PIERROT

DI CARLO BERTANI

“Siamo circondati da immagini consumate, e ce ne meritiamo di nuove.”
Werner Herzog

Sovente, nell’osservare la drammatica rovina del Partito Democratico (8 punti in meno rispetto al risultato elettorale), ci siamo chiesti quale sia l’utilità politica di Piero Fassino.
La parallela domanda, che spesso aleggia più come battuta che come serio dilemma scientifico, sembra in simmetria con l’utilità della zanzara. Molti comici l’hanno sfruttata, giungendo a chiedersi il senso della sua esistenza.
Non ho una risposta scientifica da offrire, e nemmeno la cerco, perché ci sarà senz’altro: “distribuendo” dosi di sangue da un animale all’altro, ad esempio, la zanzara coopererà anch’essa alla selezione. Ce ne saranno senza dubbio delle altre, riguardanti specifiche nicchie ecologiche.

Su Piero Fassino, invece, per quanto mi scervelli non riesco a trovarne una che soddisfi: D’Alema sarà il più furbo, Parisi il più rompicoglioni, Rutelli il più voltagabbana. Almeno, si riesce a trovare un aggettivo.
La tristezza di uno scrittore nasce quando non riesce a trovare aggettivi poiché, nel costruire una frase, se i sostantivi ed i verbi rappresentano il tratto a matita originario sulla tela, gli aggettivi sono il colore. Senza aggettivi, non potremmo scrivere: sarà per questa ragione che pochi s’interessano a Piero Fassino?

Nella foto: Piero FassinoIl problema è che, quando s’inizia a scrivere qualcosa su Fassino, nella Gestalt della mente svanisce il colore: ogni tratto appare diafano, come se la tavolozza fosse inutilizzabile e rimanesse il solo carboncino. Essenziale – va beh, direte voi – ma Michelangelo, con il carboncino, sarebbe riuscito al più a tratteggiare un girone infernale, mica la Sistina!
Sicché, il povero Travèt torinese rimane spesso ai margini, poiché emana un alone in gradazioni di grigio: non è azzardato immaginare l’Insetto – avvertito del suo arrivo – chiedere agli scenografi d’improvvisare qualche spruzzo di colore…che so…d’invitare una bella ragazza in giallo/rosso e calze verdi, oppure indossa egli stesso una cravatta sgargiante. Altrimenti, lo scarno studio di “Porta a porta” si trasfigura in un’asettica camera operatoria per tracimare infine, quando il nostro Pierrot inizia a parlare, in una sala autoptica. L’umore degli ascoltatori precipita, e l’audience va a farsi benedire.

Riconosciamo che non è del tutto colpa sua: il grigiore dei casermoni FIAT, unito al nero dello Juvarra, non devono aver certo aiutato il piccolo Piero – infante e giovanetto – nel suo avvicinarsi al colore. Anche quando lo riprendono, nel suo studio per un’intervista, compaiono dietro l’enorme camiciona bianca sfilze di libri dai colori neutri. Al massimo, qualche copertina color ocra: questo, però, avviene solo quando è in vena d’appassionate esternazioni.
Sicché, nel mondo oramai tridimensionale dell’immagine a tutto tondo e delle animazioni fantasmagoriche, tale fenomeno, nitidamente antistorico, rende il Fassin da Torino una sorta di dinosauro mai contabilizzato dai paleontologi, e ci sovviene il dubbio che quando passerà a miglior vita – il più tardi possibile, ovviamente – prenderà nuova incarnazione in tal senso. Dopo il mostro del Loch Ness, quello del Lago d’Avigliana.

I politologi s’arruffano per comprendere l’amara ruina del Partito Democratico – che, da sola, conta milioni di cause, più le sottospecie – ma nel caso di Fassino basta il vecchio responso che ogni gineceo ben conosce: lo specchio. Potremmo consigliare di registrare i suoi interventi televisivi e d’osservarli, successivamente, con sguardo critico: l’umore non ci guadagnerebbe di certo, ma la consapevolezza sì.
Conscio del pericolo d’esser scritturato da ameni registi hollywoodiani per ruoli improponibili – film muti, tragedie in bianco e nero, pubblicità con “sconti famiglia” per le aziende di pompe funebri – quando ha saputo che Herzog s’interessava a lui per rimpiazzare l’estinto Klaus Kinski, ha valicato il Rubicone e s’è tinto d’azzurro.
Non vorremmo, qui, che qualcuno azzardasse un’improvvisa conversione a Forza Italia – regno dell’azzurro – poiché d’altro si tratta: il casermone berlusconiano, per il monachello torinese, è luogo troppo chiassoso.
Abbiamo scoperto per caso la vicenda, il suo viraggio ad uno stinto azzurro, cliccando semplicemente su un collegamento web. E ne siamo rimasti stupiti; non per la faccenda in sé: per il colore, ovviamente.

Piero Fassino (insieme a Furio Colombo ed Emanuele Fiano) è il fondatore di “Sinistra per Israele”[1], sorta nel 2005 dalle ceneri di una precedente associazione, nata subito dopo la guerra dei Sei Giorni (1967) per “spiegare” (!) alla sinistra italiana le ragioni d’Israele. Così, Pierrot, con aureola azzurra a sei punte e kippà sulla crapa, è il cantore, l’aedo che vaga spillando dal suo striminzito torace canzoni yiddish per la gloria di Tzahal. Il suo talento è pari a quello di Assurancetourix, il quale allieta le notti del placido villaggio di Asterix, e finisce per prendere sempre una mano di botte. Qualcosa li accomuna.

Leggiamo, sempre sul sito di “Sinistra per Israele”, che la loro proposta per la Palestina è quella, trita e ritrita, dei “due popoli e due stati”, che non ha mai generato nient’altro che due, distinti focolai d’odio. In seconda battuta, si cita anche la “Road Map”, vale a dire la proposta di quella banda d’ubriaconi sessuofobi che hanno regnato per due presidenze USA, i neocon.
Dietro a questo paravento, baluginano ombre che narrano di tentativi svaniti all’ultimo istante, di “buonevoglie” amareggiate, d’omicidi giunti – sventure che il Fato distribuisce ai mortali – per seppellire i loro volonterosi tentativi. Come “l’assassinio” di Rabin e la “malattia” di Arafat.
Questo è il modo per presentare la vulgata del cosiddetto “processo di pace”, al quale Pierrot non si sottrae: ipnotizzato? Incapace d’elaborazione? Connivente? Agnostico? Ecco, l’eterna difficoltà di trovare aggettivi per dipingere Piero Fassino!

Se, invece, vogliamo partire dagli atti, allora il panorama si rischiara per mostrare una landa infinita, sconsolatamente deserta.
Non c’è un solo impegno ufficiale, di parte israeliana, che certifichi la presentazione alla controparte di una proposta. Sfidiamo chiunque a presentarlo[2].
Gli israeliani si trincerano dietro la “generosa offerta” fatta da Barak ad Arafat nel 2000, ovvero “Gaza più il 97% della Cisgiordania”. Mai giunta, con i necessari crismi e con precisi confini, dal governo di Tel Aviv.
A parte il fatto che, le risoluzioni 242 e 338 dell’ONU (tuttora in vigore, e che Pierrot probabilmente avrà letto, visto che si sente “vocato” agli Esteri), assegnano totalmente quei territori allo stato palestinese, quel numero – “97”, che fa effetto – è una pia presa in giro. Perché?
Vediamo un esempio comprensibile per noi italiani.

Spicchiamo un salto nella fantastoria ed immaginiamo un ipotetico “movimento per la liberazione etrusca”, il quale chieda allo Stato italiano la cessione della Maremma e del Lazio.
Il Governo Italiano potrebbe concedere ai “rinnovelli Etruschi” il 97% del Lazio e l’intera Maremma, pressappoco la provincia di Grosseto, ponendo però alcuni “paletti”. In primis, vorrebbe mantenere il completo controllo delle frontiere aeree, marittime e terrestri della nuova “Etruria”.
In seconda battuta, concederebbe sì il Lazio, salvo la città di Roma, i porti di Civitavecchia e di Ostia, gli aeroporti, le linee ferroviarie, le autostrade e le vie consolari. Inoltre, tutte le strutture legate alla produzione ed alla distribuzione dell’energia, quelle per le telecomunicazioni ed i siti militari.
Operando un bruto calcolo percentuale, probabilmente la nuova “Etruria” riceverebbe il 97% dell’intero territorio: potrebbero, i nuovi “Etruschi”, ritenersi soddisfatti del risultato?

Questo è un paragone abbastanza calzante, poiché indica la situazione di Gaza e della Cisgiordania, quest’ultima infarcita di colonie israeliane, con relative installazioni militari.
Il problema della suddivisione del territorio non è tecnico – poiché il nuovo stato palestinese dovrebbe avere continuità fra Gaza e la Cisgiordania, ma con una semplice autostrada (e relativi sottopassi) sia Israele, sia lo stato palestinese potrebbero avere continuità, Israele verso il Neghev e Gaza essere collegata a Ramallah. I nodi sono, in realtà, politici: dopo Wye Plantation, si susseguirono gli incontri a tre (Clinton, Barak ed Arafat) e si narra che Clinton, all’ultimo round prima di lasciare la presidenza, consumò un’intera Parker disegnando possibili mappe. Alla fine, spaccò il tecnigrafo.
C’è poi la questione di Gerusalemme.

Gerusalemme è divisa in una parte antica, ad est, ed in una nuova ad ovest. Le “teorie” dei due stati hanno sempre previsto la parte est ai palestinesi e quella ovest agli israeliani: ovviamente, entrambi vorrebbero l’intero il boccone.
La differenza, però, è che mentre i palestinesi non sembrano così interessati alla parte moderna
della città, gli israeliani non vogliono cedere la parte antica, nella quale sorgono i ruderi del Tempio di Salomone, distrutto dai Romani nel 70 d C. per sopprimere il nazionalismo giudeo.
Ora, i più volenterosi potranno affermare: non sarebbe possibile suddividere la città in modo che il muro del Tempio rimanga agli israeliani e la Moschea di Al-Aqsa (terzo luogo sacro dell’Islam) ai palestinesi?
Cosa non semplice da attuare, giacché la Moschea di Al-Aqsa fu costruita, successivamente, proprio sui ruderi del Tempio di Salomone, tanto che alcuni gruppi estremisti israeliani avrebbero desiderato farla saltare con l’esplosivo[3].

Un grave problema, che non molti conoscono, è rappresentato dalla “memoria della pietra”. Come ben sanno gli archeologi, le ultime vestigia a scomparire di una civiltà sono proprio le pietre, intese come blocchi lavorati dall’uomo.
La distruzione del Tempio di Salomone comportò, ovviamente, la creazione di un bel mucchio di macerie, con le quali – a quel tempo non si sprecava nulla! – furono costruite (nel periodo aureo musulmano) molte case nella città vecchia.
Nel tempo, gli archeologi israeliani sono riusciti a ricostruire la provenienza di quelle pietre – disseminate nelle viuzze e nei muri della città – e le hanno catalogate: non hanno certo perso tempo e fede gli ebrei più ortodossi, che le considerano sacre (Salomone) e si recano di fronte ad esse per pregare. Chiunque sia stato a Gerusalemme est – la parte araba – avrà notato gli ebrei ortodossi in spolverino nero (con quel caldo…) che dondolano salmodiando: ecco, un ulteriore e serio ostacolo alla suddivisione della città, poiché quelle persone votano, e voteranno sempre chi difenderà (per la causa sionista) quelle pietre.
La soluzione della divisione del territorio, quindi, ci pare una pia presa per i fondelli, giacché non sarà mai trovato un accordo praticabile. A meno che, si consideri “praticabile” una sorta di “Bantustan”, con istituzioni “democratiche” sul modello Kosovo e piantonato all’infinito dalla Nato o da chi per essa.
Gli israeliani affermano – e “Sinistra per Israele” con loro – che manca una credibile classe dirigente palestinese. Non si può – affermano – sono solo straccioni esaltati…

Spesso, sentiamo accusare le dirigenze arabe dei movimenti insurrezionali di sciovinismo, un mix di nazionalismo e valori religiosi fuorviati, ai quali non corrisponde – per contrappeso – un’organizzazione politica in grado d’assumere la reale gestione d’entità politiche e statuali.
In primis, riflettiamo che – con un simile “treno sempre in corsa” di guerre, attentati, ritorsioni, ecc – è ben difficile che un’organizzazione sul territorio riesca a crescere fino a diventare un valido interlocutore. Gli israeliani, di certo, non hanno nessun interesse affinché questo percorso si compia.
Esiste però il caso di Hezbollah: partito politico, movimento popolare e milizia territoriale.

Hezbollah non nasce casualmente dal mondo sciita (anche se, come partito politico, non comprende solo sciiti) poiché l’Islam sciita è quello che, tradizionalmente, possiede una gerarchia religiosa, della quale è invece privo quello sunnita.
Tutti gli ayatollah di fede sciita, siano essi iracheni od iraniani, hanno studiato a Qom, che è la “città universitaria” religiosa dell’Iran: una sorta di “Università Lateranense” del mondo sciita, se mi si passa il paragone (con le dovute, ovvie differenze).
Il mondo sunnita è invece privo di strutture gerarchiche – il che sembrerebbe concedere maggiori spazi interpretativi della dottrina (il discorso, qui, sarebbe veramente complesso[4]) – ma, per contrappeso, non esistono autorità riconosciute erga omnes.
Un Imam può divenire famoso – nel senso di molto ascoltato come persona saggia e colta – ma non avrà mai nessun crisma ufficiale: un ayatollah, invece, occupa un preciso spazio in una gerarchia.

La tradizione sciita, quindi, “entra” nell’universo politico portandosi appresso l’impostazione religiosa: difatti, Hezbollah è un movimento che assegna molta importanza all’organizzazione interna.
Hamas, pur vivendo in una realtà sunnita, ne ha ricalcato l’esempio: nacque principalmente come struttura di supporto sanitario e sociale per i palestinesi, e – anche se ricevette a suo tempo finanziamenti sauditi, provenienti dalle istituzioni caritatevoli islamiche da essi controllate – oggi se n’è distanziato e guarda più all’Iran.
La creazione della struttura politica, e poi militare, avvenne parecchi anni dopo la nascita di Hamas come associazione di supporto sociale, e questo fu il “grimaldello” che scardinò il potere della corrotta Fatah[5] fra i palestinesi. Nel penoso welfare dei Territori, era il medico di Hamas a salvarti la pelle.
Hamas sembra avere nel suo DNA più l’impostazione organizzata di Hezbollah, piuttosto che la prassi “spontaneista” degli altri movimenti palestinesi.

Gli altri movimenti palestinesi di derivazione marxista-leninista, nella regione, sono entrati spesso in contrasto gli uni con gli altri, chi oggi schiavo di un “padrone” estero, domani di un altro: spesso, la corruzione ha guidato molte mani.
Vorremmo avvertire il lettore che la semantica delle lingue europee non può dipingere con precisione il mondo arabo, poiché la lingua vive un rapporto dialettico con i mutamenti sociali, e le vicende della sponda Nord e di quella Sud del Mediterraneo hanno vissuto stagioni storiche assai diverse. Dovremmo, ad esempio, approfondire l’approccio arabo al marxismo: Nasser, Assad, Hussein, ecc…e sarebbe necessario un trattato, non un articolo.
Ciò che appare evidente è la ferma risoluzione israeliana di contrapporsi – subendo, come nel recente caso di Gaza, danni d’immagine considerevoli – proprio a quegli Stati ed a quei movimenti che potrebbero diventare interlocutori credibili.

Vorremmo chiedere, allora, alla “sinistra” (ovviamente, italiana) “per Israele” di spiegarci perché la dirigenza israeliana demonizza proprio le forze politiche più organizzate (che potrebbero essere interlocutori validi) e preferisce loro quelle più “spontaneiste” e difficilmente controllabili (o corrotte), le quali possono trasformarsi rapidamente in “schegge impazzite” di matrice terrorista.
Per una volta, teniamo fuori dal “conto” missili, ritorsioni, sangue e morti: se finiamo in questo budello, sappiamo che ce n’è per tutti. La nostra domanda alla “Sinistra per Israele” è chiara: perché Israele tenta da anni, regolarmente, la distruzione di forme politiche organizzate nei Territori? Per lamentarsi, dopo, di non trovare validi interlocutori?

Che ha da rispondere, “Sinistra per Israele”, per la sistematica disinformazione compiuta sui discorsi del presidente iraniano Ahmedinejad – si scoprì che le traduzioni erano commissionate a strutture “contigue” ai neocon americani[6] – così si continua a far credere che l’Iran lavori per la distruzione d’Israele. Il che, se si leggono le traduzioni ufficiali dell’ONU (non sto parlando di quelle iraniane) appare falso, poiché Ahmedinejad sostiene la lotta contro il sionismo, ossia l’espansione d’Israele in Oriente. E, riguardo alla sopravvivenza d’Israele, ha sempre affermato che è la dirigenza israeliana stessa a metterla in pericolo, come oramai sostengono anche insospettabili media occidentali[7]. Infine, ricordiamo che in Iran vive la più numerosa comunità ebraica del Medio Oriente.

Non menzioniamo nemmeno la penosa querelle del nucleare iraniano – che è civile, e che per diventare militare necessitereb
be almeno di un decennio – ricordando che nessun trattato internazionale proibisce la costruzione di una centrale elettro-nucleare. E nemmeno, a rigor di logica, le nazioni “nucleari” hanno titolo giuridico per opporsi al riarmo altrui.
Sull’altro piatto della bilancia, ci domandiamo perché Israele non batté ciglio quando i sauditi – pochi anni or sono – ristrutturarono il loro apparato missilistico (ufficialmente “convenzionale”) con massicci acquisti in Cina e shelter corazzati per la protezione degli ordigni. I quali, si presume che siano dotati – oltre alle solite testate esplosive – di quelle chimiche e batteriologice, che non è possibile affermare (nessuno le ha mai lanciate) se siano più o meno distruttive (per i danni causati alle popolazioni) di quelle nucleari.
Invece, pare che le armi più pericolose siano i missili Qassam – perché sono vicini? – ma allora non si comprende perché lo siano gli Shahab 3 iraniani (che sono lontani). Dobbiamo scandalizzarci, poiché una nazione che non ha mai firmato protocolli d’intesa sulla limitazione delle armi nucleari (per forza: ufficialmente, non le ha!), si lamenta se un’altra nazione produce missili che possono raggiungerla? Non dobbiamo? Chiediamo allora a Pierrot: chi ha il monopolio dell’armamento balistico? E l’atomica pakistana? Israele non sapeva nulla? Gli USA nemmeno?
Siamo certi che Fassino si trova in buona compagnia con questa bizzarra impostazione: senz’altro, Kissinger e Churchill (come perfetti rappresentanti dell’imperialismo e del colonialismo occidentale) approverebbero.

Ciò che più c’interessa sapere da Fassino, nella sua veste di fondatore di “Sinistra per Israele” – lasciamo fuori gli israeliani, i loro siti di informazione/disinformazione e la prevedibile “offensiva” sui blog, la questione riguarda noi italiani ed il nostro rapporto con Israele – è come spiega questa “naturale” propensione d’Israele a distruggere ogni forma organizzata fra i palestinesi (e non solo: il Libano?), per poi lamentarsi di non trovare interlocutori validi.
Alla luce della politica europea e del diritto internazionale, come giudica Pierrot questa prassi? Confida ancora che sia credibile – dopo Gaza – la via dei “due popoli e due stati”?
Perché Fassino – il quale non manca mai di ricordare che Israele è l’unica democrazia del Medio Oriente – non prende in esame, anche per Israele, la soluzione cercata e poi trovata in Europa per le guerre di religione? Senza tornare ad Augusta, non basterebbe dichiarare che gli abitanti di qualsiasi stato veramente democratico – senza distinzione di razza e di religione – hanno uguali diritti e doveri nei confronti dell’autorità statale? Perché i palestinesi – dopo 40 anni dalla guerra dei Sei Giorni – sono ancora discriminati nei “Bantustan”? Perché non hanno gli stessi diritti degli israeliani? Poiché non possono vivere tutti in un solo stato, come qualsiasi democrazia occidentale? Perché Israele non ha una Costituzione, ma solo un compendio di norme le quali – guarda a caso – sono mediate direttamente dalla Torah? Gli pare un solido “basamento” per una democrazia? Non stiamo parlando del Vaticano o di San Marino, bensì di una potenza nucleare e del (probabile) terzo esercito del Pianeta.

Come può, un uomo politico il quale ha giurato fedeltà ad una Repubblica, la quale afferma l’uguaglianza giuridica “senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali[8], assegnare il suo sostegno ad una nazione che non rispetta questo basilare principio?
Ricordiamo la penosa querelle scatenata per le contestazioni alla Fiera del Libro di Torino lo scorso anno, la contrarietà di molti alla sua intitolazione ad Israele. Invitiamo Fassino a compiere una riflessione: qualsiasi “per” – per contrappeso – genera un “anti”, il che significa condurre a forza nel nostro Paese l’impostazione di scontro che vige fra Israele ed i palestinesi. Questo impianto, preclude alla nostra diplomazia qualsiasi “patente” di “terzietà” nei confronti dei contendenti: “per”, Fassino, “per”, lo rammenti.
Da ultimo, vorremmo ricordare che la prima firma in calce, fra i sostenitori dell’associazione, è quella di un avvocato napoletano, tale Giorgio Napolitano. Ora, il cittadino Napolitano è libero d’apporre la sua firma ove desidera: qualora fosse – per caso – il Presidente di una Repubblica, dovrebbe – a nostro avviso – porre maggior attenzione alle firme che appone, poiché sigla a nome del popolo italiano. Ogni commento è superfluo.

Chi scrive, ben conosce l’ambiente dell’ebraismo torinese, il quale ha sempre guardato – per tradizione – a Piero Gobetti e non so come prenda oggi le “giustificazioni” della Livni per Gaza: rammenti, Pierrot, le figure che hanno reso fulgida, per genuino liberalismo, quella tradizione (che non riporto nemmeno, le conosce benissimo). E rifletta.
Aspettiamo una risposta come uomo politico, perché il Partito Democratico ha perso due punti percentuali in una settimana e non comprende il perché. Anche chi – come il sottoscritto, che ci tiene a precisarlo – non vota più da tanto e nulla ha a che spartire con quel partito, ritiene che una risposta – la seconda forza politica del Paese – dovrebbe darla ai suoi elettori e sostenitori. Altrimenti, sarà condannato ad una continua emorragia, fino al collasso finale.
Noi, che siamo freddamente insensibili ai destini del Partito Democratico, siamo pazienti ed attendiamo Pierrot: altrimenti, continueremo a domandarci se la zanzara serva a qualcosa.

Carlo Bertani
Fonte: http://carlobertani.blogspot.com
Link: http://carlobertani.blogspot.com/2009/01/pierrot.html
24.01.2009

Note

[1] www.sinistraperisraele.it
[2]Israele accetta di attuare i primi due dei tre ritiri militari previsti in Cisgiordania. In un primo momento l’esercito israeliano si ritirerà dal 13% del territorio cisgiordano: l’1% passerà sotto controllo totale dell’Autorità palestinese, il 12% sarà posto sotto l’autorità civile dell’Autorità palestinese, il 3% di esso costituirà una “riserva naturale” dove saranno limitate le costruzioni. Le parti formeranno un comitato incaricato per esaminare le modalità della terza fase del ritiro previsto dagli Accordi di Oslo.”
Fonte: http://www.conflittidimenticati.it/cd/a/17488.html.
Come si potrà notare, le concessioni israeliane sono sempre state piuttosto “tiepide”: altro che il “97%” della Cisgiordania.
[3] Fonte: Benjamin Barthe – Fouilles archéologiques, outil politique des colons de Jérusalem – Le Monde – 20 Febbraio 2008.
[4] Consiglio, a chi desiderasse approfondire l’argomento, la lettura del mio “La democrazia della mezzaluna” (http://www.carlobertani.it/la_democrazia_della_mezzaluna.htm).
[5] Basti ricordare, in un panorama di povertà estrema, la rendita da nababbi concessa alla vedova di Arafat.
[6]Fonte: http://onlinejournal.com/artman/publish/article_1559.shtml. Riportato anche da parecchi siti e blog italiani, con il titolo “Creare mostri”.
[7] Fonte: Michelle GoldbergIsrael free ride ends – pubblicato dal “Guardian” britannico – 13/01/2009 – http://www.guardian.co.uk/commentisfree/cifamerica/2009/jan/13/us-media-israel-gaza.
[8] Costituzione della Repubblica Italiana, art. 3.

Pubblicato da Davide

  • myone

    Bel commento chiaro su altri punti della vicenda palestina. Clinton dopo i patti si dilungo’ nel tempo prima di finire la presidenza, con Barak e Arafat, e spacco’ il tecnigrafo. Me l’ immagino la scena, scommetto che non tornava piu’ nulla. La Company & Company sono l’ auto celebrazione di loro stessi nell’ evanescenza

  • Eli

    Grazie Carlo, sempre chiaro ed esaustivo. Almeno qui si trovano informazioni non omologate. Credo che religione, tradizione, e razza siano le gabbie con le quali gli stegocrati manipolano popoli interi. Tuttavia molti oggi si stanno svegliando. Per un altro mondo possibile.

  • alexg

    Affus e Myone scrivono, probabilmete, nella loro madre lingua e utilizzano un pessimo software di traduzione che genera un italiano illeggibile e sgrammaticato e che tradisce modi di dire che non ci appartengono. Suggerirei al mossad (eroico.. glorioso..?) di sistemare il testo con un buon software di correzione prima di postare i messaggi. Per il contenuto pieno di vuote stronzate non si puo’ far nulla, purtroppo!

    virgo_sine_macula, al contrario, ha un buon italiano, peccato per i contenuti dei suoi interventi, tutti inesorabilmente “pieni di talmudico zelo”. Si vede che le destre scioviniste si somigliano un po’ tutte! Cambiate nick, abbiamo mangiato la foglia.

  • archia

    cero che questi destrorsi (tipo vergine senza macchia e paura) mangiati vivi dalla propaganda fanno proprio pena e compassione, ma come si fa a rompere le balle cosi, con commenti a spiovere su un articolo di una persona, carlo bertani, che ha sempre scritto con una originalità e uno stile che i lacchè di “libero” o il “giornale” ecc ecc si sognano. un articolo che parla al cervello e al cuore, che spazia dal diritto alla soria all’attualità alla politica, a 360 gradi, libero, senza censura, senza preconcetti, insomma analisi , giornalismo, cose che abbiamo dimenticato in italia, e che ci deve ricordare un insegnante (se non erro) , un lavoratore che usa la penna (cultura) per scrivere e gli occhi (mente) per GUARDARE. perchè ai contenuti si risponde con l’arroganza? quella di chi ripete a oltranza: siamo i piu forti, abbiamo vinto qua le elezioni, laggiu la guerra, là ancora stiamo opprimendo i viscidi musulmani, qui a casa nostra dileggiamo quelli che non vogliono essere come ci vogliono tutti, uguali, precari stuprati e FELICI. ma la mia felicità non si compra con tette e culi in tv, con merda confezionata, con intrattenimento che svuota il cervello. ANARCHIA, e la bellezza e l’intensità di vedere da altri punti di vista, e di amare senza possedere. combattiamo l’apatia di chi si nutre di pregiudizi e propaganda, di chi fa scegliere a chi sta sopra di lui cosa è giusto e cosa sbagliato, chi per viltà appartiene ad un branco che non sa essere di pecore, per la paura di un lupo, che non esiste.

  • NerOscuro

    Virgo_sine_macula marca stretto ogni argomento correlato ad Israele e alla questione Palestinese e commenta come ormai si conosce. Per me è un troll [it.wikipedia.org] e rappresenta una perdita di tempo discuterci. Il suo unico scopo è sviare dal topic e mandarlo a donnine di facili costumi. Io non posso argomentare contro una che “ignora” deliberatamente ciò che sta scritto nell’articolo stesso. Riporto solo un esempio:

    virgo_sine_macula: Ora i territori occupati si chiamano cosi’ proprio perche’ israele li occupo’dopo essere stata aggredita per ben due volte da tutti gli arabi uniti

    Sì, potrei essere d’accordo, ma uno non può tenere in ostaggio un territorio dove c’è una popolazione per farne una specie di lager. O lo amministra o lo restituisce. Questo ti viene scritto da Bertani sopra:

    C. Bertani: Perché i palestinesi – dopo 40 anni dalla guerra dei Sei Giorni – sono ancora discriminati nei “Bantustan”? Perché non hanno gli stessi diritti degli israeliani?

    Lo stesso concetto le è stato ribadito centinaia di volte negli altri articoli e interventi, ma lei imperterrita e con cognizione di causa continua per la sua strada. Spero che virgo abbia fatto caso al mio uso della terza persona, che non è più segno di rispetto di quanto sia invito alla distanza. Perché io non desidero affatto entrare in discussione con lei. Vi consiglio di fare altrettanto.

    @ Nessuno: evita di insultarla, stai facendo il suo gioco. Ogni troll ha bisogno dei pesci che abboccano alle sue provocazioni.
    @ Archia: idem come Nessuno

  • Killyouridols

    quoto in pieno , non cagatela/o, tanto quando sarà’ il momento e credo non sia lontano andremo a prenderli a casa questi disinformatori.

  • virgo_sine_macula

    Infatti non ho mai cercato ne’ voluto confidenza da lei:nei centri sociali magari non si impara l’educazione,nelle parrocchie si.Un’ultima cosa:come puo’ notare ci sono dei blogger che addirittura minacciano di venire sotto casa per pestarmi,non che io abbia paura ma visto che lei e’ o si ritiene un moderatore,forse una parolina potrebbe spenderla ,
    la minaccia costituisce un comportamento penalmente rilevante.
    La ringrazio

  • virgo_sine_macula

    Pensi davvero,ti prego di rispondere seriamente,che il mossad abbia
    tempo da perdere nel seguire un blog di anarchici della grammatica?

  • virgo_sine_macula

    Tu sei un vero anarchico,ma anarchico della grammatica.

  • virgo_sine_macula

    Bisogna proprio essere dei cuor di leone per minacciare una donna da dietro un monitor di pc:del resto voi derivate da quei vigliacchi di partigiani che mettevano le bombe e poi lasciavano fucilare gli altri,se non ricordi vai su google e digita “via rasella”.

  • materialeresistente

    Ma sei pure qui?
    Quando non sai che cazzo scrivere ti inventi anche le cazzate?
    Anarchico della grammatica!!!!
    Quanto ti pagano per presidiare internet? E quanto ti si è gonfiato il fegato?

  • materialeresistente

    Informazioni Personali: virgo_sine_macula

    Occupazione: agente del mossad
    Interessi: storia-arte-vini-politica-

    Firma:
    La liberta’ e’ una pianta che si annaffia col sangue dei martiri e dei tiranni

    Come si può minacciare una che si presenta così?
    Una anonima figura virtuale.
    Occhio a non far innaffiare con il tuo sangue da martire la pianta della “libertà”. C’è un sacco di tiranni incazzati in giro.

  • Killyouridols

    quindi cosi affermando rientri nella categoria dei disinformatori, mi dispiace per te ma non conti un cazzo , per farti capire te sei semplicemente il bioccolino di merda che giro attaccata alla ruota del carro della disinformazione noi andremo a casa di quelli che lo guidano il carro.

  • diffidente

    E vai coi trolloni !!! Prrrrrrrrr !

  • pietro200

    @ virgo sine macula: scusa, ma l’attuale destra italiana se non sbaglio e’ composta da gente che ventanni fa era molto orgogliosa di ritenersi “fascista”, omaggiando fino alla morte il loro dio mussolini .
    se non sbaglio fu proprio mussolini a creare le leggi razziali. se non sbaglio i fascisti dell’epoca andavano fieri dell’alleanza con hitler.
    se non sbaglio la cosiddetta strage di ebrei nei forni crematori fu diretta da hitler e soci.
    se non sbaglio attualmente e’ proprio la destra che pressa l’opinione pubblica a condannare tutti gli innocenti di gaza e non solo (tutti gli innocenti, non solo i bambini), osannando israele.
    ooops, avro’ fatto confusione? no, non sembra che abbia detto qualcosa che non faccia parte della realta’, quindi, sembra ci sia qualcosa che non va nella destra, non pensi? te lo chiedo solo perche’ a me il conto non torna.
    per quanto riguarda il consenso pubblico, non penso ci possa essere un consenso dettato dalla coscienza individuale, in quanto l’informazione e’ falsata. non so se mi spiego. ciao.

  • afragola

    ecco svelato l’arcano la tipa beve …na briacona ? ..vino andato a male porco giuda( suo parente )… cambia vinaio

  • myone

    Hanno gli stessi diritti degli israeliani
    Hanno una democrazia che ha votato hamas
    E se per diritti vuoi intendere stare meglio, questi rinvigoriti, cambiano pure cassan, e vanno dentro con la pancia piena a fare kamikazze.
    Poi si sa’, dalla guerra del 48 le parti si sono misurate e delineate, nessun accordo e nessuna tregua, costi quello che costi, e la palestina e’ il cuore del mondo islamico e arabo islamico, che foraggia con soldi armi e tutto il resto, hamas compreso.

    In questi giorni ( se l’ informazione no rimane sempre polpetta di propaganda o ottusa), hamas stessa controlla il libano, e i tunnel, vengono pagati tramite licenza, quelli delle cibarie, e hanno pure una percentuale sul valore della merce che passa.

    Hamas stessa passa nei luoghi colpiti con pacchi di dollari, ne paga a centinaia quando c’e’ qualche danno alla casa, qualche miliaio quando e’ danneggiata seriamente, paga 3.000,00 dollari per ogni combattente ucciso, e 5.000,00 se era di hamas. Funzionari sul campo intervistati hanno detto che hamas ha a disposizione 52 miliardi di dollari per la ricostruzione del libano, soldi che si pensa vengano elargiti da Siria e Iran.

    Non importa cosa dicono e che patti fanno. L’ uno non sussiste per l’ altro, e l’ altro non lo fa esistere, e chi soccombe, e’ il capro espiatorio degli stessi islamici, che in comune nel 48 hanno attaccato isdraele con l’ intento di finirlo, ma hanno perso, e di guerre ne hanno perse ancora.

    Ogni razzo un’ altra bombardata, finche non sappiano che significa vivere. E se sono arrivati a questo, se lo sono voluti, ingnoranti o no che siano. La vergogna, dovrebbe essere del mondo arabo e islamico, totale dal e per il 48, e attuale.

    Se la storia prendera’ ancora pieghe belliche oltre modo, Siria e Iran, rischiano grosso, prima o poi.

    Ho imparato una cosa. Che non credo piu’ a nulla di quello che si dice.
    Credo a quello che sento e mi pare al momento. La valutazione la faccio io da me, anche se non serve a molto.

    Diceva chi ha scritto l’ articolo, che il 92 % del territorio volutosi dare, era come dire: ti do’ sabbia, mentre il resto che conta per vivere non l’ hai. Anche qui, il dire e’ tutto un dire. Sembra che gli intelligenti abbiano a che fare con gli idioti. Ma dietro l’ idiota, sembra che c’e’ ci sia un intelligente troppo intelligente, che affinche la sua intelligenza non prevalica quella dell’ altro, sia disposto fino alla morte. I particolari, veri o falsi che siano, non contano piu’.

    Oggi e’ un altro giorno, e se ti comporti male, orzo. Se rompi, orzo. L’ orzo che hai alle spalle, e’ quello che ti sei accumulato da solo. Se israele sgarrera’, vangano prese delle misure una volta per tutte. Ma se i piu’ del mondo non sono d’accordo, si vede che la giustizia per gli altri, non vale nemmeno applicarla, quando mettono i loro morti come contropeso, e loro rimangono guerrafondaiQUARANTOTTINI

  • myone

    non rompete, palestina mi scappa anziche’ libano.

  • Fabriizio

    Volevo anche io ringraziare Carlo Bertani

    per la lucidita’ del suo articolo,

    che mi trovo a condividere pienamente.

  • myone

    L’ italia aiuta il Libano. Tutta l’ europa usa compresi, dovrebbero aiutare i libanesi, e risceare un territorio vivibile. Inziche’ andare altri paesi, dovrebbero instaurare li un esercito di pace che controlli la rinascita di quel territorio, e anullare hamas, impedire a israele ogni azione senza guerra, che porti danno a questa popolazione, togliere l’ embargo, e cosi via. Israele dovrebbe lasciare i confini liberi, e lasciare che le persone coltivino, ho visto distese di campagna incolte.

    Ma se poi arivassero attacchi pure a coloro che vorrebbero tutto questo, e che si prodigassero per farlo? Che fa l’ europa. Si mette a fare un controterrorismo che ha del conflitto pro isdra e usa contro il mondo islamico? E’ per questo che si lascia che le cose rimangano cosi?
    Se non c’e’ una totale dismissione del tutto che rimane come azione bellica in libano, tutto rimarra’ come e’ ora e votato sempre al peggio.

  • myone

    Sine, noi del mossad da grammatica anarchia impariamo molto, sopratutto come si vedono le cose e come si capiscono, da chi non le fumenta e non le pensa. Siamo sionisti perche’ siamo attorniati da Jiaaddisti Suristi. Ogni popolo ha uno stato suo. Noi al tempo, quello nostro non l’ hanno voluto, creato su territori ebrei secolari, terreni acquistati, e terreni dati in possesso dai possessori di prima. Piu’ eseguono il principio dei loro intenti, e piu’ i loro intenti si rivoltano su se stessi. So’ che sembra che stiamo sforando il lecito e il logico, ma loro di lecito e logico, lo tengono fra i denti sempre, e piu’ perdono terreno e vite, e piu’ si sentono vittime. Il mondo ci guarda in due modi. Uno capisce, l’ altro non capisce e non capisce neppure l’ uno, che diventa modo di vedere di propaganda pro questo e quello, ma pochi capiscono cose c’e’ veramente. Ora, come tutte le cose, i piu’ rimangono inermi e inerti, poveri o ricchi, benestanti o gente da strada, e la cosa come principio, la governano chi sostiene ancora dei diritti e dei principi, che a sua volta, fanno dipendere le sorti di molti. Ma il principio dei pochi e’ e rimane il principio dei molti. Dove c’e’ un principio da combattere c’e’ un principio da eliminare o correggere, e finche’ esiste, esiste sempre il tutto della storia ebrea o islamica o palestinese, o araba.

    Cambiando discorso. Ho visto in tv, come non si fossero mai viste, ma ogni volta sembra che cadiamo dalle nuvole, realta’ di exracomunitari che fanno pena. Miliaia e miliaia di persone allo sbando, in stati che nemmeno i lanabesi si sognerebbero, sfruttati da italiani e in stato di disagio di ogni genere. Io brucerei politici, trafficanti, e tutti quelli che ci speculano su qyeste situazioni, in nome di una democrazia e di una liberta’ di cultura e di popoli. Italiani disoccupati e precari, giovani senza futuro, e miliaia di extracomunitari legali o no che saranno disoccupati. Molti se ne torneranno, ma molti non torneranno nel peggio e nel meglio che qui forse vivevano. Non solo potrebbero rivendicare diritti che nemmeno noi rivendichiamo, ma un malessere e un mal vivere, potrebbe rivendicare altro, ed essere un vero problema qui da noi, problema che aumenterebbe, avendo gli italiani, e non sono pochi, che hanno nelle loro menti una condizione uguale. Diceva un sondaggio, che il 49% degli italiani e’ razzista, e che piu’ del 60 (67) %, e’ antisemita, anti ebreo. Sai che bel minestrone. E se si ripercuotesse a livello europeo? In francia hanno gia’ dato qualche segno di cosa vuol dire.

  • virgo_sine_macula

    O’ vinu de terronia e’ er megghiu

  • alexg

    Ragazzi sentite questa:
    nel post piu’ in su l’agente myone mi ha scritto che la palestina appartiene a loro (ebrei askhenazi immagino, visto che gli ebrei sefarditi sono di serie B) per ragioni storiche.

    Bene, a parte il fatto che gli attuali palestinesi sono discendenti diretti dei filistei, quindi di sicuro legati da millenni a quelle terre semitiche che vogliamo fare?

    Ve lo dico io: cacciamo dagli stati uniti tutti gli americani bianchi e neri, perche’, caspita, quelle sono terre storicamente di proprieta’ dei nativi americani!
    Ed in quest’ultimo caso lo sono davvero.
    Ma prima di cacciarli affamiamoli per qualche anno, tutto sommato una bella cura dimagrante non farebbe loro male.

    Israeliani talmudisti siete solo degli spietati carnefici assassini, senza rispetto persino della vostra stessa memoria.
    Ma il Tempo e’ un signore… arrivera’ anche il vostro turno.
    Verrete giudicati e condannati per tutte le atrocita’ che avete commesso contro i palestinesi e persino contro i vostri fratelli ebrei sefarditi, che detto per inciso sono di vero sangue ebreo.
    E gia’, perche’ voi askhenazi di sangue ebreo non ne avete neanche una goccia, siete solo i bastardi discendenti di un ceppo turco mongolo convertito per ragioni di utilita’.

    VERGOGNA!

  • alexg

    Dimenticavo: Hezbollah – “Glorioso” “Eroico” Tsahal ——> 1 – 0

    Palla al centro

  • virgo_sine_macula

    Italiano da accademia della crusca

  • rosacroce

    poi, andate a votarli sti cadaveri ambulanti .
    fassino napolitano fini e finetti ,INETTI.
    tutti a correre per gli ebrei,ecco i nostri politici,vil razza DANNATA.
    una volta , almeno ai tempi di craxi la sinistra appoggiava i palestinesi.
    adesso è questa la sinistra che abbiamo,di male in peggio.
    per il presidente napoli,ma che vada a presidiare ,,,,,, le sinagoghe.

  • myone

    HO detto che ho sbalgiato a scrivere palestina per libano. Noi non esiste. Io no sono loro.

  • virgo_sine_macula

    Il corriere di oggi 26 gennaio riporta in prima pagina un sondaggio che dice che il 12 per cento degli italiani e’ antisionista:se leggi il dato al contrario,capirai che l’88 per cento non lo e’,tale percentuale mi sembra accettabile.
    Quanto agli extracomunitari di cui parli,ti ricordo che la clandestinita’ in Italia e’ reato,chi e’ clandestino e’ un fuorilegge e va trattato da fuorilegge,cioe’ messo in condizioni di non nuocere.L’Italia non e’ la pattumiera del mondo,la discarica in cui gli altri paesi possono buttare la loro immondizia umana:nella socialista e illuminata spagna di zapatero si spara a vista contro i clandestini.Dal primo gennaio di quest’anno l’olanda patria dei diritti civili ha vietato ulteriori ingressi di rumeni sul proprio suolo perche’ ha capito che si tratta di tagliagole e stupratori:prima o poi lo capiremo anche noi

  • virgo_sine_macula

    Guarda che Gianfranco Fini,leader della destra italiana a meno che tu non voglia considerare nullita’ tipo rauti o storace,e’ andato qualche anno fa in israele a chiedere perdono in nome dell’italia per le leggi razziali definendole il male assoluto:cosi’ facendo ha rinunciato per sempre alla matrice antisionista della destra:una destra moderna e’ a favore di israele che e’ uno stato da prendere come modello per chi la pensa in quella maniera.I nazi e derivati sono come i comunisti:preisoria

  • Die_fahne_hoch

    Scusa in che consiste la vittoria di hamas?

  • Die_fahne_hoch

    Non mi sembra che gli altri pezzi grossi del pd abbiano fatto sentire la loro voce in favore del popolo palestinese:un vero peccato,se rifondazione non si fosse estinta per mancanza di voti almeno qualche discorso pro hamas in parlamento lo avremmo sentito.

  • Die_fahne_hoch

    Anche i Maccabei sono di vero sangue ebreo

  • alexg

    Come chiunque puo’ leggere io ho ricordato la vittoria militare di Hezbollah sull'”Eroico” “Glorioso” Tsahal (massacratore di gente inerme).
    Ne prendono di mazzate i militari israeliani quando non si mettono contro i bambini. E’ sempre stato cosi’, che ci vuoi fare!
    Hanno sempre creduto di avere YHWH dalla loro parte e in effetti il dio della guerra e della tempesta, ovvero satana, e’ con loro e prima o poi se li inculera’ per bene.

    Quanto ad Hamas e’ OVVIO che pur non essendo una forza militare, grazie all'”Eroico” “Glorioso” Tsahal ha ottenuto una vittoria politica. I martiri vincono sempre!

    Ma c’e’ una cosa ancora piu’ bella. Se il piccolo, meschino, nichilista governo israeliano continua cosi’ otterra’ l’alleanza fra Hamas ed Hezbollah, cioe’ un miracolo, visto che sono sunniti i primi e sciiti i secondi.

  • diffidente

    Ehh si’.PREISORIA

  • consulfin

    come giustamente ha detto Arrigoni in un collegamento telefonico con Radio Onda Rossa, noi siamo sempre dalla parte sbagliata. una volta eravamo per la persecuzione degli ebrei e per l’appoggio al regime nazista, oggi siamo per l’appoggio ad Israele e per la persecuzione palestinese. Il lato buono della questione si potrebbe cercare nel fatto che potremmo essere usati come termometro di come vanno le cose e di come dovrebbero andare: basterebbe fare il contrario di ciò che fa la politica italiana.
    Ora siamo accaniti contro il Brasile, richiamiamo addirittura l’ambasciatore per la questione di Battisti perché certamente non possiamo sopportare l’onta della negazione dell’estradizione di un terrorista che non ha più ammazzato e molto probabilmente non intende farlo più. ma certamente, nella mente lucida dei nostri frattini, è questo ciò che conta: un terroristello che si può dare in pasto al pubblico, sempre pronto a linciare il capro espiatorio di turno (a proposito, ma come faceva quella gente a Guidonia a stare davanti alla caserma dei caramba ad aspettare che uscissero i fermati per linciarli? avevano preso le ferie, marinato la scuola, lasciate le discussioni sulla roma e sulla lazio per una volta?) ma certamente non bisogna disturbare i manovratori israeliani che fanno il bello e il cattivo tempo in medio oriente per assicurarsi una sicurezza “dal nilo all’eufrate”