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POL POT RIVISITATO

DI ISRAEL SHAMIR
counterpunch.org

Adesso, nella stagione dei monsoni, la Cambogia è verdeggiante, fresca e rilassata. Le risaie allagano i fianchi delle colline basse, foreste quasi impenetrabili nascondono antichi templi, il mare in tempesta scoraggia i nuotatori. E’ un momento piacevole per rivisitare questo modesto paese: la Cambogia non è affollata, i cambogiani non sono avidi, ma per lo più pacifici e amichevoli. Pescano gamberi, calamari e orate. Coltivano riso non contaminato da erbicidi, piantato, coltivato e raccolto manualmente. Ne producono abbastanza per se stessi e per l’esportazione anche – non proprio un paradiso, con la presenza dei soldati stranieri.Il socialismo si sta smantellando rapidamente: le fabbriche di proprietà cinese continuano a produrre t-shirts per il mercato americano ed auropeo, impiegando decine di migliaia di ragazze cambogiane che guadagnano 80 dollari al mese. Vengono licenziate in tronco al primo accenno di sindacalismo. I nuovi ricchi vivono in palazzi; si trova una quantità di macchine Lexus e qualche occasionale Rolls-Royce. Enormi, bellissimi tronchi d’albero rossi e neri vengono costantemente trasportati sul fiume verso il porto per l’esportazione, distruggendo le foreste ma arricchendo gli affaristi. Nella capitale sono spuntati molti ristoranti francesi; i rappresentanti delle ONG guadagnano in un minuto il salario mensile di un operaio.

Non molto rimane, del turbolento periodo in cui i cambogiani tentarono di cambiare radicalmente l’ordine delle cose nel corso della loro, unica al mondo, rivoluzione tradizionalista, conservatrice, contadina, sotto la bandiera comunista. Fu il tempo glorioso di Jean Luc Godard e del suo La Chinoise, della Rivoluzione Culturale Cinese che inviava i bonzi alle fattorie remote per la rieducazione, della marcia dei Khmer Rossi il capitalismo corrotto. Il movimento socialista giunse ad una biforcazione: avanzare verso il socialismo più radicale in stile Mao, o ritrattare su un socialismo più leggero alla maniera di Mosca. L’esperimento dei Khmer Rossi durò solo tre anni, dal 1975 al 1978.

Contrariamente a quanto ci si aspetti, i cambogiani non hanno un brutto ricordo di quel periodo. Per un visitatore occasionale può essere una scoperta sorprendente. Io non ho mai cercato di ricostruire “la verità”, qualunque essa sia, ma piuttosto mi sono interessato alla memoria collettiva dei cambogiani, la loro percezione rispetto agli eventi del tardo ventesimo secolo, quale narrativa sia filtrata nel corso del tempo. L’onnipotente macchina fabbrica-narrative dell’Occidente ha incorporato nelle nostre coscienze l’immagine dei sanguinari comunisti dei Khmer Rossi mentre divorano la carne del loro stesso popolo in campi di concentramento, guidati da un Pol Pot da incubo, l’essenza stessa della nozione di despota spietato.

Un quotato professore americano, R.J. Rummel, scrisse (1) che “su una popolazione di circa 7 milioni e 100 mila persone nel 1970, …quasi 3 milioni e 300 uomini, donne e bambini furono assassinati …molti dei quali… furono uccisi dal movimento comunista Khmer Rouge”. Un morto al secondo, era la sua stima.

In ogni caso la popolazione della Cambogia non solo non si è dimezzata, ma è più che raddoppiata dal 1970, a dispetto dei presunti genocidi multipli. A quanto sembra, o i perpetratori  di genocidio erano degli incapaci, o si sono decisamente esagerate le cifre.

Il Pol Pot che i cambogiani ricordano non era un tiranno ma un grande patriota e nazionalista, amante della cultura nativa e dello stile di vita nativo. Era cresciuto nella cerchia del palazzo reale; sua zia era una concubina del re precedente. Studiò a Parigi, ma invece di soldi e carriera scelse di tornare a casa, e rimase alcuni anni con le tribù delle foreste per imparare dai contadini. Sentiva compassione per la tanta gente della campagna, sfruttata ogni giorno dal compratore parassita della città. Costruì un esercito per difendere le campagne da questi rapinatori a mano armata. Pol Pot, uomo religioso e di poche necessità, non ha mai cercato ricchezza, fama o potere per se stesso. Aveva una sola grande ambizione: distruggere il decadente capitalismo coloniale in Cambogia, tornare alla tradizione contadina, e da lì costruire da zero un nuovo paese.

La sua visione era molto diversa da quella dei soviet. I sovietici avevano costruito le industrie sul sangue dei contadini; Pol Pot voleva prima ricostruire la campagna, e solo in seguito istituire industrie per venire incontro ai bisogni della società contadina. Disprezzava gli abitanti della città; a suo modo di vedere non erano di alcuna utilità. Molti di essi erano legati agli squali della finanza, una caratteristica particolare della Cambogia post-coloniale; altri aiutavano le compagnie straniere a depredare la popolazione delle sue ricchezze. Essendo un nazionalista convinto, Pol Pot guardava con sospetto alle minoranze vietnamita e cinese. Ma ciò che odiava di più era l’avidità, l’ingordigia, il desiderio di possedere cose. San Francesco e Lev Tolstoj lo avrebbero capito.

I cambogiani con cui ho parlato irridevano le spaventose storie sull’Olocausto Comunista come una invenzione degli occidentali. Mi ricordavano come effettivamente si svolsero i fatti: la loro breve storia problematica iniziò nel 1970, quando gli americani cacciarono via il loro legittimo capo, il principe Sihanouk, e lo rimpiazzarono con il loro compiacente dittatore militare Lon Nol. Corruzione era il suo secondo nome, e i suoi seguaci rubarono tutto ciò che riuscirono, accumularono i guadagni illeciti all’estero e poi si trasferirono in USA. Come se non bastasse, gli Stati Uniti si misero a bombardarli. I contadini si unirono al gruppo di guerriglieri dei Khmer Rossi nella foresta, guidati da alcuni laureati della Sorbona, e finalmente riuscirono a buttare fuori a calci Lon Nol e i suoi sostenitori americani.

Nel 1975, Pol Pot prese in mano il paese, devastato da una campagna di bombardamenti degna della ferocia di Dresda, e lo salvò, dicono. E davvero, gli aerei USA (ricordate La cavalcata delle valchirie in Apocalypse Now?) (2) hanno gettato più bombe in questo povero piccolo paese che nella Germania nazista, e sparso le loro mine per tutto il territorio restante. Se spinti a fare il nome del loro grande distruttore (e non hanno una grande passione per rivangare il passato) chi nominano non è il Compagno Pol Pot, ma Henry Kissinger.

Pol Pot e i suoi amici hanno ereditato un paese devastato. I villaggi contadini si erano spopolati; milioni di rifugiati erano ammassati nella capitale per scappare dalle bombe e dalle mine americane. Indigenti e affamati, dovevano essere nutriti. Ma, come conseguenza della campagna di bombardamenti, nessuno piantò riso nel 1974. Pol Pot ordinò che tutti uscissero dalla città e andassero alle risaie a piantare riso. Fu un passo duro ma necessario, e nel giro di un anno la Cambogia ebbe abbastanza riso da sfamare tutti e addirittura da vendere il surplus per comprare materie prime necessarie.

La nuova Cambogia (o Kampuchea, come era chiamata) sotto Pol Pot e i suoi compagni era un incubo per i privilegiati, per i ricchi e i loro servitori; ma per la povera gente c’era abbastanza cibo e venne loro insegnato a leggere e scrivere. Come per gli omicidi di massa, questi sono solo racconti dell’orrore, affermavano i miei interlocutori cambogiani. Sicuramente i contadini vittoriosi spararono a traditori e spie, ma vi furono molti più morti per le mine disseminate dagli americani e durante il successivo dominio vietnamita, dicono.


Al fine di ascoltare anche l’altra campana, sono andato ai Killing Fields (campi di uccisione) di Choeung Ek, il memoriale dove le presunte vittime furono uccise e sepolte. E’ un posto a circa 30 km da Phnom Penh, un parco verde e pulito con un piccolo museo molto visitato dai turisti, il Cambodian Yad va-Shem. Una targa diceva che le guardie dei Khmer Rossi vi avrebbero portato da venti a trenta detenuti due o tre volte al mese, e ne uccisero la maggior parte. Per tre anni, fanno poco meno di duemila morti, ma un’altra targa diceva invece che seppellirono circa ottomila corpi. Comunque, un’altra targa parlava di oltre un milione di morti.  Noam Chomsky valutò che il conteggio dei morti in Cambogia potrebbe essere stato gonfiato “a colpi di migliaia”.

Non ci sono foto delle uccisioni; invece, nell’umile museo si trovano un paio di dipinti naïf, raffiguranti un uomo grosso e forte mentre ne uccide uno debole e piccolo, in uno stile piuttosto tradizionale. Un’altra targa recita: “Qui venivano tenuti gli strumenti di morte, ma oggi non rimane nulla” ed altre iscrizioni simili. Secondo me, tutto ciò richiama ad altre storie di Terrore Rosso sponsorizzate dalla CIA, che fosse il Terrore Staliniano o l’Olocausto Ucraino. La gente ora al potere in USA, Europa e Russia vuole presentarsi sotto una luce alternativa al loro effettivo ruolo di incapaci, o sanguinari, o entrambe le cose. Odiano in modo particolare i leader incorruttibili, come Robespierre o Lenin, Stalin o Mao – e Pol Pot. Preferiscono i leader propensi al cambio di bandiera, meglio se installati direttamente da loro. Gli americani hanno una buona ragione in più: le stragi di Pol Pot servono a coprire le atrocità da loro stessi perpetrate, i milioni di indocinesi che hanno mitragliato e innaffiato di napalm.

I cambogiani dicono che molte altre persone furono uccise in seguito all’invasione vietnamita nel 1978; mentre i vietnamiti preferiscono scaricare la colpa sui Khmer Rossi. Ma il governo attuale non sta incoraggiando questa o altre rivendicazioni sul passato, e per una buona ragione: praticamente tutti i personaggi ufficiali di una certa età erano membri dei Khmer Rossi, spesso anche in posti di comando. Ciononostante, quasi tutti collaborarono con i vietnamiti. L’attuale Primo Ministro, Hun Sen, era un comandante dei Khmer Rossi, e più tardi sostenne l’occupazione vietnamita. Quando i vietnamiti se ne andarono, lui rimase al potere.

Anche il principe Sihanouk, quello esiliato dagli americani, sosteneva i Khmer Rossi. Se ne tornò a casa nel suo bel palazzo reale con il suo tempio d’argento con il Buddha di Smeraldo, dopo la partenza dei vietnamiti. Incredibilmente è ancora vivo, anche se ha abdicato in favore del figlio, un monaco che ha dovuto lasciare la vita monastica per salire al trono. Quindi neanche la famiglia reale è molto propensa a rivangare il passato. Nessuno ne vuole discutere apertamente; la storia ufficiale delle supposte atrocità dei Khmer Rossi rimane trincerata nella coscienza degli Occidentali, anche se i tentativi di trovare prove hanno portato scarsi risultati.

Guardando indietro, sembra che i Khmer Rossi di Pol Pot fallirono più nella politica estera che in quella interna. E’ vero che cancellarono il denaro, fecero saltare le banche e spedirono i banchieri a piantare riso. E’ vero che eliminarono i grandi parassiti succhiasangue, i grandi mercanti e finanzieri della città. Il loro errore fu di non calcolare la propria posizione rispetto al Vietnam, e così fecero il passo più lungo della gamba. Il Vietnam era militarmente potente -aveva appena sconfitto gli Stati Uniti-  e non avrebbero tollerato queste follie dai loro fratelli minori di Phnom Penh. I vietnamiti stavano pianificando la creazione di una Federazione Indocinese sotto la loro propria guida, includendo Laos e Cambogia. Rovesciarono gli ostinati Khmer Rossi perché erano troppo fissati con la propria indipendenza. Poi diedero seguito alla leggenda del genocidio per giustificare il loro stesso sanguinario intervento.

Parliamo troppo del male commesso da regimi futuristi, e troppo poco dei mali perpetrati dai sovrani avidi del mondo. Non molto spesso ricordiamo la carestia in Bengala, l’olocausto di Hiroshima, la tragedia del Vietnam, e nemmeno Sabra e Shatila. L’introduzione del capitalismo in Russia uccise molte più persone dell’introduzione del socialismo, ma in quanti lo sanno?

Ora potremmo cautamente rivalutare i coraggiosi tentativi di lotta per il socialismo in vari paesi. Si sono sviluppati sotto la prepotenza, le condizioni avverse, la propaganda ostile. Ma ricordiamoci: se il socialismo ha fallito, ha fallito anche il capitalismo. Se il comunismo fu accompagnato dalla perdita di vite umane, lo stesso valeva e vale ancora per il capitalismo. Ma con il capitalismo, non abbiamo un futuro per cui valga la pena vivere, mentre il socialismo offre ancora una speranza a noi e ai nostri figli.

Israel Shamir
Fonte: www.counterpunch.org
Link: http://www.counterpunch.org/2012/09/18/pol-pot-revisited/
17.09.2012

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di PUNDAMYSTIC

NOTE

1) http://www.hawaii.edu/powerkills/SOD.CHAP4.HTM

2) http://www.youtube.com/watch?v=Gz3Cc7wlfkI

Pubblicato da Davide

  • mincuo

    Le due fonti principali di documentazione, e cioè non solo “mi hanno detto” “tutti dicono” “ho sentito che” “la gente si ricorda…” sono però fondamentalmente queste. (Ma ce ne sono anche altre)

    UNAKRT – United Nations Assistance to the Khmer Rouge Trials.
    UNAKRT
    Sono i processi, e lì ci sono i documenti, ecc…
    “Stranamente” molti links qui dentro non “funzionano” più, ma funzionavano però. Come mai non funzionano? Mistero.

    ECCC – Extraordinary Chambers in the Courts of Cambodia.
    ECCC [www.unakrt-online.org].
    Anche qui stanno i documenti. (Legal documents) e i procedimenti (caseload) (001, 002, 003, 004 ) Se poi uno approfondisce, solo per il caso 001 sono un migliaio i documenti, comprese foto, ordini, registri, ecc…

    Come mai Shamir non le nomina? Che sono la base. Mistero.

    L’avrà fatto involontariamente, non è che volesse dipingere le cose in un modo, si sarà solo scordato. Nella fretta…

  • mincuo

    ECCC [www.eccc.gov.kh]

  • RicBo

    Bene, questa è la nuova frontiera del revisionismo: su un mucchio di “mi hanno raccontato che..” si riabilita addirittura Pol Pot ed i Khmer Rossi, una delle più nefaste pagine dei 12 mila anni di Storia dell’umanità urbanizzata.
    Un’altra puntata del serial il cui soggetto recita che qualsiasi orrore si opponga all’orrore imperialista dei biekissimi Usani diventa giustificabile, in nome della guerra al nemico unico.
    Direi proprio che con questo articolo davvero inqualificabile per l’enormità di ciò che insinua, con me CDC ha chiuso.

  • ericvonmaan

    Mah. La penso come RicBo. Per affermare certe cose bisognerebbe avere in mano delle GROSSE prove, e in questo caso non ci sono. Lasciamo perdere e passiamo oltre, un articolo stupido in più.

  • mincuo

    Il “Revisionismo” è una cosa sacrosanta. Non esiste LA SCIENZA senza Revisione continua, )per l’ebete medio chiamata in taluni casi “Revisionismo” che fa tanto “cattivo”). Esiste solo la dottrina, il DOGMA, magari imposti da Religiosi o da Tribunali. Evidemente perchè un pò debolucci, se no non avrebbero bisogno di tante stampelle.
    La STORIA E’ REVISIONISMO. Se no è religione o diktat. Quindi che paura c’è a verificare i Khmer Rossi?
    Il punto per me non è la revisione, è che Shamir fa tutto un “si dice” e “colore” e intanto nasconde anche le fonti principali, e non ne porta nessuna lui. Quello è non la verifica di esagerazioni, o errori, che non vi sarebbe nulla di strano. Ma non interessa a nessuno nel mondo di harry potter nè metodo nè verità. Interessa una fede o l’altra.

  • RicBo

    Concordo che la parola ‘revisionismo’ si usa spesso a sproposito, ma il succo rimane quello di un articolo sulle cui affermazioni ed insinuazioni bisogna fare atto di fede ideologica, e per questo pericoloso.
    A prima vista ho pensato che la redazione di CDC dovrebbe controllare meglio ciò che pubblica, ma poi ho pensato che non sono dei fessi, che sanno bene quello che fanno, e questo mi riempie di timore e rabbia sulla direzione che stanno prendendo.
    Ricordo bene un certo articolo di Carmilla in cui CDC veniva messo dentro all’indefinito calderone dei rosso-bruni, soprattutto per quanto riguarda i frequentatori. All’epoca, giudicai quell’attacco un’idiozia, ora non ne sarei così sicuro.

  • mincuo

    Ti dirò RicBo che rossi neri verdi o gialli è una delle tragedie odierne perchè importa “chi dice cosa”, e non “cosa dice”.
    Se indipendentemente dal colore uno pretendesse un’etica, un metodo e uno standard sarebbe molto meglio. Ma questa è colpa anche della “società civile” che tanto civile non è.
    Sono tifosi da bar. Se no si lamenterebbero. Invece gli interessa solo sentirsi confermare la propria campana. E insultare quella opposta. E glielo danno, a piene mani.

  • Aironeblu

    Che sia la volta buona….

  • castigo

    che dire….. santo subito!!

  • Aironeblu

    Articolo piuttosto difficile da valutare in una maniera che non sia superficialmente condizionata dalla propaganda mediatica che ci è stata raccontata da una delle parti direttamente e pesantemente coinvolte nella faccenda, ovvero l’impero USA. Inviterei a riflettere sull’attendibilità della versione servitaci da Washington, sui terribili Khmer rossi capeggiati da un Pol Pot che avrebbero ucciso l’equivallente di metà popolazione cambogiana, in anni in cui la mistificazione delle notizie non era certament raffinata come oggi.

    E inviterei a prendere seriamente in considerazione l’articolo di Shamir, che magari si lascia trascinare dalla nostalgia per ideali sociali purtroppo mai realizzati, ma che è certamente più vicino alla verità della versione raccontata alla nostra Italia marginale dai padroni del capitalismo neocoloniale.

    Io vivo e lavoro nell’area del sud-est asiatico da 6 anni, e posso confermare parola per parola le impressioni suggerite da Shamir, con la sola correzione sul salario delle operaie tessili, che guadagnano 80 dollari al mese, e non al giorno. Il resto, dalle Bentley, ai nuovi ricchi, al degrado ambientale contemporaneo, è qui a testimoniare che alla fine il libero mercato del neocapitalismo asiatico è riuscito a farcela, ha spodestato ogni forma di socialismo.

  • Aironeblu

    …… “mi hanno detto” “tutti dicono” “ho sentito che” “la gente si ricorda…” …..

    beh, almeno Shamir se l’è fatto dire direttamente da chi li eventi li ha vissuti, in Italietta invece cosa possiamo dire, se non: …. “mi hanno detto” “tutti dicono” “ho sentito che”…., con la differenza che a noi l’hanno raccontato gli stessi che hanno tentato di rovesciare Pol Pot e annettere l’ennesima colonia all’impero.

    Mi domando perchè dobbiamo sempre abbassarci a questo servilismo mentale verso i nostri padroni.

  • Aironeblu

    Vero che per affermare certe cose ci vorrebbero delle grosse prove, ma altrattanto vero che ci sarebbero volute altrettanto grosse prove per affermare il presunto genocidio di metà popolazione cambogiana commesso dai Khmer… Ce la siamo bevuta un po’ troppo spensieratamente, forse.

  • mincuo

    E guardarsi un pò di documenti no eh?

  • mincuo

    Più precisamente Shamir dice che gli hanno detto direttamente….ma anche fosse io qui ti pesco chi dice una cosa e il contrario senza molte difficoltà. Su Monti, su Berlusconi, o su Garibaldi, Mazzini su chi vuoi….Come faccia la gente a fondare il suo giudizio su queste cose……

  • Aironeblu

    Quali documenti? Quelli dell’opposizione cambogiana o direttamente quelli elaborati da Washington? Ripeto, nel ’75 la propaganda era decisamente meno raffinata di oggi, le notizie che arrivavano in Occidente dal fronte imperialista erano totalmente manipolabili e inaffidabili, a partire dall’incidente del golfo del Tonkino che ha dato il via al massacro (questo vero) di oltre 2 milioni di vietnamiti da parte americana. E noi dovremmo prendere ciecamente tutto quanto ci viene raccontato dai cronisti di Washington?

    L’articolo è chiaro ed esplicito, e mi sembra una voce da prendere in considerazione. C’è stata una guerra tra i khmer, gli oppositori, gli USA, e il Vietnam, che magari sperava di rifarsi in Cambogia. Oltre alle solite operazioni di destabilizzazione pilotate da fuori. Di morti ce ne sono stati parecchi, certamente non milioni, e certamente non interamente attribuibili ai Khmer. E poi, potranno saperlo meglio i cambogiani che quegli eventi li hanno vissuti sulla propria pelle che noi con le nostre documentazioni!

  • Aironeblu

    Tranquillo che di Monti e Berlusconi, tra 30 anni non troverai molti fedeli….

  • Jor-el

    Sono d’accordo con Aironeblu. L’articolo non non cita alcuna fonte verificabile (anche non verificabile se è per quello, non cita proprio nessuna fonte!) ma la questione Cambogia andrebbe approfondita. Ho sempre avuto grosse perplessità su questo “olocausto comunista”. Sembra fatto apposta per dimostrare che i Khmer Rossi erano pazzi, sadici e cattivi. E visto che nella storia vincono sempre e solo i buoni…

  • giordanocignani

    Io, contrariamente a Ricbo ritengo l’ articolo veritiero, almeno più di quanto ci hanno raccontato, che è totalmente inverosimile. Pol Pot avrebbe sterminato tra il 35% e il 50% della popolazione cambogiana! Nemmeno i nazisti con gli ebrei sono potuti arrivare a tanto. Basterebbe chiedere a qualsiasi cambogiano:”Tu hai avuto un parente, un amico, un vicino di casa, un conoscente ucciso da Pol Pot?”. Nessun giornalista occidentale l’ ha mai fatto, in quanto interessato a diffondere la versione ufficiale.

  • Tonguessy

    Tranquillo che per certa gente vale più un documento ritoccato da Washington che la memoria dei popoli. Quest’ultima, non essendo ritoccabile, viene semplicemente valutata come dato non attendibile, e quidi scartata.

  • mincuo

    Io di Berlusconi ho un’opinione molto meno peggio di quella corrente, ad esempio, non tanto in assoluto ma relativamente agli altri. Nè mi interessa se è poco politically correct, nè me ne fotte qualcosa se così divento “cattivo”. Se mi chiedi invece di Ciampi, o Amato, per dirne due, io penso che siano più o meno dei gangsters. Sono opinioni. Le mie sono sicuramente un pò eccentriche. Però non sono proprio disinformate.

  • mincuo

    Per certa gente vale il sentito dire invece, anche se sono menzogne provate o impossibilità. Allora ci fanno sopra le leggi che vietano anche di parlare. Ma qualunque sistema giuridico di qualunque paese civile considera in ordine: l’evidenza materiale (le vittime, l’arma, le autopsie ecc..), i documenti d’archivio (e la loro concordanza da differenti fonti, apparati, settori, burocrazie….), le prove forensi (logiche, testuali, chimiche, fisiche, temporali ecc..) e solo per ultimo le testimonianze, le quali a loro volta hanno una gerarchia (quelle di terzi, neutrali, e quelle delle parti in causa, interessate e perciò di scarso o minor valore).
    Qualsiasi Tribunale normale, se le testimonianze di parte non sono suffragate da documenti, le considera prive di
    qualunque valore.

  • mincuo

    E comunque visto che ho messo i links dei processi lì di testimonianze giurate ce ne sono a migliaia. O non vanno bene a Tonguessy quelli? Non è popolo quello? Non è memoria?
    E quelli testimoniano alla sbarra di fatti precisi, mica dicono “in generale non si stava male” No, no dicono “m’hanno ammazzato fratello, madre, padre ecc…qui, lì, là, così….
    A me vanno meno bene, se non sono suffragati da altre evidenze, perchè ho una qualche idea di giustizia, ma a lui?
    Non vanno bene quelli?
    E invece a lui va bene la gente senza nome e cognome che non ha giurato da nessuna parte, che non solo non ha fatto testimonianze oculari su qualcosa di preciso, ma che nemmeno parla perchè è solo tale Shamir che dice gli avrebbero detto che….”non si stava poi tanto male….”. Pensa un pò

  • rebel69

    Forse il commento più sensato.A me sono venuti in mente Milosevic e Ceauseco e senza fare investigazioni scientifiche sociologiche oppure studiando tomi scritti da chicchessia,ma semplicemente parlando con rumeni qua in Italia e Serbi a Belgrado,da quello che ho capito non stavano molto peggio di come stanno adesso.Al di la di tutto CDC a pubblicato un articolo che non serve nient’altro che a far riflettere.

  • rebel69

    Non avevo messo gli occhiali ed ho letto:che dire…santo dubbio.”

  • khmernelcuore

    Pol Pot era un pazzo, senza scuse.
    Molte inesattezze nell`articolo.

    Se Vi leggereste un libro sulla storia della Cambogia, scoprireste vicende avvincenti ed interessanti come in una spy-story. E delle verità scomode.

    I veri responsabili di quello che è accaduto in più di vent`anni di guerra civile sono: gli Stati Uniti, la Cina alleata ai Khmer Rossi, la Russia alleata al Vietnam, nonchè tutta la comunità internazionale, Italia compresa (che ha riconosciuto la repubblica di Pol Pot fino al 1992).

    A tanti stati sovrani faceva comodo non alterare gli equilibri di una zona particolarmente delicata e strategica.
    Giocando sulla pelle di un popolo intero.

    Milioni di morti non sono da imputare soltanto a Pol Pot.
    I Khmer considerano una guerra civile durata vent`anni: dai bombardamenti americani del `69, al colpo di stato di Long Nol (appoggiato dagli Usa) del 1970, alla venuta dei Khmer Rossi (3 anni, 8 mesi e 20 giorni, dal 17.05.1975 al 07.01.1979), alla cruenta dominazione vietnamita (per 10 anni, fino al 1989).

    Gli Usa sono coloro che hanno scatenato il conflitto scaricando tonnellate di bombe coi B52, provocando centinaia di migliaia di vittime innocenti. Nel `70 hanno favorito ed appoggiato il colpo di stato del generale Long Nol e nel `75 andandosene hanno spianato la strada a Pol Pot.
    Poi hanno supervisionato.

    http://en.wikipedia.org/wiki/Operation_Menu

    La Cina ha appoggiato i Khmer Rossi per tanti anni (ben oltre il `79; Pol Pot è morto di vecchiaia nel `98) e il Re Norodom Sihanouk ad intervalli, pure.
    La Russia ha appoggiato i Vietnamiti.

    I Cambogiani sono stati solo carne da macello.

    Oggi (e da sempre) gli Stati Uniti d`America sono il paese che dà più aiuti umanitari alla Cambogia.

    Metà del bilancio dello stato e coperto dagli aiuti umanitari.
    Denaro piovuto dal cielo ha incoraggiano corruzione, clientelismo, delinquenza ed assistenzialismo (approffittare degli aiuti umanitari è da furbi, non da disonesti).

    Migliaia di NGOs occidentali, più di 3.000 (salvatrici dei bambini, di quelli saltati sulle bombe, delle prostitute, di chiunque….), molte americane e cattoliche, hanno invaso il paese diffondendo moralismi e preconcetti in tutto il mondo ed ora anche fra i khmer.

    Da anni alcuni “salvatori del mondo”(che in Cambogia non ci mettono neppure piede) raccontano bugie (spesso descrivendo la realtà come quella di vent`anni orsono) per giustificare la loro presenza e beneficiare delle donazioni.

    I Cambogiani (e non solo), incassano il denaro promesso.

    http://thetruthaboutsomengosincambodia.wordpress.com/

    Dal 1992 la Cambogia è uno stato sovrano; dal 2002 è un paese sicuro.
    Ovunque, e a qualsiasi ora non devi guardarti alle spalle come nelle città in Occidente; non c`è alcun rischio per lo straniero.
    I Khmer sono di una umanità fuori dal comune (meno quelli che imparando dalle NGOs considerano lo straniero come un bancomat con le gambe).
    Le strutture turistiche sono di ottimo livello.
    I templi unici al mondo.
    Il cibo sano e saporito.
    Le bellezze naturali da cartolina.

    In Cambogia si usa ancora il dollaro americano come valuta di ogni giorno.

    Le automobili (anche quelle giapponesi) arrivano tutte dall`America. Vengono vendute sotto costo come incidentate. Dopo una messa a punto diventano come nuove. Navi strapiene attraccano di continuo al porto di Sihanoukville.

    Altro che “terzo mondo”.

    Meditate gente, meditate…

  • Mattanza

    Io sono stato in Cambogia per mesi,Ci fu un massacro,sadismo diffuso,torture e violenza,visitate ToulSleng la S-21 cercandola in google o wikipedia.Era il centro di interrogatorio numero21,quello della capitale,scoperto dai Vietnamiti quando entrarono a Pnhom Pen;non smisero di torturare neanche coi Viet alle porte,abbandonarono vittime scaranate legate ai letti e fuggirono,roba da matti,quando visiti quel luogo ne esci sconvolto.
    I khmer Rossi avevano non piu di 18 19 anni,anche i torturatori,per anni,fu una storia orribile,che nessuna fantasia malata potrebbe partorire.
    Nel paese sono quasi tutti giovani,pochissimi vecchi e molti bimbi.c’e’ stato ovviamente un massacro.
    Dato cio’ Israel e’ chiaramente un bugiardo in malafede,non puo’ essere certo tanto mal informato.

  • yakoviev

    Che quello dei Khmer Rossi fosse (dicono loro) un regime genocida con addirittura metà della popolazione sterminata praticamente l’occidente se ne “accorse” arregola dopo l’uscita di Killing Fields, visto che invece per parecchi anni, dal 78 all’85, lo stesso occidente sostenne la causa di Pol Pot e di Khieu Samphan, “vittime” dei “perversi” vietnamiti. Fino ad allora la compagnia di giro dei governi, delle ONG e delle organizazioni “umanitarie” (con USA e l’immancabile Francia radical chic in prima linea), quella che anche oggi conosciamo molto bene e che all’epoca era agli esordi, sosteneva la guerriglia Khmer dal confine thailandese, usato anche come canale per il rifornimento di armi. Qualcuno di voi ricorda un libro che andava di moda a metà degli anni 80: “L’insostenibile leggerezza dell’essere”? Bene, proprio uno dei personaggi del libro era impegnato in quell’attività, e i “cattivi” non erano i Khmer Rossi ma i vietnamiti e coloro che in Cambogia li sostenevano. Erano tempi ben strani e confusi, quelli, in cui tra Usa, Cina e Urss si giocavano partite sul piano internazionale utilizzando al massimo il criterio “il nemico del mio nemico è mio amico”, e in cui i cinesi adottavano scelte di politica estera che apparivano, all’epoca (e per la verità ancora oggi), sconcertanti o quanto meno spiazzanti. Così fu, ancora a guerra contro gli Usa in corso, quella di negare lo spazio aereo per i rifornimenti Urss ad Hanoi, e, a liberazione dagli Usa avvenuta (in Cambogia un anno prima rispetto al Vietnam, ricordiamo), l’incitamento e il sostegno continuo alla Cambogia affinche rivendicasse e occupasse manu militari porzioni di territorio appartenenti prima al Vietnam del Sud e poi al Vietnam, e soprattutto la sconcertante breve guerra Cino-Vietnamita, con la “lezione” da impartire ad Hanoi da parte di Pechino e che si risolse, invece, in una maldestra sconfitta. La vicenda di Pol Pot, a mio parere, va inquadrata in questa serie di avvenimenti.

  • Mattanza

    10 anni fa,nella cittadina di confine con la Thailandia,sulla costa,vicino a SihanukVille vendevano delle ragazzine a 300 dollari l’una…adesso e’ un paradiso,smettila dai.
    Poi anche io posso confermare che il paese e’ bellissimo,interessantissimo,attenti alle mine,pulito nella sua miseria,cibo saporito e Cambogiani bella gente.

  • Tonguessy

    Fatto sta che quel sito (UNAKRT) così tanto “indipendente ed obbiettivo” nei giudizi fa capo all’ONU. Sì, quelli della risoluzione 1973 (No fly zone) che hanno permesso il bombardamento sistematico della Libia e la sua distruzione senza rilevare che dalla “no fly zone” sono state sganciate tonnellate di bombe NATO. Gente affidabile, vero? Meglio credere a loro che ai sentimenti popolari. Certo, il fatto che “gli aerei USA …hanno gettato più bombe in questo povero piccolo paese che nella Germania nazista, e sparso le loro mine per tutto il territorio restante” diventa un dettaglio trascurabile. Così come il fatto che “fecero saltare le banche e spedirono i banchieri a piantare riso.. eliminarono i grandi parassiti succhiasangue, i grandi mercanti e finanzieri della città”.
    Mi sorge un dubbio: qualcuno ha paura di essere costretto a piantare riso e si sta aggrappando all’ONU (braccio legale della NATO) per mantenere lo status quo? Ah, già. Dimenticavo che sono “uno dei tanti sayanim calunniatori di professione”. Quindi non fidatevi di quello che dico. Fidatevi solo di quello che dice l’ONU.
    https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=5

    1081&highlight=

  • Giancarlo54

    Io sinceramente non so se Pol Pot sia stato un dittatore sanguinario oppure un Padre della Patria, so solamente che sempre nella storia umana ed anche in questo caso, gli sconfitti sono sempre i cattivi e i vincenti sempre i buoni. E questo mi porta ad interrogarmi anche su questa questione.

  • Cataldo

    Pol Pot futurista, mi sembra un problema di traduzione, nel nostro utilizzo del termine Pol Pot era il contrario esatto, non fosse che per il ruralismo imposto come valore di base della società, forse la parola giusta è utopico (qui forse distopico 🙂
    L’articolo ha il solo valore di monito a rileggere con attenzione le pagine della storia recente, che risultano essere quelle più problematiche per definizione, la storiografia vive il mito di Tiresia.

    Per il futuro sarà sempre più difficile maturare una analisi dei fatti storici con i metodi attuali della disciplina, forse la vicenda in oggetto è allo spartiacque, nel senso che affonda le sue radici e si svolge prima dell’era digitale.

    Non condivido le certezze di Ric Bo, i fatti si situano in un periodo dove imberbe già mi affacciavo alle cronache, ed all’epoca le cose mi sembravano molto più complesse delle vulgate ufficiali circolanti.

  • terzaposizione

    levati di cu.. nel caso , ti aiuto volentieri, quaquaraquà con i soldi papà.
    Sempre disponibile a vista di kortesia stile 20ennio, bello.

  • khmernelcuore

    10 anni fa, hai detto bene…
    ora non è più così, te lo assicuro
    sarebbe ora di smetterla di raccontare balle come se il paese fosse ancora fermo al passato (accrescendo i pregiudizi che a qualcuno fanno comodo)
    per molte NGOs è un modo per far soldi (vedi lo scandaloso servizio delle iene di qualche anno fa e tanti disperati ed allarmanti appelli di chi si autoproclama salvatore degli oppressi)
    cercando il marcio lo si trova dappertutto (in Cambogia fors`anche meno che da Voi)
    meditate…

  • Mattanza

    Mi fa un gran piacere sapere che la Cambogia sta meglio,pero se mi permetti,il tuo entusiasmo non locapisco,io sono uomo di mondo,e a me non me la racconti:
    Se 10 anni fa vendevano persone per 300Dollari,prostituzione infantile in ogni
    dove,bande di adolescenti perduti nella capitale radunati attorno al mercato centrale,il 95%dei locali dove bere una birra aveva un atmosfera sordida,i cambogiani con soldi erano quasi tutti delle schifezze di uomini che disprezzavanio e usavano i loro compatrioti senza rispetto,la maggoranza de poliziotti e soldati sono ExKhmerRossi riciclati (si sono fatti la adolescenza torturando e cobattendo,per convincerli a mollare le armi li riciclavano come poliziotti)in’utile dirti che come viaggiatore solitario,in frontiera,mi hanno sequestrato gli occhali da sole e mi hanno messo sotto pressione e mi e’ andata bene,ai loro stessi compatrioti li trattano come bestie,in una citta’ sali su un pickup per partire verso SiemRiep,e una ragazzina mi si avvicina pregandomi di portarmela via,era disposta a tutto,fuggire con una sconosciuto,pur di fuggire da chissa che realta’…che tristezza,che pena.Mai in nessun paese mi e’ successo questo.
    Potrei continuare e raccontarti d piu’,ma penso basta.
    E tu mi dici che ora non e’ piu’ cosi’.Non ci credo.
    Che abbia migliorato posso crederlo,ma la situazione era tanto estrema che non me la vieni a raccontare dai!Che e’ successo un miracolo in Cambogia?

  • svenassel

    Da quello che ho letto e constatato nei fatti in 40 anni di interesse della storia e della politica internazionale, ho capito che quando tutto e contro uno forse quell’uno non ha poi così torto… anche solo il fatto che abbia abolito il denaro qualche dubbio dovrebbe venire sulla “storia” non bisogna fermarsi all’apparenza se si è in buona fede. Altrimenti…

  • svenassel

    Da quello che ho letto e constatato nei fatti in 40 anni di interesse della storia e della politica internazionale, ho capito che quando tutto e contro uno forse quell’uno non ha poi così torto… anche solo il fatto che abbia abolito il denaro qualche dubbio dovrebbe venire sulla “storia” non bisogna fermarsi all’apparenza se si è in buona fede. Altrimenti…

  • Truman

    @Cataldo: la traduzione mi appare corretta, probabilmente va intesa nel senso marxista che prevedeva un futuro radioso per i regimi comunisti dopo la rivoluzione proletaria.
    In effetti mi sembra che il caso cambogiano mostri ancora una volta come il comunismo abbia attecchito meglio in un paese agricolo che nei paesi industrializzati, in contrasto con il marxismo ortodosso.

  • Aironeblu

    Direi che il panoram ache hai tracciato, seppur sinteticamente, è abbastanza eloquente per capire che le migliaia (non milioni) di vittime cambogiane di quesro periodo non siano state il frutto della pazzia genocida di un cattivo dittatore, ma la conseguenza di decine di anni di caos civile influenzato da fuori.