Punizioni per chi non sanziona la Russia

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L'omologazione è una delle caratteristiche principali dell'occidente neoliberista, soprattutto quando si tratta dell'individuazione di un nemico che tutti devono riconoscere e affrontare. Dopo due anni di informazione mainstream a senso unico riguardo il Sars-CoV-2, adesso è il momento che tutti si schierino univocamente contro Putin e la Russia.

Ecco allora spuntare tanti nuovi kapò che controllano in modo certosino tutti coloro che provano a mantenere un po' di spirito critico. Lo stiamo vedendo con i nostri occhi ogni giorno, e ciò accade non solo a livello interpersonale ma anche tra governi e nazioni diverse.

Succede quindi che 9 membri della fazione euro-parlamentare "Renew Europe" - un gruppo politico liberale del Parlamento Europeo costituitosi il 2 luglio 2019, a cui hanno aderito due partiti europei: il Partito dell'Alleanza dei Liberali e dei Democratici per l'Europa (ALDE) e il Partito Democratico Europeo (PDE) - hanno inviato una lettera a Josep Borrel e a Ursula von der Leyen chiedendo ufficialmente che i negoziati tra UE e Serbia per l'adesione di quest'ultima, nonchè i sostegni finanziari che l'UE elargisce a Belgrado, vengano sospesi finchè Serbia non aderirà alla posizione comune dell'UE sulla Russia.

Ebbene si, una vera e propria estorsione ufficiale sotto il nome di "pressioni politiche". La lettera, pubblicata su Twitter dal deputato sloveno Klemen Groselj, recita così:

"Siamo sempre stati consapevoli dei sostanziali legami economici, sociali e culturali della Serbia con la Russia, che hanno portato le autorità serbe ad essere ambigue sulle loro reali intenzioni di onorare gli impegni presi nel quadro dell'adesione all'UE. Negli ultimi anni, la Serbia ha rafforzato la sua cooperazione con il regime di Putin, in particolare nella cooperazione energetica e tecnico-militare, ha rafforzato il suo rapporto con Lukashenko in Bielorussia, e ha ricevuto generose donazioni di armi da entrambi [...] Crediamo fermamente che la Serbia stia mostrando una pericolosa svolta verso l'autoritarismo. Questo è in netto contrasto con i suoi sforzi paralleli per entrare nell'Unione Europea, e questa ambiguità ha raggiunto il suo culmine con il suo rifiuto di imporre sanzioni alla Russia in risposta alla sua aggressione contro l'Ucraina [...] Chiediamo quindi alla Commissione di invitare ancora una volta le autorità serbe ad aderire alla posizione comune dell'UE sulla Russia. Se la Serbia dovesse decidere di ignorare nuovamente questo appello, chiediamo un congelamento temporaneo dei negoziati di adesione all'UE con il governo serbo e la sospensione del sostegno finanziario al paese finché non si impegnerà in passi credibili, tangibili e inequivocabili volti ad allineare le sue dichiarazioni, politiche e di valori con quelli dell'Unione Europea [...] La Serbia, se vuole, ha tutto il diritto di seguire il modello di Putin. Ma deve essere chiara sulle sue intenzioni e smettere di fingere di avere serie aspirazioni per l'adesione all'UE. La Serbia è libera di decidere quale direzione vuole prendere. Ma non può continuare ad essere considerato un partner credibile e a beneficiare dell'assistenza finanziaria di preadesione finché non avrà preso una decisione".

https://twitter.com/KGroselj/status/1502687517434388483

Secondo gli analisti politici serbi, l'attuale presidente Vucic starerebbe attendendo prima di schierarsi ufficialmente contro la Russia poichè agli inizi di aprile sono previste le elezioni Presidenziali e Parlamentari, ed ogni estremizzazione potrebbe essere deleteria al momento del voto.

Vucic ha comunque già condannato le azioni di Mosca, ribadendo però che la Serbia non ha intenzione di entrare nella NATO.

Massimo A. Cascone, 17.03.2022

Fonte: http://casopisargument.cz/?p=41461

Commenti (7)

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Mostra commenti 7 caricati
    1. Primadellesabbie 17 marzo 2022

      Vecchie ruggini, ai tempi di Tito la Serbia disponeva dei cordoni della borsa per tutto il Paese, con gran scorno degli sloveni che si credevano più emancipati.

    1. Giovanni01 17 marzo 2022

      Potrebbe essere la salvezza della Serbia.

    2. JA 17 marzo 2022

      Sì... e la nostra rovina come la Polonia che, per suoi motivi storici di cattivo vicinato, ci vorrebbe portare alla guerra atomica solo per il loro odio alla Russia.
      Ci pensa già quell’ammucchiata di scarafaggi eletti da altri consimili che sopravvivono come topi di laboratorio per essere schiacciati dai russi, o dai loro padroni americani, come i vermi nel letame:
      “…. e questi li abbiamo votati noi
      Con 25 voti contrari, 5 astenuti e oltre 200 assenti la Camera dei Deputati italiani vota per l’invio di armi in Ucraina.
      Un punto di non ritorno
      https://www.maurizioblondet.it/e-questi-li-abbiamo-votati-noi/

    3. JA 17 marzo 2022

      Da notare 200 codardi assenti che, pensando di salvera la poltrona, votano così per la guerra.

    4. Balabiott 17 marzo 2022

      Eh già, è la famosa democrazia occidentale..

    5. JA 17 marzo 2022

      La democrassia? S'ingrassa con il popolo bue.

    1. JA 17 marzo 2022

      Comunque, al di là dal far saltare il letamaio UE, far aderire paesi troppo diversi a noi per storia come Polonia, Ucraina, Turchia ecc. ci porta dentro anche loro problemi vendicativi o altro che a noi nun ce ne pò fregà de meno.

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