QUANDO C'E' LA SALUTE C'E' TUTTO...

QUANDO C'E' LA SALUTE C'E' TUTTO...

DI ALBERTO BAGNAI

goofynomics

(Non vi sarà sfuggito, vero? L'hidalgo de la Sierra, proprio lui, il valvassino poco a suo agio con l' aritmetica e con la dinamica del debito, ha avanzato ieri l'idea che il servizio sanitario nazionale potrebbe non essere sostenibile, e che, caso strano, potrebbero occorrere capitali privati, e in particolare, indovinate un po'... investimenti esteri, da generare attraverso investimenti in ricerca.

Un discorso sconclusionato del quale si capiva benissimo dove volesse andare a parare, tant'è che perfino la 'zdora, nel solito macabro giochino delle parti, si è adontata: "Io sul tema di tenere un sistema universalistico nella sanità non mollo"... Ecco, brava, non mollare... Soprattutto, che la manica rimboccata non cali, non sia mai! La tua immagine di leader pragmatico ne riceverebbe un colpo immedicabile. E del resto, fra un po' ti toccherà far la spesa con la carriola, utensile che, notoriamente, mal si sposa coi gemelli da polso...

Segue naturalmente smentita di Balduzzi: "Abbiamo scherzato".



Due considerazioni.



La prima è che, come ho cercato di far capire a "L'Ultima Parola" - ma forse sono stato poco efficace - questo tipo di gaffes, come quelle della Fornero, non sono manifestazione di spocchia o ingenuità comunicative, oh no no no, tutt'altro, tutt'altrissimo! Sono invece ben precise, scientifiche, strategie comunicative mirate. Si comincia a far entrare nella testa della gente l'idea che si vuole far attecchire, col principio della vaccinazione. C'è la prima dose, che magari fa venire una piccola reazione allergica - la 'zdora si adonta - poi ce ne sarà una seconda, una terza, magari aiutate da un piccolo innalzamento dello spread... E la pillola va giù... ma a pagamento!



La seconda è che questo è l'ennesimo quod erat demonstrandum. Il valvassino vuole vendere il nostro paese pezzo per pezzo. E la sanità privatizzata offre ghiotte opportunità per i capitali esteri. Lui dice che sarebbero attirati, questi capitali, dalle nostre politiche di ricerca e di sviluppo - sottinteso: se faremo i bravi, se faremo le politiche giuste, saremo premiati... dalla vendita delle nostre aziende! Andate a dire a un imprenditore che se fa un brevetto deve vendere la sua azienda! Geniale, nemmeno il pezzo di Totò davanti alla fontana di Trevi raggiunge questa comicità. Il problema è un altro. Il problema è che all'estero la nostra sanità pubblica interessa perché molta ricerca, noi, l'abbiamo già fatta, e il nostro sistema non è così disastrato e insostenibile come il Governo vuole far credere. Anzi. Ci sono note eccellenze mondiali, strutture che funzionano, e che possono, se privatizzate, fare bei profitti, da rimpatriare all'estero aggravando la voce "redditi netti" delle partite correnti.



Siccome qualcuno che non ci crede in giro si trova, qualcuno che pensa che la nostra sanità sia da tagliare, da amputare in toto, per consentirvi una valutazione spassionata ed informata riposto qui un utilissimo lavoro di Stefania Gabriele. La ringrazio per avermi dato questa opportunità. Alcuni di voi lo conosceranno, perché è stato pubblicato in Oltre l'austerità. Ho pensato che un ripasso non fosse inutile. Enjoy irresponsibly!)

Stefania Gabriele - Politiche recessive e servizi universali: il caso della sanità


Alberto Bagnai

Fonte: http://goofynomics.blogspot.it

Link: http://goofynomics.blogspot.it/2012/11/quando-ce-la-salute-ce-tutto.html

28.11.2012

Commenti (34)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. pippo74 3 dicembre 2012

      Io invece credo che tu non abbia capito molto della posizione di Bagnai; tuttavia se sei interessato puoi leggere sul suo blog qual è lo scopo dell'attività divulgativa di Bagnai.

    1. BaronCorvo 1 dicembre 2012

      Quest è un'osservazione molto interessante ma di fatto il movimento ha bisogno di gente di un certo livello che funga da ounto di riferimento.Invece queste persone purtroppo se ne strafottono e cercano solo di svoltare ritagliandosi uno spazietto al sole. Proprio come fa, amio avviso, Bagnai. Vogliamo verificare fra qualche mese la posizione politica ATTIVA di Bagnai quale sarà? Io dico che non ci sarà...

    1. karson 29 novembre 2012

      Caro Ercole in parte sono d'accordo con quel che dici, infatti bisognerebbe cominciare a lottare.. ma noi Italiani siamo un popolo di cagasotto, finché avremo in tasca qualche euro per mettere qualcosa in tavola... nn lotteremo mai! siamo come Toto... armiamoci e partite! questa è la verità, mi ci metto pure io.. giusto perché nn voglio fare il figo che si tira fuori addossando la colpa agli altri... la gente va a fare la fila (e paga addirittura) per votare chi ci amministra da 30 anni ( chiudono gli occhi e la testa e fanno i loro giochini) con i risultati che abbiamo sotto gli occhi ora, penso che se cominciassimo ad essere onesti con noi stessi e ad ammettere che siamo dei coglioni e abbiamo quindi la classe politica che ci meritiamo.. forse sarebbe già un buon inizio.. ora io sono uno di quelli che ha deciso di andare a votare per il m5s, ma nn perché penso realmente che loro (anche se io lo spero) siano più bravi e onesti di questi, ma perché mi sembra l'unica via (anche perché io x ora la lotta la vedo lontana a venire) quantomeno per mandarne via un bel pò! è da fessi nn cogliere questa occasione secondo me, perché in ogni caso chiunque prenderà il loro posto.. nn potra mai essere peggio di questi! poi può darsi che mi sbaglio, allora mi mangerò le dita..

    1. nigel 29 novembre 2012

      Credo che il termine economia identifichi l'insieme degli scambi tra gli esseri umani. Questi scambi di beni e di servizi, che chiamiamo economia, ha sinora obbedito a leggi logiche, si e' basata su scambi di beni reali ed e' stata regolamentata dalla politica. Ora non più, la finanza e' in buona parte virtuale ed e' totalmente priva di regole, con l'eccezione del profitto. Forse e' una risposta idiota...

    1. Ercole 29 novembre 2012

      direi piuttosto involuzione , l,evoluzione del socialismo dall,utopia alla scienze e gia stata scritta, si tratta di metterla in pratica ....libera la mente dalle illusioni profetiche e salvifiche dei movimenti interclassisti ...e un copione gia visto, trito e ritrito....

    1. nigel 29 novembre 2012

      L'economia governa il mondo, compito della politica e' quello di stabilire le regole cne ne frenino gli eccessi. In una società le regole nascono per i deboli, per evitare che questi possano essere sistematicamente sopraffatti dai forti, pena il crollo della societa' stessa. Credo che Il liberismo selvaggio abbia nel suo DNA l'autodistruzione.

    1. nigel 29 novembre 2012

      L'economia governa il mondo, compito della politica e' quello di stabilire le regole cne ne frenino gli eccessi. In una società le regole nascono per i deboli, per evitare che questi possano essere sistematicamente sopraffatti dai forti, pena il crollo della societa' stessa. Credo che Il liberismo selvaggio abbia nel suo DNA l'autodistruzione.

    1. Kansimba 29 novembre 2012

      Vedi amico la stessa cosa si può dire dei cittadini o chi come noi pensa di saperla lunga. Tutte le nostre energie vengono risucchiate dalla "rete" dove noi gettiamo frustrazioni e speranze invece di adoperarci nella vita reale.
      Anche questo è un modo per tenere a bada il popolo non credi? Agli scemi la TV a quelli svegli internet!

    1. BaronCorvo 29 novembre 2012

      Si' si', tanto bravo Bagnai.

      Ma in concreto che fa? Politicamente cosa vuole combinare?

      Aspetta che si avverino le sue profezie e che lo vengano a chiamare? Se ne frega? Lavora nell'ombra?

      Non riesco a capire che valore abbia denunciare e denunciare senza diventare il centro (o il capo, come vi pare) di un nuovo movimento politico.


      NON E' SOLO BAGNAI, sono tutte le forze politiche e intellettuali in Italia a non capire, e se capiscono a fottersene o a vendersi al miglior offerente. Ma perche'?

    1. Aloisio 29 novembre 2012

      ce ne fossero un po' di più di gente come Bagnai, non saremmo "guidati" da questa feccia economica-giornalistica e politica.

    1. Kansimba 29 novembre 2012

      "Basta a salute e 'mpar de scarpe nove..."
      Svendita di Italia SPA atto secondo in corso. Dopo il primo glorioso degli anni 90 di Tangentopoli!

    1. nigel 29 novembre 2012

      Contrariamente a quanto credono alcuni lettori, il SSN non è nelle mani di privati nè soggetto all'influenza di questi ultimi, ma è gestito in modo non molto lodevole dai portaborse dei politici, che hanno colonizzato anche l'assistenza sanitaria. La carriera ospedaliera ed universitaria non nasce dal merito di questo o quel sanitario, ma dai legami politici che il medico stesso ha con il partito politico che è, a tutti gli effetti, proprietario della Struttura in cui lavora. Così, l'IMPOSSIBILE e l'INUTILE possono essere realizzati immediatamente, mentre ciò che è NECESSARIO e spesso INDISPENSABILE può essere accantonato o addirittura distrutto. Intorno ad una Struttura pubblica ruotano interessi enormi in termini di CLIENTELA (voto di scambio) e di PUBBLICO DENARO, non credo ci sia bisogno che ve lo dica io. In genere non sono i medici migliori, quelli dotati di progettualitò, inventiva, capacità scientifiche ed organizzative a fare carriera: il portaborse posizionato sulla sedia di Direttore, per eseguire gli ordini politici, vede in genere in loro dei pericolosi rompicoglioni. Molto, molto più rassicurante il medico-politico, quello meno dotato e meno preparato. Costui, applicando il precetto greco: "conosci te stesso" e ben sapendo quindi di non avere alcuna possibilità di competere con i migliori (e non avendone neppure, se è per questo, la voglia) invece di frequentare sale operatorie, terapie intensive, studiare e ricercare, preferisce passeggiare nei corridoi delle Segreterie politiche che contano, nei corridoi dove si decide TUTTO. Sono i medici propedeutici al Sistema, e sono quelli che divengono (non sempre, ma in genere) Direttori di Struttura (cioè Primari) o Capi-Dipartimento. I migliori però non vengono eliminati, vengono utilizzati come un'utile anomalia (e, a pensarci bene, SONO in questo Paese un'anomalia) sempre che si attengano al ruolo (purtroppo infantile) del medico che vuole fare il medico, sempre che si alienino, senza mai alzare la testa dall'aspetto tecnico (e MAI guardando all'aspetto scientifico-organizzativo) della medicina.
      A questi poveri, cari idioti, che hanno creduto in un'utopia, si deve il fatto che, nonostante tutto, la somma algebrica dei dati relativi all'assistenza sanitaria non sia sconfortante.
      Lo scopo del Sistema è invece quello di estorcere altro denaro, perchè sulla propria vita e su quella dei propri cari non si risparmia. Cosa può importare se molti, moltissimi non potranno sopportare costi aggiuntivi per vivere e quindi stipulare un'Assicurazione sanitaria? Così, questi "molti" infileranno la testa sotto la sabbia, pronti però, in caso di necessità, a svendere le poche cose risparmiate in una vita di lavoro, per poter ricorrere alle terapie necessarie. L'esternazione di intenti di Monti non è un errore, è a mio avviso un semplice test per valutare le reazioni della collettività, nonchè l'inizio di un'operazione mitridatizzante (e cioè far assumere una piccola dose del veleno ogni giorno, in modo che l'organismo non ci faccia più caso e sia pronto a tollerare, con disinvoltura, dosi ancora maggiori).
      CERCHIAMO DI STAR BENE...

    1. Giovina 29 novembre 2012

      Gia'. Qui sta il punto. Trovato il giusto mezzo......


      Buona giornata
    1. redme 29 novembre 2012

      non la vedo così, in realtà la sanità è uno dei feudi irrinunciabili della politica: i primari sono scelti sulla basa di spartizioni politiche/sindacali (ANAAO), i privati stessi (vaticano, angelucci, ecc.) blandiscono e minacciano i politici i quali mantengono saldo il potere: infatti stiamo assistendo ad un taglio delle convenzioni con cliniche private con relativi licenziamenti (sarebbe anche da investigare la vicenda Marrazzo in quest'ottica). Le corporations sanitarie ( aggiungerei Abbott) si affidano alla solita strategia della corruzione. Anche dal punto di vista commerciale è preferibile un committente pubblico piuttosto che lucrare denare da una piopolazione impoverita...del resto i ricchi la loro sanità già ce l'hanno. saluti.

    1. AlbertoConti 29 novembre 2012

      Per me l'economia è un mezzo, uno strumento dedicato ad uno scopo, al perseguimento di fini ben precisi. La difficoltà è nel scegliere i fini, non nello strumento in se. Se così non fosse lo strumento non diventerebbe fine a se stesso, come stiamo osservando accadere.

    1. Tanita 29 novembre 2012

      Davvero doloroso ti giuro assistere a questo film giá visto e vissuto con sofferenza, lotte, morti, feriti, avvenire adesso in Italia, l'altro paese al mondo che amo quasi quanto il mio. Faccio fatica a crederci, ti giuro. Che poi é tutto praticamente uguale, passo a passo, eccetto che il nostro era uno stronzo (pardon my french) traditore mentre il vostro é proprio uno dei soldati dell'esercito dell'INGSOC. Il nostro é sotto processo, il vostro mi sa' che non arriverete a rinviarlo a giudizio perché é troppo vecchio.
      Aironeblu, ho letto! Ti risponderó in breve.

    1. Giovina 29 novembre 2012

      Alberto.......la soluzione tutti la vedono in un giusto governo dell'economia. Ma che cos'e' l'economia? Questa e' una domanda veramente molto difficile. La risposta lo e' ancor di piu'.

    1. Giovina 29 novembre 2012

      p.s. e ce n'e' ben donde! Il primo sta basando le primarie sulla eliminazione dei contanti , tra altre amenita', e il secondo sulla statalizzazione immediata dell'Ilva........
      Al primo risponderei che la mia carta di credito obbligatoria la andro' a infilare nella sua boccaccia digitando il codice infilando le dita nei suoi occhi..al secondo consiglierei piuttosto di statalizzare il suo cervello bacato e una camicia di forza, non e' giusto che possa disperdersi tanta genuinita' e onesta' intellettuale.

    1. Giovina 29 novembre 2012

      Ecco!

    1. haward 29 novembre 2012

      Da tempo, in realtà, è in atto la privatizzazione del settore sanitario in Italia anche se in modo strisciante. I capi dei dipartimenti ed i primari sono accuratamente selezionati in base alla loro acquiescenza a tutte le imposizioni che vengono dalle amministrazioni pubbliche (ministero,regioni, asl) sulla scorta dei desiderata dei grandi gruppi multinazionali del farmaco e della tecnologia (Siemens, Philiphs, etc.). Tutta la politica in campo sanitario è, quindi, già decisa da molti anni dai "privati", cioè dai soliti stramaledetti noti dell'elite finanziaria. Ora, come era largamente prevedibile da chiunque non fosse cieco e sordo al 100%, è arrivato il momento della svendita che, però, sarà preceduta dalla fase, già in atto da un bel pò, del ridimensionamento drastico perchè i compratori vogliono un "prodotto" molto più "asciutto" e meno "pletorico". Da qui i tagli, continui ed implacabili, a cui sono sottoposte le strutture sanitarie pubbliche.

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