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POLIZIESCHI (TRISTEMENTE) REALI


FONTE: CLORO AL CLERO (BLOG)

Insomma: i fratellini di Gravina di Puglia sono caduti in un pozzo. A poca distanza da casa loro, in un luogo frequentato abitualmente dai bambini. Che giocano proprio appresso a questi pozzi. Il loro padre è al gabbio da un paio di mesi, come responsabile della sparizione, ma ora pare proprio che sia stato un madornale errore delle indagini, che non sono state animate dal buon senso di andare a vedere quel pozzo (dove ieri è caduto un altro ragazzino, che giocava lì coi compagni) “rischiando” di tirarli su vivi. L’inchiesta è stata estesa persino in Romania, ma lì, in un luogo di gioco abituale, con dei pericoli noti alla comunità, nessuno aveva pensato di andarli a cercare.

E quindi i ragazzini hanno fatto una fine orribile. Il loro padre è in galera. Due tra i fratellastri sono stati messi in un istituto. I rapporti tra i due ex coniugi, genitori dei bimbi, sono spezzati.

Una psicologa lì presente (dico a Gravina, in tv) notava come in questa e in altre indagini (Denise, Tommy ecc..) gli inquirenti abbiano rivolto per un periodo le indagini sui familiari stretti. Questa tendenza risponderebbe al considerare se stessi talmente contrari a questi fantasmi di violenza familiare, che però questi stessi fantasmi han bisogno, a mò di conferma, di essere fatti vivere fuori di noi. Da qui la tendenza poliziesca a prendere sempre in considerazione la piega “familare” del delitto.

D’altro lato, prevale la tendenza “tecnica” di non affidarsi piu’ alla logica o all’intuito di un individuo (ispettore Derrick, Colombo ecc), ma si preferisce affidarsi in modo mostruoso alle indagini del RIS (CSI italiano) che pretende di ricostruire in modo matematico gli indizi (moltiplicati dall’apparato tecnologico disponibile, fino a pochi anni fa impensabile) avvicinandosi quanto piu possibile alla ricostruzione di “quel” presente (che non è piu’) in cui si è dato il crimine.

Insomma: il commissario avrebbe tali e tanti indizi microscopici che in teoria avrebbe molte piu possibilità di conoscere come sono andate le cose… Talmente tante che la fatica mentale di intuire, di mettere insieme tutte le cose, oltre il loro dato fisico, ammazza l’intuito stesso. Pur sapendone “tanto” di quel mondo che pretendono di ricostruire a partire dalle scienze della natura fisica, potenziate dalla tecnologia, perdono quel banale e proletario ignorante “buon senso” che spesso mette insieme le cose nel modo del rasoio di Occam. Forse bisognerebbe far studiare a chi organizza le indagini un po’ di Hume, quando afferma che non è possibile fondare “conoscenza necessaria” del dato sensibile. Perchè è già immediatamente tradito, nella sua essenza, quando viene pensato. Con tutto cio’ la magna quantità di dati sul delitto, prodotta dalla tecnologia, non riesce a mettere l’umano al riparo dal pregiudizio che ha ragioni profonde e manifesta bisogni che denotano un’inquietudine epocale: il bisogno di capri espiatori, piu’ rassicuranti, quanto piu’ l’orribile è confinabile dentro “una certa” famiglia.

In fondo le ragioni del razzismo stanno anche in questi meccanismi da stupidi animali (con l’intelligenza dei parameci, quali siamo) che prevalgono nella nostra compagine sociale in questo periodo storico. I potenti non sono da combattere perchè sono malvagi. Ma perchè contrabbandano stupidità. Che va sempre a svantaggio dei molti.
Ci vuole un’evoluzione.

Fonte: www.cloroalclero.com
Link: http://www.cloroalclero.com/?p=373
27.02.08

Pubblicato da Davide

  • ritael

    Beh, certo, le dimissioni del questore sarebbero un bel gesto. Stupisce infatti l’inutilità di quella indagine, la stupidità del suo voler spingere a tutti i costi in un’unica direzione, l’inaccuratezza delle ricerche (ma se tutto il paese sapeva che quella casa era una meta di bambini, se tutti sapevano che c’era un pozzo aperto incustodito, come non andare a guardare lì dentro?!).
    Poi, il razzismo della caccia ai rapitori stranieri (la Romania).

    Ma soprattutto, sembra che si sia dime4nticata una cosa ovvia (forse non più al Nord, ma al Sud è ancora così): i bambini giocano, si muovono, possono cacciarsi nei guai nei modi più impensabili. In fin dei conti, quando si tratta di ragazzini poco più che decenni, la cosa più immediata da verificare è che non abbiano avuto un incidente.

    E poi, dovrebbero anche denunciare i proprietari dello stabile per non aver messo in sicurezza il pozzo (bastava una lastra di ferro per chiuderlo).

  • Alexis

    Premesso che le indagini vengono fatte da ESSERI UMANI che, in quanto tali, POSSONO SBAGLIARE, premesso che la tecnica usata dai RIS (se ti risulta più facile:CIS italiano) ha permesso di risolvere una miriade di casi (purtroppo non il 100% come ci piacerebbe)…ebbene, io penso che aver fatto un articolo del genere su una tragedia simile sia assolutamente fuori luogo.

  • Truman

    Non c’entra la criminologia e la scienza. Il sistema ha bisogno di paura ed insicurezza da vendere al popolo e tutti i giornalisti sanno di dover vendere paura. Così ogni avvenimento viene gonfiato in modo da ampliare le paure.
    Nell’Italia di oggi trovare la verità è non solo è scomodo, ma può essere pericoloso (Pensate alla Forleo e De Magistris).
    Così un sistema politico -mediatico sempre più autoreferenziale costruisce mostri da schiaffare in prima pagina e non accetta mai le proprie colpe.

  • ritael

    Perfettamente d’accordo con Truman: l’accanimento contro il padre, la negligenza nelle ricerche… la mentalità stessa che sta dietro a questa indagine, tutto è finalizzato a delineare scenari paurosi, ma a scapito della realtà.

    La realtà vuole che due ragazzini sui 12 anni siano abbastanza grandi da cacciarsi nei guai giocando da soli, o anche in compagnia (bullismo docet… chissà in quanti erano).
    Non stavano cercando bambini piccolissimi, ma minori abbastanza grandi: per questo, la pista dell’incidente era la prima da privilegiare.

    E poi, che razza di ricerche hanno fatto? Hanno usato i cani? Come mai nessuno ha pensato alla vecchia cisterna? Tutte domande che dovrebbero portare alle dimissioni di chi ha diretto le ricerche, come minimo.

  • Lif-EuroHolocaust

    Razzismo? Ma se sono mesi che le accuse riguardanti i genitori (e il padre in particolare) hanno occupato la scena! Gli errori degli investigatori sono un conto, ma questa fissa del razzismo che c’entra?

  • lupomartino

    E´il solito trito copione.
    Scoppia il caso e bisogna trovare il colpevole. Si sente che aria tira in giro, si costruisce il teorema e poi si divora il mostro in prima pagina.
    Le indagini vere e meglio non farle, non si sa mai che puo´ saltare fuori.
    In casi come questi invece e´ meglio trovare qualche “difetto” nella vittima sacrificale(tutti ni abbiamo), un testimone magari bambino e voila´il caso e´risolto. Tutti sono contenti, fioccano promozioni, i giornali vendono e un poveraccio e´rovinato. Poi magari capita l’imprevisto e allora guai se il poveraccio rivendica giustizia.
    Al malcapitato da mettere in croce lo stato richiede solo due comportamenti: il pentirsi se e´ancora utile e il perdonare se non serve piu´. Ogni altra alternativa e´ preclusa….

  • mat612000

    Bello leggere come tanti a fatti ormai quasi svelati se ne escano con il classico “io l’avevo detto”, probabilmente è la stessa cosa che avrebbero affermato se il padre si fosse confessato colpevole.
    Le indagini sono state condotte in modo errato: OK siamo diventati tutti dei provetti investigatori, così come quando perde la nazionale di calcio diventiamo tutti dei CT.
    I giornalisti montano il caso, “vendono paura” come ha scritto qualcuno e poi per primi facciamo i processi a come sono state condotte le indagini senza sapere praticamente nulla, giusto perchè per puro caso si è scoperta l’origine probabilmente accidentale della tragedia di Gravina.
    Processiamo pure il Questore, critichiamo la gogna mediatica e giudiziaria subita dal padre e sostituiamolo con una nuova vittima sacrificale.
    Nel frattempo un responsabile vero (anche se il delitto non fosse stato intenzionale) non c’è.
    Poi devo leggere che la Forleo e De Magistris hanno subito quello che hanno subito perchè hanno osato dire “la verità”…santo cielo…già 2.000 anni orsono un magistrato romano, tal Ponzio Pilato chiese ad una tal Gesù di Nazareth: “Quid est veritas?”, vien da pensare che la cultura empirica e giudiziaria dei nostri antenati fosse ben più avanzata della nostra.
    Legge e giustizia non sono sinonimi, legge e verità men che mai, che c’entrano la Forelo e De Magistris con la verità?
    Quale verità, soprattutto?

  • Truman

    Qui sappiamo riconoscere l’aria fritta, ma a volte vale la pena di rispondere.
    a) Nella tua aria fritta dici che non sappiamo niente, ma poi dai per scontato un delitto. A oggi il delitto è tutto da dimostrare. Con questo intendo dire che la morte dei due bambini potrebbe non essere dovuta a delitto, perchè mi sembra chiaramente delittuoso ciò che è stato fatto e continua ad essere fatto al padre.

    b) Qui non si cercano vittime sacrificali, si vorrebbe che gli investigatori investigassero ed i giornali fornissero notizie. Mi sembra invece che da tutte e due le parti si pensi solo a vendere paure. Sono solo parte del sistema commerciale.
    c) Forse il fatto che riesci ad infilare in sequenza tre parole di latino ti fa pensare di poter tranciare giudizi, ma questo è compito del giudice, nel suo mestiere la ricerca della verità è fondamentale, perchè dove non c’è legge vince la forza.

    d) De Magistris e la Forleo qualche verità l’avevano trovata, anche perchè questo è il loro mestiere, che sanno fare bene. Ma oggi far bene un mestiere del genere è una grave colpa, che viene punita severamente.

  • illupodeicieli

    Se vogliamo dimostrare che ci sono stati errori (consideriamo che il questore ha avuto in eredità l’inchiesta) ciò è possibile:di certo se imputiamo la non risoluzione di tanti casi (compresi quelli di cui non si parla nei media, in quanto non arrivano alla ribalta nazionale) alla mancanza di coordinamento delle indagini, è una verità grande come una casa. Ripensiamo a operazioni parallele di indagini compiute da carabinieri e polizia, di come queste due forze si scontrino ,ogni tanto, e di come vadano in fume giorni di indagini per mancanza di comunicazione e di coordinamento delle indagini.Strano che non siano spuntati fuori anche maghi o veggenti (o forse sì e io non lo so). Concordo con l’articolista sul fatto che la mente umana,anche rispetto ai dati dei ris o della scientifica, sia insostituibile,ma che oggi sia invece sottovalutata e venga messa in secondo piano.

  • mat612000

    Caspita, bel rispetto delle idee diverse dalle tue!
    Ti proporrò per il un premio Voltaire.
    Agli insulti non rispondo.
    Solo ti faccio notare (caso mai tu sia in grado di cogliere la differenza) che de Magistris è un PM (non è suo compito accertare la “verità” ma semplicemente condurre le indagini su un’ipotesi delittuosa), la Forleo è un GIP (altro soggetto processuale che non deve accertare la responsabilità dell’incolpato ma semplicemente adottare provvedimenti relativi agli atti d’indagine del PM e disporre o meno il giudizio).
    Ovvio, siccome sono andati in TV, per te queste sottigliezze su cui si basa l’ordinamento penale di uno stato evoluto e civile sono “aria fritta”, lo capisco.
    Probabilmente secondo te i processi è meglio farli in TV o direttamente in piazza.
    La parola “delitto” da me usata comprende tanto il fatto intenzionale quanto quello colposo.
    Ma forse anche questa differenza è “aria fritta”…

  • torno_subito

    Sono parzialmente d’accordo. Per me è inspiegabile che le ricerche siano state così approssimative, non conosco le vicende genitoriali, ma se mi fossero spariti due figli mi sarei catapultata sul luogo dell’ultimo avvistamento e avrei battuto la città centimetro per centimetro chiamando ad alta voce notte e giorno rovistando in ogni vicolo interrogando ogni bambino e scavalcando qualsiasi recinzione laddove avessi avuto solo il sentore di luoghi o “posti proibiti” o pericolosi frequentati dai bambini, anch’io d’estate con mio fratello e qulche altro moccioso scavalcavo la recinzione e andavo a fare il vietatissimo bagno notturno in piscina, quale genio dell’investigazione ci vuole per pensare come un bambino di 10 anni?
    E non penso sia un pregiudizio indotto cercare il marcio nell’ambito familiare anzi, la statistica ci dice che la violenza subita da donne e bambini è in massima parte “domestica”. Il fatto che gli inquirenti siano portati a farlo automaticamente è indice di NORMA, alla faccia di chi davvero crede che dietro ogni angolo ci siano sconosciuti pronti a farti la pelle o a stuprare donne e bambini (questo sì classico spauracchio usato dai mezzi di distrazione di massa) Il vero gravissimo scandalo è che le ricerche siano state condotte da gente incompetente e che i genitori stessi non siano riusciti a imprimere qull’urgenza e importanza alle indagini, gettando l’uno addosso all’altro la responsabilità della propria negligenza e incapacità.

  • Truman

    Esempi di frittura dell’aria sono l’attribuzione ad altri di cose non dette:
    a) “io l’avevo detto”
    b) siamo diventati tutti dei provetti investigatori
    c) facciamo i processi a come sono state condotte le indagini
    d) “siccome sono andati in TV”
    Altri esempi:
    e) fare finta che un GIP non sia un giudice e che un PM non appartenga alla Magistratura
    f) definire insulto il chiamare “aria fritta” l’aria fritta.
    A parte questo ripeto che per parlare di delitto dovrebbe esserci qualche prova di un reato. Per questo esistono i GIP, per cominciare a trovare dei fatti concreti su cui istruire una pratica, delle verità.

  • mat612000

    Considerata la banalità delle tue argomentazioni possiamo andare avanti all’infinito.
    Stasera però non ho voglia.
    Ti saluto.

  • mat612000

    PS stasera su la7 c’è “detenuto in attesa di giudizio” di Loy, dagli un’occhiata e medita sulla fragilità delle “verità” giudiziarie…