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QUANDO LE GUARDIE SONO I LADRI

di John Kaminski

La messa in scena degli attentati diffonde il terrore, mentre i veri colpevoli continuano ad arricchirsi

Per quanto ancora permetteremo a questa perversa assurdità di continuare? Incidenti imbarazzanti in continuazione, la denuncia di abusi di potere, o la rivelazione di qualche inquietante copertura, e i poteri che inscenano un attacco terroristico (colpendo nel mucchio e sacrificando un numero casuale di vite innocenti) per poter dare la colpa a un nemico di fantasia, e avere il pretesto di appesantire l’immorale oppressione sulla gente comune.

E’ notevole che i presunti colpevoli non vengano mai catturati (e spesso, come è successo per l’11 settembre, nemmeno identificati con certezza), oppure, se vengono presi, si rivelano uomini di paglia riprogrammati come John Hinckley o Thimothy Mc Veigh, tutti e due (come è sempre successo con lo stereotipo del sicario identificato, catturato e quindi eliminato, sin dai tempi dell’assassinio di JFK) manifestamente incapaci di portare a termine senza un valido aiuto i diabolici piani di cui erano magniloquentemente accusati.

Gli attentati di Londra mi ricordano quelli di Madrid, Istanbul e Bali. Nessun colpevole catturato. Si addossa la responsabilità ai soliti arabi assetati di sangue. E gli innocenti ne pagano le conseguenze. Quando ci decideremo a ricomporre il quadro e capire che la minaccia terroristica globale di cui straparla una stampa di regime totalmente corrotta, non è altro che un caos preordinato, progettato per rafforzare il potere rapace dei super-ricchi, che tutti questi assurdi omicidi sono soltanto un secondario sacrificio statistico nei piani finanziari dei titani capitalistici che controllano gran parte del mondo, e bramano quel che resta? Ci renderemo mai conto della vera natura di questo orribile gioco? Non ce n’è mancata l’occasione, nel corso di perlomeno mezzo secolo. Ma ogni volta l’abbiamo sprecata. Ogni volta siamo stati incapaci di ostacolare la diabolica ascesa del totalitarismo corporativo. E come risultato diretto, ogni mossa di calcolato terrore è stata peggiore della precedente.

Certo, sono in molti a vedere questo gioco insano per quello che è, ma non sono loro ad avere il potere. Il fatto che nemmeno un membro del governo rappresentativo degli Stati Uniti abbia avuto il coraggio almeno di riconoscere i gravi dubbi sulle stragi di stato dell’11 settembre a New York o del 19 aprile a Oklahoma City, resta un’eterna vergogna del popolo americano. E sì, certo, qualche liberal-chic ha saggiato col piedino la temperatura dell’acqua, lasciandosi sfuggire, in un bisbiglio udibile a malapena, che magari la guerra in Iraq (sicuramente la più crudele e irresponsabile iniziativa mai presa dal governo statunitense, in una pur lunga e disgraziata serie di azioni sconsiderate basate su evidenti menzogne) non è proprio il massimo dei massimi, ma anche questi timorosi aspiranti patrioti non hanno ricevuto il minimo sostegno da un’industria mediatica coi paraocchi. E allora la gente ha paura di esprimersi, per paura di perdere il lavoro, o adirittura la famiglia, o (in casi come quelli di Paul Wellstone[1] o Hunter S. Thompson [2]) la vita.

E’ questo che vorrei sapere, per quanto ancora ci faremo piccoli dalla paura, per quanto continueremo a far finta che i grandi giornali e le grandi tv degli Stati Uniti dicano la verità, mentre dovrebbe essere chiaro (oh, ma è solo la mia umile opinione) che, come fanno Presidente e Congresso, mentono praticamente su tutto? Ormai dovrebbe essere chiaro che se continuiamo così, saremo tolti di mezzo uno dopo l’altro. Ma chi avrà il fegato di restare dritto e dire: ehi, un momento! E’ il nostro stesso governo a farci tutto questo, agli ordini della gente influente che lo controlla. Come farebbe se no la Halliburton a ottenere contratti su contratti, coi giudici che guardano dall’altra parte se si solleva la questione? Come farebbero se no tutte quelle industrie farmaceutiche a ottenere dai senatori l’immunità dopo aver messo nei loro farmaci veleni che riducono in stato vegetativo milioni di bambini? Per quanto ancora tollereremo quest’impressionante livello di corruzione?

Di certo dobbiamo renderci conto che questi comportamenti hanno già distrutto tutto quello a cui tenevamo. Per capirci: non è che tutti segretamente nutrono il desiderio di trasformarsi in Kenneth Lay, frodare la collettività per centinaia di milioni di dolari e poi farla franca per via dei contributi versati al Comitato Nazionale Repubblicano? E’ questo il nuovo Sogno Americano? E’ a cose del genere che pensavo su un treno per New York, qualche giorno fa, mentre scrutavo il magnifico profilo di questa città, ovviamente mutilato per sempre di quelle due alte torri squadrate una volta simbolo della potenza del’America. Nella mia mente sono ancora lì, torri fantasma tra le ombre della memoria, che esalano orribili ricordi di fumo e polvere e minuscole figure che continuano eternamente a precipitare nello spietato abisso del tempo. E pensavo al perché non ci fossero più, quelle due torri slanciate, e ricordavo alcune delle cose che ho detto al riguardo nei tre anni passati, e forse pensavo a come continuare a parlarne, mentre il treno sferragliava sulle rotaie verso Secaucus.

Tra l’altro ho affermato che l’intero Congresso, insieme a migliaia di persone che lavorano per il governo federale, dovrebbero essere incriminati per complicità in strage e tradimento, per aver favorito tutte le cose orrende che il governo americano ha fatto al resto del mondo (per non menzionare la sua stessa popolazione) negli ultimi anni, e a questo pensavo. Sono stato uno di quelli che sostengono l’inutilità del voto, vista la corruzione raggiunta dal processo politico, e ho insistito sul fatto che per riparare i guasti dell’America e del mondo prima tutto questo sistema corrotto deve crollare. Mandate tutti gli eletti al Congresso a Guantanamo, e lasciate tornare tutti quegli arabi e afgani innocenti alle famiglie a cui appartengono!

Ma poi ho pensato a come davvero funziona il sistema, persone che si affidano al proprio governo per l’assegno di invalidità che li farà respirare e mangiare per un altro giorno ancora; milioni di impiegati pubblici di ogni livello che mantengono la famiglia col loro stipendio, preoccupati del conto del dottore, e che cercano di mandare i figli al college; e milioni di altri che sopravviverebbero solo pochi giorni a un collasso del sistema. Ed reccolo lì a fissarmi negli occhi, proprio dove sorgeva lo spettro delle due torri. Il sistema che ha reso l’esistenza di tanta gente (me compreso) così gradevole, godibile, vitale, era lo stesso sistema che ha fabbricato (con l’aiuto dei servizi israeliani, dei banchieri inglesi e dei Fratelli Musulmani) l’idea di al-Qaeda come organizzazione terroristica, e che con l’assistenza di Mossad, MI-5 e CIA, va piazzando bombe in tutto il mondo, dando la colpa ad arabi di fantasia, così che tristi mutilati prendano l’autobus nel Queens, e che agli unti angoli di Manhattan i giornalai possano vendere il venefico (e fomentatore di crimini razziali) New York Post, per mantenere così la famiglia e avere un po’ di felicità nella loro piccola vita, in realtà non molto diversa dalla mia. E ho pensato, visto che ne avevo il tempo, a che razza di patto contorto sia questo. Dobbiamo per forza ucciderne così tanti, mentire così tanto, per ottenere in cambio tanto poco, anche se quel poco ci è così necessario?

Poi sono tornato con la mente al treno affollato dai miei simili, pensando a quanto fossi fortunato a ritrovarmi in questo tempo e spazio, in salute e felice (anche se un po’ troppo critico e introspettivo). Più tardi avrei pensato che a questo mondo ognuno di noi è solo, e se non insistiamo a essere sinceri e a non uccidere quelli che non dovremmo uccidere, forse che cascherà il mondo per questo? In altre parole, tutte queste terribili uccisioni sono necessarie per permettere a noi americani di condurre la prospera esistenza cui siamo abituati? E se sono necessarie, se la visione del mondo di George W. Bush è giusta, è un mondo di cui vorrei far parte? Non credo.

Eppure, essendo talvolta un incosciente americano, anch’io prendo la mia fetta, riscuoto il dividendo del (relativo) benessere e divertimento che l’America mi permette, e che chiunque nel mondo continua a desiderare. In questo senso, perciò, ho la mia parte di responsabilità per le ferite che la macchina da guerra americana arreca al mondo. Se fossi costretto a farne una, quale sarebbe la mia scelta? Questa potenza continua far saltare in aria innocenti per rendere l’America un posto dolce e gradevole in cui vivere. Un posto del genere potrebbe esistere senza massacri? Senza menzogne? Il diletto che ci danno il Super Bowl e lo Xanax dipendono direttamente dall’assassinio di gente di colore che per caso si è ritrovata seduta sul petrolio che vogliamo? E’ per questo che la maggior parte di noi non dice niente su quello che il nostro governo fa a civili innocenti, perché in fondo la nostra natura è la stessa di George W. Bush e Dick Cheney, e quindi possiamo distogliere lo sguardo quando bisogna eliminare qualcuno per rifornirci di beni materiali? Se siamo persone del genere non dovremmo preoccuparci dell’11 settembre, del fatto che il nostro governo abbia ucciso tremila nostri concittadini, né di un po’ di gente fatta saltare a Londra, perché era necessario che fosse fatto, per permetterci di ascoltare in pace i nostri iPod.

Ma se non siamo questo tipo di persona, non è forse ora che ci rendiamo conto che il massacro dell’11 settembre (come gli attentati di Londra) è qualcosa che ci colpirà inevitabilmente, perché abbiamo tollerato la violenza in nome del profitto per più di 200 anni, un profitto che è stato in gran parte anche nostro. Credete davvero che la nostra vita passerà senza che dobbiamo pagare per quello che abbiamo fatto al resto del mondo?

Tu che in questo momento mi stai leggendo, fa finta, solo per amor di discussione, di essere un americano.

Quale ti sembrerebbe il giusto prezzo da pagare per quello che hai fatto al mondo? E visto che le guardie sono i ladri, a chi chiederai aiuto quando un bel giorno la bomba che l’elite al potere ha deciso di piazzare per convincere il pubblico che il nemico è alle porte, quando quella bomba ticchetterà sul TUO autobus?

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di DOMENICO D’AMICO

note del traduttore:

(1) Senatore Democratico, molto impegnato per l’ambiente e i diritti civili, si oppose a entrambe le guerre contro l’Iraq. E’ morto in un incidente aereo nel 2002.

(2) E’ il sardonico autore (tra gli altri) di “Paura e Delirio a Las Vegas”, morto suicida il 20 febbraio di quest’anno.

Pubblicato da Truman