Prima o poi sarà scontro frontale

Toh l'Africa nera ce l'ha con noi
Massimo Fini, giornalista.
“La povertà è di chi è più ricco” (Friedrich Nietzsche)

Di Massimo Fini

Elon Musk guadagna circa 555 milioni di dollari l’anno, Donald Trump, che è il più ricco Presidente USA, 400.000 dollari. Sono ricchezze totalmente prive di senso. Musk dovrebbe vivere cento vite per esaurirle. “Per quanto comprino dipinti, statue, vasellame cesellato, per quanto abbattano edifici appena costruiti per ricostruirne altri, insomma per quanto dilapidino e maltrattino il denaro pubblico in tutti i modi pure non riescono a esaurire la loro ricchezza con i loro infiniti capricci. Per noi la miseria in casa, i debiti fuori, triste l’oggi, spaventoso il domani. Che abbiamo, insomma, se non l’infelicità del vivere?” discorso di Lucio Sergio Catilina ai congiurati.

Ma le macroscopiche ricchezze di Musk e Trump non sono che il segno di una sperequazione più generale che esiste oggi negli Stati Uniti. Se voi andate in California trovate, ai confini di quello Stato, migliaia di homeless che innalzano un ironico cartello: “Benvenuti nello stato più ricco del mondo”. Negli Usa, facendo una scala del reddito, il primo decile si accaparra il 48,5 percento mentre l’ultimo quinto ha solo il 3,2 percento. E se si sale ancora verso il vertice della piramide si vede che l’un percento delle famiglie ha il 6,8 percento del reddito nazionale, cioè più del doppio di quello che hanno tutte insieme il 20 percento delle famiglie americane più povere. Il rapporto è di 40 a uno. Eppure gli Stati Uniti non sono solo lo stato più ricco del mondo, ma godono delle rendite di posizione dovute alla vittoria nella Seconda Guerra Mondiale.

Una cosa è vivere in un luogo dove tutti (o quantomeno la maggioranza) sono poveri, altra dove brilla una ricchezza insolente. Questo genera l’invidia che oltre a non essere un sentimento particolarmente nobile (Dante sotterra gli invidiosi nell’ottava bolgia dell’Inferno) è motivo di sofferenza. Per altro l’invidia è la molla dell’attuale modello di sviluppo. Anche Ludwig von Mises, uno dei più radicali ma anche dei più coerenti sostenitori di questo modello, scrive pressappoco: “L’operaio invidia il capofabbrica, il capofabbrica il dirigente, il dirigente il presidente della società, costui l’imprenditore che guadagna un milione di dollari” e così via.

Parlando in termini generali l’invidia era pressoché inesistente nei “secoli bui del Medioevo”. Come si sa quella era una società divisa in caste: i nobili, il clero, il Terzo stato (in realtà anche il clero era composto di nobili, i cadetti delle grandi famiglie, scordiamoci la favola del buon fraticello). Non è colpa mia se non sono nato re, non è colpa mia se non sono nato nobile.

Ma nemmeno i contadini se la cavavano così male, a parte la fatica del loro lavoro (“la terra è bassa” dicono). Anche Adam Smith si meraviglia dei bassi canoni che il contadino doveva pagare al feudatario: un pollo, una gallina, una quaglia una volta l’anno. Certo c’erano le corvée personali che han tanto indignato gli illuministi ma si trattava di ben poco, di servire il feudatario quando dava delle feste (lo “ius primae noctis”, a quanto pare, non fu mai esercitato). Inoltre il feudatario, che viveva fianco a fianco con la massa dei suoi contadini, non poteva fare troppo lo stronzo perché avrebbe rischiato una rivolta. Tutte le rivolte vandeane sono in buona sostanza rivolte di contadini e nobili decaduti contro la borghesia.

Uno dei segni della povertà di un popolo è l’autosufficienza alimentare (qui a Milano si fanno code infinite alla Caritas che distribuisce cibo) ora l’Africa Nera è stata autosufficiente alimentarmente fino a pochi decenni fa e lo era ancora, sostanzialmente, nel 1961, ma l’autosufficienza è scesa all’89 percento nel 1971 e al 78 percento nel 1978. Oggi è alla fame, la brutale fame. E non basteranno i cannoni di Salvini per fermare questa gente.

Il colonialismo classico è pur sempre meglio di quello economico. I colonialisti si accontentavano, diciamo così, di rapinare a queste popolazioni materie prime di loro interesse di cui per altro gli indigeni non sapevano che farsi. Cercavano soprattutto l’oro, che era la moneta internazionale dell’epoca, ma gli indigeni si mettevano a ridere perché, quando non si affidavano al baratto, scambiavano in conchiglie cauri. La progressiva eliminazione del baratto ebbe però le sue conseguenze. Canta un poeta africano ai primi dell’Ottocento: “Com’era bello il tempo in cui se tu avevi il sale e io pepe, tu mi davi un pizzico di sale ed io un pizzico di pepe”.

Non venivano alterate la socialità, le tradizioni, i costumi di quei popoli che, a parte avere sulla testa quegli stronzi, continuavano a vivere, e a volte prosperare, come avevano sempre vissuto, di baratto sostanzialmente. Per la verità un primo vulnus a questo sistema si deve proprio ai colonialisti classici che imposero una tassa su ogni capanna, costringendo così gli autoctoni a entrare nel sistema del denaro (si è detto di passata: oggi si cerca di bloccare in ogni modo le immigrazioni, cioè gli uomini non avrebbero diritto di spostarsi, il capitale sì trasferendosi nei luoghi dove è meglio remunerato).

La Rivoluzione francese segnò l’ingresso trionfale dello spirito del capitalismo nell’età medievale europea. Come dicevo, tutte le rivolte vandeane sono rivolte di contadini e di nobili decaduti contro la borghesia, perché il borghese introduce nel sistema il profitto, la proiezione nel futuro (i nobili spendevano e scialacquavano tutto ciò che entrava nelle loro casse, non pretendevano di più, un onesto pareggio insomma). I borghesi invece vogliono il profitto. Lo spiega bene una lettera che un proprietario indirizza al suo fittavolo: “Ti ho affittato i miei beni nel gennaio del 1789, quando su di essi gravavano diversi diritti signorili. Se non ti avessi obbligato ad osservarli il mio affitto sarebbe stato maggiore. Quello che deve approfittare dell’abolizione dei diritti feudali sono io, il proprietario, non tu, l’affittuario”.

Quella che si sconta oggi è una progressiva erosione del ceto medio, lo si vede bene anche qui a Milano dove, per la gravosità degli affitti e del costo delle case, il ceto medio è stato sbattuto in ‘non luoghi’ dell’hinterland, paesi che del paese hanno solo il nome, spesso non hanno una piazza e nemmeno, in un paese cattolico come il nostro, una chiesa.

Marx sosteneva che col tempo i ricchi sarebbero diventati sempre più ricchi, ma sempre meno numerosi, per cui per cacciarli non ci sarebbe stata bisogno di alcuna rivoluzione, sarebbe bastata una pedata nel culo. Così non è stato. E’ vero che i ricchi sono diventati sempre più ricchi e anche un po’ più numerosi, ma è altrettanto vero che i poveri sono diventati sempre più poveri e molto più numerosi, com’è esperienza nell’Italia di oggi.

Quello che viene eroso progressivamente è il ceto medio che faceva da collant fra i ceti ricchi e quelli più poveri e questo, prima o poi, porterà a un pericoloso scontro frontale

Di Massimo Fini

05.10.2025

Massimo Fini. Giornalista e scrittore.

Titolo originale: Musk, biliardario della povertà

Fonte: https://www.massimofini.it/articoli-recenti/2504-musk-biliardario-della-poverta

Commenti (29)

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    1. omega 9 ottobre 2025

      Fini banalizza troppo ed entra da incompetente in ambiti materie di economisti e storici.
      L'erosione del ceto medio è evidente, ma non è detto che porti allo scontro sociale.

    2. omega 9 ottobre 2025

      Più facilmente avremo rivolte di sottoproletari nostrani e di origine straniera alla maniera delle balieu.

    1. Arthur 8 ottobre 2025

      In Occidente (USA ed Europa) non si arriverà a nessuno scontro frontale per una semplice ragione: nei prossimi decenni una parte della popolazione occidentale si estinguerà e questo accadrà per una serie di ragioni di cui ho parlato in passato e non sto a ripetere.

      Una volta ridotta la popolazione, le risorse che spetteranno dall'Occidente (risorse stabilite dalla spartizione decisa a livello mondiale in base alle grandi aree geografiche del globo) saranno sufficienti per garantire agli occidentali rimasti il benessere.

    2. Arthur 8 ottobre 2025

      PS

      Ad estinguersi saranno le orde di lobotomizzati e ingabbiati dalle idiozie globaliste distopiche i quali non hanno capito che la riduzione della popolazione per salvare la tanto amata madre terra riguarda proprio loro.
    1. gabedo 8 ottobre 2025

      Come sempre quando si parla di ricchezza e della sua distribuzione salta fuori il discorso degli africani/immigrati in Francia ed in Italia che vivono di sussidi senza lavorare. Personalmente conosco africani/immigrati che lavorano come ossessi e meglio degli svizzeri. Ma siamo farciti di falsità spacciate per scienza per cui le risorse non sono abbastanza per tutti, quindi è meglio che solo pochi ne possano godere appieno mentre i molti devono accontentarsi delle briciole e anche ringraziare

    2. omega 9 ottobre 2025

      Anche lei banalizza. Anche io conosco immigrati che lavorano molto; rimane il fatto che anche questi pesano notevolmente sul welfare nostrano per varie ragioni, non ultima quella dei ricongiungimenti familiari.

    3. gabedo 10 ottobre 2025

      Io non banalizzo. L'immigrazione è un sintomo non è la malattia. Poi se volete continuare a curare i sintomi per me fate pure

    1. Dario Lampa 8 ottobre 2025

      Friedrich Nietzsche aveva ragione: la povertà (quella morale, la miseria dell'animo - ndr) è dei ricchi.
      Accumulare insensatamente ricchezza è una malattia mentale segno evidente di megalomania. Ma il fatto sconcertante è che la maggioranza della popolazione non disdegnerebbe di diventare miliardario come i miserabili (nel senso morale) nominati all'inizio dell'articolo ed è per questo che esistono questi "miserabili" e tutto il male da loro generato.

    1. Dario Lampa 8 ottobre 2025

      Friedrich Nietzsche aveva ragione. E io aggiungo che chi accumula tutto questa insensata ricchezza è un pazzo paranoico in preda alla sindrome d'onnipotenza.
      Ma il fatto sconcertante è che la maggioranza degli individui non disdegnerebbe di diventare come quella feccia merdaria... pardon miliardaria...

    1. Martin 8 ottobre 2025

      La rivolta armata della Vandea ed altre zone della Francia accadde perche' i giacobini introdussero il servizio militare obbligatorio (propedeutico alle invasioni e guerre imperiali napoleoniche), che significava fame e morte sicura per bambini donne e anziani, dato che il cibo arrivava dal duro lavoro di agricoltura e pastorizia. Non c'erano i trattori, Fini. La storiografia post rivoluzione francese e marxista ha fatto passare quella gente per una massa di tarati cattolici e monarchici, quando in realtà difendevano l'esistenza loro e delle loro famiglie.

      Il quadro che l'autore dà degli Usa è ridicolo, avendo parenti e amici che lavorano li' - ma dovrebbero bastare le statistiche sul reddito e soprattutto sugli stipendi.

      Il sogno della rivolta dei poveri nasce da altra analisi del tutto sviata, perche' dal 1900 in poi, e soprattutto dal 1945, tutti gli indici economici e sociali qui in Occidente sono esponenzialmente migliorati sotto tutti i profili.

      Il calo attiene agli ultimi 25 anni e solo nell' UE, grazie al fallimento del modello "immigration and welfare", specie in GB, Francia, Olanda e Svezia. In Francia oltre 7 milioni di afro islamici sono mantenuti da sussidi altissimi e come ovvio non lavorano. E grazie alla follia della Commissione UE (immigrazione di massa, green agenda, giganteschi sussidi all' Est Europa e guerra alla Russia).

      E' il modello "immigration and welfare" e la follia UE che sono falliti, non il capitalismo, come inequivocabilmente dimostrato dal fragoroso sviluppo senza precedendenti nella storia umana di oltre 1 miliardo di persone uscite dalla povertà in meno di 40 anni in Cina e nel Sud Est asiatico.

      Poi certo che lo Stato sociale europeo sta andando al diavolo, solo un idiota a pedali poteva pensare che sarebbe sopravissuto all'immigrazione di massa di gente che non si adatta e non lavora, più le centinaia di miilardi che ci costano green agenda, sussidi all' Est Europa e guerra alla Russia.

      Siamo nel 2025 e ancora tocca leggere analisi da anni 70 - come se non fossimo governati dalla Commissione UE. Buonanotte!

    2. emilyever 8 ottobre 2025

      Per sussidi altissimi cosa intendi in media?

    3. A.P. 8 ottobre 2025

      Glielo spiego io gentile emily, significa che il miglior mondo possibile per il signor martin era il colonialismo; in alternativa una economia tipo quella del terzo reich.

    4. Arthur 8 ottobre 2025

      Anni fa avevo letto qualcosa sulle rivolte controrivoluzionarie in Francia (non ricordo esattamente cosa, se un libro o articolo) e si affermava che tra i motivi scatenanti le rivolte contro la Rivoluzione c'erano le tasse che gravavano su molti contadini.
      Prima della Rivoluzione c'erano due sistemi di tassazione per i contadini.
      Nei feudi di cui erano titolari i nobili di spada (discendenti degli antichi feudatari) la tassazione era intorno al 20-30%. In generale una situazione abbastanza eterogenea.
      Nei feudi ecclesiastici, cioè i feudi di cui era titolare la Chiesa (diocesi, abbazie, monasteri, prelature, etc.) la tassazione era il 10%, la famosa decima.
      Sembra che il nuovo Stato rivoluzionario, dopo aver confiscato i beni alla Chiesa e abolito le tasse nei feudi ecclesiastici, abbia portato dappertutto la tassazione al 30% circa.
      Immaginiamo le conseguenze.
      Per milioni di contadini che possedevano terreni in feudi ecclesiastici fu la miseria.
      A quanto pare il vezzo dei rivoluzionari e dei sinistri di vessare la gente con le tasse è storia antica.

    5. A.P. 8 ottobre 2025

      ogni qualvolta che c'è da criticare il mondo di oggi, da parte sua, c'è sempre una esplicita critica al marxismo. va bene criticare, ma quando non centra nulla i suoi strali sono sostanzialmente tuatologici. Ma cosa c'entra benedetto uomo la critica marxista con le vicende vandeane???? Inoltre, non vorrà mica venire a raccontare che il sistema americano sia un sistema giusto? mi faccia il piacere!! La cina e l'india stanno sfruttando l'accumulazione capitalista ma dal punto di vista del plusvalore relativo e non assoluto; e se non sa cosa significa vada a studiare Marx! lei pensa che nel partito comunista cinese ci siano dei mentecatti che hanno seguito gli schemi di von hayek o friedman invece che Marx? Mi sa che deve rinnovare i suoi "concetti" ideologici se non vuole restare imprigionato in uno schematismo che lascia il destro a critiche esiziali. Eppure lei dimostra grande intelligenza, ma il suo parzialissimo antimarxismo desta sempre sconcerto.

    6. Martin 8 ottobre 2025

      In media i sussidi francesi (individuali e familiari) sono di troppo poco (2-300 euro) inferiori ai salari minimi al netto delle tasse, quindi molti come naturale preferiscono non lavorare.
      Ovvio che vano tagliati di corsa, ma si ha paura di nuove rivolte armate delle banlieues

    7. Martin 8 ottobre 2025

      la diffamazione gratuita la infligga a sua sorella, grazie

    8. uomospeciale 8 ottobre 2025

      Alti o bassi non ha importanza quando si permette a gente giovane e forte di campare senza fare niente alle spalle di milioni di lavoratori autoctoni mandati al lavoro fino a tarda età per mantenere tutta la baracca, il sistema è destinato a crollare comunque.
      Prima o poi verrà giù tutto semplicemente perché chi produce un reddito che non percepisce si rifiuterà di continuare a mantenere i troppi parassiti che percepiscono un reddito che non hanno mai prodotto.
      È già evidente che la parte produttiva della società si sta stancando di continuare a tirare la carretta per mantenere milioni di sfaccendati:
      ( non solo in Francia ma pure in Italia* )
      si siederanno in massa, e verrà giù tutto come un castello di carte.
      Milioni di lavoratori francesi spesso senza manco moglie figli si stanno rendendo conto che non ha nessun senso lavorare come schiavi per mantenere non solo chi non lavora né vuole lavorare pure essendo più giovane e sano di loro, ma è entrato nel loro paese solo per prendere e basta, e vorrebbe pure farli lavorare fino a 80 anni per mantenere sia lui che SUOI figli.

      *Che ci crediate o no, io conosco parecchia gente che ha abbandonato professioni, settori industriali, carriere e lavori di successo, semplicemente perchè si sono stufati di lavorare e il fenomeno sta crescendo rapidamente.

    9. Martin 8 ottobre 2025

      Non lo metto in dubbio, ma la causa della rivolta fu il servizio militare obbligatorio che ripeto significava fame e morte per le famiglie dei contadini

    10. uomospeciale 8 ottobre 2025

      La sanguisughe non smetteranno mai di succhiare finché arriverà il sangue.
      Ma più che le rivolte delle banlieues io mi chiedo quando i poveri fessi che pagano per mantenere tutta la baracca tireranno semplicemente i remi in barca.
      Pensa che bello per un francese magari pure un single senza figli, andare fare un lavoro di merd@ passando tutte le mattine davanti al pianerottolo del vicino che non paga nulla e occupa la casa da abusivo, facendosi pure mantenere sia lui che la moglie e i 4 figli il tutto a spese dei poveri fessi che lavorano..
      Ce né più che abbastanza per licenziarsi prima di subito.

    11. Martin 8 ottobre 2025

      Il punto, per cominciare, è che potrei dare lezioni universitarie di teoria e ideologia marxista perche' l'ho studiata a fondo diversi decenni fa, Gramsci, Lukacs, Althusser e Negri inclusi.

      La critica c'entra eccome con le vicende vandeane, perche' è stata prima la storiografia rivoluzionaria francese e subito dopo quella marxista a presentare i vandeani come dei poveri dementi monarchici, nascondendo la rivolta armata contro la leva obbligatoria.

      Poi certo che il sistema USA non è il più giusto, ma continua a crescere e a produrre ricchezza anche per le classi basse, ancora oggi.
      Infine, i Cinesi ancor più dei Russi hanno adottato una economia capitalistica fondata sulla concorrenza e regolata da un partito unico autoritario, con tantissimi saluti alla proprietà statale dei mezzi di produzione ed al marxismo. La fondamentale differenza è che i profitti o proventi non vengono concentrati nelle mani degli azionisti, come nel sistema USA.

      E dulcis in fundo la teoria del plusvalore è del tutto campata per aria. Il profitto nasce dalla combinazione vincente di diversi fattori produttivi, e non può in alcun modo essere equiparato di per sè a furto o sfruttamento. Esiste la leva fiscale, anche se non può essere spinta fino a demotivare l'imprenditore, come accaduto nei regimi ipersocialisti.

    12. Martin 8 ottobre 2025

      Concordo, ma il punto è che se riducono i sussidi per circa 7 milioni di individui, perlopiù afro islamici, le banlieues islamiche riesplodono, come nel primo decennio del 2000. I Francesi vivono sotto il ricatto della violenza e non accettano nemmeno di andare in pensione alla stessa età di Tedeschi, Inglesi, Olandesi, Italiani e Spagnoli.

    1. Straniero 8 ottobre 2025

      Non capisco questa cosa del baratto. Se non sapevano il valore reale dei beni o dei servizi, come facevano gli scambi senza essere fregati?

    2. Ciaparat 8 ottobre 2025

      il valore reale è quello che tu accetti di pagare e a cui il venditore accetta di vendere un bene. Funziona così anche nel baratto: il tuo pollo vale più della mia farina? Se ci mettiamo d'accordo quello è il valore reale del pollo e della farina.

    3. Straniero 8 ottobre 2025

      Il mio pollo vale più della tua farina perché sappiamo il valore economico. Quindi, se facciamo lo scambio, conviene a te ma non a me. Perché dovrei accettare lo scambio? Forse perc

    4. Straniero 8 ottobre 2025

      Forse perché mi serve per fare del pane? Allora dovremmo metterci d'accordo su quanti chili di farina devi darmi per bilanciare un pollo. O sbaglio?

    5. Ciaparat 8 ottobre 2025

      No: non esiste il "valore economico". Chi lo stabilisce, se non il mercato? Esatto: come dici vi "mettete d'accordo".
      Oggi mi hai dato la tua farina a un prezzo troppo basso - io ci ho guadagnato. Ma se domani la tua farina valesse ancora meno - cioè se io la dovessi rivendere rimettendoci - mentre il mio pollo vale di più, ecco che ci hai guadagnato tu.
      Ma non hai mai scambiato penne o giocattoli con il tuo compagno di banco? Chi vi fissava il "valore economico"? La maestra? Lo stato? No, lo facevate voi e vi andava bene. Poi magari la penna del tuo compagno non funzionava... Capita: con quello non scambi più. Come capita che tu scopra che il pane è migliore in una panetteria più distante da casa. Cambi panettiere.

    1. Fedeledellacroce 8 ottobre 2025

      Non ci sono piú le mezze stagioni....
      Articolo per vecchi, scritto da.....un vecchio
      Parola di vecchio!

    1. uomospeciale 8 ottobre 2025

      È molto improbabile uno scontro tra poveri e ricchi.
      Siamo una specie troppo gregaria, troppo schiava delle dinamiche di branco e troppo pronta a seguire un qualsiasi testa ti çaxx0 percepito come "leader".... Manipolare le masse è sin troppo facile, se la situazione dovesse farsi tesa un capro espiatorio si trova in un attimo.
      Nel breve e medio periodo invece, vedo all'orizzonte un cambiamento sociale epocale, ben più probabile e plausibile di uno scontro,
      quando sia i poveri che la cosiddetta classe media smetteranno in massa di correre dentro la ruota facendo crollare tutta la baracca e lasciando i ricchi con una montagna di inutile carta straccia in mano.
      È veramente incredibile la quantità di cose di cui si può fare a meno vivendo molto meglio senza, che con loro.

    1. alessandroparenti 8 ottobre 2025

      Boh...niente di origin.ale

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