CDC Incontra - Eleonora Capuozzo Krainer - Prigionieri dello Stato

eleonora capuozzo krainer cdc

Questa settimana, per il classico appuntamento di CDC Incontra, è nostra ospite Eleonora Capuozzo Krainer, psicoanalista e psicoterapeuta iscritta presso NCIP - National Council of Integrative Psychotherapists, già conosciuta dai lettori del nostro blog per l'eccellente articolo: Hub vaccinale, un luogo non sicuro.

Con Eleonora affronteremo le conseguenze psicologiche degli ultimi due anni di pandemia, tirando le somme ora che il governo italiano ha posto fine, sulla carta, allo Stato d'Emergenza sanitario.

In questi due anni, il perenne terrore che i nostri leader, attraverso le loro dichiarazioni, e i nostri media hanno propagandato, ha creato una società di pavidi, dove persone, fino a qualche anno fa sicure del proprio stato di salute e della forza del proprio sistema immunitario, oggi sono in preda a paure e insicurezze che difficilmente andranno via.

La conferma l'abbiamo tutti i giorni sotto i nostri occhi, con masse di zombie che ancora evitano i luoghi troppo affollati e continuano a indossare le mascherine anche all'aperto, nonostante non vi sia alcuna evidenza scientifica che possa confermarne l'utilità. Ciò è il frutto di due anni di insicurezza che hanno voluto instillare nelle nostre menti.

A farne le spese, ovviamente, sempre i più piccoli, cresciuti oramai ipocondriaci da genitori troppo spaventati per capire che danno stanno procurando alla loro salute mentale e fisica.

Senza la mascherina ti ammalerai e senza il vaccino morirai, dopo due anni di cantilena come questa, pochi ne sono usciti sicuri della propria forza.

Accanto a ciò, nonostante la fine politica della pandemia, alcune nuove abitudini introdotte in questi anni rimangono, una su tutte lo smart working, oggi addirittura associato a un buon modo per far fronte alla crisi energetica oramai alle porte.

Grazia alla strategica assenza dei sindacati, il lavoro è oramai entrato a gamba tesa nelle nostre mura domestiche, trasformate in un semplice rapporto con il computer, davanti al quale i nuovi schiavi devono rimanere seduti per ore.

Niente più vita lavorativa e niente più vita sociale, solo distanziamento e rapporti digitali...perchè in fondo il confinamento è prima di tutto uno stato mentale. Solo così gli esseri umani potranno essere trasformati in automi al servizio dei poteri finanziari e delle multinazionali.

Piattaforma Soultrainer: https://soultrainer.eu/

Conduce Massimo Cascone, regia e montaggio Giulio Bona.

Buona visione!

Commenti (2)

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    1. DrCaligari 28 aprile 2022

      Come dice Foucault il problema è iniziato quando si è inserito il concetto di popolazione. Prima la malattia si risolveva nel rapporto tra medico e malato, poi con l'epidemia di vaiolo si iniziò a ragionare appunto in termini di popolazione, cioè l'elemento statistico nell'affrontare l'epidemia fece il suo ingresso in scena. E naturalmente l'elemento politico, Ora anche i sani venivano coinvolti e diventava labile il confine tra ragioni sanitarie e volontà di manipolazioni politiche. Perfino nel medioevo durante la peste del trecento il lockdown per legge non poteva durare più di una settimana, noi che diciamo di essere moderni e che quella era un'epoca oscurantista... Vi è poi la questione della lingua, per cui rimando al bel libro di Susan Sontag La malattia come metafora. Che dimostra come più che la questione sanitaria sia importante il fattore linguistico, che trasforma un problema medico in una questione lessicale e metaforica, appartenente all'ambito della comunicazione appunto. Se a queste considerazioni aggiungiamo il testo di Agamben Lo Stato di eccezione che ci da un inquadramento del tutto in una cornice politico-istituzionale, allora ecco che con tre semplici letture (Agamben e la Sontag sono libri di un centinaio scarso di pagine, le lezioni di Foucault si estrapolano dal suo testo di lezioni tenute all'accademia di Francia disponibile su archive) possiamo avere un quadro chiaro di tutto quello che è successo in questi anni e delle tematiche relative.

    1. jeints 28 aprile 2022

      Eravamo già prima, per nostra scelta, schiavi delle multinazionali, e il risparmio energetico chiaramente si riferisce solo al trasporto, per quanto non così rilevante, ma è un passo. Insomma non colpevolizziamo sempre il fantomatico «sistema», cerchiamo di riformarci da soli e se davvero non vogliamo abusi di multinazionali e smart working, allora proponiamo un nuovo modello, perchè a me pare che la massa non sia poi così depressa come si afferma.

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