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PERCHE’ VIENE “SUICIDATO” UN TENENTE DEI CARABINIERI ?

DI PAOLO FRANCESCHETTI
paolofranceschetti.blogspot.it

Il 28 ottobre del 2010 l’ANSA dirama la notizia del suicidio di un tenente dei carabinieri. Un suicidio strano, uno di quelli che, fin da piccolo, mi facevano montare una rabbia incontenibile, che mi facevano voglia di urlare la stupidità di chi legge i giornali, che mi facevano paura non tanto per l’evento in sé, quanto per l’indifferenza da cui era accolta la notizia anche nell’ambiente in cui la persona uccisa viveva.

Le stranezze di questo omicidio sono infatti molte.La prima è che Claudia Racciatti, questo il nome della donna tenente “suicidata” in caserma, era un po’ la testimonial dell’Arma dei Carabinieri: era comparsa nel calendario ufficiale stampato dall’Arma e in alcune pubblicità. Non si tratta quindi di una morte qualunque, ma di una morte che dovrebbe destare maggiore interesse, curiosità e sospetto.

La seconda stranezza è che la donna si sarebbe suicidata proprio in caserma. Uno strano posto per suicidarsi; in genere chi si uccide lo fa in luoghi isolati, lontano dalla folla, quando la disperazione giunge al culmine, non quando è in mezzo a colleghi, amici, e conoscenti. Vero è che di suicidi in caserma, tra polizia e carabinieri, ce ne sono una marea; ma è altrettanto vero che, appunto, in genere non si tratta di suicidi.

La terza stranezza è che la donna si sarebbe suicidata con due colleghi nella stanza che erano lì per interrogarla su alcuni ammanchi per i quali era stata a lei la responsabilità. In altre parole la donna avrebbe preso una pistola in presenza di questi due colleghi e si sarebbe sparata, senza che costoro abbiano fatto in tempo a fermarla. La cosa è certamente possibile (se la pistola aveva già il colpo in canna, la donna potrebbe aver approfittato di una momentanea distrazione dei colleghi e aver fatto in tempo a spararsi), ma abbastanza improbabile.

La quarta stranezza è il motivo del suicidio. Pare infatti – questa è la stronzata riferita dai giornali (chiedo scusa per il termine, ma utilizzare termini normali e politicamente corretti a fronte di queste assurdità è ridicolo, non ci sono altri modi per definire come l’informazione ufficiale tratta questi argomenti) – che la donna avesse rubato qualcosa ai colleghi e stesse per essere accusata di furto. La motivazione non sta in piedi per tanti motivi: perché chi è veramente un ladro non si suicida appena la cosa sta per essere resa nota ma casomai tenta di difendersi, di giustificarsi, ma certamente non si toglie la vita. Chiunque sappia poi come vanno davvero le cose all’interno della polizia e dei carabinieri sa che in linea di massima vengono puniti solo quelli che fanno il loro dovere, che per minime manchevolezze vengono trasferiti, cambiati di mansione, subiscono procedimenti o altro; ma chi ruba, chi commette atti gravi, in genere rimane impunito (l’esempio più eclatante in tal senso è quello della banda della Uno bianca, che terrorizzò l’Emilia Romagna per anni; era evidente a chiunque fosse un esperto di armi e strategie militari che si trattava di azioni commesse da personale addestrato militarmente, ma i componenti della banda furono coperti per anni ad alti livelli; il poliziotto che indagò su di loro e incastrò i fratelli Savi invece venne trasferito per punizione. Altro esempio eclatante è il caso del generale dei carabinieri Ganzer, processato per traffico di droga mentre continuava a rimanere al suo posto; o il caso del generale dell’esercito Marchetti, che uccise la figlia Sonia ma nessuno mosse un dito per prendere il benchè minimo provvedimento nonostante le documentate denunce della moglie Milica Cupic; in compenso in questi anni ho conosciuto poliziotti e carabinieri trasferiti o puniti per aver omesso una firma su un verbale o per una banale dimenticanza in un incombenza d’ufficio).

Ad ogni modo è assurdo che quando qualcuno si suicida i giornali tirino spesso fuori questa ridicola teoria del furto; anche nel caso del suicidio di un altro carabiniere (il comandante di stazione Angelo Simone, suicidatosi dopo aver ucciso il commilitone Angelo Nella) i giornali hanno ipotizzato che l’omicidio-suicidio fosse avvenuto perché il comandante era preoccupato a causa di un accusa di furto di carburante (sic!). Altra tragedia in caserma, altro suicidio. Altro disinteresse. Altro silenzio. 

La cosa curiosa è che Claudia Racciatti compariva in una foto del calendario proprio nel mese di ottobre.

Un’altra stranezza sta poi non tanto nel suicidio in sé, quanto nell’atteggiamento dei media. Quotidiani e TG sempre pronti ad interessarsi della nuova camicia indossata da Michele Misseri per dire l’ultima idiozia a cui non crede nessuno, nemmeno lui stesso, e per indagare sul numero di amanti di Salvatore Parolisi, o sul nome dei siti porno che era solito guardare, si disinteressano a questa vicenda come se non interessasse nessuno; nessuna domanda ai due colleghi che erano nella stanza di Claudia Racciatti; nessuna domanda sui motivi reali del suicidio, nessuna notizia, niente di niente. Solo qualche trafiletto delirante sull’Ansa, come quello in cui si dice “il tragico episodio comunque non è avvenuto davanti ad un battaglione” e qualche articolo di giornale.

Mi sono sempre domandato il motivo di questa morte. Perché si può uccidere una persona in una caserma? Quale può essere il motivo?

Che fosse un omicidio rituale lo capivo dalle iniziali del nome, con l’acronimo CR che rappresenta una delle firme dei Rosacroce, dalla data e da altri particolari. Ma la mia domanda era il perché. Un omicidio rituale indica un rito; ma un rito deve finalizzato a qualcosa e allora la domanda è: a cosa serve questo rito? Mi sono portato appresso questa domanda per diversi anni finché in un libro di Dion Fortune ho trovato la risposta. Prima di fornirla ai lettori voglio però spiegare chi sia Dion Fortune per chi non la conosce.

Dion Fortune è una delle esoteriste più famose al mondo. Insieme a Aleister Crowley, Israel Regardie e Arthur Edgar Waite, è l’esoterista che ha maggiormente contribuito alla diffusione dell’esoterismo anche tra coloro che non sono “iniziati” ad una confraternita segreta. Chiunque decidesse di studiare da solo l’esoterismo (come il sottoscritto ad esempio) finisce per perdersi in un caos di volumi incomprensibili e apparentemente senza alcuna logica. Lei invece fornisce in alcuni volumi (in particolare “Magia applicata”, “La dottrina cosmica” e “La battagli magica d’Inghilterra”) le basi dell’esoterismo comprensibili anche a non iniziati. Inoltre, la studiosa ha fatto anche un’altra cosa molto importante: nei suoi romanzi ha inserito molti dei concetti che non si possono trasmettere oralmente o per iscritto. In altre parole, per evitare l’accusa di tradimento, con le conseguenze che essa porta, ha inserito nei suoi romanzi a contenuto esoterico molti segreti altrimenti intrasmissibili, e ha fornito importanti indicazioni sul modus operandi delle società segrete.
Ho potuto così trovare una conferma a molte tesi che finora avevo solo intuito o che mi erano state fornite oralmente (ad esempio quella relativa alla legge del contrappasso, che in un suo romanzo è spiegato in modo chiaro).

In particolare la Fortune fornisce una chiave di lettura per alcuni omicidi inspiegabili, come questo di Claudia Racciatti.

Ora, occorre considerare che la Fortune non era solo un’iniziata e una maga, fondatrice di una sua confraternita tuttora operante, ma era transitata per la Golden Dawn, per l’Ordine della Rosa Rossa, e per diverse altre società segrete. E’ quindi una persona che quel mondo lo conosceva bene.

Secondo l’autrice, per ogni evento importante che accade nella storia, occorre un sacrificio umano, di una o più persone.

Per la costruzione di un tempio, devono essere sacrificate una o più vite umane. Per la costruzione di una città, di un palazzo, per far nascere una nuova associazione, organizzazione, per promuovere un evento, occorre un sacrificio.

La vittima deve avere delle caratteristiche che richiamano – nel nome, nella professione, o nella sua vita personale, o nell’aspetto – le particolarità dell’evento che si vuole propiziare.

Per capire il motivo per cui è stata uccisa la donna tenente, quindi, bisogna vedere cosa succede in quel periodo nell’Arma dei Carabinieri.

Nel 2010 l’Arma dei Carabinieri è in una fase delicata perché è da poco nata Eurogendfor, la nuova super polizia europea, che porterà allo smantellamento dell’Arma, destinata ad essere soppressa per confluire nella nuova struttura.

Il trattato di Velsen, con cui nasce Eurogendfor, è dell’ottobre 2007 e viene ratificato in Italia a maggio del 2010. E’ proprio dal 2010, quindi, che la nascita della nuova superpolizia – la cui base è a Vicenza – viene ufficializzata e diventa sempre più operativa.

L’uccisione del tenente Claudia Racciatti costituisce quindi un sacrificio per propiziare la nascita della nuova struttura e ritualizzare la fine dell’Arma dei Carabinieri.
Nessuno meglio di lei era idonea a rappresentare l’arma dei carabinieri, dato che col suo bel volto aveva fatto da testimonial all’arma.

Siccome spesso i sacrifici richiesti per un’operazione su larga scala non sono unici, ritengo rientrino nello stesso schema altri suicidi strani. Ad esempio il suicidio di un carabiniere di 43 anni che si uccide a Viterbo, il 14 maggio 2010, nel quartiere Santa Barbara. Non solo Santa Barbara è la protettrice dei militari, ma guarda caso il 14 maggio è anche la data in cui viene promulgata la legge che ratifica il trattato di Velsen.

Anche questo quindi deve essere un rito, per accompagnare la legge con cui è promulgata la legge che sancisce in via definitiva la fine dell’arma dei carabinieri.

In fondo, la fine dell’arma dei Carabinieri, e la nascita di un nuova struttura, sono eventi storici, di quelli che lasciano il segno nella storia di una nazione come la nostra, e i sacrifici devono essere tanti. Il sangue versato deve essere molto. Chissà quindi quante sono le morti da collegare alla nascita di Eurogendfor e alla soppressione dei Carabinieri.
E chissà, forse collegata a questa pista è la strage di Porto Viro, in provincia di Rovigo, avvenuta sempre nel mese di ottobre, ma di quest’anno. Ancora una volta una strage, in una caserma dei carabinieri, in cui muoiono tre persone: due carabinieri e la moglie del comandante della stazione. Manco a dirlo, l’assassino dopo la strage si è suicidato: il modo migliore per archiviare tutto e non fare alcuna indagine, per mettere tutto a tacere, e continuare ad occuparsi di Michele Misseri, del falso duello Bersani-Renzi, e per far finta che la realtà sia quella che raccontano i giornali, mentre noi, che vediamo delitti rituali ovunque, siamo un filino paranoici. In fondo, che ci sarà mai di strano in tutti questi carabinieri che si suicidano?

A coloro che, leggendo questo articolo, penseranno che mi sia bevuto il cervello e che l’idea di uccidere una persona a fini sacrificali sia una follia, rispondo che è vero, è una follia. Un delirio. Ma occorre soffermarsi a riflettere che le persone che decidono la morte di un carabiniere a fini sacrificali, sono le stesse che decidono di muovere una guerra all’Iraq e fare un milione e mezzo di morti raccontandoci la favoletta prima della armi chimiche, e poi del petrolio di Saddam, oppure dell’attacco alla Libia per difendere le popolazioni civili dalla cattiveria di Gheddafi, e la maggior parte della gente si beve queste idiozie e si abitua a tutti questi morti; e per questi esseri, la morte di qualche carabiniere, raccontandoci poi la storiella del suicidio avvenuto per il timore di un’azione disciplinare, non conta nulla. Loro sanno perfettamente che chi crede alla storia dei dittatori cattivi Gheddafi e Saddam crederanno pure alla storia del gesto di follia, e non potranno mai credere agli omicidi rituali, nè tantomeno potranno mai capirne la ragione.

La follia di certi esseri determina la morte di milioni di persone in guerra, o di singole persone come i carabinieri che si suicidano senza apparente motivo; la follia e l’idiozia della maggior parte delle persone, che pensano di sapere tutto e aver capito tutto del mondo in cui viviamo, unito all’ignoranza dei magistrati e degli organi di PG deputati alle indagini, assicura che questi fenomeni rimangano impuniti per sempre.

Paolo Franceschetti
Fonte: http://paolofranceschetti.blogspot.it
Link: http://paolofranceschetti.blogspot.it/2012/12/perche-viene-suicidato-un-tenente-dei.html
25.12.2012

Pubblicato da Davide

  • RicardoDenner

    Introdurre l’omicidio rituale come spiegazione delle morti sospette..equivale a toccare il fondo delle teorie cospiratorie..tra l’altro ben rappresentate da molteplici film o telefilm di argomento poliziesco…espressione di quella confusione mentale che ormai esce dalla fantasia per spendersi nella realtà..

    A questo punto ci manca la caccia agli ordini esoterici satanici..come lotta politico ..militare ..giudiziaria ..e la Terza Guerra Mondiale verrà vista come un atto di consapevole lungimiranza per azzerare tutto questo porcaio..

  • vimana2

    Era un pò di tempo che nn vedevo commenti ridicolizzanti il ” complottismo “, va beh la gente continui pure con il suo negazionismo di fronte all’evidenza dei fatti, magari criticando un articolo e senza aver letto niente delle ricerche di Paolo Franceschetti.

  • vraie

    l’ “utente” (non-udente) che ha fatto questo intervento è uno dei personaggi di cui parla Franceschetti, …. un personaggio “campaniliano”

  • tersite

    Ottimo articolo.

  • paulo

    Ottimo post. Vero che la cosa più difficile è accettare l’idea che il potere e i suoi camerieri siano, in realtà, persone molto malate. Le forme di psicopatie più grave sono quelle che favoriscono proprio la scalata verso il potere. I psicopatici sono tenaci e fanno qualsiasi cosa per prendere il controllo di tutto. Sembra che sia con il controllo e il potere che trovino qualche sollievo per la malattia. Chi dubita di questo, faccia una ricerca sull’argomento psicopatologia e potere.

    Una caratteristica di molte grave psicopatie è vedere tutto il mondo in forma simbolica (distacco emotivo, schizofrenia) e sentire la necessità di creare rituali (anche essi simbolici) come sacrifici per placare eventi contrari o assicurarsi il controllo.

    Come ho detto sopra, per una persona così detta normale e non informata di questi casi è molto duro accettare che politici, militari, banchieri e altri elementi del potere siano, nonostante le apparenze, persone profondamente malate. La realtà infatti è questa e finché studiare la mente ci farà paura saremmo sempre vittime inconsapevoli del loro comportamento. Bisogna anche notare che spesso questi malati lasciano indizi che, se correttamente interpretati, potrebbero smascherare in anticipo l’autore.

  • paulo

    Hai ragione, forse è stata la zuppa che servono nelle caserme a portarli alla disperazione. Qualcuno sa cosa servivano per cena in quei giorni di suicidi ?

  • radisol

    Che la dinamica raccontata dai media, ed il successivo tombale silenzio come spesso capita per vicende riguardanti “l’Arma”, lasci profondamente perplessi non vi è dubbio alcuno … da questo all'”omicidio rituale” e ai Rosacroce francamente però ce ne corre assai …

  • kenoby

    riporto prima parte dell’articolo:”Ma occorre soffermarsi a riflettere che le persone che decidono la morte di un carabiniere a fini sacrificali, sono le stesse che decidono di muovere una guerra all’Iraq e fare un milione e mezzo di morti raccontandoci la favoletta prima della armi chimiche ecc…” appunto: lì vi erano interessi veri e propri, qui no. Scusate, ma per quanto creda nell esoterismo, nelle società segrete, nella cospirazione del NWO ed anche negli eventi rituali che pongono in essere sti mascalzoni (vedi il 9/11) non riesco a bermi nulla di quanto sopra. Semplicemente qualcosa sta cambiando e sempre piu gente va giu di testa, compresi i carabinieri.

  • Mondart

    Occhio però a non semplificare troppo, o si scade inevitabilmente nel trash da fiction in pieno stile Rai 4 ( e se comunque hanno dedicato un intero canale nazionale al trash più o meno sanguinolento e satanico, ci sarà pure il suo bel perchè ).

    Esiste certo sia la tendenza spontanea di una società ( volutamente resa piramidalmente disfunzionale e distopica ) a strutturarsi secondo una modalità sadomasochista, e a premiare appunto tale caratterialità in quanto comunque vantaggiosa ad un potere che intende agire senza dichiararsi apertamente.

    Di più: esiste certamente la precisa volontà di “ottundere” in tal senso la percezione comune fino a farla ritenere “normale e/o accettabile” … e questi sono fatti innegabili. Poi c’è molta propaganda, molto fumo e zolfo che ha appunto uno scopo puramente di copertura.

    Di vero c’è parallelamente il fatto che gli “autisti” ( chiamiamoli così: è ovvio e penso non attaccabile il fatto che veniamo eterodiretti ) sono invero LUCIDISSIMI sulla direzione, SPREGIUDICATI nei metodi, ma forse non proprio così “sulfurei” nel fine come tanto web tende a tratteggiarli … anzi, qui la propaganda fa gioco.

    Diciamo altresì che hanno tutto l’ interesse a “condurre in modo occulto” l’ intera macchina sociale … ma se tu fossi un “rivoluzionario” che vuole cambiare lo status quo, non faresti altrettanto ?? … Diciamo quindi che c’è una “rivoluzione” ( e accontentiamoci di definirla così ) in corso, che viene organizzata e giocata perlopiù a livello sociale sommerso, mentre a livello esplicito ne vediamo le incongruenze in quanto il “gioco dichiarato” non è affatto quello “realmente giocato” … Il che è perfettamente logico a prescindere dalla “bontà o malvagità” del fine perseguito. E come ogni rivoluzione dovrà accettare di sporcarsi le mani: mentire per non mandare tutto in vacca, ed unire una spregiudicatezza di modi ad una estrema intelligenza di guida: come in ogni rivoluzione, ci sarà una manovalanza bruta e mercenaria e dei generali lucidi, intelligenti, chiari e onesti ( almeno tra loro, sennò si va a pesca ).

    Non entro nello specifico del post nè della materia che lascio ben volentieri a Franceschetti … io ho una preparazione di tipo pubblicitario ( che comporta un’ infarinatura poi aprofondita in proprio di iconografia, semantica, psicologia, sociologia … ) e di quella mi avvalgo: quindi NON MI IMPORTA VEDERE L’ OGGETTO CHE STUDIO, perchè un pubblicitario non lo vede mai, e si basa sempre su congetture, modelli, “proiezioni” ben più impalpabili e sottili, per quanto concretamente agenti, quali l’ immaginario singolo e collettivo, la lettura semantica di un film, uno spot, un articolo, un “medium” insomma … insomma deve muoversi nel mondo dell’ inconscio e del pre-conscio, per dirla con parole “importanti” che non mi piacciono poi tanto.

    Penso sia come per un fisico studiare l’ atomo: non può vederlo, non sa di cosa sia fatto, ma può solo studiarne il comportamento e su quello costruirsi un “modello di riferimento”.

    Ebbene: intrecciando un po’ tutti i dati ( sia quelli che vengono dall’ osservazione del reale che quelli più tipicamente “semantici”, appunto ) non solo mi sono fatto l’ idea di un “sistema” unico e ciclico ( dove quindi “male” e “bene” vanno in successione di fase verso lo stesso obiettivo -quindi sono “complementari” più che “opposti” ), ma si arriva talmente ad ammirare “la mente organizzativa” da ritenere assurdo che tanto lavoro e raffinatezza sia volta semplicemente ad un “dominio e controllo” che potrebbe essere conseguito in modo molto più grezzo e diretto, e senza tanto tergiversare … La preparazione, la concertazione, la tempistica, la modalità di “costruzione dell’ immaginario sociale”, insomma gli aspetti più “alti” di tutto il lavoro architettonico sono tali da far escludere del tutto un’ ipotesi che sarebbe ottenibile tramite un semplice attacco “brute force”.

    E se comunque si potrà “scioglere la prognosi” della reale direzione perseguita solo a fatti conclamati, ritengo una grossolana e non veritiera sciocchezza tratteggiare il tutto con le tinte folkloristiche di Satanassi e Dittature distopiche … non è così, troppo semplicistico … anche se di vero c’è che tendono a non mostrarti il volto “malvagio” dell’ intero procedere che c’è, eccome se c’è … che è poi il volto stesso della quotidianità, senza andarlo a cercare chissà dove.

    Ed è proprio osservando il loro lavoro più “alto”, ossia la costruzione di quell’ immaginario sociale che poi andremo inconsapevolmente a realizzare, che si vede tutta la laboriosità, la complessità, la grande intelligenza con cui il tutto viene tessuto.

    A fin di bene o di male ?? Quien sabe, a ognuno farsi un’ idea, e ai posteri giudicare.

  • albsorio

    Avevo gia letto l’articolo, non sono un investigatore e mi risulta difficile da credere a questo movente —- ” Il trattato di Velsen, con cui nasce Eurogendfor, è dell’ottobre 2007 e viene ratificato in Italia a maggio del 2010. E’ proprio dal 2010, quindi, che la nascita della nuova superpolizia – la cui base è a Vicenza – viene ufficializzata e diventa sempre più operativa.

    L’uccisione del tenente Claudia Racciatti costituisce quindi un sacrificio per propiziare la nascita della nuova struttura e ritualizzare la fine dell’Arma dei Carabinieri. Nessuno meglio di lei era idonea a rappresentare l’arma dei carabinieri, dato che col suo bel volto aveva fatto da testimonial all’arma.” —- che il satanismo e altre abberrazioni siano presenti in ogni dove risulta facile da credere. Sarebbe interessante capire chi erano i due presenti e sopravvissuti. La programmazione degli individui può forse spingerli al suicidio. Bho.

  • s_riccardo

    Può essere. Avete mai sentito una intervista rilasciata da un ufficiale dei carabinieri? Il nulla condito con il niente. Può essere tutto vero. Ma quello che parla è il silenzio dei media ufficali, anche il silenzio dei giornali di sinistra che una volta sostituivano internet e dicevano la verità su molti avvenimenti.
    Diffidare delle divise. Non dicono mai, mai la verità. Bugiardi come ragazzi che rubano la marmellata.

  • RicardoDenner

    Invece le streghe e gli stregoni sono un movente più plausibile…
    Ma nessuno invece pensa che questa disgraziata nei carabinieri abbia visto la sua vita distrutta..tra machismo e molestie insopportabili alla fine..?

  • RicardoDenner

    Secondo me tutte le porcate che trasmettono in tv in prima serata..e anche in seconda..e sempre..stanno preparando una massa di incoscienti pronti a bersi qualsiasi cosa..dalle messe nere alla salvezza della cura Monti..

    Cioè..la democrazia nella scelta delle balle più interessanti..secondo i gusti..

  • Mattanza

    Mah,a me Franceschetti mi sembra una persona seria,pero’anche Icke lo sembra…Io ho difficolta’ a credere in ste storie esoteriche,e poi,scusate,ste vittime sacrificali non partecipano al sacrificio rituale.
    Cioe’ sto rituale propiziatorio che si fa in altro luogo e tempo rispetto al olocausto della vittima?Non se mai visto un sacrificio rituale cosi’….

  • Stopgun

    Franceschetti dovrebbe studiare, su google o chiedendo lumi a Pannella, la vicenda del Gen. Mino, Comandante in capo dell’Arma.

    Finchè si interessa di Tenenti o gradi simili, può dire qualsiasi cosa gli passa per la testa.

  • Jor-el

    L’unica cosa che mi sento di dire è che nella nostra società,che ha trasformato la bellezza femminile in valore monetizzabile, la morte di una donna giovane e molto bella è sempre sospetta.

  • gattocottero

    Per capire meglio i contorni di questo fenomeno, consiglio la visione di questo video di Corrado Malanga:

    http://www.youtube.com/watch?v=CgXSRss7pnc

    e la lettura di questo articolo sul caso Paolo Ferraro:

    http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=18420

  • lucamartinelli

    Spiegati meglio, non capisco. Il gen. Mino fu assassinato con un finto incidente di volo o ricordo male?

  • lucamartinelli

    Troppo semplicistica la tua tesi.

  • Don-Kisciotte

    Prove a sostegno? Solo le iniziali “C” e “R” piu qualche data con il suo significato esoterico? E quali numeri non hanno un significato esoterico poi? Nient’altro? Caspita che genio il Franceschetto. Solo illazioni e pippe mentali.

    E a tutti gli altri che dicono che queste sono cose difficili da credere per i comuni mortali (sarebbe questa quindi la ragione per cui dovremmo cominciare?), ricordo che è nella stessa maniera che al popolino italiano hanno fatto credere che lo spred ci avrebbe sotterrati tutti o che Saddam aveva le armi di distruzione di massa, per poter fare quello che volevano. Anche quelli che credono agli alieni rettiliani dicono che sono cose a cui le persone comuni non possono arrivare…

  • BaronCorvo

    “L’unica cosa che mi sento di dire è che nella nostra società,che ha trasformato la bellezza femminile in valore monetizzabile”

    Ma dai Jor El, la bellezza delle donne è sempre stata una merce di scambio, non diciamo banalità.

    Informiamoci su come venivano organizzati i matrimoni fra le famiglie importanti, sulla prostituzione nelle varie epoche etc etc
    Il problema è che per capire il mondo contemporaneo bisogna assumere dei punti di vista nuovi e nessuno lo fa.
    Un po’ scocciante perché capisci che praticamente non c’è più nulla da fare e anche un po’ deludente perché ogni tanto ti senbra di vedere qualcuno che pensa in maniera non banale e poi ti accorgi che hai preso una cantonata.

    Vabbè…

  • Stopgun

    Non solo lui, ma anche tutti i compagni di viaggio, tra i quali un amico di famiglia, comandante la legione di Catanzaro.

    Il rapporto parla di nebbia improvvisa a Luglio(!), il sindaco del paese racconta di parti umane raccolte sugli alberi, Pannella racconta che Mino aveva paura, voci paesane raccontano che Mino non volesse prendere l’elicottero ma si convinse a salire a bordo solo dopo aver visto salire a bordo anche altri ufficiali CC.

    L’altro elicottero che volava in coppia non ebbe alcun problema.

    La conclusione mi pare scontata.

  • Andrea85

    Sono d’accordo, se si da un’occhiata al forum di Franceschetti si evince che per loro non muore di morte naturale o incidente (non indotto) praticamente nessuno da non meno di settant’anni, personalità o comune mortale che sia. A voler pensar male si potrebbe supporre che si tratta di una tattica voluta così da screditare ogni ipotesi alternativa sulle morti REALMENTE sospette della storia italiana e non.

  • paulo
  • Jor-el

    Hai ragione. A volte mi scappa la frase fatta. Avrei dovuto scrivere così: “Dal momento che la bellezza femminile è un valore monetizzabile, l’omicidio di una donna giovane e bella ha sempre qualcosa di oscuro e inquietante, avendo in se la valenza del sacrificio. Il sacrificio propiziatorio, in genere, riguarda una ricchezza. Nel caso di un sacrificio umano…”