DI ALESSANDRA DANIELE
carmillaonline.com
Arroganti, ignoranti, petulanti, incompetenti, cazzari. I trenta-quarantenni della politica italiana, si somigliano tutti così tanto da sembrare fatti in serie, e in un certo senso lo sono.
Sono polli d’allevamento, embrioni clonati tutti dalla stessa matrice berlusconiana della quale hanno le stimmate: opportunismo, egotismo, ghepensimismo (da ghe pensi mi) ma deteriorate dalla deriva genetica.
Sono cloni deboli, gusci vuoti, comparse con smanie di protagonismo, resi visibili solo dal nulla che li circonda, e stanno riuscendo nell’impresa apparentemente impossibile di far quasi rimpiangere le rapaci cariatidi che li hanno preceduti, e che in grande misura continuano a manovrarli dietro le quinte.
Perché in realtà non sono affatto l’avanguardia d’una nuova era come cercano maldestramente di far credere, quanto piuttosto gli ultimi rimasugli della precedente scrostati dal fondo del barile.
L’ultima risorsa d’una classe dirigente decrepita che ha divorato il paese e adesso ne rosicchia le ossa, continuando a promettere da sempre le stesse cose: Rinnovamento, Riforme, Ripresa. Anzi, Ripresina.
La scena politica in questi giorni ricorda quei vecchi, deprimenti varietà estivi anni ’80-90 popolati di personaggi minori – sosia, imitatori, coriste, e qualche vecchia gloria spompata – nei quali il cialtronesco conduttore spiccava solo grazie alla mediocrità del contorno.
Di solito aveva una camicia da gelataio, un accento regionale caricato, e un entusiasmo fasullo da animatore turistico.
Ogni tanto m’imbatto nella replica notturna d’una di queste squallide cagate, e per ogni faccia che vedo mi chiedo la stessa cosa: ma questo/a chi cazzo era?
Dei trenta-quarantenni della politica italiana, a parte quelli pubblicizzati dai media fino alla nausea, è impossibile ricordarsi nomi e facce per più di cinque minuti. Non superano mai il filtro della memoria breve. Hanno tutti più o meno la stessa personalità del tizio che sostituì Francesco Nuti nei Giancattivi.
La legge elettorale renziana è pensata per loro. Gli elettori non potranno sceglierli direttamente, perché per farlo dovrebbero ricordarseli.
Siamo bloccati nella replica notturna d’un varietà estivo anni ’80-90.
E l’alba ancora non si vede.
Alessandra Daniele
Fonte: www.carmillaonline.com
Link: http://www.carmillaonline.com/2015/03/29/i-ragazzi-venuti-dal-barile/
29.03.2015
IVANOE 3 aprile 2015
Caro riefelis,
ringrazio per il complimento ma per una persona modesta come me forse un pò attempato e quindi "forse" buon osservatore nel tempo...
Ho sempre pensato guardando le facce e sentendo le parole e seguendo le movenze di tanti politicucci nostri dall' epoca di andreotti a dalema, berlusconi monti e renzi per parlare solo degli "apici" quale era il minimo comune denominatore che li reggeva insieme.... la cultura e che cultura...la cultura clericale... nemmeno solo borghese, clericale...
Poi sono andato a verficare anche i miei amministratori locali e leggendo e scavando chi si ergeva a paladino degli oppressi e sventola prima la bandiera del PCI poi del PSI e infine del PD, scorprivo che il mio sindaco proveniva da comunione e liberazione ma siccome più a sinistra... faceva parte della destra del PD.... in sostanza uno che si faceva il segno della croce e poi metteva la tari ai poveracci mentre a chi possedeva il villone lo esentava...
Però se lo vedevi sembrava un sessattontino...
Questo nel mio piccolo, poi se andiamo a vedere la storia c'è tutta una classe dirigente che potrebbe essere perfettamente in convento....
Purtroppo caro riefelis la nostra evoluzione sociale ci sarà quando riusciremo a debellare il catto-cattocattolicesimo che ci circonda, ci provarono quelli puri non i caporioni telecomandati ma tutti quei giovani che scendevono in piazza portanto del idee dei figli dei fiori della comune cioè di quanto è importante essere liberi da ogni dogma e da ogni costrizione culturale...noi purtroppo abbiamo qui il papato e saà durissima... perchè continueremo a vedere al comando personaggi con l'occhio da bue spento che farfuglia e sputacchia insieme mentre parla , o magari gobbo perchè piegato solo a leggere la bibbia insomma persone flaccide e viscide proprio com'è un certo tipo di cultura.