Home / ComeDonChisciotte / PERCHE' TORNEREMO ITALIA E SENZA PERDONO

PERCHE' TORNEREMO ITALIA E SENZA PERDONO

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

Non esiste perdono per chi viola il tempio della fiducia degli innocenti. Un uomo chiamato Gesù ce lo ha insegnato per l’eternità. I ladri e i truffatori violarono il suo ‘tempio’, ed egli li cacciò con spietata violenza. Nessun perdono dal Dio dell’amore.

Io ero un bambino alle scuole Carducci di Bologna quando le figurine del sussidiario mi parlavano del futuro di pace e di prosperità della CECA, la Comunità dell’Acciaio e del Carbone, incubatrice dei Trattati CEE, la Comunità Economica Europea. Era il 1966, io guardavo i ritratti di questi uomini della politica importante che mi apparivano dei papà supremi e giusti, genitori sapienti dei un avvenire sapiente.Quel bimbetto non immaginava, e non lo sapevate neppure voi, che già in calce a quei Trattati stavano i nomi di due biechi lobbysti degli interessi Neomercantili franco-tedeschi, Jean Monnet e Robert Schuman. Un diplomatico e banchiere ultra cattolico il primo, e un fanatico cattolico amico di Salazar e di Mussolini il secondo, entrambi odiavano la democrazia e predicavano il diritto assoluto delle elite di governare le “masse ignoranti”, passando per la distruzione delle sovranità degli Stati. Già allora l’inganno era totale, scientemente costruito, foraggiato dalle ideologie pre e post nazi-fasciste con le mefitiche iniezioni dell’integralismo vaticano e di Julius Evola, dei deliri sociopatici della scuola austriaca di Friedrich Hayek, del pensiero sadico dei mostruosi Leon Walras e Jaques Rueff. Un verminaio al curaro che è rimasto celato a tutti noi per altri cinquant’anni, fino all’apparizione di quella bandiera blu a stelle gialle in cerchio, così moderna, ohh!, così futuro, così giusta! Vero?

Divenivamo Euro-Europa, voleva dire più autorevoli, più efficienti, più sicuri, più cristalli e architetture spaziali nei nostri centri dell’economia, anche noi, l’Italietta, finalmente! Non più Fantozzi, ora anche noi City, ora the Web, ora le leggi politically correct, e saremmo stati più emancipati, più avanzati, più democratici, più belli da vedere persino.

Era una truffa, una rivoltante truffa che oggi espiamo nell’incubo senza fine dell’Eurozona degli spread, con la devastazione del presente e del futuro del 90% dei nostri figli, generazione kosovara fra meno di un decennio, per il beneficio di Francia e soprattutto della Germania. La espiamo, noi, gli innocenti, gli ingannati, violati nel tempio della fiducia che abbiamo dato ai padri di questo scempio fin dai tempi del mio sussidiario, e di quella data oggi ai Prodi ai Ciampi ai Monti, tutti consapevoli di poterci prendere per volgo ignorante cui tutto si poteva fare. E avevano ragione, perché oggi non reagiamo. Siamo i Maiali-PIIGS d’Europa, quando pochi attimi fa eravamo fra i primi del mondo; da due anni in Italia si bruciano aziende come mosche in un forno; falliscono anche le speranze, cresce così l’ansia, la cattiveria e l’egoismo che attanagliano i popoli quando si sentono minacciati nei gangli vitali, e noi lo siamo. Non solo ci hanno schiavizzati, ma ci costringono a divenire schiavi meschini e senza dignità.

Chi ha seguito il mio lavoro sa bene come sia articolata quella ignobile truffa, fra Trattato di Lisbona, Fiscal Compact, MES, e Sistema Euro. Cioè le decine di migliaia di pagine che, ci fu detto, avrebbero narrato la nostra prosperità democratica, mentre furono rese illeggibili proprio perché nessun cittadino potesse scorgervi l’abominio elitario di ciò che sancivano in realtà: riduzione drastica delle prerogative dei parlamenti sovrani; nessun capitolo sociale degno di questo nome; delega in bianco delle supreme decisioni in quasi ogni aspetto del vivere civile a organi non eletti di tecnocrati venduti alle lobby finanziarie e industriali; asservimento delle Costituzioni stesse a una legge europea “superiore” ma da nessuno di noi votata; rinuncia della prerogativa vitale di qualsiasi Stato, cioè quella monetaria; e poi spoliazione spudorata dei beni pubblici a favore di minuscole elite di speculatori e ‘rentiers’ Neomercantili. Infine i PIIGS, i Maiali d’Europa, “schiavi meschini e senza dignità”, un bailamme angosciante di imprenditori che si danno fuoco, di lavori a chiamata/singhiozzo/progetto dove il 78% è costretto ad accettarli sapendo che così non avranno mai una casa o una famiglia, di pensioni che al 50% non superano più la soglia di povertà della Caritas, di tasse da incubo, e di redditi al 23simo posto nell’OCSE, dietro Spagna e Irlanda. Noi, l’Italia di Enrico Mattei e di Sandro Pertini.

Questa Europa è una bestemmia del diritto, un aborto della Storia, ci ha traditi e violati. Con questa Europa, coi volti lugubri di criminali sociopatici come Jean Claude Juncker, Mario Draghi, Otmar Issing, Herman Rompuy, Angela Merkel, Francois Hollande, Mario Monti ed Elsa Fornero, Jens Weidmann, Jaques Attali, José Barroso, noi non solo non potremmo mai venire a patti, ma non dobbiamo. Hanno stuprato il nostro ‘tempio’, e non c’è perdono. Da questa Europa si esce e basta. Si straccia l’Euro, e si stracciano tutte le pagine dei Trattati frode di cui sopra. Si torna Italia, sovrani, degni, con una propria moneta Fiat e un’autorevole politica economica al servizio del 99%, cioè la Modern Money Theory. E si riscrive la storia di un continente che ha al suo centro un male incurabile che si chiama Sistema Potere di Francia e Germania. In questo tenderemo la mano ai tedeschi e ai francesi degni, e sono sempre più, che gridano in patria le medesime parole che avete appena letto qui, anzi, molto più sdegnate delle mie.

Ecco perché vi chiamiamo a Rimini e a Cagliari il 20-21 e 27-28 Ottobre prossimi, con i grandi economisti Modern Money Theory, James Galbraith, Stephanie Kelton, Warren Mosler, Marshall Auerback e Alain Parguez. Ecco il perché del TORNEREMO ITALIA. Per avere un Manifesto Economico e Sociale ferrato e inattaccabile con cui chiudere la porta in faccia al tradimento infame, e con cui reclamare la vera democrazia, noi, le persone che di essa siamo il cuore.

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=425
26.08.2012

Pubblicato da Davide

  • mincuo

    Non possiamo. Non dobbiamo. Non vogliamo.

    Bisognerebbe riesumare questo del 1809.

  • RicBo

    Stimo Barnard, ma sinceramente questa storia di assumere una teoria economica come panacea dei mali del mondo ha stufato.
    L’ho seguito finchè individuava le cause del disastro attuale, quando faceva nomi e cognomi. Ora non ci riesco più, e non capisco come si possa arrivare a fare di una teoria economica il proprio credo, quando l’economia non è neppure una scienza, ha basi di argilla, ha sbagliato tutte le previsioni e non ha mai risolto nessun problema alle classi lavoratrici mondiali.
    Non voglio togliere nessuna qualità umana alle persone a cui si è rivolto Barnard, sono sicuramente dal punto di vista etico anni luce rispetto agli pseudo intellettuali ed economisti “nostrali”, con una concezione del lavoro in cooperazione e della solidarietà sconosciuta in Europa (fatto salvo forse in Islanda e in Spagna) però non posso fare a meno di notare che si muovono nello stesso paradigma in cui l’umanità si muove da circa 200 anni a questa parte.
    A mio parere, che ho già espresso nel forum, proporre teorie e politiche economiche senza prima proporre un cambio del modello economico esistente (centrato sul profitto la crescita e lo sfruttamento di 2/3 dell’umanità e dell’ambiente), facendo muovere queste teorie all’interno di esso, lo chiamo riformismo, cioè finta alternativa per ricondurci ad un finto benessere mitizzato.
    Lo slogan di Barnard “Torneremo Italia” è esplicativo in questo senso: di quale Italia parla? Quella di un boom industriale figlio di una disponibilità enorme di fonti energetiche e materie prime a basso costo, legato al carro USA, che sta tramontando? Non tornerà mai.
    Quella della DC e del craxismo in cui la classe dirigente e la mafia si dividevano la torta lasciando le briciole ed il popolo era comunque contento perchè le briciole erano tante? La torta si è rimpicciolita e non tornerà mai grande come prima.
    MMT in particolare presuppone di dare un potere enorme allo Stato.
    Ma di quale Stato si parla? Siamo sicuri che la politica economica deve precedere la definizione di Stato in senso davvero democratico?

    Invece di proporre una rifondazione dell’Euro e dell’Europa (cosa perfettamente possibile in un’ottica internazionalista) scacciandone le elite finanziarie che la controllano, i cosiddetti economisti eterodossi propongono per lo più un ritorno agli stati-nazione con moneta sovrana, curiosamente sono le stesse proposte delle destre nazionaliste, e da noi Berlusconi, Lega Nord, Scilipoti, Marra & Tommasi.. cioè la via migliore per la rivincita delle borghesie ora perdenti di fronte a quelle rappresentate dalla classe dirigente europea attuale e le banche d’affari.
    Chi conosce la Storia e sa leggerla, vede grandi similitudini con la situazione europea di 80 anni fa. Sappiamo com’è finita.

  • Primadellesabbie

    Probabilmente c’é un limite quantitativo, nel campo dei consumi, che divide l’uomo con un poca di dignità cui spetta di essere guidato dalla politica, dal consumatore senza dignità che si offre, sradicato e impotente, ai capricci interessati ed ottusi della “logica” economica ed ai relativi burattinai.

    Sottoscrivere, nel suo complesso, il garbato intervento di RicBo (14:29:49) mi consente di evitare toni troppo polemici.

    Non nego la drammaticità della situazione ma porla in termini nazionalistici che senso ha? E poi finiremmo dalla padella nella brace.

    Credo che pochissimi ricorderanno gli insistenti appelli del Generale De Gaulle (si proprio lui) all’unitá dei Popoli Latini. Sarebbe stata un’occasione unica, date le affinità culturali, ed avrebbe radicalmente cambiato la storia. Si recó persino a Montreal a fare un memorabile discorso per scuotere gli animi. Purtroppo noi avevamo i politici che sapete in Spagna c’era Franco, e i veri vincitori della guerra avevano altri progetti…

  • Cornelia

    Condivido quel che dice Barnard, ma sottoscrivo RicBo.
    Non basta che gli economisti ci spieghino in quale casino criminale ci siamo ficcati, bisogna pure che ci dicano come uscirne… e con soluzioni adatte al 2012, non al 1950.
    La popolazione scoppia, le risorse si stanno esaurendo, rifiuti e inquinamento ci massacrano, la produzione alimentare scende. Bisogna che questi signori ficchino nelle loro teorie anche queste variabili, invece di far finta che non esistano.
    Altrimenti, ci spiace, ma hanno solo mezza credibilità.

  • Georgejefferson

    he he…pi Europa..vero ricbo?

    Mundell e la moneta globale

    «Sbaglia chi scommette contro l’euro»

    CHICAGO – «Chi scommette contro l’euro lo fa a suo rischio e pericolo». L’avvertimento è chiaro. Potrebbe sembrare di parte: arriva da Robert Mundell, premio Nobel per l’economia e padre teorico della moneta unica. Ma Mundell ha argomentazioni che vanno al di là della visione ristretta in cui ci muoviamo oggi, dell’isteria dei mercati, della speculazione e dalla pochezza di leadership dei politici. La sua credibilità è dunque indiscussa.
    E porta il sollievo, di cui abbiamo tutti bisogno, di una visione più distesa e su orizzonti più lontani. Con Mundell, a Chicago per la conferenza annuale degli economisti americani, si guarda al futuro, si guarda alle sfide della globalizzazione, si guarda alle ragioni politiche, alla necessità di riportare un ordine monetario che garantisca stabilità per il mondo degli affari, dell’economia reale, che deve commerciare, crescere, dare occupazione produrre valore aggiunto.
    «La mia visione è semplice – dice Mundell – abbiamo bisogno di una valuta globale, o di quanto più vicino ci possa essere a una valuta globale. L’euro è un pilastro di questo nuovo ordine monetario insieme al dollaro e allo yuan. Oggi l’economia globale poggia ancora su un ordine monetario che fa punto di riferimento sul dollaro. Ma è chiaro che è un sistema che riflette il passato, oggi siamo in un equilibrio economico molto diverso con un peso specifico dell’America sull’economia globale già molto ridimensionato». Mundell dunque vede delle ragioni strutturali e politiche che vanno al di là dell’Europa per la sopravvivenza dell’euro. Ma lo stesso vale per l’Europa: «La scelta di creare l’euro fu una scelta politica. Non fu l’evoluzione naturale di un fenomeno economico. E le ragioni politiche e storiche prevalgono. L’Europa ha costruito il suo futuro sull’euro. Ci sono litigi e differenze per come ci si posizionerà guardando in avanti. Ma mi colpisce la miopia dei mercati, o di coloro che parlano di caduta dell’euro: qui non stiamo parlando di numeri o di statistiche, stiamo parlando di una visione politica. Chi scommette contro l’euro lo fa a suo rischio e pericolo».
    Ma Mundell, che dibatte con colleghi come Ronald McKinnon, Barry Eichengreen e Dominck Salvatore, non si ferma agli aspetti teorici. Il percorso è chiaro. Si uscirà da questa crisi di fiducia e a quel punto si sarà pronti per rimettere tutto in discussione, con un obiettivo: «Ci vogliono rapporti di cambio stabili. L’oro non può rappresentare il punto di riferimento come chiedono alcuni e come a me piacerebbe. L’ideale sarebbe una unificazione del dollaro e dell’euro. Ma intanto sarà possibile avvicinarsi coordinando le politiche monetarie molto da vicino e stabilendo un tasso di cambio che resti di riferimento fisso, diciamo di 1,30 fra euro e dollaro».
    Resta nell’equazione il ruolo della Cina, che scalpita proponendo a sua volta un nuovo ordine monetario. «Lo stesso deve avvenire con lo yuan – continua Mundell -. Prevedo che nel giro di due o tre anni, per il 2015 lo yuan sarà liberalizzato. A quel punto sarà possibile effettuare un aggancio realistico con il dollaro e con l’euro. Le tre valute diventeranno un blocco che rappresenterà il 50% dell’economia mondiale. Se lo yen giapponese e la sterlina vorranno far parte dell’alleanza bene altrimenti potranno star fuori, in prospettiva conteranno molto meno».
    Dopo aver contribuito alla nascita dell’euro, Mundell si propone ora come padre di una valuta mondiale. La forma intermedia a tre gli va benissimo. Consentirebbe a ciascuno di non rinunciare alla sovranità monetaria. È realistico? Se non ci si mette d’accordo in Europa come si può immaginare di mettersi d’accordo fra cinesi, americani ed europei? Non abbiamo visto mille sistemi “saltare” a partire dagli accordi di Bretton Woods? Mundell non si tira indietro, anzi rilancia: «Nel 46 a.C. Giulio Cesare prese atto che senza punti di riferimento per i parametri su cui poggiava il commercio, l’oro e l’argento, c’era il rischio di un grave disordine economico. Perciò stabilì un rapporto di 12 a 1. Quell’ordine è durato fino al 1206. Dodici secoli di stabilità attorno a un valore di riferimento preciso. Ci sono stati dei cambiamenti: con l’ascesa islamica nel VII e VIII secolo, il mondo arabo stabilì un rapporto di 6,5 a 1. A un certo punto il mondo gotico scandinavo stabilì un rapporto di 8 a 1 e la repubblica Veneziana identificò un valore di mercato di 10 a 1, ma parliamo di secoli non di decenni».
    Mundell fa poi un excursus storico sugli altri punti riferimento. Il dominio della sterlina nell’Impero Britannico ad esempio, si tradusse in un riferimento mondiale. Nega che Bretton Woods (Robert Zoellick della Banca Mondiale invoca una nuova Bretton Woods) sia davvero un punto di riferimento. Ricorda la “rivoluzione” del 1913 «quando il Pil americano divenne più grande di quello di Gran Bretagna, Germania e Francia combinati… il dato storico di oggi è che la Cina sta per superare l’America. Allora ci fu un periodo di confusione, poi nel 1938 si decise che le riserve auree dovevano essere il punto di riferimento per le valute. Gli accordi di Bretton Woods ratificarono semplicemente un sistema già deciso dieci anni prima. Nel 1971 Bretton Woods fallì. Oggi siamo in un grande disordine. Ma dalla storia sappiamo che la stabilità è possibile. Dal futuro, che è necessaria. Basta volerla».

    8 gennaio 2012

    http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-01-08/sbaglia-scommette-contro-euro-143937_PRN.shtml

  • Georgejefferson

    La MMT non è il punto d’arrivo dei miei ideali di giustizia umana. Ma per quanto segue io la spingo con forza: siamo in Sudan fra masse di scheletri umani. Vanno riportati innanzi tutto alla vita, alla dignità, alla sicurezza. Poi, e solo poi, gli possiamo chiedere di aprire un dibattito su qualsiasi cosa. Siamo nel mezzo del Colpo di Stato Finanziario più devastante della Storia umana, masse immense di persone sono al muro. Vanno riportati innanzi tutto alla democrazia, alla dignità dei redditi, alla sicurezza del futuro dei loro figli.Poi, e solo poi, ci possiamo permettere di aprire un dibattito sul Capitalismo e sulle risorse finibili.

    Paolo Barnard

  • Georgejefferson

    Creare gli Stati Uniti d’Europa.Per rendere l’Euro sovrano,e per far sì che si spezzi la dipendenza dai prestiti dei privati per poter acquisire la nostra moneta, si crea un governo centrale d’Europa con un ministero del Tesoro centrale che lavora con la BCE.
    A quel punto ok, l’Euro sarà sovrano di questi Stati Uniti d’Europa e gli Euro saranno creati dal governo centrale senza prenderli in prestito da nessuno. Naturalmente quelli che oggi sono gli Stati come Italia, Olanda, Germania ecc., cioè teoricamente separati e indipendenti, diventeranno Stati federali come la California, il Missouri, la Florida ecc. Qual è il problema?

    Bè, primo che voglio vedere se ce la facciamo culturalmente dopo secoli a dissolverci in un unico Stato e a obbedire tutti al suo governo a Bruxelles.Poi, e soprattutto, dato che questa sarebbe proprio la definitiva perdita di qualsiasi sovranità degli Stati membri (ancor più di ora), cosa succede se al governo centrale europeo comandano le elite criminali della finanza come accade oggi con Obama-Sachs negli USA? (Obama è controllato da Wall Street che se lo comprò in campagna elettorale, come dimostrai allora) E c’è da dire che se giudichiamo dal precedente che abbiamo, cioè il nostro governo europeo ‘di fatto’ che è la Commissione di Bruxelles, interamente in mano alle lobby finanziarie come ERT, BE, Lotis, TABD ecc., non c’è da stare tranquilli. Sarebbe una catastrofe, perché come ho sempre detto avere una moneta sovrana è indispensabile, ma se poi il governo non la spende con rigore per tutelare noi persone, siamo punto d’accapo. C’è da scommettere con certezza che un governo degli Stati Uniti d’Europa oggi farebbe esattamente quello che fanno, o fecero, a Washington, cioè: spendere a deficit solo per salvare il c… alle banche, ma non un centesimo per la gente; oppure seguire l’isteria contro il deficit e tassare i cittadini più di quanto spendono per loro per pareggiare i bilanci (modello Clinton), cioè disastro di impoverimento generale.

    Paolo Barnard

  • Georgejefferson

    William Mitchell,prof. australiano Mmt

    “La visione post keynesiana che la disoccupazione di massa è dovuto alla domanda carente, che può essere curata se il settore pubblico stimola la spesa con i tradizionali strumenti fiscali e monetari deve tener conto delle problematiche di sostenibilità ambientale.

    Anche se è stato possibile ampliare la domanda abbastanza per promuovere la crescita sufficiente a tenere il passo con la crescita della forza lavoro e la crescita della produttività e assorbire le scorte enormi di disoccupazione di lunga durata,come potrebbero gli ecosistemi naturali, già sotto un grande sforzo,farvi fronte?

    Vi è la necessità di cambiare la composizione del prodotto finale verso l’ambiente in attività sostenibili.Qesto obbiettivo difficilmente si averera dal settore privato,perché hanno forti componenti di bene pubblico. Essi sono bersagli ideali per l’iniziativa del settore pubblico.

    Come numerosi lavori di servizio in grado di fornire benefici immediati per la società,come la JG [garanzia di posti di lavoro] per i lavoratori. Questi includono progetti di rinnovo urbano e di altri programmi ambientali e delle costruzioni (rimboschimento, dune di sabbia di stabilizzazione, controllo dell’erosione valle del fiume e simili), l’assistenza personale ai pensionati, assistenza in programmi sportivi della comunità, e molti altri.La politica di JG è quindi un veicolo ideale per fornire il lavoro più significativo e a pagamento per coloro che sono
    disoccupati e per ridurre contemporaneamente opere dannose per l’ambiente nelle pratiche di produzione.

    Non è una domanda crescente di per sé ad essere necessaria, ma un aumento della domanda in alcune aree di attività.

  • Viator

    Non hai capito che a noi interessa tornare Italia e che delle tue masse di scheletri ce ne frega meno di nulla. Eh già, bisogna ripristinare il benessere degli italiani mentre si decuplica la ricchezza dei sudanesi nonché dei tre miliardi di persone che fanno la fame al mondo. E poi?

    Magari pensi alla moltiplicazione dei pani e dei pesci. Chi ha un minimo di buon senso pensa a ricostruire la dignità di questo Paese sottrattaci dalla globalizzazione: proprio quella che privandoci del nostro benessere ha dato da mangiare a centinaia di milioni di bambini indiani e cinesi. La loro disperazione era l’altra faccia della nostra ricchezza e il crimine del capitalismo terminale è di aver rovesciato questo stato di cose.

    D’altra parte se sai immaginarti in che modo sette miliardi di persone in rapida crescita possano vivere tutte in maniera agiata e dignitosa puoi proporti per la prossima apoteosi nel regno dei cieli.

  • Jor-el

    Vorrei ricordare a tutti gli pseudo-comunisti simpatizzanti di SEL o del PD che l’internazionalismo di Marx e Engels non ha nulla a che vedere con l’UE, la BCE e l’Euro. Internazionalismo significa che se, per esempio, l’Italia fosse in guerra con la Francia, il popolo italiano dovrebbe stare non con l’esercito italiano contro il popolo francese, ma con il popolo francese contro gli eserciti italiano e francese. L’Unione Europea non è e non sarà mai un passaggio intermedio verso l’internazionalismo proletario. La Comunità Economica Europea, antenata della UE, fu voluta dagli USA in funzione antisovietica, come primo dispositivo anticomunista insieme alla NATO. Oggi, crollato il blocco sovietico NATO e UE sono ancora parte integrante del sistema politico-economico- militare che ha il suo centro a Washington DC. Altro che internazionalismo! Se sovranità e indipendenza fossero obiettivi sbagliati e fascisti, allora i Palestinesi perchè mai dovrebbero lottare contro l’occupazione israeliana? Hanno la “fortuna” di non avere uno stato-nazione… Cerchiamo di non prendere lucciole per lanterne, e di non sparlare a vanvera. Recuperare la sovranità monetaria è un obiettivo di SINISTRA, l’unico obiettivo di SINISTRA in questo momento, e genuinamente INTERNAZIONALISTA, perché dovrebbe essere fatto proprio da tutti i popoli d’europa. L’euro è la barca deila classe dominate italiana, tedesca, francese, spagnola, greca, una barca che naviga dritta verso la miseria e la guerra. I popoli d’europa non sono su quella stessa barca.

  • gm

    Scrive qualche commentatore, in critica a barnard, che “Invece di proporre una rifondazione dell’Euro e dell’Europa (cosa perfettamente possibile in un’ottica internazionalista) scacciandone le elite finanziarie che la controllano, i cosiddetti economisti eterodossi propongono per lo più un ritorno agli stati-nazione con moneta sovrana, curiosamente sono le stesse proposte delle destre nazionaliste, e da noi Berlusconi, Lega Nord, Scilipoti, Marra & Tommasi.. cioè la via migliore per la rivincita delle borghesie ora perdenti di fronte a quelle rappresentate dalla classe dirigente europea attuale e le banche d’affari.

    “rifondazione dell’euro e dell’europa scacciandone le elite finanziarie che la controllano” ?
    Giusto ma come si fa ad ottenere questo risultato? Il mostro europeo attuale non si può certo modificarlo dall’interno (per inciso: si pretende anche su questa scala di applicare la teoria – fallimentare e madre di tutti i revisionismi, prima, e dei “cambi di casacca” poi – della conquista del potere nazionale dall’interno?) .
    Per “rifondare europa ed euro” non c’è altra via che distruggere l’attuale mostro sperando, poi, che si creino le condizioni per riprenderne la costruzione su ben altre basi di quelle attuali.
    Tutto questo, a meno di sognare una “rivoluzione su scala europea” dietro l’angolo, passa necessariamente per un ritorno agli “stati sovrani”.
    Questo ritorno, in particolare in italia richiederebbe la presenza di una classe politica ben diversa tanto dagli attuali berlusconiani (che sperano solo di sostituire i rigorismi attuali della merkel con qualcosa di più confacente ai loro comodi e interessi di ricchi borghesi) quanto dagli attuali bersaniani (con contorno di vendoliani) che, da sperimentati ipocriti farabutti quali sono, vorrebbero solo rendere meno traumatica la politica europea (pesantemente eterodiretta soprattutto dagli Usa) d’impoverimento delle classi meno abbienti, e di buona parte degli stessi ceti medi, proprio per meglio farla passare a danno delle classi popolari e medie facendo però salvi i ceti borghesi che costituiscono la loro vera base sociale (buona parte degli insegnanti, degli pseudo intellettuali, della burocrazia statale, dei ceti medi professionali, dell’apparato sindacale e dell’apparato produttivo che li sostiene).
    Ecco perché e’ NECESSARIO ANZITUTTO DISTRUGGERE QUESTA CLASSE POLITICA e solo dopo (non ora come dice barnard), distruggere l’euro e la Ue attuali per ricrearli, si spera, su basi ben diverse da quelle attuali.

  • gm

    Sembra che la Lega di Maroni voglia indire un referendum per l’uscita dall’euro.
    Forse mi sbaglio ma mi sembra che non sia possibile indire referendum sui trattati internazionali stipulati dall’Italia (quindi neppure sull’euro che è stato sicuramente introdotto con trattato internazionale ) e, quindi, questo progettato referendum finirà in un flop e servirà a Maroni più che altro come gesto propagandistico per cercare di riprendersi dall’impasse in cui si trova la sua Lega.
    Barnard non parla di referendum ma anche lui vorrebbe abolire l’euro tornando alla Lira.
    Alcuni rispondono con un lapidario “non possumus, non debemus, non volemus” altri sono più possibilisti sebbene poi elenchino anch’essi una sequela di probabili conseguenze disastrose (svalutazione della lira del 30 e anche 50% con insopportabile distruzione, quindi, dei risparmi in euro; aumento intollerabile dei prezzi e non so cos’altro.) tali da indurre il lettore nello stesso stato d’angoscia procurato dai primi.
    Infine altri (proprio come barnard) , propendono invece molto più decisamente per…saltare il fosso e farla finita con l’euro perché, in fondo, anche la prevedibile svalutazione procurerebbe l’effetto benefico di favorire le esportazioni italiane e, quindi, la produzione ma, soprattutto consentirebbe all’Italia di riprendere in mano le redini della propria sovranità a cui è costretta ad abdicare proprio a causa dell’euro.
    Non sono certo un economista e, quindi, non sono in grado di esprimermi sugli effetti economici paventati dai più su questa faccenda “euro si euro no”.
    Tuttavia, da semplice osservatore dei fatti, noto che la situazione economica degenera giorno per giorno assieme alla situazione politica che oramai ci ha relegato nella posizione degli ultimi della classe (mentre in precedenza eravamo almeno tra i primi).
    Noto anche che la cosiddetta “europa” parla sempre più la lingua germanica e porta sempre più il marchio WW tedesco.
    Infine noto che da quando siamo nell’euro (e nella Ue), proprio perché la Ue è sostanzialmente una creatura in mano agli Usa, si sono fatti più stringenti i rapporti di subordinazione dell’italia ai progetti e ai criminali piani geopolitici americani (vedi coinvolgimento italiano in Iraq, kossovo, Afganistan, Libia, ora anche Siria e fra non molto Iran).
    Serve altro per poter dire (senza inglesismi alla moda o dotti latinismi): “si, noi possiamo, noi dobbiamo, noi vogliamo” ?
    Detto questo però bisogna immediatamente aggiungere che il problema dell’euro, più che economico è POLITICO e di conseguenza finché saremo in balia dei guitti e buffoni politici attuali, ammettendo in via del tutto ipotetica che si decidesse per l’uscita dall’euro, questa decisione sarebbe probabilmente solo un suicidio perché mancherebbe l’elemento politico indispensabile per percorrere in modo intelligente e non autolesionista questa strada. Ecco perché, diversamente da quanto invoca Barnard, la questione all’ordine del giorno non è se uscire o meno dall’euro mentre è PRIORITARIA la necessità politica di spazzare via questi sedicenti politici (con tutto il codazzo di pseudo intellettuali, pseudo economisti, sindacati pseudo-popolari o pseudo-solidaristici che reggono il loro gioco).

  • Eshin

    “Si torna Italia, sovrani, …….” :O Altro passo da fare, e in Germania pure si sta per per farlo ( una piccola parte sta rendendosi conto pianopiano) Ne noi, SOVRANI non lo siamo stati noi qui in Italia e non lo stati i tedeschi dopo essere stati “liberati”…..’Italia la Germania e il Giappone non sono stati sovrani e la loro difesa militare è affidata agli USA e Nato(il cui direttivo è fatto dai vincitori del conflitto,noi facciamo solo la presenza!).D’altronde la confisca dell’oro parla chiaro
    tutto l’oro tedesco è sotto la FED confiscato.

  • Eshin
  • roberto4321

    stimo Barnard ma non capisco perchè all’incontro non sia stato invitato anche un qualche economista italiano come Alberto Bagnai, tanto per fare un nome. Ci manca solo che i neo-keynesiani si dividano in sotto correnti, mentre i seguaci di Friedman loro sì che sono compatti nel fare soldi…

    Poi per il resto tutto giusto, tutto bene e continuate così, che forse a forza di bastonate sui denti anche gli italiani si svegliano e cominciano ad informarsi…

  • RicBo

    Mi sembra che la sua idea di internazionalismo, basata sugli schieramenti e sui conflitti tra stati-nazione, sia parecchio distorta. Per fortuna so per esperienza che i giovani europei sono già ben oltre questi concetti. La loro idea di Europa è ben diversa, è un’idea di cooperazione e solidarietà, per questo non capiscono proprio i richiami nazionalisti nascosti dietro certe politiche o teorie, che vengano dalla MMT o da mummie teoriche come Costanzo Preve, uno che si dice marxista e che fa campagna a favore di Le Pen in nome della crociata nazionalista francese mascherata da crociata anti USA e “antisistema”.
    Gli USA non sono il nemico da abbattere, ma l’esempio più puro del capitalismo, da trattare con il dovuto distacco e da cui cercare di emanciparsi.
    I 20enni di oggi sono lontani anni luce da certe vecchie ideologie di conflitto, esattamente come lo era la sinistra e gli intellettuali europei negli anni 30 del 900, ma stavolta qualcosa mi dice che il futuro è loro.

  • RicBo

    Fino a due anni fa PB conduceva una sacrosanta campagna per mettere in luce le storture del neoliberismo. Dimostrava dati e nomi alla mano come di libero oggi c’è solo la circolazione di capitale, di come realmente l’1% del mondo controlli il restante 99% attraverso il controllo dei prezzi degli alimenti, delle fonti energetiche, dei farmaci, dei mercati di esportazione ecc.. e di come i movimenti che si oppongono a questo stato di cose capivano poco o nulla della grandezza della macchina del capitalismo moderno, imprigionati come sono in logiche arriviste e individualiste (i vip dell’antisistema, ricordate?)
    Ora che anche grazie a lui la percezione della grandezza di questa macchina è cambiata e che sta crescendo un’unità di intenti dal Pacifico agli Urali per combatterla, PB tira fuori lo slogan “Torneremo Italia” (mi stupisce davvero quel “torneremo”) e si consegna a degli economisti, bravissime persone, per carità, ma che a mio parere rappresentano una variante di quella immensa macchina, anche se è quella più umana e compassionevole. Ma su questo ho espresso già il mio parere, per quanto poco interessante sia.
    Non trovo spiegazioni a questo cambiamento se non quella di una profonda frustrazione dovuta alla percezione dell’inutilità delle sue battaglie ed all’isolamento che riceveva. La campagna MMT gli ha evidentemente ridato una ragione di vita e di lavoro, e lo capisco.
    Ma a PB dico che il suo lavoro non è stato vano perchè i 20enni che vivono il capitalismo sulla loro pelle oggi cominciano ad essere consapevoli della grandezza della macchina e i vari movimenti mondiali, di massa o di nicchia che siano, hanno (o per lo meno iniziano ad avere) una visione ed una metodologia nuove per opporsi ad essa (per questo vengono sistematicamente denigrati e dipinti come forze reazionarie o teleguidate).
    Per questo mi stupisce l’uso del verbo “torneremo”, che presuppone il ritorno ad una visione nazionalistica che mi sembra antistorica.

  • RicBo

    Capisco il suo punto di vista: prima la politica economica poi si può parlare di un nuovo modello, di una nuova società, di un nuovo Stato.
    Purtroppo la Storia insegna che questo progetto non ha mai funzionato. Ci si è quasi sempre fermati alla soglia del miglioramento delle condizioni di vita, con l’effetto di consegnarsi ad un nuovo tipo di sfruttamento.

  • Jor-el

    Ah, i giovani d’oggi sono entusiasti di un’idea d’Europa basata sulla cooperazione e la solidarietà di governi, mafie e multinazionali sotto il ferreo controllo di Basi militari NATO e USA, lontani anni luce dall’orribile conflitto di classe che potrebbe rompere la progressiva pace sociale necessaria al completamento della guerra infinita contro i sanguinari dittatori del mondo. Wow! Pura propaganda PD.

  • anglotedesco

    Paolo Barnard organizza questi eventi perchè è alla canna del gas,sa benissimo che non servono a nulla.Il vero potere non fa quello che fa lui nonostante vuol far credere alla gente che intende contrastarlo.Le lezioni di questi economisti sono interessanti ma incocludenti dal punto di vista pratico.
    Paolo Barnard e i suoi amici vogliono far qualcosa di irrealizzabile e stanno rincoglionendo migliaia di persone, come fanno i signoraggisti .
    Va benissimo:domani mattina l’Italia ha una propria moneta.Abbiamo risolto tutti i problemi? In questo paese c’è un ‘omerta è una ipocrisia da far schifo. Diventeremo tutti piu buoni?
    Nel 1984 avevamo 3.012.000 disocccupati,e allora non c’erano tutti gli stranieri che abbiamo ora. Con la lira si stava meno peggio ma ricordiamoci che siamo di fronte alla peggior crisi dal 1929.
    Il problema è che l’Italia,purtroppo, dopo la caduta del fascismo non ha fatto nessun salto di qualità.

    http://anglotedesco.blogspot.it/2012/06/caro-barnard-sullevasione-la-pensavi.html

  • RicBo

    La realtà è che la politica di Roosevelt fu un mezzo fallimento, nel senso che sollevò il paese dalla depressione alla stagnazione, ma niente di più, e con un costo insostenibile. Solo la guerra salvò gli USA.

  • RicBo

    non avrei saputo dirlo meglio 😉

  • BWV826

    Ho letto il tuo articolo al link da te postato. Perdonami se ti confesso che stavo (sicuramente a torto, lo preciso subito!) per interrompere al primo errore di “acca”.
    A volte errori di ortografia simili presuppongono il non aver minimamente riletto l’articolo che si intende postare. Di argomenti così delicati ci si occupa responsabilmente,
    refusi del genere non rendono giustizia a nessuno scritto. Mi scuso comunque perchè penso che sia maleducazione far notare errori ortografici agli altri, meglio occuparsi dei propri!

    Riguardo ai contenuti. Senza voler entrare nel merito, mi limito per correttezza a constatare che il discorso di Barnard sull’evasione fiscale non presuppone
    una difesa della stessa
    nel modo da te descritto (anche se le tasse di Monti sono state altrove definite inique sollecitando il rifiuto di pagarle).

    Il punto sottolineato in quello (http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=392) ed in altri articoli è l’inesistenza di un legame vincolante
    tra le tasse e la spesa pubblica in uno stato a moneta sovrana. “Le tasse non finanziano la spesa pubblica, […] è massa monetaria che viene drenata dal contenitore di cittadini ed aziende”.

    In questo senso l’evasione fiscale (con la lira) pone altri problemi (“la sottrazione dell’inflazione al controllo dello stato” per es.), non inficia la capacità di spendere dello stato.

    Condivisibile o meno, questa è l’impostazione che Barnard propone. Riguardo a questa dovremmo confrontarci, senza travisamenti.

    P.S.: non si tratta di schierarsi con gli imprenditori, si tratta di capire che se chiudono trentamila piccole e medie imprese ogni trenta giorni…………

  • mincuo

    Questa menata del “liberismo” anzi neo-liberismo, che quello prima si vede che s’era consumato, è inestirpabile.
    Naturalmente nessun consigliere economico o politico ragiona in quei termini.
    Ognuno parte dal fatto (F A T T O) che ci sono solo oligopoli.
    Che sia in USA o in Cina è uguale.
    Quindi che sia in una salsa o l’altra è identico, sotto quel profilo.
    E lo è sempre stato, anche senza “neo”.

    Ma niente da fare, è inestirpabile, e poi serve per la nuova ricetta: oligopolio rosso invece che bianco, dopo che il rosso era andato perun pò fuori moda, ma ora torna di moda e poi dopo un pò di anni si cambierà di nuovo.

    L’importante è che resti oligopolio e la gente non capisca un cazzo.

  • ProjectCivilization

    Condivido Rc Bo.
    Basta Barnard con questa idiozia della MMT .
    Lei potrebbe anche aiutare a dare una decenza ad una parte dell’Italia…a patto di smetterla con questa cosa .

  • ProjectCivilization

    Non abbiamo il potere di miracolare alcuno o di garantire nulla ad alcuno…se non nel nostro ambito piu’ immediato .Meglio quindi porsi come obbiettivo la coerenza nella giustizia .Quindi …si chiude col capitalismo e si comincia a insegnare che l’unione fa la forza e che quel che compri al negozio….e’ prodotto da qualcuno…..che puoi essere tu . Che e’ meglio che sia tu ( o un tuo AMICO ) .

  • ProjectCivilization

    La casta politica e’ espressione tanto della truffa detta finanza che di altre piu’ locali .Distrutta la moneta non ce’ piu’ casta vassalla .Ma non ci sono piu’ tante altre cose malefiche a cui siamo abituati . Le nostre chanche rinascono . A patto che si faccia spazio a chi e’ capace di idee.Subito .

  • ProjectCivilization

    E una parte del nostro e’ sparito appena arrivato Monti….lo ha dato a…..

  • ProjectCivilization

    RcBo …andiamo a parlarli…..anchio considero PB come un capitale dell’Italia….. passato al nemico…
    Che abbia solo bisogno di uno stipendio fisso ?

  • ProjectCivilization

    Le tasse sono una violenza…per definizione .
    ” Inique ” vuol dire una cosa che non ci interessa …a meno di non essere schiavi per vocazione .
    Ma in capitalismo sono anche altre brutte cose…e Barnard sa quali .

  • ProjectCivilization

    eh si .
    Chiedo perdono…ma non potremmo includere anche soluzioni…in questi commenti ?
    Lo so che quelle indolori non ci sono…
    parliamo di quelle dolorose….

  • mincuo

    Una soluzione io l’ho proposta. Ho anche proposto di discuterne altre.
    Ma se uno sta fisso che basta mettere i socialisti perchè la colpa è dei liberisti e poi quando ha una nuova oligarchia di socialisti allora è colpa dei socialisti e ci rimette di nuovo i liberisti senza capire che sempre oligarchie sono e non sono i nomi con cui vengono chiamati l’uno e l’altro, non c’è nulla da fare.
    Il problema centrale non è il sistema che mandi su, tanto non mandi su quello che credi, mandi su un nome differente, ma di fatto un’oligarchia simile.
    Il problema è che controllo hai tu DOPO. E non ce l’hai mai.
    Il primo è sull’informazione.

  • pippo74

    Lascia stare Ricbo George, non solo non ci arriva, ma dubito anche che sia in buona fede.

  • nigel

    Ne abbiamo le scatole piene della “sfida della Globalizzazione”.
    Lei combatterebbe su un ring con con le mani legate dietro la schiena contro un avversario che “come unica regola, ha quella di non avere regole?”

  • andyconti

    Finalmente una citazione intelligente.

  • anglotedesco

    Ne ho conosciuti tanti di imprenditori disonesti fin da quando avevo 17 anni e non riesco a piangere per loro.
    Adesso che c’è la crisi e un po di ragione ce l’hanno,ma se gli Ispettori ministeriali italiani avessero voglia di lavorare sul serio, molte fabbriche chiuderebbero senza bisogno della crisi.

    Per quanto riguarda gli errori di ortografia (non riesco a trovare l’errore di “acca” nel post che ho linkato e che tu vuoi far notare),sono un operaio e non sempre ho tempo di rileggere quello che scrivo,ma penso di capire il mondo meglio di uno studente universitario.

    http://anglotedesco.myblog.it/archive/2012/05/07/su-33-29-aziende-il-50-sono-irregolari-giusto-che-falliscano.html

  • Iacopo67

    Una moneta mondiale… chissà che casino salterebbe fuori con le bilance dei pagamenti…
    O forse ci saranno motivi che non conosco per cui sia possibile e anche conveniente farlo, non so.
    Mincuo sembra stimare questo Mundell.
    Comunque quello che ha fatto Cesare di fissare il valore dell’argento rispetto all’oro non mi sembra che c’entri molto col discorso della valuta unica.

  • Allarmerosso

    Non esiste più un sistema economico che possa essere migliore dell’altro , è il sistema sociale che deve cambiare è il denaro che sta distruggendo l’umanità in toto. Le nostre capacità vengono distrutte dal denaro le nostre stesse possibilità vengono represse dal denaro , potremmo fare cose inimmaginabili , potremmo essere secoli avanti ma ci hanno messo in testa che il progresso è quello in cui siamo e stiamo continuando a voler risolvere i problemi ragionando sempre nello stesso modo con cui i problemi li abbiamo creati tutto per una sola e semplice questione che si chiama POTERE e chi lo detiene e non vuole perderlo non comprende che il proprio benessere viene ,nel lungo periodo , anche dal benessere altrui.
    Se ne renderanno conto.

  • albsorio

    Maroni cerca di fare politica senza rompere i maroni a chi comanda e conosce i suoi polli con Echelon, la pulizia in Lega non è stata completa e di scandali ne trovano ancora se vogliono, quindi meglio focalizzare i pochi elettori rimasti su IMU e Euro. Il mio pensiero è che distruggere l’Europa e l’Euro toglierebbe un pensiero agli USA. Maroni come atlantista segue il vento americano, per me le condizioni dei mercati mondiali sono diverse da 20 anni fa e ci conviene tenere Euro ed Europa riformandole.

  • Tanita

    L’Economia é una Scienza. una Scienza Sociale.
    Comunque tutte le strutture scientifiche sono funzionali al Sistema. Come Umanitá, dobbiamo evoluzionare. Siamo sempre nella stessa barbarie, con piú raffinate e sofisticate tecnologie.

    Intanto peró, considero che ha ragione Barnard. Se non si esce subito dalla trappola dell’Euro, saranno cavoli amari per molti, molti anni. Per quanto riguarda i deliri piddini (pensare che io votato PD, sciagurata me!) degli Stati Uniti d’Europa, idea sostenuta da coloro che paventano il fantasma del Fascismo, ricordo loro che siete governati da un’elite delirante e totalitaria che continua a compiere genocidi (e non soltanto con i metodi convenzionali) e che adopera senza esitazioni pratiche analoghe a quelle dei nazisti. Guantanamo é un campo di concentrazione attualizzato dove le torture sono la prassi quotidiana. Tuttavia, non é l’unico campo di concentrazione. Gli USA hanno legalizzato la tortura. Gli USA sono nelle mani della stessa élite che vi sta saccheggiando. L’OTAN é il braccio armato di quest’élite.
    E’ suicida consegnare loro ulteriore sovranitá. Per il contrario, considero che riprendersela, questa sovranitá, sia una questione di sopravvivenza. Si agita il fantasma della disfatta economica se si tornasse alla moneta sovrana, come se attualmente, oggi, non ci trovassimo di fronte ad una disfatta economica, finanziaria, politica, sociale, economica. Mi stupisce parecchio la mancanza di reazione dei popoli d’Europa. Sembra che fossero sotto shock, incapaci di pensare, agire, reagire…

  • gm

    albsorio, su maroni siamo d’accordo. Forse un pò meno sulla questione europa ed euro che non credo assolutamente riformabili per vie interne anche perché per ottenere qualche risultato in questa direzione sarebbe indispensabile che in tutti i paesi euroei (e soprattutto in Italia) ci fossero classi politiche capaci di scuotersi di dosso il potere delle oligarchie politiche e finanziarie europee che, cosa non di poco conto, sono strettamente collegate alle oligarchie di chi (USA) la Ue e l’euro l’hanno fortemente voluti così come sono soprattutto per ridurre al silenzio i vari stati e sottoporli a un loro più rigido controllo … anche in previsioni delle attuali e future guerre (anche finanziarie).
    Quindi, come ho già detto in qualche altro commento, la questione prioritaria non è economica (ero si euro no) ma POLITICA e passa per la distruzione, specie in Italia, di una classe politica particolarmente inetta, servievole fino al vomito verso i voleri degli obama e delle merkel. Se in italia si riuscisse a installare una classe politica degna di questo nome, forse (molto forse) si riuscirebbe anche a scuotere e riformare europa ed euro dall’interno ma se ancora non ci si riuscisse sarebbe SACROSANTO uscirne (pur con tutte e precauzioni e le preparazioni del caso). Il problema è che, a meno di eventi straordinari, di una classe politica decente in italia ancora non se ne vede neppure l’ombra e se e quando ci sarà forse sarà troppo tardi per rimediare a tutti i danni nel frattempo avvenuti. Tuttavia, barnard, piuttosto che fare l’allarmista e l’uccello del malaugurio, farebbe meglio se si impegnasse più in questa direzione piuttosto che … correre agli sportelli delle banche per ritirare i soldi (oppure lo facesse pure, per prudenza, ma senza gridarlo ai 4 venti).