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PROFESSORE RUSSO: IL CROLLO DELL'AMERICA

POTREBBE INIZIARE TRA DUE MESI

DI PAUL JOSEPH WATSON
Prison Planet

L’autore della profezia apocalittica dice che Obama non sta facendo niente per prevenire la disintegrazione

Il professore russo Igor Panarin dice che gli eventi continuano a confermare la sua predizione apocalittica, fatta per la prima volta più di dieci anni fa, che gli Stati Uniti sarebbero crollati completamente come l’Unione Sovietica prima della fine del 2010 e avvisa che potrebbe iniziare a verificarsi il caos già tra due mesi.

Panarin, dottore in scienze politiche nonché docente dell’Accademia Diplomatica presso il Ministero degli Affari Esteri della Russia ha detto ieri ai giornalisti, durante la presentazione del suo nuovo libro che il presidente Obama non ha fatto niente per prevenire la crisi, che si sta rapidamente avvicinando e che potrebbe iniziare a verificarsi propriamente a novembre.“Obama è il ‘presidente della speranza’, ma tra un anno la speranza non ci sarà più”, ha detto Panarin. “Praticamente è un altro Gorbachev – gli piace parlare, ma non è riuscito a fare realmente nulla. Gorbachev almeno è stato segretario dell’amministrazione di un partito comunista regionale, mentre Obama era solo un assistente sociale. La sua è una mentalità totalmente diversa. È una persona gentile che parla con altrettanta gentilezza – ma non è un leader e porterà l’America al crollo. Quando gli Americani lo capiranno – sarà come l’esplosione di una bomba”.

Dal 1998 Panarin ha preannunciato la futura disintegrazione degli Stati Uniti e il crollo del dollaro. La recente vittoria elettorale del Partito Democratico Giapponese è un altro segno che il crollo economico degli USA è imminente, secondo Panarin.

“Oggi ho ricevuto un’altra conferma che il crollo del dollaro e degli USA è inevitabile. Il Partito Democratico Giapponese ha vinto le elezioni, e vorrei ricordarvi che il suo leader [Yuko Hatoyama] ha nei suoi piani economici di snobbare il dollaro. In parole povere, ha in programma di trasferire le riserve monetarie del Giappone dal dollaro americano ad un’altra valuta. Questa mossa accelererà seriamente il crollo del cambio del dollaro già a novembre. E la disintegrazione seguirà poco dopo”, ha detto, aggiungendo che anche la Cina il prossimo anno inizierà ad abbandonare il dollaro in modo massiccio e che la Russia inizierà a vendere il petrolio e il gas in rubli.

Panarin ha dichiarato in precedenza [3] che il dollaro sarebbe stato infine sostituito con “una valuta comune, l’Amero, come nuova unità monetaria”, in riferimento all’accordo di alleanza per la sicurezza e la prosperità tra gli USA, il Canada e il Messico.

Prevede la suddivisione degli USA in sei parti diverse, pressappoco su linee simili a quelle del 1865 [4] durante la Guerra Civile, “la costa del Pacifico, con la sua crescente popolazione cinese; il sud, con gli Ispanici; il Texas, dove sono in aumento i movimenti per l’indipendenza; la costa dell’Atlantico, con la sua mentalità separata e distinta; cinque degli stati centrali più poveri con le loro grandi popolazioni di nativi americani; e gli stati settentrionali, dove l’influenza del Canada è forte”, secondo Panarin.

Nel lungo termine Panarin prevede che gli stati separatisti finiranno in ultima istanza sotto il controllo dell’Unione Europea, del Canada, della Cina, del Messico, del Giappone e della Russia, e l’America cesserà di esistere del tutto, come illustrato nella figura sopra.

Panarin attribuisce il crollo ad una “elite politica che attua una politica assurda e aggressiva mirata a creare conflitti in tutto il pianeta” e avvisa che l’aumento della vendita delle armi da fuoco negli USA è un segnale che le persone si stanno preparando al “caos” del periodo seguente al crollo finanziario totale.

“Secondo la mia opinione, le probabilità che gli USA cessino di esistere entro il giugno del 2010 sono superiori al 50%. A questo punto la missione di tutti i maggiori poteri internazionali è di prevenire il caos negli USA” ha concluso Panarin.

Guarda una clip di Russia Today qui sotto:

NOTE

[1] Prison Planet.com: http://prisonplanet.com
[2] Image: http://prisonplanet.tv/signup.html
[3] previously stated: http://www.prisonplanet.com/russian-infowar-analyst-says-us-will-break-apart.html
[4] similar to those of 1865: http://en.wikipedia.org/wiki/Image:US_Secession_map_1865.svg

Titolo originale: “Russian Professor: Collapse Of America Could Begin In Two Months

Fonte: http://www.prisonplanet.com

Link
01.09.2009

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MICAELA MARRI

Pubblicato da Das schloss

  • cris79

    che il futuro americano è molto nero all’orrizonte,sono daccordo…non a caso stiamo vivivendo una nuova depressione economica.
    Ma che finisca sotto il controllo : “dell’Unione Europea, del Canada, della Cina, del Messico, del Giappone e della Russia, e l’America cesserà di esistere del tutto”…..questa è fanta politica!!
    vaglielo a dire a mamma Marines una cosa del genere! :))
    Non dimentichiamoci che è sempre la prima potenza militare indiscussa e questo è già un indizio che mai nessuno di questi stati proverà a reclamare terra in suolo americano.
    Secondo, sono un popolo ultra patriottico e anche se affondassero economicamente non permetterebbero mai a nessuno di venire a dettare legge a casa loro!
    Terzo,anche se gli americani(chi governa)ne hanno fatte di canagliate…io avrei seri dubbi di avere un mondo migliore con China e Russia a capo della baracca….da loro la parola democrazia e diritti non sanno che significato abbia!

  • kiteni

    Devo premettere che non sono anti-statunitense in senso generico o para- ideologico. Ho avuto l’opportunitá di conoscere bene gli USA e vi ho incontrato un sacco di buona gente. Il problema é la loro ignoranza del mondo, una fatale debolezza che permette una facile manipolazione colettiva da parte dei criminali che li governano. Devo aggiungere che é assolutamente reale la forte tendenza di violenza e brutalitá che pervade la societá USA, un fenomeno nella fattispecie di tipo culturale ed autodistruttivo. Non vedo scenari possibili come descritto dal luminare russo ( e magari mi metto anch’io a fare l’indovino geo-politico, semba facile e poco impegnativo), gli Statunitensi sono alquanto battaglieri e si unirebbero contro un nemico esterno. Il vero problema secondo me é domestico. Abbiamo il precedente storico di una guerra civile sanguinosa e possiamo immaginare che se si creano le condizioni potrebbe ripetersi. Naturalmente avremmo conseguenze serie a livello globale ma non credo che la Cina, la Russia o altre potenze prenderebbero il rischio di immischiarsi . Aspetteremo tutti di vedere che la vince e di come ne usciranno gli USA dopo aver perso vari milioni dei suoi in scontri armati e nei campi di concentramento che lo Stato prepara in un illusorio tentativo di controllare la situazione. Saludos.

  • GCT

    Già NAFEEZ MOSADDEQ AHMED, Direttore del “Institute for Policy Research & Development” http://nafeez.mediamonitors.net/

    in un articolo pubblicato su CDC dal titolo:

    LA FINE DEL CAPITALISMO ? NON PROPRIO MA QUASI…

    https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5468

    aveva tra l’altro affermato:

    “Gli assunti del capitalismo neoliberale sulla vita e la natura dell’uomo riducono il mondo a una semplice raccolta fisica, scollegata, atomistica, autointeressata, e quindi basicamente conflittuale, di unità. Una visione riduzionista che razionalizza il consumo illimitato basato sulla combinazione di soddisfazione personale con l’accumulazione di beni materiali e il soddisfacimento dei desideri personali. Non c’è spazio per valori etici obiettivi, difficilmente riconosciuti come beni materiali. È ovvio che gli assunti ideologici del capitalismo sono falsi: se fossero veri le cose avrebbero funzionato! Ma noi possiamo constatare invece che il manifestarsi del materialismo della politica economica globale sta portando a una massiccia distruzione della vita e non alla prosperità generale. Ciò significa che ideali come la giustizia sociale e la misericordia sono oggi, obiettivamente, più in sintonia con la natura di quanto i neoliberali vorrebbero farci credere.”

    E’ evidente che si può benissimo fare un parallelismo tra fine del comunismo, i cui assunti ideologici erano parimenti falsi, o comunque di difficile applicazione, e la scomparsa dell’URSS, con la fine del capitalismo ed una eventuale scomparsa degli USA.

    Questo non vorrà evidentemente dire la fine del capitalismo in sè, visto che questa è stata la forma di gestione degli stati dagli albori della civiltà in poi, ma la fine della sua forma neoliberale, globalizzatrice, speculativa di questi ultimi decenni, ed è possibile che questa fine trascini con sè la sua nazione-simbolo, cioè gli USA.

    Se ciò dovesse avvenire, ci sarà chi piangerà e chi si rallegrerà.

    Secondo il mio modesto parere, l’unico vero sintomo è effettivamente la straordinaria somiglianza tra Gorbachev e Obama, uomini di apparato senza alcuna esperienza di governo e senza alcuna qualità di comando. Credo anche che al contrario di quella dell’URSS, dove fu praticamente pacifica, la dissoluzione degli USA (se e quando avverrà) sarà sanguinosa.

  • maumau1

    quello che dice Panarin è invece facile da avverarsi..
    qualcuno non ha capito che il passaggio di proprietà della terra non passerà per vie militari(che significherebbero atomiche!)ma per vie economiche e quindi saranno addirittura ben accette ai cittadini altro che ”corpo comune contro il nemico”,chi sarebbe il nemico,quando non puoi mangiare e muori di fame?

    Intanto sia chiaro una cosa,cosi’ come l’Italia verrà abbandonata dal capitale e la manodopera di bassa qualità sarà in mano agli extracomunitari in modo da essere un costo basso per i pochi imprenditori che rimarranno..
    e noi italiani(l’italiano medio e lavoratore) che invece abbiamo costi maggiori per vivere(le case popolari agli extracomunitari gliele regalano,l’italiano se le sogna,solo per fare un esempio!) non si sa che fine faremo ,milioni di nuovi poveri..sia nella classe che prima era povera ma anche nella casse media…diverrà come in USA sta avvenendo adesso(come al solito sfalsati di 10-15anni)..
    cosi’ sta avvenendo in USA,dove siamo alla resa dei conti..dove il capitale investito nell’economia non esiste più visto che le fabbriche sono tutte decentrate all’estero(per abbattere i costi)e rimane in USA solo la finanza
    ma quella può stare dove vuole..e stava li solo perchè li in una ventina di anni stando al potere ed eleggendo i governi totalmente si era potuta far approvare leggi e deregulation che gli ha permesso di truffare non solo gli USA ma il mondo intero..
    ed ora che hanno saccheggiato fino all’ultimo dollaro stanno compiendo gli ultimi furti alla diligenza per poi scappare col bottino ed appena scappati tutto crollerà(dollaro compreso)

    non c’è bisogno di alcuna ingerenza esterna e nessuna guerra al terrorismo lo potrà nascondere….

    i capitali fisici e soprattutto finanziari saranno trasferiti altrove..sebbene in nessun luogo potrebbero prosperare come in USA dove l’intero governo e tutti gli enti altro non sono che dipendenti delle lobbie e delle banche..

    quando il dollaro crollerà(qualcuno dice anche ad 1/10 del suo valore)
    si si avranno ripercussioni in tutto il mondo,ma in USA sarà la fine..
    chi avrà 1000dollari di stipendio si troverà con 10dollari senza chele merci scendano di prezzo(visto che sono quasi tutte importate!) e quindi sarà la fame,quella vera!!Se invece contrariamente alla globalizzazione,le merci fossero prodotte il loco ci sarebbe margine di azione..

    le armi non servirebbero a nulla ci sarebbe per un pò la guerra civile di accapparramento ma i ricchi saranno già fuggiti all’estero..
    è vero che che il terreno da coltivare c’è(sebbene molto è desertico)ma quando sei abituato a comprare tutto al supermercato,difficile adattarsi..
    ovvio quindi che se arriva Cina,Russia,EU e pure Canada ed offre capitali lavoro in cambio di insediamenti,chi dirà di no?
    Anche perchè ci sono varie forme di insediamento…a volte mascherate che non destano sospetti..
    e poi non dimentichiamoci che non stiamo parlanodi aquile,gli americani,se non si sono accorti che la finanza i loro presidenti e governi ,tutti ex dirigenti di banche,ex petrolieri,ex venditori di armi li stavano derubando perchè si dovrebbero accorgere del resto?
    E la FED ossia i primi ladri in assoluto è in mano,in buona parte, a banche con sede in Europa e tutte di orgine sionista….

    Se chiedi ai cittadini di uno stato USA fallito ,dove la gente non mangia,preferite morire di fame o che uno stato straniero venga qui ed investa miliardi riportandovi ad un livello decente a patto che la proprietà ed il governo passi a loro senza nessuna guerra,chi mai dirà di no?

    Le famiglie europee (soprattutto)che comandano gli USA hanno da tempo deciso di dinsinvestire in USA e l’abbandoneranno a se stessa..cosi’ come accadrà in Italia.

    …………….

  • maumau1

    Le armi a chi andranno?
    Se le spartiranno…
    Ma gli eserciti si comandano..e vanno in mano a chi tira fuori i soldi che finisce per governare…
    senza soldi e senza materie prime,nulla funziona,nè i missili,nè le navi,nè nulla..

    I Marines?Senza stipendi non esisteranno manco e soprattutto i Marines(non dimentichiamo poi che buona parte dei militari USA si arruola per vivere e campare la famiglia!)

    Golpe militari?Se crolla la moneta è impossibile pure quello….

    L’oro della FED dove c’è anche il nostro oro e quello delle altre colonie USA..
    be quello è di proprietà degli azionisti FED(ossia soprattutto banche europee)
    e se lo porteranno dove andranno loro…
    e l’oro delle colonie ?Quello se lo prenderanno pure..altrimenti non se le terrebbero nei loro sotterranei,chi mai glielo avrebbe dato se non avessero avuto il potere di esigerlo coercitivamente dalla propria colonia..colonie le quali non hanno una propria deterrenza nucleare come Germania e Italia che hanno perso la guerra mondiale..e come dice Netanyahu senza detterenza nucleare si è vassalli?

    Solo l’oro avrà valore..e la Fed ne possiede la massima quantità al mondo..e quindi costoro ,azionisti della FED(e quelli che pilotano Wall street che in buona parte solo gli stessi!) ,continueranno ad avere anche nel dopo dollaro lo stesso potere…in quanto l’oro è l’unico parametro per resettare le monete e dargli un valore..nel dopo crollo (che per forza investirà in diverso grado tutte le monete)..
    ci si siederà ad un tavolo e si dirà,tu quanto oro hai?Tot tonnellate?
    A te spetta questo valore monetario etc..
    E poi si deciderà se continuare o meno con forme speculatice di finanza..ma visto che ormai quasi l’intera ecomonia mondiale è in mano alla finanza che ha trasformato in oro la carta straccia,forse non c’è bisogno più di essa..
    Infatti a cosa è servita la finanza se non come moltiplicatore di carta straccia?Alla fine però la carta straccia la si è trasformata in economia solida,acquisto di immobili,catene di alberghi,palazzi,intere pezzi di territorio dove coltivare ,petrolio,minerali,aziende siderurgiche,metalli preziosi…
    altrimenti non servirebbe a nulla..
    questa è la vera opera alchemica trasformare il piombo(la carta straccia)in oro… be ci sono riusciti con dei trucchetti facili facili..
    e ne vedremo le conseguenze a breve,nessuno può dire con precisione quando..

    ma una cosa è molto sospetta proprio a novembre inizierà la vaccinazione…e immagino la presenza mediatica della pandemia(speriamo solo mediatica,dopo la vaccinazione)sarà massima e arrivando anche a coprire il caos da fallimento..e in ogni zona degli USA
    dove si segnala una tumulto si dichiarerà un focolaio di suina da debellare..e si arriverà con l’esercito e i campi di detenzione…
    una copertura perfetta..
    ma quanto potrà durare e soprattutt osarà efficace?
    Non credo alla lunga…

  • maumau1

    ah
    dimenticavo…
    gli USA e la FED non si è mai liberata di un solo grammo di oro,anzi ha iniziato ad accaparrarlo su tutti i mercati dal ( 1999-2001 in quelli legali) soprattutto quelli illegali che quindi non partecipano al prezzo dell’oro,infatti in Africa,l’approviggionamento è diretto,ti paghi il governo la tua milizia ed occupi zone di estrazione e poi fai arrivare l’oro in maniera illegale..
    il picco di estrazione è stato toccato nel 2001 circa 2600tonnellate e non lo si è più toccato…e dovrà tornare a circa 1500tonnellate,ma questa volta per un motivo strutturale
    non per nulla la FED lo ha acquistato quando la quantità estratta era ai massimi,questo perchè cosi’ i prezzi si abbassano..
    in un decennio di salita della quantità estratta,si è dato fondo a tutte le miniere (e non ce ne sono altre ad oggi nè si prevedono grosse scoperte!)
    e mentre le altri nazioni compravano dollari e titoli di stato USA..
    La FED comprava oro..a prezzi bassi 200-300dollari…
    ora siamo a 900 e nell’ultima settimana quasi 1000 ed è ovvio che sia cosi’ visto che sta scendendo l’offerta mentre la domanda sale ora che Cina,Giappone,Paesi arabi si sono resi conto di avere tanta carta straccia inutile e che gli USA non possono pagare i titoli di stato..
    ma intanto lo stanno acquistando ad un prezzo triplo di quello pagato dalla FED e sul mercato di oro da acquistare letteralmente non ce ne è più!Ma nonostante questo i prezzi si tengo tutto sommato bassi e questo non si capisce..o meglio si capisce..nel senso che dietro al mercato dell’oro vero (quello che interessa banche e soprattutto nazioni)c’è il mercato dell’oro cartaceo,ossia i titoli i futures,e questo mercato vale 80volte quello dell’oro fisico…

    quindi chiunque sia interessato a comprare ancora oro(FED) e chi non voglia farlo salire troppo anche per evitare l’abbandono del dollaro che è sempre anticiclico e che si capisce che ci si avvia ad un crollo..lo tiene basso..e la cosa è oltremodo facile basta vendere titoli di oro per lo stesso valore dell’acquisto di oro fisico ed il prezzo rimane costante…
    come una specie di calmieratore…tanto di titoli ne possono stampare all’infinito..fino al crack.. anche perchè se il giochino si scopre sarebbe la fine..
    e nonostante questo l’oro sale.. il che denuncia che la pressione è enorme..tanto che l’FMI ha dovuto vendere le sue riserve ossia 400tonnellate d’oro che è quanto la Cina si è comprata in un solo anno…

    L’inghilterra invece ,su spinta della Fed ne vendette altrettanto e questo ha causato una delle più ingenti perdite alle casse dello stato…ovviamente quell’oro se lo comprò la FED,quasi totalmente(gli altri appunto compravano dollari e titoli di stato USA).

    Quindi ad oggi non è noto quanto sia il tesoro della FED ,quello che dichiara e solamente una parte..quella ufficiale + l’oro delle colonie che le banche centrali europee gli hanno concesso senza far sapere nulla a nessuno,nessun giornale,nessun politico l’ha detto quando hanno spedito l’oro ”degli italiani”(che la banca d’italia privatizzata ha fregato agli italiani essendo privata!) alla FED
    + l’oro che in massa è stato ed è trafugato dall’Africa,la cui quantità si ignora ma rischia di essere enorme..

    ciao

  • LucaV

    Non finisce il capitalismo. Il capitalismo l’hanno ammazzato molto tempo fa. Finisce un sistema di potere, questo si.
    Chi conosce la scuola economica austriaca non crede agli ottimismi dell’ultimo periodo. Come si evolverà la situazione è difficile da saperlo. Quello che è certo è che prima o poi ci sarà il boom…dal crack – up – boom di Mises.
    E’ probabile il crollo monetario del dollaro…che non sarà indolore per tutti.
    Sono convinto che ci sarà un nuovo sistema, talmente brutto che rimpiangeremo questo.
    Sono convinto che, come la storia insegna, la voglia di libertà dell’uomo alla fine vincerà.

  • Jack-Ben

    Caspita ottima analisi …

    roba per palati fini….

    bravissimo veramente.

    unico consiglio per chi abita in casa propria si acquisti un generatore elettrico e riserve di carboidrati e cioccolato o marmellate varie… riserve per almeno 6-12 mesi senza economia perché il primo botto sarà importante

    In europa a parte la crisi economica tremenda non si dovrebbero vedere guerre civili alla baionetta ma in Usa ….

    insomma si intravedono temporaloni

  • LucaV

    Quello della manipolazione del prezzo dell’oro è un fatto. PUNTO. La fed compra oro direttamente e non sul mercato per non farne crescere il valore (che è un segnale d’allarme economico).
    Si suppone anche che accumulino oro per venderlo nei momenti di crack e tenere basso il prezzo.
    Seconod alcuni studiosi, il prezzo dell’oro odiermo e sottostimato. Dovrebbe essere sopra i 1500 (ma c’è chi dice di più!)

  • vic

    Panarin parte dal parallelo URSS-USA. Gorbatchev come Obama, ecc.

    Nell’URSS c’era un piano di salvataggio per venir fuori dalla gerontocrazia tipica del sistema. Il gran burattinaio era Andropov, non a caso ex capo del KGB, sicuramente l’ultimo barlume d’intelligenza fra quei cervelli ormai mummificati vivi dentro al Cremlino. Fu Andropov ad allevare le nuove leve. Fra queste c’era Eltsin e c’era Gorbatchev. Dunque il ruolo dei servizi segreti nel sistema URSS era notevole. Putin e’ solo il piu’ recente esempio del loro ruolo imprescindibile.

    In USA nel dopoguerra venne creata la CIA e poi via via altre agenzie di intelligence. E’ in questi ambienti che si e’ infiltrata alla grande fin dall’inizio la mentalita’ nazistoide, alla fin fine non molto diversa da quella del KGB, anzi molto probabilmente ancor piu’ perversa.

    Si puo’ dire che dietro al governo democratico di facciata, abbiano funzionato negli USA dei burattinai nascosti le cui orecchie e la cui longa manus criminale e’ e sono i vari servizi d’intelligence, che di loro drenano quantita’ ingentissime di risorse pubbliche, senza che il congresso abbia un minimo di visione chiara. Il presidente e’ nelle loro mani, non viceversa come dovrebbe essere. Quella volta che un presidente (JFK) si mise in mente di smantellare la CIA, sappiamo come fini’. L’altro che anni prima aveva subodorato come sarebbe potuta andare a finire era stato Eisenhower. Lo disse chiaramente alla nazione nel discorso di commiato.

    Insomma, il gran parallelo fra URSS e USA, per conto mio, e’ l’influenza e la dimensione abnorme, ipertrofica, assurda, dei servizi segreti.

    C’e’ da dire che nell’est seppero gestire abbastanza bene l’ultima ora. Quando crollo’ la Germania Est, a parte qualche tumulto di strada di poco conto non ci furono strade invase dai carri armati come era successo anni prima in Ungheria, in Cecoslovacchia e per interposta persona in Polonia.

    C’e’ da sperare che gli Americani abbiano pronti dei piani simili, per un passaggio controllato al sistema del poi, semmai dovesse davvero succedere

    Il parallelo URSS-USA non puo’ essere spinto piu’ di quel tanto pero’. L’Amercia ha ancora dentro di se’ risorse civili e di conoscenze tecnico-scientifiche di assoluto valore. Il braccio di ferro sara’ semmai fra mondo civile allo scoperto e mondo militar-industriale al coperto, di cui i servizi tipo CIA sono la pentola ed il coperchio.

    Se si sfalda l’attuale stato federale, ci sara’ la gran corsa alle risorse, che si puo’ riassumere emblematicamente come la corsa per l’Alaska (garda un po’, ai confini con la Russia), vero fornitore d’innumerevoli materie prime per tutta la nazione attuale. E’ un caso che la candidata alla vicepresidenza venisse da li’?

    Dimenticavo un altro parallelo URSS-USA: la stampa di regime.
    Tutti noi, ai tempi della conquista spaziale ridevamo dei comunicati dell’agenzia TASS e della Pravda (=verita’) di allora. Lo sapeva perfino il criceto di casa che la’ la stampa era tutta di regime. Il fatto e’ che pure qua la stampa che conta e’ pure tutta di regime. Basta andare a vedere cosa scriveva prima e durante le scellerate guerre del Golfo la grande stampa Americana. Malgrado cio’ ci sono giornalisti indipendenti che fanno il loro difficile lavoro di minatori dell’informazione che scotta. Costoro sono molto meglio attrezzati negli USA che da noi, per vari motivi.

    E qui gli USA hanno un bel vantaggio rispetto all’URSS di allora. Coi nuovi media questa informazione dal basso si diffonde rapidamente. Sara’ ben difficile controllare tutto e tutti. Di sicuro ci proveranno. Che dico, ci stan gia’ provando. Le grandi prove sono in corso.

    Un altro possibile, curioso parallelo URSS-USA potrebbe essere quello profetico. Forse qualche russo puo’ illuminarci al proposito? L’ultimo grande profeta americano moderno e’ stato sicuramente Edgar Cayce. Tutte le sue “profezie” sono ben documentate per scritto. Riguardo al continente nordamerciano, pare che parlasse addirittura di uno sconvolgimento geologico, oltre che dello smembramento degli USA attuali: vide nelle sue trance letteralmente il continente spaccarsi in due, piu’ o meno lungo il Mississippi.

    C’e’ da stare allegri, eh!

  • vic

    Allora se ben capisco, ci sono due grandi potenze che stan arraffando oro a tutto spiano: FED e Banca Cinese?

    E gli Europei polli a lasciar fare alle loro banche centrali che in combutta fra loro si son liberate d’ingenti quantita’ di lingotti, in cambio (occorre dirlo?) di carta straccia.

    Il Giappone intende liberarsi di tutta quella carta straccia che e’/sara’ il dollaro. Dunque la vicenda passata all’acqua bassa di Ponte-Chiasso, dove la finanza ha sequestrato la famosa valigia giapponese piena di centinaia di miliardi, assume dei contorni verosimili. Altro che certificati fasulli!

  • myone

    Da dieci anni a ora, a due mesi fra un po’, fa si che le previsioni le si devono dire se determinarle.
    Vero che Obama ha dell’ evangelic, perche’ e’ cercando di cambiare coscenza che si cambiano i modi
    ma il sistema non guarda a questo, e quindi un presidente, deve essere coerente con il suo evangelic
    e non predicare, ma fare e imporre. Ma se si va’ alla presidenza per fare cose altrimenti non ci vai,
    o ti tolgono in qualche modo, inutile attendere cose diverse.

    Che il giappone abbia cambiato potere dopo 50 anni e’ una cosa,
    che sappia cosa lascia e sappia quello che trova, e’ un’ altra.
    Anche la russia e la cina parlavano di trasloccare dal dollaro, ma lo parlavano di piu’ gli addetti alla strategie.

    Se cosi fosse, l’ america ha sempre un potere centrale, e se usa sistemi in tutto il mondo per farsi avanti
    usera’ sistemi ancora di piu’ in casa sua, perche’ il crollo non sia un disastro per tutti.

  • myone

    Il mondo si sta’ giudicando e di conseguenza si sta’ adattando,
    ma e’ un sistema ad eliminazione, e non di cambiamento.
    Nulla e’ in funzione dell’ ordine e della vita, dell’ organizzazione sopravvivenza.
    Tutto e’ per incrementare e salvare quello che c’e’ gia’, che non cambiera’,
    a costo che mezzo mondo sia eliminato per polverizzazione.
    Non hanno altre viste.

  • myone

    Il mondo si sta’ giudicando e di conseguenza si sta’ adattando,
    ma e’ un sistema ad eliminazione, e non di cambiamento.
    Nulla e’ in funzione dell’ ordine e della vita, dell’ organizzazione sopravvivenza.
    Tutto e’ per incrementare e salvare quello che c’e’ gia’, che non cambiera’,
    a costo che mezzo mondo sia eliminato per polverizzazione.
    Non hanno altre viste.

    E’ vero che la liberta’ vincera’, ma prima questo materiale dovra’ decomporsi e sparire.
    Dentro all’ uomo, sussite sempre, questo e altro, e non e’ certo legato a come sa’ complicarsi la vita, ingiustamente e diabolicamente.

  • myone

    Nessun cambiamento, tutto si ripete. L’ oro rimarra’ la piu’ grnade stronzata di parametro.
    Quello che c’e’ c’e’, quello che conta conta, e soo tutte le strutture e i mezzi che fanno campare.
    Comunque vadi, ci sara’ sempre una stretta elite che si ergera’ a salvarsi e salvare, mezzi compresi.
    E fra elite, continueranno la disputa, finche’ non ci scappera’ il botto vero.
    Comunque, la pressione e il termometro e’ focalizzato nelgi usa.
    Il futuro per ora, e’ a pochi mesi di distanza. Staremo a vedere.
    Non vedo persone che non siano intente e avvilupate a sgambettare come solo il sistema e’.
    Se si rompe qualcosa, e’ una crepa che parte dall’ alto al basso senza ombra di soluzione.
    E tutti ci rimangono dentro, e tutti non fanno nulla, e chi di dovere, non sa altro che incrementare questo.

  • myone

    E’ questo il problema, ed era questa la soluzione per non arrivare al problema.
    Impadronirsi della terra del lavoro e dell’ autosufficenza, misurata all’ esistere, e con l’ aiuto dei mezzi che abbiamo.
    Abbiamo creato il piu’ dell’ inutile. In un momento ci si puo’ trovare all’eta’ della pietra, senza saper chi ringraziare e senza scampo.
    Non c’e’ un’ organizzato che sovvenga ai veri bisogni.
    Non c’e’ organizzazione umana che si presti a questo.
    Tutto e’ nel settore conflitto.
    E sebbene i mezzi e l’ intelligenza ci sarebbe di porre rimedio, il rimedio,
    e’ una voce ancora da inventare come parola. Che volete che ci meritiamo.
    La sconfitta e’ totale, e davanti alla miseria, tutto il mondo paga.

    Ma fosse miseria, non sarebbe nulla, perche’ davanti alla miseria, abbiamo una logica e una societa’,
    che non sa’ piu’ dare risposte, e il lato animale predominera’.
    Questo ha creato quello che si chiama capitalismo, produttivita’, monetizzazione, democrazia, politica,
    solo un marcio considerare del vero, a pro’ dell’ inutile devastante.

  • PIEROROLLA

    PROMEMORIA DELLA CRISI E L’ASSETTO GEOPOLITICO GLOBALE

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    “Terminato l’evento su Globalizzazione e Sviluppo con la presenza di oltre 1500 economisti, famose personalità scientifiche e rappresentanti di organismi internazionali riunitisi a L’Avana, ho ricevuto una lettera ed un documento di Atilio Boron, Dottore in Scienze Politiche, Professore Titolare di Teoria Politica e Sociale, direttore del Programma Latinoamericano d’Educazione a Distanza in Scienze Sociali (PLED), oltre ad altre importanti responsabilità scientifiche e politiche. Atilio, solido e leale amico, aveva partecipato giovedì 6 al programma “Mesa Ridonda” della Televisione Cubana, insieme ad altre personalità internazionali che hanno partecipato alla Conferenza su Globalizzazione e Sviluppo.
    Ho saputo che sarebbe partito domenica ed ho deciso di invitarlo ad un incontro alle 5 del pomeriggio del giorno successivo, sabato 7 marzo.
    Avevo deciso di scrivere una riflessione sulle idee contenute nel suo documento. Utilizzerò in sintesi le sue stesse parole:
    “… Ci troviamo in presenza di una crisi capitalista generale, la prima di una grandezza paragonabile a quella esplosa nel 1929 ed alla cosiddetta “Grande Depressione” del 1873-1896. Una crisi integrale, della civiltà, multi-dimensionale, la cui durata, profondità e portata geografica saranno sicuramente di maggiore ampiezza delle precedenti.
    “Si tratta di una crisi che trascende abbondantemente l’aspetto finanziario o bancario e colpisce l’economia reale in tutti i suoi aspetti. Danneggia l’economia globale e oltrepassa le frontiere statunitensi.
    “Le cause strutturali: è una crisi di sovrapproduzione e contemporaneamente di sottoconsumo. Non a caso è esplosa negli USA, perché questo paese è da oltre trent’anni che vive artificialmente del risparmio esterno e del credito esterno; queste due cose non sono infinite: le imprese si sono indebitate al di sopra delle loro possibilità; inoltre lo Stato si è indebitato non solo al di sopra delle sue possibilità per affrontare non solo una, ma due guerre, senza aumentare le tasse, ma riducendole; i cittadini sono spinti sistematicamente dalla pubblicità commerciale ad indebitarsi per sostenere un consumismo esagerato, irrazionale e sprecone.
    “Però a queste cause strutturali bisogna aggiungerne altre: l’accelerata finanziarizzazione dell’economia, l’irresistibile tendenza all’incursione in operazioni speculative sempre più rischiose. Scoperta la “fonte della giovinezza” del capitale grazie a cui il denaro genera ancora più denaro, prescindendo dalla valorizzazione apportata dallo sfruttamento della forza lavoro e considerando che enormi quantità di capitale fittizio possono essere ottenute in pochi giorni, al massimo settimane, l’assuefazione da capitale porta a trascurare qualsiasi calcolo o qualsiasi scrupolo.
    “Altre circostanze hanno favorito l’esplosione della crisi. Le politiche neoliberali di deregolamentazione e liberalizzazione hanno reso possibile che le figure più potenti che pullulano nei mercati imponessero la legge della giungla.
    “Un’enorme distruzione di capitali su scala mondiale, caratterizzandola come una “distruzione creativa”. A Wall Street questa “distruzione creativa” ha provocato che la svalutazione delle imprese quotate in borsa giungesse quasi al 50 %; un’impresa che in borsa quotava un capitale di 100 milioni, ne ha ora 50! Caduta della produzione, dei prezzi, dei salari, del potere d’acquisto. “Il sistema finanziario nella sua totalità sta per esplodere. Le perdite bancarie ammontano ormai ad oltre $500.000 milioni ed un altro bilione è in arrivo. Oltre una dozzina di banche sono in bancarotta e centinaia in attesa della stessa sorte. Oltre un bilione di dollari è stato trasferiti dalla FED al cartello bancario, ma sarà necessario un altro bilione e mezzo per mantenere la liquidità delle banche nei prossimi anni”. Quella che stiamo vivendo è la fase iniziale di una lunga depressione e la parola recessione, tanto utilizzata recentemente, non spiega in tutta la sua drammaticità ciò che il futuro prepara al capitalismo.
    “Nel 2008 le azioni ordinarie di Citicorp hanno perso il 90% del loro valore. L’ultima settimana di febbraio valevano a Wall Street 1 dollaro e 95!
    “Questo processo non è neutro perché favorirà gli oligopoli più grandi e meglio organizzati che toglieranno i loro rivali dai mercati. La “selezione darwiniana dei più adatti” sgombrerà la strada per nuove fusioni ed alleanze imprenditoriali, mandando i più deboli al fallimento.
    “Accelerato aumento della disoccupazione. Nel 2009, il numero di disoccupati nel mondo (circa 190 milioni nel 2008) potrebbe aumentare di altri 51 milioni . I lavoratori poveri (che guadagnano appena due euro al giorno) diventeranno 1.400 milioni, cioè il 45% della popolazione economicamente attiva del pianeta. Negli Stati Uniti la recessione ha già distrutto 3,6 milioni posti di lavoro. La metà durante gli ultimi tre mesi. Nell’Unione Europea il numero di disoccupati è pari a 17,5 milioni, 1,6 milioni in più di un anno fa. Nel 2009, si prevede la perdita di 3,5 milioni di posti di lavoro. Diversi Stati centroamericani come il Messico ed il Perù, per i loro stretti legami con l’economia statunitense, saranno fortemente colpiti dalla crisi.
    “Una crisi che colpisce tutti i settori dell’economia: le banche, l’industria, le assicurazioni, l’edilizia, eccetera e si dissemina nell’intero sistema capitalista internazionale.
    “Decisioni prese in campo internazionale e che colpiscono le filiali periferiche creando licenziamenti in massa, interruzioni nelle catene dei pagamenti, crollo nella domanda di input, eccetera. Gli USA hanno deciso di sostenere le Big Three di Detroit (Chrysler, Ford, General Motors), ma solo per salvare le fabbriche presenti nel paese. Francia e Svezia hanno annunciato che condizioneranno gli aiuti alle loro industrie automobilistiche: potranno trarne vantaggio solo le fabbriche che si trovano nei loro territori. Il ministro francese dell’Economia, Christine Lagarde, ha dichiarato che il protezionismo potrebbe essere “un male necessario in tempi di crisi”. Il ministro spagnolo dell’Industria, Miguel Sebastian, chiede di “consumare prodotti spagnoli”. Barack Obama, aggiungiamo noi, promuove il “buy American!”.
    “Altre fonti di propagazione della crisi nella periferia sono la caduta nei prezzi delle commodity che esportano i paesi latinoamericani e caraibici, con le loro conseguenze recessive e l’aumento della disoccupazione.
    “Drastica diminuzione delle rimesse familiari nei paesi industrializzati da parte degli emigranti latinoamericani e caraibici. (In alcuni casi le rimesse sono la voce più importante nell’entrata di valuta internazionale, superiore alle esportazioni).
    “Ritorno degli emigranti, deprimendo ancora di più il mercato del lavoro.
    “Coincide con una profonda crisi energetica che esige un cambiamento della visione attuale basata sull’uso irrazionale e predatorio del combustibile fossile.
    “Questa crisi coincide con la crescente presa di coscienza delle catastrofiche conseguenze del cambiamento climatico.
    “Aggiungiamo la crisi alimentare, acutizzata dalla pretesa del capitalismo di mantenere un irrazionale modello di consumo, trasformando terreni adatti alla produzione alimentare e destinandoli all’elaborazione di biocombustibili.
    “Obama ha riconosciuto che non abbiamo ancora toccato il fondo e Michael Klare ha scritto nei giorni scorsi che “se l’attuale disastro economico si trasforma in quello che il presidente Obama ha chiamato “decennio perduto”, il risultato potrebbe consistere in un paesaggio globale pieno di convulsioni causate dall’economia.
    “Nel 1929 la disoccupazione negli USA è arrivata al 25% man mano che crollavano i prezzi agricoli e delle materie prime. Dieci anni dopo ed a dispetto delle radicali politiche intraprese da Franklin D. Roosevelt (il New Deal) la disoccupazione continuava ad essere molto elevata (17%) e l’economia non riusciva ad uscire dalla depressione. Solo la Seconda Guerra Mondiale ha messo la parola fine a quella tappa. Ed ora perché dovrebbe essere più breve? Se la depressione del 1873-1896, come ho spiegato, è durata 23 anni!
    “Visti i precedenti, perché ora dovremmo uscire dall’attuale crisi in pochi mesi, come prospettano alcuni pubblicisti ed i “guru” di Wall Street?
    Non si uscirà da questa crisi con un paio di riunioni del G-20, o del G-7. Se esiste una prova della sua radicale incapacità di risolvere la crisi è la risposta delle principali borse valori del mondo dopo qualsiasi annuncio o proposta di legge a favore di una nuova manovra: la risposta “dei mercati” è invariabilmente negativa.
    “Come testimonia George Soros “l’economia reale soffrirà gli effetti secondari che ora stanno prendendo forza. Dato che in queste circostanze il consumatore statunitense non può servire ormai da locomotiva dell’economia mondiale, il Governo statunitense deve stimolare la domanda. Visto che affrontiamo le sfide minacciose del riscaldamento del pianeta e della dipendenza energetica, il prossimo Governo dovrebbe promuovere dei piani per stimolare il risparmio energetico, lo sviluppo di fonti di energia alternative e la costruzione di infrastrutture ecologiche.
    Si apre un lungo periodo di tira e molla e di negoziati per definire in quale maniera s’uscirà dalla crisi, chi ne beneficerà e chi dovrà pagarne i costi.
    “Gli accordi di Bretton Woods, concepiti nell’ambito della fase keynesiana del capitalismo, coincisero con la creazione di un nuovo modello d’egemonia borghese che, come conseguenza della guerra e della lotta antifascista, aveva come nuovo ed inaspettato base il rafforzamento dell’area dei sindacati operai, dei partiti di sinistra e delle capacità regolatrici e di controllo degli stati.
    “Ormai non esiste più l’URSS, la cui sola presenza, insieme alla minaccia dell’espansione ad Occidente del suo esempio, inclinava la bilancia della negoziazione a favore della sinistra, dei settori popolari, dei sindacati, ecc.
    “La Cina occupa attualmente un ruolo incomparabilmente più importante nell’economia mondiale, ma senza raggiungere un’importanza parallela nella politica mondiale. Viceversa l’URSS, a dispetto della sua debolezza economica era una formidabile potenza militare e politica. La Cina è una potenza economica, ma con scarsa presenza militare e politica nelle questioni mondiali, sebbene stia cominciando un cauto e graduale processo di riaffermazione nella politica internazionale.
    “La Cina può arrivare a svolgere un ruolo positivo nella strategia di ricomposizione dei paesi della periferia. Pechino sta gradualmente orientando le sue enormi energie nazionali verso il mercato interno. Per una serie di ragioni che sarebbe impossibile discutere qui, è un paese che ha bisogno di una crescita economica annuale pari all’8% , sia come risposta agli stimoli dei mercati mondiali o a quelli originati dal suo immenso mercato interno- solo parzialmente sfruttato. Se si conferma questa svolta, si può pronosticare che la Cina continuerà ad avere bisogno di molti prodotti provenienti da paesi del Terzo Mondo, quali il petrolio, il nichel, il rame, l’alluminio, l’acciaio, la soia ed altre materie prime ed alimenti.
    “Viceversa, durante la Grande Depressione degli anni 30, l’URSS era poco inserita nei mercati mondiali. La Cina è differente: potrà continuare a svolgere un ruolo molto importante e, come la Russia e l’India (anche se queste in misura minore), comprare all’estero le materie prime e gli alimenti di cui ha bisogno, a differenza di ciò che accadeva con l’URSS ai tempi della Grande Depressione.
    “Negli anni 30 le soluzioni della crisi sono state il protezionismo e la guerra mondiale. Oggi il protezionismo troverà molti ostacoli per la penetrazione dei grandi oligopoli nazionali nei diversi spazi del capitalismo mondiale. La conformazione di una borghesia mondiale presente in gigantesche imprese che, nonostante la loro base nazionale, operano in un’infinità di paesi, rende la scelta protezionistica nel mondo sviluppato di scarsa effettività nel commercio Nord/Nord; le politiche tenderanno – almeno per adesso e non senza tensioni – a rispettare i parametri stabiliti dall’OMC. La carta protezionistica appare molto più probabile quando sarà applicata, e sicuramente succederà, contro il Sud globale. Una guerra mondiale sospinta dalle “borghesie nazionali” del mondo sviluppato disposte a lottare tra di loro per la supremazia nei mercati è praticamente impossibile, perché tali borghesie sono state soppiantate dall’ascesa e dal consolidamento di una borghesia imperiale che si riunisce periodicamente a Davos e per la quale la scelta di un confronto militare costituisce un fenomenale sproposito. Non vuole dire che questa borghesia mondiale non sostenga, come l’ha fatto finora con le avventure militari degli Stati Uniti in Iraq ed Afghanistan, la realizzazione di numerose operazioni militari nella periferia del sistema, necessarie per la preservazione dei profitti del complesso militare-industriale nordamericano ed indirettamente dei grandi oligopoli degli altri paesi.
    “La situazione attuale non è uguale a quella degli anni trenta. Lenin diceva che “il capitalismo non cade se non c’è una forza sociale che lo faccia cadere”. Oggi quella forza sociale non è presente nelle società del capitalismo metropolitano, gli Stati Uniti compresi.
    “Gli Usa, il Regno Unito, la Germania, la Francia ed il Giappone dirimevano nel terreno militare la loro lotta per l’egemonia imperiale.
    “Oggi, l’egemonia e la dominazione si trovano chiaramente nelle mani degli Usa. Sono l’unico garante del sistema capitalista su scala mondiale. Se gli Usa cadessero si produrrebbe un effetto dominò che provocherebbe il crollo di quasi tutti i capitalismi metropolitani, senza menzionare le conseguenze nella periferia del sistema. Nel caso in cui Washington fosse minacciata da un moto popolare tutti accorrerebbero in aiuto, perché è il sostegno ultimo del sistema e l’unico che in caso di necessità può aiutare gli altri.
    “Gli USA sono un attore insostituibile ed il centro indiscusso del sistema imperialista mondiale: solo loro dispongono di oltre 700 missioni e basi militari in circa 120 paesi, costituendo la riserva finale del sistema. Se le altre opzioni falliscono, la forza apparirà in tutto il suo splendore. Solo gli USA possono dispiegare le loro truppe ed il loro arsenale militare per mantenere l’ordine su scala planetaria. Sono, come direbbe Samuel Huntington, “lo sceriffo solitario”.
    “Questo puntellamento del centro imperialista si basa sull’incommensurabile collaborazione degli altri soci imperiali, o dei suoi concorrenti in campo economico, comprendendo la maggioranza dei paesi del Terzo Mondo che accumulano le loro riserve in dollari statunitensi. Né la Cina, il Giappone, la Corea o la Russia, per indicare i maggiori possessori di dollari del pianeta, possono liquidare il loro stock di quella moneta perché sarebbe una mossa suicida. E’ chiaro che è una considerazione che deve essere presa con molta cautela.
    “La condotta dei mercati e dei risparmiatori di tutto il mondo rafforza la posizione nordamericana: la crisi si approfondisce, le manovre dimostrano d’essere insufficienti, il Dow Jones di Wall Street scende sotto la barriera psicologica dei 7.000 punti – meno del record del 1997! – e nonostante tutto la gente cerca rifugio nel dollaro e scendono le quotazioni dall’euro e dell’oro!
    “Zbigniev Brzezinski ha dichiarato: sono preoccupato perché avremo milioni e milioni di disoccupati, molta gente starà veramente male. E questa situazione continuerà per un po’, prima che eventualmente le cose migliorino.
    “Siamo in presenza di una crisi che è molto più di una crisi economica o finanziaria.
    Si tratta di una crisi integrale di un modello di civiltà che è insostenibile economicamente, politicamente, che deve ricorrere sempre di più alla violenza contro i popoli; insostenibile anche ecologicamente, vista la distruzione, in alcuni casi irreversibile, dell’ecosistema; insostenibile socialmente, perché degrada la condizione umana fino a limiti inimmaginabili e distrugge la trama stessa della vita sociale.
    “La risposta a questa crisi, pertanto, non può essere solo economica o finanziaria. Le classi dominanti faranno esattamente questo: utilizzare un vasto arsenale di risorse pubbliche per socializzare le perdite e riassestare i grandi oligopoli. Rinchiusi nella difesa dei loro interessi più immediati non hanno nemmeno la visione per concepire una strategia più integrale.
    “La crisi non ha toccato fondo”, dice. “Ci troviamo in presenza di una crisi capitalista generale. Nessuna altra è stata così grande. Quella tra 1873 ed il 1896 durò 23 anni e si chiamò Grande Depressione. L’altra molto grave è stata quella del 1929. E’ durata altrettanto, non meno di 20 anni. L’attuale crisi è integrale, di civiltà, multidimensionale”.
    Immediatamente aggiunge: “È una crisi che trascende abbondantemente l’aspetto finanziario e bancario, colpisce l’economia reale in tutti i suoi aspetti”.
    Se qualcuno prende questa sintesi e la se la mette in tasca, la legge ogni tanto o l’impara a memoria come una piccola Bibbia, sarà più informato, su ciò che succede nel mondo, del 99% della popolazione, dove il cittadino vive assediato da centinaia d’annunci pubblicitari e saturato da migliaia d’ore di notizie, romanzi e film con storie vere o false.

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    Fidel Castro

    8 Marzo 2009

    11 e 16 a.m”

  • Tonguessy

    La guerra di secessione nacque per stabilire chi dovesse controllare la manodopera. I negrieri del sud se l’erano portata dall’africa e avevano stabilito un prosperoso sistema agricolo di tipo feudale, mentre gli industriali del nord ne avevano disperato bisogno per dare inizio alla fase di industrializzazione. Ergo la guerra di secessione, che come sappiamo portò all’industrializzazione. Non molto diversamente andò nella Russia di Stalin che instituì i campi di lavoro (gulag) per creare le infrastrutture della nascente industria russa. E non sta andando diversamente in Cina adesso.
    Adesso spiegami quali sarebbero le condizioni simili che vedi perchè si sviluppi una nuova guerra di secessione in USA. Forse si potrebbe più correttamente parlare di rivoluzione possibile, non di secessione possibile. Ma la parola rivoluzione da quelle parti è impronunciabile……

  • Mara79

    Sulle eventuali future catastrofi economiche non entro nel merito, poichè per me la finanza è arabo. Il futuro indubbiamente non è roseo.
    A lasciarmi perplessa non è l’ipotesi di sfacelo economico, bensì la questione delle secessioni, disgregazioni e soprattutto l’idea che gli americani spacchino la propria nazione e si facciano controllare da paesi esteri: il Messico che si prende il Texas? Io vi giuro, vorrei proprio vederlo. Quella mappa sembra fatta un po’ alla cazzo, da uno che degli USA ne sa ben poco. Magari conosce l’economia, ma non il resto.
    Non dimentichiamoci che l’URSS si è disintegrato perchè composto da etnie e nazionalità diverse tenute assieme dal rullo compressore del totalitarismo; venuto a mancare quel collante, ognuno è andato per le sue. Non è che si può fare lo stesso discorso per gli americani.
    Ultima cosa: ma questo il crollo dell’URSS non l’aveva previsto, mi pare. Andemo ben!

  • vic

    Su’, non e’ da prendere sul serio la mappa. Anche tu puoi colorarne una. Avrebbe lo stesso valore.

    Invece e’ possibile che qualche stato si distanzi prima o poi dall’Unione. Cosi’ come entrano potrebbero anche uscirne. Sta a loro decidere. Molti stati non sono per niente contenti dei decreti Bush, con cui il presidente in caso di calamita’ nazionale diventa de facto un dittatore, scavalcando i governi statali.

    Per esempio le Hawaii sono l’ultimo stato entrato nell’Unione
    Porto Rico invece e’ l’ultimo stato non entrato nell’Unione. Qualche anno fa’ decise in votazione di rimanere cosi’ com’e’, a meta’ strada, membro del Commonwealth Americano. E vivono decisamente meglio dei Cubani loro vicini di mare. A loro va’ bene cosi’ a quanto pare, ne’ fuori ne’ dentro.

    Cordialmente