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PRIME PROTESTE ANTI-EURO DAVANTI ALLA BCE

The Prudent Investor

Dopo aver assistito ai bisticci di politici e banchieri sul salvataggio dell’Euro da addossare sulle spalle dei contribuenti europei per circa due anni, un gruppo di tedeschi ha inscenato la prima protesta davanti al quartier generale della Banca Centrale Europea questo giovedì.

Circa cento manifestanti, riuniti dal minoritario Partei der Vernunft (Partito della Ragione), hanno esposto striscioni che chiedevano due cose: “Raus aus dem Euro
(Fuori dall’Euro) e “Stoppt die Schuldenunion” (Fermate l’unione del debito), secondo un articolo del quotidiano tedesco
FAZ.
È un momento storico dato che rappresenta la prima resistenza democratica organizzata contro la moneta comune che ha portato alla formazione del DUE, i Debiti Uniti d’Europa.

I recenti sondaggi mostrano che il
77% dei tedeschi è contrario alla creazione del European Financial
Stability Fund
(EFSF) e del suo non democratico successore, l’ESM
(Euro Stability Mechanism). Il 26 settembre il parlamento tedesco voterà sull’ESM e, a causa delle pesanti perdite avute dal piccolo partner di coalizione nelle ultime elezioni regionali, il cancelliere
Angela Merkel è certamente meno sicura di ottenere un voto positivo
su uno strumento che metterebbe la Germania in cima alla lista di quelli
che dovranno pagare per la vasta dissolutezza dei membri più deboli
dell’Euro. La strategia di pagare i debiti dei propri vicini non ha mai funzionato nella storia.

Ora ci sono due possibilità

La sempre maggiore biforcazione tra le opinioni dei politici dell’Eurozona e quelle della gente comune non può più essere sorvolata. Gli europei sono pesantemente tassati, soffrono per un’economia in cui tutti i fondi appena digitalizzati arrivano all’industria finanziaria e mai all’economia reale, e non ne possono più di un apparato sempre meno democratico in cui le poche voci sane presenti all’interno del Parlamento Europeo, come quella di Nigel Farage, vengono ignorate dalle decisioni autocratiche della non eletta Commissione Europea e del Consiglio dell’UE.

Mentre i politici erano occupati a
incontrarsi durante gli ultimi due anni in una serie di riunioni settimanali
di emergenza all’interno di alloggi a cinque stelle – incitando in modo ironico all’austerità -, i debiti hanno intrapreso un’unica strada: quella verso l’alto

La Germania esce, o la Grecia se ne va prima

Siamo sicuramente vicini a un grosso evento che segnerà la disintegrazione non solo dell’Euro, ma anche della stessa UE.

Una corrente di voci la cui affidabilità è difficile da confermare hanno riferito a questo blogger che Austria, Finlandia, Germania e i Paesi Bassi hanno già stampato le proprie divise e potrebbero uscire dall’Eurozona entro la fine di settembre, lasciando alle spalle il casino creato dai membri dissoluti dell’Eurozona.

Un’uscita dei (non così) forti quattro paesi sarà complicata da dodici anni di integrazione monetaria e sarebbe un grosso segnale che l’unità europea per i debiti non ha più un futuro.

Questa possibilità sarebbe una forte battuta di arresto specialmente per la Francia, che l’egocentrico leader Sarkozy vorrebbe evitare a tutti i costi per non dover discendere dal suo status di pari livello della Germania.

Per questa ragione possiamo escludere di trovare una soluzione armoniosa al problema insormontabile del debito di tutte le nazioni, non solo dell’Eurozona, ma dell’UE nella sua interezza.

Flirtare con i soldi di Cina o Russia
– che a sorpresa hanno oggi annunciato di voler acquistare le malefiche
obbligazioni dell’Eurozona che il ESM deciderà di emettere – non
sarà comunque possibile. La Cina, che deve affrontare problemi interni
quasi impossibili da quantificare, e la Russia non sono nella condizione
di sperperare i propri soldi nell’UE in bancarotta senza rischiare una forte opposizione interna. Entrambe le nazioni sono già schiacciate dalla (fatiscente) infrastruttura del vecchio mondo e hanno parecchie cose da fare nei propri rispettivi territori.

Per questo esiste l’altra opzione di un’uscita non volontaria della Grecia, che ci si può aspettare in qualsiasi momento, visti gli stress del sistema e la sua incapacità di accedere al mercato dei capitali a causa dei tassi di interesse proibitivi.

Visto che si tratta di una situazione inedita nella storia moderna, niente può essere escluso da questo momento in avanti.

La fine dell’Euro è anche la fine dell’Unione Europea

Francia e Germania dovranno quindi affrontare il compito non solo di digerire miliardi (o triliardi?) di debito dei paesi PIIGS che dovranno essere in larga parte depennati, ma anche la sfida di tenere insieme l’Unione Europea, il cui unico denominatore comune sono i debiti a tutti i livelli, pubblico e privato.

Ho evitato intenzionalmente ogni dato in questo post visto che siamo nel terzo anno di “cattive sorprese” causati dagli imbrogli dei membri dell’Eurozona. Il volume di tutto questo casino verrà scoperto solo nei procedimenti di bancarotta nazionali e nelle liquidazioni delle banche.

Avendo trovato molti “studi” di
analisti bancari che improvvisamente fanno menzione della prossima fine
dell’Euro nella sua forma attuale, io non mi divincolo dalla precedente
previsione,
Euro Until the Endsieg. La fine dell’Euro era stata correttamente prevista undici mesi fa in questo blog: 20.10.2010 – Il giorno in cui l’Euro ha iniziato a morire.

Il franco svizzero non è più un porto sicuro

I lettori faranno meglio nel medio e lungo termine ad abbandonare l’illusione che il franco svizzero sia un porto sicuro. L’economia svizzera dipende in modo pesante dal
settore finanziario che contribuisce almeno al 12% del PIL. Un mondo di almeno 100 milioni di investitori non può trovare un porto sicuro in una moneta di un paese di sette milioni di persone. Come recita il vecchio adagio, “si possono mettere al sicuro 100 milioni ma non un trilione”, il franco svizzero non può sostenere gli errori del resto del mondo.

Tutte le dissoluzioni dei sistemi monetari hanno provocato privazioni economiche, guerre e rivoluzioni. Questa volta non sarà diverso.

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Fonte: First Anti-Euro Protest in Front of the ECB

13.09.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE

Pubblicato da supervice

  • Kiddo

    “La Germania esce, o la Grecia se ne va prima
    Siamo sicuramente vicini a un grosso evento che segnerà la disintegrazione non solo dell’Euro, ma anche della stessa UE.

    Una corrente di voci la cui affidabilità è difficile da confermare hanno riferito a questo blogger che Austria, Finlandia, Germania e i Paesi Bassi hanno già stampato le proprie divise e potrebbero uscire dall’Eurozona entro la fine di settembre, lasciando alle spalle il casino creato dai membri dissoluti dell’Eurozona.” MAGARI!!!

  • glab

    ma sì, l’Euro sta andando a ramengo!
    infatti stanno comprando Euro e vendendo oro!

    http://money.cnn.com/data/markets/

    ps: ma stai pensando di shortare l’Euro? …. auguri.

  • Kiddo

    No ,spero solo di uscire da questa caXXo di europa il prima possibile.

  • glab

    non te la prendere Amico, la vita è come la scaletta del pollaio, corta e piena di stronzi.

  • Kiddo

    concordo, e aggiungo che dal classico “Produci – Consuma – Crepa” ci hanno ridotto all’ “Indebitati!! – Consuma – Crepa (possibilmente il giorno dopo essre andato in pensione, semmai ci arriverai…)”

    Che tristezza…