Home / ComeDonChisciotte / PRONTA PER LUGLIO UNA NUOVA CRISI DELLE BANCHE

PRONTA PER LUGLIO UNA NUOVA CRISI DELLE BANCHE

DI MAURO BOTTARELLI
ilsussidiario.net/

Il surplus commerciale creato dai servizi finanziari – finanziari, non del credito trasformato in hedge fund da osteria – nel Regno Unito ha toccato i 43 miliardi di sterline lo scorso anno nonostante la crisi economica globale.

A garantire questo risultato insperato la capacità delle banche di ottenere profitto dalle valute straniere, dai derivati e dalle transazioni su securities. Di più, il settore bancario è cresciuto a livello di assets totali del 14% toccando quota 7,9 miliardi di sterline. A certificare tutto questo è stata l’altro giorno la Ifsl, International Financial Services London, la potente associazione della City meglio nota come “gli Invisibili” per la sua capacità di muoversi nell’ombra e avere sempre una mano libera per dirigere gli avvenimenti.


Chissà se questi dati faranno recedere Gordon Brown dall’assurda decisione di innalzare al 50% l’aliquota per i redditi superiori a 150mila sterline, misura che sta già facendo preparare i bagagli a moltissimi hedge funds con base nella capitale britannica. L’ultimo in ordine di tempo è quello diretto da Crispin Odey, uno dei più potenti del Regno, dettosi pronto a trasferire l’attività a Ginevra – dove il governo elvetico ha già pronti i tappeti rossi, visto che dopo tante chiacchiere franco-tedesche la discussione sul segreto bancario è già finita nel dimenticatoio – o a Hong Kong, mentre Guy Hands, numero uno del fondo Terra Firma Capital Partners, che controlla la casa discografica Emi, ha già annunciato il trasferimento off-shore a Guernsey.

Insomma, la Gran Bretagna rischia di pagare a caro prezzo la svolta populista del suo leader. Ma niente paura, l’ora di Gordon Brown è politicamente vicina: lo scandalo sui rimborsi spese di ministri e parlamentari altro non è che una trappola ben orchestrata – e con timing perfetto – per mettere nell’angolo il premier, visto che quei dati dovevano essere diffusi – con ovvie censure – nel mese di luglio e invece, guarda caso, sono capitati sulle scrivanie del Daily Telegraph proprio ora che la popolarità del Labour è pari a zero.

Insomma, il tanto vituperato settore finanziario crea profitti, posti di lavoro e soprattutto cash da immettere nell’esangue mercato azionario. Il quale, da qualche settimana, sembra invece conoscere un rally rialzista insperato. Bene, godetevelo finché dura perché non durerà molto. A testimoniarlo non è solo la sua irrazionalità – i titoli che hanno conosciuto i maggiori rialzi, quasi del 70%, sono quelli che fino a poche settimane fa erano vittime dello short selling mentre gli altri, quelli su cui si andava long, solo del 21% – ma bensì il fatto che la scelta della Bank of England di stampare e immettere altri 50 miliardi di sterline cash sul mercato non rappresenta un stimolo per la ripresa ma la certezza di una terza ondata di crisi bancaria attesa per fine giugno, inizio luglio. Come predetto dal capo economista della filiale di Deutsche Bank, George Buckley, la crisi rischia di essere a “w”, ovvero con tre picchi verso l’alto e due cali di intensità verso il basso. Il terzo picco sarebbe quindi quello previsto per l’inizio dell’estate.

Come a gennaio, dopo la ripresa dai crolli di ottobre, furono Royal Bank of Scotland ed Hbos a rimettere in crisi l’intero sistema, ora si teme per la bolla assicurativa (la cui esplosione potrebbe creare un effetto domino sui risparmi da garantire a livello statale devastante) e per qualche default in Europa continentale. Il fatto che nel mese di marzo le Borse abbiano guadagnato il 40% non è un buon segnale, visto che anche il 1931 iniziò con un trend rialzista spaventoso e sappiamo come andò a finire. Il Giappone nell’ultima decade ha conosciuto quattro picchi (relativamente del 33, 55, 44, 79 per cento ed ora è in recessione, se non stagflazione), mentre Wall Street ne registrò ben sette durante la Grande Depressione: non tutto ciò che luccica, insomma, è davvero oro.

La decisione della Bank of England, almeno stando alle indiscrezioni che filtrano con il contagocce da Threadneedle Street, come anticipato non sarebbe direttamente legata solo alle preoccupazioni interne bensì all’allarme pressoché inascoltato lanciato dal Fondo Monetario Internazionale riguardo gli assets tossici in possesso delle banche continentali europee, capaci di scaricare soltanto un quinto dei titoli tossici dai loro libri contro la metà di quelli americani e che ora devono racimolare 375 miliardi di dollari di capitale fresco. Come già scritto in un precedente articolo, la Bafin tedesca, l’ente regolatore del mercato finanziario, ha stimato in 1,1 trilioni di dollari le esposizioni a titoli tossici delle banche della sola Germania: per questo a Basilea cominciano a chiedere con sempre maggiore insistenza stringenti stress test per le banche europee sulla falsa riga di quanto avvenuto in America.

E per qualche strano motivo l’Abi, l’Associazione bancaria italiana, si è già detta contraria. Il perché appare un mistero, visto che se non ho nulla di cui vergognarmi o peggio da nascondere, un bello stress test non può che fare bene e anzi infondere fiducia ai mercati che torneranno a salire e a rendere i titoli bancari appetibili in un bargain market. Ma forse proprio per questo non vogliono farlo…

Nel 1931, ricordava ieri Ambrose Evans-Pritchard sul Sunday Telegraph, la primavera dei mercati fu mite, anzi decisamente incoraggiante. Poi il crollo in Austria di Credit-Anstalt portò con sé, in un domino che si spera di non dover ripetere, l’intera Europa continentale. Guarda caso, dopo l’inguaiata Germania è proprio l’Austria a dover fare i conti con un’esposizione di capitali verso l’Est europeo, tecnicamente già in default se non fosse per i prestiti di Fondo Monetario e Banca Mondiale, pari al 70% del suo Pil e con cds sul debito in allarmante rialzo.

Corsi e ricorsi, tocchiamo ferro… E smettiamola di entusiasmarci per la Borsa e i suoi rialzi, sempre più simili alle affascinanti onde che annunciano lo tsunami.

Mauro Bottarelli
Fonte: www.ilsussidiario.net/
Link: http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=20033

12.05.2009

Pubblicato da Davide

  • nessuno

    che barba che noia che barba che noia

  • gelsomino

    Io sono ancora in attesa del crac di Unicredit.

  • nettuno

    Voglio informare i lettori che il ” Bottarelli ” scrive scopiazzando qua è in la e lo scopo e portare i lettori sul sito ” ilsussidiario” per fidelizzarvi dove ci sono altre notizie distorte. Attenzione! Ora la tecnica si è raffinata e i disinformatori prendono di mira il sito di Comedonchisciotte.

  • LonanHista

    no, non è colpa di Bottarelli e neppure delle vittime di questa crisi i poveri edge fund, o il settore finanziario-finanziario, quello sì che ha guadagnato…infatti dopo aver scalato e spezzettato varie imprese con il LBO, il settore finanziario ha prodotto ricchezza con il carry trade, farsi prestare il danaro allo 0,5% ed investirlo a 6 mesi nel petrolio o nel grano, tutti insieme come un allegra brigata dove si sono uniti anche i fondi pensione.

    Poveri gestori di edge funds, non poter fare più quello che gli pare..magari riclicare pure danaro da mani insanguinate…lavarlo e renderlo profumato…

    Bottarelli in fondo è uno che guadagna più di 150mila sterline all’anno e si incazza, come mughini quel tizio che dice di essere scrittore(?) e che si va a prostituire a controcampo(la pagnotta)che non aspettava altro per far sapere che arriva a questa soglia quando anche in Italia si è paventata l’idea di tassare di più i ricchi.

    E DOVE SI PRENDONO I SOLDI?al 16% di bambini le cui famiglie vivono nella povertà in Italia?(lo ha detto montezemolo) o ai pensionati, tanto ce campano a fare?????????????????????????

    Bottarelli dal suo punto di vista ha ragione, ci mancherebbe…………………………………

    LA COLPA è DI CHI GLI METTE LE STRONZATE IN HOME PAGE…già nel forum difetterebbero tra le tante stronzate postate(fino a che eravamo qualche centinaio i pezzi sul forum erano più informativi che in home…E FINO AL 2009 NON MI SONO MAI PERMESSO DI POSTARE NULLA PER LA PAURA DI SFIGURARE..E UN PAIO DI VOLTE HO CHIESTO ALLA REDAZIONE SE MI PUBBLICAVANO LE MIE STRONZATE…..dopo aver visto lo scadente livello del forum qualcosa l’ho messo anche io……………………………………………………………………………

    voglio dire:MA NON CE NE è ABBASTANZA DI DISINFORMAZIONE? METTERE IN HOME STRONZATE SIMILI SIGNIFICANO SOLO 2 COSE…….o che certe mie battute su “open” etc sono vere, oppure tra gli admin c’è qualcuno diciamo di livello basso…………………………….come don è uno dei siti migliori in Italia, nel senso di raccogliere informazione globale abbastanza attendibile…………….perché SPORCARLO CON CAZZATE SIMILI?(a meno che non venga fatto di proposito…l’altro giorno l’articolo sulla fiat conteneva più inesattezze che virgole!!!!!!!!!)

  • paolapisi

    Quando avevo scritto 6-7 mesi fa che unicredit non era sull’orlo del fallimento, non ci sarebbero stati in italia fallimenti bancari a catena e i conti correnti erano sicuri, mi è stato risposto a profusione che ero o una povera boccalona o una serva di berlusconi o tutte e due. Naturlamente non sono in grado di fare alcuna previsione (per dire che le banche italiane non sarebbero fallite a raffica e non era un’idea geniale mettere i soldi sotto il materasso non ci voleva un’aquila o un grande esperto della finanza, bastava un barlume di buonsenso), ma non lo è neanche questo signore che qua che divina catastrofi e sfracelli per luglio (se a luglio non ci saranno, sono pronta a scommettere che si sposterà in avanti la data dell’apocalisse di due-tre mesi, come si sta facendo da anni e anni per altri eventi previsti con assoluta certezza e che non si sono mai verificati).

  • marcello1950

    che il sistema sia in crisi non è una notizia, certo le previsioni di caduta della borsa sono più che probabili visto che il rialzo viene fatot sul niente
    per quanto riguarda nuovi default Il mio pensiero è che dobbiamo fare i conti con un mercato mondiale dei capitali sotto lo stretto controllo da parte degli Stati Uniti per cui falliranno quelli che deciderà Obama, con buona pace delle previsioni di CEAZ OI COME SI CHIAMA LUI e di altri che prevedono come e quando crollerà il dollaro. se il dollaro crollerà sarà perchè gi stati uniti avranno trovato il modo di restare egemoni nel mondo facendo fallire il dollaro altrimenti non fallirà e le emissioni della fed più che dai contribuenti amiricani saranno a carico dei mercati mondiali del mondo che dovranno tenersi la carta che emette l’America.
    per il problema del fallimento del sistema finanziario globale e delle Banche secondo me il sistema è in situazioni peggiori di quello che se ne sa sui mass media, certo il lettore comune non vede i CDS i e non vede la massa di assicurazioni e controassicurazioni titoli obbligazionari che se andassero all’incasso non troverebbero una istituzione capace di ripagare tali assicurazioni, e nemmeno gli statinon sarebbero in grado di ripagarli, va bè ma la soluzione l’ha già proposta il solito Obama con la gestione della crisi GM e Crysler che doveva ottenere 100 otterrà 10 ed in tal modo il sistema ritornerà soltenibile.

  • tesunpo

    Pensa invece che il mio buon senso,invece,mi ha spinto a ritirare i soldi dalla banca e metterli sotto il materasso..semplicemente perche’ il mio materasso non e’ un f.d.p…tu invece,lasciandoli in banca,approvi il loro operato..o mi sbaglio?

  • gelsomino

    Ti sbagli.

  • paolapisi

    questo è un altro discorso. se hai ritirato i soldi dalla banca, perchè ritieni che lasciarli sul conto corrente significhi approvare l’operato bancario, hai fatto benissimo. Ma si tratta di una scelta “politica”. Io stavo parlando dell’isterismo di 6-7 mesi fa, quando si urlava che tutte le banche stavano per fallire a ruota di unicredit ormai in bancarotta, che i conti correnti anche sotto i 103.000 euro non erano sicuri perchè il fondo interbancario no avrebbe onerato i propri impegni per mancanza di fondi, che anche l’ulteriore garanzia dello stato italiano era fuffa per i medesimi motivi, e si postavano ovunque 3 articoli al giorno titolati “Correte a ritirare i vostri soldi, ma di corsa di corsa di corsa, perchè domani sarà troppo tardi e tutte le banche saranno fallite!!!!!!!!!!”, alimentando un panico senza senso e senza fondamenti (ovviamente la crisi è reale, ma il terrore sui conti correnti era irrazionale e pompato ad arte). E per capire che quello era tutto un mare di cazzate, ripeto, non ci voleva acume finanziario ma solo buon senso. Poi uno può avere mille altri motivi per tenere i soldi in casa e non sotto il materasso (per non alimentare il sistema bancario, per tuffarcisi dentro quotidianamente come paperon de’ paperoni o per altre ragioni), ma non è di questo che si parlava.