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PROGETTO D'EVASIONE

DI GIANLUCA FREDA
blogghete!!!

“Ní uasal aon uasal ach sinne bheith íseal: Éirímis”.

[Ciò che è grande ci appare grande perché siamo in ginocchio: solleviamoci].

(Iscrizione sulla statua di James Larkin a Dublino)

Stando a quel che riportano alcuni giornali e siti internet, la cancelliera tedesca Angela Merkel avrebbe esplicitato, lo scorso 28 ottobre, durante un incontro a Bruxelles con i 27 capi di stato europei, il desiderio della Germania di uscire dall’euro. Rispondendo al primo ministro greco Papandreou, che accusava la Merkel di mettere la Grecia con le spalle al muro facendo proposte “antidemocratiche”, la cancelliera tedesca avrebbe sibilato: “Se questo è il tipo di club che l’euro sta diventando, forse la Germania dovrebbe uscirne”. La notizia, comprensibilmente, ha dato luogo a manifestazioni di giubilo, festeggiamenti, baccanali e riti orgiastici in tutti quei paesi europei dove milioni di cittadini, a seguito dell’introduzione dell’euro, si sono ritrovati in brevissimo tempo con le toppe al culo: abbattimento del potere d’acquisto della moneta, incremento esponenziale del debito pubblico, perdita della sovranità monetaria e – di conseguenza – di ogni altro tipo di sovranità, crollo delle esportazioni, devastazione del welfare, disoccupazione alle stelle, decesso della politica estera, della politica industriale, della politica economica e – a farla breve – della politica tout court, perdita di fiducia nelle istituzioni, assoggettamento di paesi un tempo sovrani al giogo rovinoso e umiliante della BCE (una sorta di Bundensbank allargata) e del FMI… Ce n’era abbastanza per considerare l’esternazione della Merkel a Bruxelles un graditissimo regalo prenatalizio; il quale, pur prospettando per i paesi dell’eurozona, nell’immediato, qualche anno di sacrifici e peggioramento del tenore di vita a seguito dell’implosione del sistema Euro, avrebbe consentito nel medio periodo di restituire un senso alla vita collettiva e di riappropriarsi delle funzioni della politica, oggi rese incorporee e destituite di significato dall’assenza di qualunque possibilità d’intervento dei governi nelle questioni d’interesse nazionale.

Temo, tuttavia, che i festeggiamenti fossero prematuri ed ingiustificati. La Germania non ha la minima intenzione di uscire dall’euro. Sarebbe folle a volerlo fare. Non è un caso che, immediatamente dopo la boutade merkeliana, il suo portavoce, Steffen Seibert, si sia affrettato a precisare che la dichiarazioni della Merkel erano “implausibili”. Ed ha aggiunto: “Il cancelliere vede l’Euro come il più importante progetto europeo, vuole renderlo sicuro e tutelarlo e il governo non ha la minima intenzione di abbandonarlo. La Germania è incondizionatamente e risolutamente fedele all’Euro”.

E te lo credo che è fedele! Da quando esiste l’Euro, la Germania ha acquisito un predominio economico e commerciale pressoché assoluto sugli altri paesi europei. Il suo tasso di disoccupazione è oggi il più basso mai registrato dal 1992, il suo mercato delle esportazioni opera in regime di quasi monopolio, l’inflazione è ridotta a zero, il suo controllo pressoché totale sulla BCE equivale ad un potere di vita e di morte sugli altri membri dell’eurozona (almeno finché questi ultimi non prenderanno a quattro mani il coraggio per provare ad evadere da questa gabbia per galline). Perché mai la Germania dovrebbe voler abbandonare un sistema valutario che le ha conferito il predominio economico e commerciale in Europa? Non se lo sogna nemmeno. Nel suo battibecco con Papandreou, la Merkel stava semplicemente facendo il suo mestiere: stava cioè tentando di stringere con più forza il cappio al collo delle nazioni subordinate, pretendendo che tutti coloro che sono venuti a trovarsi in condizioni d’insolvenza a causa dell’avventato ingresso nell’eurozona e che adesso vengono a chiedere, col piattino in mano, l’intervento salvifico dell’EFSF (European Financial Stability Facility), rinuncino al loro diritto di voto nel consiglio europeo. E’ la ben nota tecnica della circonvenzione d’incapace: prima ti convinco, con blandizie ed ampi sorrisi, ad entrare nel mio club per poterne godere le gloriose sorti e progressive; poi ti richiedo, per continuare a farne parte, di adottare misure che ti riducono sul lastrico; quando vieni a chiedere sostegno economico per rimanere in vita, te lo concedo, in cambio di una rinuncia ad una parte consistente delle tue prerogative all’interno del club; in questo modo, alla fine, ti riduco completamente in mio potere. La Merkel non ha nessuna intenzione di porre fine a questo marchingegno ricattatorio che ha reso la Germania la nazione più potente d’Europa. Semmai fa la voce grossa per paura che sia qualcun altro, non tollerando più questo asservimento suicida, a dare le dimissioni dal prestigioso consesso. Prendendo a modello, magari, coloro che un po’ per saggezza, un po’ per sfacciata fortuna, non sono mai entrati a farne parte. Come l’Islanda, il cui presidente, Olafur Ragnar Grimsson, ha dichiarato lo scorso 24 novembre: “Un anno fa, quando si discuteva dell’ingresso dell’Islanda nell’UE, la sensazione era che i mercati si sarebbero evoluti in modo tale da rendere difficile mantenere una valuta indipendente all’interno di un piccolo paese. Ma da allora abbiamo visto i paesi dell’Euro, uno dopo l’altro, finire in guai seri. Più di recente, è avvenuto in Irlanda ciò a cui ancora stiamo assistendo. A questo punto, i benefici legati al cambio di valuta non sono più così evidenti. L’Euro non è un percorso infallibile verso il successo commerciale, come greci e irlandesi stanno ora iniziando a capire”.

Desmond Lachman, membro dell’American Enterprise Institute for Policy Research (AEI), ha recentemente suggerito (non senza una punta di astuzia strategica che rivela i timori degli USA per il progressivo rafforzamento della Germania) che l’unica soluzione possibile per salvare la valuta europea sarebbe la fuoriuscita “temporanea” degli stati in crisi di solvibilità dall’area euro. Proprio ciò che la Germania non vuole, visto che ogni stato sganciatosi dal cappio dell’euro tornerebbe ad essere ben presto un potenziale e temibile concorrente. Molto meglio sobbarcarsi (e far sobbarcare agli altri paesi) il costo dei bailout e conservare quel ruolo egemone in Europa che agli Stati Uniti inizia a procurare qualche sonno agitato.

Le mire egemoniche della Germania hanno trasformato il “club euro” in un club assolutamente sui generis: di norma, ogni club che si rispetti possiede regole ferree e se queste regole vengono violate il contravventore viene espulso con ignominia per non essere mai più riammesso a far parte dell’ambita congrega. La zona euro è l’unico club in cui chi viola le regole (quelle definite dal “patto di stabilità”) non solo non viene espulso, ma costringe tutti gli altri membri ad accorrere in suo soccorso per evitarne l’espulsione, la quale determinerebbe la disgregazione immediata dell’associazione stessa, con grave danno dei suoi tesorieri. Praticamente, una volta che ci sei entrato, non riuscirai più ad uscirne, quale che sia il tuo livello di disciplina. Anzi, più violi le regole, più verrai costretto, volente o nolente, a restare rinchiuso fra le sue mura. Al massimo, a causa dell’infrazione commessa, ti verranno inflitte sanzioni e penalità, ad esempio essere rinchiuso in una cella sorvegliata a vista e costretto ad un regime di pane ed acqua per un periodo indeterminato. Sembra la definizione di un carcere più che di un club; anzi, di un lager, per restare in tema e ricordare una gloriosa istituzione della tradizione germanica.

Proprio per questo, il club/lager europeo ha ormai perduto la sua aura di prestigio e sarà difficile, da adesso in poi, trovare altre nazioni disposte a farsi infinocchiare; salvo che siano governate da traditori e venduti del più miserabile livello, simili a coloro che in Italia costituiscono la putrescente “sinistra” e il fognario “terzo polo” che mirano oggi a garantire il dissanguamento definitivo del nostro paese e il suo asservimento alle direttive di organismi sovranazionali.

La Germania sta oggi riproponendo su più ampia scala europea lo stratagemma che aveva già attuato, con successo, all’epoca della riunificazione con la DDR. Il passaggio al marco tedesco disintegrò in modo pressoché istantaneo l’industria della ex Germania Orientale, che si ritrovò nell’impossibilità di competere a causa di un tasso di cambio vigorosamente inflazionato. A distanza di oltre vent’anni dal crollo del muro, l’industria tedesca dell’est non si è ancora ripresa e il governo centrale non cessa di pompare all’est denaro per il welfare e le infrastrutture in modo da rendere i territori dell’ex DDR totalmente dipendenti da Berlino per la sopravvivenza. Allo stesso modo, il passaggio all’euro ha ridotto alle corde buona parte delle industrie dei paesi europei, i quali si trovano adesso a dipendere dai prestiti garantiti dalle istituzioni controllate dalla Germania per non finire in default e per poter importare dalla Germania le merci che non sono più in grado di produrre. Certo, si tratta di un gioco rischioso, che presenta le sue controindicazioni: ad esempio il profondo malcontento dei cittadini tedeschi, i quali, a fronte di un PIL che cresce a dismisura di anno in anno, non vedono migliorare di una virgola il proprio benessere e hanno anzi la percezione di un impoverimento generale e di un incrudelirsi delle politiche fiscali a causa della dissipazione del denaro pubblico che il governo centrale utilizza per tenere in vita il suo sistema di strozzinaggio continentale. Ma dietro i musi lunghi degli operai e degli imprenditori tedeschi, c’è un rischio che i governanti di Berlino hanno previsto e calcolato: quello di dotare la Germania di una rilevanza politica senza pari nel continente europeo a fronte di un colossale sacrificio economico imposto alla cittadinanza. Non vorrei sembrare blasfemo né fare paragoni che sarebbero senza dubbio inconcludenti, ma tutto questo non può non riportare alla memoria la politica egemonica di altri tempi e di altre germanie.         

Ci tengo a sottolineare: io non ce l’ho affatto con la Merkel, né con la Germania. Anzi, nutro nei loro confronti un’invidia senza confini. Se davvero i tedeschi dovessero riuscire a realizzare il loro progetto – che dovrebbe essere, a occhio e croce, quello di sganciarsi progressivamente dagli Stati Uniti in declino, rinsaldare i legami con la Russia e poi realizzare per via politica e finanziaria quella trasformazione dell’Europa occidentale in “lebensraum” germanico che a Hitler non era riuscita per via militare – lo riterrei comunque un vistoso miglioramento rispetto alla condizione di schiavitù criminale, umiliante e assoluta in cui la “democrazia” puzzolente degli americani ha mantenuto noi sconfitti negli ultimi 65 anni. Se proprio dobbiamo avere un padrone, molto meglio che sia un padrone europeo, con il quale abbiamo in comune una storia, una cultura e un habitat continentale, piuttosto che il barbaro padrone americano, il quale da oltre mezzo secolo non si limita a strozzarci con i suoi prestiti a interesse, ma ci minaccia con le sue basi militari, ci stermina con le sue stragi di stato appaltate ad organizzazioni appositamente predisposte sul nostro territorio (dalla mafia al Sifar, passando per Gladio), ci umilia impedendoci di avere una classe politica che non sia serva dei loro diktat, ci annichilisce distruggendo la nostra cultura e imponendoci la sua orrida musica e il suo cinema di propaganda, ci rimbecillisce con quel pattume che osa chiamare informazione. Un padrone che ci considera vermi o topi o cavie da laboratorio e ci tratta di conseguenza. Meglio la Merkel e perfino Hitler, che si limiterebbero a considerarci sudditi. Non esattamente il massimo, ma sempre un po’ meno peggio di adesso.

Siccome però prima di pensare al “meno peggio” esiste sempre un “meglio” cui è possibile aspirare, parliamo un po’ di fantascienza. Che cosa succederebbe se un paese dell’eurozona (diciamo l’Italia, tanto stiamo parlando di fantasticherie) si rendesse improvvisamente conto che l’Euro è una prigione, piantonata oltretutto da secondini maneschi, e decidesse di tagliare le sbarre e calarsi giù con un lenzuolo annodato? A sentire gli “esperti”, sarebbe l’apocalisse: i costi dell’abbandono della moneta unica supererebbero di gran lunga i potenziali benefici in termini di maggiore competitività delle esportazioni; l’Italia resterebbe isolata per anni e sarebbe evitata dagli investitori come un  lebbrosario della finanza; il debito estero delle industrie private e statali, denominato in euro, crescerebbe a dismisura a causa della svalutazione della nuova (vecchia) moneta; i tassi d’interesse andrebbero alle stelle. Insomma, a sentire gli esperti, perché mai dovremmo tentare di evadere da questa comoda prigione monetaria, dove abbiamo un letto e un pasto caldo garantito (almeno per il momento), per avventurarci nel mondo esterno, che è pieno di pericoli e dove dovremmo contare sulle nostre sole forze?   

Qui si tratta di capire che tipo di nazione siamo o desideriamo diventare. Soprattutto, si tratta di capire se ci interessa ancora essere una nazione o se invece ci troviamo più a nostro agio nel ruolo, meno impegnativo, di colonia. Se ci interessa essere una nazione, dovremmo capire che l’appartenenza all’eurozona o perfino alla stessa UE ci priva di ogni prerogativa di sovranità e dunque della stessa possibilità di definirci una nazione politicamente autonoma. In cambio di una sopravvivenza stentata e miserabile nella periferia di un organismo sovranazionale, ci toglie ogni prospettiva di sviluppo, ogni possibilità di definire i nostri obiettivi strategici, ogni indipendenza in politica estera, ogni capacità d’intervento in questioni interne cruciali quali la politica del lavoro, la politica energetica, i finanziamenti all’industria, la fiscalità, la sanità, l’istruzione, la ricerca scientifica e militare. Tutti i problemi che ogni cittadino italiano sente oggi ammassarsi sulle proprie spalle, che rendono privo di senso l’agire sociale e di cui si è soliti attribuire la responsabilità, a fasi alterne, ora al governo di centrodestra, ora a quello di centrosinistra, hanno invece una sola radice: l’impossibilità di qualunque governo, di qualunque colore, di compiere scelte e perseguire finalità d’interesse comune a causa dell’assoggettamento a normative sovranazionali che privano la politica di qualsiasi capacità di movimento. Si tratta, insomma, di decidere se preferiamo un carcere sicuro (si fa per dire) o una libertà rischiosa.

Lo scorso 10 novembre, in una lettera scritta a Il Foglio, Paolo Savona, ex ministro dell’Industria e presidente del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, ha chiesto di prendere in seria considerazione la seconda possibilità.

“Anche se si fa finta che il problema non esista”, scrive Savona, “il cappio europeo si va stringendo attorno al collo dell’Italia. È giunto il momento di comprendere che cosa stia effettivamente succedendo nella revisione del Trattato di cui si parla e nella realtà delle cose europee, prendendo le necessarie decisioni; compresa quella di esaminare l’opportunità di restare o meno nell’Unione o nella sola euro area, come ha fatto e fa il Regno Unito gestendo autonomamente tassi di interesse, creazione monetaria e rapporti di cambio. Se l’Italia decidesse di seguire il Regno Unito – ma questa scelta va seriamente studiata – essa attraverserebbe certamente una grave crisi di adattamento, con danni immediati ma effetti salutari, quelli che ci sono finora mancati: sostituirebbe infatti il poco dignitoso vincolo esterno con una diretta responsabilità di governo dei gruppi dirigenti. Si aprirebbe così la possibilità di sostituire a un sicuro declino un futuro migliore attraverso il reimpossessamento della sovranità di esercitare scelte economiche autonome, comprese quelle riguardanti le alleanze globali”.

Credo che la chiave del discorso sia quella che chiama in causa la “diretta responsabilità di governo dei gruppi dirigenti”. E’ questa che all’Italia manca da quasi vent’anni. E’ l’assenza di responsabilità da parte di chi dovrebbe gestire la cosa pubblica che lamentiamo spesso nei nostri discorsi sullo stato della politica, ma senza comprenderne le cause, attribuendo scioccamente tale assenza agli insignificanti episodi di malversazione o agli scandalucci sessuali di cui i giornali riempiono le prime pagine per dirottare altrove la nostra attenzione. In realtà il vuoto della politica non è tale per intrinseco difetto di qualità dei politici nostrani (che in passato non sono mai stati dei santi, ma nemmeno più corrotti della media di qualunque altro paese), bensì per il vuoto di potere che è stato loro imposto per decreto, anzi, per Trattato, e che viene compensato con generose e incontrollate retribuzioni per non farli sentire del tutto impotenti. Viene loro consentito di essere dei kapò nullafacenti per risarcirli dell’irrimediabile perdita di potere e di responsabilità che è scaturita dalla reclusione del nostro paese nel lager dell’Unione Europea.

Chiunque creda che si possano migliorare le cose cambiando governo (cioè cambiando sorveglianti) senza prima uscire dal lager è un pazzo o un ingenuo o più probabilmente un traditore. Uno dei tanti traditori che sciamano come mosche nei campi di prigionia. Se decideremo di tornare ad essere liberi – affrontando tutte le privazioni e i temporanei disagi che ogni riconquista della libertà inevitabilmente porta con sé – dovremo affrontare il problema alla radice, passando oltre tutte le ciarle sulle amanti e le tangenti di questo o quel dirigente politico. Nostro unico strumento di valutazione sull’operato dei governanti dovrà essere la rispondenza o meno del loro programma e delle loro azioni ad un progetto di rinascita ed indipendenza nazionale; progetto che i politici attuali, infiacchiti come sono da un ventennio di subalternità a poteri stranieri, non sono minimamente in grado neppure di concepire. Dovranno essere sostituiti in tempi brevi e poi si dovrà lasciare campo libero – anche con poteri eccezionali, se occorre – a una nuova classe dirigente, determinata a ripristinare la nostra dissolta sovranità utilizzando la necessaria spietatezza contro le molte “quinte colonne” che hanno appoggiato le mire dei nostri carcerieri, conducendoci a questo disastro. Che il moralismo e la cronaca rosa siano banditi dal discorso politico. Risollevarsi dallo stato di cattività è un compito difficile e gravoso, che non può e non deve essere intralciato da inutili pettegolezzi comarili.

Gianluca Freda
Fonte: http://blogghete.blog.dada.net
Link: http://blogghete.blog.dada.net/archivi/2010-12-07
7.12.2010

Pubblicato da Davide

  • wiki

    ho l’impressione che l’autore dell’articolo lo abbia scritto non tanto per informare ma per fare un po’ di ginnastica con le dita sulla tastiera…o forse peggio, per demagogia !

    https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=29426

  • wiki

    sembra che la propaganda dell’oligarchia politicante si sia messa in moto con un unico obbiettivo: sparare a zero contro l’ennesimo mezzo di distrazione di massa e ottimo capro espiatorio da dare in pasto al popolo italiota : la moneta dalle caratteristiche intrinsecamente anti inflattive ( in quanto moneta forte ) dell’euro, che se accompagnata da politiche economiche non demagogiche ed inique e minimamente efficaci ( che sarebbero dovute essere attuate anche e soprattutto in passato…) garantirebbe il benessere delle persone comuni…ma meglio farci ammaliare dalle sirene della propaganda, forse è più semplice, consolatorio e rassicurante…avanti così popolo italiota…

  • irtimood

    Neanche dall’altra parte dell’oceano se la passano bene: Gli investitori tornano a vendere dollari [www.forexinfo.it]

  • vic

    Stavolta siamo finiti, poffarbacco, nel cortile di una prigione-lager. E’ l’ora d’aria. C’e’ chi gira in tondo, chi avanti e indietro, chi cosi’ facendo borbotta col vicino di passeggiata. Sentiamo un po’

    Arsenio Lupin: Non, non, ça va pas.
    Teo Evasopoulos: Pensaci bene Arsenio, ne ridiscuteremo.
    Gion Filipescu: Voi siete matti da legare, pfui.
    Art O’Connor: O’dio che idea, devo rimuginarla bene.
    Peppino Ex Filippo: Mi piace, ne parlo a Toto’ Votantonio poi vi dico.
    Branco Leonleon: O scemuniti, osservate come si fa’!

    Tutti si girano verso di lui che, bonta’ sua, si smembra in modo inconsueto davanti ai loro occhi. Prima i piedi, leggeri leggeri, a cui nessun sorvegliante fa caso, se ne vanno, passando sotto la rete che delimita la prigione-lager. Poi un braccio, raggiunta la rete rotolando, la supera scivolandoci sotto. Gli fa compagnia un’orecchio, che in modo impercettibile, senza rumore alcuno, ha seguito l’esempio dei membri piu’ avanguardisti.

    Non vi descrivo la scena della fuga del pene, perche’ non interessa a nessuno.
    Posso solo dirvi che una volta fuori dalla prigione-lager viene loro incontro una certa Iside, pare molto pratica nell’arte della ricostituzione e rivitalizzazione dei corpi smembrati.

    Occhio ai membri!

  • AlbertoConti

    L’unica moneta non inflattiva è la moneta d’oro zecchino, al 99,99%. Questa è stata l’utopia della “buona moneta”, e lo è ancora, per reazione alla cattiva moneta del default di sistema, quella iperinflattiva. Ma siamo certi che sia l’obiettivo ideale corretto per una politica monetaria sociale? Non sono invece i fatti storici a provare che questo (della moneta “stabile”) è l’obiettivo sbagliato, peggio la vera causa delle sperequazioni sociali? I ricchi sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri, i forti sempre più forti, i deboli sempre più deboli. Questi sono i fatti di un economia a moneta “stabile”, oltretutto una moneta-debito stabile, che è una contraddizione in termini. Dovremmo imparare tutto dalla Germania, tranne la politica monetaria.

  • wiki

    una moneta stabile o forte, da certezza nell’economia…e cosa più della certezze negli scambi economici e nei prezzi permette di individuare le rendite parassitarie di taluni soggetti nocivi per il bene comune ??

    Tirare fuori la storia della moneta legata al valore dell’oro di questi anni è un non senso o un’utopia…di questi anni si può parlare di monete più o meno forti, che di conseguenza proteggono più o meno dall’inflazione…la moneta legata all’oro la lascio appunto agli utopisti o anime belle che vivono nel modo delle meraviglie…

  • wiki

    la gente comune sappia che una moneta forte o stabile, le permette di individuare con più certezza gli effetti dei propri scambi economici…e di conseguenza di individuare più chiaramente le speculazioni di taluni parassiti economici…la moneta forte e stabile permette di valutare più precisamente il valore economico reale delle cose…e per dire un’ultima cosa ma forse la più importante…la Germania ha avuto una simile crescita economica pur uscendo dalla seconda guerra mondiale completamente devastata e rasa al suolo…anche e soprattutto grazie ad una moneta forte e stabile…

  • Allarmerosso

    Come fai a dire che l’euro non è inflazionistico … ???

  • wiki

    nei link che ti ho allegato c’è parecchia roba ma questo è il prezzo da pagare per riuscire ad individuare le mistificazioni, demagogie e disinformazioni martellati a proprosito dell’euro fatte per lo pìù da taluni “tirapiedi” dell’oligarchia politicante…

  • wiki
  • Hamelin

    -“Qui si tratta di capire che tipo di nazione siamo o desideriamo diventare”- .
    Bhè io direi in primis che qui bisogna capire che prima bisogna “diventare una nazione” , cosa che reputo assai difficile per l’Italietta nella quale dopo quasi 150 anni ci sono ancora divisioni talemente forti che fanno si che questo paese sia un “Non Stato”.
    -“Soprattutto, si tratta di capire se ci interessa ancora essere una nazione o se invece ci troviamo più a nostro agio nel ruolo, meno impegnativo, di colonia”-
    Giusta la seconda , quindi prego leggere due libri di storia per capire il semplice concetto che dalla fondazione dell’Italia siamo una colonia , ufficialmente e di facciata Sabauda …in realtà Francese ed Inglese (mentre prima Austro-Borbonica).

    Mi viene in mente un bellissimo esempio tratto dal film ” Braveheart ” .

    Nell’ultima scena Sir Robert Bruce si trova con l’esercito schierato sul campo a chiedere il riconoscimento come sovrano della Scozia ( come nazione ) al re e ai Lord Inglesi che glielo debbono concedere in cambio dell’accordo per il Tradimento di Wallace , ed un soldato o Lord Inglese esclama una frase del tipo : ” Vi siete lavati bene le chiappe…Stanno per essere baciate da un re…”
    Alla fine Sir Bruce ingaggia battaglia per il suo diritto a renare senza essere sottomesso da nessuno e conquista la libertà per il regno della Scozia dall’egemonia Inglese .

    Bene l’Italia si trovo’ di fronte alla stessa scelta … e scelse di baciare le Chiappe di Napoleone Terzo e degli Inglesi…
    Senza i quali le due barchette dei mille sarebbero state spazzate via dalla grandiosa flotta Borbonica in un nanosecondo….

    Evasione da che?Per evadere significa che c’è la possibilità di scegliere.
    L’azione o l’inazione compartano sempre una scelta .
    Una scelta comporta sempre una libertà .
    Uno schiavo non ha libertà .

    In Italia purtroppo c’è chi crede che la libertà sia andare alle urne a mettere un x , senza la scelta con nella testa la frase :”il meno peggio”…

    Finchè la gente e messa cosi’ è facile da dominare , nonchè ridicola .

    E’ come se ti chiedessero se nel didietro preferisci una carota o una zucchina… e tu alla “meno peggio” scegli la carota…

    Mentre un saggio si rifiuta di prenderlo nel didietro a prescindere da qualunque cosa sia…
    e non perchè sia “il meno peggio”.

    Un altro punto che mi ha fatto riflettere è :
    -“affrontando tutte le privazioni e i temporanei disagi che ogni riconquista della libertà inevitabilmente porta con sé”

    Questa è una contraddizione in termini : il concetto di libertà è in netta antitesi con il concetto di privazione . Quando c’è privazione non c’è libertà e non c’è scelta .
    Senza considerare il fatto che la maggioranza degli Italiani vive in uno stato di Privazione e Disagio da almeno 10 anni , dovendo contare pure i centesimi per arrivare a fine mese…ma evidentemente non è il caso dell’autore…

    Non c’è che dire come propaganda non male…
    Forse riuscirebbe a convincere un tronista della De Filippi…o la Vento…

  • wiki

    questo signore di economia e politica monetaria ne deve capire veramente poco…forse è più esperto di oligarchie politicanti…

  • Skaff

    no grazie. non mi faccio rimbecillire per cosi’ poco. Se non sai spiegarlo con meno parole, e’ una fregnaccia. (cosi mi diceva mia nonna, saggezza popolare).

  • illupodeicieli

    Concordo con il fatto che la maggior parte delle persone è in difficoltà: perciò prima di intraprendere alcune strade o compiere scelte (che presuppongono che si possa scegliere, votare, decideree quindi essere padroni della e nella propria nazione) è bene avere la pancia piena o poterla almeno riempire. Il buon Nero Wolfe non parlava mai di lavoro a tavola: i casi si affrontavano dopo aver mangiato e …bene. Qui oggi non abbiamo possibilità di scegliere neppure chi decida per noi in parlamento: e neppure di poterlo, eventualmente richiamare se non si comporta come dovrebbe (vedi anche l’articolo comparso ieri sul forum sugli studenti inglesi e la decapitazione dei candidati). La parte economica, le leggi che danno a Equitalia uno strapotere, i mega stipendi di parlamentari e funzionari dello stato , la mancata possibilità di lavorare o di poter accedere al credito, di poter esistere e contare qualcosa, umilia e fiacca gli individui. Se guardate in faccia chi incontrate per strada forse riuscirete a leggere insoddisfazione e frustrazione in tanti volti.

  • wiki

    se non sai capirlo con le poche parole che ho piegato quì sopra e quì sotto, dovresti tentarlo di capire con più parole, visto che la cosa è complessa da spiegare e presuppone un minimo di cultura economica ( a proposito tu ce l’hai un minimo di cultura economica ?) …altrimenti potresti essere un fregnacciaro…

  • ClaudioCecchetti

    Mont Pèlerin Society. Fondata nel 1947
    dall’economista austriaco Friedrich Hayek, essa raccolse le idee che avrebbero poi guidato le successive
    fasi del piano di distruzione di Stati, leggi e cittadini e incoraggiato la nascita di altre Think Tanks (centri
    di studio) raccoglitrici sia di fondi che di cervelli, fra cui svettano ancora oggi l’Institute for Economic
    Affairs e l’Adam Smith Institute di Londra. Già allora Hayek immaginava il suo lavoro come quello di
    chi deve colonizzare capillarmente con le proprie idee il mondo universitario, i media, i governi e il
    settore privato. In Italia non si perse tempo, e nacquero le fondazioni emuli delle sorelle estere attorno
    alla seconda metà degli anni ’50. Per esempio la CUOA (1957), dalle cui stanze sono usciti nomi come
    Mario Draghi, Marchionne, la Marcegaglia, Montezemolo, Profumo, Doris e altri. Seguiranno molte
    altre, come la Prometeia di Andreatta nel 1974, l’Arel nel ’76, e poi la Adam Smith Society, il CMSS,
    l’ICER, l’Istituto Bruno Leoni, l’Acton.

  • ClaudioCecchetti

    la Mont Pèlerin Society. Fondata nel 1947
    dall’economista austriaco Friedrich Hayek, essa raccolse le idee che avrebbero poi guidato le successive
    fasi del piano di distruzione di Stati, leggi e cittadini e incoraggiato la nascita di altre Think Tanks (centri
    di studio) raccoglitrici sia di fondi che di cervelli, fra cui svettano ancora oggi l’Institute for Economic
    Affairs e l’Adam Smith Institute di Londra. Già allora Hayek immaginava il suo lavoro come quello di
    chi deve colonizzare capillarmente con le proprie idee il mondo universitario, i media, i governi e il
    settore privato. In Italia non si perse tempo, e nacquero le fondazioni emuli delle sorelle estere attorno
    alla seconda metà degli anni ’50. Per esempio la CUOA (1957), dalle cui stanze sono usciti nomi come
    Mario Draghi, Marchionne, la Marcegaglia, Montezemolo, Profumo, Doris e altri. Seguiranno molte
    altre, come la Prometeia di Andreatta nel 1974, l’Arel nel ’76, e poi la Adam Smith Society, il CMSS,
    l’ICER, l’Istituto Bruno Leoni, l’Acton.

    Alain Parguez, professore Emerito di economia all’università di
    Besancon, un insider della European Investment Bank del Lussemburgo, profondo conoscitore ed ex
    consulente dei protagonisti di cui si parla: “Pochissimi politici comprendono come funziona il
    sistema monetario, e la vera natura della Banca Centrale Europea, per cui cascano facilmente nella trappola ideologica
    delle elites finanziarie. Ad esempio Jean-Claude Trichet (oggi governatore della BCE, nda) quando era direttore del Tesoro
    francese ignorava del tutto le regole del sistema bancario moderno e dell’economia”.

    http://www.paolobarnard.info/docs/Il_Piu_Grande_Crimine.pdf

  • ClaudioCecchetti

    Mont Pèlerin Society. Fondata nel 1947 dall’economista austriaco Friedrich Hayek, essa raccolse le idee che avrebbero poi guidato le successive fasi del piano di distruzione di Stati, leggi e cittadini e incoraggiato la nascita di altre Think Tanks (centri di studio) raccoglitrici sia di fondi che di cervelli, fra cui svettano ancora oggi l’Institute for Economic Affairs e l’Adam Smith Institute di Londra. Già allora Hayek immaginava il suo lavoro come quello di chi deve colonizzare capillarmente con le proprie idee il mondo universitario, i media, i governi e il settore privato. In Italia non si perse tempo, e nacquero le fondazioni emuli delle sorelle estere attorno alla seconda metà degli anni ’50. Per esempio la CUOA (1957), dalle cui stanze sono usciti nomi come Mario Draghi, Marchionne, la Marcegaglia, Montezemolo, Profumo, Doris e altri. Seguiranno molte altre, come la Prometeia di Andreatta nel 1974, l’Arel nel ’76, e poi la Adam Smith Society, il CMSS, l’ICER, l’Istituto Bruno Leoni, l’Acton. Alain Parguez, professore Emerito di economia all’università di Besancon, un insider della European Investment Bank del Lussemburgo, profondo conoscitore ed ex consulente dei protagonisti di cui si parla: “Pochissimi politici comprendono come funziona il sistema monetario, e la vera natura della Banca Centrale Europea, per cui cascano facilmente nella trappola ideologica delle elites finanziarie. Ad esempio Jean-Claude Trichet (oggi governatore della BCE, nda) quando era direttore del Tesoro francese ignorava del tutto le regole del sistema bancario moderno e dell’economia”. http://www.paolobarnard.info/docs/Il_Piu_Grande_Crimine.pdf

  • ClaudioCecchetti

    Mont Pèlerin Society. Fondata nel 1947 dall’economista austriaco Friedrich Hayek, essa raccolse le idee che avrebbero poi guidato le successive fasi del piano di distruzione di Stati, leggi e cittadini e incoraggiato la nascita di altre Think Tanks (centri di studio) raccoglitrici sia di fondi che di cervelli, fra cui svettano ancora oggi l’Institute for Economic Affairs e l’Adam Smith Institute di Londra. Già allora Hayek immaginava il suo lavoro come quello di chi deve colonizzare capillarmente con le proprie idee il mondo universitario, i media, i governi e il settore privato. In Italia non si perse tempo, e nacquero le fondazioni emuli delle sorelle estere attorno alla seconda metà degli anni ’50. Per esempio la CUOA (1957), dalle cui stanze sono usciti nomi come Mario Draghi, Marchionne, la Marcegaglia, Montezemolo, Profumo, Doris e altri. Seguiranno molte altre, come la Prometeia di Andreatta nel 1974, l’Arel nel ’76, e poi la Adam Smith Society, il CMSS, l’ICER, l’Istituto Bruno Leoni, l’Acton. Alain Parguez, professore Emerito di economia all’università di Besancon, un insider della European Investment Bank del Lussemburgo, profondo conoscitore ed ex consulente dei protagonisti di cui si parla: “Pochissimi politici comprendono come funziona il sistema monetario, e la vera natura della Banca Centrale Europea, per cui cascano facilmente nella trappola ideologica delle elites finanziarie. Ad esempio Jean-Claude Trichet (oggi governatore della BCE, nda) quando era direttore del Tesoro francese ignorava del tutto le regole del sistema bancario moderno e dell’economia”. http://www.paolobarnard.info/docs/Il_Piu_Grande_Crimine.pdf

  • wiki

    ah..di nuove “”””””””perle di saggezza””””””””””” di Barnard che ha ammesso più volte di capirne poco di economia pur avendo scritto quel suo prolisso “””””saggio””””””””…siamo apposto prima il signore che ha scritto l’articolo quì sopra basato per lo più su anatemi che sembrano politici o meglio politicanti…e ora la citazione da quel “pippone” scritto da Barnard in collaborazione con una serie di economisti ammerrikkani per lo più sconosciuti…sul “”saggio”” io che ne ho letto solo 1 o 2 pagine notando sin dall’inizio delle imprecisioni ho pricipalmente 2 dubbi…che ho chiiesto di chiarirmi a Barnard anche in occasione di un’altro dei suoi anatemi contro l’euro…senza ottenere risposta..ho chiesto chiarimenti sul “più grande crimine” perche ho visto uno dei suoi video su internet in cui ripete più o meno le stesse inprecisioni o grossolane contraddizioni economiche che
    avevo intravisto nel suo cosiddeetto “””saggio”””…non ho ancora ottenuto risposta alcuna…

  • wiki

    aggiungo chee con Barnard non ho proprio interloquito via internet, perche semplicemente non ha risposto alle mie domande nei commeti ai suoi post…ho provato a chiedere alla sua fedele fan Mikaela che spesso interviene su CDC, la quale dice di aversi letto il prolisso “”””saggio “”””” di Barnard , “il più grande crimine” ( per lo più pieno di congetture che sembrano complottiste per come la vedo io…)…ma non ho ottenuto specifiche risposte nemmeno da una che si auto definisce un’attenta lettrice dei “””saggi””” di Barnard, talchee è nato inme il dubbio che non lo abbia letto neppure lei o che leggendolo proprio non ne abbia compreso il contenuto…

  • wiki

    ah..di nuove “”””””””perle di saggezza””””””””””” di Barnard che ha ammesso più volte di capirne poco di economia pur avendo scritto quel suo prolisso “””””saggio””””””””…siamo apposto prima il signore che ha scritto l’articolo quì sopra basato per lo più su anatemi che sembrano politici o meglio politicanti…e ora la citazione da quel “pippone” scritto da Barnard in collaborazione con una serie di economisti ammerrikkani per lo più sconosciuti…sul “”saggio”” io che ne ho letto solo 1 o 2 pagine notando sin dall’inizio delle imprecisioni ho pricipalmente 2 dubbi…che ho chiiesto di chiarirmi a Barnard anche in occasione di un’altro dei suoi anatemi contro l’euro…senza ottenere risposta..ho chiesto chiarimenti sul “più grande crimine” perche ho visto uno dei suoi video su internet in cui ripete più o meno le stesse inprecisioni o grossolane contraddizioni economiche che avevo intravisto nel suo cosiddeetto “””saggio”””…non ho ancora ottenuto risposta alcuna…

    aggiungo chee con Barnard non ho proprio interloquito via internet, perche semplicemente non ha risposto alle mie domande nei commeti ai suoi post…ho provato a chiedere alla sua fedele fan Mikaela che spesso interviene su CDC, la quale dice di aversi letto il prolisso “”””saggio “”””” di Barnard , “il più grande crimine” ( per lo più pieno di congetture che sembrano complottiste per come la vedo io…)…ma non ho ottenuto specifiche risposte nemmeno da una che si auto definisce un’attenta lettrice dei “””saggi””” di Barnard, talchee è nato inme il dubbio che non lo abbia letto neppure lei o che leggendolo proprio non ne abbia compreso il contenuto…

  • wiki
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  • stefanodandrea

    Caro Alberto, mi puoi chiarire perché una moneta debito stabile è una contraddizione in termnini’?

  • AlbertoConti

    @wiki: “una moneta stabile o forte, da certezza nell’economia” Certo, ma a quale economia? Quella dei rentiers. Chi in qualsiasi modo, criminale compreso, accumula capitale monetario, ha tutto l’interesse a che non si svaluti. L’imprenditoria FINANZIARIA si mescola e prevale su quella PRODUTTIVA (FIAT docet), con tutti i disastri sociali che ne conseguono. In ogni caso la stabilità assoluta della moneta non esiste, la stessa BCE aveva stabilito inizialmente un’inflazione fisiologica entro il 3%, presto rivelatasi nei fatti oltre il 10% (ISTAT a parte). Forte e stabile sono poi due concetti nettamente diversi, uno esterno e l’altro interno. Il fatto è che l’economia è dinamica, con logiche di breve, di medio e di lungo periodo. Su quest’ultimo il predominio finanziario ha fatto carne tritata dei lavoratori, giusto su un concetto di “stabilità” a due velocità.

  • wiki

    le critiche che tu muovi ad una moneta stabile ( le monete forti solitamente sono abbastanza stabili…)…poco c’entrano con le caratteristiche della moneta ( derivanti anche da norme giuridiche…) …ma c’entrano di più con le politiche economiche e non monetarie parlando d’Europa dei Paesi membri della CE…l’ euro a mio modo di vedere nella sostanza ha fatto il suo lavoro di moneta stabile, ma anche forte…il resto lo hanno fatto le politiche economiche dei governi italiani…

  • wiki

    le critiche che tu muovi ad una moneta stabile ( le monete forti solitamente sono abbastanza stabili…)…poco c’entrano con le caratteristiche della moneta ( derivanti anche da norme giuridiche…) …ma c’entrano di più con le politiche economiche e non monetarie parlando d’Europa dei Paesi membri della CE…l’ euro a mio modo di vedere nella sostanza ha fatto il suo lavoro di moneta stabile, ma anche forte…il resto lo hanno fatto le politiche economiche dei governi italiani…

    e riposto:

    https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=24468

  • AlbertoConti

    Perchè non c’è nulla di più “instabile” di un debitore, di chi ha promesso di realizzare ricchezza con le proprie forze per ripagare debito più interessi (in 10 – 20 anni il doppio del capitale inizialmente ottenuto in prestito). Oltre agli imprevisti, incidenti di percorso, fragili progetti, cattive valutazioni, ecc. ecc. rimane il dato di fondo, il dover realizzare molta più ricchezza di quella utilizzata direttamente. Questo elemento, da solo, su grande scala rende instabile qualunque sistema che non sia in una particolare e temporanea fase di crescita straordinaria. La conferma l’abbiamo sotto gli occhi: Milano è un gigantesco cantiere edile, per un futuro di gente senza più soldi in tasca e sicurezza di lavoro per usufruirne. Ovvero la spinta inerziale di un vecchio boom economico generalizzato, ma ormai definitivamente esaurito e convertito in speculazione finanziaria (parassitaria per pochi).

  • wiki

    come ben saprai e come spesso è sotteso ai miei ragiomamenti economici, in economia di valori assoluti ne esistono ben pochi,
    per cui la tua osservazione sulla moneta stabile in assoluto che fai quì sotto la trovo pleonastica…io dico che l’euro ha le caratteristiche per essere una moneta più stabile e forte della lira…politiche economiche distorte ed inique dei governi permettendo…

  • wiki

    @Albertoconti ovviamente…

  • AlbertoConti

    più che una critica la mia è la messa in discussione di un dogma altrimenti indiscusso, che è stabile=buono. Certo che l’inflazione elevata colpisce prima di tutto i salariati a basso reddito, ma cos’altro non li colpisce prima degli altri? Altrettanto evidente che il vaso di ferro tra i vasi di coccio dell’area euro è la Germania, la più rigorosa sostenitrice del “patto di stabilità”, rivelatosi piuttosto un patto leonino. Distinguere le politiche economiche da quelle monetarie può essere questione accademica, che non m’interessa. La realtà è una sola, dove moneta ed economia sono strettissamente correlate, tanto più quanto più si va avanti (con tecnologia e massificazione).

  • wiki

    altra osservazione …è più facile che una moneta forte e stabile la si possa far diventare all’occorenza ( se proprio necessita…) in base alla congiuntura economica , una moneta debole , abbassado il TUS…
    ben più difficile la situazione inversa…soprattutto per uno Stato come quello italiano…e l’nflazione per il politicante italiano, (dopo aver dispensato “magistrali politiche economiche a favore del benessere dei cittadini” )è da sempre fra i suo sogni reconditi…

  • wiki

    @AlbertoConti :

    all’ora le altre variabili che colpiscono i redditi fissi sono molte probabilmente ma per lo meno no si aggiunge anche l’inflazione…
    io direi che stabilità quando è sinonimo di buon equilibrio è realmente una cosa buona ! Distinguere fra politiche economiche e quelle monetari attualmente in Italia ed Europa, ma anche negli anni dell’euro non è per nulla un esercizio accademico (!!!!)…
    perche le 2 politiche stanno in capo di fatto e di diritto a 2 soggetti distinti, ed è molto interessante ai fini dei commenti a questo articolo-anatema contro l’euro che a mio avviso crea una cortina fumogena sulle specifiche responsabilità…scusa è ma tu mica fai distinzione se senti dolore perche uno ti ha tirato un pugno o perche hai un cancro per esempio…l’origine del tuo male nei du casi da me prospettati, è ben diversa…salvo ignoranza o volontà di mistificazione…
    un medico ne cercare la cura al tuo dolore, dovrebbe tenere in primaria considerazione l’origine del tuo dolore…e così dovrebbe fare che tenta di fare un analisi economica…
    se la moneta forte e stabile ha contribuito acché la Germania arrivasse dov’è…perche non potrebbe contribuire a migliorare la situazione economica italiana in modo positivo ?
    Non venirmi a dire che nella congiuntura economica attuale l’euro penalizza l’Italia…perche la congiuntura economica attuale è stata determinata soprattutto dalle politiche o non politiche economiche nazionali ( più o meno distorte ed inique…uno che volesse iniziare un serio discorso economico per quanto riguarda l’Italia dovrebbe tenere conto ad esempio della corruzione esistente in Italia, e molto meno presente in Germania…almeno per ora …)…

  • AlbertoConti

    Lo hanno ribattezzato in TUR. Ma vedo che insisti a ragionare secondo il paradigma corrente, quello impostato sul sistema delle banche centrali, sul primato della moneta sull’economia, e a maggior ragione sulla politica. La forza di una moneta nel contesto internazionale è legata sia a fattori economici (economia forte) che strategico-politici (es. supremazia militare degli USA, che gioca non poco nel distorcere il mercato dei cambi). Sul fatto che la nostra politica sia corrotta sfondi una porta aperta. Idem per l’economia, schiacciata da capitalisti delinquenti (come minimo evasori fiscali e corruttori di giudici e politici) e da delinquenti capitalisti (con denaro sporco riciclato da un sistema bancario marcio dentro), le varie ‘ndranghete, camorre, mafie, ecc. Sono gli effetti collaterali di essere una colonia USA, sulla strada di diventare una colonia franco-tedesca. Questo sì che non c’entra col paradigma monetario, che di fronte a tanto sfacelo da solo, per quanto ribaltato come un calzino, non potrebbe fare miracoli.

  • AlbertoConti

    Se fosse vero che le politiche monetarie sono altro da quelle economiche, mi spieghi come ha fatto un produttore di pullover a garantirsi i pedaggi del sistema autostradale italiano?

  • wiki

    in realtà quello che tu chiami patto leonino a sfavore dell’Italia, potrebbe essere interpretato come un concetto di meritocrazia ( per usare un termine tanto in voga e introdotto recentemente dal governo del fare…? E che a mio modesto parere dovrebbe valere prima di tutto per i governanti ),
    trasportato a livello macro economico, oppure come una legge di mercato…chi è più forte economicamente in qualche modo ha più potere economico…
    sarebbe la concorrenza economica, che mi pare in Italia la nostra esimia classe dirigente non abbia ancora condannato…ed anzi la predichi in particolar modo alle classi sociali salariate e stipendiate…

  • wiki

    “i spieghi come ha fatto un produttore di pullover a garantirsi i pedaggi del sistema autostradale italiano?”

    garantirsi i pedaggi in che senso ?

  • AlbertoConti

    Nel senso di metterseli in tasca.

  • wiki

    guarda che la “scelta” o meglio l’affidamento di concessioni Statali c’entrano poco con la politica monetaria…

    …perche secondo te com’è che l’euro e la BCE avrebbero favorito il grande produttore di pullover ??

  • AlbertoConti

    Domanda interessante, risposta non semplice. In estrema sintesi non è tanto la semplice definizione delle regole che definiscono la creazione della moneta e i criteri della sua regolazione diretta e indiretta (i “pilastri” della BCE, sostanzialmente assai penosi dal punto di vista dei contenuti teorici), quanto piuttosto l’insieme della normativa finanziaria e bancaria, avviata negli USA e UK come “deregulation”, che ha prontamente contaminato l’euro, non senza lo zampino della classe politico-delinquente nostrana, tipo depenalizzazione del falso in bilancio, cartolarizzazioni alla tremonti, ecc. ecc. Una delle conseguenze è il connubio banche-affaristi, che comprano cose più grandi di loro con soldi malprestati dalle banche stesse, beneficiarie delle regole autoreferenziali tipo Basilea1-2-3. Le scatole cinesi con le quali tronchetti si è preso telecom per spolparla sono uno dei primi esperimenti del berlusconi-palazzinaro (Milano2). Certo il diritto societario non è codice del paradigma monetario in senso stretto, ma le degenerazioni relative si alimentano a vicenda fino a diventare “politicamente” indistinguibili. Tutti epifenomeni della finanziarizzazione parassitaria dell’economia fisica.

  • AlbertoConti

    Non è solo l’Italia nella condizione di PIIGS. Addirittura la piccola Islanda, fuori dall’area euro, è stata contaminata dall’influenza finanziaria, fino a quasi morirne. Per fortuna sono in pochi e abbastanza tosti dal gridare un bel “vaffanculo”, agli inglesi e ai tedeschi in primis.

  • wiki

    tu lo sai che governi e parlamenti nazionali hanno enormi poteri ( che dovrebbero collimare con reali voleri !!!) per regolare e limitare le operazioni bancarie pressoché di qualunque specie?

    Se tu mi dici poi che con la globalizzazione è difficile tenere fermi i capitali che in caso di regole bancarie rigide se ne andrebbero dall’Italia posso concordare…ma appunto allora è proprio per questo che serve un’ organismo economico e direi anche politico sovra nazionale quale la UE o anche la BCE …i cui con la concertazione fra Stati si tenti di contrastare le storture bancarie già a livello sovranazionale…e poi le leggi nazionali farebbero il resto…

    ti informo che la maggioranza di governo italiana è presente in tutti i principali organi della UE direi dal 1950, (ma ora, con l’euro, la comunità sovranazionale UE, è più concreta), e se avesse la ferma volontà di fermare speculazioni bancario finanziarie potrebbe manifestare tale volontà a gran voce…un Italia fuori dall’euro e dall’UE sarebbe in totale balia delle specualzioni finanziario bancarie…per come la vedo io sarebbe un disastro…

  • AlbertoConti

    è il vecchio discorso, che per quanto questa farsa di “europa unita” (dei banchieri) faccia schifo, è sempre meglio dello schifo della nostra “classe dirigente”. Non credo proprio che lo schifo meno peggio possa risolvere il problema, neppure in parte. Il principio di sussidiarietà funziona solo se i vari livelli funzionano, ciascuno per la sua parte. Altrimenti si ciurla nel manico, come formigoni dimostra ampiamente (nel suo relativamente piccolo).

  • wiki

    la realtà è che lo schifo del meno peggio costituito dalla UE, andrebbe “raccordato” con il meglio dell’Italia ( che i cittadini italiani dovrebbero pretendere !!) …

    e qui la sovranità popolare e la responsabilità di ogni persona democratica che desideri uno Stato realmente democratico e perciò efficente economicamente…senza qundi storture economiche e corruzioni…è uno stumento fondamentale…tanto quanto una cultura della democrazia reale !!

  • wiki

    Il concetto di democrazia critica quì bene espresso dal professore Zagrebelsky potrà sembrarti ingenuo, come l’idea di un bambino…ma non è forse vero che le cose più allegre e più belle spesso vengono dai bambibi di animo buono ?

    ora mi obbietterai si ma quì stiamo parlando di filosofia e di teoria…certo fin tanto che la maggioranza dei cittadini non la metteranno in partica ti rrispondo io…ma se non ci incammineremo per questa strada, la strada del bambino buono…allora tutte le strade dei bambini cattivi restano aperte…ma non porteranno ad un reale progresso economico per come la vedo io…saranno le solite corruzioni e speculazioni…ma se non esiste un bene comune…alora ognuno si pari i proprio c..lo e si può giocare tutti a carte truccate…l’importante è sopravvivere…una bella prospettiva economicaa e di vita no ?

    Quella che forse da un po’ di tempo è stata portata avanti in Italia e ci ha portato fino a quì… appunto…

    https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=29715

  • wiki

    l’attegiamento di avere tutto subito ed al massimo della qualità…è a mio modesto avviso infantile…ma nel senso egoistico e negativo del termine…

    tu il tutto e subito lo hai visto spesso nella vita ? Se si, devo dirti che sei molto fortunato…nella migliore delle ipotesi…

  • wiki

    @Alberto Conti

    la realtà è che lo schifo del meno peggio costituito dalla UE, andrebbe “raccordato” con il meglio dell’Italia ( che i cittadini italiani dovrebbero pretendere !!) …

    e qui la sovranità popolare e la responsabilità di ogni persona democratica che desideri uno Stato realmente democratico e perciò efficente economicamente…senza qundi storture economiche e corruzioni…è uno stumento fondamentale…tanto quanto una cultura della democrazia reale !!

  • irtimood

    Ho letto anch’io il “pippone” di barnard e ne ho accenato anche qui: Che cosa è il denaro? [www.forexinfo.it].

    Il saggio di Barnard contiene molti spunti interessanti ma alla fine, al momento di tirare le somme, sembra buttare tutto in caciara, come ad suggerire “mi sembra di aver capito la fregatura ma non so come uscirne”.

    Di fatto, di tutto ciò che dice, salverei una cosa: sulle gestione della moneta e di riflesso dell’economia e della politica ci sono delle correnti di pensiero o ideologie che si scontrano. Ognuna porta con sè pregi e difetti, nessuna è di per sè il modo “giusto” di operare.

    E’ vero che in economia, anche grazie al lavoro fatto negli anni nelle università, è ormai prodominante l’approccio liberista secondo cui è il mercato e non lo stato il miglior gestore possibile delle risorse.

    Il problema è che il mercato ha le sue storture e non sempre gestisce al meglio, tuttavia anche lo stato ha problemi simili (chi ha tolto la stampa della moneta ai governi l’ha fatto asserendo che “non sanno non spendere” e che quindi fosse per loro genererebbero iperinflazione).

  • wiki

    precisissimo nelle ultime tue righe, per quanto riguarda Brnard, pur non avendolo letto che per 2 pagine sospettavo che la buttasse in caciara ammettendo egli stesso di aver fatto un saggio di economia capendone ben poco…le teorie liberiste hanno i loro pesanti difetti, ma far gestire la moneta da un’ ente non politico, in minima misura influenzabile dalla politica non mi sembra sbagliato…e comunque non mi sembra rientri nelle teorie liberiste…

    io penso che lo Stato debba essere regolatore dell’economia correggendone le storture…cosa che attualmente è ancora in potere del governo Italiano…checche se ne dica ( differente è il fatto che il governo si interessato a correggere le storture e le iniquità dell’economia capitalista o del mercato)…ed è proprio perche al governo è affidato questo delicatissimo compito che la sovranità popolare deve essere ripristinata quanato prima nel senso più democratico possibile…e va abolita la legge elettorale “porcata”…

    uno dei principale in Italia a mio avviso è il deficit di democrazia nazionale, che si riperquote in campo economico…esiste infatti anche una democrazia economica…

  • nettuno

    Freda ha ragione da Vendere …. Prima si esce dall’euro meglioè.. Occorre fare una Nuova Unione con altre regole e riprendendosi la sovranità monetaria.
    Gheto capiooo….

  • Longoni

    L’autore sostiene: “In cambio di una sopravvivenza stentata e miserabile nella periferia di un organismo sovranazionale, ci toglie ogni prospettiva di sviluppo, ogni possibilità di definire i nostri obiettivi strategici, ogni indipendenza in politica estera, ogni capacità d’intervento in questioni interne cruciali quali la politica del lavoro, la politica energetica, i finanziamenti all’industria, la fiscalità, la sanità, l’istruzione, la ricerca scientifica e militare. Tutti i problemi che ogni cittadino italiano sente oggi ammassarsi sulle proprie spalle, che rendono privo di senso l’agire sociale e di cui si è soliti attribuire la responsabilità, a fasi alterne, ora al governo di centrodestra, ora a quello di centrosinistra, hanno invece una sola radice: l’impossibilità di qualunque governo, di qualunque colore, di compiere scelte e perseguire finalità d’interesse comune a causa dell’assoggettamento a normative sovranazionali che privano la politica di qualsiasi capacità di movimento.”

    Dove sta scritto tutto ciò? Da quando l’Europa impedirebbe l’Italia di attuare una politica energetica? Basterebbe l’intervista alla Repubblica di Rubbia nel 2005 per rendersi conto; l’Italia avrebbe le potenzialità per diventare l’Arabia Saudita delle energie rinnovabili, ma Rubbia fu costretto a lasciare l’Enea e il suo progetto fu sviluppato in Spagna. Qui costrinse Rubbia a chiudere i rubinetti dei finanziamenti ai ricercatori di Frascati dopo i loro interessantissimi risultati sulla fusione fredda?E delle centrali nucleari senza uranio, perché non se ne parla?
    Quale decreto UE impedì al governo italiano di seguire l’interesse nazionale? E quale decreto UE impedì all’Italia di non leccare le chiappe di Bush nella finta guerra contro il pseudoterrorismo? Quale decreto UE impedì all’Italia di seguire l’esempio di Francia e Germania nell’opporsi alla guerra in Iraq?
    Quale decreto UE impedisce il governo italiano di finanziare la ricerca, di compiere scelte indipendenti in politica estera? Quale decreto europeo costringe l’Italia a comprare 130 caccia americani di nuova generazione. A cosa serviranno all’Italia che ripudia la guerra come mezzo di soluzione dei conflitti?
    Quale decreto UE permette agli imprenditori italiani con le pezze al culo di appropriassi delle concessioni pubbliche per poi indebitarle e trasferire gli utili all’estero? E al Delinquente Marchione di poter ricattare i lavoratori di un’azienda che di privato ha solo l’accaparrarsi degli utili per scaricare le perdite sulla collettività?
    Quale decreto UE obbliga l’Italia a mantenere una classe politica corrotta e incapace all’inverosimile ma con i stipendi più alti d’Europa?
    Quale decreto UE obbliga il Made in Italy a trasferirsi dove la manodopera costa meno?
    Credo che ogni persona capace di un minimo di comprendonio su questo blog sarà in grado di completare questa lista e smascherare questo pessimo articolo di propaganda senza capo ne coda che ha come unico intento quello di creare inutile confusione. Lo stesso concetto vale anche per le altre sperequazioni del buon senso di questo articolo.
    Che brutta propaganda!!

  • wiki

    buone osservazioni…

  • Ricky

    Qui Freda ha ragione l’euro é una catastrofe.
    E’ un marco travestito, il che ci pone alla mercé delle ambizioni egemoniche della borghesia tedesca.
    Legare economie deboli a una moneta forte ha sempre prodotto sfracelli basta vedere cosa é successo in latino america quando alcuni paesi hanno deciso di legarsi al dollaro.
    Purtroppo Freda arriva fuori tempo, sono mesi che articoli come questo girano in tutta europa.

  • wld

    Grande verità AlbertoConti, vivo a Milano e di speculazioni parassitarie politiche le vedo tutti i giorni, come la Metropolitana 5 che non ha mai fine ed è lievitata di cinque volte il suo valore, tutta l’area di Melchiorre Gioia, con grattacieli che resteranno vuoti perennemente, tutta l’area della vecchia fiera, solo per fare alcuni esempi, ma di case per la povera gente ad affitti equi non se ne parla. Mi verrà da ridere quando metteranno le mani nella torta EXPO, saranno tutti in prima fila a spartirsela. E’ come dicevi Tu, speculazione finanziaria parassitaria solo per pochi. wlady