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PERCHE’ L’INFLUENZA PANDEMICA H1N1 NON VIENE INDAGATA COME UN’ARMA BIOLOGICA PROGRAMMATA ?

DI BILL SARDI
lewrockwell.com

Per quanto possa sembrare strano, in un’era di accese preoccupazioni sul terrorismo biologico, pare esserci poca o nessuna discussione sulla tre volte mutata febbre pandemica H1N1 come arma biologica costruita in laboratorio.

Di certo ciò non è impossibile sul piano tecnologico. Oggi per degli scienziati è perfettamente possibile ricreare artificialmente, dal nulla, un agente infettivo. I ricercatori hanno dimostrato che il virus della polio può essere ridotto a un composto chimico, C332,652H492,388N98,245O131,196-P7501S2340, e assemblato seguendone il codice genetico scritto. (I virus non sono organismi viventi, ma sequenze di geni che devono contare sul nucleo di una cellula ospitante per sfruttarne i meccanismi genetici per riprodursi). Quando un virus di polio creato sinteticamente fu introdotto nei midolli spinali dei topi creò la stessa paralisi riscontrata nella polio[1] .

La sintesi di virus influenzali divenne più che una possibilità nel 1999 quando i ricercatori dimostrarono che era possibile superare il problema fino ad allora insormontabile di predisporre otto segmenti di RNA. Questo fu realizzato dalla creazione di RNA utilizzando un enzima, l’RNA polimerasi, in pratica creando un virus influenzale clonato[2]

La paura si diffonde più rapidamente della febbre

Di certo immaginata più che basata sull’evidenza è la paura al centro delle preoccupazioni sullo scoppio di questa influenza pandemica H1N1. La tubercolosi, un’altra malattia infettiva, uccide ogni anno nel mondo circa 2 milioni di persone, rispetto ai 250-500 mila dell’influenza, ma uno sforzo di 9 milioni di dollari non viene intrapreso contro la tubercolosi come è successo con la “febbre suina” del 2009.

La tardiva diffusione della pandemia dell’influenza stagionale, iniziata in Messico nel marzo 2009, crea uno scenario tanto spaventoso quanto quello dello scoppio dell’influenza spagnola del 1918 uccise milioni di persone nel mondo. Se si trattasse di un virus costruito, il ritardo nella sua diffusione potrebbe essere una prova dell’esistenza di uno sforzo internazionale di gettare nel panico le popolazioni umane. Se costruito, è stato progettato per diffondersi, non per uccidere. Gli manca l’indicatore PB1-F2 per la patogenicità (danneggiamento dei tessuti) visto nel temuto ma poco trasmesso virus dell’aviaria H5N1 che destò preoccupazione nel 2003 [3]. Eppure, in individui vulnerabili, quelli con patologie preesistenti, fumatori o donne incinte, c’è un rischio maggiore (ma pur sempre piccolo) di morte.

Origini incerte

I ricercatori provano a spiegare che questo virus influenzale unico “è derivato da parecchi virus circolanti tra i maiali, e il contagio iniziale agli umani è accaduto molti mesi prima di riconoscere l’esplosione”. Senza prove in mano, la comunità mondiale di virologi ha concluso che il virus “è emerso da un virus mutato tre volte che circolava tra i maiali nel nord America”. Ma nessun abbattimento di massa dei suini è stato richiesto[6] .

L’origine suina di questa febbre non ha senso, dal momento che nessun allevamento di maiali mostrava questa malattia finché non è stata individuata mesi dopo la diffusione iniziale in Messico, suggerendo che si è trasmessa dagli uomini ai maiali, non viceversa. Usare i maiali per coprire la vera origine della malattia fa pensare anche ad una larga connivenza all’interno della comunità di microbiologi e autorità sanitarie pubbliche.

Per la documentazione dei fatti, il primo riscontro dell’influenza pandemica nei maiali negli USA da parte del Dipartimento dell’Agricoltura è avvenuto tra il 26 agosto e l’1 settembre alla Minnesota State Fair, quasi 6 mesi dopo il primo caso in Messico[4] . Comunque, il fatto che non fu rivelato fino a mesi più tardi, volle essere uno sforzo per proteggere gli allevatori americani di suini quando i loro affari era già stati distrutti dall’associazione tra il virus influenzale con forme di virus comunemente riscontrate negli allevamenti dei maiali[5] .

I ricercatori proseguono dicendo, in modo confuso e inspiegabile, che “una stima filogenetica dei gap di sorveglianza genetica indica un lungo periodo di discendenza mai sperimentata prima dello scoppio dell’influenza suina, suggerendo che la mutazione delle discendenze nei maiali potrebbero essere avvenute anni prima della diffusione tra gli uomini, e che la discendenza genetica multipla di questa febbre suina non è sintomatica di un’origine artificiale[6] ”.

Ecco qui una formulazione cercata per liquidare qualsiasi idea di un virus costruito. E gli autori di questo rapporto ci stanno anche suggerendo che le tante stazioni di monitoraggio dell’influenza sparse per il mondo hanno perso completamente di vista il virus mentre mutava e si ricreava nella sua forma attuale. Ma non c’è stata nessuna richiesta di cercare falle nella classificazione di forme influenzali che si sarebbero ovviamente diffuse. Questi ricercatori continuano e dicono che, senza campioni dei suoi antenati, l’immediata origine di questa forma di influenza è difficile da determinare. I parenti più stretti ad essa sono esistiti tra 9,2 e 17,2 anni fa, “a seconda del segmento genetico” analizzato. Gli investigatori affermano che deve aver circolato tra i maiali “per svariati anni” prima di venir fuori tra gli uomini[6] .

I suoi segmenti di origine asiatica hanno portato i ricercatori ad accusare il movimento di suini tra l’Eurasia e il Nord America per le sue uniche mutazioni virali. Però la spedizione dei capi di suini va in un senso solo, dal Nord America all’Asia, ed esistono periodi di quarantena in modo che i nuovi arrivi non contagino la mandria che c’era prima. L’influenza dura solo pochi giorni e meccanismi di quarantena eliminerebbero ogni trasmissione a un’altra mandria. A differenza degli uomini, i maiali producono da sé la vitamina C e le esplosioni influenzali sono tipicamente leggere e non letali.

Allarmi sull’uso dell’influenza come arma batteriologica

Nel 2003 i ricercatori del Center for Biosecurity and Public Health, University of Texas-Houston Health Center di Houston, Texas, avvertirono che l’influenza poteva essere trasformata in un’arma biologica per generare malattie e morti in gran quantità. A differenza di altre minacce batteriologiche come l’antrace, l’influenza ha bisogno soltanto di 3-6 particelle virali trasportate dall’aria per produrre l’infezione, 27 mila volte meno di quelle ottenute da un contatto diretto (le mani). In 1-4 giorni, il periodo di incubazione, può iniziare a replicarsi e produrre sintomi di diarrea, vomito e tosse abbastanza seri da richiedere l’ospedalizzazione e l’utilizzo di un respiratore. Le sue vittime spesso soccombono ad un improvviso infarto mortale, che non va a finire direttamente tra gli annali statistici della sanità come una morte legata all’influenza.[7]

Una volta che una pandemia influenzale è iniziata, è difficile fermarla perché l’immunizzazione successiva all’esposizione non protegge, e i farmaci anti-influenzali (Tamiflu, Relenza) devono essere somministrati prima che i sintomi vengano fuori o nelle prime 48 ore dalla loro comparsa. All’inizio, i sintomi influenzali possono sembrare simili a quelli di altre minacce biologiche come l’antrace, ed è perciò difficile accertare che un popolo è vittima di un attacco biologico intenzionale.[8]

I virus influenzali evolvono per proteggere l’umanità?

Il Dott. Jeffrey K. Taubenberger, Senior Investigator del National Institute of Allergy & Infectious Diseases, e il Dott. Anthony S. Fauci, Direttore dell’Istituto, dicono che l’influenza pandemica H1N1 è un discendente di quarta generazione del virus del 1918. Quel virus, ammettono, causò una pandemia esplosiva e memorabile, durante la quale gli umani trasmisero il virus anche ai maiali. Taubenberger e Fauci portano la teoria evoluzionista ai limiti dell’assurdo, sostenendo: “… gli eventi pandemici o simil-pandemici successivi sembrano generalmente diminuire di intensità nel tempo. Questa diminuzione… potrebbe riflettere “scelte” evolutive del virus, che favoriscono una trasmissibilità ottimale con una patogenicità minima – un virus che uccide chi lo ospita o lo fa finire a letto non ha una trasmissibilità ottimale”.

Eh? Abbiamo sentito parlare di “sopravvivenza del più forte” e “selezione naturale” (dove tratti ereditabili rendono più probabile che un organismo sopravviva e si riproduca con successo), ma qui abbiamo una nuova definizione di evoluzione – il genoma del virus influenzale sta facendo una selezione contro la propria sopravvivenza a vantaggio di quella degli uomini![8]

Come verrebbe prodotto un virus influenzale su misura

Nel 2003 Robert M. Krug, scrisse sulla rivista scientifica Antiviral Research uno storico rapporto intitolato “Il potenziale uso del virus dell’influenza come un agente di bioterrorismo”. Krug scrisse: “Se un virus così letale di influenza A umana non emerge in natura, è probabile che possa essere generato in laboratorio con il sistema della genetica inversa sviluppato di recente, in base al quale i virus influenzali possono essere creati per trasfezione (il processo di introdurre acidi nucleici nelle cellule) di DNA multipli”.[15]

Ciò può essere ottenuto aprendo provvisoriamente pori o buchi nella membrana cellulare per consentire l’ingresso di particelle virali. Infatti, il letale virus influenzale dell’aviaria H5N1 (uccide 6 malati su 10 tra gli uomini) è già stato generato in almeno un laboratorio, alla University of Wisconsin, utilizzando il sistema della genetica inversa.[9]

Questo argomento è stato trattato nel mio articolo su LewRockwell intitolato “Il virus influenzale più letale al mondo”. [10] Krug scrive: “C’è ogni ragione per credere che le stesse tecniche ricombinanti del DNA possano essere usate per rendere il virus H5N1 trasmissibile da uomo a uomo. In più, dovrebbe essere possibile introdurre mutazioni in questo virus ricombinante in modo che diventi resistente agli antivirali attualmente disponibili (inibitori M2: amantadina e rimantadina, e inibitori NA: zanamivir e oseltamivir-Tamiflu e Relenza), e differente dai virus umani che circolano di recente. In realtà, si potrebbero produrre parecchi virus contemporaneamente. La popolazione umana non avrebbe le difese immunitarie contro questi virus, i farmaci esistenti non garantirebbe alcuna protezione, e i virus potrebbero diffondersi semplicemente per il rilascio di uno spray in diverse aree affollate.[15]

In questo caso, se l’attuale virus H1N1 è stato creato artificialmente, è stato fatto per essere vulnerabile al Tamiflu e al Relenza, ma non ad amantadina e rimantadina. Dato l’attuale ritardo nella consegna dei vaccini, viene da chiedersi se tutta questa pandemia non sia stata prodotta per esaurire le vecchie scorte di Tamiflu che le nazioni avevano accumulato in attesa della “big one” – la supposta e lungamente attesa “grande pandemia influenzale”.

La domanda è, può esserci qualche infame bioterrorista in qualche paese straniero che abbia la capacità di creare di nascosto un virus influenzale in un remoto villaggio del Messico, infettando un solo bambino lì, e poi vederla diffusa in tutto il mondo? In tal caso, questa pandemia è realmente finita a luglio 2009, come svelato da CBS News, ma è riemersa nei mesi successivi come la varietà dominante del virus in circolazione.[11]

Le forme dell’influenza predominano

Questa forma pandemica dell’influenza è stata reintrodotta o ricreata allora, per renderla più diffusa? La forma influenzale attualmente in circolazione alla prima settimana di novembre 2009 è per il 99% H1N1. Le forme di influenza stagionale sono scomparse. Non c’è bisogno di farsi vaccinare per l’influenza stagionale. Le autorità sanitarie sapevano già qualche tempo fa che la forma H1N1 avrebbe sopraffatto quella stagionale. L’esatta data della scoperta non è chiara perché conosciamo solo la data della sua pubblicazione. La prima evidenza è stata mostrata qualche tempo dopo.[12]

Che un terrorista biologico abbia reintrodotto la forma H1N1 tra le popolazioni del Nord America dopo che era andata in fumo a luglio è certamente una congettura, ma è una domanda che deve essere posta.

Origini di laboratorio: nessun terrorista amatoriale

Krug continua dicendo: “Si può sostenere che la maggior parte dei terroristi non avrebbe la conoscenza, le attrezzature e l’ingegnosità per realizzare questi esperimenti di ricombinazione del DNA. Ciò è probabilmente vero ad oggi, ma ci si può aspettare che la situazione cambi in futuro, magari in appena 5-10 anni”.[15] Al momento non esistono informazioni conosciute che vi sia un perfido bioterrorista in libertà che stia sviluppando virus influenzali. Se la forma influenzale attualmente in circolazione è stata creata in laboratorio, sarebbe probabilmente opera di un laboratorio universitario o militare, così come l’origine dell’antrace fu fatta risalire al laboratorio dell’esercito di Fort Detrick nel Maryland.[13]

Non dobbiamo neanche dimenticare che i media hanno provato ripetutamente a distrarre l’opinione pubblica sulle vere origini dell’antrace, falsamente suggerendo che l’additivo bentonite trovato nei campioni di antrace, diffusa nei condotti di ventilazione degli uffici dei membri del Congresso USA a Washington DC, provenisse dall’Iraq, l’unico paese di cui si sappia che utilizza quell’additivo. Un collegamento falso veniva fatto tra l’antrace e il leader iracheno Saddam Hussein da Brian Ross, il principale reporter investigativo dell’ABC, il 26 ottobre 2001, poco dopo gli attacchi al World Trade Center di New York.[14] La gente dovrebbe quindi diffidare dai mezzi di informazione che potrebbero essere complici di altre parti per trarre conclusioni politicamente corrette come avvenuto per l’origine della febbre suina H1N1.

La strategia della vaccinazione è strutturalmente difettosa

Krug prosegue: “Il vaccino sarà probabilmente poca cosa rispetto ad un virus influenzale nato da un attacco bioterroristico. Al momento ci vogliono circa 6 mesi per preparare un vaccino contro una nuova forma influenzale. Forse la genetica inversa può accorciare un po’ il tempo, ma passerà comunque qualche mese tra lo scoppio dell’influenza e la disponibilità del vaccino. Inoltre, l’approccio del vaccino può essere facilmente ostacolato da bioterroristi che potrebbero diffondere più virus con siti antigenici HA differenti”.[15]

Quindi l’attuale sforzo di contenere l’influenza, in gran parte incentrato sulla vaccinazione, è sbagliato e andrebbe limitato. Certamente non è quello che sta avvenendo nel dramma del vaccino che si sta schiudendo attualmente.

Restano solo gli antivirali a difesa

Krug dice ancora: “Al contrario, i farmaci antivirali diretti alle funzioni comuni a tutte le forme di influenza A, rappresentano la miglior linea di difesa contro un attacco bioterroristico. Al momento gli inibitori NA (neuraminidasi) (zanamivir e oseltamivir-Tamiflu e Relenza) sono gli unici antivirali di questo tipo disponibili”.[15]

Le scorte di farmaci antivirali, che ora proliferano in giro per il mondo, potrebbero diventare inutili a causa della ridotta durata di conservazione. Finora, i produttori hanno testato i loro prodotti anti-virali e ne hanno esteso la durata. L’OMS stiva 2 milioni di dosi di Tamiflu e la Roche altri 3 milioni, come parte della loro riserva di emergenza.[16]

Gli antivirali sono in qualche modo efficaci nella profilassi della febbre, ma il loro eccessivo utilizzo induce resistenza virale.[24] È interessante notare che il 99,6% delle forme di influenza stagionale del 2008 erano resistenti al Tamiflu.[17]

Per togliere il Tamiflu dagli scaffali, l’influenza stagionale doveva scomparire, che è esattamente ciò che è successo. Ciò fa pensare che dei virus influenzali vengano spruzzati tra la popolazione per creare pandemie ad hoc.

Come detto prima in questo rapporto, l’influenza H1N1 attualmente in circolazione ha praticamente scavalcato tutte le altre forme, come per un piano, in un apparente tentativo di far fuori le milioni di dosi di Tamiflu che sarebbero scadute nel 2009-2010. Gli USA hanno una scorta di oltre 50 milioni di dosi che scadranno presto.[19]

I produttori del vaccino e il governo presagiscono la pandemia

Per ragioni sconosciute, nel 2008 il produttore del Tamiflu in Giappone previde un incremento delle vendite del 531% nel 2009, come presagendo la pandemia ora in corso.[20] Tutta questa scappatella influenzale, la sua manifestazione tardiva, gli altrimenti inspiegabili ritardi nella consegna del vaccino, sono state messe in scena per scaricare milioni di dosi di pillole di Tamiflu quasi scadute sulle masse sbattute nell’isteria della febbre?

Il 27 giugno 2008, quasi 8 mesi dopo le prime cronache dell’influenza H1N1 che si diffondeva in Messico, il produttore del Tamiflu iniziò ad esortare le società a comprare scorte del loro prodotto, un impegno di vendita appoggiato dal Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani. Ciò suggerisce una collusione massiccia tra i produttori di farmaci anti-virali e le autorità sanitarie pubbliche nell’inscenare la pandemia.

Il 27 giugno 2008, si cita che un vice segretario del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani abbia detto: “Penso che il programma (Tamiflu) sia senza precedenti in quanto stiamo affrontando una minaccia senza precedenti.”[21] Precisamente, di quale minaccia influenzale stava parlando allora questo impiegato del governo?

Bill Sardi
Fonte: www.lewrockwell.com
Link: http://www.lewrockwell.com/sardi/sardi133.html
9.11.2009

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di LUCA PAOLO VIRGILIO

NOTE

1 Cello J, Paul AV, Wimmer E, Chemical Synthesis of Poliovirus cDNA: Generation of Infectious Virus in the Absence of Natural Template Science 297, 1016 (2002).
2 Neumann G, Kawaoka Y, Synthesis of influenza virus: new impetus from an old enzyme, RNA polymerase I. Virus Research. 2002 Jan 30; 82(1–2):153–8.
3 Wang TT, Palese P, Unraveling the Mystery of Swine Influenza Virus Cell 137, June 12, 2009.
4 Petrosillo N, Di Bella S, Drapeau CM, Grilli E, The novel influenza A (H1N1) virus pandemic: An update. Annals Thoracic Medicine. 2009 Oct;4(4):163–72.
5 United States – USDA take 3 months to disclose swine flu. Meat Trade News Daily Nov. 4, 2009.
6 Smith GJD, Vijakrishna D, Bahl J, et al, Origins and evolutionary genomics of the 2009 swine-origin H1N1 influenza A epidemic. Nature Volume 459, 25 June 2009. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11885943
7 Madjid M, Lillibridge S, Mirhaji P, Casscells W, Influenza as a bioweapon. Journal Royal Society Medicine 2003 96 (7); 345–46.
8 Morens DM, Taubenberger JK, Fauci AS, The Persistent Legacy of the 1918 Influenza Virus. New England Journal Medicine 361(3): 225–29, July 16, 2009.
9 Hatta M, Gao P, Halfmann P, Kawaoka Y, Molecular basis for high virulence of Hong Kong H5N1 influenza A viruses. Science 2001 Sep 7; 293(5536):1840–2.
10 The Deadliest Flu Virus in the World: Made in USA.
11 Atkinson S, Swine flu cases overestimated? CBS News Oct. 21, 2009.
12 Perez, D., Sorrell, E., Angel, M., Ye, J., Hickman, D., Pena, L., Ramirez-Nieto, G., Kimble, B., & Araya, Y. August 25, 2009. 13 Fitness of Pandemic H1N1 and Seasonal influenza A viruses during Co-infection PLoS Currents RRN1011.2.
13 Anthrax attack bug “identical” to army strain.” New Scientist. May 9, 2002.
14 Troubling Anthrax Additive Found, Brian Ross, Christopher Isham, Chris Vlasto and Gary Matsumoto, ABC.com, October 26, 2001
15 Krug RM, The potential use of influenza virus as an agent for bioterrorism. Antiviral Research 57 (2003) 147–150.
16 Roche deploys rapid response stockpile of Tamiflu Reuters Sat May 2, 2009.
17 Eichner M, Schwehm M, Duerr HP, et al, Antiviral prophylaxis during pandemic influenza may increase drug resistance. BMC Infectious Diseases 2009; 9: 2334–39.
18 “2008–2009 Influenza Season Week ending September 5, 2009 “CDC, Sep. 18, 2009.
19 Stockpiled Antivirals at or Nearing Expiration. US Food & Drug Administration.
20 Chugai Pharmaceutical, Annual Report 2008.
21 Mary Brophy Marcus, U.S. firms can stockpile Tamiflu. USA TODAY June 27, 2008.

Pubblicato da Davide

  • trotzkij
  • Truman

    Ottimo articolo con diversi punti interessanti. Qui segnalo solo un punto che non mi convince.
    Cito:


    I virus influenzali evolvono per proteggere l’umanità?


    […] “… gli eventi pandemici o simil-pandemici successivi sembrano generalmente diminuire di intensità nel tempo. Questa diminuzione… potrebbe riflettere “scelte” evolutive del virus, che favoriscono una trasmissibilità ottimale con una patogenicità minima – un virus che uccide chi lo ospita o lo fa finire a letto non ha una trasmissibilità ottimale”.


    Eh? Abbiamo sentito parlare di “sopravvivenza del più forte” e “selezione naturale” (dove tratti ereditabili rendono più probabile che un organismo sopravviva e si riproduca con successo), ma qui abbiamo una nuova definizione di evoluzione – il genoma del virus influenzale sta facendo una selezione contro la propria sopravvivenza a vantaggio di quella degli uomini!
    [fine citazione]

    Solo qui, mi sembra che Bill Sardi sia in errore e sia invece valido il testo da lui criticato. Il virus dell’influenza non ha lo scopo di uccidere quanti più umani possibile, ma tende a sopravvivere (a suo modo) e diffondersi. Esso (il virus) si diffonde tanto meglio quanto più lascia in vita gli umani. Quindi può aver senso che nel suo indebolirsi raggiunga ottima trasmissibilità.

    Incidentalmente, il virus così descritto mi ricorda molto la medicina contemporanea, che è progettata per mantenere gli umani ammalati quanto più possibile, ma senza ucciderli, perchè altrimenti si perderebbe il business.