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PIETRANGELO BUTTAFUOCO, CABARET VOLTAIRE

DI MIGUEL MARTINEZ
Kelebek

E’ appena uscito il libro di Pietrangelo Buttafuoco, Cabaret Voltaire. L’Islam, il sacro, l’Occidente, edito da Bompiani.

Non sono mai stato bravo a scrivere recensioni, per cui preferisco citare un brano piuttosto lungo del libro (pagine 17 e 18), e poi commentarlo.

“A Ponte Sisto, a Roma, nell’oltrepassamento del fiume Tevere (a suo tempo riconosciuto quale divinità fondante dell’Urbe), si può assistere ad una scena che spiega meglio di Oswald Spengler la morfologia dell’epoca che attualmente si squaglia (si squaglia peggio delle acque reflue dell’isola Tiberina).

Lungo il pittoresco percorso del ponte perdono il loro tempo dei punk-a-bestia. Sono dei giovanottoni che un giorno devono pur essere stati alti, biondi e baffuti (verosimilmente di origine vichinga), ma adesso se ne restano stravaccati con addosso le loro bestie di gran lunga più dignitose, indifferenti alla questua cui s’ingegnano stancamente i loro padroni.

Questi fanno quello che qualifica i cosiddetti ‘giovani ribelli’: chiedono soldi, non avendo punto intenzione di lavorare.

Ebbene, un poco più avanti, quasi a preservare con la distanza la fetida presenza dei biondoni, impettiti ed eleganti, dritti come fusi, ad attendere al commercio delle loro mercanzie sullo stesso ponte, ci stanno dei senegalesi, veri e propri opliti della migliore età dorica.

Magari potremmo proporre un happy end capovolto, ma siamo certi che saranno gli africani ad ereditare l’aristocrazia dello spirito, e per giunta con il gran colpo di fortuna dell’Africa e di tutto il mondo estraneo alla civilizzazione: non aver l’obbligo di essere Occidente.”

Il brano è interessante per molti motivi; ma in particolare, per quello che ci rivela sulla dicotomia “destra” e “sinistra”. E sulla distinzione tra piano concreto e piano immaginario.

Fermiamoci un attimo. Dunque, a dar retta ai cultori assoluti della dicotomia, ci sarebbe un immaginario di destra; un immaginario di sinistra; un concreto di sinistra; e un concreto di destra. Che non fanno due, ma quattro cose diverse, che si possono ricombinare in vari modi.

L’immaginario di Pietrangelo Buttafuoco è lontanissimo dall’immaginario della sinistra italiana (altra storia la sinistra in India, America Latina o Turchia).

L’autore (non solo in questo brano) dà scarso peso ai fattori sociali ed economici, e si concentra tutto su elementi che possiamo definire psicologici: la dignità, lo stile, la fermezza interiore e la spiritualità dei senegalesi vengono contrastati al crollo interiore e alla mancanza di personalità dei “vichinghi”. Senza sottolineare la povertà o i disagi in cui vivono i senegalesi, che per una volta non vengono presentati come vittime o solo come vittime.

Questo approccio farebbe subito classificare l’autore come l’opposto della sinistra, e quindi di destra. E certamente nel suo approccio vi è qualcosa di familiare, ad esempio, a tanti militanti di Azione Giovani o altri movimenti che di destra rivendicano proprio l’etichetta.

Però la somiglianza che potremmo definire stilistica maschera una differenza concreta. Detta in poche parole, la destra reale parte dal presupposto del “noi“. “Noi” non ha bisogno di una particolare definizione, né di alcuna giustificazione: noi siamo noi e a voi non vi vogliamo, oh.

 
Anche se, alla maniera della Fallaci, persone-noi che non sono artisti, non sono poeti e non sono scienziati, amano ammantarsi di un po’ di fuffa autoincensatoria fatta di Giotto, Dante o Einstein.

Attorno a questo nucleo di “noi”, la destra reale estende una barriera attorno a “casa nostra”, per escludere i rifiuti umani che il “nostro” stesso benessere genera: ecco che nostrismo, società dei consumi e xenofobia si intrecciano inseparabilmente. Questo è il motivo per cui io combatto la destra reale.

Le immagini di Buttafuoco colpiscono al cuore proprio la fantasia del “noi”; e di conseguenza abbattono l’intero castello della destra reale, usando un linguaggio di fronte a cui la destra è disarmata. In un colpo solo, Buttafuoco scippa loro la nobiltà, e li lascia nelle plebee mutande dell’italico medio.

Sospetto che le parole di Buttafuoco diano a molti “di sinistra” (certo non a tutti) più fastidio delle parole dei propri politici quando difendono i Centri di Permanenza Temporanea o chiedono il rifinanziamento della spedizione afghana. Perché l’immaginario in cui si impacchettano simili nefandezze è sempre calibrato per l’orecchio democratico.

Questo vuol dire che le differenze concrete sono state omologate a tal punto, da lasciare solo quelle simboliche, che assumono un’importanza abnorme: i linguaggi, le bandiere, le fantasie, le “memorie storiche” e tutto il resto diventano la discriminante cruciale.

Però le scelte concrete ti obbligano a stare, o di qua o di là. O sei a favore dell’invasione dell’Afghanistan, o sei contro. O stai con gli americani (e gli italiani) che bombardano,  o stai con gli afghani che resistono. Il giudizio è quindi netto.

Ma l’immaginario riguarda le profondità insondabili di ognuno di noi, dove convive misteriosamente di tutto. E lì le scelte, le censure, le discriminazioni, somigliano piuttosto al rifiuto di usare l’occhio destro o quello sinistro per guardare il mondo.

PAKISTAN TALIBANS US ATTACKS

Partigiani afghani su un Humvee americano catturato, 27 novembre 2008

Miguel Martinez
Fonte: http://kelebek.splinder.com
Link: http://kelebek.splinder.com/post/19368959/Pietrangelo+Buttafuoco%2C+Cabare
19.12.08

Pubblicato da Davide

  • cloroalclero

    Qui, il Miguel ci fa notare come in un libro, scritto da un notorio fascista, gli extracomunitari che lavorano siano assimilati ad un’antropologia di destra (dignità, spirito di sacrificio, operosità) mentre gli “ariani” punkabbestia, debosciati, lerci, nullafacenti, siano assimilati alla cultura di sinistra.

    Il Martinez ravvisa in questo libro la fenomenologia del fatto che “destra” e “sinistra” siano concetti confusi e, probablmente, invalidati dalla storia.

    Bene. E quindi? Il resto delle sue considerazioni non mi porta, sinceramente, a capire dove va a parare. Se qualcuno l’ha capito, me lo spieghi, please, che a livello di conclusioni mi par sempre un pelo confuso.

    Sappiamo tutti che “prendere posizione” è una faccenda esistenzialmente seria. Perchè poi, in teoria, ci impegnerebbe alla coerenza.

    Che è di destra o di sinistra?
    Bah.

  • Fabriizio

    condivido Miguel Martinez e la sua analisi. A Cloroalclero invece direi che “prendere posizione” è una faccenda talmente seria che va fatta solo quando abbiamo gli elementi che ci permettono dall’analisi, di passare alla sintesi. INFORMAZIONE poi ANALISI poi AZIONE. Nel frattempo si puo’ anche NON PRENDERE POSIZIONE, ma in silenzio, ascoltare. Altrimenti stiamo a fare i derby calcistici.

  • flicfloc

    Cloro al Clero posta per partito preso perché è convinta di essere fondamentale nei dibattiti. Parla di ex mariti e complottismo e tenta di confrontarsi con i grandi della rete senza avere né la qualità né l’intelligenza per farlo.
    Mentre Buttafuoco è un coerente fascista lei finge di essere di sinistra salvo poi dire che le manca il duce come ha fatto in un altro thread qui su come don.
    Io direi di evitarle risposte a una che vive per la piccola notorietà che le da un blog da un centinaio di accessi al giorno.
    Flicfloc

  • Eurasia

    Miguel Martinez, Buttafuoco con la Metafisica può provare qualsiasi cosa… e a sua volta qualunque altro metafisico può a sua volta provare, con una punta di soddisfazione, che Buttafuoco ha torto. Sono una casalinga che giornalmente fa i conti della serva per far quadrare il bilancio… come madre moglie e suocera (mia figlia e suo marito vivono con noi… siamo una famiglia operaia e pertanto i figli sono dei “bamboccioni”… soltanto i figli dei ricchi si possono emancipare… mettere su casa … e figliare…sic!) nei momenti di sconforto non mi metto certo a fare disquisizioni sulle implicazioni psicologiche che possano differenziare la destra dalla sinistra… dico soltanto, antropologicamente parlando, che il nostro corpo è composto sia dalla parte destra che dalla parte sinistra… e tutto funziona egregiamente… braccia e gambe poi sono un sincronismo perfetto… può capitare, a volte, che il braccio destro sia in difficoltà… allora il braccio sinistro si fa carico della momentanea inabilità di quello destro… o viceversa. Brecht aveva ragione da vendere quando diceva che “è la semplicità che è difficile a farsi ”
    Complimenti per il suo blog… è tra i miei preferiti… cari saluti.
    Anna

  • nautilus55

    Perché perderci in sterili polemiche? Martinez indica nella crisi delle cosiddette “destre e sinistre”, da lui definite “reali”, la nostra incapacità d’interpretare una realtà che oramai ci sfugge. Che possiamo solo intravedere (appunto, in modo immaginifico, quasi “metafisico”) per iniziare, poi, un percorso analitico. Il primo passo è un riconoscimento di realtà (seppur irreale!) necessario. Proviamo, da qui, ad andare avanti insieme, senza cedere alla tentazione della sterile polemica.

  • geopardy

    Scusa, ma sarebbe come se in televisione dovremmo tenere in considerazione soltanto ciò che dicono la De Filippi, Maurizio Costanzo, Baudo e così via?
    Ciao
    Geo

  • flicfloc

    Scusa tu, ma cosa c’entrano i pallisti della tv? Io non li guardo e non voglio nemmeno leggere cose tipo ‘stavo in mutande con quel cazzaro di mio marito e magiavo una mela’. Il suo blog non lo apro mai, ma se come don me lo propina qui posso dire che fa schifo sia come scrittura che come contenuti?
    E poi mi spieghi cosa vuol dire il commento che ha lasciato qui? Insussistente, giusto per dare contro a Martinez.

  • sumud

    Qui c’è un problema di comprensione.

    Io non voglio andare a parare da nessuna parte.

    Mi ha colpito semplicemente la maniera in cui un immaginario decisamente di “destra” (opliti dorici contro punkabestia) possa portare a conclusioni concrete assolutamente opposte a quelle della destra reale.

    Se vi interessa, io personalmente non ho nulla contro i punkabestia (e nemmeno nulla a favore, preferisco cento volte i Rom che chiedono l’elemosina), e non ho particolari simpatie per gli opliti dorici (non ne ho mai conosciuto personalmente nemmeno uno).

    Ma ci vuole tanto per capirlo?

    Miguel Martinez
    http://www.kelebekler.com/

  • buzz

    Che destra e sinistra sia qualcosa di molto confuso è innegabile, ma ci si dimentica spesso, quando se ne parla, che la confusione non è solo negli altri.
    Sta cosa che i punkabbestia siano di “sinistra” per esempio, è molto opinabile.

    Di quello che parla questo libro, in questa recensione, non si capisce.
    Che poi questo dipenda dalla recensione o dal libro, francamente non saprei.

  • geopardy

    Questo tuo chiarimento ha già un tono differente e più logco.
    Inizialmente sembrava dovessero scrivere o commentare solo quelli che hanno uno share più alto, il che non garantisce la qualità comunque.
    Ci sono tanti siti afollatissimi di chiacchierii, ma che non interesserebbero certamente tanti lettori di questo blog, Cloroalclero, pur con il suo opinabile stile, spesso dice cose interessanti.
    Come già specificato da qualcuno, lei non scrive per Comedonchisciotte, ma nel suo bolg (di cui è padrona dell stile) e se qualcuno dei gestori ne riporta gli articoli, significa che li trova interessanti, oppure potenzialmente adatti per accendere una polemica con molti commenti a riguardo, non possiamo saperlo, ma non passa inosservata ed è una qualità comunque.
    Ciao