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PERCHE' PENSARE SEMPRE MALE ?

DI GIANNI CAROLI
napolibera.eu

Gentile napoLibera,
perché pensare sempre a male ? Il piano di (eventuale) salvataggio europeo per la Grecia oberata di debiti significa che all’ interno dell’ Unione, e sia pure a livello-intergovernativo, la solidarietà dei membri è attiva ed operante.
Umberto Barini-Porto San Giorgio

Gentilissimo amico, quello che lei chiama ‘salvataggio della Grecia’ è invece, de facto, un regalo per Wall Street. Il perché è presto detto.
Il piano stesso prevede erogazioni di liquidità, da parte dei fratelli in schiavitù (Italia, Francia, Germania ecc.), tutti ugualmente iugulati a mezzo BCE-euro ‘forte’, verso lo Stato in difficoltà, di ben 45 mld. di euro, al tasso ‘sotto-quota-di-mercato’ del 5 % annuo. Attualmente la Grecia è strozzinata, dagli usurai di Wall Street-City Londra, per un tasso ancora più alto. Essi infatti hanno ricevuto in dono, dal criminale di guerra Obama bin Ledeen, il nazista negro, per speculare contro le debolissime finanze indebitate dei singoli Stati Nazionali, ben 3000 mld. di dollari, appena un anno fa. Ma non solo. Le varie ‘GoldmannMorgan&Merrill’, li hanno impiegati tutti per far cadere, appena collocati sui famosi ‘mercati’ (cosa crede, una dozzina di persone), i titoli del debito di questi stati stessi. Quello che è ‘greco’ oggi, e non si sa ‘che cosa’ domani, ha visto impennarsi il divario rispetto ai tassi ufficiali fino al 7% ! Usura alla stato puro, che gli USA incoraggiano, poiché la FED presta il denaro alle banche d’affari fallite due anni fa, A TASSO ZERO ! E dalla BCE, la prima salvatrice degli strozzini tre anni fa, quando esplose la crisi dei ‘mutui-subprime’, all’ 1 %… Questi lo ‘girano’ ai greci al 7 %….Insomma si indebitano GRATIS, praticamente; ma prestano questi soldi al 7 %.

Poiché è SICURO che la Grecia non riuscirebbe MAI a pagare tali interessi, si mette di mezzo ‘l’Europa’. Ossia le casse pubbliche di paesi già indebitatissimi, ed ugualmente a strozzo, da quegli stessi strangolatori della Grecia, Italia in primis. I quali remunereranno, ove la Grecia asfissii nella stretta dei vampiri, questi medesimi, al tasso ‘benefico’ sopra indicato, ‘solo’ il 5%. Quanto questo inauguri un futuro meccanismo di ulteriore ‘strangolamento nello strangolamento’ è facile intuire: perché ingozzati di tutta questa ulteriore ‘liquidità’, gli sciacalli e le iene di Wall Street&City London, nutrite a sangue umano dall’ Amministrazione americana, andranno in cerca di ulteriore plasma, da salassare a noi, per poi succhiarlo nelle loro avide fauci…. Ce credo che la Merkel si opponeva ! E’ pur sempre tedesca ! Come ce credo che Zia Giulietta von Aspen, ‘la bella Tremontina’ che presiede il Governo a nome… ‘Berlusconi’ (chi era mai costui ?)…, esterni il suo tripudio….E’ ‘inglese’ naturale, e ci siamo capiti.
Chiaro no ?

Gianni Caroli
Fonte: napolibera.eu
12.04.2010

Pubblicato da Davide

  • AlbertoConti

    Supponiamo che domani anche l’Italia cada sotto le “attenzioni” degli speculatori di wall street, e debba rinnovare il suo debito pubblico offrendo interessi al 7%. Vuol semplicemente dire che il governo di turno dovrà “spremere” ai contribuenti una estorsione (extra-mafie, extra-armamenti, extra-costo-della-politica, extra-grandi-opere-inutili, extra-cassintegrati, ecc. ecc.) di 126 miliardi di euri! Significa che in meno di 14 anni il costo del debito pubblico raddoppia il suo già stratosferico valore di 1.800 miliardi, 30.000 euri a italiano, compresi vecchi, neonati, badanti, disoccupati, ecc. ecc.
    Visto che chiaramente non ce la farà mai, ci si aspetta che gli altri agonizzanti governi europei mettano mano a… già a che cosa, visto che non ce l’hanno più il loro “tesoretto”, sostituito da montagne di altro debito, a ciascuno il suo? E poi se proprio bisogna spremere un limone già spremuto la precedenza va alle banche da salvare, e che diamine, tipo la santander “spagnola”, la più “grande” d’europa (e perchè mai quegli sfigati ce la devono avere più grande?)! Al momento, visto che quest’ipotesi non si è “ancora” verificata, il nostro pierino-tremonti si vanta di “tenere i conti a posto” indebitandoci ulteriormente, come stato italiano, di una novantina di miliardi l’anno. Ecco perchè dobbiamo sorbirci i tagli al welfare, agli investimenti vitali per sperare nel futuro, ricerca, istruzione, sostegno ai pochi eroici produttori di ricchezza vera ancora miracolosamente sopravvissuti alla mattanza delle PMI. L’incremento del debito pubblico italiano, pari a 1.500 euri a sfigato, in tempi di cinghia tiratissima, supera già il valore dei relativi interessi, il che dimostra ogni ragionevole dubbio che questo debito è insostenibile, ovvero è in piena bolla prossima all’esplosione, secondo il collaudatissimo schema di Ponzi.
    Ma allora, perchè pensare sempre male? I soliti incontentabili!

  • Rossa_primavera

    “Nazista negro” potrebbe sembrare un ossimoro se non calato nel giusto contesto.

  • amensa

    cosa non capisco , in questa vicenda, è cosa ci fanno, bce e varie banche europee con i dollari.
    il debito USA è pauroso e supera i 10 .000 miliardi di dollari ( e parlo di quello federale quindi non conto quello dei singoli stati) ed è detenuto per 2000 e rotti miliardi dalla cina, per circa 1000 dal giappone, altri 2000 e rotti dai paesi arabi e siamo a 5000.
    chi ha gli altri ? se tutti gli europei, banche e privati, cominciassero a disfarsi degli asset in dollari (bonds, dollari , ecc..) non sarebbe forse una bella risposta agli USA che li costringerebbe un po più a pensare a casa loro, invece di venire a piantar casino quiin europa ?
    alla fine, siamo noi che ce la cerchiamo.

  • amensa
  • amensa
  • Tao

    GRECIA, ORA IL PERICOLO È LA FUGA DAI DEPOSITI

    DI ANGELO BAGLIONI E ANDREA BOITANI
    http://www.lavoce.info

    Le notizie che giungono dalla Grecia segnalano che la situazione potrebbe precipitare da un momento all’altro. Finora l’attenzione è stata tutta concentrata sulle necessità di finanziamento del settore pubblico. Ma la scorsa settimana ha fatto intravedere una possibile improvvisa crisi di liquidità del sistema bancario di quel paese, con elevato rischio di contagio internazionale. L’accordo dell’11 aprile tra i ministri dell’Eurogruppo è un passo avanti, ma ampiamente al di sotto di quanto sarebbe necessario e urgente.
    finora dallo Stato greco di emettere debito, seppure a un costo penalizzante, ha indotto molti a ritenere che la questione greca non sia poi così urgente, e che tutto dipenda dalla determinazione del governo di quel paese nell’attuare il piano di aggiustamento concordato con i partner della Unione Europea.

    NOTIZIE ALLARMANTI

    È di cruciale importanza che questa sia la posizione della cancelliera tedesca, che – mostrando quanto scarsa sia la sua indipendenza dalla Bundesbank – non perde occasione per sottolineare come il governo greco non abbia ufficialmente chiesto alcun aiuto e che la Grecia può, tutto sommato, farcela da sola. I ministri dell’economia dell’Eurogruppo hanno raggiunto un accordo tecnico domenica 11 aprile, che rappresenta indubbiamente un passo avanti rispetto alle promesse del 25 marzo, ma necessita ancora dell’imprimatur politico dei capi di governo per diventare operativo, oltre che dell’esplicita richiesta di aiuto da parte del governo greco, in seguito alla difficoltà effettivamente manifestata di reperire finanziamenti sui mercati.

    Ma si trascura così la possibilità che il sistema bancario greco sia colpito da una “fuga dai depositi”, che farebbe precipitare il paese nel caos e costituirebbe una più che probabile fonte di instabilità internazionale: le crisi di liquidità si trasmettono da un paese all’altro piuttosto rapidamente, come ben sappiamo dall’esperienza recente.
    Le banche greche hanno reso noto di avere subito, a partire dal dicembre scorso, un drenaggio di depositi pari al 4,5 per cento del totale, trasferiti all’estero. Allo stesso tempo, hanno chiesto al governo aiuti per 15 miliardi di euro, di fatto prosciugando il fondo speciale creato nel 2008 per assistere il sistema bancario nel corso della crisi finanziaria. Ben si comprende la ragione della fuga di capitali all’estero. Se un risparmiatore teme che il suo deposito in euro venga un giorno convertito in dracme, il cui valore verrà svalutato (diciamo del 30 per cento), ha tutta la convenienza a trasferirlo presso una banca estera: se lo scenario di svalutazione si avvererà, avrà guadagnato dall’operazione il 30 per cento; in caso contrario, non avrà perso nulla, a parte i costi di transazione, che sembrano trascurabili data l’entità della posta in gioco. C’è quasi da stupirsi che la fuga di capitali sia stata finora così limitata.

    ASPETTATIVE CHE SI AUTO-REALIZZANO

    Ma c’è di più. Mettiamoci nei panni di un amico greco che abbia un gruzzoletto depositato in una banca del suo paese. Anche se ritenesse irrealistico lo scenario della svalutazione, potrebbe pensare che molti altri lo ritengano possibile e che di conseguenza trasferiscano all’estero i loro depositi. Il nostro depositante potrebbe temere che la fuga di capitali continui fino al punto in cui le banche greche non abbiano più abbastanza riserve liquide per fare fronte al ritiro di depositi: una situazione che le esporrebbe a un serio rischio di insolvenza, in mancanza di una adeguata assistenza finanziaria. Ma allora, ragionerebbe l’amico greco, mi conviene affrettarmi a ritirare il deposito, prima che la mia banca dichiari bancarotta. Se molti la pensano come il nostro amico, saranno in tanti a richiedere il rimborso dei deposti, e in fretta, anche se non si aspettano una svalutazione. Si potrebbe obiettare che questo tipo di ragionamento è un po’ troppo sofisticato per un normale depositante. Tuttavia bisogna ricordare che, normalmente, le banche si finanziano anche sui mercati interbancari all’ingrosso: su questi operano soggetti certamente “sofisticati”, che potrebbero essere i primi a partire all’attacco in uno scenario di “bank run”, trascinando i depositanti al dettaglio (così è successo alla banca inglese Northern Rock). In sintesi, la minaccia di uscita dall’euro e di svalutazione potrebbe generare comportamenti collettivi – anche da parte di coloro che non credono più di tanto in tale prospettiva – tali da generare una “profezia che si auto-realizza”: una fuga dai depositi con conseguente crisi di liquidità e potenziale insolvenza delle banche greche.

    POLITICA INCERTA E PENSIERO DEBOLE

    Il ragionamento appena fatto illustra un punto importante: i mercati finanziari possono diventare molto instabili a causa delle oscillazioni delle aspettative degli operatori. Chi governa ha il dovere di orientare le aspettative del pubblico in direzione della stabilità, dando le opportune garanzie e indicando una linea di azione chiara e credibile. L’accordo tanto faticosamente raggiunto dai governanti europei il 25 marzo scorso, purtroppo, non risponde a questi requisiti. Prevede: (i) una dispersione di responsabilità tra Fondo monetario internazionale, Unione Europea e singoli stati membri dell’area euro (se qualcosa va storto, ognuno potrà dare la colpa a qualcun altro); (ii) interventi coordinati ma volontari (quindi la Germania potrebbe tirarsi indietro all’ultimo momento?); (iii) finanziamenti a tassi d’interesse di mercato (ma allora che aiuto è?). In queste condizioni, è naturale che i mercati finanziari siano “nervosi”: lo spread tra i tassi d’interesse sui titoli di stato decennali greci e quelli tedeschi ha nettamente superato i quattro punti percentuali; la borsa di Atene ha perso il 5 per cento la scorsa settimana. Proprio il desiderio di inviare un messaggio rassicurante ai mercati finanziari ha indotto i governi all’accordo d’emergenza siglato domenica 11 aprile. Ma, per il momento, il governo greco deve ancora provare a finanziarsi sul mercato, esponendosi al rischio che la situazione precipiti da un momento all’altro.
    Più il tempo passa e più la crisi greca si aggrava e rischia di contagiare altri paesi, più l’onere del salvataggio cresce. Sui costi di tutto questo dovrebbero riflettere coloro che ritengono inevitabile, ma non grave il default greco (totale o parziale) e dicono che l’uscita della Grecia dall’euro, con conseguente svalutazione, non sia poi un gran dramma ma soltanto una fase transitoria, destinata a concludersi felicemente con un rientro successivo, se le “pulizie interne” verranno completate a puntino. E forse sarebbe ora di mettersi a pensare a come sia possibile cominciare a intervenire per limitare le divergenze strutturali (in termini di produttività e squilibri commerciali) che minacciano la coesione tra i membri dell’area euro ben più delle divergenze nei conti pubblici e, nel lungo periodo, rappresentano la più grave minaccia per la sopravvivenza stessa della moneta unica. Per parte nostra, cercheremo di farlo presto su queste colonne.

    Angelo Baglioni e Andrea Boitani
    Fonte: http://www.lavoce.info
    Link: http://www.lavoce.info/articoli/pagina1001646.html
    13.04.2010

  • anonimomatremendo

    Bella la foto.

  • Cippala

    La gente non capisce proprio un cazzo…di Umberto Barini ce ne sono a milioni in Italia- 7% e lo chiamano aiuto..

  • grilmi

    I grandi della finanza cercano in tutti i modi di evitare l inevitabile e cioe l iperinflazione; questa infatti svaluterebbe in maniera pesante i pezzi di carta che hanno faticosamente accumulato nel tempo(si svaluterebbe anche il debito pubblico e privato) e devono prima liberarsene comprando oro, terreni, beni di valore generale. Cosi prolungano l agonia dell economia reale che nella stagnazionedeflazione non possono che annegare. La situazione sta ancora reggendo ma quando i titoli di stato vanno in scadenza i casi saranno 2->iperfinflazione o ripudio del debito.

  • maumau1

    a chi diceva che non capiva cosa ci facesse la BCE coi dollari e che l’Europa potrebbe rispondere agli USA.
    Di che Europa parla?
    L’europa dei popoli potrebbe farlo subito.
    ma l’europa delle finanza e della politica non ha il minimo interesse a difendere l’Europa dei popoli!
    Il motivo è presto detto dietro la FED e la BCE ci sono le stesse famiglia di banchieri..,quasi tutti i banchieri che hanno i titoli della FED hanno sede a Berlino,Parigi,Londra ,Roma,Bruxel..molte sono sioniste..
    Quindi è ovvio che la BCE e quindi la UE si piega volentieri agli USA ed alla FED..ecco il motivo per cui il presidente della UE è un belga eletto dalla Bildeberg Van Rompuy completamente aldifuori dell’europa degli stati e dei popoli..
    la Merkel di madre sionista ha fatto l’ammuina ossia ha fatto finta di non voler stare al gioco della FED e di Wall Street visto che non voleva prestare i soldi alla Grecia bloccando il contagio del debito…
    e avremmo avuto uno stato che falliva ma soprattutto che non pagava i suoi debiti finanziari e avremmo avuto dopo un pò uno stato che libero da debiti si sarebbe rimessa in breve tempo..
    annullando idebiti..

    questo era il vero terrore ossia legittimare che i debiti non si pagano…
    quando sono debiti usurai..
    mentre cosi’ l’intera Europa ha affermato che i debiti con le banche usuraie si pagano fino all’ultimo..e anche gli altri devono pagare.. fino alla fine..
    ossia non è prevista la parola fallimento che permette di non pagare i debiti..
    ma i debiti vanno pagati a costo di tagliare tutto il welfare e di spillare tutti i risparmi dei cittadini..

    ovviamente i politici essendo dipendenti di queste banche si sono semplicemente adeguati.

    Jorg Heider aveva proposto di arrestare tutti i banchieri responsabili della speculazione e di aver provocato una crisi economica ai paesi e quindi un vero e proprio reato punibile per legge(una speculazione che mette a rischio l’economia di un paese è peseguibile a norma di legge!)
    ma la legge non è stata applicata,anzi Jorg Heider è stato per questo fatto fuori giusto una settimana dopo aver rilasciato questa dichiarazione!

    Era uno dei pochissimi casi di leader veri venuti su grazie al consenso popolare vero e non deciso nelle segreterie dei partiti che sono le segreterie dei gruppi finanziari bancari motivo per cui i due partiti PD e PDL
    sono esattamente sovrapponibili per quanto riguarda queste questioni
    come lo sono i due partiti USA e i due partiti Inglesi per trovare differenze effettive bisogna andare con lanternino!

    ciao

  • AlbertoConti

    Concordo su tutto, ma attenzione a vedere la salvezza in personaggi alla Heider (pace all’anima sua) o magari da noi ai leghisti che vogliono “riconquistare” le fondazioni bancarie! La vera alternativa deve ancora nascere, ma non può nascere dentro queste istituzioni.

  • AlbertoConti

    1) il sistema finanziario americano non è assolutamente uscito dal vortice della leva finanziaria e dei derivati
    2) I fallimenti di Lehman Brothers e i bailout di tante istituzioni finanziarie USA non hanno insegnato nulla
    3) Le banche USA non sono più banche, non dimenticatelo mai
    4) Siamo seduti su una mina pazzesca, potenzialmente ingestibile a causa dei volumi folli che genererebbe l’effetto domino
    5) I bilanci che ci presentano sono farlocchi
    6) Per mantenere in piedi questo meccanismo è necessaria un’attenta ed evidente azione di “guida” del mercato da parte delle stesse istituzioni finanziarie che, tramite i più disparati mezzi, di cui buona parte tecnologici, riescono a far andare le cose nella direzione più consona
    7) Il meccanismo generato può funzionare ancora per molto tempo, generando una bolla che definire “madre di tutte le bolle” sarebbe quantomai limitativo
    8 ) E in tutto questo il Governo USA è consenziente

    Questa la conclusione dell’articolo lincato da amensa, una conclusione più che credibile. Come credibile è che noi (europei) copiamo lo stesso schema di Ponzi, magari con qualche “prudenza” in più, eufemisticamente parlando di prudenza in queste “logiche speculative” votate al suicidio collettivo. Dire schema di Ponzi o truffa è la stessa cosa, ed è il segno di questa fase storica dello sviluppismo ieologizzato tramite marketing culturale. Se è vero che il 2012 chiuderà un era, sarà ricordata come l’era della truffa dell’uomo sull’uomo, che credendosi più furbo degli altri si è in definitiva auto-truffato.

  • ilnatta

    Infatti, è questo che mi preoccupa un pò…
    Anche Nigel Farage qui ha detto delle cose sacrosante…http://www.youtube.com/watch?v=0FRxJJQvURE
    però ricordiamoci che è uno xenofobo come i leghisti…
    dobbiamo allearci a gente come Heider e Farage? a me puzza un pò…

  • sentinella

    grazie Tao per aver postato l’interessante articolo. Dunque non è possibile per nessuno uscire dall’Euro senza conseguenze pesanti a meno che la cosa non venga decisa di notte e segretamente. L’Euro è un eurotunnel dove si entra per non uscirne mai. E’ una strada senza ritorno e volenti o nolenti si deve stare al gioco che giocano gli altri (presumo che quelli che hanno più voce in capitolo siano la Germania e la Francia). Noi dobbiamo pensare ai processi di Berlusconi, Berlusconi a come diventare Presidente della Repubblica, Bossi a come diventare Presidente del CONIGLIO, e Tremonti cosa lo facciamo diventare??? Presidente della Banca d’Italia. Per fortuna che almeno in Italia abbiamo il Papa!

  • sentinella

    grazie Tao per aver postato l’interessante articolo. Dunque non è possibile per nessuno uscire dall’Euro senza conseguenze pesanti a meno che la cosa non venga decisa di notte e segretamente. L’Euro è un eurotunnel dove si entra per non uscirne mai. E’ una strada senza ritorno e volenti o nolenti si deve stare al gioco che giocano gli altri (presumo che quelli che hanno più voce in capitolo siano la Germania e la Francia). Noi dobbiamo pensare ai processi di Berlusconi, Berlusconi a come diventare Presidente della Repubblica, Bossi a come diventare Presidente del CONIGLIO, e Tremonti cosa lo facciamo diventare??? Presidente della Banca d’Italia. Per fortuna che almeno in Italia abbiamo il Papa!