchi tiratori) del gruppo hanno votato Grasso sbattendosene della precedente votazione. Come dei democristiani qualunque. Devono dimettersi, essere espulsi e sputtanati. Democraticamente.
Non c'è altro da dire e da discutere. Che c'entrano Grillo e Casaleggio?
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radisol 19 marzo 2013
Non ho mai sposato i grillini, anche se ammetto di averli strumentalmente votati e solo al Senato, alla Camera avevo preferito Rivoluzione Civile ...
E quello che non mi ha mai convinto dei grillini non sono le panzane scalfariane su presunti appoggi Usa e/o di Goldmann Sach ( da che pulpito poi ...notoriamente nel giro di De Benedetti sono tutti antiamerikani ... ) ma proprio il loro atteggiamento integralisticamente "legalitario" ... atteggiamento che realisticamente, ultra-enfatizzato in terra sicula per comprensibili motivi, è all'origine di quei pochi voti andati a Grasso ...
Una volta detto questo, mi sembra che comunque l'ingovernabilità rimane totale ... e quindi non vedo motivo perchè chi ha votato Grillo dovrebbe oggi sentirsi "tradito" o cose simili ....
O mi volete venire a raccontare che, con l'elezione di Grasso al Senato, l'Italia è oggi stabile e/o governabile ?
Senza offesa, ma mi sembra che la situazione, proprio grazie al risultato elettorale dei grillini, sia così tanto contraddittoria e poco leggibile con lenti tradizionali ... per cui ognuno aspetta ( ed enfatizza) qualunque tipo di "segnale", anche solo momentaneo ed improbabile, per cercare di dare corpo ai propri predeterminati convincimenti ...
Mentre invece, nel bene ed anche nel male, niente sarà più come prima ... e per fortuna ...
O avete nostalgia per il falso bipolarismo Pd - PdL ?