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QUANDO AL QAEDA E’ NOSTRA ALLEATA

DI GIULIETTO CHIESA
Il Fatto Quotidiano

Se scoppiava una bomba terrorista in una capitale occidentale era sicuramente Al Qaeda. Se la rivendicava Al Qaeda ci credevamo subito. Se non la rivendicava nessuno, allora era sicuramente Al Qaeda, perché non poteva essere altrimenti. Era come in “1984” di Orwell: qualunque cosa di gramo accadesse era colpa del nemico. E, poiché il nemico era Al Qaeda, non potevano esserci dubbi. E cominciava la geremiade di turno: come sono cattivi gli islamici, come sono feroci, come sono fanatici. Eccetera.Poi succede – sempre più spesso dopo la guerra di Libia – che Al Qaeda si mette contro i dittatori che devono essere abbattuti in nome della democrazia e dei diritti umani violati. Infatti, qualcuno se lo è dimenticato, ma Al Qaeda è nata appunto per difendere gli afghani contro gli invasori sovietici. Dunque prosegue, dopo la nera parentesi dell’11 settembre 2001, il ruolo umanitario di Al Qaeda.

Così Al Qaeda è dentro il Governo provvisorio di Libia, in attesa di guidare la nuova Libia democratica. E dunque i suoi rappresentanti girano in Europa a stringere mani e a firmare contratti petroliferi, con i quali s’impegnano a risarcire i paesi occidentali che svolgono e svolgeranno opera di aiuto umanitario ai nuovi poveri libici.

Infine scoppiano bombe terroristiche a Damasco di Siria e fanno decine di morti. “Sono i kamikaze di Al Qaeda”, gridano le fonti ufficiali di Assad. Ma Assad è un dittatore che deve essere abbattuto. Dunque i nostri bravi inviati speciali a Gerusalemme si trasformano per un attimo in complottisti di complemento. E  sollevano dei dubbi (sì, anche i nostri bravi inviati speciali qualche volta si fanno venire dei dubbi, per quanto strano possa apparire). In questo caso – dicono – non è probabile che sia Al Qaeda. Più probabile si tratti di un complotto ordito da Assad.

Ovvio il perché: per fare la vittima, facendo credere che c’è la mano di Al Qaeda. Non bisogna dunque credergli.

Insomma: una grande confusione regna sotto il cielo. Al Qaeda, come nemico, non vale più un granché. E’ giunto il momento di costruirne un altro. Suggerisco l’Iran, anche se il mio suggerimento arriva tardi. Già ci hanno pensato.

Giulietto Chiesa
Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/26/quando-qaeda-nostra-alleata/180000/

26.12.2011

Pubblicato da Davide

  • Eshin

    US District Court Rules Iran Behind 9/11 Attacks

    Brunei News, Brunei Headlines from Brunei fm
    A federal district court in Manhattan yesterday entered a historic ruling that reveals new facts about Iran’s support of al Qaeda in the 9/11 attacks. …
    US blaming Iran for 9/11, unbelievable‎ Press TV
    Judge: Iran, Taliban, al Qaeda liable for 9/11‎ CBS News
    US judge rules Iran responsible for 9/11‎ …… e già.. già ci stannno pensando.

  • eresiarca

    Tra questi professionisti del “dubbio”, si segnala, oltre al solito Pagliara, anche il corrispondente dell’Ansa…

  • geopardy

    Il mito di Al Qaeda ha dato il suo contributo a deprimere le nostre economie, quindi, ora può essere tranquillamente sdoganata.

    Al Qaeda ha dato il suo contributo nell’accelerare la fine di ogni parvenza di democrazia, quindi può essere tranquillamente a capo di uno stato, senza che i “nostri” si scandalizzino.

    Al Qaeda sta portando il “verbo” ovunque a “loro” faccia comodo, quindi, la pagliacciata dell’uccisione di Bin Laden (morto anni prima e chissà dove) è servita anch’essa per dar loro dignità di guerrieri per la democrazia, anzi, era il segnale che i suoi presunti adepti attendevano per la grande scorpacciata.

    Le rivoluzioni a sfondo islamico hanno reso obsoleta Al Qaeda come centro di terrore, perchè sarebbe stato un marchio troppo pesante, a fronte di qualsiasi tentativo di accordo con le leadership che si stanno profilando nei paesi islamici.

    Ciao

    Geo

  • cris79

    è la nostra ipocrisia tutta occidentale di plasmare la verità alla nostra convenienza

  • geopardy

    Come volevasi dinostrare nel mio commento precedente.

    Usa: FBI rimuove Mullah Omar da lista terroristi

    Usa: FBI rimuove Mullah Omar da lista terroristi
    ISLAMABAD – Il Mullah Omar non e’ piu’ nella lista dei terroristi piu’ ricercati dall’Fbi americano. Il nome del capo dei talebani afghani non e’ piu’ sulla lista dei ‘most wanted’ pubblicata dall’agenzia federale sul suo sito. Lo ha riferito l’emittente Geo Tv basandosi su quanto appreso proprio dal sito web ufficiale del Bureau. L’iniziativa ha colto di sorpresa gli osservatori ma è sembrata confermare l’intensa fase diplomatica di cui gli Stati Uniti sono stati protagonisti nelle ultime settimane, con le notizie anche di contatti segreti per l’apertura di un ufficio di rappresentanza dei talebani in Qatar. La mossa, di cui sono stati promotori Usa e Germania insieme al Qatar, non era però piaciuta al presidente afghano Karzai che esige di essere coinvolto direttamente in qualsiasi iniziativa volta a far uscire dallo stallo la crisi afghana.
    Una settimana fa fonti ufficiali a Washington avevano indicato la volontà statunitense di far uscire alcuni detenuti afghani attualmente nel carcere di Guantanamo. Nessuno sa esattamente dove si trovi il Mullah Omar, che al principio delle operazioni anti-talebane dell’autunno 2001 fu ripetutamente segnalato in fuga in motocicletta fra montagne e deserti mediorientali, anche se gli esperti hanno per ora mostrato di credere con una certa vaghezza che risieda in qualche parte del Pakistan. Un particolare, questo, respinto seccamente dai portavoce dei talebani secondo cui la loro guida «è in Afghanistan». Per gli agenti segreti di Kabul il leader politico-religioso sarebbe invece addirittura morto.

    Irib