POVERI PIRLA

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FONTE: CLORO AL CLERO (BLOG)

Adesso: io in storia dell’arte sono ignorante come un badile, però voglio dire, la mia vista conterà qualcosa, visto che si tratta di rappresentazioni pittoriche. Ora ditemi voi se dobbiamo mobilitare risorse, soldi e spazi per ste porcherie!!!

Io non vorrei fare il solito discorso antiamericano (che per esempio fa il blog Dagospia) ma porcatroia, cioè, in Italia nel 2007, le opere d’arte che mobilitano soldi e energie sono queste: ’sto tal Cy Twombly, il “pittore” ,secondo me, se andasse a tirare su carbone in miniera, offrirebbe un’ opportunità a qualcun altro che, magari avrebbe veramente doti artistiche, ma che la “vita” ha spedito lui a spendere la salute giu’ in miniera. Uno che, se fosse stato un uomo libero avrebbe trovato il modo,forse, per necessità, capriccio o disperazione di esprimere qualcosa di meglio ( e ci vuole poco).

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Ditemi infatti se vi mettete voi ad imbrattare o se mettete sotto la vostra figliolina seienne, non viene fuori qualcosa di meglio.

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A me viene in mente un Totò spossato dalla fame, che, appoggiandosi al camino della villa di una borghesona nordica, va a contatto con un’opera d’arte di questo tipo (dico come quelle di Twombly) che gli provoca uno scompenso fisico ancora peggiore di quello provocato dalla fame…

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Bene. Totò a quel punto si ritrae, disgustato, dalla visione di una crosta orrenda, tipo queste, che metto qui, e fa un paio di passi indietro, andando ad incocciare – ma guarda un po’- l’”artista” che aveva rappresentato siffatta porcheria . Il quale è curioso di sentire le parole di Totò, se aveva apprezzato l’opera.

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Totò gli da’ inizialmente soddisfazione perchè apparentemente sembra lusingato di aver trovato l’artefice di un’opera d’arte che lo aveva cosi colpito, allora, con parole invocanti, lo invita a sedersi su una sedia, che Totò stesso prepara in mezzo alla stanza. E alla domanda: “ma è proprio lei l’artista?”, dopo che si sente dal medesimo rispondere che sì, l’autore di “imitation de Picassò″ era proprio lui, Totò lo persuade ad aprirsi con le dita un occhio per sputargli agevolmente dentro .

E la stessa cosa farei io, alla presenza di questo Twombly, che era l’artista di punta (immagino gli altri ) della galleria Gagosian, uno spazio che la borghesia romana adesso potrà vantare con i suoi pariclasse europei e americani anche a Roma, dove, riporta Dagospia, un riccone americano di origine armena, scopritore di “artisti” come Twombly, (talenti che meritano l’attenzione delle illuminate menti borghesi occidentali) finalmente trova ospitalità, lui e le sue brutture. Nella piu bella città del mondo.

Eppure, Gagosian, che se non fossimo in un mondo in cui il denaro è misura di tutto anche del concetto di “bello” e di “arte”, andrebbe a cucinare fave per i minatori, a Roma ha festeggiato l’inaugurazione della sua mostra (che eguaglierà Ny e Londra nei luoghi culturali ed estetici dove s’incontrano i V.I.P di tutte le specie che condividono, evidentemente, lo spiccato buon gusto e la passione per le cose veramente belle ) con Miuccia Prada, Valentino, Tronchetti Provera con la moglie Afef, il cantante Bob Geldof e nomi importanti della cultura romana, dal critico d´arte Germano Celant alla direttrice della Gnam(), Maria Vittoria Marini Clarelli, alla direttrice di Palazzo Barberini Anna Lo Bianco, al sovrintendente del polo museale romano Claudio Strinati.
eeeeeeeeeeeeeeeee sticazzi…

La parte dei piu’ pirla l’han fatta Veltroni, presidente del PD e sindaco di Roma e Rutelli, ministro dei beni culturali. Due cazzari che, al grido di “roma sta diventando trendy” hanno rotto i coglioni alla popolazione che lavora, chiudendo, per la gentaglia di cui sopra, le strade romane per due giorni. E si son fatti anche prendere a “pesciade nel cul” dallo stesso Gagosian.

Troppa, troppa brutta gente che non ha mai lavorato in vita sua, a ’sto mondo…e il peggio è che “fa tendenza” nel senso che “Tende” alla direzione dove stanno andando i quattrini….alla facciazza nostra. ‘tacci loro.

Fonte: www.cloroalclero.com
Link: http://www.cloroalclero.com/?p=261
18.12.07

7 Comments
  1. Grossi says

    Si è vero più che opere d’arte sembrano il risultato ottenuto lasciando un cane ubriaco in una stanza piena di colori e tele.

    Però l’arte funziona anche così, si trova sempre un fesso disposto a considerare arte anche un escremento, e a pagarlo caro, non si paga l’opera in sè stessa, ma il nome e l’aura del possesso che questa procura.

    Questo dimostra che ci sono in giro dei fessi con il portafoglio ben fornito, accontentiamoli !

  2. NerOscuro says

    L’articolo mi piace, ma si è accorta cloroalclero che un discorso simile è stato affrontato in un articolo da Blondet?

    http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=2501&parametro=%20%20economia

    […]Così l’arte: a forza di non «voler servire», non serve più a nulla.
    Viene prodotta direttamente per le case d’aste.
    La sua libertà è finita in questo, che è assoggettata al più duro dei padroni, il «mercato» con le sue quotazioni.[…]

    Strane convergenze 🙂

  3. maristaurru says

    Ho un sospetto : tanta severità non sarà solo perchè quello che ci sembra un imbrattatele è americano?
    Ho visto lodare ed applaudire porcherie italiche ben peggiori, con sprezzo del ridicolo sono state esposte, commentate, lodate e premiate, solo perchè provenivano da “artisti politicamente corretti”.
    Mi sa che per farvi capire quante zozzerie ci ammannisce l’intellighentia di sinistra da decenni, dobbiamo metter firme simil amerikane, e verrà fuori la verità.
    Comunque, quanta acredine, brutta gente? Forse si, forse no, ma tra quei nomi so di molti che hanno lavorato eccome, e soprattutto hanno dato lavoro, cosa che non tutti quelli che potrebbero fanno. Generalizzare, non va mai bene secondo me

  4. Lif-EuroHolocaust says

    Ho fatto caso anch’io al fatto che Blondet ha parlato di arte e degenerazione della stessa (ehm…) in questi giorni. Ma Cloro al Clero fa un discorso che, come già è stato detto, è sospetto perchè sembra voler sottolineare la nazionalità del pittore più che l’inutilità di fondo (e neanche tanto in fondo) delle “opere” del medesimo. Una critica dell’arte andrebbe affrontata in maniera più profonda e dura e seria, rimettendo in gioco tutte le convinzioni degli ultimi 100 anni almeno. Il che significherebbe, ad esempio, salvare ben pochi “artisti” nel ‘900 (Magritte probabilmente sì; Pollock sicuramente no; ecc.), ma, soprattutto, senza riguardi alle convinzioni politico-ideologiche degli stessi e alle nazionalità. Siete disposti a sacrificare Basquiat? Inutile menarla tanto, perchè il punto è che probabilmente dovremmo tornare almeno a Caspar Friedrich, ecc.
    Per inciso: Blondet non si limita ad una specie di sfogo, come Cloro al Clero, ma propone la lettura di un testo “conservatore” (“Perdita del centro”, edito da Borla) scritto dal critico d’arte Hans Sedlmayr. Voi che proponete, invece?

  5. cloroalclero says

    Eccomi. Certamente, sono antiamericana e mi rendo conto che il mio disvorso possa apparire “sospetto”. In realtà se sapete come funziona coi blog non è difficile da intuire: mi hanno passato un post e ci ho fatto un post. Punto. L’evento che piu mi ha indignato è stato che per sta mostra abbiano chiuso delle strade. A parte il fatto che l’artista è residente in Italia e il gallerista è un armeno naturalizzato americano, non è assolutamente questo che volevo sottolineare, fermo restando che lo sostengo sì che siamo colonizzati culturalmente dagli americani, come no.
    Ma penso che il commentatore che ci ha azzeccato di piu sia quello che ha detto che il mio post è uno “sfogo”. Le opere che ho illlustrato infatti A ME fanno cagare, a prescindere dalla nazionalità di chi le ha prodotte e mi fa abbastanza specie che chi ha in mano i destini economici dell’Italia (e mi riferisco per es a tronchetti provera, italianissimo) sia anche la meridiana di significato per l’apprezzamento di opere d’arte che poi vengono presentate al popolaccio ignorante (a cui peraltro mi onoro di appartenere 😉 )come grandi capolavori dell’umano esprimersi. Poi: io ignorante in storia dell’arte lo sono, l’ho detto e lo ribadisco, ma vedo dala maggior parte dei commenti che parecchi condividiamo, nella fattispecie il giudizio su ste croste che ho pubblicato apposta…
    ciao

  6. NerOscuro says

    Non posso nemmeno io definirmi un esperto d’arte, ho imparato al riguardo e nemmeno tanto bene, ciò che si insegna al Liceo Scientifico. I miei genitori, anch’essi provenienti da studi simili, mi hanno portato fin da piccolo a mostre, musei, chiese e quant’altro ci fosse in giro da vedere per allevare il mio gusto. Forse non so esprimere un giudizio critico, con parole e categorie appropriate, fatto sta che queste opere non dicono più nulla. Non inspirano. Non provocano, anche perché a furia di “provocazioni” siamo arrivati a vedere di tutto. Sono prive di quel minimo di intelligenza che ci si aspetta perfino da un cartellone pubblicitario. Non ho idea di chi sia disposto a pagare per quadri del genere, so solo che non ne appenderei uno in casa mia.

  7. dukduk says

    Per chiarirsi un po’ le idee sull’arte contemporanea e le manipolazioni
    di ogni genere a cui è soggetta, mi permetto di consigliare un bel
    volume uscito in Italia un paio di anni fa : La Guerra Fredda Culturale
    di Frances S. Sanders. E’ un buon punto di partenza, anche se da una
    prospettiva necessariamente ristretta, se si vuole andare a fondo sui
    fenomeni artistici del “Postmoderno”. Il mercato dell’arte purtroppo è
    in mano agli speculatori e ai “perception managers”, ed i nostri
    politici partecipano allegramente alla festa…

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