Home / ComeDonChisciotte / POLITICAMENTE CORRETTO…

POLITICAMENTE CORRETTO…

…FONDAMENTALISMO SUNNITA, OCCIDENTALISMO IMPERIALE E STRATEGIA SIONISTA

DI COSTANZO PREVE

1. L’aver dichiarato per scritto che, se fossi francese, avrei votato al primo turno Marine Le Pen ed al secondo turno Hollande non poteva che suscitare critiche. Qui prenderò solo in considerazione quelle che sono venute da amici (Andrea Bulgarelli, Lorenzo Dorato, Alessandro Monchietto, Maria Serban).

Il primo tipo di critica sta nel fatto che è da incoscienti e un po’ provocatori violare così pesantemente il Politicamente Corretto, che resta un codice di accesso e di ascolto nel solo campo che a me oggi interessa veramente, quello filosofico. Pazienza.Un conto è cantare fuori dal coro, cosa che faccio da vent’anni circa, ed un conto è épater les gauchistes (traduzione: scandalizzare la sinistra). In questo modo si fornisce facilmente un alibi per chi ritiene (erroneamente) che io sia passato da sinistra a destra.

Il secondo tipo di critica rileva che la Le Pen ha una concezione al massimo da “destra sociale tradizionale”, evocando un ruolo imperiale francese rinnovato e trascurando del tutto i rapporti sociali di produzione fra le classi.

Il terzo tipo di critica segnala l’anti-slamismo radicale della Le Pen, un anti-islamismo talmente radicale da sfiorare lo “scontro di civiltà”, le invettive della Fallaci, ed addirittura la paura dei minareti come segno di proselitismo.

Il terzo tipo di critica è quello fondamentale. Risponderò brevemente anche ai primi due, ma l’unico importante è il terzo.

2. Ho amici personali di destra, centro, sinistra, apolitici, laici e religiosi. La consuetudine personale non richiede esami di dottrina politica. Non ho più invece “amici politici” di sinistra (ed ovviamente neppure di destra) da almeno quindici anni. La rete offre stupende possibilità di diffamazione, e ritengo sciocco averne paura. Dire che si può votare Le Pen rappresenta una violazione estrema del politicamente corretto del mondo degli intellettuali, che da circa un ventennio hanno individuato nel “populismo razzista” il nemico sostitutivo del vecchio ed arcaico capitalismo. Secondo me, chi introietta i valori del politicamente corretto ha già fatto vincere l’avversario, che non è né di destra né di sinistra, ma è colui che non vuole in nessun modo sopportare novità “inquietanti”, che mettono in discussione sintesi assimilate. Da circa quindici anni non me ne importa più niente. Magari si tratta di un subconscio infantile e provocatorio, ma mi si consentirà di non dover pagare le spese di una psicanalisi per sapere quale è la verità.

3. Più importante è l’obiezione (Lorenzo Dorato), per cui la Le Pen “non ha un programma di sostanziale e forte correzione politica strutturale in senso solidaristico”, e che “la contraddizione economica del capitalismo non è in alcun modo trattata”.

Giustissimo. Perfetto. Sono pienamente d’accordo. Ma lo stesso Dorato afferma che è meglio di “qualsiasi prospettiva globalista o union-europeista dei neoliberali di destra o di sinistra”. Bene, Dorato si è risposto da solo. Il fatto che il programma della Le Pen non sia “condivisibile” per un comunitarista, comunista e anticapitalista è assolutamente ovvio.

Il fatto è che la Le Pen è meno “sistemica” di Mélanchon. Tutto ciò che il sistema dei media unificato demonizza come populista e razzista deve essere considerato non come buono a priori, ma almeno interessante. Se la Le Pen vincesse (ma disgraziatamente è impossibile) farebbe un buco nel muro, e poi da cosa forse nascerebbe cosa. Lo stesso Dorato scrive che “qualsiasi proposta politica che mette in discussione i dogmi del neoliberismo e del globalismo capitalistico è migliore della direzione politica mostruosa intrapresa dalle classi dominanti negli ultimi venti anni”. E allora? Dorato si è risposto da solo.

4. E passiamo ora all’anti-islamismo. Qui le mie note saranno necessariamente scarse e zoppicanti, data la mia fondamentale ignoranza del problema. A proposito del mondo arabo le mie fondamentali letture sono state Rodinson sulla questione del rapporto fra Islam e capitalismo e Paciello sulla questione palestinese. Recentemente ho imparato molto da un grosso libro di Eugene Rogan, Gli Arabi, Bompiani. Le considerazioni che faccio sono dilettantistiche e politicamente scorrette. Se scrivo sciocchezze, poco male. Chi se ne accorge mi correggerà. La sola cosa insensata è autocensurarsi per paura di violare il politicamente corretto. Così si perde senza neppure giocare.
 

5. Cominciamo con un’ovvietà storica, che però non fa mai male ricordare. Prima che i musulmani “invadessero” d’Europa, nel senso di un’immigrazione di massa, è stata l’Europa a “invadere” il mondo islamico, dal Marocco all’Irak fino all’Afghanistan, ed è stato il progetto politico sionista a scacciare dalla Palestina gli abitanti arabi, sia musulmani che cristiani. Il mondo arabo ha dovuto impegnarsi in faticosissime e sanguinosissime guerre di liberazione. Ma non ha senso colpevolizzare il popolo francese, quello inglese e quello italiano. Chi la vuole ancora usare, può usare la sempre nuova categoria di “imperialismo”. Essa è il solo antidoto al razzismo etnicista o al fondamentalismo religioso. L’abbandono di questo concetto, avvenuto in Europa circa trent’anni fa, ha portato con sé molte conseguenze spiacevoli.
 

6. L’assimilazione di Nasser ad un capo fascista è stata opera della propaganda sionista, cui sono seguiti Gheddafi, Saddam Hussein e Assad. In generale, dopo il 1967  lo stato sionista di Israele ha politicamente e militarmente deciso di annettersi l’intera Gerusalemme e fette di Cisgiordania, ribattezzata Giudea e Samaria. Ma il vero anti-islamismo a mio avviso (mi corregga un esperto, se vuole) è stato posteriore al crollo endogeno del baraccone comunista, e quindi viene dopo il 1989 e la teoria imperiale dello “scontro di civiltà”, che nella versione di Bush contrappone l’Occidente a due civiltà “incompatibili”, l’Islam e la Cina.

Ricordate la Fallaci? Se la Fallaci avesse osato scrivere sugli ebrei un quarto di quanto ha scritto sugli arabi, sarebbe stata arrestata per “incitamento all’odio razziale”, anziché essere ospitata ed onorata sul “Corriere della Sera”. Poi, improvvisamente, a partire circa dal 2005 (ma già prima sporadicamente per il Kosovo e Sarajevo), i musulmani sono diventati “buoni”. Ma cosa è successo per causare quest’improvviso e sconcertante rovesciamento di campo? Secondo me questa è la chiave della questione, e mi permetterò di fare una artigianale ipotesi.

7. Nel suo romanzo Kim, Rudyard Kipling parla del “grande gioco” in Afghanistan fra l’Inghilterra imperiale vittoriana e la Russia zarista. Dovendo iniziare un rapido esame sulla connessione fra fondamentalismo sunnita armato (detto anche impropriamente Islam politico), occidentalismo imperiale americano (e saudita) e strategia sionista, cominciamo dal “grande gioco” in Afghanistan nel decennio 1980-1990. Dopo l’intervento sovietico in Afghanistan si attivò l’alleanza strategica fra servizi segreti Usa, monarchie dei petrodollari ed esercito pakistano. In questa alleanza strategica i musulmani divennero “buoni”: vedi Ken Follett (cfr. Un letto dei leoni, dedicato a Massoud), o il film di Stallone Rambo III.

Rimasero però “buoni” per un limitato periodo di tempo. Poi ci fu l’incidente di percorso al Qaeda e Bin Laden, fino alle Torri gemelle dell’11 settembre 2001. I musulmani diventarono “cattivi”, a partire dall’invasione dell’Afghanistan dei Talebani fino all’aggressione all’Irak del 2003. Questa aggressione fu talmente illegale, ingiusta e sfacciata che richiese una copertura simbolico-manipolativa “umanitaria” (i popoli contro un feroce dittatore baffuto, poi impiccato), unita però ad un anti-islamismo radicale (ricordo ancora la Fallaci). Ci furono anche gli sciocchi di “estrema sinistra” che, in cerca affannosa di un soggetto rivoluzionario sostitutivo della deludente classe operaia, salariata e proletaria (o delle invisibili “moltitudini”) , credettero di averlo trovato nei barbuti dell’Islam politico militante armato.

Breve stagione di errore. Al Qaeda si rivelò un sanguinoso ma temporaneo “incidente di percorso”, in quanto se si fosse analizzato bene il nesso fra Islam e capitalismo studiato da Rodinson (e da altri), si sarebbe capito che l’islamismo fondamentalista è altrettanto omogeneo al capitalismo globalizzato di quanto lo sia stato il calvinismo protestante weberiano, certo con un elemento maggiore e più istituzionalizzato di assistenzialismo sociale obbligatorio, su base però prettamente privata e di gruppo. È invece il nazionalismo panarabo anti-imperialista ad essere incompatibile, e si veda la ferocia con cui l’imperialismo Usa, europeo e sionista lo ha distrutto (Irak 2003, Libia 2011) e cerca oggi di distruggerlo in Siria (l’Iran è un caso a parte, in quanto persiano e sciita).
 

8. Si è perciò di fronte ad un paradosso, che come tutti i paradossi apparirà però meno “kafkiano” non appena lo si interpreti nella sua segreta razionalità apparentemente irrazionale. Da un lato, il fondamentalismo sunnita, con la sua intollerante violenza, appare l’elemento culturale più insopportabile ed incompatibile con la nostra società di matrice occidentale e cristiano-illuministica, non importa se di destra, centro o sinistra. Dall’altro il fondamentalismo sunnita, dopo il limitato incidente di percorso di Bin Laden e di al Qaeda, appare lo strumento ideale per la normalizzazione politico-militare da parte di un’alleanza subordinata Usa-Arabia Saudita-Qatar-Europa con ciò che restava di indipendente nel mondo arabo-musulmano.

9. In paesi come la Francia questo paradosso provoca schizofrenie e paranoie del tutto particolari, data la presenza di milioni di musulmani, di cui una parte (non maggioritaria, ma visibile e rumorosa) di fondamentalisti sunniti e salafiti. Con tutti i suoi difetti, la Francia è stata storicamente un paese capace di assorbire e di assimilare ondate di milioni di immigrati portoghesi, spagnoli, polacchi, italiani, armeni, ed anche di neri africani. Si tratta della civiltà popolare che si può trovare nei romanzi di Simenon dedicati a Maigret, e non solo. La sola componente etnica che si rivela inassimilabile, e che grida di non volerlo fare, è quella di riferimento fondamentalistico-sunnita.

Questo non mi porta personalmente all’anti-islamismo. Al contrario, la mia posizione è quella di Tarik Ramadan. Ma mi scandalizzo in misura minore di un certo anti-islamismo francese, che pure non condivido affatto, perché tengo conto di questo elemento.

Il paradosso (a tutt’oggi non so ancora chi vincerà le elezioni presidenziali in Francia, né al primo né al secondo turno) è che da un lato Sarkozy vezzeggia elettoralmente l’anti-islamismo, e dall’altro (vedi Libia, Siria, eccetera) è il principale alleato dell’Islam politico, che è ormai completamente allineato all’emiro del Qatar, agli Usa ed all’Arabia Saudita, e vedi l’uso sfrontato e propagandistico che è stato fatto per pubblicizzare nei media occidentali la cosiddetta “primavera araba”. L’Occidente arma politicamente la stessa forza che ha orribilmente linciato Gheddafi, che fa esplodere autobombe in mezzo alla popolazione disarmata di Damasco, e che uccide gli stessi bambini ebrei francesi a Tolosa.

Se si inquadra così il problema, non per questo verranno giustificate certe puntate anti-islamiche di Madame Le Pen. Ma si potrà capire almeno che sono un problema minore. Il problema maggiore sta nel fatto che l’Occidente imperialista ha deciso, per i suoi sporchi interessi neo-colonialisti, di appoggiare l’Islam politico “moderato”, che invece moderato non è, perché si porta dietro gli assassini salafiti agli ordini dei sauditi, del Qatar e degli Usa.

Costanzo Preve
Fonte: http://pauperclass.myblog.it/
23.04.2012

Pubblicato da Davide

  • antiUsrael

    la spiegazione su islam,islamofobia,socialismo islamico e mondo arabo è ottima perchè semplice e comprensibile anche da una persona a digiuno di certi argomenti cosi complessi,contraddittori e schizofrenici.
    Però attenzione:Nasser il mentore di Gheddafi non è chiamato fascista solo in termini dispregiativi,ma perchè egli lo fu anche nell’applicazione del suo sistema politico(socialismo nazionale arabo)Inoltre nel 1936 ”delegazioni arabe provenienti da diversi paesi partecipavano al congresso del partito nazista a Norimberga; foltissima, fra le altre, quella egiziana di cui facevano parte Ahmed Husayn, leader delle ‘Camicie Verdi’ del Misr al-Fatat (Giovane Egitto), Fathi Ridwan e Nureddin Tarraf del Nuovo Partito Nazionale, e Gamal Abd Al-Naser allora ufficiale dell’esercito egiziano.
    Le ‘Islamische Gemeinde’ (Comunità musulmane) attiravano nel Reich numerosi studenti arabi, facilitando le loro possibilità di studio.”
    pagina 77 dal libro ”il fascio, la svastica e la mezzaluna” di Stefano Fabei

  • tania

    Come no ..Cosa c’entrino i poveracci magrebini delle banlieues con questi deliri lo sanno solo Preve e Marine Le Pen . Veramente.. è uno strano marxista Preve : più che fare analisi di classe , si avventura in (nere) letture di popoli inventati . E Preve deve anche sapere di non essere “politicamente scorretto” come vuole descriversi : simili analisi alla Arthur de Gobineau sono la norma , la maggioranza , sono il politicamente correttissimo , sono un luogo comune .. un forzato e razzista luogo comune ovviamente . Detto questo , Marine Le Pen e tutti i nazifascisti di ogni risma e colore sono “sovranisti nazionalisti” a prescindere dall’euro e dalla globalizzazione neoliberista , a prescindere dalle crisi cicliche del capitale … Lo erano anche durante i Trenta Gloriosi del welfare state , lo sarebbero anche se tutt’Europa , anzi tutto il mondo fosse libero dallo sfruttamento.. I poveracci magrebini islamici delle banlieues hanno semplicemente la colpa di mettere in crisi l’ “identità” .

  • Tanita

    Se me caen las babas…

  • Longoni

    Solo una piccola correzione alla buona analisi del buon Preve. Ormai a chi ha voluto informarsi in questi anni gli è chiaro che Al Qaeda è “la base dati” dei mujahedin “chiamati” a combattere il nemico URSS in Afghanistan con l’aiuto del ISI e CIA. Finito l’URSS sono stati spostati in Bosnia per essere riportati in Afghanistan e successivamente via Guantanamo e Bondsteel istruiti per riapparire in Libia e adesso in Siria. Bin Laden, l’amico di Bush non c’entra niente con 11/9. Anche questo ormai chi vuole saperlo lo sa. Sostituiamo Al Qaeda con CIA e tanti conti torneranno. Sarà ora anche per Preve di liberarsi anche dal politicamente corretto del Al Qaeda-Bin Laden-11/9.

  • albsorio

    La verità è spesso nascosta in un gioco di specchi, comunque, per il punto sette e in generale, le guerre hanno spesso una giustificazione ideologica ma il motivo è sempre economico-geopolitico. Uno dei momenti cruciali per l’Iran è stata l’ascesa al governo del ayatollah Ruhollah Khomeyni e la nazionalizzazione delle imprese petrolifere americane con tutta la storia degli ostaggi, tentativo fallito di liberazione etc. I sovietici offrirono agli iraniani supporto contro le ritorsioni americane, fu rifiutato, allora attraversarono l’Afganistan dispiegando delle divisioni corazzate lungo il confine iraniano in attesa di eventuali richieste di aiuto, questo pose la situazione in stallo, la allora Unione Sovietica era opposta all’America e se Unione Sovietica e America fossero venute ad un conflitto Nato e Patto di Varsavia avrebbero portato la guerra a livelli mondiali. I sovietici giustificarono la loro presenza militare in Afganistan con una presunta richiesta di “liberazione” da parte del popolo oppresso, stile Libia (anche se in Libia i motivi erano diversi). Ora gli americani erano cornuti e mazziati, la supremazia militare sovietica permetteva di controllare l’Afganistan, gli elicotteri corazzati al titanio che non riuscivano ad essere abbattuti con armamento leggero davano il controllo totale del Paese, gli americani con l’agente della CIA Bin Laden attraverso il Pakistan porta la soluzione… armi moderne ai mujahidin, missili terra aria sting, la supremazia territoriale sovietica si riduce al controllo delle città… e l’Iran? La soluzione fu trovare un pretesto, la contesa territoriale di un inutile pezzo di mondo… le foci del Tigri e l’Eufrate e un pupazzo sanguinario Saddam Ussein, scoppiò una guerra di posizione tra Iran e Iraq, costo circa tre milioni di morti perché una guerra di posizione in tempi moderi è follia pura, alla fine fu chiesto a Saddam Ussein di smetterla, fece invece l’errore d’invadere il Kuwait, questo ne decreto la sua fine, l’Iraq fu diviso in due con quella vergogna della no fly zone e depredato col programma oil for food, quando il dittatore a metà Saddam Ussein decise di rompere le scatole cercando di vendere i dollari per comprare euro sancì la sua fine fisica. Ironia della sorte dopo l’implosione dell’Unione Sovietica anche l’Afganistan torna nella sfera d’influenza americana e i mujahidin vengono “ridimensionati” anche l’Afganistan adesso è “democratico”. Ora manca solo l’Iran…

  • stefanodandrea

    Il razzismo è razzismo. Chiunque parli di ebrei, islamici o frocetti è razzista e basta. Il razzismo riguarda la politica interna, non la politica estera. Anche il socialismoi, inteso in senso lato, riguarda la politica interna e la politica estera soltanto un funzione della disciplina dei rapporti sociali ingterni allo stato. L’imperialismo, in senso stretto difficilmente è compatibile con un orientamento socialista. In senso lato, come proiezione di potenza di uno Stato, è in certo senso un fenomeno naturale, che va limitato culturalmente, e può essere carattere anche di uno stato orientato al socialismo.
    Pertanto può ben accadere che un partito non sia razzista ma sia liberale e antisocialista nonché imperialista (per esempio il PD), oppure che non sia razzista ma voglia estirpare le dittature dal mediterraneo e dunque imperialista (è la posizione di Vendola) e che pur declamando il socialismo non sia patriottico e antiglobalizzazione e dunque sia, sia pure inconsapevolmente liberale (è il caso di SEL).
    Le cose sono semplici. Talvolta il cittadino delle democrazie rappresentative è messo di fronte a questa scelta: votare un partito razzista ma socialista e imperialista soltanto in senso lato (FN) o votare un partito non razzista ma liberale e antisocialista (PD o SEL)? A chi fa la prima scelta si può rimproverare di aver votato un partito razzista. A chi fa la seconda si può rimproverare di aver votato un partito liberale, pro-globalizzazione e imperialista in senso stretto. Da un lato un partito che parla fastidiosamente di “frocetti”, dall’altro un partito che appoggia la guerra contro la libia e i sodomizzatori berberi. Certo che dovrebbe esistere un partito patriottico (antiglobalizzazione), socialista e non razzista (e lo dobbiamo costituire, amici). Ma se non esiste e si deve scegliere tra i due tipi di partiti segnalati, io, a differenza di Preve, non voterei (non voto alle politiche dal 2001). Tuttavia, coloro che inopinatamente scelgono di votare sappiano che è tutto da verificare se il razzismo di un partito socialista e meno imperialista sia uno schifo maggiore o peggiore del liberalismo globalizzante e imperialista di un partito non razzista.

  • antiUsrael

    Saddam Hussein pupazzo sanguinario? e chi lo dice la propaganda di Holliwood-zion?
    Comunque in quella brutta guerra fratricida tra Iraq e Iran non si dice mai che l’Iran fu sostenuto in via segreta da agenti israeliani ed intelligence(nella strategia mondialista del divide et impera).
    Iraq è noto che fu sostenuto in via ufficiale dagli Usa che fecero anche credere a Saddam che poteva riunificare l’iraq col Kuwait(questo si un regno di pupazzi sanguinari creato dall’assassino sionista Churchill per
    soffocare l’iraq) per avere un causus belli ed avere il consensus per aggredire il ”nuovo Hitler”.
    Interessante intervista di Vespa a Saddam Hussein:
    http://www.youtube.com/watch?v=wNBfhyFLlEA

    altro che pupazzo mangiabambini..

    sul resto è ciò che dici è più che corretto.

  • Fedeledellacroce

    Sono d’accordo.
    Altro che fuori dal coro.

  • Aironeblu

    Chissà…. se magari Constance Prève – oui c’est moi- provasse a pensare a ciò che scrive piuttosto che a comporre le sue dotte citazioni, magari – peut être – potrebbe arrivare più agevolmente al dunque -le but- ovvero che “l’Occidente imperialista ha deciso, per i suoi sporchi interessi neo-colonialisti di appoggiare l’Islam politico moderato”……… Bastava dire questo, senza contorsioni linguistiche per ammorbidire la xenofobia di comodo della Le Pen…….. Quello che sfugge a monsieur Prève sono le vere motivazioni della guerra all’Islam scatenata dalla macchina mediatica made in USA, anche se ci è andato vicino: dopo il crollo del blocco comunista serviva un nuovo nemico immaginario per ottenere il consenso alle nuove guerre e politiche di conquista dalla popolazione occidentale, ed è stato messo in atto un piano di propaganda a 360gradi (che da noi si è espresso anche tramite la Fallace Fallaci) che è culminato nell’auto-attentato dell’11 settembre (lo sa monsieur Prève che anche in Francia si sono create iniziative spontanee di indagine che hanno smascherato l’auto-attentato messo in atto dalla CIA), che ha dato il via libera al Patriot Act e tutte le porcate successive per coprire l’aggressione imperialista a Iraq, Libia, Siria Iran e tutti gli altri paesi non allineati alle politiche nazi-sioniste di Washington. Nella sua analisi, Notre ami Prève dimentica che sia Saddam Hussein che Gheddafi stavano riuscendo a realizzare un sistema economico staccato dal dollaro, con la nascita dell’Unità Africana, e del dinaro d’oro? Questo è stato il motivo del loro linciaggio, avvenuto con il pieno consenso de ses amis francophones: oui, c’est orrible, mais on peut pas laisser au pouvoir telles dictateurs….. In italiano si chiama IPOCRISIA!

  • VeniWeedyVici

    “Il mondo arabo ha dovuto impegnarsi in faticosissime e sanguinosissime guerre di liberazione. Ma non ha senso colpevolizzare il popolo francese, quello inglese e quello italiano.”

    Mi sfugge una cosa: in che modo si potrebbe mai colpevolizzare il popolo italiano per le faticosissime guerre di liberazione, se queste, nel caso specifico del colonialismo italiano a danno di un paese (sedicente) arabo, non hanno portato a nessuna immigrazione di massa?

    Non mi risulta che vi siano state immigrazioni di massa da parte di “arabi” colonizzati, in questo caso libici, almeno non fino a quando la NATO, forte dei consensi di tutte le sinistre parlamentari (per esser buoni), non si é messa in moto per LIBERARE i libici dalla loro indipendenza nei confronti dell’ Occidente.

    Questo sottolinea il dannoso pressapochismo dei sinistri (Filini, dell’ ufficio sinistri, totalmente cieco), che ricorda proprio il modificare la realtá per adattarla al proprio pensiero.

    Ci si sciaqui la bocca col sapone prima di associare italiani e conseguenze negative dell’ imperialismo. Se c’é una cosa in cui l’ Italia é pulita é proprio quella. Semmai c’é da dire che l’ IMPERIALISMO VATICANO ha portato all’ immigrazione di massa.

  • gramscixxi

    Trovo molto interessante il tuo commento sull’ennesimo approfondimento intellettualistico dei contrapposti valori/non valori del liberismo e del razzismo proposto dall’articolo di Preve, ben sintetizzato nella verifica che inviti a fare:
    “coloro che inopinatamente scelgono di votare sappiano che è tutto da verificare se il razzismo di un partito socialista e meno imperialista sia uno schifo maggiore o peggiore del liberalismo globalizzante e imperialista di un partito non razzista”

    È una verifica a cui l'”homo suffragiens”, nell’attuale fase di evoluzione antropologica, normalmente non pensa.
    I politici strumentalizzano tutto ciò che può essere utile per costruire i consensi su cui si fonda l’inganno del suffragio universale, ed un tipico regolatore degli equilibri di questo sistema è il consenso politico xenofobo che fa leva sull’istinto di sopravvivenza presente in ogni essere vivente pensante e non.
    La storia ci insegna che attivando in tempo utile e indirizzando sapientemente questo tipo di consenso si evita una vera espolsione di massa dell’istinto di sopravvivenza, scongiurando o rendendo pilotabile ogni rivoluzione.

  • A

    Ora sfonda nel RADICAL-CHIOTTES…

  • RicBo

    Ripeto per l’ennesima volta: non vedo perchè ci dovrebbero interessare le teorie di questo ex comunista prestato al nazionalismo destrorso, ennesimo esempio di quello che Benda chiamava “il tradimento dgli intellettuali”.
    Gli piace la Francia di Le Pen, quella della borghesia sciovinista che maschera l’esclusione sociale, il razzismo e le maschera sotto il discorso della “sovranità nazionale”.
    Che se ne vada laggiù e ci lasci in pace.

  • carloslage

    Marine Le Pen ha nel programma il ripristino delle frontiere nazionali e la riduzione dell’immigrazione (legale o illegale che sia) dagli attuali 200 000 ad un massimo di 10 000 l’anno e che per questo è stata attaccata duramente dalla LICRA (Lega contro razzismo e antisemitismo) dominata proprio dagli “innominati”. Lei, unica tra i candidati, ha denunciato la guerra condotta in Libia e il sistema finanziario internazionale e ha fatto notare in diverse occasioni come la Francia abbia già ripagato, in termini di interessi, il debito pubblico,tutte battaglie queste,che anche la sinistra “dovrebbe” avere in agenda. Queste, al giorno d’oggi, sono affermazioni rivoluzionarie. Se, avendo contro tutti media francesi, (i giornaslisti che la intervistavano facevano a gara a chi si mostrava più ostile) è riuscita ad ottnere un numero enorme di voti (ricordo che ha votato l’80% degli elettori) vuol dire che qualcosa sta cambiando in Francia,purtroppo non a sinistra.Semmai,rimango controversi i suoi rapporti con il sionismo.

  • carloslage

    Tenere un basso profilo su certi argomenti non significa necessariamente ignorarli.Tutti sanno com’e’ andata la storia del 9/11 e non solo.Complotti innominabili,ideati da coloro che piu’ vogliono le guerre.Lo sa anche Preve che con “costoro” ha sempre parlato criticandoli duramente

  • carloslage

    La realta’,leggendo i programmi elettorali e’ che quello piu’ “rivoluzionario” e’ quello del FN mentre la sinistra,certamente piu’ politicamente corretta e’ ben piu’ “embedded” di Marine Le Pen (vedi le bombe sulla Libia,il denunciare come nemico la finanza internazionale,il volere un flusso immigrativo “regolato”,la Le Pen traccia una vera genealogia teorica del capitalismo liberista, dai fisiocratici a Smith. In secondo luogo, non lascia dubbi sul fatto che la mondializzazion e è cattiva in sé, è un orizzonte di rinuncia (pagina 19), il modello americano è al cuore del progetto mondialista (pagina 34), il debito pubblico è un buon affare mondialista (pagina 72), l’organizzazione europea di Bruxelles è l’avanguardia europea del mondialismo (pagina 74), e che infine l’immigrazione incontrollata è parte di un’offensiva economica e culturale del mondialismo (pagina 80). Questa ultima affermazione è particolarmente sgradevole per le anime pie politicamente corrette di sinistra, perché identificata con il razzismo ed il populismo. Bisogna però sapere se essa è fondata o infondata, ed io la considero parzialmente fondata. La Le Pen afferma anche che il sarkozysmo è lo stadio supremo del mondialismo (pagina 151), che la nazione non deve essere demonizzata (pagina 103), che la scuola e la cultura classica devono essere difese (pagina 111 e pagina 235), che il popolo è diventato “indesiderabile” e viene sempre accusato di “populismo”, termine vuoto e per questo sorvegliato dalla Polizia del pensiero (pagina 128).

  • tania

    Ecco , appunto.. che Preve , per trovare “una vera genealogia teorica del capitalismo liberista, dai fisiocratici a Smith” abbia il coraggio citare il libro marketing scritto dal ghostwriter di Marine Le Pen , invece che citare la “Nascista della biopolitica” di Michel Foucault , ad esempio , .. non fa che confermare il livello patetico raggiunto da questo borghesuccio fascista

  • patrocloo

    Ripeto anch’io per l’ennesima volta: se non ti piace Preve nessuno ti obbliga a leggerlo.
    Perchè non te ne vai tu in Camerun e lasci in pace noi coi tuoi sciocchi commenti?

  • carloslage

    Non e’ certo con queste vetuste etichette che si fanno passi avanti nella comprensione reciproca…

  • carloslage

    …aggiungerei Ferrero che se non erro ha avallato la “campagna” Nato in Libia sempre per non violare questo stupido “politicamente corretto” che rende cosi’ miopi tutti quanti soprattutto a sinistra,per il quale Gheddafi comunque era un dittatore dal quale prendere le distanze,per questo la sinistra e’ cosi’ “sfiatata”…

  • carloslage

    Monsieur,l’unica tra i candidati ad opporsi e denunciare il “macello libico” e’ stato il FN me oui!

  • albsorio

    Pupazzo perché manipolato dagli americani, sanguinario perché uccideva

  • Giancarlo54

    Marine Le Pen ha causato un autentico terremoto nel politically correct europeo. Le grida di dolore di Tania e di Ricbo dimostrano come la cosiddetta sinistra antagonista (antagonista de che?) sta capendo di essere oramai stata superata e che il suo gioco di portatrice d’acqua della sinistra riformsta e liberista è stato scoperto. E allora si agita, insulta, brandisce le armi dell’antirazzismo e dell’anti fascismo. Ma hanno fatto il loro tempo questi signori, la soffitta delle anticaglie, finalmente, li attende. Bon voyage!

  • antiUsrael

    Se fosse stato manipolato veramente(forse ha fatto qualcosa per loro credendo di poterli tenere buoni…) non lo avrebbero ucciso e per ucciderelo hanno fatto credere a tutti che era un sanguinario.

  • antiUsrael

    inoltre se uno entra in questa logica semplicistica tutti sono manipolati e pupazzi sanguinari compresi i talebani,i cubani,i palestinesi e gli iraniani

  • albsorio

    Gli americani hanno trovato una pupazzo che si credeva il tredicesimo profeta e lo hanno usato per punire gli iraniani, forse lui pensava di usare gli americani, chissa, quando era diventato pericoloso, cioé aveva messo in discussione i petrodollari é stato eliminato, in quel momento non era piú un pupazzo, era un pericoloso esempio, la stessa cosa hanno fatto anche in tempi recenti russi e iraniani con la borsa indipendente che tratta il petrolio con monete diverse dal dollaro, se venisse meno il ruolo di moneta unica del dollaro negli scambi petroliferi a chi interesserebbe avere cosí tanti soldi del monopoli? Forse questo è il tallone d’achille degli americani, chiunque metta in dubbio le monete flat viene eliminato, non ultimo Gheddafi col suo dinaro d’oro, Sarcozi defini il dinaro d’oro come il più grande attentato alle economie mondiali… tornando a Saddam era un saguinario, come si possono fare cose come quelle che ha fatto cioè uccidere chiunque gli si opponga, dai curdi, iraniani e in numero così elevato senza esserlo.

  • walterkurtz

    “Detto questo , Marine Le Pen e tutti i nazifascisti di ogni risma e colore sono “sovranisti nazionalisti” a prescindere dall’euro e dalla globalizzazione neoliberista , a prescindere dalle crisi cicliche del capitale”

    hai centrato il punto

  • Viator

    Di sicuro c’è solo che la sinistra, appoggiando l’immigrazione di massa, si taglia fuori dal gioco. L’unica speranza di superamento della dittatura dell’alta finanza sta nell’estrema destra e i risultati elettorali di tutta Europa lo confermano a lettere chiare come il sole.

    Non è una novità: i lavoratori fino agli anni Settanta hanno votato il PCI non perché gliene fregasse qualcosa di Marx e dell’internazionalismo, ma perché sentivano che proteggeva i loro interessi. Se il PCI avesse dichiarato che intendeva falcidiare le loro buste paga e le loro garanzie sociali per dare da mangiare a indiani, pachistani e cinesi, in 10 anni avrebbe perso l’80% dei consensi.

  • antiUsrael

    ribadisco che tutto è relativo e bisogna contestualizzare ogni vicenda e Saddam si è trovato a vivere in quell’epoca ed in quel paese(a cui a dato un walfare invidiabile).
    Per me è più sanguinaria emma bonino con tutti i bambini che ha fatto uccidere nelle pance delle madri presentando l’aborto facile come emancipazione femminile..
    Poi non credo mai alle storielle del sanguinario gratuito soprattutto quando arrivano dalla propaganda usraeliana,iraniana(kamenei la merdina) che sostiene i ribelli libici..) e saudita…
    i sanguinari sono coloro che hanno distrutto l’Iraq.Punto.

  • antiUsrael

    errore di scrittura l’esatto è:”(a cui HA dato un walfare invidiabile)”.
    purtroppo non si possono modificare i commenti ne cancellarli qui su CDC(cosa senza senso).

  • antiUsrael

    sono dei piccoli usraele che non si rassegnano e come i loro emuli geopolitici al tramonto stanno dando i loro colpi di coda con estrema furia ed isterismo.. 😉

  • terzaposizione

    Non preokkupatevi per la deriva nazional-fascista che prenderà l’Europa, caro anti-fascisti di CDC, come nel ’45 migliaia di fascisti si sono trasformati in pochi giorni in partigiani,come la maiolo,bondi e tanti esuli di lotta Continua sono entrati alla corte di Arcore, anche per voi il trasformismo sarà indolore è nel dna nostrano belli.

  • VeniWeedyVici

    Siamo ció che Darwin ha teorizzato come FIT. The fittest survive!

  • albsorio

    La pompa da bicicletta della Bonino mi fa schifo, mi chiedo se quello che dicono facesse non era reato e se si se va in prescrizione. Tornando a Saddam il problema era che credeva di essere il tredicesimo profeta e che come vuole la profezia avrebbe unito con la spada l’Islam per poi condurre la guerra santa conto gl’ infedeli. Gli americani hanno usato questa sua idea scatenado lui scita contro i sunniti iraniani. Riguardo al walfare anche Gheddafi aveva dato condizioni di vita migliori delle attuali al suo popolo ma se tocchi certi delicati equilibri sei morto. Basta guardare noi liberi europei non riusciamo a toglierci di dosso il signoraggio sull’euro e viviamo prigionieri della moneta debito.

  • albsorio

    Errore lui sunnita contro i sciti iraniani

  • geopardy

    A proposito di anticaglie.

    Sia del nazionalismo esasperato sia del fascismo sia del sovietismo che del neoliberismo (tutti costrutti ottocenteschi-novecenteschi), non se ne sente proprio la necessità.

    Ciao

    Geo

  • geopardy

    Il problema fondamentale è che questo sistema vorrebbe attuare una uniforme globalizzazione, definita, giustamente, “pensiero unico” e pure ad una velocità strepitosamente grande, lasciando giustamente interdetta una parte sempre maggiore della gente.

    Il problema è che le ricette del passato hanno fomentato guerre su guerre tra i paesi cosiddetti “vincitori”, mentre quelle del presente le proiettano all’esterno in senso neo-coloniale.

    Questo fa assomigliare il sistema ad un unico “blocco” (comunque relativo) impegnato in un’ enorme globalizzazione colonialista.

    Ora il costrutto sta erodendo dall’interno il “blocco” e da esso si vorrebbero ripescare forze che hanno determinato guerre spaventose tra i paesi componenti.

    Sarebbe ora di progredire e pensare ad altro modo di rapportarci rispetto a questa folle politica-economica vigente.

    Non si può pretendere di combatterla con il ricreare antichi sistemi di potere interni ad ogni paese, sarebbe un errore storico colossale, secondo me, rischieremmo di tornare a farci la guerra tra europei, in questo mi sento di appoggiare Sarkozy quando lo disse.

    Il mondo è diventato estremamente più piccolo di come lo fosse in tutte le epoche precedenti, prive di mezzi veloci per spostarsi e con mezzi infinitamente meno efficaci di comunicazione.

    Volenti o nolenti qui siamo, non possiamo sognare di essere altrove.

    Il modo di rapportarci politicamente è, ormai, arcaico rispetto ai mezzi che ci sono, che potrebbero rappresentare un’autentica occasione per tutti noi di sceglierci una strada più consona alle nostre esigenze.

    Un modello unico è un’utopia che mai realizzeremo, potremmo provarci all’infinito, ma l’uniformità non appartiene alle leggi di questo pianeta e neanche di questo universo, di ciò ne sono convinto.

    Ciao.

    Geo

  • albsorio

    Una societa come la nostra del terziario avanzato, dell’ economia finta del fare i soldi coi soldi, degli imprenditori diventati prenditori, dei lavori atipici etc. non riesce a vivere senza neocolonialismo, i BRICS non sono daccordo con questo stato di cose, le attuali guerre servono per mantenere lo status quo occidentale. Piu che di sviluppo sostenibile si dovrebbe cambiare nel senso di tornare al lavoro vero, ovviamente ridistribuendo il surplus non creando una socetà di schiavi.