FONTE: RT.COM
Come riportato dal The Guardian , la famiglia Rockefeller ha aderito al movimento di disinvestimento che insiste nella necessità di abbandonare le aziende petrolifere, carbonifere e produttrici di gas. Questo disinvestimento sta coinvolgendo sia le istituzioni che gli investitori.
Il Rockefeller Brothers Fund controlla circa 860 milioni di dollari in assets, il 7% dei quali è investito in combustibili fossili.
Tuttavia, Stephen Heintz, il presidente del fondo, ritiene che questa decisione sarebbe in linea con i desideri di John D. Rockefeller, che ha accumulato una fortuna di milioni di dollari dopo aver fondato la Standard Oil Company alla fine del XIX secolo. "Siamo convinti che se J.D. Rockfeller fosse vivo, da astuto e lungimirante uomo d'affari qual’era, avrebbe abbandonato i combustibili fossili per investire in energia pulita e rinnovabile ", ha detto Heitz in un comunicato citato dal The Telegraph.
Secondo dichiarazioni della fondazione, la Rockefeller Brothers Fund è profondamente impegnata nella lotta contro il cambiamento climatico e questo l’ha spinta ad abbandonare i combustibili fossili, in particolare carbone e sabbie bituminose, due delle principali fonti di anidride carbonica. La decisione è stata presa alla vigilia del vertice sul clima delle Nazioni Unite, che è iniziato Martedì 23 Settembre. Attualmente, più di 800 investitori in tutto il mondo, comprese le fondazioni come Rockefeller Brothers Fund, gruppi religiosi, organizzazioni sanitarie, comuni e università hanno accettato di ritirare, entro i prossimi cinque anni, un totale di 50.000 milioni di dollari di investimenti nei combustibili fossili.
Fonte: http://actualidad.rt.com/economia/
Link: http://actualidad.rt.com/economia/view/141162-porque-rockefeller-retira-inversiones-petroleo
23.09.2014
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di LUIGI FABOZZI
makkia 4 ottobre 2014
Non è così semplice, però.
Le energie alternative hanno un grosso potenziale nella differenziazione delle fonti, nella decentralizzazione della produzione, nell'autonomia energetica dei singoli paesi.
Ecco perché non erano "pronte" per l'impiego di massa: molto più che essere vettori energetici sono vettori anti-monopolii.
Le corporation stanno studiando il modo di darti tecnologie energetiche così complesse e sofisticate che necessitino per forza di grandi gruppi che le producano (e controllino). E saranno sì "alternative", e magari anche rinnovabili (anche se il nucleare è sempre lì ad attendere).
Il "pannellino sul tetto" sta dando soddisfazioni a chi ce l'ha, alla faccia dell'ENROI (che peraltro fra poco dovremo ri-calcolare l'ENROI dei fossili). I concetti di casa passiva sono molto sensati e andrebbero riconsiderati come fossero vere e proprie fonti energetiche. Il geotermico ha i suoi atout.
Che poi ci vogliano "puntare" ad esempio sull'idrogeno per
autotrazione (una follia, quello stanziale avrebbe già più senso) o altre puttanate è dovuto al fatto che la cortina fumogena contro le rinnovabili è a tutto campo per ragioni economiche, non per ragioni tecnico-scientifiche.
Quanto alla decrescita, scordatela: non ci si fanno i soldi.