PERCHE' NON ABBIAMO SOTTOSCRITTO, NE' SOTTOSCRIVEREMO,

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L'APPELLO DI MASSIMO FINI E DI MOVIMENTO ZERO "CONTRO LA DITTATURA BANCARIA E TECNOFINANZIARIA"


DI CARLO GAMBESCIA

carlogambesciametapolitics.blogspot.com

Per ragioni di stima e onestà intellettuale riproduciamo l ' Appello contro la Dittatura Bancaria e Tecnofinanziaria "lanciato" ieri da Massimo Fini e dagli amici di Movimento Zero.
Diciamo subito che non lo condividiamo. Intanto però invitiamo i lettori a leggerlo (il testo in corsivo) . Più sotto spieghiamo perché.

Appello contro la Dittatura Bancaria e Tecnofinanziaria


di Massimo Fini - 26/02/2009

http://www.movimentozero.org/

No alla vita basata sul prestito e sull’usura

No al debito eterno degli Stati, dei Popoli e dei Cittadini

Il Popolo (attraverso lo Stato) torni titolare della Sovranità Monetaria.

La questione della Sovranità Monetaria non è questione economica. Riguarda tutti gli aspetti della nostra vita. La Banca Centrale Europea, proprietà delle Banche Nazionali Europee, come Bankitalia, emette le banconote di Euro. Per questa stampa pretende un controvalore al 100% del valore nominale della banconota (100 euro per la banconota da 100 Euro), appropriandosi del poter d’acquisto del denaro che crea a costo zero e senza garantirlo minimamente.
E’ un’incredibile regalia truffaldina ai danni della popolazione intera. Gli Stati pagano questa cifra con titoli di Stato, quindi indebitandosi. Su questo debito inestinguibile, pagheranno (pagheremo) gli interessi passivi per sempre. Con le tasse dei cittadini, o vendendo a privati beni primari, come le fonti d’acqua. Per contenere il debito pubblico, che è generato soprattutto dal costo dell’emissione del danaro che lo Stato paga alla BCE, ogni governo è costretto ad aumentare una pressione contributiva diretta ed indiretta sempre più alta nel tempo, che per alcuni soggetti, i più deboli, corrisponde ad un prelievo forzoso di oltre il 60% del proprio guadagno.

Questo enorme profitto è incamerato ingiustamente, illegittimamente ed anticostituzionalmente dalla BCE, ovvero dai suoi soci, le Banche Nazionali, a loro volta controllate da soggetti privati. Queste Banche sono di proprietà privata, e, soprattutto, di gestione privata, anche se ingannevolmente vengono fatte passare per “pubbliche”. Gli utili che traggono dalla emissione monetaria vengono occultati attraverso bilanci ingannevoli, in cui si fa un’arbitraria compensazione dei guadagni da Signoraggio con inesistenti uscite patrimoniali. Dopo 60 anni di Signoraggio (il guadagno sull’emissione) esercitato da Bankitalia e BCE, l’Italia ha un enorme debito pubblico generato esclusivamente dai costi per l’emissione del danaro pagati alle Banche Centrali.

Se l’emissione del danaro fosse stata affidata allo Stato, senza creare debito, oggi non avremmo un solo euro di debito pubblico e le tasse da reddito potrebbero non esistere od incidere minimamente sui redditi da lavoro. Tutti i costi sociali (pubblico impiego, opere, scuole, ospedali) si sarebbero potuti coprire con i proventi da IVA (imposta sul valore aggiunto) magari maggiorata al 30% per i prodotti di lusso e non popolari, e da tasse su transazioni soggette a pubblica registrazione.

Senza usura contro lo Stato da parte delle Banche Centrali, che ha costretto lo Stato a vessare i propri cittadini con tasse spropositate (ricordate il prelievo sul conto corrente voluto dal banchiere Ciampi, travestito da uomo politico?), non bisognerebbe lavorare 30 anni per comprare una piccola casa, pagando tassi da usura. Non esisterebbe il degrado sociale, la povertà, il precariato, la delinquenza come mezzo di sopravvivenza di massa. Senza il Signoraggio delle Banche Centrali gli Stati non avrebbero più debiti e non sarebbero più costretti a tassare e tartassare i propri cittadini, a sottoporli a forme di controllo poliziesco per la determinazione dei redditi. I guadagni da lavoro dipendente ed autonomo sarebbero tutti legittimi, provati e dichiarabili senza timore, senza evasione, senza elusione, e l’unica tassa da riscuotere sarebbe quella sull’acquisto di beni e servizi, favorendo quelli per la sussistenza con aliquote più basse ed alzando le aliquote per i prodotti voluttuari e di lusso.

Ritornando la sovranità monetaria nelle mani degli Stati sovrani si eliminerebbe il debito degli stessi e di conseguenza di larga parte della popolazione. L’esistenza di noi tutti, condizionata e vincolata fin dalla nascita dal principio usurocratico del debito sarebbe sollevata dall’angoscia da rata, da scoperto di conto corrente, da pignoramento, da sfratto, da banca dati della puntualità dei pagamenti. Le nostre vite sarebbero liberate dall’assillo dal lavoro, del doppio lavoro, del bisogno di guadagnare tanto, per poi pagare il 60% del proprio guadagno allo Stato, perché lo Stato è sotto l’usura dei Banchieri.

Merita trattazione a parte l’analisi delle influenze sulla nostra vita dell’assillo economico. Influenze negative di carattere psichico, culturale, sociale. Con i drammi della povertà, dell’emigrazione, del doppio lavoro familiare, del lavoro precario, del lavoro insicuro, delle pensioni minime, che, senza la voracità da usura delle Banche Centrali, si sarebbero potuti evitare. Sottoponiamo l’appello a deputati, senatori, giornalisti, intellettuali, contestatori,
anticonformisti, per promuovere la proposta di legge che faccia tornare l’emissione monetaria in mano statale, ovvero politica e popolare. Diffondiamo la verità negata: viviamo in una dittatura bancaria che impone a tutti l’angoscia esistenziale della vita basata sui debiti.
Azzeriamo il debito degli Stati

Eliminiamo la schiavitù degli indebitati per sopravvivere

Riprendiamoci la nostra vita e la nostra libertà.

.

Massimo Fini, Marco Francesco De Marco, Valerio Lo Monaco, Alessio Mannino, Andrea Marcon

E ora veniamo alle ragioni del nostro dissenso.

In primo luogo, ritenere che la nazionalizzazione - perché di questo si tratta - delle Banche Centrali possa risolvere la questione della “dittatura bancaria e tecnofinanziaria” è semplicistico. Dal momento che affidare direttamente allo Stato l’emissione del denaro significa semplicemente passare dalla dittatura dell’Economico a quella del Politico, nella sua veste peggiore, anche rispetto a un passato, per quanto idealizzato: quella presente, dello Stato Partitocratico e Burocratico.

In secondo luogo, criticare l’ elevata tassazione e correlarla all’”usurocrazia” senza tenere conto della massiccia evasione fiscale, mai contrastata e recuperata – proprio da quei politici e da quelle burocrazie cui si vuole affidare il controllo dell’emissione di denaro - è estremamente ingenuo.

In terzo luogo, l’ “angoscia da rata” e l’ “assillo del lavoro” non possono essere collegate, altrettanto ingenuamente, all’usurocrazia. Vanno invece ricondotte a un preciso modello socioculturale consumistico, dove il denaro è un puro e semplice veicolo. Pertanto se prima non cambia la mentalità - che non può mutare a colpi di ukaze intellettuali per quanto nobili e sinceri - la sostituzione del Banchiere con il Burocrate Pubblico è assolutamente inutile.

In quarto luogo, richiamare l'attenzione sulla voracità del sistema è giusto. Ma la discussione critica andrebbe estesa anche all’implacabile logica capitalistica del profitto per il profitto. Logica che anima il sistema economico mondiale. Sistema che molto probabilmente rischia di continuare a “funzionare” anche dopo che ” il Popolo (attraverso lo Stato)”, come auspica l'Appello, sia tornato “titolare della Sovranità Monetaria”.

E qui, in quinto luogo, è inutile sottolineare, alla luce degli scritti e purtroppo anche degli errori di Carl Schmitt, quanto siano pericolose le identificazioni tra “Stato” , "Popolo”, e dispiace dirlo, come in questo caso, Movimento (Zero)... Fermo restando il rischio minore (si fa per dire) di cumulare tutti i peggiori difetti del "burocratismo" statalista e del "profittismo" mercatista, nell'evenienza più che probabile di un predominio, anche dopo l'azzeramento del signoraggio, delle logiche capitalista e statalista (seppure ammantata, quest'ultima, di "popolarismo").

Per queste cinque ragioni non abbiamo sottoscritto, né sottoscriveremo, l'Appello di Massimo Fini e di Movimento Zero.



Carlo Gambescia

Fonte: http://carlogambesciametapolitics.blogspot.com/

Link: http://carlogambesciametapolitics.blogspot.com/2009/02/un-appello-quello-di-massimo-fini-e.html

27.02.2009

Commenti (128)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. Tao 2 marzo 2009

      "Insomma, è la Rete bellezza... E mi ci metto anch'io, come metapolitico mai in ferie..." Chiesto da uno studioso di patafisica: la differenza tra metapolitica e fantapolitica sarebbe....? Se continuiamo con il gioco dei puntatori che puntano ad altri puntatori non ne usciamo vivi.

      Tonguessy

    1. Tao 2 marzo 2009

      UNA MEGA-DISCUSSIONE DA CONDOMINIO MEDIATICO

      DI CARLO GAMBESCIA

      carlogambesciametapolitics.blogspot.com

      La mia presa di posizione pubblica sull'Appello di MZ ha suscitato numerosi interventi, di valore diseguale, qui e sul Forum di Comedonchisciotte. Ma ha evidenziato anche il deludente silenzio di alcune persone - tranne una - conosciute in Rete, che ritenevo sensibili e comunque vicine, al di là di episodici contrasti. E purtroppo anche di altre persone conosciute e frequentate nella vita reale, ma presenti, e spesso in full position, anche nella blogosfera. E ne prendo atto.

      Colgo l'occasione per ringraziare ancora una volta gli amici gestori di Comedonchisciotte, per la grande attenzione verso i miei scritti "blogosferici".

      Volendo dare un giudizio complessivo sulla "resa" fin qui del dibattito, dispiace dirlo, ma se ne potrebbe parlare come di una gigantesca e confusionaria rissa, degna di una riunione da mega-condominio "mediatico". Dove a un certo punto, poiché tutti urlano e strepitano, non si capisce più nulla. E dove però - ecco la differenza, in peggio, con la vita reale - i partecipanti possono mantenere l'anonimato e insultare, anche ferocemente e senza alcuna apparente ragione, se non quella di offendere gli interlocutori. E violando così qualsiasi regola del più normale vivere civile . L'impressione, forse più banale, è quella di una guerra tra poveri. Poveri di dentro. Una sorta di Lumpenproletariat , ma nell'anima, blogosferico.

      Perciò, come in qualsiasi altra riunione di condominio, sono venuti fuori anche in questa, ma moltiplicati per mille da un vile anonimato, rancori apparentemente inspiegabili. Ma è anche affiorato un composito insieme di figure umane virtuali che sarebbe un peccato non ricordare: il peronista all'Amatriciana; l'ultimo comunista marsicano, il nazista incorreggibile, che sembra appena uscito da The Producer; il Pippo Franco delle-tre-emme; quello che non ha mai letto un libro ma ha "tanto senso pratico"; quello che ne ha letto uno; quello che ne ha letto mezzo; il mazziere per natura; il mazziere per scelta; il mazziere di complemento; i Lexotan-dipendenti; i Prozac-dipendenti; quelli rapiti dagli alieni; il complottista a tempo pieno; quello che "odia l'umanità"; quello che un suo amico che lavora in banca gli ha detto che...; eccetera. Insomma, è la Rete bellezza... E mi ci metto anch'io, come metapolitico mai in ferie... O come si dice, un po' volgarmente, dalle mie parti, che non sputa mai... (qualche "malevolo", potrebbe aggiungere, "tra una sentenza e l'altra..."). Ma, per tornare al dibattito, si tratta di figure, figurine e di qualche potenziale figuro, che a riflettere bene, tutte insieme (livorosi inclusi), possono essere ricondotte in termini di causalità sociale al tipo di vita, culturalmente deprivata, che questa società sensista impone ingiustamente a tante, troppe persone. Il che spinge a perdonare e qualche volta sorridere, ma con rispetto, perché in fondo si tratta, soprattutto nei "casi più gravi" , io sono ancora curabile ;-), di persone socialmente deprivate - e qui non sto scherzando - che non sanno quello che fanno. Le stramberie di comportamento e argomentazione spesso nascondono richieste di aiuto da parte delle persone. E sarebbe grave errore voltare loro le spalle (o peggio riderne, e basta).

      Entro i limiti dell' umana sopportazione, ovviamente. Mi chiamo Carlo, non San Carlo. E, in effetti, sul piano verbale talvolta si è passato il segno (si vedano alcuni commenti apparsi tra sabato e domenica su questo blog e su Comedonchisciotte): chi scrive è stato liquidato con epiteti, in crescendo, come "intellettuale salottiero" "uomo inquietante" , "sionista", "sabotatore", "servo delle banche", per non parlare di altre espressioni irriferibili e comunque a dir poco disdicevoli per chi le ha pronunciate.

      Insulti che proprio perché tali non vanno cancellati dai commenti. Ma devono comunque restare a futura (micro-)memoria di una grande verità: di come un sistema sociale ed economico come quello capitalistico-sensistico, pur avanzatissimo sotto il profilo tecnologico al punto di permettere (e questo è un suo merito) a persone socialmente e culturamente eterogenee di comunicarsi idee in tempo reale, al tempo stesso le deprivi (e questo è un suo demerito), nella vita quotidiana, socialmente e culturalmente, fino al punto di (ri-)attivarne, accrescendola e "patologizzandola", la naturale (o fisiologica) aggressività. Che, per fortuna, nel nostro caso è puramente verbale. Che però - attenzione - è sempre lì, pronta a tracimare, rischiando di trasformarsi in "fattuale", come mostra la terribile storia del Novecento: il secolo del capitale oligopolistico per eccellenza. Ma anche dei suoi nemici. Spesso altrettanto feroci. Ma quest'ultima è un'altra storia.

      Il che significa, probabilmente, che la tecnica e la civiltà quale rispetto dell' Altro, sono due rette parallele destinate a non incontrarsi mai. Se non all'infinito, in un altro mondo.

      Oggi si può avere una casa piena di gadget audiovisivi e telematici e al tempo stesso rispondere a quel richiamo animalesco della foresta capitalistica, che tanto ricorda le grida e i gesti convenzionali degli operatori di Wall Street. Una jungla, quella della società attuale, dove ci si deve inoltrare tutti i giorni indossando quella maschera, o meglio corazza, di cattiveria ed egoismo, che certo capitalismo quotidiano, fatto di sopraffazioni, piccole e grandi, a tutti i livelli, costringe ad indossare, volenti o nolenti, facendola apparire normale e socialmente accettabile. Ed è difficile levarsela una volta tornati tra le mura domestiche. Anche, o forse soprattutto, dopo che ci si sia seduti davanti allo schermo luminoso del computer, capace però di garantire quell'anonimia da uomo-folla, spesso in grado di coprire quella ferocia, tipica di certi fenomeni di folla, anche in Rete... E questa sarebbe una chiave interessante per studiare i fenomeni dei Forum politici su internet, come fenomeni di folla, secondo la lezione di Gustave Le Bon. Ma non è il momento.

      Ma capire e spiegare un fenomeno sociale non significa giustificarlo o subirne le conseguenze passivamente (* cfr. nota in fondo alla pagina).

      L'uso sistematico della violenza verbale, assai diffuso in Rete, mi ha spinto altre volte a fare considerazioni amare sulle potenzialità di dibattito (costruttivo) all'interno della Blogosfera. Inutile perciò ritornarvi sopra .

      Carlo Gambescia

      Fonte: http://carlogambesciametapolitics.blogspot.com/

      Link: http://carlogambesciametapolitics.blogspot.com/2009/03/ancora-qualche-chiarimento-sul-mio-no.html

      2-03.2009

    1. ericvonmaan 2 marzo 2009

      Qualche commento per concludere.
      Da tutto il dibattito emergono alcuni dati di fatto.

      1)L'argomento della Sovranità Monetaria è molto sentito, sempre più persone si rendono conto che così come è stata gestita fino ad oggi NON VA BENE. Non ricordavo tanti commenti ad un articolo su ComDonChisciotte da tempo. E' un bene, sempre più persone cominciano a capire chi sono i padroni della moneta, del denaro, di come il monopolio della gestione di questi elementi possa provocare reazioni cosi' drammatiche sul corso dell'economia e quindi sulla nostra vita.

      2)Tutti siamo d'accordo che un potere così grande non può e non deve essere lasciato nelle mani di una oligarchia internazionale di PRIVATI superricchi e superpotenti al di sopra di ogni controllo e legge. L'azienda privata ha come obiettivo IL PROFITTO, e qui si sta facendo del profitto sulle nostre spalle, distruggendo la nostra qualità della vita e pregiudicando tutto il potenziale di benessere sociale che potrebbe derivare da una opportuna gestione di queste politiche.

      3) Tutti siamo d'accordo sul fatto che la Sovranità Monetaria e la gestione dellla creazione di denaro e di credito dovrebbe essere PUBBLICA, STATALE, ed avere come obiettivo IL BENESSERE SOCIALE e la crescita sana ed equilibrata dell'economia.

      4)Credo anche che sia ormai chiaro che la moneta per svolgere il suo compito non ha bisogno di nessuna copertura aurea, è sufficiente che venga emessa rispettando determinati equilibri con i beni ed i servizi effettivamente presenti nella società.

      5)Vengono proposte ricette diverse per la soluzione, ma tutte concordano che il denaro di cui lo Stato (cioè tutti noi) necessita NON DEVE ESSERE A DEBITO.

      Beh, allora diamoci da fare perchè anche quegli ignoranti dei nostri politici si informino su questi argomenti (ritengo che il 90% di loro non ne capisca nulla e credano che Bankitalia e BCE siano una specie di istituzioni divine ed intoccabili) e cominci a girare la pulce anche dentro agli ambienti politici. Parliamone, anche se non siamo d'accordo sulle soluzioni cerchiamo di informare quanta più gente possibile sul giochetto che strozza il mondo civile da tanti anni.

      Come ho detto altre volte, il problema non è solo "tecnico" ma anche e soprattutto morale, etico, filosofico. Altrimenti arriveremo a quelle società descritte in tanti libri di fantascienza dove anche l'aria è privata e per respirare devi pagare.

    1. Tonguessy 2 marzo 2009

      Tra tutti gli argomenti manca un dato sensibile: a seguito delle nazionalizzazioni le guerre diventano una necessità. Questo dimostra in qualche modo che nazionalizzare può sembrare a breve un rimedio valido ma i cui costi saranno le generazioni successive a pagare caramente.

      Secondariamente: il gold standard così fortemente auspicato da alcuni è semplicemente ormai impossibile da realizzare. Perché? I soldi attualmente circolanti nei soli USA superano TUTTO l'oro in circolazione. Ed infine: un eventuale ricorso al gold standard farebbe riaprire quelle discariche altamente tossiche a base di cianuro che tutto distrugge che sono le miniere ora abbandonate ma che grazie ad un ritorno economico potrebbero essere riaperte.

    1. Drachen 2 marzo 2009

      le risposte stile Gambescia sono del tutto inutili e zero costruttive.

      ha solo fatto del gran fumo.

    1. virgo_sine_macula 1 marzo 2009

      Noto con piacere che,benche' di opinioni politiche differenti,sei una delle poche persone civili del blog che mi sembra decisamente sbilanciato a sinistra:un blog e' fatto per confrontare idee e opinioni diverse,altrimenti diventa un blog di regime o di partito

    1. rosacroce 1 marzo 2009

      le banche centrali andrebbero eliminate.

    1. Eracle 1 marzo 2009

      Bankitalia dovrebbe essere nazionalizzata per un semplice ed elementare motivo:

      il governo, in un modo o nell'altro, viene eletto dal popolo.
      I banchieri no, e non rappresentano il popolo.
      Quindi è giusto che sia il governo a governare Bankitalia, non qualcuno che non non deve rispondere delle sue azioni al popolo.

      Semplice.
      Tutto il resto è secondario.

    1. rosacroce 1 marzo 2009

      sono particolari,irrilevanti ,la banca 'd'italia ha sede legale in qualche paradiso fiscale ,questo conta ,ho letto le cayman o un'altra isola ,ma il concetto non cambia.

    1. lino-rossi 1 marzo 2009

      credo che l'agricoltura sia il tuo sbocco naturale. mi raccomando! non ritornare all'agricoltura tradizionele, perchè per i tuoi familiari e per i tuoi clienti sarebbero problemi seri. se usassi i rimedi chimici, dalle tue parti ci sarebbe un bello sfoltimento ed i becchini farebbero affari d'oro. così i massoni sarebbero contenti per la riduzione della popolazione mondiale. già col tuo nomignolo sei tutto un programma. a proposito di sfoltimenti lo sai che Maximilien François Marie Isidore de Robespierre era un rosacrociano. dai, tira fuori il grembiulino.

    1. lino-rossi 1 marzo 2009

      hai tre possibilità:



      1) sei cornuto e contento (monetariamente parlando, ovviamente; tua moglie è sicuramente una santa. non ti preoccupare troppo: il masochismo va per la maggiore);



      2) possiedi una minera d'oro attiva;



      3) sei un riccastro.



      propendo per la prima. gli estimatori della moneta debito ad oltranza non hanno un gran QI. anche i banchieri più svegli ci sono arrivati al fatto lapalissiano che così non va. povero Keynes! si girerà nella tomba e vedere tutti questi estimatori dell moneta merce. ma fatevela di guano e riempitevi la casa!

    1. epicblack 1 marzo 2009

      La questione non può essere ridotta ad una mera tecnica di politica monetaria, seppur corretta e giusta, come quella esposta da Rossi. Quì il problema è squisitamente politico, e lo si vede da come reagisce la gente su questo sito. Davanti alla possibilità di liberarsi dal giogo della spirale del debito con il semplice trasferimento della politica monetaria allo Stato, ci si infila un'altro cappio al collo (con il gold standard), piuttosto che affidare le leve della moneta alla casta politica. Del resto è facile capire come la scelta risulti difficile quando si è chiamati a trasferire il potere da Draghi a Mastella. La soluzione è politica! Si deve partire dall'articolo numero 1 della Costituzione, per definire in modo più dettagliato la sovranità del popolo. Si devono modificare e integrare gli articoli come ad esempio il n.75 che limita l'uso dei referendum. Si potrebbe prendere come modello la Svizzera, lì i politici non alzano mai troppo la cresta. In definitiva per rendere accettabile il trasferimento di poteri cospicui alla classe politica si devono rafforzare gli strumenti di democrazia diretta: ad esempio referendum senza quorum e introduzione dei refendum revocativi, per cominciare. Il potere deve tornare verso il basso, questa è la soluzione. Allora, quando avremo tagliato gli artigli alla classe politica, potremo dargli anche le chiavii della cassa, che per ora sono in mano ai ladroni.
      Perla gente meno poltrona davanti alla TV e più urne durante l'anno. I cervelli della devono ricominciare a funzionare.

    1. epicblack 1 marzo 2009

      linka, linka che vediamo cosa scrivi.

    1. epicblack 1 marzo 2009

      sei sempre troppo impreciso caro rosacroce. E' facile sostenere e proprie teorie deformando sempre la realtà dei fatti.

    1. rosacroce 1 marzo 2009

      una volta per tutte ti rispondo ,che la questione non è solo economica,ma è POLITICA.
      il governo eletto deve,ripeto DEVE decidere il bilancio dello stato ,le spese e la stampa di denaro , le tasse,e anche i tassi.
      nessun altro deve interferire.se vuol farlo DEVE andare al governo e farsi eleggere, se no STIA zitto.
      il governo se fa una politica che porta a crisi ,cosi SE NE VA A CASA a far la calzetta,e viene un nuovo governo,le banche sono PAGATE da noi e se ne devono stare BUONE altrimenti le liquidiamo.
      non ci sono altre soluzioni,e non c'è anche nessun debito.
      altri sistemi non funzionano e portano al collasso di tutto.

    1. epicblack 1 marzo 2009

      visto che posti in quantità industriale sul sito ti consiglio di essere più preciso. In questo post ad esempio non corrisponde al vero che la banca d'italia abbia sede alle Cayman e il concetto di signoraggio riguarda solo il guadagno sulla produzione e vendita della moneta.

    1. rosacroce 1 marzo 2009

      guarda che per me il gold standar non è una truffa ,ma è l'unico sistema che impedisce le truffe,tu devi dimostrare quello che dici, io sono con la scuola austriaca ,le moneta deve essere scarsa,la tua proposta di aumentare la base monetaria ,con aumento della riserva,è un modo fuorviante di risolvere i problemi monetari,il sistema monetario è la causa di tutti i mali ,bisogna sostituirlo con quello creditizio,e qui sono con la rouche.la banca NAZIONALE occorre la banca nazionale ha ragione la rouche,dopo si può stampare in proporzione all'aumento del pli,non di più,ad ogni modo aumentando la base monetaria si compie un furto ,e si deve distribuire ai cittadini una parte dello stampato sotto forma di REDDITO di cittadinanza.le guerre si sono sempre fatte dopo aver sospeso il gold standar,appunto per finanziarle con carta da stampa,tu non puoi sapere questo,lo sai benissimo,a che gioco stai giocando?
      e ancora la truffa è dello stato che si è messo d'accordo con le banche per renderci schiavi,e farci lavorare come ebeti per loro,
      quà ,bisogna finirla con questa associazione di usurai mediovali ed ebrei criminali,tu li stai sostenendo con le tue proposte all'acqua di rose ,ci vuole la rivoluzione non piccole modifiche .

    1. lino-rossi 1 marzo 2009

      pieno di grossolani errori

    1. rosacroce 1 marzo 2009

      guarda ,non mi ricordo bene,ma a un certo punto diceva che bisognava sostenere le banche,perche se fallivano eravamo tutti fritti,ora per me le banche dovrebbero fallire.

    1. epicblack 1 marzo 2009

      l'euro non è una moneta di Stato. Solo le monete metalliche lo sono. Il fatto che sia obbligatoria l'accettazione è solo indice del corso forzoso della moneta, ma questo non comporta necessariamente l'emissione da parte della zecca di Stato. Prova a leggere su qualunque banconota Euro e vedi se è indicata l'appartenenza a qualche Stato. Noterai solo il simbolo BCE (una banca che non appartiene a nessun Stato) e nessuna indicazione sulla proprietà della banconota, lasciata volutamente all'immaginazione della gente, che crede erroneamente come te che la moneta sia emessa dallo Stato.

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