DI SERGE HALIMI
counterpunch.org
La Fratellanza Musulmana aveva giurato di non volere la presidenza egiziana. Avendo infranto questa promessa, hanno dichiarato che avrebbero portato “pane, libertà e giustizia sociale”. Ma con il loro governo, l’insicurezza e la povertà sono aumentate. Quindi la gente è di nuovo scesa in strada, insistendo sulle dimissioni del presidente Mohammed Morsi. Questo è l’inizio di alcune rivoluzioni e quando hanno successo, vengono celebrate per secoli senza molta attenzione al fatto che siano nate spontaneamente o per via istituzionale . La storia non è una lezione di diritto.
Quando la dittatura di Mubarak è terminata, sarebbe stato sciocco immaginare che le prime elezioni non sarebbero state influenzate dal prolungato controllo soffocante che egli ha esercitato nel corso della sua vita politica e nel dibattito libero. In circostanze simili, spesso gli elettori confermano lo status delle forze istituzionali o sociali più altamente strutturate (le famiglie di spicco, l’esercito, il partito originale) o quello di gruppi organizzati che hanno costruito reti clandestine per evitare la repressione (il Fratello Musulmani). La democrazia non può essere ottenuta con una sola votazione.
Promesse infrante, leader eletti con poco margine solo per fronteggiare un popolo arrabbiato o disilluso, proteste di massa organizzate da un insieme eterogeneo di manifestanti: oltre all’Egitto, altri Paesi hanno già vissuto situazioni come queste negli ultimi anni – anche se senza vedere l’esercito avere la meglio, arrestare il capo di Stato senza processo e uccidere militanti. Altrimenti, verrebbe chiamato colpo di Stato.
I Paesi occidentali non stanno usando questo termine. Come arbitri auto-proclamati con sfumature diplomatiche, sembrano pensare che non tutti i golpe militari – in Mali, Honduras, Egitto – siano sgradevoli allo stesso modo. Inizialmente, gli USA sostenevano la Fratellanza Musulmana, ma hanno poi continuato a dare il loro appoggio militare al Cairo quando Morsi è stato “deposto” dall’esercito. Per Washington l’ideale sarebbe stata un’alleanza conservatrice tra l’esercito e la Fratellanza, ma non è stato destino. Per il piacere dei nostalgici del vecchio regime, dei nazionalisti pro-Nasser, degli egiziani neoliberali, dei Salafiti, della sinistra laica e per la monarchia saudita. Alcuni di loro sono destinati a venire delusi.
Anche se l’Egitto è in bancarotta, il conflitto tra l’esercito e gli islamisti ha veramente poco a che fare con le scelte economiche e sociali che il Paese deve affrontare, scelte che non sono rimaste invariate dalla caduta di Mubarak. Tuttavia, sia che finisca con elezioni o con un golpe, qual è lo scopo di una rivoluzione che non ha cambiato nulla in questi settori chiave? I nuovi leader mettono il sostegno finanziario degli Stati del Golfo (12 miliardi di dollari), specialmente della reazionaria Arabia Saudita (1), prima della salvezza del Paese. Se questa posizione venisse confermata, gli egiziani scenderanno nuovamente in piazza, a prescindere da quanto abbiano da dire gli avvocati.
Serge Halimi
Fonte: www.counterpunch.org/
Link: http://www.counterpunch.org/2013/08/02/back-on-cairos-streets/
2/4.08.2013
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cuar di ROBERTA PAPALEO
1 http://mondediplo.com/2013/07/01leader#nb1
ilsanto 17 agosto 2013
Semplice se sei una superpotenza globale destabilizzare i paesi islamici ha molti vantaggi: primo evitare che si formi una unione dei paesi islamici che sono tanti, troppi, e potrebbero diventare un problema per i 300 milioni di americani per non parlare dei quattro gatti degli Israeliani. Secondo una unione islamica potente e pacifica potrebbe usare il petrolio ed il gas per il suo sviluppo anzichè venderlo agli USA e questo non è desiderabile, meglio il caos o il sottosviluppo. Terzo non ci sono mica risorse per il tenore di vita USA esteso a tutti quindi se vuoi la pancia piena, il pieno per il SUV, l'aria condizionata, la villetta, la pensione allora qualcun'altro deve rinunciarci. Ora il perchè qualcuno combatta contro altri, se ha ragione o meno se è stato un buon cliente od un alleato non ha senso l'importante è che si faccia la guerra punto.