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PREDONOMIA E CRIMINALITA’


DI CARMINE R. VIOLA
Rinascita

“Ove c’è capitalismo, là si delinque”, questo ho scritto anni fa in un articolo (edito) indirizzato al sedicente economista Antonio Martino, il quale, neanche a dirlo, non ha replicato. E’ l’atteggiamento di coloro che sono soliti arrampicarsi sugli alberi per sentirsi più vicini alla divinità mentre non si accorgono del boscaiolo che ne sega i tronchi. Metafora a parte, la cosa paradossale degli economisti “ufficiali” è proprio quella di non sapere di occuparsi – magari con competenza provetta – di ben altro che di economia. Sono infatti dei “predonomisti” (da “predonomia”, la quale è l’artescienza del predare mutuata dalla giungla).
La “sentenza”, posta in antifona di quest’articolo può essere esplicitata nel modo seguente: “Laddove c’è concorrenza per la sopravvivenza o per la possibilità di un arricchimento senza limite, là il soggetto le studia tutte – crimini compresi – per non soccombere o per il piacere di diventare sempre più potente”. La prima parte è fisiologica, la seconda decisamente patologica. L’infanzia è fisiologica ed è fisiologica anche quell’età intermedia detta adolescenza – dove istinto e ragione, trasgressione e rispetto delle regole si alternano, si combinano, si combattono, si elidono determinando comportamenti più caotici che amorali. C’è analogia con la contrapposizione dialettica fra una tesi ed un’antitesi fino alla formulazione di una sintesi, che, nel caso nostro, è il comportamento critico e responsabile del soggetto adulto che agisce secondo scienza e coscienza. La coscienza comprende la sintonia bioaffettiva (o empatia), attributo supremo che trasforma l’antropozoo (soggetto adolescenziale) in uomo: è la capacità di immedesimarsi nello stato di bisogno e di sofferenza anche di chi non si conosce e non si vede.

L’istinto predatorio scompare con l’animalità originaria per effetto dell’evoluzione della specie (più precisamente del “filone biogenetico di appartenenza”) ma può intervenire il blocco della crescita – con la concomitante perpetuazione dell’adolescenza per induzione di un biosistema manovrato da antropozoi che non vogliono rinunciare alle proprie predazioni. Si parla di una inesistente “natura” umana (l’individuo reale è ciò che diventa) proprio quando non si sa definire i meccanismi originari di risposta alla fame e quelli, successivi, finalizzati all’acquisizione di un potere senza limite.

Il capitalismo appartiene all’infanzia-adolescenza della civiltà. Ma, ancora oggi, in un tempo in cui la scienza della vita di relazione non ha più segreti, si continua a scambiare la predonomia con l’economia. La cronaca di tutti i giorni è la manifestazione di una “compresenza di individui, l’uno contro gli altri armato”, che si chiama impropriamente società, mentre è un accostamento, talora forzato e spesso conflittuale, di soggetti eterogenei, che produce una criminalità capillare, endogena e pandemica, in parte palese, in parte sommersa e inappariscente perché mimetizzata o perché legittimata.
Fanno parte della criminalità palese lo scippatore, il borsaiolo, chi scassina, colpisce e talora uccide per rapinare, chi ruba a mano armata, chi sequestra per chiedere il riscatto, le vicende tipo “tangentopoli”, lo scandalo del calcio, tutte le violenze attribuite alla cosiddetta “mafia” – che è lo stesso capitalismo in versione paralegale – e la violenza bellico-terroristica dell’imperialismo, che ha un conclamato carattere predatorio. Fanno parte della criminalità “essenziale” tutte quelle forme di predazione che vengono effettuate nel rispetto di regole legittimanti. Osservate un cantiere: ci sono molti poveri cristi, che si abbrustoliscono sotto il sole o ghiacciano per il freddo e che talvolta cadono vittime di infortuni mortali: restano quasi sempre dei poveri cristi mentre impresari, titolari di appalti e “quadri tecnici e dirigenziali” si fanno sempre più ricchi. La legge borghese non li considera dei predatori perché hanno predato nel rispetto di regole legittimanti, anche quando, con operazioni supplementari di ordine bancario-borsistico-azionistico si sono fatto perfino uno sconfinato “paradiso terrestre”.

La criminalità pandemica più insidiosa e che colpisce, come dice la parola, tutti, è proprio quella che non si vede e che avrebbe vita assai difficile in regime di vera economia. E qui cade a piombo l’affermazione che “laddove c’è capitalismo, là si delinque”. Delinquere vuol dire appunto studiarle tutte pur di predare profitti parassitari e accumularli senza misura. Avviene di tutto al di là di ogni immaginazione. La pubblicità – che è consumistica – è uno strumento scientifico di illusione ottico-verbale e di persuasione occulta per indurre al consumo, indipendentemente dalla qualità dei prodotti pubblicizzati. Non sappiamo che cosa mangiamo: la frode di mestiere comincia dal pizzaiolo e giunge fino all’industriale di alimenti in contenitore (dall’acqua minerale allo yogurt, alle marmellate, ai pelati e così via). Niente può garantirci la genuinità e la pulizia del prodotto con o senza trattamento biologico o biologicamente modificato. Naturalmente ci riferiamo a soggetti disonesti. La concimazione, naturale o chimica è alla merce del produttore.

Non sappiamo con quali farmaci ci curiamo o – e qui sta il punto – ci ammaliamo. C’è un rapporto, che si dice di “comparaggio”, che consiste nel fatto che dei medici privi di scrupoli prescrivono farmaci non solo sperimentali (all’insaputa dei pazienti) ma perfino nocivi per concorrere a premi messi in palio da case farmaceutiche. Recentemente è stato ritirato dal commercio il Vioxx, un antinfiammatorio per l’artrite che aumentava il rischio dell’infarto. Sono sotto l’occhio della magistratura venti ditte produttrici. Per il caso Glaxo Smith Kline sono sotto inchiesta 1600 medici in Germania, più di 4 mila in Italia. Questi pochi dati ci bastano per avere un’idea di cosa succede – o può succedere – dietro quell’esercito di cosiddetti “informatori scientifici” (autentici agenti di commercio), che ci costringono a perdere tanto tempo nelle sale di attesa del nostro medico di casa, e che potrebbero essere sostituiti da un apposito bollettino informativo periodico.

Immaginate una cosa qualsiasi: potrebbe essere vera! Per esempio, che un farmaco o un prodotto alimentare stravecchio venga fatto “rivivere” con additivi chimici (ovviamente nocivi come lo stesso contenuto). Il nostro è il paese dei brogli e delle truffe in tutti i rapporti di mercato, di compravendita e di acquisto di servizi. Le società RCA, le banche, oggi servizi essenziali come quelli postale, ferroviario, energetico e telefonico sono più o meno dei “predatori al passo”, pronti a depredarci di una parte del nostro potere di sussistenza.
E’ scientificamente provato che più potere “economico” (leggi: predonomico) si dà al privato, più in rapporto aumenta la possibilità di criminalità da predazione in tutte le sue forme. E nonostante questa certezza scientifica, sinistra e destra stanno facendo a gara a chi privatizza e liberalizza di più pur sapendo di rendersi vieppiù responsabili di una criminalità essenziale e di una trasgressiva, che si equivalgono nella loro valenza amorale.

Il neoliberismo- basato appunto sul potere predonomico privato e sulla concorrenza del mercato – è il trionfo dell’idiozia dei sedicenti economisti all’ordine dei potenti (oggi padroni del mondo) con un “ritorno tecnologico” alla giungla ed una incalzante decadenza della civiltà.

Carmine R. Viola
Fonte: http://www.rinascita.info/
Link: http://www.rinascita.info/cogit_content/rq_analisi/Predonomia_e_criminalit.shtml
03.08.2006

Pubblicato da Davide