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PERCHE' GLI USA NON DEVONO AVER PAURA DI UNA CRISI DEL DEBITO SOVRANO

PERCHE’, AL CONTRARIO DELLA GRECIA, IN REALTA’ SONO SOVRANI

DI ELLEN BROWN
dissidentvoice.org

La scorsa settimana, un’agenzia di rating cinese ha retrocesso il debito Usa dalla tripla A, e globalmente primo, a “doppia A con prospettiva negativa” e soltanto tredicesimo a livello mondiale. Questo è la preoccupazione, ma gli Usa si differenziano dalla Grecia poiché il loro debito è denominato nella sua valuta, sulla quale ha il controllo sovrano. Il governo può semplicemente stampare le banconote di cui ha bisogno, o chiederle in prestito ad una banca centrale che le stampa. Non dovremmo permettere ai falchi del deficit e a chi vende a breve di dissuadere il governo dal perseguire quell’ovvio espediente.

Non abbiamo sentito parlare molto di “debito sovrano” fino all’inizio di quest’anno, quando la Grecia ha preso una sbandata. Il consulente d’investimento Martin Weiss ha scritto nella sua newsletter del 24 febbraio:

L’8 ottobre, il prezzo di riferimento delle obbligazioni decennali della Grecia era stabile e in salita. Poi, improvvisamente e senza alcun segnale, gli investitori globali si sono liberati delle loro obbligazioni greche con una furia senza precedenti, portando il loro valore di mercato in una spirale di morte.
Allo stesso modo, i titoli di stato a 10 anni del Portogallo hanno raggiunto un picco il 1° dicembre 2009, meno di tre mesi fa. Anch’essi hanno iniziato a crollare virtualmente senza sosta.
Il motivo: un nuovo contagio da paura per il debito sovrano! Effettivamente, entrambi i governi hanno un profondo debito e gli investitori sono preoccupati che il default sia non solo possibile – ma che adesso sia probabile!

Così hanno detto i media, ma notare che Grecia e Portogallo stavano facendo notevolmente bene solo tre mesi prima. Poi, “improvvisamente e senza alcun segnale”, gli investitori globali hanno con furia scaricato le loro obbligazioni. Perché? Weiss e gli altri commentatori hanno dato la responsabilità a un improvviso “contagio di paura riguardo al debito sovrano.” Ma, come ha ripetuto Bill Murphy, un altro prolifico scrittore di newsletter, “Il commento del mercato è l’andamento dei prezzi.” Gli esperti guardano a ciò che è appena accaduto nel mercato e poi escogitano una qualche plausibile teoria per spiegarlo. Quanto ha detto il Presidente Franklin Roosevelt della politica, tuttavia, può anche essere vero per i mercati: “ Niente accade per caso. Se accade, si può scommettere che è stato pianificato”.

Che il collasso del debito sovrano della Grecia possa essere stato pianificato è stato suggerito in un articolo del Wall Street Journal di febbraio, nel quale Susan Pullian et al. riportavano:

Alcuni importanti hedge fund hanno fatto grosse scommesse al ribasso contro l’euro con mosse che ricordano le azioni di contrattazione al culmine della crisi finanziaria degli Usa.
Le grosse scommesse emergono all’interno di raduni come un esclusivo “pranzo di idee” all’inizio del mese tra hedge fund titanici come SAC Capital Advisors LP and Soros Fund Management LLC. […] È impossibile calcolare il preciso effetto delle scommesse al ribasso degli operatori, ma esse si sono aggiunte alla pressione alla vendita della valuta – e quindi alla pressione sull‘UE per arginare la crisi del debito della Grecia.
Non vi è nulla di illecito nel fatto che gli hedge fund intraprendano lo stesso affare, salvo che ciò non sia ritenuto una collusione dagli enti regolatori, i quali non hanno indicato alcuna transazione come illecita.

Gli enti regolatori non lo hanno suggerito per ora; ma il giorno stesso nel quale la storia è stata pubblicata, la divisione antitrust del Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti ha inviato una lettera ad un numero imprecisato di hedge fund presenti al pranzo, avvertendoli di non distruggere alcuna documentazione che avesse a che fare con le scommesse sull’euro.

Al pranzo era rappresentato l’hedge fund di George Soros, che, attraverso grosse vendite a breve, ha dato un contributo decisivo al collasso della sterlina britannica nel 1992. Soros ha dichiarato di avvertire l’UE di rimettere a posto le sue finanze, altrimenti “l’euro potrebbe crollare.” Era davvero un avvertimento? O era una specie di spargimento di voci che aveva lo scopo di far crollare l’euro? Un attacco concertato contro l’euro, a cominciare dal suo anello più debole, le obbligazioni della Grecia, potrebbe far calare quella valuta così come le vendite a breve hanno portato giù la sterlina.

Questo genere di voci non si è limitato alle obbligazioni della Grecia e all’euro. Sul Financial Times, Niall Ferguson ha scritto un articolo intitolato “Una crisi greca sta venendo in America”, nel quale ha avvertito:

È cominciata ad Atene. Si è diffusa a Lisbona e a Madrid. Ma sarebbe un serio errore supporre che la crisi del debito sovrano che si sta verificando rimarrà confinata alle economie più deboli dell’eurozona.

Anche gli Usa, ha affermato, soffriranno una crisi del debito sovrano, è ciò accadrà prima del previsto.

Il Fondo Monetario Internazionale ha recentemente pubblicato alcune stime degli aggiustamenti fiscali di cui le economie sviluppate avrebbero bisogno per risanare la stabilità fiscale nel prossimo decennio. I peggiori erano il Giappone e il Regno Unito (un inasprimento fiscale del 13% del PIL). Poi venivano l’Irlanda, la Spagna e la Grecia (9%). E al sesto posto? Si fanno avanti gli Usa, che avrebbero bisogno di inasprire la politica fiscale dell’8,8% rispetto al PIL per soddisfare il FMI.

Il trucco è che gli Usa non hanno bisogno di soddisfare il FMI.

“Debito sovrano” è un ossimoro

In realtà gli Usa non possono subire una crisi del debito sovrano. Perché? Perché non hanno un debito sovrano. Come Wikipedia spiega:

Un’obbligazione estera è un titolo emesso da un governo statale. Il termine, di solito, si riferisce ad obbligazioni emesse in valuta straniera, mentre le obbligazioni emesse da un governo nella valuta del proprio paese sono chiamate obbligazioni statali. L’ammontare totale dovuto ai possessori delle obbligazioni estere è chiamato debito sovrano.

Damon Vrabel, del Consiglio per il Rinnovamento (Council on Spiritual Psychological Economic Renewal) di Seattle, conclude:

La crisi del debito sovrano […] è una fandonia della Ivy League (1), Wall Street e periodici eruditi come il Financial Times di Londra […] Sembra ridicolo rimarcare questo, ma il debito sovrano implica sovranità. Giusto? Ebbene, se i Paesi sono sovrani, allora come potrebbero essere obbligati ad indebitarsi con istituzioni bancarie private? Come potrebbero essere attaccati dai voleri di George Soros, JP Morgan Chase e Goldman Sachs? Perché sarebbero assoggettati ai capricci delle aste e degli operatori di borsa? Un vero sovrano non è in debito con nessuno […]

Al contrario della Grecia e di altri Paesi membri dell’UE, ai quali è proibito stampare la propria valuta o prenderla in prestito dalla propria banca centrale, il governo degli Usa può risolvere la sua crisi del debito attraverso il semplice espediente sia di stampare direttamente la moneta di cui ha bisogno, sia di prenderla in prestito dalla sua banca centrale, che stampa il denaro. Il termine tecnico attualmente usato per questa manovra è “alleggerimento quantitativo” e Ferguson afferma che è ciò che fino ad ora è “avvenuto tra gli Usa e i più ampi rendimenti obbligazionari” – tra questi e i massicci acquisti di titoli del Tesoro Usa da parte della Cina. Entrambi ora stanno calando, egli avverte, rinnovando il pericolo di una crisi del debito sovrano.

“Le esplosioni del debito pubblico fanno male alle economie […]”, sostiene Ferguson, “moltiplicando i timori di default e/o deprezzamento della valuta prima ancora dell’inflazione reale, [alzando] i tassi d’interesse reali.”
Il nervosismo dei mercati può essere pericoloso, ma se gli Usa si trovassero con obbligazioni statali e senza compratori, senza dubbio farebbero nuovamente ricorso all’alleggerimento quantitativo, proprio come hanno fatto in passato – non necessariamente in maniera aperta, ma attraverso l’acquisto di obbligazioni da parte di entità offshore, scambiando il debito governativo col debito degli organismi, ed altri giochi di prestigio. La meccanica può variare, ma fino a quando “Helicopter Ben” (2) è al timone, i dollari rischiano di apparire necessari.

Iperinflazione: una falsa minaccia oggi

Le proposte di risolvere la crisi del bilancio governativo semplicemente stampando i fondi necessari, sia sotto forma di banconote sia sotto forma di obbligazioni, invariabilmente si incontrano con i disperati segnali d’allarme in modo che il risultato sarà l’iperinflazione; ed oggi il mondo sta lottando con la deflazione. La disponibilità di denaro negli Usa è diminuita ad una velocità senza precedenti. In un articolo del 26 maggio sul Financial Times intitolato “La disponibilità di denaro negli Usa crolla al livello degli anni ’30 sotto il nuovo impulso di Obama”, Ambrose Evans-Pritchard osservava:

Lo stock di denaro è passato da 14,2 miliardi di dollari a 13,9 nei primi tre mesi dell’anno, con una contrazione annuale che ammonta al 9,6%. Il patrimonio dei fondi di mercato monetario istituzionale è sceso a un ritmo del 37%, il più forte crollo mai visto.

Finché i lavoratori sono disoccupati e le strutture di produzione sono inattive, come in questo periodo, il denaro può essere aggiunto alle scorte senza che i prezzi aumentino. L’inflazione dei prezzi si verifica quando la “domanda” (denaro) aumenta più velocemente della fornitura (beni e servizi). Se il nuovo denaro è usato per creare nuovi beni e servizi, i prezzi rimarranno stabili. Questo è dove l’alleggerimento quantitativo oggi ha fallito: il denaro non è stato diretto verso la creazione di beni, servizi e lavoro, ma è stato diretto verso le casse delle banche, per pulire i loro bilanci e fornire loro crediti a basso costo che esse non si sono degnate di inoltrare verso l’economia produttiva.

I nostri progenitori hanno descritto il governo che stavano creando come un “Bene Comune”, che garantisce la vita, la libertà e il perseguimento della felicità per il suo popolo. Insita in quella visione c’era un’opportunità di impiego per tutti quelli che vogliono un lavoro, così come servizi pubblici essenziali per la popolazione. Tutto ciò può essere dato da un governo che rivendica la sovranità sulla propria provvista di denaro.

Una vera sovranità non ha bisogno di indebitarsi nei confronti di banche private, ma può semplicemente emettere la moneta di cui ha bisogno. Ciò è quello che i coloni americani fecero, nell’innovativo sistema di denaro cartaceo che permise loro di prosperare per un secolo prima che il re Giorgio proibì loro di farlo, inducendo lo scoppio della Rivoluzione Americana. È anche ciò che fece Abramo Lincoln, contrastando i banchieri di Wall Street che avrebbero intrappolato il Nord nella schiavitù del debito attraverso le esigenze della guerra. Ed è ciò che in seguito fece la Cina stessa per decenni, prima di soccombere alla globalizzazione. La Cina mutuò l’idea da Abramo Lincoln, attraverso il suo ammiratore Sun Yat-sen; e Lincoln prese spunto dai coloni americani, i nostri progenitori. Noi abbiamo bisogno di reclamare il nostro diritto di sovranità come nazione per consolidare il Bene Comune che essi hanno immaginato senza mendicare da creditori stranieri o intrappolare il governo col debito.

Ellen Brown è avvocato a Los Angeles ed autrice di 11 libri. Nel libro Web of debt: the shocking truth about our money system and how we can break free, l’autrice mostra come un cartello di banche private ha usurpato ai popoli il potere di creare denaro e come è possibile tornare indietro.

Fonte: http://dissidentvoice.org
Link: http://dissidentvoice.org/2010/07/why-the-u-s-need-not-fear-a-sovereign-debt-crisis-unlike-greece-it-is-actually-sovereign/
24.10.2010

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di GIUSEPPE FOLLINO

NdT

(1) È un titolo che accomuna le otto più prestigiose ed elitarie università private degli Stati Uniti d’America.

(2) Ben Bernanke, economista e attuale presidente della Federal Reserve, la banca centrale statunitense, è chiamato così dai suoi critici. Il soprannome deriva da un suo discorso del 2002 sulla deflazione. In tale occasione egli ricordò che il governo, in un sistema a valuta legale, possiede i mezzi fisici per creare moneta. Il controllo dei mezzi di produzione della moneta implica che il governo può sempre evitare la deflazione semplicemente stampando più banconote. Riferendosi ad un’affermazione di Milton Friedman sull’uso di “una caduta di elicottero” di denaro nell’economia per combattere la deflazione, egli disse: “Il governo Usa ha una tecnologia, chiamata macchina da stampa (oppure oggi, il suo equivalente elettronico) che gli permette di produrre tanti dollari quanti desidera senza costi.”

Pubblicato da Davide

  • guido

    Cosa avrà scritto l’autrice negli 11 libri che ha pubblicato se crede, o fa finta di credere, che il governo USA possa stampare moneta come afferma nell’articolo?
    “il governo degli Usa può risolvere la sua crisi del debito attraverso il semplice espediente sia di stampare direttamente la moneta di cui ha bisogno, sia di prenderla in prestito dalla sua banca centrale, che stampa il denaro.”
    I Presidenti che hanno provato a riprendere la sovranità monetaria hanno fatto una brutta fine come ben sappiamo; dire che la FED è la banca del governo dimostra poi la malafede della signora Brown.
    Saluti.

  • AlbertoConti

    L’unica sovranità degli USA è concentrata nel Pentagono e nella santissima trinità: Moody’s, Standard&Poor’s (S&P), Fitch. Ovvero bastone e frusta. La carota se la son mangiata da un pezzo, perciò sta calando il numero di asini (tra cui l’Italia) che ancora lo seguono. La fine degli USA è segnata, cara Ellen. Non basta fare un po’ di confusione sui concetti di base per trovare la ricetta magica che non esiste. Il “debito sovrano”, inteso brutalmente come disavanzo con l’estero, è una bolla che quando scoppia fa molto male.

  • Johnny_Cloaca

    Qulacuno ha nostalgia di Mugabe a quanto pare….

  • maristaurru

    Posso sbagliare, ma la avvocatessa, echeggia nl suo scritto qualche verità-

    Certo la situazione, non rosea degli stati uniti, è comunque diversa, per ora, dalla nostra: è vero che gli Stati europei non possono prendere prestiti dalle banche centrali e che la BCE fa una politica monetaria del tutto disgiunta dalla politica e tutta volta a quella che pare una esagerata scempiaggine sotto molti punti di vista, la eliminazione della inflazione ricercata con enfasi maniacale.
    Una politica monetaria disgiunta dela politica farà solo gli interessi degli operatori commerciali del settore strafregandosene delle necessità anche sociali degli Stati, e lo stiamo assaporando, e chiunque capisce che danni enormi porterà agli Stati come istituzione, oltre che ai popoli.

    Gli Stati Uniti invece non hanno abdicato come quei fessacchiotti,corrotti oltre tutto a digiuno dei fondamentli della economia politica, degli europei, che a me pare, si sono lasciati raggirare dalla banche come scolaetti e se mai per il solito piatto di lenticchie tarlate pure. Gli Stati Uniti mantengono il controllo politico della politica monetaria, e possono indebitarsi con la fed , che collabora col governo , i nostri Ministrio delle finanze, invece prendono gli ORDINI dalla BCE.
    Non è una differenza da poco.

    Se leggete l’articolo BENE, l’avvocatessa a me pare, lamenta, giustamente, il fallimento dell’alleggerimento elo esprime correttamente e chiramente: “Se il nuovo denaro è usato per creare nuovi beni e servizi, i prezzi rimarranno stabili. Questo è dove l’alleggerimento quantitativo oggi ha fallito: il denaro non è stato diretto verso la creazione di beni, servizi e lavoro, ma è stato diretto verso le casse delle banche, per pulire i loro bilanci e fornire loro crediti a basso costo che esse non si sono degnate di inoltrare verso l’economia produttiva. ”

    Esatto, l’alleggerimeno quantitativo è stato usato male ( non so se c’entri una incapacità di Obama ,o come funziona in America, chi è responsabile di scelte tanto sbagliate : versare liquidità nelle banche, che porta l’america a fare la stessa cosa errata che la BCE cerca di fare fare a noi)

    l’avvocatessa infatti che non è la stupida ignorante come con molta leggereza alcuni hanno affermato, evoca Lincoln e il passato di sovranità monetaria americana e sostiene che un Paese politicamente sovrano PUO’ rivendicare la propria sovranità monetaria:

    “Noi abbiamo bisogno di reclamare il nostro diritto di sovranità come nazione per consolidare il Bene Comune che essi hanno immaginato senza mendicare da creditori stranieri o intrappolare il governo col debito. ”

    Ed ha ragione la americana, che poi gli Americani abbiano al momento un governo tanto forte da poterlo fare e rapidamente… non sembra. Però è anche vero che:
    Tutto quello che è FATTIBILE può ESSERE FATTO

    Noi ci siamo messi in tutta altra situazione e non debbo ricordare a nessuno credo, quando ciò è stato perfezionato e con quanta apparente indifferenza verso il bene e gli interessi del Paese. Ne è nata una minoranza bipartisan di ricchi senza merito, e nel frattempo si lavora alacremente per spingere tra i poveri quanti stanno ancora a metà, non troppo ricchi, ma comunque ancora spennabili. E li spenneranno, li spenneranno, per necessità, raschiato il fondo del barile, saliranno un po’ più su. Qualcuno ricorderà la notizia, subito scomparsa, di un discorsetto su la famosa asticella da alzare, di cui parlava un funzionario della BRI.. debbono fallire anche le famiglie oltre le Banche e le imprese, se occorre.. per la stabilità del sistema = per non ledere gli interessi della Economia , scissa totalmente dagli interessi e dal bene dei popoli, cioè dalla Politica.. la Politica, ultima esile speranza che resta alla America, ed alla quale la avvocatessa fa appello.

  • paolocogorno

    Questo post mi sembra la ” parte mancante ” del saggio di Paolo Barnard.
    Farsi un’idea di come gira l’economia è sempre più complicato per una persona non laureata nel campo. Questo mi da molto fastidio. E se da una parte spero che queste persone siano solo “pazze”, l’impressione che ho è che non lo siano per niente.

  • paolocogorno

    Da ignorantone ( lo ammetto ) una cosa non mi torna di quello che hai scritto:
    ” debbono fallire anche le famiglie oltre le Banche e le imprese, se occorre.. per la stabilità del sistema = per non ledere gli interessi della Economia , scissa totalmente dagli interessi e dal bene dei popoli, cioè dalla Politica.. ”

    Ma se le famiglie falliscono ( e di conseguenza a monte, come minimo, tutte le PMI e molti posti statali ) gli interessi della Economia e la stabilità del sistema come fanno a rimanere intatti? Cioè se le persone “normali” , non ricche e non povere di adesso, finiranno la maggior parte sul lastrico non avranno nemmeno piu soldi per continuare ad alimentare gli interessi di questa economia ? A chi li venderà i suoi prodotti il sistema ?
    In verità una risposta io ce l’ho, ma è talmente surreale che la voglio leggere da un altro….

  • RINOGAETANO

    nn lo finisco a leggere… l’america sovrana? Puo’ darsi, ma e’ il cane da esperimento ben riuscito si… ma pur sempre un cane

  • maristaurru

    I tuoi stessi dubbi li abbiamo in molti, e speriamo davvero di essere troppo allarmisti. Ma al di là di una affermazione, prontamente svanita dal web e che quindi poteva o esser stata male riportata dal funzionario stesso o mal compresa da chi la ha messa in rete, mi sembra agenzia ASCOM, restano i fatti, e i fatti sono , almeno per l’Italia, che : le Banche da quando abbiamo rinunciato a guidare noi la politica monetaria e la abbiamo sostanzialmente demandata al potere bancario, si permettono delle libertà che altre imprese commerciali non possono permettersi, dal modo poco chiaro di compilare i bilanci, al tentativo spesso riuscito di esercitare una moral suasion presso i governi per ottenere leggi economiche che le favoriscano.. e potrei farti un elenco lungo di privilegi che hanno causato gravisimo danno alla economia reale del paese. Non hanno mostrato, soprattutto a livello di Istituzioni Internazionali ( BRI, banca Mondiale, WTO ecc.. ) nessun interesse per la economia reale prese come sono allo sviluppo delle economie finanziarie. Non ti sei accorto che da tempo le Banche stanno togliendosi dalle scatole più dipendenti possibili e che hanno cominciato dai più esperti, se mai assumendo giovani totalmente impreparati, anche se con bei voti pro forma? Non gli servono più i bancari, la rete muove con un clic fortune immense, il futuro lo vedono per parte loro, e sarà così credo, mosso da interessi economici avulsi dalle noste piccole beghe, vale quello che sta in borsa, i grandi mercati che ormai guidano i beni primari: grano, presto acqua, sementi, armi, … la economia reale si dovrà adattare a tutto questo, e non saranno più i mercati economici che si adatteranno a quelli reali, specie se riusciranno , come pare stiano riuscendo, a togliersi dalle scatole i governi politici, resi camerieri o tolti del tutto, conta poco.

    La disoccupazione aumenterà purtroppo, e le Banche da tempo si stanno impadronendo dei beni reali del Paese, grazie ai mutui facili ( anche da noi ne hanno piazzati parecchi) , grazie ai pignoramenti ( anche da noi sono moltissimi,) , alle cartolarizzazioni, pensaci, tutto è in mano loro : Arte, guerra, cibo, farmindustria, sanità , case, servizi, e presto anche l’acqua. Le imprese che loro servono sono quelle che mandano avanti i macro settori, i piccoli possono unirsi in cooperative… in questo modo potranno accedere al credito e una volta sistemate.. saranno appetibili e scalabili, come fanno con le piccole realtà bancarie. So che sembra confuso, e che ci sono di sicuro delle imperfezioni, ma credo di avvicinarmi molto alla rappresentazione di un futuro senza politica governato dai TECNOCRATI , che fa rima con BUROCRATI

  • maristaurru

    fai male a non leggerlo con attenzione

  • Ricky

    Questo articolo sembra proprio il complemento dell’ormai famoso ‘Il piú grande crimine’ di Barnard.
    Girando per la rete e conoscendo inglese, francese e spagnolo se ne trovano altri, quasi tutti autorevoli, che sostengono le stesse tesi: il debito pubblico ma anche il deficit di uno Stato a moneta sovrana sono un’invenzione, tanto piú per Paesi come gli USA o il Giappone; lo Stato deve controllare l’operato delle banche di investimento, fissando le regole e deve solo tenere sotto controllo l’inflazione, cioé che la base monetaria corrisponda all’effettiva base produttiva e alla ricchezza sociale del Paese, ma senza essere estremisti e considerare una bestemmia un’inflazione al 4% come fanno ora i burocrati della BCE.
    E’ un discorso che puó sembrare sviluppista, produttivista o statalista ma specialmente per noi europei sarebbe un primo passo per uscire dalla melma in cui siamo.
    Devo ancora leggere una pubblicazione autorevole (e non legata al neoliberismo, ovviamente) che mi dimostri che queste tesi sono campate per aria, che non sia ripetizione di slogan qualunquisti, che porti prove alle insinuazioni che Kennedy sia morto perché stava sul culo alla FED, che la stessa FED sia onnipotente etc. etc.

  • amensa

    in questo scritto vengono dette molte cose giuste, mascherate da cose sbagliate.
    è un’abile manipolazione per raccogliere consenso.
    e c’è un’unica grande cosa che non viene detta e che invece sarebbe la base per risolvere questa crisi che altrimenti si protrarrà per anni.
    messi gli enunciati passo alla descrizione.
    quanto dice sul debito sovrano , USA, in particolar modo, è abbastanza giusto, ma detto nel modo sbagliato.
    vediamo perchè: e prendo come campione il migliore disponibile, ovvero il debito giapponese. è vicino al 200% del PIL, eppure il giappone si prende anche la briga di comprare dollari per non rivalutare troppo lo yen.
    dov’è il trucco ? il trucco sta nel fatto che i titoli di tale debito sono in mano ai giapponesi stessi. pertanto, dal punto di vista delle altre monete (paesi) il debirto pubblico giapponese NON ESISTE, perchè nessuno ha in tasca titoli del debito giapponese, ma anzi sono loro(dato ch ecome paese consumano meno di quanto producono, e quindi hanno un enorme credito verso l’estero) a possedere i titoli degli altri.
    all’opposto sta la grecia che ha prodotto molto meno di quel che consumava (grazie alla forza dell’euro) e i greci non hanno risparmiato, ma consumato. quindi tutto il debito Greco è nelle mani di entità straniere, che possono quindi ricattare il governo greco come e quando vogliono.
    il paragone perfetto è quello del padre nell’ambito della siua famiglia.
    si può avere un padre spendaccione, ma se egli si indebita solo con i suoi figli, al massimo si creerà un problema all’interno della famiglia, ma per chi stà fuori sarà una famiglia perfetta, magari anche “risparmiosa” e ricca se dal loro giro interno si generano anche dei risparmi.
    se invece il padre si indebita con degli strozzini per dare il motorino al figlio e la pelliccia alla moglie, ecco che, se vogliono continuare ad avere un badre non all’ospedale, tutta la famiglia a un certo punto viene coinvolta a pagarne i debiti.
    ho preso i due casi estremi, ma tra tutti gli USA sono l’eccezione, e lo sono per il semplice fatto che il dollaro è la (maggior) moneta di scambio internazionale, pertanto tutti gli stati ne devono tenere una riserva, e quindi tutti gli stati, come ogni creditore, farà di tutto affinchè tale debito non perda troppo di valore, nonostante la vita allegra del debitore.
    questo detto in poche parole.
    il fatto che nessuno vuole denunciare e quindi nessuno vuole combattere, è l’accentuazione della concentrazione della ricchezza.
    da diversi anni è in corso questo movimento dalla generalità delle persone ai pochi (percentualmente parlando) “ricchi”. l’aumento del divario nella distribuzione della ricchezza tra i tanti poveri e i pochi ricchi, ha portato ad una contrazione dei mercati, ad una loro asfissia.
    l’intuizione di ford, ch eprese a pagare i suoi operai tanto quanto fosse sufficiente a ch elloro stessi potessero acquistare le auto prodotte, è l’esatto, speculare opposto di quanto accaduto in questi tempi, e che ha portato a questa crisi, dopo che la riduzione di ricchezza distribuita alle classi meno agiate, compensata inizialmente con l’illusione creata dal credito facile, ha mostrato la sua vera faccia, riducendo all’improvviso e drasticamente la capacità di spesa, e quindi di acquisto di beni e servizi, da parte di una grossa fetta di popolazione.
    meno vendite, meno produzione, rimedio = disoccupaxzione ch eperò causa ulteriore calo della capacità di spesa, e quindi…. in una spirale perversa verso al povertà.
    la soluzione a questo punto, se si accettasse la diagnosi, sarebbe banale.
    tassazione dei redditi elevati, tassazione dei capitali e delle grosse ricchezze, e redistribuzione delle risorse.
    e chiu ci crede ch equalcuno si azzardi anche solo a proporlo ?
    altra strada sarebbe un forte investimento delle fonti alternative di energia, settore ch epotrebbe dare un ritorno notevole come investimento, al limite fatto anch ea debito, ma chi le combatte le lobbies del petrolio ? ed allora si preferisce far finta di nulla, truccare e nascondere i dati, e cercare di tirare a campare fino alla prossima riunione di g20, o g8, o dei banchieri, o delle madonne.!
    auguri!!!

  • sovranidade

    “Al contrario della Grecia e di altri Paesi membri dell’UE, ai quali è proibito stampare la propria valuta o prenderla in prestito dalla propria banca centrale, il governo degli Usa può risolvere la sua crisi del debito attraverso il semplice espediente sia di stampare direttamente la moneta di cui ha bisogno, sia di prenderla in prestito dalla sua banca centrale, che stampa il denaro.”

    Sul piano squisitamente “Tecnico” questa tesi effettivamente è ineccepibile, infatti l’ordine esecutivo 11110 firmato da Kennedy il 4 giugno 1963 è tutt’ora in vigore.
    Ma la realtà è che Obama non vuole affatto servirsene per stampare “moneta sovrana”, pur avendone il potere. Anzi, al contrario, le sue decisioni in materia monetaria vanno palesemente in direzione di un sostegno ingiustificato, a suon di miliardi di dollari dei contribuenti americani, al sistema bancario responsabile, peraltro, dell’attuale disastro economico/finanziario a livello mondiale. Obama avrà pure i suoi buoni motivi…
    Ma far finta di non sapere che chi comanda effettivamente negli U.S.A. è la FED e non il Congresso è imperdonabile per chiunque voglia spacciarsi per un “esperto”. Che poi l’esperto si chiami Ellen Brown o Paolo Barnard non fa molta differenza.
    Ed è ancora più ingiusto far finta di dimenticare che il semplice “espediente” di stampare direttamente la moneta, sia a Lincoln che a Kennedy, è costato la vita.
    A questo punto non saprei se siamo di fronte a pura e semplice ignoranza o se si tratta veramente di malafede!
    Nel caso di Barnard voglio sperare che sia solo ignoranza.

  • sovranidade

    “Al contrario della Grecia e di altri Paesi membri dell’UE, ai quali è proibito stampare la propria valuta o prenderla in prestito dalla propria banca centrale, il governo degli Usa può risolvere la sua crisi del debito attraverso il semplice espediente sia di stampare direttamente la moneta di cui ha bisogno, sia di prenderla in prestito dalla sua banca centrale, che stampa il denaro.”

    Sul piano squisitamente “Tecnico” questa tesi effettivamente è ineccepibile, infatti l’ordine esecutivo 11110 firmato da Kennedy il 4 giugno 1963 è tutt’ora in vigore.
    Ma la realtà è che Obama non vuole affatto servirsene per stampare “moneta sovrana”, pur avendone il potere. Anzi, al contrario, le sue decisioni in materia monetaria vanno palesemente in direzione di un sostegno ingiustificato, a suon di miliardi di dollari dei contribuenti americani, al sistema bancario responsabile, peraltro, dell’attuale disastro economico/finanziario a livello mondiale. Obama avrà pure i suoi buoni motivi…
    Ma far finta di non sapere che chi comanda effettivamente negli U.S.A. è la FED e non il Congresso è imperdonabile per chiunque voglia spacciarsi per un “esperto”. Che poi l’esperto si chiami Ellen Brown o Paolo Barnard non fa molta differenza.
    Ed è ancora più ingiusto far finta di dimenticare che il semplice “espediente” di stampare direttamente la moneta, sia a Lincoln che a Kennedy, è costato la vita.
    A questo punto non saprei se siamo di fronte a pura e semplice ignoranza o se si tratta veramente di malafede!
    Nel caso di Barnard voglio sperare che sia solo ignoranza.

  • vimana2

    Nn è difficile per niente capire che gli USA possono emettere titoli di stato e farli comprare alla FED ( banca centrale ).
    Questo in italia era possibile fino al 1981….poi basta…..dopo il 1992 a decide il TUS è solo il governatore della banca centrale….ecco che il debito accumulato tra il 1981 e il 1992 divenne impagabile….

  • amensa

    credo che la maggiore ignoranza sia ritenere che il solo stampare moneta serva a qualcosa d’altro che a svalutarla.
    se la massa monetaria riflette la creazione di ricchezza da parte di un paese, se quest’ultima non sale , ma sale la prima, l’unico risultato è una moneta che vale di meno.
    vedasi weimar e tutti gli altri casi storici.

  • AlbertoConti

    Quale e’ la causa scatenante di disordini e proteste di piazza in America? Immigrazione? Matriminio tra gay? Aborto? Le elezioni di midterm del 2 novembre? La moschea a Ground Zero? Niente di tutto cio’. La risposta e’: la Federal Reserve. Non siamo noi di WSI a scriverlo, e nemmeno un blog estremista di qualche matto di estrema destra seguace della Sarah Palin e del Tea Party (di quelli, magari, che si vestono da nazisti nel weekend e si presentano candidati alle elezioni), no: lo scrive il settimanale Time, testata da 3 milioni di copie, fiore all’occhiello del gruppo quotato a Wall Street Time Warner.

    E come se non bastasse, in un’intervista a Bloomberg TV, lo strategist di Citigroup Willem Buiter, insieme a Howard Davies, chairman della London School of Economics, ha detto che nel futuro degli Stati Uniti c’e’ solo “austerita’ selvaggia”. “L’unico dubbio riguarda in verita’ il timing e la composizione” dei programmi di austerita’. Nel discutere la particolare abilita’ dell’America di posticipare le inevitabili misure di austerita’ per la prima volta nella storia del paese, Buiter fa notare che “gli Stati Uniti saranno ancora in grado di indebitarsi per qualche tempo a tassi infimi e senza alcun rischio, soprattutto perche’ il mercato Usa e’ tenuto su dal ruolo del dollaro come moneta mondiale di riserva”. “Ma non durera’ a lungo – ha aggiunto l’economista – questo scudo di protezione, perche’ la disciplina del mercato e’ stata erosa dal peso insostenibile dei deficit”.

  • maristaurru

    Possibile che in Italia abbiamo perso persino la capacità di leggere un testo e, credo senza rendercene conto leggiamo quello che redismo sia scrittto? Mi sono trovata di fronte a questo fenomeno anchje con i burocratuzzi, mi hanno fatto perdere spesso un sacco di tempo perchè leggevano e capivano o fingevano di capire quello che cavolo volevano , pur di dimostrare di aver ragione. Quindi ricorsi, appelli, fino a sputtanarli fino in fondo. Forse davvero è ora di maturare, a che serve denigrare la sconosciuta avvocatessa facendole dire quello che non dice?

    Chiaramente parla di doversi “riappropriare del potere di stampare danaro,” e si rifà a Lincoln per quasto e non per gioco. Poi chiaramente cerca di spiegare a chi ha capacityà e volontà di capire, che questa operazione , a suo avviso, in America è possibile, perchè in America il potere politico, ve lo spiego ed informatevi, non ha rinunciato alla funzione di determinare la politica economica. Noi Stati Europei, restiamo divisi, con realtà economiche e culturali diverse, ma ci siamo come INBECILLI assoggettati al volere di un ENTE COMMERCIALE PRIVATO LA BCE, e bisogna essere molto stupidi o molto corrotti per una simile operazione e lo stesso vale per i topastri italiani che cercano di confonder le acque perchè la GENTE NON SAPPIA, ed ora mi vado a prendere un anti nausea

  • maristaurru

    Italiani? accodati sempre eh? Eppure non è posizione comoda, arriva il fetore di quanti precedono e pappa sempre meno..

  • sovranidade

    “Possibile che in Italia abbiamo perso persino la capacità di leggere un testo e, credo senza rendercene conto leggiamo quello che redismo sia scrittto? ”

    A parte il fatto che dovresti cercare di far pace con la tastiera del tuo PC,
    però, se permetti, questo mi sembra il classico caso del bue che da del cornuto all’asino…
    E dire che ho persino postato due volte lo stesso commento, giusto per evitare “distrazioni”, purtroppo non hai capito né il primo e nemmeno il secondo.
    Riprova e sarai più fortunato/a !