PERCHE' SUI BARCONI NON ARRIVANO QUESTI ?

PERCHE' SUI BARCONI NON ARRIVANO QUESTI ?

DI MAURIZIO BLONDET

maurizioblondet.it

Caro Blondet, la foto che allego è di guerriglieri del Sud Sudan nella prima guerra di indipendenza. Individui in zona di guerra e di carestia hanno questo aspetto. Delle foto scattate questa è l’unica rimasta non cancellata dalle muffe tropicali.

I guerriglieri mi avevano pregato di non pubblicarle per non fare vedere agli Arabi del Nord Sudan in che condizioni fossero. Infatti, ho fatto vedere solo foto di guerriglieri piuttosto in carne, almeno all’epoca degli scatti.

Mangiavamo al giorno una ciotola di manioca, o di durra, provenienti dall’Uganda, condita con una sugo di arachidi al peperoncino rosso. Mai insalata e verdura e carne. I pochi appezzamenti coltivati venivano individuali dai soldati del Nord e bruciati dagli elicotteri sovietici col napalm.

Io integravo la mia alimentazione con un po’ di latte in polvere e con ottima carne in scatola della Nuova Zelanda, (che ricordavo come la stessa che ci davano i Polacchi dopo il passaggio del fronte nelle Marche), che spartivo con i due ufficiali del mio gruppo.

Oggi, osservo che i fuggitivi dalle guerre e dalla carestie (quali guerre e quali carestie? non ce lo dicono) sono in carne, come lo sono i bambini che salviamo.

Pure al mio amico Tullio Moneta, alto ufficiale del 5 Commando anglosassone in Congo contro i Simba, e successivamente nell’intelligence sudafricana e occidentale anticomunista, operante per cinquanta anni in tutto il territorio africano, nei Balcani, in Medio Oriente, Afghanistan, eccetera, l’aspetto dei clandestini appare piuttosto sospetto.

Sono troppo in carne. Per cui pensa, come lo penso io, che gatta ci cova. Forse molti di questi Africani già stavano il Libia all’epoca di Gheddafi.

Altri ci arrivano oggi, sapendo per passaparola che in Italia si è accolti bene e si mangia a sbafo. Li stiamo ingannando. Da giovane sentivo la parola d’ordine “l’Africa agli africani”, e “ora dateci con una mano ciò che ci avete rubato con l’altra”. Hanno avuto indipendenza e aiuti. Purtroppo la democrazia non si esporta e la formazione di una classe dirigente non la si inventa a tavolino.

Lo sapeva bene John Garang, che non ho conosciuto, ma Tullio Moneta sì, che avrebbe voluto un Sud Sudan confederato con il Nord, in quanto il Sud non era pronto ad avere una benché minima forma di amministrazione. Perciò è stato fatto fuori con un attentato all’elicottero che lo riportava nel Sud dall’Uganda. Abbiamo creato miti come Mandela, astutissimo nell’abbandonare il potere per non fare la fine di un Nyerere o, peggio, di un Mugabe, per diventare così padre della patria. Ma, delle carneficine di immigrati dello Zimbabwe da parte dei neri sudafricani non si parla. Delle ricchezze accumulate da Zuma e dai nipoti di Mandela e da un altro milione di neri sudafricani, mentre tutti gli altri neri sono nell’indigenza, non si parla.

Abbiamo sbagliato a dare l’indipendenza a quelle popolazioni tribali senza prima pensare a formare una classe politica e amministrativa.

Me ne accorsi in Congo, all’epoca della ribellione Simba: avevamo dato l’indipendenza a povera gente incapace di gestirsi oltre la visione tribale. Quindi, pronta a cadere in mano ad astuti opportunisti, ladri e sanguinari.

Lo stesso sta avvenendo nel Sud Sudan indipendente: la fazione Dinka contro la fazione Nuer, per prendere i potere e i proventi del petrolio. I miei amici Ferdinando Goi, Joseph Oduho, padre Saturnino Lohure, e il carissimo capitano Manasse Atot, che mi salvò la vita portandomi a spalla per chilometri, sono morti invano… E, ciò che è peggio, noi Occidentali siamo incapaci di rimanere un faro verso cui indirizzare le popolazioni del pianeta bisognose di aiuto.

Esiste qualcuno che riesce a spiegare cosa nasconde effettivamente questo esodo africano e musulmano verso l’Italia?

La gente comune sta mordendo il freno e non vorrei che il branco scaricasse la rabbia su immigrati, mentre la responsabilità è di questa politica inetta e sottomessa.

Cordialmente, Giorgio Rapanelli.

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Adesso, caro Maurizio, siamo nel bel mezzo di una guerra sotterranea, non dichiarata, ma esistente. Leggo sul Foglio di Ferrata una articolo in apertura di Giulio Meotti dal titolo “Sei contro le nozze arcobaleno? Rischi il posto e l’obbrobrio morale"(qui).

Arriva la dittatura morbida della gay colture”.

Siamo all’inizio di una Grande Persecuzione. A cosa serve la proposta di legge Scalfarotto? A tapparci la bocca.

Io sono alla base della gente e ascolto ogni giorno la disperazione della gente, che non ci capisce più nulla. Ma, lei, che è in ambienti di cerniera, può aiutare a trovare una strada, a svelare qualcosa di nascosto?

Caro Maurizio, ho l’impressione che stiamo sulla piana di Armagedon. Ciò che avveniva in Alto, adesso si è sposato in Basso. Non siamo più alla Rivoluzione Protestante, né al Nazismo. Siamo a qualcosa di troppo esteso. Toccherà a noi bere l’amaro calice che ci siamo preparati. Va bene, siamo in ballo e balliamo.

Sa quale è lo stato d’animo che porta quella povera gente sui barconi, rischiando la vita? E’ il fatalismo. Rischiano; sanno di rischiare; forse per volere di Dio ce la faranno. E’ ciò che si prova stando in Africa. In Congo stavo per essere fucilato, insieme a due missionari e ad un belga ferito, e non provavo nulla. E’ come se non riguardasse te. Ne parlavo con Tullio Moneta proprio stasera. Mi diceva che quando arrivavano ad ondate i Simba e li abbattevano a venti metri da loro, egli e i suoi soldati non pensavano a ieri e al domani, ma all’attimo fuggente. Se era destino che un colpo di kalashnikov li colpisse, voleva dire che così doveva andare. Lo stesso avviene per quelli dei barconi. Ma io mi getterei in mare per salvarli, perché forse affogare insieme potrebbe rappresentare per entrambi la salvezza.

Chi mi ha scritto questa lettera è Giorgio Rapanelli, classe 1937. Uno che è stato iscritto al PCI, che ha passato decenni in Africa prima come documentarista, e poi – visti gli orrori, il caos e le violenze seguiti alla de-colonizzazione – come combattente. In Congo, negli anni 1964-66, ha visto la rivolta d ei “Simba” (leoni in swaili), giovanissimi guerriglieri fanatizzati dai loro stregoni, che li convincevano di essere invulnerabili alle pallottole che si abbandonavano ad ad inenarrabili orrori, eccidi, stupri ed atti di cannibalismo. Il Tullio Moneta di cui parla, è stato un comandante del 5 Commando, un corpo di contractors – militari veri – inquadrati nella Armée Nationale Congolaise, che debellò l’orrore dei Simba. Moneta, nativo di Fiume, passaporto sudafricano, oggi ha 78 anni.

Rapanelli ha sostenuto attivamente la causa dei sudanesi del Sud massacrati dal governo di Khartoum fino a diventare il rappresentante in Italia dell’Azania Liberation Front; nel 1970, è stato con i combattenti del Southern Sudan Liberation Front (guerriglieri anya-nya) del colonnello Joseph Lagu.

Sono nomi, eventi e tragedie che ai giovani non diranno nulla, e che si stingono nella memoria anche degli anziani come me; eventi che restano marchiati a fuoco nella memoria dei bianchi che “ci sono stati”, con le armi in mano, mossi – molto più di quanto si voglia far credere – da uno strano miscuglio di avventura ed idealismo, di mal d’Africa e di volontà di fare qualcosa, di arginare l’orrore demoniaco degli inenarrabili tribalismi, crudeltà senza nome, carestie e morti che l’abbandono dell’Africa da parte dell’uomo bianco aveva prodotto. Quel miscuglio è stato ben reso nel film “I Quattro dell’Oca Selvaggia”, con Richard Burton, ispirato proprio alle imprese del 5 Commando.

“Mi son reso subito conto”, rievoca Rapanelli, “che concedere l’indipendenza alle popolazioni africane, impreparate a gestire il potere in forme democratiche occidentali, è stato un crimine”.

E’ dunque uno che conosce l’Africa da dentro, Rapanelli. Uno che vi è affondato dentro per anni, e non l’ha vista da un hotel Hilton. Io sono affondato molto meno in quell’orribile buco nero. Non ho molti ricordi. Una intervista sul fiume Giuba al “generale” Aidid che parlava di politica internazionale in politichese italiano, e tutt’attorno bambini prossimi alla morte per denutrizione, vecchi sccheletrici dai piedi piagati perché avevano fatto decine di chilometri per la razione di pappa dell’Onu, e il corpo di una nonnetta tutta ossa, che i cani avevano già cominciato a rosicchiare. Un campo profughi di angolani nello Zambia ridotto alla fame per quella che il funzionario delle Nazioni Unite chiamò “the donor’s fatigue”, dopo tanti anni i “donatori” occidentali si stancano di dare, e le razioni in questi campi profughi si riducono a nulla – alla fame. Ricordo le bambine cacciate dalla famiglia perché avevano “fatto il malocchio” allo zio infettandolo di AIDS (lo zio le aveva violentate), e raccolte da suore francesi che le salvavano dalla fame – nessuno nutriva delle “streghe”. Ricordo la popolazione di Luanda abitare su montagne, vere e proprie montagne di spazzatura marcita e incancrenita, stratificata nei decenni – e Luanda era famosa nelle statistiche per essere la città più cara del mondo, dove la vita era più costosa, perché le major petrolifere erano tutte lì coi loro bianchi in bungalows e compound, a fare la bella vita.

In questi ricordi c’è un denominatore comune, per cui mi associo alla domanda di Giorgio, il vero esperto:

Perché gli africani che arrivano sui barconi sono così in carne?

Migrants from sub-Saharan Africa rest inside a detention center in the Libyan capital Tripoli on June 4, 2015. Authorities, acting on a tip off, stormed a hideout where more than 500 illegal migrants, mostly men from African, were waiting for people smugglers to take them to boats to Europe, migration officials in Tripoli said. AFP PHOTO / MAHMUD TURKIA

Perché non sono come i guerriglieri che Giorgio ha ritratto nel 1970 ad Adodi, Sud Sudan?

Sud Sudan 1970 villaggio di Adodi, guerriglieri.

Ci dicono che fuggono da guerre e carestie: quali guerre? Quali carestie?

Guardate la foto scattata da Giorgio ai guerriglieri del Sud Sudan. Quelli sono gli africani che ho visto nel buco nero. Gente che mangia una volta al giorno una ciotola di qualche polenta innominabile condita con peperoncino, che non vede mai verdura, mai carne. Dico mai. Sono africani del tipo che, nemmeno con la colletta tra i familiari della famiglia più allargata, sono in grado di raccogliere i 3 o 4 mila dollari per pagarsi il passaggio lungo il Sahara su autocarri, né tantomeno gli scafisti in Libia.

Come mezzo di trasporto hanno solo le loro gambe; e come vedete, sono così filiformi che non li portano tanto lontano.

Questo è l’africano che ha bisogno di aiuto. L’africano che appena scoppia qualche guerra civile, o qualunque altro scontro tribale, subito si vede ridotta la ciotola dell’unico pasto quotidiano, già insufficente, della metà; che non ha una gallina ovaiola, che non ha altro che salsa di arachidi col peperoncino per condire la polenta di kassava, di valore nutritivo zero..questo è l’Africa, questo è il buco nero.

Non questi giovanotti con lo smartphone, non queste belle mammine in carne con bambini pasciuti. Perché ci dicono che sono “siriani” quando sono eritrei, e ancor più spesso africani equatoriali, gabonesi, ivoriani? Il presidente d ella Costa d’Avorio, si chiama Ouattara, in 4 anni di potere ha ammassato 27 miliardi di dollari.. il Buco Nero è anche questo ed evidentemente non è cambiato. D’accordo, ma se ne occupino i francesi; è amico di Sarkozy.

Per questo odio e mi rivolta lo stomaco la “cultura dell’accoglienza”, il pietismo bavoso sugli “Immigrati” che rischiano la morte sui barconi e vanno curati, vestiti, alimentati, forniti di scheda SIM perché possano telefonare a casa…perché non è solo falso, ma malvagio. Quelli che “accogliamo” non sono i poveri; sono gli intraprendenti, e persino – sulla misura africana – ricchi. In questa nostra “carità”, non comprendiamo mai quegli africani con le gambe filiformi, che non hanno smartphone né tremila dollari, anzi nemmeno mezzo – che dico – nemmeno dieci centesimi per comprarsi un uovo. E che hanno veramente bisogno, loro, che basterebbe solo mezzo euro per migliorare la loro razione. A casa loro.

Li ho visti e lo so. Odio la nostra pelosa e viscida “carità” mediatica, clericale, sinistrista.

Maurizio Blondet

Fonte: www.maurizioblondet.it

Link: http://www.maurizioblondet.it/perche-sui-barconi-non-arrivano-questi/

26.07.2015

Commenti (32)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. Whistleblower 28 luglio 2015

      Signora Natascia, abbia pazienza, cerchi di leggere fra le righe, sì?
      Quanto alla conoscenza del terzo mondo diciamo che qualche viaggetto in vita mia l'ho fatto.

    1. natascia 28 luglio 2015

      Noto un certo disprezzo per il piccolo borghese. Esso e' un prodotto, o un prototipo di vita accettabile, non credo abbia della grosse colpe. Comunque se il piccolo borghese, con il suo misero bagaglio, partisse alla volta dei paesi del terzo mondo si vedrebbero dei bei cambiamenti.

    1. Whistleblower 27 luglio 2015

      Ma lo vede che proprio non capisce.

      Gli R sono gli junker aristocratici proprietari terrieri. Lei invece è un C del c.
    1. Earth 27 luglio 2015

      Sta storia degli immigrati sta facendo incazzare troppa gente e le reti di Berlusconi stanno facendo un ottimo lavoro per minare Renzi.

      Effettivamente l' unico paese colpito e' l'italia quindi al massimo l' europa fa un passo indietro e aiuta l' italia evitando di far saltare il tappo. Fin quando si puo' comunque si sfrutta l' italia.
    1. MarioG 27 luglio 2015

      Non no, e' chiarissimo.

      li fanno emigrare altrimenti si ribellano alle multinazionali.
      Non si ripeta per carita'.

      No, io sono un povero contadino (R)

    1. MarioG 27 luglio 2015

      Ah certamente, me lo sono inventato. Chissa' che significa "venire in contatto": magari spiritualmente.

      Di quante generazioni non si parla.

      Non penso che fosse imbecille. Poi ognuno ai suoi parametri di giudizio. Lei evidentemente e' rimasto affascinato dalla "aristocrazia dello spirito", che sta su altri piani.
      Poi si decida: o vuole che scriva ancora oppure mi ignora. Non si confonda nel giro di due capoversi. Ad ogni modo, per togliersi ogni seccatura, basta che scriva in francese. Non faccia il modesto, sappiamo che lei "e' uno che conosce le lingue".

    1. Whistleblower 27 luglio 2015

      No, non voglio dire che sia tutto perfettamente pianificato. Quel sistema di cui parlavo è un modo per tirare avanti, sono convinto che a un certo punto salterà il tappo.
      Che questo debba portare a una "rivolta di popolo" non lo so e anzi ne dubito. Certamente ci troviamo in un equilibrio precario destinato a durare poco.
      Naturalmente sono solo le mie opinioni quindi mi posso sbagliare.

    1. Earth 27 luglio 2015

      Comunque adesso questo passaggio e' cambiato, l'immigrazione non e' piu' controllata.

      Tutti i paesi europei al di fuori dell' Italia non accettano i clandestini e ce li rimandano indietro. Quindi l'accordo tra le multinazionali e gli stati e' saltato?
      Cosi' facendo non si alimenta una rivolta come dicevi prima?
    1. andriun 27 luglio 2015

      Quando il potere è in mano a effeminati e donne se ne pagano le conseguenze. Lo stesso Gheddafi è stato eliminato anche perchè spudoratamente sessista e maschilista(una verità questa di cui non si parla, ma le critiche che ha scatenato quando era venuto in Italia con la sfilata delle hostess, anche se coscienti di ciò che facevano, dovrebbe fare riflettere). La società odierna punta a non prendere decisioni oppure a prenderle senza riflettere, quindi suonano come degli espedienti temporanei. Lo stesso Papa che poi non è altro che il vescovo di Roma, si è lasciato influenzare da questa politica tanto da affermare che lui non era nessuno per poter giudicare i gay. Ma allora la domanda che sorge spontanea è: ma tu non sei il vicario di Cristo, quindi non hai il dovere morale/spirituale di trasmettere i suoi insegnamenti anche quelli apparentemente scomodi? Se non ti senti di giudicare, allora lascia il posto a qualcun altro che sia in grado di farlo. Questo solo per coerenza dal momento che per la chiesa cattolica mi risulta che la famiglia(e qui mi trova d'accordo) è ancora composta da uomo e donna. Il danno che provoca questa politica della non responsabilità è enorme in quanto mina alla base ogni forma di disciplina(una società che non si pone delle regole ferree/logiche ha la stessa attendibilità della dinamite quando a contatto con umidità:può esplodere senza preavviso). La stessa sculacciata sdoganata dal Papa in questa ottica suona come un abuso di potere. Chi sei tu per punire tuo figlio(vedi gay), quando come uomo errori ne fai pure tu(concetto di parità/anarchia molto caro alla donna per ovvi motivi)?


      Questo come più volte da me scritto, genera l'elogio dell'apparenza. Ergo donne e effeminati non dovrebbero mai governare un Paese: hanno l'anarchia nel sangue, puntano ad un tornaconto immediato e molte volte non hanno minimamente idea della dimensione del problema che dovrebbero affrontare e quindi procedono per tentativi.
    1. FlavioBosio 27 luglio 2015

      Perchè, i soldati regolari lo fanno gratis?


    1. Whistleblower 27 luglio 2015

      Non mi dica che non ha capito niente nemmeno qui?


      Ma non è che lei è un meticcio, per caso?
    1. Whistleblower 27 luglio 2015

      Ahahah...ma lei è buffissimo,sa? Scriva ancora mi raccomando.

      Intanto dice che ha dovuto leggere a malincuore la mia recensione; egregio signorino, il francese non lo sa? Il tedesco non lo sa? Il capitolo che parla di quelle cose è lungo solo un centinaio di pagine.
      Le avevo consigliato di non perdere tempo con il mio umile scritto...oh...non è che lei davvero non sa il francese? Che spasso certa gente.

      Secondo punto, esimio personaggio di Gogol: Kalergi non parla mai e poi mai di immigrazione di massa, se lo è inventato lei di sana pianta.
      Dice un'altra cosa e cioè che con l'accorciarsi delle distanze le razze verranno a contatto, si accoppieranno e alla fine diventeremo simili agli antichi egiziani.
      Ma si parla di non so quante generazioni di là da venire e mai e poi mai come piano preciso per indebolire le razze europee. Ma non era cosí imbecille, per Diana.
      Lui il popolo nemmeno lo considera, lo tratta come ho appena accennato da informe ammasso di gogoliane anime morte (egregie, ovviamente).
      Kalergi sta su altri piani che con mia non grandissima sorpresa voi meticci (per parafrasare il suo adorato Conte malefico) non riuscite nemmeno a concepire.
      Vabbe', ne abbiamo trovato un altro da ignorare e lo considero un risultato minimo raggiunto.

      Ripeta con me: je suis, tu es, il est, nous sommes...

    1. MarioG 27 luglio 2015

      Allora: le multinazionali consentono una "certa quantita'" di immigrazione clandestina per depotenziare il dissenso....


      Ha ragione lei: "mamma mia"!
    1. MarioG 27 luglio 2015

      La sua grossolana ironia (creda, non le riesce bene, si limiti a scrivere come viene) ovviamente le permette di sviare il discorso.

      Ripeto, fra le altre cose ('R', 'C', gli ebrei, i belli, i brutti, etc-ho dovuto leggere a malincuore la sua recensione), il nostro, a chiare lettere, prevede l'immigrazione indiscriminata tanto da ridefinire l'intero assetto etnico dell'Europa del futuro.
      (Sara' sicuramente capace di individuare il passo sia nella versione francese che in quella tedesca)
      Questo era l'unico punto pertinente col post.
      Poi, magari, ci potra' spiegare anche il perche'.
      L'unica cosa, non continui a dire che e' un'invenzione di "sana pianta".
      La pianta e' quella che ho citato prima.






    1. PietroGE 27 luglio 2015

      E certo, noi siamo ricchi perché loro sono poveri. La responsabilità se fanno 6 figli per famiglia e poi non hanno niente da mangiare è solo nostra.

      L'immigrazione in un Paese che ha più del 40% di disoccupati giovani e dove l'anno scorso 95 000 persone hanno fatto le valigie e sono emigrate è un crimine.

      Sono gli immigrati che sfruttano il buonismo scemo di quelli come te. Il piccolo borghese e soprattutto l'operaio stanno perdendo il posto di lavoro e l'aumento del salario proprio a causa dell'immigrazione.

    1. FBF 27 luglio 2015

      Direttore Blondet

      Una logica c'è sempre ed è sempre quella. Se sono belli grassi e ricchi, e per di più mantenuti appena sbarcano - mentre c'è gente onesta nella completa indigenza perché con 100 € si è veramente poveri - vuol dire che in Africa sono gran peccatori e saranno intraprendenti peccatori pure quì. «Pecca fortier, sed fortius fide et gaude in Christo » Dove il peccato è abbondato, la Grazia è sovrabbondata.

      Naturalmente si sono altri peccatori strapagati ma di questi non serve neanche più favellare. Li conoscono tutti.






    1. Whistleblower 27 luglio 2015

      Ma che stai dicendo in nome di Dio...

      Vabbe', lasciamo perdere che è meglio.
    1. PietroGE 27 luglio 2015

      Leggendo la recensione su 'libri' mi accorgo che è molto peggio di quello che circola negli ambienti complottisti.

      Gli ebrei come meticci?? L'unione con gli aristocratici puro sangue??? Da ridere! L'unico meticciato possibile è proprio quello che deriva dall'immigrazione di massa. I complottisti hanno ragione.

    1. Whistleblower 27 luglio 2015

      Mamma mia...

      E che diavolo c'entra Kalergi con questo?
      Ne ho già parlato un po' di tempo fa.
      Nessuno vuole svilire la pura (e ridicola) razza euopea (dei piccoli borghesi da quattro soldi);

      1) noi sfruttiamo i paesi del terzo mondo impedendogli uno sviluppo che vada a favore del loro popolo

      2) questo crea in quei paesi povertà, insostenibile disagio sociale e dissenso politico

      3) lasciati a sé stessi quei paesi finirebbero per mandate al potere dei governi che deciderebbero di rivedere drasticamente i termini degli accordi commerciali e di sfruttamento delle risorse oggi in concessione a multinazionali occidentali.

      4) questo comporterebbe enormi perdite economiche per le multinazionali, licenziamenti in massa nei paesi occidentali, problemi economici e politici per gli stati occidentali al loro intetno, conseguenze geopolitiche molto importanti. Frega niente? Se vi dico che il piccolo borghese non sarà più in grado di pagare il mutuo capite meglio?

      5) allora le multinazionali, d'accordo con gli stati occodentali (i quali stati occidentali sono in posizione subordinata di fronte ai grandi cartelli) consentono una certa quantità di immigrazione clandestina in modo da depotenziare il dissenso nei paesi del terzo mondo che stanno sfruttando e quindi stabilizzando i governi fantoccio Africani messi lí per consentire lauti guadagni alle oligarchie occidentali.

      Al di là del fatto che l'immigrazione regolare è indispensabile, senza immigrazione clandestina (ossia senza feroce sfruttamento del terzo mondo) a quest'ora il piccolo borghese avrebbe perso i suoi risparmi e il suo lavoro da decenni. I trenta gloriosi anni del dopoguerra keynesiano non sarebbero mai esistiti, non so se vi è chiaro.
      Non ci dovete credere per forza, per l'amor di Dio.
      Continuate pure a dormire, a sognare, a farvi le pippe sui piani inesistenti di Kalergi.
    1. PietroGE 27 luglio 2015

      Piano o non piano i fatti sono innegabili :

      -Il diritto di asilo che prima era ristretto a i perseguitati politici ora è concesso a tutti. Nessuno, ovviamente, controlla se la domanda di asilo è giustificata. Come potrebbero?

      -Alla gente si fa credere però che quelli che arrivano sono tutti rifugiati, mentre si sa benissimo che non è vero. Non solo, ma in ogni trasmissione si insiste sempre sulla inevitabilità del fenomeno. Cacciari qualche giorno fa ha detto che occorrerà preparare la gente al fatto che gli autoctoni diventeranno in un prossimo futuro minoranza nel proprio Paese.

      -Quelli che hanno salutato il referendum greco sull'austerità come trionfo della democrazia sono gli ultimi a volere un referendum sull'immigrazione. Guai a proporlo. E la democrazia? Evidentemente per questo soggetto non è valida.

      -Durante gli anni dell'introduzione della pillola si parlava del pericolo della crescita demografica, una volta che la demografia è crollata in Europa, non se ne sente più parlare.

      -I più favorevoli all'immigrazione, come Gad Lerner, Mentana, Mieli non sanno o non vogliono spiegare come mai l'unica democrazia, di tipo occidentale, del MO non ne prende neanche uno di immigrato.

      -Chi, come gli ungheresi o la Le Pen, cerca di mettere un freno al fenomeno viene immediatamente criticato e minacciato dall'Europa.

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