DI ALDO GIANNULI
aldogiannuli.it
Qualche giorno fa, Beppe Grillo, lamentando la violenza degli attacchi rivoltigli sia on line che sulla stampa, ha scritto: “E dopo cosa verrà? Dal tiro al bersaglio metaforico, si passerà a quello reale? L’informazione sta sconfinando in molti casi in istigazione a delinquere come avvenne negli anni di piombo. Li diffami, li isoli e poi qualcuno li elimina”. Una frase buttata là senza troppo peso, ma che ha scatenato una buriana di reazioni: “Grillo piagnone, vittimista, lo fa solo per farsi pubblicità…”
Fra i più scatenati il Pd (in prima linea il sen. Dario Ginefra che ricordo da quando aveva 20 anni ed era il leader dei giovani del Pds a Bari, nel movimento della “Pantera”: uomo di partito già da allora) ma anche Rifondazione nel suo sito ha scritto cose analoghe.
Grillo, in verità, non ha detto che vogliono accopparlo, ma ha solo lanciato l’ipotesi che la campagna contro di lui possa spingere qualcuno a passare ai fatti. Nulla di preciso, non una denuncia o un sospetto circostanziato e, diciamolo, non fosse stato per le reazioni, nessuno se ne sarebbe accorto e la cosa sarebbe finita là. Dunque, un’uscita sopra le righe del comico in cerca di spazio mediatico?
Non sembra che in questo periodo Grillo abbia bisogno di particolari espedienti per avere spazio stampa: gli basta fare uno sberleffo a Bersani o andare ad una manifestazione del M5s a Verona per avere tutta l’eco mediatica che può desiderare. Eccesso di vittimismo? Ci sta e non sarebbe l’unico esponente politico a farvi ricorso, ma qualche ragione la avrebbe anche in questo caso, a giudicare dalla reazione di Bersani che lo ha tacciato di fascismo per una battuta, forse poco simpatica, ma tutto sommato innocua, come quella sullo zombie. Per non dire dell’incredibile affermazione del sindacalista Cisl che lo ha accusato di aver preso 10 milioni in nero dalla sua organizzazione per una festa, dichiarazione poi prontamente rimangiata, dopo che lo stesso segretario della Cisl lo ha smentito esibendo copia della fattura firmata da Grillo. Dunque, calunnie e diffamazioni non ne mancano.
Grillo i suoi difettacci li ha ed a volte ha uscite ignobili che non gli perdoniamo, come quelle su immigrati ed omosessuali, ha anche una gestione discutibilissima del movimento, ma non c’è dubbio che nei suoi confronti ci sia una campagna isterica che va molto al di là delle sue pecche. Pertanto quella frase può essere letta anche come la reazione avvelenata di chi si sente al centro di una aggressione mediatica, punto e basta.
Ma potrebbe anche voler significare qualche altra cosa e qualche considerazione in più non guasta.
Non so perché, ma leggendo gli articoli sulla questione, mi è ritornato alla mente un nome: Coluche. Forse ai lettori più giovani questo nome non dice molto: era un comico francese di origine italiana (il vero cognome era Colucci) famoso per i suoi attacchi di sapore anarchico alla classe politica ed alla sua corruzione (memorabili le battute contro l’ “Eliseo- Folie Bergère” dei tempi di Pompidou).
Coluche nel 1980 annunciò, nell’incredulità generale, che si sarebbe candidato nelle elezioni presidenziali dell’anno dopo. Tutti pensarono ad una boutade del comico, ma dovettero ricredersi quando i sondaggi segnalarono una escalation di consensi che, partita da circa il 5% giunse alla vetta del 16% di voti pronosticati per la sua candidatura.
Si scatenò un attacco mediatico senza precedenti da parte di tutti, gollisti, socialisti, giscardiani, comunisti ecc.
Il 27 novembre 1980, il suo segretario, René Gorlin, venne trovato cadavere con due colpi alla nuca. Ed a Coluche iniziarono ad arrivare messaggi –ovviamente anonimi- che prevedevano una fine simile. Ad aprile, l’uomo di spettacolo annunciò il ritiro della sua candidatura.
L’uomo, però, era sfortunato e non sopravvisse tantissimo: cinque anni dopo, il 19 giugno 1986, morì in un incidente stradale.
E qui un dubbio, per quanto remoto, affiora: per caso, non è che Grillo ha ricevuto qualche avvisaglia di quel tipo e cerchi così di cautelarsi? Magari anche contro i rischi della strada. Anche perché, esaminando con freddezza la questione, una morte improvvisa del comico risolverebbe un sacco di problemi: il M5s senza di lui non sopravvivrebbe, una parte degli elettori confluirebbero presumibilmente sull’Idv, qualche altro sulla Lega, pochi tornerebbero al Pd, ma il grosso finirebbe nell’astensione e tutto ( o quasi) tornerebbe alla tranquilla normalità del bipolarismo Pd-Pdl. Forse.
E questo dimostra la grande fragilità di questo movimento che oggi è il punto di confluenza dell’ opposizione, ma che in breve può esplodere come una bolla di sapone (e non solo per una eventuale scomparsa del suo fondatore).
Come già ho scritto un anno fa, ho cessato di occuparmi di strategia della tensione, ma qualcosa ne so e mi permetto di dare un consiglio a Grillo: si sbrighi a strutturare il suo movimento ed a formalizzare un vero e proprio gruppo dirigente (possibilmente eletto con metodo democratico) perché questa sovraesposizione non gli giova. Questa storia del partito-proprietà privata, oltre che avere uno sgradevole sapore berlusconiano, è una sciocchezza molto pericolosa per uno che non ha i soldi della Fininvest, le scorte pubbliche e private e l’amicizia di uno come Putin. Magari non c’è nulla di serio e nessuno pensa realmente di fare un nuovo caso Coluche, ma non si sa mai, mi stia a sentire…
Aldo Giannuli
Fonte: www.aldogiannuli.it
Link: http://www.aldogiannuli.it/2012/09/qualcuno-vuole-uccidere-grillo
5.09.2012
gm 7 settembre 2012
Come era prevedibile, hanno iniziato a sparare al piccione … anzi al grillo.
I poteri costituiti (pseudo-politici, editoriali, oligarchici-finanziari, mafiosi, puttaneschi e quant’altro) che fino a un certo momento avevano fatto i distratti, all’improvviso si sono accorti che era entrato in scena un soggetto inatteso che rischia per l’ennesima volta di rompere le uova nel paniere e di sconvolgergli i piani.
Ha dato fuoco alle polveri il truce bersani che, senza timore di cadere nel ridicolo e rovistando nei sbiaditi ricordi di gioventù, ha lanciato contro grillo il vecchio e improponibile grido di “fascista” , anatema tipico del defunto partito pseudo-comunista di qualche mezzo secolo fa.
Al suo seguito, subito dopo, si sono poi mosse anche le altre truppe, alcune apertamente (giornalacci vari di finta sinistra e finta destra, commentatori televisivi e ideologi al servizio del political correct) altre travestendosi da finti amici e consiglieri di grillo, altre ricorrendo alla calunnia vera e propria come ha fatto recentemente qualche pezzo della Cisl.
Naturalmente il tiro al piccione è solo agli inizi e credo che ne vedremo ancora delle belle da qui alle prossime elezioni.
Perché il sistema sembra voler sbarrare il passo con tanta foga a grillo e al M5s?
Perché là dove in tanti hanno fallito (rifondaroli presuntuosi e parolai, leghisti o radicaloidi a stelle e strisce) rischia di riuscire un comico genovese!
Il quale, diversamente da quanto si crede e si racconta, non deve affatto il suo successo ai computer e alla “rete” tanto di moda quanto al fatto che è andato nelle piazze e tra la gente (cosa a cui sono oramai disabituati e restii i "politici" del palazzo) riuscendo così a stabilire anche un legame soprattutto umano (e non solo virtuale) tra lui e il pubblico e tra il pubblico stesso fatto di persone che , abbandonata la tastiera del loro computer, finalmente sono uscite dall’isolamento, finalmente si sono guardate in faccia, si sono riconosciute , contate e hanno acquistato anche consapevolezza della loro forza.
Tutto questo non piace al sig. bersani e a tutti gli altri sguatteri etero diretti dalle centrali di potere interno ed esterno a questo paese.
Ecco la vera ragione del furore di bersani & C. !
Perché lui e quelli come lui sanno che questo maledetto fenomeno da baraccone - col suo 15 o 20% di voti raccolti nelle piazze e non sul web o nei “dotti” circuiti televisivi, fatto di pensionati e di dipendenti, di disoccupati e precari, di tassinari e piccoli imprenditori, di diplomati e laureati – rischia di far saltare il banco e di portare al collasso il loro intero putrido castello.
Io non so se grillo e il M5s riusciranno nei loro progetti.
Probabilmente il M5s rappresenta solo l’ultima spiaggia, l’ultima speranza di variegati ceti sociali di far sentire la propria voce perché portati alla disperazione tanto dai monti, bersani, casini, fini e berlusconi , quanto dagli imbelli alla bonanni, pezzotta, camusso e via dicendo.
Poi , esauritosi il fenomeno, probabilmente a quegli stessi ceti non rimarrà altra via che quella di lasciare questo paese o di dar fuoco alle città.
Ma qualunque sarà l’esito di questo esperimento, credo che un modesto, insignificante comico genovese avrà comunque dato una lezione a tanti soloni e cattedratici nostrani: il popolo esiste e non è stupido e belante come essi credono!