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POMIGLIANO: SILENZIO SULL’ESSENZIALE

DI MARCO DELLA LUNA
marcodellaluna.info

Abbiamo scelto un insieme di lavoratori con un’immagine francamente indifendibile per iniziare a introdurre deroghe altrimenti impresentabili, o perlomeno allarmanti, a diritti fondamentali e indisponibili. Questa è ingegneria sociale. Ma è anche solo l’inizio di un processo epocale.

L’immagine dei dipendenti Fiat di Pomigliano, vera o falsa che sia, è appunto pessima, indecente, indifendibile: decenni di impudente assenteismo, di finte malattie e finti certificati medici, record di improduttività, irresponsabilità e doppiolavorismo in malattia, infortunio e cassa integrazione.

Abbiamo detto a loro e a tutti: adesso siamo globalizzati e in recessione, voi state in competizione di libero mercato anche coi metalmeccanici cinesi; il capitale va dove le condizioni gli sono più favorevoli: è il libero mercato, il bene di tutti; se rinunciate a diritti economici sindacali e costituzionali con un libero referendum, allora investiamo i nostri soldi qui in Campania e vi diamo un reddito, altrimenti andiamo altrove. Vedete voi.

La maggioranza dei sindacalisti e dei politici, e gli economisti di governo, approvano dichiarando che è una scelta dura ma positiva e  realistica, intelligente, da prendere ad esempio, giustificata dalla necessità di attrarre investimenti, invertire la delocalizzazione e mantenere i posti di lavoro.

La FIOM e pochi altri rifiutano dichiarando che è un ricatto con la minaccia della fame,  e che su diritti fondamentali e costituzionali non si deve transigere; confidano che i giudici invalideranno le clausole che derogano ad essi. Vi è chi ricorda che, come diceva Karl Marx, l’interesse e la tendenza obiettivi del capitalismo sono a massimizzare i profitti minimizzando i costi, quindi anche i salari, fino al livello di sussistenza e riproduzione della forza lavoro. Io però direi fino al semplice livello di sussistenza, perché oggi la forza lavoro si trova già riprodotta gratis nel Terzo Mondo, a josa. Basta lasciarla entrare, e arriva persino a proprie spese. I costi sociali si scaricano sulla collettività.

Ambo i fronti hanno in parte torto, in parte ragione.

Ma entrambi mentono, anzi osservano il silenzio sull’essenziale, sulla vera causa del decadimento industriale occidentale. Ossia sui seguenti fatti:

La competizione dei salariati italiani con quelli cinesi, anzi dell’Italia e dell’Occidente con la Cina, non è solo e non è tanto sui salari e sugli altri diritti del lavoratore, quanto e soprattutto sul fatto che in Italia, USA, Germania, Giappone etc. la spesa pubblica avviene mediante indebitamento dello Stato, e in Cina no.

E che quindi la Cina, diversamente da noi, può finanziare lo sviluppo senza debito.

E lo sviluppo senza debito è anche senza inflazione, perché:
a) il debito genera interessi passivi e tasse, che sono costi di produzione, quindi vanno a rincarare i prodotti e i servizi;
b) la spesa pubblica senza debito, aumentando le infrastrutture, quindi la produttività e la produzione, cioè l’offerta di beni e servizi, si tiene basso il loro prezzo anche se aumenta la domanda a seguito dell’aumento di liquidità;
c) lo Stato, creando e immettendo moneta nella società, dà a questa (imprese e cittadini) il denaro per pagare gli interessi sui crediti che ottengono.

Per contro, i paesi che non adottano questo sistema monetario, o uno simile – America, Giappone ed Europa in primis – hanno i grafici dell’indebitamento (pubblico e privato) in ascesa costante e sempre più rapida, e ricorrenti crisi di insolvenza. Si ammette oramai pubblicamente che non potranno mai pagare i loro debiti sovrani. La loro massa monetaria è, infatti, interamente generata dal sistema bancario mediante creazione di debito di pari importo capitale e gravato di interesse composto, che determina appunto e automaticamente l’ascesa inevitabile e sempre più rapida dell’indebitamento e del costo del servizio del debito, cioè il drenaggio degli interessi passivi sui margini di profitto, fino a renderli negativi, come già avviene in molti settori produttivi, che hanno quindi chiuso o stanno chiudendo. Oramai circa la metà dei costi di produzione è costituita da costi finanziari, diretti e indiretti – molto più dei costi del lavoro, soprattutto nelle produzioni a media e altra tecnologia. Anche la Germania, entrata nell’Euro, è lontana dal modello renano di sviluppo, coi tassi intorno all’1%. Quindi le nuove tecnologie, sostenute da maggiore disciplina, potranno sì, anche a Pomigliano, dare un recupero di produttività quindi competitività, ma sarà un fuoco di paglia: la curva esponenziale del costo del debito lo riassorbirà prestissimo.

E su tutto ciò le manovre e i tagli e i sacrifici non hanno influenza perché non toccano il meccanismo di fondo, che è quello della moneta-debito. E’ come gettare a mare i mobili del Titanic che sta affondando perché ha la chiglia squarciata.

E vi è di più: la Cina non ha bisogno di adattarsi alle avide condizionalità del FMI e dei capitalisti sovrannazionali per attrarre capitali di investimento al fine di sviluppare la propria economia, dato che può generare la liquidità in proprio e senza debito e finanziare da sé lo sviluppo.

E ciò vale non solo per la concorrenza tra imprese e lavoratori cinesi e occidentali, ma anche per la concorrenza tra Cina e altri Stati, in fatto di creazione di infrastrutture di supporto all’economia.

Inoltre, non avendo bisogno di emettere titoli di debito pubblico per finanziare la propria spesa pubblica, la Cina non è esposta agli attacchi speculativi della finanza internazionale, tipo short selling, sul proprio debito pubblico; quindi non può essere depredata né ricattata come la Grecia o l’Italia. Anzi, poiché il governo ritira la valuta straniera ricevuta in pagamento dagli esportatori cinesi cambiandola contro la valuta nazionale, esso può usare la valuta straniera per comperare bonds americani, europei etc. in quantità tali, da acquisire un potere di destabilizzazione e condizionamento su quei medesimi paesi.

Se non adotta il sistema monetario cinese, che libera la spesa pubblica dall’indebitamento, e che affranca dal capitale straniero (spesso di rapina), l’Italia, anzi l’Occidente, va semplicemente a fondo, anno dopo anno. Punto e fine.

Queste cose non le dice la FIOM né gli altri sindacati, non le dice Tremonti né Trichet, non le dice Berlusconi né la Marcegaglia, né (quasi dimenticavo) il Bersani. Silenzio sull’essenziale. Anzi, tutti collaborano nel nasconderle all’opinione pubblica, agli imprenditori, ai lavoratori. Collaborano, pur con le loro divergenze di superficie, a costruire e confermare, nella gente, l’idea ingannevole che si tratti solo di un problema di concorrenza, di costi del lavoro, e che le variabili, le leve, su cui si può agire siano quelle dei tagli, dei sacrifici, delle rinunce – nella spesa pubblica e nei diritti di lavoratori, risparmiatori, contribuenti. Quindi occorrono, e bastano, ragionevolezza e sopportazione, per uscire dalla crisi (quella che già ieri era superata, naturalmente). Del resto, quelle inutili leve sono le uniche di cui i governi dispongano, visto che le leve che contano, quelle monetarie, sono saldamente in mani bancarie private, come le banche centrali. Tanto saldamente, che i politici non ardiscono nemmeno parlarne. Solo Tremonti ha fatto accenni a questi temi.

Dato che sacrifici, tagli e rinunce non possono avere, non hanno mai avuto, né mai avranno, alcun effetto sulla causa reale e diretta del problema, essi vengono, oramai da almeno 15 anni, continuamente rinnovate, perché sempre ci si accorge, pochi mesi dopo, che sono insufficienti.

Quindi i tagli dei diritti sindacali e costituzionali dei lavoratori di Pomigliano sono solamente l’inizio. I tagli si allargheranno e si espanderanno via via che la curva del debito e conseguentemente degli interessi e della non-redditività delle imprese si impennerà nel suo andamento esponenziale. Oggi li facciamo rinunciare a certi diritti di sciopero e di retribuzione in malattia come condizione per dargli una misera paga, domani li faremo rinunciare a tutele contro infortuni e malattie professionali per conservare il diritto alla pensione; dopodomani, a parte del pagamento in denaro se vogliono avere alloggio e servizi pubblici “liberalizzati”. Poi toccherà alla generalità dei cittadini, ai diritti civili e politici, iniziando con la privacy.

Per paesi sottoposti alla moneta-debito e alla sovranità monetaria privata delle banche, il peggioramento delle condizioni di vita e di diritti, nella competizione con paesi dotati di un sistema monetario come quello cinese, che sgancia la spesa pubblica dall’indebitamento. Proseguirà senza limiti e recuperi. E’ come partecipare a una maratona tenendo le gambe nel sacco, con uno che ti bastona perché ti devi sforzare di più.

Taglio dopo taglio, perciò si arriva, inevitabilmente, alle tensioni sociali in popolazioni che vengono rapidamente impoverite e alla necessità di gestirle con nuovi strumenti di polizia, di sorveglianza, di tutela dell’ordine pubblico e di law enforcement, ossia di imposizione della “legge”. A questo fine sono state rese disponibili e vengono introdotte molte nuove tecnologie di monitoraggio, di tracciamento, di ispezione (vedi, da ultimo, Maroni che pare voglia introdurre il bodyscan anche nelle stazioni ferroviarie). Vengono altresì derogate o abrogate norme che proibiscono l’uso delle forze armate sul territorio nazionale in funzione di ordine pubblico contro le proteste della popolazione (vedi l’abrogazione del Posse Comitatus negli USA, l’uso dell’esercito contro i cittadini che si opponevano alla lottizzazione privata di aree della Louisiana colpite dall’uragano Katrina, l’impiego dei mercenari contractors della Blackwater Corp. verso popolazioni civili). Le stesse agitazioni sociali creano le condizioni politiche per imporre tali misure.

Certo, render noti questi fatti alla popolazione la renderebbe inutilmente ingovernabile, il che sarebbe ancora peggio, quindi non lo si fa. Sappiano però FIOM, Marcegaglia, Tremonti, Trichet, Bersani, Berlusconi, Draghi e compagni, che alcuni osservatori, pur comprendendo le loro ragioni, non bevono il loro catechismo economico per ragionevoli pappagalli.

Marco Della Luna
Fonte: http://marcodellaluna.info
Link: http://marcodellaluna.info/sito/?p=276
17.06.2010

Pubblicato da Davide

  • marcopa

    Fiat: sciopero contro accordo Pomigliano
    Referendum lavoratori: Elkann, ”Martedi’ giorno importante”
    18 giugno, 12:18

    (ANSA) – TORINO – I lavoratori delle Carrozzerie e della Powertrain di Mirafiori hanno scioperato questa mattina contro l’accordo per Pomigliano. Per Giorgio Cremaschi della Fiom, questo sciopero ”segna la fine dell’accordo separato per Pomigliano”. Mentre per il presidente della Fiat e’ ancora aperta una possibilita’, quella del referendum del 22 giugno al quale dovranno votare i lavoratori del gruppo. ”Martedi’-ha detto Elkann- sara’ sicuramente un giorno importante”
    fonte ansa

  • brunotto588

    Se è proprio all’ ingovernabilità che si mira, ci si arriverà comunque, in un modo o nell’ altro … n’ est-pas ??? Più si ritarda, e più l’ alta finanza riesce ancora a lucrarci … tutto qui. Più si ritarda, più l’ alta finanza riesce ad organizzarsi; più si ritarda più ogni aspirazione di giustizia verrà fiaccata. Tirar tardi serve solo al Potere. Vive la fesse.

  • ascanio

    concordo in pieno bruno588. Il fattore di rinvio e di allungo dei tempi è una tecnica diversiva per raggiungere gli obbiettivi che l’elite ha in serbo per gli schiavi….nel frattempo le immense balle mediatiche, il lavaggio del cervello programmato, l’interferenza subdola delle nuove tecnologie belliche atte a destabilizzare le capacità mentali e fisiologiche della popolazione, ecc….fanno il resto….E pare che, dopo tutti gli sforzi che fanno i vari Della Luna, Niegel Farage, Gerald Celente, Lyndon LaRouche, ecc… di cercare di inoculare un principio di verita nella testa del popolo caprone, non vi sia nessuna risposta positiva nel tempo utile ad agire prima che le cose diventino gravi….Bisogna ammetterlo: stanno facendo un eccellente lavoro! ( oligarchia ed elitès dominanti). Caricano inoltre la gente di un sacco di problemi nella vita quotidiana in modo che, tutti questi tentativi dei personaggi citati, non vengano visti nella giusta luce, questo perchè, si vanno a sommare agli altri di già gravi e persistenti problemi ordinari….
    In una parola. Siamo fregati.
    Quando si sveglieranno per forza di cose perchè si accorgeranno che mancherà loro la terra da sotto i piedi, non servirà a nulla nessun tentativo. Infatti ci saranno misure tipo coprifuochi, azioni coercive oltre i limiti della legalità ( validate dal “democratico” trattato di Lisbona che tutti i capi di stato hanno firmato senza avere letto) da parte dell’esercito, e via dicendo…L’unica cosa da ricordare bene è la seguente: non bisogna mai cadere nella trappola letale che ci hanno preparato che consiste nello scagliarci l’uno contro l’altro per quanto riguarda i propri connazionali, che pure per le altre appartenenze etniche e religiose…Star lungi dagli attacchi mediatici che hanno come denominatore comune il disseminare odio tra le diverse popolazioni e non cedere all’ingannevole castello delle caste sociali, dove si dirige il pensiero a sottovalutare ed evitare quello di “livello inferiore”…Sono tutte strategie atte ad innalzare questo strumento micidiale di auto eliminazione delle genti….per risparmiare il lavoro a loro…Se esiste una possibilià di vittoria del popolo contro i criminali al potere è solo quella di fare corpo ed unirsi. Fuori da ciò siamo perduti!
    Meditate….

  • IVANOE

    Un sistema in profonda crisi che far del far west la vita sociale d un popolo si commenta da sola.E’ solo il colpo di coda di un sistema in profonda agonia dove ormai tutti e sopratutto i potenti giocano a vita mia morte tua e dove la perversione di casta fatto di erre moscie e di puzza sotto al naso fa il resto.Purtroppo mentre noi, popolo, ci rendiamo conto dove andremo a finire, loro i potenti non se ne vogliono rendere conto talmente ormai supponenti del loro potere e della loro malvagia forza di pesuasione che loro hanno utilizzando l’arma del ricatto. E’ la storia ceh si ripete… paraoddalmente chi ha dato l’ordine a marchionne di fare quello che stà facendo per il momento pensa di dormire sonni tranquilli ( tanto i servizi le forze dell’ordine sono per l’80% impegnate in azioni di intelligence piuttosto che a reprimere i comuni reati a danno del semplice cittadino, ossia sono impegnati nel controllare che qualsiasi minimo accenno di fiammella vera di protesta venga soffocata ) mentre lascieranno l’impiegato marchionne al suo destino.
    Loro hanno pianificato proprio con l’intelligence che noi paghiamo con le nostre tasse il momento giusto per colpire come volevano pomigliano.
    Hanno prima fatto ben bene verificare il clima della fabbrica, poi hanno fatto un censimento di massima sulle posizioni sindacali, poi quando hanno visto che le posizioni sindacali vere quelli toste di lotta erano in minoranza (tipo fiom ) hanno sferrato il colpo vincente.
    Una vittoria di pirro però perchè così facendo non andremo troppo lontanti anzi non andranno troppo lontano… aspettiamo e vediamo…

  • lucamartinelli

    apprezzabili i commenti degli amici che mi precedono. e io apprezzo l’articolo di Della Luna, tra l’altro autore di “Euroschiavi”, libro illuminante, anche se ti fa venire l’ulcera. Tornando a noi non sarei cosi’ pessimista sul peggioramento della schiavitu’ che ci opprime. Il popolo bue è capace di grandi rivolgimenti quando raggiunge il punto piu’ basso sopportabile. E a noi italioti la fantasia non manca. Verra’ quindi da Napoli la nostra resurrezione? Leggevo poc’anzi un articolo di Blondet che parla apertamente di rivolta con spargimento di sangue. Non l’ho trovato esagerato, perche’ è proprio quello che ci insegna la storia. Peccato, perche’ molti di noi concordano sul fatto che sarebbe stata possibile una rivoluzione pacifica, che si sarebbe attuata semplicemente ritirando i nostri risparmi dalle banche. Ma rappresentiamo solo una minoranza infinitesimale rispetto alla popolazione. Allora lasciamo che la storia faccia il suo corso. concludo ricordando che il popolo italiano è sempre stato un po’ strano. Una grande folla acclamava il duce a palazzo Venezia, una ancora piu’ grande l’ha appeso a piazzale Loreto.

  • IVANOE

    Caro amico…purtoppo la storia ci insegna pure che a scannarsi per primi saremo noi poveri cristi…lo scenario è simile a quello che abbiamo visto in cile ed in argentina….sempre se l’europoa lo tollererà…a dircelo saranno per primi i greci…. purtroppo troppo subolo è il potere per non accorgersi delle divisioni che ci sono tra la popolazione ( invidia per l’auto più grossa del vicino, invidia per il suo successo e così via ) noi italiani poi da questo punto di vista siamo tra i primi a renderci antipatici a viecenda per via di quell’aria che prendiamo del ” non sai che sono io !!! ” Prerogativa che non ci a mai abbandonato come tu ricordavi ai tempi della buon’anima…
    Saà veramente cosparso di lacrime e sangue il nostro cammino che ci vedrà attraversare la valle di lacrime che ci separa dalla lucidità mentale…perchè quello che stiamo facendo tutti è da malati mentali…purtoppo ci troveremo di fronte come avversari per primi i nostri vicini di casa, poi i colleghi d’ufficio, poi le forze di ordine pubbliche, poi le varie bande criminali che saranno assoldate per impaurire intimidire ecc. ecc…. gli interessi in ballo sono enormi come enormi sono i grovigli di comportamenti per la maggior part scorretti che regolano la nostra precaria vita sociale…. saranno tempi duri e incerti sia sull’esito che sulla costruzione di un nuovo futuro che rimetta in ordine ed a posto le cose come ci sono state e insegnate da secoli . ossia un ladro è un ladro e non un furbo, uno fico, uno da emitare come è giusta la distinzione tra ladro e ladro…. c’è il ladruncolo che deve essere punito per quello che fa e c’è l’evasore fiscale che biogna mandarlo in galera e buttare le chaivi…. tanto per fare un esempio…auguro a tutti buona fortuna

  • brunotto588

    IPOTESI: 2 MASSONERIE CONTRAPPOSTE. Io non la farei così semplice: fuori dall’ Italia Tremonti sarebbe già morto ammazzato per le sue mezze-verità rilasciate in ambito pubblico, come successe al cancelliere tedesco Duiselberg ( o come si scrive ), all’ austriaco Haider ( idem con patate ) e via dicendo. Del resto fu voluto proprio da Berlusconi nel nuovo governo … il che spiega che il primo “defenestramento” forse era un atto dovuto a qualche superiore volere, il cui potere ora è ridimensionato: ed ecco che Tremonti torna a parlare di Banche ed Illuminati “veri fuori di testa” ad Anno Zero. E non a caso l’ unico vero cruccio dell’ attuale opposizione è quello di delegittimare con ogni mezzo il governo Berlusconi, come che possa tirar fuori un qualche asso dalla manica. Ipotizziamo due linee massoniche ( insomma, di potere reale ) dietro questi atteggiamenti: 1) Dietro Berlusconi, quella che chiameremo “I Nipoti di Craxi”, di tipo liberal-nazionalista, sulla linea Craxi, Berlusconi, P2, ecc … che poggi su mafia, Gladio, servizi segreti nazionali. 2) Dietro la sinistra, quella che chiameremo “I Nipoti di Goldman Sachs”, di tipo internazional-finanziaria, sulla linea Soros, Prodi, Schioppa, Napolitano ecc, che poggia essenzialmente sulla CIA. Al vertice il potere è sempre di tipo finanziario, ma con un’ attuale, vistosa incrinatura rispetto al compromesso iniziale ( possiamo leggere in tal senso l’ accordo tra “mafia e stato” dopo gli omicidi di Falcone e Borsellino: dove per “mafia” si intendano gli interessi nazionali, e per “stato” quelli europeisti ed internazionali ). Il popolo … bè quelle sono le pecore da orientare verso atteggiamenti “aperti”, di puro “marketing”, verso l’ uno o l’ altro orientamento che, se vuole mantenere la facciata di “democrazia”, deve pur avvalersi di un’ Opinione Pubblica, seppur pilotata. Mi sbilancio: in questo momento la massoneria 2 ( prima vincente ) è fortemente in crisi: a dimostrarlo il fatto che nonostante ampie operazioni di delegittimazione, Berlusconi si trova ancora al governo. Ovviamente, un disegno di nazionalizzazione di Bankitalia potrebbe ( eventualmente ) interessare la massoneria 1, e non certo la 2 … ecco, ora è questione di “pesi” sulla bilancia … e di orientamento dell’ Opinione Pubblica. Non a caso la questione “banche” è stata spesso tirata in ballo da testate come Il Giornale … e “il popolo” farebbe bene a capire che, al momento, questo sarebbe anche il “suo” interesse … se poi capirà di essere, sempre e comunque, manovrato, sarà un primo passo verso un’ autonomia, più che altro dell’ anima … “Girare le spalle” a tutto questo, e perseguire valori antitetici al “soldo”, potrebbe forse devitalizzare queste forze che ci manovrano. ( E’ solo un’ ipotesi, e molto sintetizzata ). Vive la fesse.

  • Tetris1917

    Domande:
    1) Perche’ la panda deve essere fatta a Pomigliano e non in Polonia, dove la manodopera costa meno?
    2) Cosa succede, se passa il no? Chiude? Come mantengono 5000 persone?
    3) L’auto e’ merce da abbandonare. Il mercato e’ ipersaturo e in crollo. Cosa pensano di ottenere i lavoratori, con una produzione di roba obsoleta? Chiuderanno lo stesso, semmai fra due anni. Possibile come scenario?

  • brunotto588

    Perchè sono tutte scuse … telefonare in Polonia e chiedere agli operai come si è comportata la Fiat nei loro confronti, in questi ultimi anni … minacciando di riportare la produzione in Italia !!! Semplice, ed estremamente efficace…

  • brunotto588

    Quella era la risposta alla domanda 1; non saprei rispondere alla 2; per quanto riguarda la 3: la produzione Fiat ( ed occidentale in genere ) riguarderà un prodotto di nicchia, per ricchi insomma, con automobili “personalizzate” modello per modello sulle richieste dei singoli clienti. Per questo non sono sufficienti i robot, ma servono uomini che lavorino come robot … e come in ogni settore, il futuro mercato è quello “per ricchi” ( vedi turismo, vedi navi da crociera e yacht … ) Un settore che non entra in diretta competizione con la produzione “di basso profilo cinese”, e che quindi non giustifica implicitamente i sacrifici richiesti … ma si sa, una volta trovato il giusto stornello …

  • marcopa

    Lettera della Fiom ai direttori di giornali e notiziari tv e alla Federazione Nazionale della Stampa.
    http://www.fiom.cgil.it/auto/fiat/pomigliano/10_06_17-letteraLandini.pdf
    la lettera riporta una parte del testo proposto dalla Fiat ai sindacati dove la casa torinese chiede “l’ assenso” per poter licenziare i lavoratori senza le garanzie stabilite dalla legge italiana. La Fiom nella lettera firmata dal segretario generale Landini si lamenta che il contenuto dell’ accordo richiesto non sia stato spiegato sufficientemente ai lettori. Da segnalare le interviste di Veltroni ed Epifani i quali affermano: il primo che la Fiat non ha fatto alcun ricatto, il secondo che gli operai devono votare si e dunque legittima il referendum e vuole un voto a favore della Fiat e contro la Fiom. IL solo Cofferati ricorda (l’ex sindaco di Bologna e’ stato per anni segretario della Cgil) che questo referendum e’ illegittimo e si meraviglia di essere solo a segnalare questo, considerandosi un moderato rispetto ad altri. IL TG3 nel sommario parla d’ altro, dipinge un Pd buono contro il Berlusconi cattivo e sprecone, operai contro Fiat e’ una partita di altri tempi.

  • albertgast

    1) Cos’è una gara a chi lavora di più guadagnando meno?
    2) Un governo degno di questo nome prenderebbe a mano la baracca ed individuerebbe qualcuno in grado di farla funzionare o di convertirne la produzione in breve tempo, tenendolo sotto la lente d’ingrandimento almeno per i primi tempi. Pensa che lo fanno da anni perfino a Mauritius.
    3) Vedi sopra. Allora si dovrebbe pensare e in fretta a convertirne la produzione.
    Peccato che chi ci comanda non possa pensare, non avendo neuroni a disposizione nei loro cervellini.

  • wiki

    ma come l’unico ministro che si è fatto sentire decisamente e in modo un po’ tempestivo è la Merkel per quanto riguarda le banche centrali ( che peraltro non sono tutte private come dice Della Luna) e qui si viene a dire che solo Tremonti aveva fatto cenno a certi temi…piuttosto un ministro dell’economia non ha semplicemente il compito di fare brevi acceni a a temi economici MA HA IL COMPITO DI GOVERNARE L’ECONOMIA DEL PAESE PRODUCENDO IL MASSIMO BENESSERE PER LA COLLETIVITÀ…SE BASTASSERO GLI ACCENNI SAREMMO TUTTI A POSTO DA UN PEZZO…

    Riporto dall’articolo:

    Queste cose non le dice la FIOM né gli altri sindacati, non le dice Tremonti né Trichet, non le dice Berlusconi né la Marcegaglia, né (quasi dimenticavo) il Bersani. Silenzio sull’essenziale. Anzi, tutti collaborano nel nasconderle all’opinione pubblica, agli imprenditori, ai lavoratori. Collaborano, pur con le loro divergenze di superficie, a costruire e confermare, nella gente, l’idea ingannevole che si tratti solo di un problema di concorrenza, di costi del lavoro, e che le variabili, le leve, su cui si può agire siano quelle dei tagli, dei sacrifici, delle rinunce – nella spesa pubblica e nei diritti di lavoratori, risparmiatori, contribuenti. Quindi occorrono, e bastano, ragionevolezza e sopportazione, per uscire dalla crisi (quella che già ieri era superata, naturalmente). Del resto, quelle inutili leve sono le uniche di cui i governi dispongano, visto che le leve che contano, quelle monetarie, sono saldamente in mani bancarie private, come le banche centrali. Tanto saldamente, che i politici non ardiscono nemmeno parlarne. Solo Tremonti ha fatto accenni a questi temi.

  • wiki

    Marco della Luna non fà alcun accenno al ritardo con cui si è affrontata la crisi economica… ne della scarsa se non nulla lotta alla GRANDE evasione da parte degli attuali governanti…

  • lucamartinelli

    grazie per aver compreso e completato il mio pensiero. saluti

  • AlbertoConti

    DellaLuna riafferma il principio del signoraggio, un artificio tecnico per esasperare l’oligarchia dei pochi signori del denaro sulla moltitudine degli schiavizzati. E il confronto occidente-Cina ne è la prova. L’ho sempre pensato, ma non è tutta la verità. La complessità dell’economia di scala, delle geopolitiche, delle prevaricazioni verticali, orizzontali, trasversali, dei fondamentalismi e delle paure umane, ecc. ecc. fanno il resto, chiudono il cerchio della crisi del debito nei confronti del tempo, risultato di una battaglia sbagliata dell’uomo, persa per definizione. Ed anche in questo la meccanica monetaria ha molto da insegnarci.

  • wiki

    la Fiat è forse troppo impegnata a fare profitti…ma governo e sindacati com’è che non si sono premurati per tempo a varare un piano di conversione industriale dalla produzione dell’auto ( visto che il settore della produzione auto è un settore ormai decotto…) alla produzione, chessò, di pannelli fotovoltaici o simili ?? I quali attività erano troppo coinvolti ??

  • AlbertoConti

    Quello di tremonti è solo viscido populismo, arte dell’ipocrisia o forse semplice stupidità funzionale. Il raffronto tra fatti e parole lo condanna come tutta la cricca, ne più ne meno, a “destra” e a “manca”. Comunque si spartiscano la torta, non la meritano certo per la loro indegna qualità. Che è poi l’espressione del “popolo” italiano.

  • alvise

    Sarò un’ingenuo, ma sono basito quando penso ad una cosa.L’INPS è socia di bankitalia, Non saprei quantificare in soldoni la sua quota, però penso siano svariati milioni di euro se non miliardi.Ma allora, perchè nella discussione in questi giorni, sulla prossima finanziaria, invece di prelevare i famigerati 3, 1 miliardi dal fondo TFR, non si pensa al prelievo da questa rendita dell”INPS?E’ vero che sarebbero comunque presi dal pentolone, ma per lo meno, la voce TFR sarebbe messa fuori discussione, e quando c’è nero su bianco, non si può trasgredire (ma sarà poi vero?Mah, con questi camaleonti della parola c’è da aspettarsi di tutto)