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QUAL'E' L'ORIGINE DEL MALE ?

DI DOUGLAS HERMAN
Signs of the Times

“Migliaia di persone colpiscono i rami del male, uno solo colpisce alla radice”.
Thoreau

Stabilitosi vicino al lago Walden, Henry David Thoreau condusse in epoca pre-industriale un’invidiabile vita pastorale. Henry che viveva nei boschi accanto al lago Walden, grande 60 acri, ad un miglio di distanza dal villaggio di Concord, Massachusetts, aveva tempo sufficiente per trattare esaurientemente il tema del bene e del male.

Era il 1845. In America era diffusa la schiavitù. Non era ancora scoppiata la Guerra messicana ma sarebbe accaduto di lì a poco. La guerra tra gli Stati americani (definita per una sconosciuta ragione, civile) sarebbe esplosa circa 15 anni più tardi, ma la questione mandò in fibrillazione diverse persone. Gran parte delle tribù native “Indiane” ad occidente del fiume Missouri, non erano state ancora allontanate. La riflessione sul bene e sul male e molti altri temi attirarono l’attenzione di Thoreau. Come Tolstoy, cinquant’anni dopo, Thoreau si soffermò sulla questione del bene e del male e come molti altri, cercò di fornire, in una società cosiddetta civilizzata, una definizione più precisa del termine.Quel che scoprì è quello che scopre gran parte della gente. A nessuno interessa granché informarsi sul bene e sul male, molti hanno altro da fare. In qualunque parte del mondo occidentale andiate, troverete la maggioranza delle persone interessate semplicemente a lavorare e rilassarsi, l’obiettivo di molte civiltà, come ha detto mio fratello minore, è “guadagnare uno stipendio e rilassarsi”. L’unica origine del male che stia a cuore di molti uomini si trova tra le loro gambe.

Bene? Male? Chi può definire questi termini? I sette peccati capitali riescono a includere tutto il male? Come giudicare una serie di guerre patriottiche basate su delle bugie? E’ bene per qualcuno e male per altri? Molte persone delegano ai loro rappresentanti o televangelisti o ospiti di talk-show definire cosa sia il bene o il male “Quello che è nocivo per te non lo è per un altro… Questa è l’assioma a cui si riferiscono. Non importa a quale etica si ispirino questi televangelisti e i rappresentati politici, più occupati a rappresentare se stessi, interessa invece come essi approvino soddisfatti queste guerre.

“Non fare ad altri quello che non vorresti fosse fatto a te… Questa è la legge”, come insegnò 2000 anni fa il rabbino ebreo Hillel. Ma quanti leaders israeliani, in politica nazionale o estera, si attengono a questi precetti? Quanti leaders cosiddetti cristiani hanno presente il Discorso della montagna? Nessuno in Congresso a quanto io sappia, ad eccezione di Ron Paul. Altrimenti dove sarebbero tutti quegli ipocriti che hanno votato a favore della Guerra in Iraq?

Centosessant’anni fa, Henry Thoreau si oppose alla guerra patriottica dei suoi tempi, la guerra al Messico. Rifiutò di finanziarla attraverso il pagamento delle imposte e finì in prigione. (vedere i Movimenti di Massa: Henry David Thoreau trascorre la notte in prigione) Chi lo farebbe oggi? Forse una persona su cento, una su mille?
Può una persona protestare contro il male?

Diversi anni fa, ho alzato il mio grasso deretano per protestare contro la guerra. Trascorsi i sabati e le domeniche precedenti alla guerra all’angolo di una strada trafficata a Coral Springs, Florida con un cartello che diceva “La guerra vale 200 miliardi di dollari, la pace non ha prezzo”. Nessuno si unì alla mia protesta. Alcune persone mi mostrarono il dito medio. Altre strombazzarono e fecero un saluto, uno o due mi fermarono per sapere cosa diavolo facessi lì.

Cosa potevo raccontar loro? Quale obiettivo vuole raggiungere un dimostrante? Opporsi al male? Non facciamo ridere. Due settimane prima della guerra, i tamburi di guerra rullavano sempre più forte, solo uno stupido avrebbe predetto che i politici americani con l’aiuto dei media sarebbero stati in grado di raggiungere un accordo pacifico. Così mi ritrovai lì, pieno di dubbi, desideroso di ricevere il mio compenso e rilassarmi e consapevole al tempo stesso del mio futile gesto. Intenzionato a colpire la radice del male. Difficilmente ci sarei riuscito tutt’al più sarei riuscito a scalfire…i rami del male.

Thoreau difese l’abolizionista John Brown per aver attaccato e occupato l’arsenale Harpers Ferry, nel West Virginia. Per i suoi sforzi, Brown e i suoi seguaci o eroi, furono impiccati. Cosa ottenne Brown? Era andato a colpire le radici del male? Lo fece Thoreau? Nel raid all’arsenale gran parte degli insorti rimasero uccisi. Cosa ottenne Brown se non agitare di più gli animi e contribuire a condurre la Confederazione verso la Guerra di Secessione con i suoi mezzo milioni di caduti? Indubbiamente armarsi contro il male potrebbe a sua volta far aumentare di più il male. Ricordiamoci delle rappresaglie nucleari o delle disinvolte distruzioni reciproche di alcuni governi.

Le radici e i rami del male.

Come fa una persona a individuare il cosiddetto bene e male estremo? Quando affermo che la data dell’11 settembre sia l’origine del male, della guerra imperialistica in medioriente, sostengo che una cospirazione del male ha contribuito alla creazione, da parte di uno stato, di un falso evento patriottico. E’ da far risalire all’11 settembre l’origine del male? O è solo un ramo dell’albero del male? La cospirazione dell’11 settembre potrebbe far parte di un ramo più grande che continuo a scalfire.

Tolstoy (un ammiratore di Thoreau) trascorse gli ultimi anni della sua vita a scrivere brevi storie e saggi morali: “Allora cosa dobbiamo fare?” “Gli uomini di quali espedienti devono vivere?” “Di quanta terra ha bisogno un uomo?” Nei suoi libri di saggistica Tolstoy si occupò di definire il bene ed il male, il dovere morale dell’uomo, la mancanza di vitalità della società

Come c’era da aspettarsi, Tolstoy stabilì che il male affligge gli esseri umani da quando alcuni uomini presero il comando e altri lasciarono fare. Egli scrisse: “Il governo è un’associazione di uomini che fanno violenza a tutti noi… In tutta la storia non c’è guerra che non sia stata tramata dai governi, i governi da soli, indipendenti dagli interessi delle persone, è a costoro che la guerra risulta nociva anche quando si vince.
É lo stato guerrafondaio all’origine del male, o la volontà della società di arrendersi a ciò? O gli esseri umani sono predisposti al male? Il mio amico Bill, un ex poliziotto di Filadelfia crede che gli essere umani posseggano un DNA danneggiato e si comportino di conseguenza. Non si tratta certamente di una prova da presentare di fronte a una corte di giustizia ma schiacciante è la prova della fallibilità umana.

“Ci sono due ragioni fondamentali per le quali le persone commettono dei reati”, scrisse Fred E. Foldvary, ne “L’origine del Male”. “Alcune persone sono semplicemente amorali. Prive di compassione e convinte di non essere amorali. Per loro le vittime sono come dei conigli. Sono dell’avviso che se qualcuno è debole o stupido abbastanza da diventare una vittima, non merita altro…Ma gran parte del male è commesso da gente convinta di fare del bene”.

Facciamo presto o il male verrà commesso da persone troppo pigre o programmate a non riflettere sulle loro azioni.

Come molte persone, continuerò a percuotere i rami del male e raccontare a me stesso quanto sia bene farlo. Dopotutto, colpire alla radice potrebbe voler significare farmi coinvolgere nella questione ed acquisire i giusti mezzi investigativi. Chi vuole farlo? La cosa più importante, comunque, è continuare a colpire avendo la saggezza e l’abilità di riconoscere a prima vista la radice del male e non scambiarla con la caduta di una foglia.

Douglas Herman
Fonte: www.signs-of-the-times.org
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03.01.2007

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di A.G.

Pubblicato da Davide

  • chomsky5

    “Indubbiamente armarsi contro il male potrebbe a sua volta far aumentare di più il male.”

    Ben detto.
    Solo che bisogna dare l’esatto valore al verbo.
    Armarsi?
    In senso proprio o figurato?
    Se si ha l’ambizione di appartenere al genere umano è il senso figurato che deve essere preso come un assoluto.
    L’articolo illustra bene questo assioma.
    L’autore “arm himself with information” e fa quel che può sperando/disperando che accada quel che deve.
    La guerra scoppia lo stesso.
    Il suo armarsi ed il tentativo di armare altri è stato inutile?
    Si sono fermate due o tre persone. Che, occorre dirlo, non si sarebbero fermate se lui non fosse stato là.
    Ha fatto cadere solo qualche foglia dall’albero del male? Meglio di niente!

    Un niente che John Brown, il quale si prefigge di sradicare l’albero, ottiene lo stesso. Di più, l’eroe di tante ballate che mira dritto alla radice dell’albero del male, tentando di sradicarlo con l’insurrezione armata(in senso proprio e non figurato), paradossalmente, ottiene un rincalzo ed un rafforzamento dello stesso.

    Sto pensando ai compagni brigatisti o presunti tali arrestati in questi giorni.
    Fosse vissuto oggi, John Brown, sarebbe uno di essi. Avrebbe assaltato la Dal Molin con la fiamma ossidrica e, magari, con qualche bazooka.
    Il risultato sarebbe stato lo stesso ottenuto nel 19esimo secolo. Incarcerazione per lui ed una accelerazione della costruzione della base miltare. Da intendere come albero del male.

    L’unica via per sè e da indicare agli altri è “arm yourself with information”. Che, poi, lo dicono tutti, è il bene più prezioso e l’utensile più efficace per abbatterlo.
    Non ci sono scorciatoie.
    Ciao.

  • helios

    Se consideriamo il bene e il male risulta che il male è l’altra faccia della medaglia.
    Il male esiste per dare un valore al bene. Gli opposti permettono al mondo di continuare ad esistere. La notte e il giorno, il caldo e il freddo, la luce e il buio. Arrivare a capire il perchè funziona tutto così potrebbe essere sorprendente, ma si situa in una dimensione che penso sia solo spirituale. Con l’11.9 e la successiva costituzione di una “asse del male”
    si è portato questo concetto anche nella politica e nelle istituzioni.
    Ognuno nella vita di ogni giorno ha a che fare con qualcosa che è male o che potrebbe essere male successivamente. Pensare di colpire qualcosa anche se fossero rami o radici porta inevitabilmente ad un’azione di violenza che ritorna. Gli orientali dicono che il karma che si forma deve essere compensato. Fa agli altri quello che vorresti fosse fatto a te stesso, magari non le guerre e gli stermini. Oltrettutto non piacciono a nessuno e inevitabilmete tornano al mittente.

  • nello

    Basta un’iniezione di cloroformalina a far appassire un albero.
    e non necessariamente alle radici.

    “Arm yourself with information.”
    mai io aggiungerei anche: armati con una grossa spina bella lunga, chissà che qualche chiappona non cada a gambe all’aria.

  • chomsky5

    Suppongo che l’est che ha postato l’articolo non sia lo stesso che, poi, commentandolo, dimostra di avere capito poco o punto il senso dell’articolo di D. Herman. Che si chiede e chiede qual è la migliore strategia per opporsi alle politiche guerrafondaie o militariste che dir si voglia.

    Per cui, che c’entra il karma, l’unità degli opposti, azione e reazione, e tante altre amenità che, in rapporto all’articolo, appaiono come chiappe chiare esibite sull’Everest?!?

    Il male, per Douglas Herman, è ben individuato. E’ lo stato di guerra globale che, per alcuni, affonda le sue radici nell’11 Settembre.

    E contro il quale non uno, o l’uno, o il prescelto, o l’highlander di giornata è insorto. Ma, addirittura, NYT dixit, la seconda superpotenza mondiale. Ti/vi risulta?

    Complice questa distorta visione dalla quale nasce la sua disperazione, per parlare del tema che, ripeto, è la strategia di lotta per abbattere l’albero della guerra insensata, ha scelto male l’aforisma:

    “Migliaia di persone colpiscono i rami del male, uno solo colpisce alla radice”.

    Ed a prendere Thoreau come autorità sulle strategie di lotta contro l’albero del male.
    Che, nell’articolo, è assunto come simbolo. Del male, appunto. E non della cannabis indica della quale, arm yourself with information, non c’è bisogno se si mira a mandare a gambe all’aria qualche chiappona.
    Ciao, est. Cumulativo.

  • chomsky5

    Riassumendo, a me stesso, Est non si riferisce a chi ha postato l’articolo di D. Herman.
    Che è stato inviato da davide con repliche di chomsky5, helios, nello.
    Come frequentatore del sito sono nuovo. Mi si scuserà per il fraintendimento che riguarda gli attori del dibattito. E non la discussione stessa per la quale non posso che riaffermare quanto detto.